31 marzo 2020

Dobbiamo ritrovare la capacità di essere un NOI...

Bella Ciao Maino. 
Le tue parole colpiscono in questa triste realtà...                          
“Tutte le volte che uomini e donne si stringono intorno a qualche cosa che sia un altare, che sia una bandiera, che sia un discorso, che sia una mensa, un battesimo, un funerale è sempre un momento estremamente importante. Prima di tutto perché l’uomo esce dal suo interesse personale, esce dal suo rischio di vita e non è più un individuo, è un NOI. Quando gli uomini diventano un NOI sono una forza enorme, dobbiamo ritrovare la capacità di essere un NOI" …                
Luchino Dal Verme
nome di battaglia “Maino”
Partigiano. Comandante della Divisione Garibaldina Gramsci. Oltrepò Pavese.
Milano 25 Novembre 1913.                                                       
+ Torre Alberi (Pavia) 29 marzo 2017.


27 marzo 2020

La tessera ANPI e gli aiuti per l'emergenza COVID19

In queste ore stiamo facendo il secondo versamento di altri Euro 200 per gli aiuti agli Ospedali San Paolo e San Carlo di Milano. 
Grazie a tutti di cuore e di radice.

SOLO INSIEME POSSIAMO fai la tessera ANPI 2020 e aiuti gli Ospedali SAN PAOLO e SAN CARLO Milano. Emergenza Covid19.  
La Sezione ANPI Barona Milano ha deciso di versare immediatamente la propria quota di Sezione delle tessere ANPI 2020 che arriveranno, all’Ospedale San Paolo e San Carlo di Milano per l’emergenza Covid19 in corso, sappiamo di una necessita d'aiuto urgente in queste strutture pubbliche.   
19 euro con bonifico ANPI BARONA MILANO. BPER Banca Agenzia 18. C.C. 35061065.
IBAN - IT52V0538701629000035061065  
BIC  BPMOIT22XXX 
più 3 euro per la spedizione via posta 
della tessera a casa. 
Datecene informazione inviandoci un email a: 



26 marzo 2020

Municipio 6 Milano - Informazioni utili emergenza Covid19


Milano Municipio 6 - 
Informazioni utili emergenza Covid19. 

CENTRO MILANO DONNA
Il Centro Milano Donna del Municipio 6, nonostante la chiusura dovuta all'emergenza sanitaria per coronavirus, continua a garantire il servizio di sportello a distanza, in particolare per le persone in difficoltà e sole, grazie alle operatrici professioniste di Telefono Donna. ​
Tutte le utenti dei Centri Milano Donna dei Municipi 2, 3 e 6 possono telefonare al numero 02.64443043/4 sempre attivo. ​
​Mai come in questi momenti di incertezza e di solitudine è importante trovare qualcuno che sappia ascoltare e offrire un aiuto attento e competente. ​
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DISTRIBUZIONE DI GENERI ALIMENTARI PER FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ 
Sul territorio sono nati 7 hub temporanei per la distribuzione di generi alimentari e consegna della spesa a domicilio per le famiglie meno abbienti, grazie alla collaborazione tra l'assessorato alle Politiche sociali e abitative, gli uffici della Food Policy Milano e la Protezione Civile del Comune di Milano, Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana, Fondazione Cariplo, Programma QuBì - La ricetta contro la povertà infantile, Coop Lombardia, Milano Ristorazione e Amat. Centocinquanta tra dipendenti del Comune, operatori e volontari – che sono stati formati a gruppi nel cortile di Palazzo Marino – saranno in campo per consegnare cibo a migliaia di persone finché saranno attive le misure per il contenimento del #Coronavirus. L’hub del Municipio 6 è presso la sede del Centro Anziani Astronave, Barrio’s, Piazzale Donne Partigiane, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 16.00. In questo momento di isolamento è difficile raggiungere tutti, proprio tutti, per cui attivatevi se conoscete persone in difficoltà, con la seguente avvertenza: NESSUNO VIENE CONVOCATO IN LOCO E QUINDI NESSUNO DEVE USCIRE DI CASA E PRESENTARSI ALL'HUB.
I PACCHI SONO CONSEGNATI A CASA E LE FAMIGLIE VENGONO AVVISATE TELEFONICAMENTE.
ANCHE LE SEGNALAZIONI VANNO FATTE TELEFONICAMENTE ai servizi sociali comunali, a una parrocchia, a un’associazione territoriale che si occupa di povertà e di assistenza socio sanitaria, (Rete QuBi Barona e Rete QuBi GIambellino e Lorenteggio) oppure chiamando e segnalando le situazioni direttamente a Milano Aiuta - 02.02.02
 
