30 gennaio 2023

Partigiani e Memoria 2023.

Giorno della Memoria 2023.
Care compagne e cari compagni ci ritroviamo anche quest'anno in piazza Miani per commemorare le vite spezzate nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.
La senatrice ed ex deportata Liliana Segre ha dichiarato in questi giorni il suo timore che presto l'orrore dell'olocausto verrà ricordato solo con poche righe sui libri scolastici. Il timore è fondato ed è lo stesso che proviamo noi che, già da diversi anni - considerate che Gianfranco Maris, ex presidente dell' ANED, denunciava questa situazione fin dal 1996 - vediamo sempre più grande il vuoto di memoria per i deportati politici. Sapete tutti che attualmente siamo governati dai partiti della destra che, fingono di non essere mai stati fascisti e che non ci sia continuità con il partito fascista di Mussolini. Pare che per alcuni sia sufficiente sentir dire che le leggi razziali del 1938 furono un atto imperdonabile. Certo che lo furono! Ma furono anche la logica continuazione di una dittatura che già dal 1926 aveva creato il confino politico dove esiliare e isolare in condizioni drammatiche chiunque, anche solo minimamente, la pensasse diversamente dal regime.
Non diversamente accadeva nella Germania di Hitler dove già dal 1933 si attivarono i campi di concentramento per rinchiudervi inizialmente solo i prigionieri politici.
Eppure oggi c'è un silenzio quasi totale su tutti quegli oltre 30.000 deportati politici italiani, sui 10.500 che morirono a Mauthausen, Gusen, Dachau, Flossenburg, Ravensbrück, per citare i più noti, perché erano partigiani, operai che avevano scioperato, antifascisti, uomini e donne che scelsero di opporsi a nazifascismo. Nulla gli fu risparmiata una volta entrati nell'inferno concentrazionario nazista: fame, botte, selezioni, lavori massacranti e disumani, fucilazioni, impiccagioni, torture, malattie non curate o malattie procurate per accelerare la morte.
Perché questi deportati non vengono ricordati? Perché si vuole cancellare l'esempio, il coraggio, l'impegno di tutti coloro che parteciparono alla Resistenza. Si vuole cancellare la Resistenza e negare che da essa è nata la nostra Repubblica.
Purtroppo, a quanto pare, noi non stiamo raccogliendo i frutti, che avrebbero dovuto essere ormai ben maturi, della lotta e dei valori antifascisti, ma stiamo vedendo moltiplicarsi, come erba infestante, quelli di una parificazione che sarebbe meglio definire mistificazione storica e politica. Ed è evidente nel momento in cui, per esempio, il Presidente del governo dichiara che l'Msi "ha traghettato verso la democrazia milioni di Italiani sconfitti dalla guerra" e che ha avuto "un ruolo importante nella storia d'Italia". Quello stesso Msi che era strettamente legato al terrorismo nero... Ma quello va bene, anche se ha compiuto stragi... per altri, invece, c'è il 41 bis ad oltranza o fino alla morte per fame.
E allora noi oggi ricordiamo qui i nomi di chi, lottando coraggiosamente, consapevoli del sacrificio, morirono nei campi nazisti per lo più a Mauthausen, dove l'arrivo degli italiani si intensificò proprio dopo i gloriosi scioperi del marzo 44. Gli uomini vennero strappati di notte dalle proprie case e dalle proprie famiglie e spediti in massa nei lager.
Della Barona furono deportati e non tornarono più:
Luigi Bertacchi, partigiano del 9º distaccamento della 113ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen l'8 Maggio 1944 a 43 anni (presto, speriamo, avremo una lapide che lo ricorda in via Lodovico il Moro).
Luigi Bossi, partigiano della Brigata Matteotti, morto a Ebensee il 28 aprile 1945 a 22 anni.
Guido Cimini, partigiano della brigata volante "Aldo Oliva" della Divisione Ticino Matteotti, morto a Dachau il 6 febbraio 1945 a 46 anni, un anno più di me.
Luigi Corradini, partigiano della 114ª brigata Garibaldi SAP, morto a Gusen il 10 aprile 1945 a 36 anni.
Vittorio Malandra, partigiano della 128ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen il 22 aprile 1945 a 51 anni.
Vittorio Morneghini, partigiano della 113ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Gusen Il 18 marzo 1944 a 36 anni.
Giovanni Negri, il più giovane di tutti, partigiano della 113ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen il 3 maggio 1945, due giorni prima della liberazione del campo, a 20 anni.
Suo fratello Pietro Negri, partigiano della 113ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen il 5 ottobre 1944 a 38 anni.
Adriano Pogliaghi, partigiano della Brigata Cucciniello, morto a Gusen il 19 aprile 1945 a 21 anni.
Non abbiamo nulla o ben poco che ci racconti della loro deportazione, dei loro pensieri, dei loro ultimi istanti . Magari chiesero a qualche compagno di riportare le loro ultime parole a casa, ma non è detto che lo stesso compagno sia riuscito a sopravvivere. E così, le loro voci sono rimaste là.
Chi, invece, riuscì a tornare da Flossenburg fu un altro partigiano della 113ª Brigata Garibaldi SAP: Eugenio Esposito, figlio di Andrea Esposito fucilato il 10 agosto 1944 a piazzale Loreto. Voglio concludere ricordando quanto disse Eugenio in un'intervista quando gli chiesero se fosse importante che i giovani conoscessero questa storia:
"Non dico che è importante, dico che è obbligatorio. Per il semplice fatto che, da che c'è mondo, la storia si ripete. Io sono convintissimo che questi fatti si ripeteranno. Se li dimentichiamo, questi fatti si ripeteranno."
Noi, allora, oggi siamo qui per non dimenticare tutte quelle vittime innocenti, ebrei, rom, Sinti, omosessuali , disabili, politici, internati militari che morirono nei campi di concentramento nazisti e per non dimenticare tutti coloro i quali lottarono per evitare che vincesse il nazifascismo e per questo furono deportati e sterminati.
Siamo qui per rendere ancora vitale la loro lotta, per evitare che in nessun altro modo la storia si ripeta, che il razzismo e l' odio non siano programmi politici.
Nessuna commemorazione ha senso se non si trasforma in impegno politico attivo e quotidiano.
Perché tutto non si riduca a poche righe è necessario che le parole abbiano vita e diventino azione.
Stefania Cappelletti, Presidente Anpi Barona Milano.


