31 marzo 2009

ANPI Giambellino Lorenteggio - Mi.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
A.N.P.I. GIAMBELLINO-LORENTEGGIO. SEZIONE MINELLI


8 APRILE 1945 – 3 APRILE 2009
Per non dimenticare
ANNIVERSARIO DEL MARTIRIO
DEI 3 PARTIGIANI TRUCIDATI DAI NAZIFASCISTI
IN VIA GIAMBELLINO N.46

LUCIANO PASCHINI DI ANNI 18
GIUSEPPE FRAZZEI DI ANNI 19
FRANCESCO MIGLIAVACCA DI ANNI 21

Celebrare il martirio degli eroici caduti della RESISTENZA, ricordare quanto ha pagato il nostro popolo, quanto costa difendere la democrazia contro i tanti tentativi di sovversione, non sarà retorica se tutti sapranno trarre l’insegnamento,affinché la storia non si ripeta. E non si perda la memoria delle persecuzioni razziali.

Interverrà : GALANTUCCI GIOVANNI
COMITATO DIRETTIVO PROVINCIALE A.N.P.I. MILANO
ANNA ROSA ROMEGIALLI
TESTIMONE DELLA SHOAH

LA MANIFESTAZIONE AVRA’ LUOGO
IL GIORNO 3 APRILE 2009 ALLE ORE 11,15
PRESSO LA SCUOLA “RINASCITA – AMLETO LIVI”
IN VIA ROSALBA CARRIERA N.12 MILANO

LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE

27 marzo 2009

COPIA e INCOLLA dappertutto


ANPI Nazionale

NO ALLA PROVOCAZIONE NAZIFASCISTA
L’ANPI SOLIDALE CON MILANO MEDAGLIA D’ORO DELLA RESISTENZA
.
La Segreteria Nazionale dell’ANPI denuncia come provocatorio, vergognoso e inaccettabile il raduno internazionale nazifascista promosso da “Forza Nuova” a Milano per il 5 aprile.
Esso costituisce una intollerabile offesa alla Città di Milano, Medaglia d’Oro della Resistenza e capitale della Guerra di Liberazione che sarà celebrata ancora una volta il 25 aprile, e che pose fine alla dittatura fascista ed alla occupazione straniera nazista, aprendo al Paese la stagione della libertà e della democrazia.
La Segreteria Nazionale dell’ANPI chiede al governo ed al ministro degli Interni di vietare il raduno nazifascista in applicazione delle leggi dello Stato nel rispetto doveroso dei valori dell’antifascismo e dei principi e delle norme costituzionali di libertà, democrazia, diritti umani e serena convivenza civile, misconosciuti e contrastati da “Forza Nuova” con fomentazioni di odio, razzismo e violenza contro persone, simboli e luoghi della memoria della Resistenza.
La Segreteria Nazionale dell’ANPI si rivolge a tutti i suoi Comitati provinciali e regionali, ai singoli cittadini, alle associazioni democratiche, alle forze politiche antifasciste, ai Sindacati e Istituzioni dello Stato affinché in ogni parte del Paese si susciti lo sdegno e la protesta contro il raduno nazifascista e con adeguate iniziative e manifestazioni popolari sia celebrato il 25 aprile a memoria di quanti, civili e militari, donne e uomini dettero la loro vita o combatterono per una Italia libera, democratica e repubblicana.

26 marzo 2009

NO alla manifestazione fascista

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano
COMUNICATO STAMPA
DA MILANO “CITTA’ MEDAGLIA D’ORO DELLA RESISTENZA” DICIAMO NO ALLA MANIFESTAZIONE FASCISTA.