PER GLI ANZIANI DELLE CASE POPOLARI IN ARRIVO SMS E TELEFONATE DI SUPPORTO E ORIENTAMENTO AI SERVIZI DEL COMUNE
L'Assessore Rabaiotti: “Stiamo costruendo una rete di sostegno ai cittadini più fragili, in particolare gli anziani, perché nessuno rimanga solo nell’affrontare l’emergenza. Con MM stiamo cercando di costruire una rete di sostegno sia pratico sia psicologico la più capillare possibile, perché vogliamo che nessuno si senta abbandonato.”
Per gli inquilini delle case popolari di proprietà comunale, insieme al gestore MM, l’Amministrazione ha organizzato un servizio dedicato: stanno partendo in queste ore 5.290 sms indirizzati ai nuclei formati da over 65 per ricordare loro le basilari norme di comportamento da adottare in questo periodo e i numeri di telefono utili nell’emergenza.
- 02.02.02 attivato dal Comune per la richiesta di supporto nel fare la spesa, comprare farmaci e per il trasporto gratuito in caso di visite mediche non rinviabili. Gli incaricati rispondono dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20;
- 02.85782797, messo a disposizione da ATS metropolitana, che è possibile chiamare dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 16) per ricevere supporto e ascolto da parte di operatori specializzati e psicologi.
Un gruppo di operatori, inoltre, sarà deputato a chiamare direttamente gli anziani più fragili, gli over 75 con disabilità, come primo contatto di presenza e vicinanza, e per aiutarli a orientarsi tra i servizi offerti dal Comune in caso di particolare necessità.
 
CANONI E SPESE ALLOGGI MM.
Differiti al 30 settembre i termini di pagamento di canoni e spese degli alloggi popolari del Comune, con possibilità di rateizzazione in base alle situazioni economiche dei nuclei familiari. Nel frattempo, per contenere la diffusione del #Coronavirus e limitare il più possibile le uscite, gli sportelli delle sedi MM Casa saranno chiusi fino al 25 marzo. I servizi per gli inquilini delle case popolari del Comune gestite da MM non verranno comunque sospesi, ma riorganizzati: gli appuntamenti già fissati con le sedi territoriali non avverranno allo sportello, ma saranno gestiti telefonicamente dagli operatori di MM.



24 marzo 2020

Bella Ciao Alfredo Pallini "Il Mugnaio". Arcobaleno i tuoi occhi...

Le vecchie querce si piegano alla tempesta, resistono sino alla fine poi si schiantano al suolo, ma le ghiande cadute nel bosco al primo sole della primavera già germogliano. 
E morta una delle ultime querce dell'Oltrepo Pavese Alfredo Pallini "El Murnè, il Mugnaio"
Un Partigiano, un amico, un fraterno Compagno, una delle persone più buone che abbiamo conosciuto, il suo sorriso che sempre dopo le lacrime del ricordo del dolore, compariva sul suo viso ci rimarrà sempre come indelebile ricordo, ti rivediamo con noi ogni volta che venivamo a Zavattarello e sui luoghi della tua Resistenza, ti rivendiamo nel documentario "Noi Partigiani dell'Oltrepo" ti rivediamo discutere e ridere con il tuo amico e fratello "Arturo" Giacomo Bruni, ed un pò ci consola che adesso di certo sarai con lui a parlare, ricordare, sorridere e piangere...  "Mi hanno legato i polsi con del filo di ferro, era talmente stretto che mi si è conficcato nella carne e non si vedeva più, tutte le mattine per 20 giorni, i fascisti mi hanno picchiato con grosse corde annodate e bagnate sulla schiena ho ancora i segni, il nero non va mai via, la mia carne era marcia." Alfredo Pallini classe 1924. Partigiano combattente per venti mesi di Resistenza, prima nella Banda del Greco e poi nella 87° Brigata Garibaldi "Crespi" sempre in copia con "Arturo" catturato in combattimento dai fascisti nei primi mesi del 1945, viene imprigionato nel terribile luogo di dolore del Castello di Cicognola dove è sottoposto a indicibili torture, liberato a seguito di scambio di prigionieri, porterà sulla sua carne per tutta la vita i segni di quel supplizio. Da sempre nell'ANPI, da sempre uomo giusto e libero, la sua terra, i suoi boschi, nei suoi occhi, i dolori e le gioie di una vita nelle sue parole... abbruniamo la nostra bandiera, piangiamo un Padre, un fratello, un Partigiano che tanto ci ha dato. Un abbraccio di sentite condoglianze alle figlie, agli amici, all'ANPI di Zavattarello.  Bella Ciao Alfredo, quando percorreremo le tue amate colline, le tue montagne, sarai con noi, e i tuoi occhi saranno arcobaleno che sempre ci sorprenderà dopo il temporale. 


20 marzo 2020

SOLO INSIEME POSSIAMO...

SOLO INSIEME POSSIAMO fai la tessera ANPI 2020 e aiuti gli Ospedali SAN PAOLO e SAN CARLO Milano. Emergenza Covid19.  
La Sezione ANPI Barona Milano ha deciso di versare immediatamente la propria quota delle tessere ANPI 2020 che arriveranno da oggi 20 marzo in poi, all’Ospedale San Paolo e San Carlo di Milano per l’emergenza Covid19 in corso, sappiamo di una necessita d'aiuto urgente in queste strutture. 
Dunque vi chiediamo di iscrivervi all’ANPI Sezione Barona di Milano. E così oltre che essere ancora e sempre ANPI quest’anno saprete di aiutare qualcosa e qualcun altro di molto importante.  
19 euro con bonifico ANPI BARONA MILANO. BPER Banca Agenzia 18. C.C. 35061065.
IBAN - IT52V0538701629000035061065  
BIC  BPMOIT22XXX 
più 3 euro per la spedizione via posta 
della tessera a casa. 
Datecene informazione inviandoci un email a: 
Informiamo inoltre che la Sezione ANPI Barona sta versando in queste ore la prima quota di 250 euro al conto straordinario SOLO INSIEME POSSIAMO. 
Aiuta gli Ospedali SAN PAOLO e SAN CARLO di Milano.  