12 gennaio 2023

Con Metromondo ricordando Fabrizio De Andrè

 



Esponiamo la bandiera Palestinese. Siamo con loro.

Il ministro della sicurezza Israeliano Ben-Gvir ordina alla polizia che venga fatta rispettare la legge che vieta l'esposizione delle bandiere Palestinesi in luoghi pubblici.
Un altro tentativo di cancellare l'identità di un popolo martoriato, imprigionato, ridotto alla miseria e massacrato. Noi vogliamo ricordare con le parole di uno dei più grandi poeti mondiali la forza e il coraggio del popolo Palestinese a cui esprimiamo la nostra piena solidarietà esponendo la loro bandiera, ed invitando tutti ad esporre la bandiera dello Stato Palestinese.
“Noi, discendenza palestinese di questa sacra terra, dotati di valori universali, alla ricerca di pace e libertà, testamento vivente di resistenza e dignità umana nonostante le avversità, vittime da mezzo secolo del buio dell’occupazione e della dispersione, dichiariamo la nostra sonante presenza nel tempo e nello spazio, nonostante i tentativi di sradicarci dalla terra che ci ha dato il suo nome dall’inizio del tempo. Non emergiamo dal buio del mito o dalla leggenda: siamo nati nella luce brillante della storia in questa terra che ha visto nascere le più antiche civiltà. In questa terra l’umanità ha imparato a costruire la sua prima casa, a piantare la prima spiga di grano, a creare il primo alfabeto. […..] Siamo nati in Palestina, nessun’altra terra ci ha dato i natali. ”. Mahmoud Darwish.



09 gennaio 2023

Befana Partigiana 2023.