Grazie a tutti di cuore e di radice. 

19 marzo 2020

Arriverà ancora e sempre il 25 aprile...

Arriverà aprile e le foglie copriranno gli alberi, e come un lontano aprile sarà tempo di lottare insieme e vincere, ora come allora si scopre la paura, il senso del provvisorio, il timore del non farcela, ma la speranza, il sognare, il guardare oltre il ponte è nelle nostre radici, e arriverà presto l’attimo del ricordo di lacrime, ma anche il momento della Festa di libertà, NOI insieme abbracciati, uniti e pronti a un nuovo futuro migliore. Arriverà ancora e sempre il 25 aprile.



15 marzo 2020

Giorni Partigiani. ANPI chiama all'unità creativa...

CHIAMATA ALL'UNITÀ CREATIVA
Tempi duri, care antifasciste e antifascisti. Tempi di obblighi necessari, di modifiche radicali degli stili di vita e anche dei pensieri. Siamo chiamati ad una forte unità, ad una resistenza oltremodo impegnativa. E allora proviamo a chiamarci, insieme, per creativi nomi di battaglia. Vi proponiamo un modo per rompere la clausura, questo stato di inquietudine che siamo costretti a sopportare da soli o comunque in una compagnia non esattamente sciolta. Vi proponiamo lo sviluppo di una parola chiave: CONDIVISIONE.
Inviateci le vostre letture, parti di esse, film, disegni, vostri, o dei vostri amici, figli, nipoti. Video. Inviateci anche semplicemente il racconto di una giornata che avete deciso viva, forte di una speranza.
Il senso è: raccontiamoci nella stessa barca. Raccontiamo questi giorni partigiani. Uniti nelle regole, ma anche nello scambio di belle possibilità di affrontare questo tempo virale.
Inviate i vostri materiali a ufficiostampa@anpi.it
Vi aspettiamo.
Vi pubblicheremo sui nostri canali Facebook ed Instagram.

09 marzo 2020

Non siamo soli...

Non siamo soli. Viene di nuovo rinnovato purtroppo il periodo d'inattività, Tutte le attività sociali ANPI Barona Milano sono temporaneamente sospese in attesa aggiornamenti e ordinanze sull'emergenza "Coronavirus" ciò non toglie che la tessera ANPI Barona Milano 2020 per nuovi e vecchi soci sia a vostra disposizione, ve la spediremo a casa, e potrete pagarla tramite bonifico bancario. Tutte le info e le richieste scrivendo a: anpibarona@fastwebnet.it. 
Augurando un sereno 8 marzo a tutte le compagne, un grazie a tutti, a presto e come sempre RESISTENZA. 




03 marzo 2020

ANPI Coordinamento Donne - Libere sempre.


ANPI Rescaldina (Milano) - Inchiostro e Memoria 6°edizione.


NO all'apertura di lealtà e azione a Gaggiano (Milano)

NO all'apertura della sezione di Lealtà e Azione a Gaggiano. 
L'Anpi Provinciale di Milano esprime la propria ferma contrarietà alla preannunciata apertura nel Comune di Gaggiano di una sezione dell'organizzazione neofascista Lealtà e Azione che si ispira al pensiero del generale delle SS Léon Degrelle e a quello di Corneliu Codreanu, fondatore negli anni trenta della Guardia di ferro rumena, movimento nazionalista e antisemita. Lealtà e Azione che si cela dietro la sigla FEDERrAZIONE, si pone, per la sua ideologia, in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana e con le leggi Scelba e Mancino. Siamo profondamente preoccupati per i problemi, anche sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica, che la nascita di questa sezione potranno suscitare nel Comune di Gaggiano. Per questa ragione chiediamo alle pubbliche autorità di fare tutto il possibile per evitare che la tranquillità di Gaggiano e dei comuni limitrofi possa essere turbata da questa inquietante presenza.
L'Anpi Provinciale di Milano metterà in atto tutte le iniziative possibili per impedire che nel Comune di Gaggiano possa insediarsi una organizzazione la cui presenza, proprio nell'anno in cui ricorre il 75° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo, sarebbe profondamente oltraggiosa nei confronti di tutti coloro che hanno combattuto contro il nazifascismo, per la Libertà di tutti noi.
Roberto Cenati – Presidente Anpi Provinciale di Milano.

02 febbraio 2020

La Resistenza non è finita.