Befana Antifascista 2023.
Racconto di una giornata di festa, unità e futuro in Barona.
Una sala allegra, chiacchierona, piena di compagne e compagni, sorrisi e abbracci. Dopo gli anni di pandemia, siamo di nuovo qui, tutti noi, anche chi ci ha lasciato, ben saldo nei nostri cuori. 
La voce e le note di Filippo dei Fà balà l'Oecc sono la colonna sonora del nostro pranzo. 
Nella festa c'è spazio e tempo per l'azione politica e in sala il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale raccoglie le firme contro il disegno di legge sull'autonomia differenziata presentata dal ministro della Lega, Calderoli. 
Diverse altre sezioni Anpi hanno partecipato alla nostra festa: Audrey Hepburn, Giambellino,  Calvairate, Vigentina, Corsico, Fara d'Adda, 10 agosto e Varese che ci racconta della situazione difficilissima nel territorio a causa dell'indecente presenza di Do.Ra. Totale sostegno ad ANPI Varese, non lasciamo soli i compagni davanti a questi ignobili infami! 
Con l' arrivo di un particolarissimo elfo, il nostro Ivano Taietti, è iniziata la lotteria della Befana! Tanti premi, belli, buffi, vintage e nuovissimi!!! Calze di dolciumi per i bimbi. Niente carbone perché noi siamo tutti buoni!!! 
Il ricavato della vendita dei biglietti della lotteria serviranno per un progetto che ci è molto caro: portare alcuni ragazzi a visitare e conoscere la storia di Ventotene e a portare una targa a ricordo dei confinati politici milanesi durante il ventennio fascista. 
Una fetta di panettone ed è ora di andare, in attesa del prossimo incontro, di ritrovarci di nuovo tutti insieme e creare ancora grandi cose! 
Un abbraccio immenso a tutte e tutti!  

- Stefania Cappelletti. Presidente ANPI Barona Milano.












Bella Ciao Partigiano Alfa, bella ciao Giovanni Marzona.

Una grave perdita per ANPI, per tutti gli Antifascisti Milanesi, piangiamo un Partigiano, piangiamo un Compagno che per tutta la sua vita ci ha regalato presenza, emozioni, affetto, impegno e gioia. Bella Ciao Giovanni Marzona, Bella Ciao Partigiano Alfa. Affranti e disperati abbruniamo la nostra bandiera, ci ritroveremo sempre insieme sulle strade della Resistenza. Facciamo nostre e vi proponiamo il pensiero del "nostro" Ivano Taietti, che con Giovanni ha vissuto momenti intensi ed indimenticabili. Ancora un abbraccio a tutte e tutti che piangono la perdita di un grande Uomo. (in foto, "grazie Ivano". A Radio Popolare, solo qualche settimana fa). - “Come grano maturo, la falce impietosa taglia la loro vita, ma il loro pane, continuerà per sempre a sfamare chi le ha voluto bene. Un grande dolore, stanotte è morto il Partigiano Alfa, Giovanni Marzona. Un grande amico, un Maestro, un altro dei miei Padri, piango una grave perdita per tutti gli Antifascisti Milanesi ma non solo. A pochi giorni dal suo 95 compleanno, Giovanni mi/ci lascia da soli... Nel dolore della sua perdita affiorano mille ricordi, la sua onesta intellettuale, il suo affetto immenso verso i giovani, il suo spendersi nelle scuole, e in tutti gli ambiti dove ragazze e ragazzi alle sue parole dimostravano immediatamente una forte empatia, mai fermo, sempre disponibile, le sue discussioni anche critiche verso chi considerava la Resistenza solo una memoria, per lui Resistenza era opera quotidiana in tutti gli ambiti, tanti momenti insieme, nelle scuole, nella sua casa in Friuli, dove alle sue parole lo rivedevo, li nel cortile dove era nato, scappando dai fascisti, dai nazisti, dai cosacchi. Giovanni ha sempre vissuto la sua lotta nel quotidiano, non ne ha mai fatto solo un ricordo di gioventù. Le feste, il suo Coro Resistente, la gioia che traspariva nei suoi occhi nel ritrovarsi tra Compagne e Compagni, il nascondere i suoi malanni sotto i baffi, il suo sorriso indimenticabile, la sua voce, le sue mani, i valzer con le belle Donne, non ti dimenticherò Caro Alfa, ti ringrazio per tutto quello che mi ha regalato, acqua limpida, vento di montagna, la gioia della tua compagnia. Le mie sentite condoglianze ai famigliari, ai figli, ai nipoti, alla Sezione ANPI di Quarto Oggiaro, al Coro Resistente, a tutti e tutte che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ancora una volta bella Ciao Giovanni. Ritornerò sulle tue strade, sui monti del Friuli, sul monte Penice, dove tu lavorasti come professionista nella Rai, nel Palazzo Rai di corso Sempione, dove come sindacalista a difesa dei più deboli, nelle scuole tra i giovani, ovunque il tuo profumo mi accompagnerà nella vita. Per sempre tra le cose più preziose.”