"Non amo le commemorazioni, perché difficilmente ci si può sottrarre alla tentazione della retorica, della effusione sentimentale, della mozione degli affetti. E non amo in particolare le commemorazioni della Resistenza perché si commemorano volentieri cose lontane e morte, e invece la Resistenza è vicina e ben viva. La Resistenza non è finita. Noi viviamo in una situazione che è la conseguenza della Resistenza e anche coloro che la denigrano o la ignorano non possono fare a meno, in quanto vivono e operano in questa situazione, di accettarne i risultati. [...] Per capire la Resistenza, direi che bisogna prima di tutto sgombrar la nostra mente da un equivoco: che da essa dovesse nascere, tutto d’un pezzo, il nuovo Stato italiano. A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo corso sulla libertà è stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata. Dopo dieci anni cominciamo soltanto ora a comprendere di quali enormi difficoltà sia irta la vita di un regime libero. Abbiamo imparato che un regime di servitù, quand’è giunto al momento della sua esasperazione, si può strozzare in poco tempo, ma la libertà per consolidarla ci vogliono decenni. Per uccidere un malvagio, basta un tratto di corda. Ma per fare un uomo onesto, quante cure, quanti affanni, quanti sacrifici. E poi, qualche volta, nonostante la buona volontà, non ci si riesce neppure. Questa lezione, se l’abbiamo bene appresa, dovrebbe consigliarci un atteggiamento: quello della modestia di fronte ai compiti giganteschi che ci attendono, dell’abbandono di attese messianiche, della serietà dell’impegno nell’opera comune, della vigilanza operosa.  Non c’è che un modo per realizzare la Resistenza: ed è quello di continuare a resistere. Di continuare a resistere, ogni giorno, agli allettamenti che ci vengono dagli sbandieratori di facili miti o dagli amanti della confusione mentale; alle passioni incontrollate che ci spingono ora a destra ora a sinistra a seconda degli umori e degli eventi; alla seduzione della pigrizia che ci getta in braccio allo sconforto e ci rende inattivi e indifferenti. Un regime di libertà non si crea coi miti, ma con la chiarezza mentale applicata ai problemi socialmente utili; non si crea neppure con le passioni scatenate, anche se sublimi, ma con la moderazione del giudizio, con il controllo di sé, con la disciplina mentale; e neppure con la indifferenza ma con la partecipazione attiva ai problemi del nostro tempo. Si dice che per smuovere gli inerti ci vuol entusiasmo, e per suscitare entusiasmi ci vogliono miti. Ma a me pare che non ci sia nulla di cui valga più la pena di entusiasmarsi che la costruzione di una convivenza civile, in cui vi sia meno corruzione, meno furberia, meno spirito di sopraffazione, e maggior rispetto delle opinioni altrui insieme con maggiore riserbo nella espressione delle proprie.  La democrazia è una scuola di realtà. Chi vive nelle nuvole ed è prigioniero dei miti non è un buon democratico. L’utopismo può essere una buona arma contro la dittatura. Ma quando la società democratica è costituita o per lo meno è avviata, l’utopismo diventa un ostacolo. Non so quanto il maggior contatto con la realtà che la vita democratica richiede abbia influito sulla nuova arte che si dice realistica. Lascio ai competenti di giudicarlo. Mi limito a constatare che il crollo del fascismo ci ha liberati dalla nuvolaglia di pregiudizi da cui eravamo fasciati e ci ha fatto toccar terra. E questo è per me uno degli effetti salutari della Resistenza.  Quanto siffatto spirito realistico possa giovare alla nostra cultura, non ho bisogno di ribadire. Una cultura diretta dall’alto ha paura non soltanto della libera fantasia, ma anche della solida realtà. Del resto fantasia e realtà, che nel linguaggio comune sembrano due termini antitetici, nel dominio dell’arte sono strettamente connessi. Ci vuole ricca fantasia per essere buoni realisti: altrimenti si è dei copiatori. E bisogna aver gusto e senso delle cose reali per avere una fantasia creatrice e non soltanto un’oziosa immaginazione.  In una situazione di oppressione della libertà, la paura della realtà genera due diversi atteggiamenti: quello della cultura ufficiale che la realtà deforma o decora, e nasce la pseudo-cultura dei retori; quello della cultura eretica, che non si vuol lasciar sopraffare e per sopravvivere è costretta ad evadere; e nasce la cultura, inquieta o torbida, dei decadenti. In altra occasione ho parlato di questo impasto di retorica e di decadentismo che fu la cultura in Italia al tempo fascista. Sono stili e modi di sentire connessi tra loro assai più che non si pensi. Sono entrambe forme caratteristiche di antirealismo. Quando si trovano insieme nello stesso personaggio vien fuori il poeta della generazione fascista: Gabriele d’Annunzio. E quando sono separati l’una dall’altro camminano parallelamente ma si tengono per mano. Si passa con fastidiosa monotonia dalla cultura melensa dei retori a quella esoterica dei decadenti o gerarchi o ermetici.  Ora, se la società democratica è quella in cui ogni individuo ha il diritto e il dovere di dare il proprio contributo alla vita del paese, ognuno deve prender contatto con la realtà che lo circonda, deve sapere esattamente, senza finzioni e senza illusioni, quale sia la sua posizione e quella degli altri. In una democrazia non si possono tollerare gli assenti. O per lo meno, se un giorno gli assenti dovessero diventare la maggioranza, la democrazia avrebbe cessato di esistere. E se il risultato di questo maggior contatto con la realtà sarà la scoperta di tutti i vizi tradizionali del nostro carattere e di tutte le miserie della nostra storia, l’effetto non potrà essere se non salutare. Purché non ci si soffermi nel compiacimento morboso dei mali, ma ci si adoperi per medicarli. Vi sono due modi di scrutare ciò che vi è di malvagio negli uomini: quello del decadente che se ne compiace e quello dell’illuminista che prende atto e combatte per instaurare un mondo migliore. L’ideale dell’uomo di cultura per una società democratica in cammino non è il decadente ma l’illuminista. In una bella immagine Albert Camus paragona la storia a un grande circo in cui si svolge da sempre la lotta tra la vittima e il leone. Troppo spesso gli uomini di cultura sono rimasti fuori del circo come se lo spettacolo non li riguardasse. Qualche volta sono entrati, ma si sono seduti sulla gradinata a far da spettatori. E se qualche segno di partecipazione hanno dato, è stato quasi sempre per far l’elogio del leone che ha sempre ragione; e se qualche parola hanno rivolto alla vittima è per spiegarle che il suo destino era quello di farsi mangiare. Oggi non più. Oggi, dice Camus, gli uomini di cultura devono rendersi conto che il loro posto non è più sulla gradinata ma dentro l’arena. Essi sanno che se la vittima soccombe anch’essi saranno divorati. Sono, come si ripete oggi, impegnati. Impegnati a far sì che nel futuro vi siano meno vittime e meno leoni." - Norberto Bobbio - aprile 1955. 