Con Lula e il popolo Brasiliano.

- Con Lula e il popolo Brasiliano. - Lula è tornato alla Presidenza del Brasile vincendo le elezioni, e ha assunto la carica il primo gennaio 2023.
Bolsonaro non era presente per il passaggio di consegne, scappato negli Usa, da dove sta organizzando la destabilizzazione del paese, contando su governatori a lui vicini e su una buona parte delle forze armate corrotte. Questo è ciò che sta accadendo in queste ore in Brasile, dove la destra fascista ha assaltato il Parlamento, e la sede della Corte Costituzionale. Un’azione che ricorda l’attacco a Capitol Hill dopo la sconfitta di Trump.
Come Anpi Barona Milano non possiamo che condannare gli assalti fascisti e questo tentativo di golpe che speriamo fallisca in breve tempo e si ristabilisca l’ordine democratico.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Lula, alle Brasiliane e Brasiliani che anche da qui guardano al loro paese con preoccupazione. Nessun fascismo in nessun luogo! 



26 novembre 2022

Denuncia pubblica. Attivo iscritti ANPI provinciale Milano.

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Anpi è la “casa” di tutti e tutte coloro che si riconoscono nei suoi valori fondanti. 
Anpi ha bisogno di voci nuove, giovani e di voci di donne che siano protagoniste come lo sono state nella Resistenza, per garantire il futuro dell’antifascismo nel nostro Paese, mentre -purtroppo- chi ha combattuto per la nostra democrazia ci lascia ogni giorno un po’ più soli. 
Questa è stata la scelta che ha portato Anpi Barona ad eleggere come Presidente una donna, giovane, preparata, antifascista, e meritevole, nella cui persona tutta la Sezione si sente pienamente rappresentata.

Che in una assemblea degli iscritti/e Anpi (e quindi non aperta a chiunque passi per strada) ci sia qualcuno che si sente in diritto di rivolgersi a una Presidente di sezione dicendo “L’Anpi non è un comitato, bambina” è grave.
 
È grave che qualcuno pensi di avere il diritto di zittire chi sta parlando, quando la dialettica è il sale della democrazia, ed è grave che il patriarcato abbia titolarità di esistere dentro Anpi, in più il giorno dopo il 25 novembre, quando Roma è invasa da migliaia di donne che rivendicano i loro diritti. 

Ma ancora più grave è il fatto che la Presidenza non abbia sentito il bisogno di richiamare l’iscritto in questione, rammentando che il rispetto è alla base del consesso in cui la Presidente stava, legittimamente e a nome di tutta la Sezione, intervenendo.

Siamo preoccupati e preoccupate che si possa pensare accettabile cercare di zittire chi, in particolare, invitava l’Anpi stesso a reagire con la propria presenza fisica e visibile all’ennesima provocazione fascista nella nostra città, Medaglia d’Oro alla Resistenza.

Non crediamo sia da sottovalutare quanto accaduto, e in qualità di iscritti e iscritte alla Sezione Anpi Barona, oltre a manifestare la nostra piena solidarietà e il nostro rispetto, alla Presidente Stefania Cappelletti, ci siamo sentiti in dovere di denunciare il fatto, proprio per evitare che venga derubricato a poco importante e si lasci che dentro la nostra “casa” abbiano spazio discriminazioni, machismo, patriarcato e prevaricazione.

Si allega audio dell’increscioso episodio.

Tutta La Sezione ANPI Barona Milano, Presidenza, Comitato e iscritti/e tutte e tutti. Milano 26 novembre 2022.


 

 
 

 

07 novembre 2022

Piena solidarietà a tutti i migranti...


 













I termini usati dal ministro Piantedosi "carico residuale" e "sbarco selettivo" fanno rabbrividire e rimandano inevitabilmente ad un linguaggio da universo concentrazionario.
Questo governo ha esordito sottolineando costantemente la condanna a tutti i totalitarismi e affermando di non avere simpatie per il fascismo ma nei fatti mostra subito il più gelido dei razzismi e una disumanità allarmante considerando uomini disperati che lottano per la propria sopravvivenza come un carico da rispedire indietro negli inferni della fame, della guerra, incontro alla morte.
La salvezza dipende da una selezione effettuata da un medico che subito dichiara che deve "ottemperare alle direttive dello Stato". Quanti sono morti nel nostro recente passato perché qualcuno ha solo eseguito un ordine.
È già un'onta per la nostra Repubblica aver rinnovato il Memorandum sulla migrazione con la Libia per altri tre anni continuando così ad alimentare un sistema basato sulla detenzione, sulle violenze e le torture, sullo stupro e sullo sfruttamento.
Noi, che speravamo di non dover più sentire parole simili, eco di uno dei momenti più disumani della Storia, siamo indignati e pensiamo che questo non può e non deve essere la linea politica di un paese democratico nato dal sacrificio di uomini e donne che lottarono per un mondo migliore, più libero, solidale e soprattutto fraterno dopo aver visto l'abisso della crudeltà e dell'odio.
Piena solidarietà a tutti i migranti bloccati sulle navi delle ONG e al comandante e all' equipaggio della Humanity1 che insegnano al mondo cosa significa essere uomini. - Sezione ANPI Barona Milano.

01 novembre 2022

"Un ponte per la PACE" Coordinamento Sezioni ANPI Municipio 6 Milano.

 



In vendita le magliette "Carlo Smuraglia"




 


















In vendita le magliette "Schiena dritta sguardo verso le stelle" Carlo Smuraglia. Dal XXS al XXL. Quindici euro per acquisti a Milano presso l'Edicola "Nicola" angolo Via Solari Via Cogni Zugna, oppure in Sezione ANPI Barona (scrivendo mail o mess. per appuntamento). Per gli amici fuori Milano e in tutta Italia: Spedizione Via Posta, con bonifico Venti euro, comprese spese di spedizione, scrivere per misura, indirizzo e Iban a sezione@anpibarona.milano.it. 

ANPI Barona Milano a Roma per la Pace...


 

27 settembre 2022

Festa ANPI Municipio 6 Milano - Resistenza e Costituzione.

Guardiamoci negli occhi, ritroviamoci insieme, le prime analisi sui pericoli che potranno arrivare, uniti, se non ora quando? Resistenza e Costituzione, continuiamo a camminare, costruire, agire, senza paure con coraggio e dignità. "Schiena dritta, sguardo verso le stelle". (Per prenotazioni pranzo, tassative entro giovedì 29 settembre sera: anpimunicipio6milanogmail.com - sezione@anpibarona.milano.it






25 settembre 2022

Festa ANPI 6 Milano - Resistenza e Costituzione...