31 gennaio 2020

Auguri Partigiano Mariet.



















Uno degli ultimi Partigiani in Milano. Il Mariet compie oggi 95 anni. Tutti noi le auguriamo un felice compleanno, un mondo di bene, e lo ringraziamo infinitamente per tutto quello che ha fatto per tutti noi. Un abbraccio Mariet, ti vogliamo bene, e adesso come dici tu, “ricordatevi cosa abbiamo fatto noi” poche chiacchiere, presenza e lavoro, arriva il 75’ anniversario della Liberazione e la Festa Nazionale ANPI a Milano, e “sta a cà a durmi” serve a niente...

20 gennaio 2020

il popolo Palestinese... ANPI

Dichiarazione della Presidente nazionale ANPI Carla Nespolo a seguito delle critiche rivolte all'ANPI per una vicenda avvenuta ad Almese (Torino) e riguardante la sospensione di una iniziativa sui diritti del popolo palestinese - Il 17 gennaio avrebbe dovuto svolgersi nella sala comunale di Almese, Comune della città metropolitana di Torino, un incontro con un attivista palestinese di Gaza, impegnato a difesa del suo popolo. L'incontro, promosso anche da due locali sezioni Anpi, è stato cancellato per il ritiro della partecipazione da parte delle suddette sezioni, causato da non meglio precisate “pressioni”. Ci tengo a specificare che l'Anpi nazionale non è intervenuta in alcun modo sulla questione. Colgo comunque l'occasione per ribadire le nostre convinzioni in merito alla questione palestinese: l'unica soluzione al conflitto israelo-palestinese è la creazione di due Stati per i due popoli; l'esistenza di Israele non si tocca e chiunque sostenga la sua distruzione è fuori dalla realtà e dal buon senso; giudichiamo severamente la politica di Netanyahu, perché ha ulteriormente inasprito il contenzioso con scelte provocatorie come il continuo incremento degli insediamenti in territori palestinesi e la sanguinaria repressione della cosiddetta “marcia del ritorno”; la condizione di vita degli abitanti di Gaza è semplicemente intollerabile; la violenza va sempre condannata da qualsiasi parte essa provenga. Da tempo si è creato in Italia un clima per cui qualsiasi iniziativa che tenda a dimostrare simpatia verso i palestinesi e critiche verso il governo israeliano viene bollata come antisemita. È giunto il momento di giudicare con obiettività tali iniziative, distinguendo la legittima critica all'attuale politica israeliana dalle posizioni antisemite, proprie specialmente della peggiore tradizione neofascista e neonazista italiana, che abbiamo sempre duramente contrastato.

ANPI San Giorgio su Legnano (Mi) - "Sulle tracce dell'Armir"

07 gennaio 2020

Nuova Sezione ANPI in Milano. "10 agosto 1944"


Partigiane 2.0. Piazzale Donne Partigiane. Milano.


Sia la voce dei popoli più forte di quella delle armi...

“Davanti al precipitare della situazione in Medio Oriente va fatto ogni sforzo per evitare una guerra dalle conseguenze imprevedibili.
Bene hanno fatto il Presidente del Consiglio Conte a telefonare al Presidente iracheno per ribadire la vicinanza dell'Italia al suo Paese e il Ministro della Difesa Guerini a smentire il coinvolgimento della base di Sigonella nell'assassinio del generale Soleimani, commesso al di fuori di un contesto bellico, in uno stato terzo, l'Iraq, e per di più orgogliosamente rivendicato.
Auspichiamo che l'UE, troppe volte reticente, divisa e per ciò stesso sostanzialmente ininfluente, assuma una posizione chiara e determinata e svolga un ruolo autonomo e responsabile per garantire la pace in Medio Oriente e nel mondo. È il momento di un'ampia e unitaria mobilitazione per la pace e per richiamare tutti al rispetto del diritto internazionale e delle norme più elementari che regolano i rapporti fra gli Stati e la convivenza stessa della comunità umana.La pace nel mondo è a rischio. Sia la voce dei popoli più forte di quella delle armi.”


Carla Nespolo - Presidente Nazionale ANPI.
7 gennaio 2020

10 dicembre 2019

Un vero Museo Nazionale della RESISTENZA a Milano.

Un vero Museo Nazionale della Resistenza a Milano. ANPI c’è. 

“Milano fa bene alla memoria collettiva del Paese. Lo fa oggi con la marcia dei 600 sindaci a fianco della senatrice Liliana Segre, vittima di minacce razziali. Lo farà il 12 dicembre ricordando con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il cinquantesimo anniversario della strage di piazza Fontana. Lo farà in un futuro che si spera molto prossimo realizzando finalmente un Museo nazionale della Resistenza degno di questo nome, una piramide di 2.500 metri quadrati a firma degli architetti Herzog e De Meuron.
Storia tormentata quella del museo. Con contrapposizioni laceranti tra chi quella memoria la custodisce. La parola fine alle polemiche l’ha messa il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, lo stesso che nel 2015 annunciò la volontà del governo di realizzare a Milano, medaglia d’oro della Resistenza, uno spazio che raccontasse a giovani e meno giovani il significato storico della lotta per la libertà. Sul piatto c’erano 2 milioni e mezzo di euro e una sede di 400 metri quadrati al piano terra della Casa della Memoria. Ieri, ai 2 e mezzo se ne sono aggiunti altri 15 e la superficie ha raggiunto i 2.500 metri per quattro piani di altezza. Così come è cambiata la sede. Non più la Casa della Memoria, ma una nuova piramide che sorgerà di fronte a quella che ospita la Fondazione Feltrinelli. «Il risultato — ha detto Franceschini — sarà un Museo nazionale della Resistenza: una cosa di cui il Paese ha assoluto bisogno. Mi pare giusto che, in un momento come questo, ci sia un segnale forte da regalare all’Italia». Il ministro si lascia andare anche a una confessione personale. «Sono figlio di un giovane partigiano bianco e mi sono sempre portato dietro la paura che quel ricordo si smarrisca. È importante che ci sia un luogo nazionale per ricordare alle future generazioni ciò che hanno fatto le nostre madri e i nostri padri per darci la libertà che oggi riteniamo scontata e ovvia, mentre non lo è per niente, perché si è data la vita e la giovinezza per ottenerla».
Il museo verrà gestito da una Fondazione «aperta» tra il Comune di Milano, il Mibact e l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, con il coinvolgimento della Regione Lombardia e dell’Anpi. «Milano onora ed esalta la sua identità di città della Resistenza di ogni tempo, schierata con i suoi cittadini per la libertà e contro ogni regime» è stato il commento del sindaco di Milano, Beppe Sala. Il suggello è arrivato con un telegramma del capo dello Stato Mattarella: «La memoria di chi ha combattuto per restituire all’Italia la libertà va conservata e trasmessa, non per riprodurre divisioni, ma per consolidare e diffondere, specialmente tra le giovani generazioni, la consapevolezza del valore inestimabile della democrazia e della libertà».
Divisioni che però hanno segnato il Museo della Resistenza fin dalla sua nascita «ideale» con la scelta della sede: i quattrocento metri della Casa della Memoria al quartiere Isola. Uno spazio a pian terreno, ritenuto troppo angusto dall’Associazione nazionale dei partigiani, che quello spazio lo occupa insieme agli ex deportati dell’Aned, all’Istituto Ferruccio Parri e alle associazioni delle vittime del terrorismo e delle vittime di piazza Fontana. «Lo spazio ristretto provocherà due gravi conseguenze — diceva il presidente provinciale di Anpi, Roberto Cenati — quella di non dotare la città di un vero Museo nazionale della Resistenza, per il quale ci siamo da tempo battuti, e quello di mandare in frantumi il progetto della Casa della Memoria, proprio nella fase in cui lo spazio è frequentato da migliaia di cittadini per l’alto livello delle mostre, degli incontri, dei dibattiti».
Tra i motivi di frizione ha giocato anche il fatto che l’Anpi si sentisse scavalcata e non coinvolta nel progetto. Il muro contro muro è andato avanti per anni con accuse reciproche, fino alle minaccia di querele e carte bollate. La vera svolta è arrivata a giugno. Con un appello, prima firmataria Liliana Segre. «Noi, cittadine e cittadini antifascisti, che abbiamo imparato ad apprezzare la Casa della Memoria e le sue attività, chiediamo al Comune di Milano che al Museo della Resistenza venga assegnato uno spazio adeguato con un progetto di ampio respiro, degno della storia milanese. E quindi che l’attuale progetto venga accantonato». Oltre alla Segre tante firme illustri: Armando Spataro, Ferruccio de Bortoli, Andrée Ruth Shammah, Stefano Boeri, Nando Dalla Chiesa, Roberto Jarach, Salvatore Veca, Ottavia Piccolo e molti altri intellettuali, artisti. La ricostruzione è dello stesso Franceschini: «È arrivato, prima al sindaco poi a me, un appello con tante firme, la prima quella della senatrice a vita Liliana Segre, per chiedere che fosse individuata una sede diversa, più adatta, e così abbiamo cambiato la natura dell’intervento da parte dello Stato, che sarà molto più ampio».
La pax è stata siglata ieri. La nuova soluzione ha soddisfatto tutti. A partire dall’Anpi: «L’appello lanciato dalla società civile, prima firmataria la senatrice Segre, ha avuto un impatto straordinario — dice Cenati —. La Casa della Memoria non era adeguata. La soluzione di salvaguardare la Casa e realizzare il museo in un posto adeguato è la soluzione ideale che tutti auspicavamo». Per proseguire con l’Istituto Parri: «È un’ottima notizia — dice il presidente Paolo Pezzino — che permetterà a Milano di essere lo snodo centrale della memoria della Resistenza in Italia e in Europa. Speriamo che non ci siano intoppi. Sarà sia un centro multimediale, sia un’esposizione di oggetti. Aned e Anpi avranno un ruolo fondamentale perché sono loro i depositari della memoria visiva e fattuale». Per continuare con la Casa della Memoria: «Quando sono stato nominato dal sindaco Sala — dice il presidente Ettore Martinelli — avevo promesso che la situazione si sarebbe risolta. Sono contento che si sia trovata una soluzione condivisa». È soddisfatto anche il Comune. Contro la nuova piramide si erano schierati dei gruppi di cittadini. Difficile che adesso possano contestare il Museo della Resistenza.”