A breve vi aggiorneremo sul FANTASTICO programma della prima festa ANPI 6 Milano del 2 ottobre, "Resistenza e Costituzione" ma vi invitiamo a prenotarvi per il pranzo; massimo 150 coperti e solo su prenotazione tassativa entro giovedì sera 29 settembre (ci dovete dare il tempo di fare la spesa ed organizzare la cucina, siamo tutti volontari) scriveteci subito, prenotate a: anpimunicipio6milano@gmail.com - Pranzo Popolare ore 12:30, euro 15. Bimbi euro 8. - Tagliolini al Ragù oppure Tagliolini vegetariani, Arrosto coppa del maialino, oppure polpettone vegetariano ai profumi dell'orto, peperoni arrostiti, patate al prezzemolo, insalata a buffet (iceberg, cappuccio, carote, cipolle, cetrioli, pomodori), torta Antifa, vino e acqua. #ANPIBarona #ANPIGiambellinoLorenteggio #ANPIPortaGenova



19 settembre 2022

Diritto al lavoro, allo studio... "il momento che conduce alla morte"

Dall'inizio del 2022 in Italia i morti sul lavoro hanno già superato abbondantemente i 600 casi. Di nuovo uno studente, Giuliano De Seta, ha perso la vita a causa del sistema alternanza scuola lavoro. Appena maggiorenne, queste sarebbero state la sua prima votazione. Eppure temiamo che Giuliano, come tutti gli altri morti sul lavoro, finirà presto nel dimenticatoio, un numero in una statistica, non un monito per cambiare la situazione dei diritti dei lavoratori e dei diritti degli studenti. Scuola e lavoro, due luoghi che diventano sempre più pericolosi invece che ambienti di crescita e dignità.
Noi abbiamo ancora in testa e nel cuore le parole del discorso che il presidente Carlo Smuraglia pronunciò al Congresso del Provinciale Milanese solo pochi mesi fa quando sottolineava i problemi della nostra società tra i quali la troppo trascurata questione della sicurezza sul lavoro, dei morti quotidiani sul lavoro quando "dovremmo indignarci anche solo per un ferito".
"Questa società dovrebbe essere fatta di lavoro sicuro, dovrebbe essere fatta di lavoro dignitoso, dovrebbe essere fatta di lavoro garantito a tutti e condizione essenziale, come vorrebbe la Costituzione, dello sviluppo dell'individuo, della persona umana. Invece da questo spesso siamo molto lontani."
Noi facciamo nostre le parole del presidente Smuraglia perché non possiamo accettare che il lavoro, invece di essere un momento di crescita della persona, diventi "il momento che conduce alla morte", a maggior ragione se si tratta, come accade negli stage della scuola lavoro, di ragazzi e ragazze che sono sul serio il futuro del Paese.
 

ANPI Barona Milano.                                           19 settembre 2022.




 


Un voto per uscire dalla drammatica emergenza del paese.