Corriere della Sera - 10 dicembre 2019. 

Piazzale Donne Partigiane - Milano Barona...


05 dicembre 2019

Piazza Fontana Milano 2019 - NOI non dimentichiamo...


Il Partigiano Carlo Smuraglia...

Lettera aperta del Partigiano e Presidente emerito dell'ANPI, Carlo Smuraglia
- Lettera aperta alle “Sardine”. 
Care “sardine”, sto seguendo le vostre iniziative, con l'attenzione dovuta a tutto ciò che si “muove” in questa società, troppo statica e troppo spesso legata ad antiche prassi ed abitudini. Non ho nulla da suggerirvi e da proporvi, non solo perché non ne avete bisogno, ma perché sarebbe sbagliato. Ognuno ha il diritto – dovere di prendere in mano il proprio destino, così come molti di noi hanno fatto con la scelta partigiana nell'ormai lontano autunno del 1943. Gli sbocchi sono sempre incerti ed indefinibili a priori e nessuno ha il diritto di interferire, ferma restando la speranza che ne esca qualcosa di positivo per il complesso della vita politica e sociale italiana, così insoddisfacente per molti di noi (e di voi, credo).
Ho notato, però, un particolare che mi è parso assai interessante: durante la manifestazione svoltasi a Milano si sarebbero letti dal palco, alcuni articoli della Costituzione. Non so quali, perché ero a casa per una indisposizione che mi impediva di uscire in una giornata di pioggia. Il fatto, però, mi è sembrato positivo perché rappresenta quello che spero possa essere una premessa dello sviluppo delle iniziative che continueranno a svolgersi in tutta Italia.
Sostengo da tempo, come disse molto tempo fa Piero Calamandrei, che nei momenti difficili del Paese, il punto di riferimento deve essere la Costituzione. È questa che deve illuminarci, nei periodi più ardui e complessi, come punto di riferimento di ogni azione, perché la Costituzione è di tutti.
Io credo che già la lettura dei primi dieci articoli della Costituzione costituisca da sola un vero e proprio indirizzo per le azioni individuali e collettive. Ma sono anche convinto che l'intero “spirito” della Costituzione debba essere colto come un indirizzo, un “faro” che può guidarci, appunto quando tutto appare difficile e complicato e quando occorre individuare le vie d'uscita da un sistema che non riesce più a soddisfare i bisogni, i desideri, le attese della gente.
Ma c'è ancora una cosa su cui desidero richiamare la vostra attenzione. È pacifico che questa Costituzione si compone di affermazioni di valori, di princìpi e di impegni solenni per garantire l'effettività dei diritti, della uguaglianza e degli stessi valori concentrati soprattutto nella prima parte. Ebbene, la non attuazione di moltissimi di questi impegni è sotto gli occhi di tutti (dal lavoro, all'ambiente, alla tutela del patrimonio artistico, allo sviluppo della cultura, alla realizzazione di una vera “pari dignità sociale” e così via).
La sola attuazione di questi aspetti fondamentali della Costituzione rappresenterebbe un cambiamento sostanziale del sistema politico e sociale, un miglioramento della convivenza civile, uno sviluppo della rilevanza della persona e della sua dignità: insomma, una vera rivoluzione pacifica.
È un profilo importante, che mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione, per ogni possibile sviluppo. Se intervengo su questo punto, lo faccio per convinzione personale (del resto, ho pubblicato due anni fa un libro con un titolo significativo: “Con la Costituzione nel cuore”) e per indicare una possibile e forse necessaria via di approfondimento.
Leggete dunque queste parole non come una interferenza, che non mi permetterei mai, ma come una sollecitazione a riflettere su un punto importantissimo della vita nazionale, verso la quale voi stessi avete espresso un segnale inequivocabile di attenzione.
Cari saluti e molti auguri,
Carlo Smuraglia.
Milano, 3 dicembre 2019.

01 dicembre 2019

come al tempo del fascismo...

Condividiamo sempre più preoccupati l'appello di Maurizio Verona.

"ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA.
Cara cittadina, caro cittadino,
metto insieme alcuni eventi accaduti: insulti e minacce ad Emanuele Fiano, definito un 'ebreo di merda', manifesti insultanti nei confronti di Laura Boldrini attaccati sui muri di varie città d'Italia, un raduno fascista a Predappio, due ragazzi vestiti da nazisti a Lucca Comics con persone che chiedono un selfie, un giornalista minacciato di morte per il suo libro sul neofascismo a Brescia, un insegnante che minaccia gli studenti che vogliono manifestare, un altro che porta via la sua classe durante la presentazione di un libro sui processi ai fascisti di uno storico serio perché accusato di fare propaganda. E se non bastasse: la senatrice Segre sotto scorta, un arsenale di armi con esplosivi, residuati bellici e svastiche, trovato a Siena, la Digos che con l’operazione 'Ombre nere" porta alla luce l'esistenza del tentativo di costituire un'organizzazione filonazista, xenofoba, antisemita, un giornalista di grido che nel suo salotto e nei suoi libri spreca trasmissioni e tempo per tranquillizzare sul fatto che il fascismo non può ritornare.
E’ il bollettino degli ultimi giorni: eppure qualcuno continua a dire che non sta succedendo nulla. Anni di silenzio, di colpevole indifferenza delle istituzioni, hanno alimentato questo fenomeno, sottovalutato e ancor peggio tollerato, sdoganato, legittimato come opinione politica
Il fascismo non è mai morto: è rimasto sotto traccia nei primi anni dopo la guerra, alimentando il mito degli “italiani brava gente”: come se in Libia, Grecia, Iugoslavia  gli italiani non si fossero macchiati degli stessi crimini dei nazisti, compiuti anche in Italia contro donne, vecchi, bambini da reparti della Guardia Nazionale Repubblicana, della X Mas. Il fascismo è rimasto sotto traccia negli apparati dello Stato, è rimasto nelle repressioni, poi nelle stragi fasciste del terrorismo nero, nei depistaggi per creare la strategia della tensione che voleva portare ad una svolta autoritaria nel nostro Paese, nelle connivenze con la Mafia, la ‘ndrangheta per delegittimare e colpire lo Stato. È rimasto nelle formazioni paramilitari negli anni della Guerra fredda.
Oggi tornano le divise, i simboli, partiti politici che si richiamano apertamente al fascismo: e noi dovremmo essere tranquilli.
La democrazia non si completa solo nell’esercizio del voto e sono certo anch’io che continueremo a recarci alle urne. Allo stesso tempo sento il rischio di vivere in una “democrazia fascista”, in cui restano le apparenze o i simulacri di una democrazia, in cui il diritto di esercitare liberamente il proprio pensiero è solo una enunciazione di principio o si riduce alla possibilità di scrivere di tutto sui social, alla libertà di fare disinformazione, di infangare gli avversari, di esporre simboli vietati dalla Costituzione.
Una società in cui prevalgono la violenza, l’odio, il rancore, la paura. Dovremmo essere tranquilli? A me sembra di vivere in una società inquinata: come al tempo del fascismo."
Il Presidente del Parco Nazionale della Pace.
Maurizio Verona 

29 novembre 2019

ANPI sempre e per sempre contro il fascismo.

“Apprendo dalla stampa che l'inchiesta di Enna sul tentativo di costituzione di un partito filonazista ha fatto emergere tra gli obiettivi di questi individui anche quello di realizzare un attentato in una sede dell'ANPI. Esprimo chiaramente preoccupazione per questo gravissimo fatto, che si inserisce in un clima generale di violento attivismo nero, ma allo stesso tempo dichiaro con forza che l'ANPI non si fa certo intimidire e continuerà a svolgere, in tutta Italia e con tutte le forze, il suo dovere di contrasto ai fascismi e ai nazismi. Insisteremo quindi, insieme a tante altre Associazioni, a chiedere che vengano sciolte le organizzazioni che si richiamano a quegli ideali criminali, come CasaPound e Forza Nuova. Confido di trovare, in questa non facile battaglia, il sostegno e l'adesione di tante cittadine e cittadini democratici. L'ANPI ha bisogno di tutti loro.”
Carla Nespolo - Presidente nazionale ANPI.
29 novembre 2019




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