UN VOTO PER USCIRE DALLA DRAMMATICA EMERGENZA DEL PAESE.
L'ANPI, che non sostiene alcun partito perché è autonoma, ma al contempo non è indifferente, invita ad un voto a difesa della Costituzione e a sostegno dell'antifascismo.
In questa drammatica fase della vita del nostro Paese, l'ANPI si rivolge alle cittadine e ai cittadini perché si rechino alle urne. Certo, c'è malessere e disincanto. Ma senza voto non c'è nessuna soluzione ai problemi delle famiglie, nessuna democrazia rappresentativa, nessuna partecipazione. Non votare vuol dire rinunciare a un diritto costruito in passato con storiche lotte, e costituito nel dopoguerra con le elezioni del 1946 e con la Carta costituzionale. Non è la soluzione, è una resa. Occorre rilanciare lo spirito costituzionale come comune sentire, come cemento che ci fa popolo italiano, popolo europeo, popolo del mondo, come possibilità di dare una risposta seria al dramma sociale in corso.
La Costituzione, che incarnava i valori di democrazia, libertà, uguaglianza, lavoro, solidarietà, pace per cui si era battuto l'antifascismo e il movimento della Resistenza, è stata la base per la ricostruzione dell'Italia dopo il fascismo e la guerra.
Oggi, nella drammatica situazione del Paese, bisogna riscoprire quei valori e attuarli pienamente per uscire dall'emergenza, rasserenare il presente, disegnare il futuro. Per questo occorre attuare la Costituzione e riaffermare gli ideali dell'antifascismo.
1. Grazie alla natura parlamentare della Repubblica e alla divisione dei poteri, si è garantito per più di mezzo secolo benessere, progresso, libertà, unità del Paese. Da tempo però l'Italia attraversa una crisi democratica dovuta alla scarsa rappresentatività del Parlamento ed al suo ruolo marginale, alla messa all'angolo della partecipazione popolare. Occorrono grandi cambiamenti per una vera democrazia costituzionale: un sistema dei partiti più democratico, una legge elettorale che rappresenti il Paese reale, una ritrovata centralità del Parlamento. Invece le proposte di presidenzialismo e di autonomia differenziata scardinerebbero alla radice ogni equilibrio mettendo in discussione il funzionamento della democrazia, allargando a dismisura le differenze fra nord e sud dell'Italia, colpendo la sanità e la scuola pubblica.
2. Dal dopoguerra ad oggi, dopo la tragica esperienza del ventennio, la natura profondamente antifascista della Repubblica e della Costituzione ha salvaguardato il Paese da qualsiasi tentazione autoritaria o illiberale. Va contrastato qualsiasi tentativo più o meno dichiarato, di rifarsi alle idee, o ai simboli, o all'esperienza storica del fascismo.
3. Occorrono risposte strutturali per fermare il generale impoverimento degli italiani contrastando la dilagante diseguaglianza; una vera politica economica per il rilancio sostenibile delle attività produttive, provvedimenti urgenti per difendere il lavoro, salvaguardare i pensionati. L'Italia è colpita al cuore dal rapidissimo aumento del costo della vita. Abolire il sostegno pubblico ai disoccupati, imporre una tassa uguale per tutti, criminalizzare i migranti, contrastare le conquiste sociali, attaccare i diritti delle donne, incrementare le disparità di genere ed opporsi all'estensione dei diritti civili vanno nella direzione opposta perché si aumentano ulteriormente le diseguaglianze e non si dà alcuna risposta ai milioni di famiglie in difficoltà.
4. L'invasione russa dell'Ucraina e il conseguente conflitto hanno determinato una situazione internazionale che sta precipitando, che ha già determinato un impatto sconvolgente sull'economia ed in particolare su quella italiana e che potrebbe degenerare in una guerra di civiltà con il rischio dell'uso dell'arma atomica. Ribadiamo che occorre un ruolo attivo delle istituzioni perché l'UE si faccia finalmente promotrice di un negoziato a partire da un immediato cessate il fuoco.
5. Il riscaldamento globale è oggi un dato di fatto, come confermato dalla recente siccità e delle ricorrenti intemperie, come la tragica alluvione nelle Marche. Occorrono interventi urgenti di tutela ambientale. Il rifornimento energetico non può andare a scapito della lotta al riscaldamento globale e della sicurezza. Invece si riaprono le centrali a carbone e si propone di riaprire le centrali nucleari: gli eventi in merito alla centrale di Zaporižžja in Ucraina confermano che non esiste centrale nucleare sicura, e il nucleare di quarta generazione è ancora una possibilità sulla carta.
6. La pandemia ha disseminato di lutti il nostro Paese. Nonostante difficoltà ed anche errori, questo flagello è stato contrastato in modo positivo. Ma la battaglia non è vinta del tutto. La pandemia continua a richiedere un'azione di prevenzione e di contrasto. Sbaglia chi sottovaluta il problema e ammicca al mondo dei no vax.
7. Mai come oggi c'è bisogno dei finanziamenti del PNRR e di un'Unione Europea democratica, partecipata, pacifica. Oggi c'è il rischio di allontanarsi da questa strada maestra, rompendo con la tradizione europeista, a partire dal Manifesto di Ventotene, di cui l'Italia è portatrice.
L'Italia può rinascere, deve rinascere, sui fondamenti costituzionali del lavoro, della libertà, della giustizia sociale, della pace. Dipende da tutti noi.
Roma, 17 settembre 2022
IL COMITATO NAZIONALE ANPI



04 agosto 2022

Sezione Chiusa - Buone vacanze.


 













Sezione chiusa dal 10 agosto al 7 settembre.                  Per urgenze E-mail: sezione@anpibarona.milano.it 

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