Apprendiamo dalle agenzie di stampa e da alcuni quotidiani che il prossimo 5 aprile è in programma a Milano una manifestazione fascista internazionale promossa da “Forza Nuova”. Manifestazione che dovrebbe svolgersi a venti giorni dal 25 APRILE, data che segnò la fine della ventennale dittatura fascista, la conquista della libertà, della democrazia e della pace. Lo svolgimento di un raduno fascista nella capitale della lotta di Liberazione e “medaglia d’ora della Resistenza” è una provocazione inaccettabile e vergognosa.L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle autorità preposte perché, sulla base delle norme costituzionali e delle leggi Scelba e Mancino, sia evitata una simile offesa alla Città di Milano. Per tutti coloro che pagarono con la vita il loro impegno contro il fascismo , nella guerra e nella lotta di Liberazione nazionale per un’Italia libera, democratica e antifascista.
L’ANPI e tutti noi antifascisti abbiamo profondamente a cuore i principi ed i valori democratici e di libertà fissati e garantiti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza.
Il richiamo alla nostra Costituzione, alla libertà, alla democrazia, al rispetto dei diritti umani che sono fondamento e costituente del patto civile e sociale della nostra comunità, sono i valori da difendere contrastando le attività delle organizzazioni neofasciste-naziskin che li negano ,si richiamano all’odio, alla discriminazione razziale ed esibiscono concezioni , principi che si ispirano al fascismo e nazismo; compiono atti di violenza contro le persone , le sedi di associazioni, partiti, sindacati ed oltraggi contro i “luoghi della memoria” della Resistenza come quello compiuto, lo scorso mese, in Piazza Conciliazione , nel 64° anniversario del suo assassinio, contro la lapide che ricorda Eugenio Curiel medaglia d’Oro della Resistenza.
Per questo l’ANPI invita le autorità milanesi,Sindaco, Prefetto, Questore, perché adottino le misure adeguate e non sia consentito lo svolgimento della manifestazione preannunciata da Forza Nuova . L’ANPI rivolge un appello a tutti i cittadini milanesi alle forze democratiche,alle associazioni,ai sindacati perché unitariamente operino affinché la nostra città – medaglia d’oro della Resistenza- non venga offesa nei suoi valori dallo svolgimento della manifestazione di carattere fascista. .




Aspettando Staffette Partigiane


22 marzo 2009

NO a forza nuova...

FORZA NUOVA ORGANIZZA RADUNO NAZIFASCISTA A MILANO IL 5 APRILE.
IL SINDACO MORATTI LO IMPEDISCA

di
lucmu (del 20/03/2009, in Antifascismo)
Il Sindaco Moratti rompa il clima di tolleranza nei confronti dell’estremismo neofascista e si attivi in prima persona perché venga impedito il raduno nazifascista, previsto per il 5 aprile prossimo a Milano. Insomma, le chiediamo semplicemente di fare come il Sindaco di Colonia, di centrodestra anche lui, che nell’autunno scorso si mise alla testa della mobilitazione contro un'iniziativa analoga nella sua città.
Il raduno organizzata dal gruppo neofascista Forza Nuova, i cui forum on-line lo propagandano da giorni, si annuncia come una vera e propria prova di forza sulla piazza milanese. Non la solita riunione, quindi, ma una “manifestazione/convegno” di carattere internazionale, con la partecipazione dei neonazisti tedeschi della Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Npd), dei neofascisti inglesi del British National Party (Bnp) e di quelli francesi del Front National (Fn). E non bisogna essere dei geni per capire che gli squadristi di Roberto Fiore non si limiteranno a sedere in una sala, ma che vorranno replicare in grande stile la lugubre esibizione di spranghe e saluti romani andata in scena il 28 febbraio scorso a Bergamo, peraltro nel più totale menefreghismo da parte delle forze dell’ordine.
Riteniamo che non sia tollerabile che Milano venga sfregiata da una manifestazione del genere e che questa vada dunque impedita. E si tratta di un problema che non riguarda soltanto quanti nella nostra città si battono da tempo contro la riabilitazione delle ideologie e pratiche razziste, fasciste e negazioniste, ma anzitutto i rappresentanti delle istituzioni democratiche.
La recente pubblicazione sul quotidiano la Repubblica di stralci del libro-inchiesta di Paolo Berizzi, “Bande Nere”, ha autorevolmente confermato quello che già si sapeva. Cioè, che a Milano, come da altre parti, esiste un'inconfessata tolleranza istituzionale e culturale, se non peggio, nei confronti delle attività neofasciste. Ebbene, crediamo che il raduno del 5 aprile sia anche un’occasione, forse l’ultima, perché il Sindaco Moratti prenda le distanze dalle ambiguità e dalle complicità che si annidano in settori della sua maggioranza.
Da parte nostra, staremo con quei milanesi che si mobiliteranno con le parole, le idee e la presenza perché la nostra città non debba subire questa oscenità.
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

forza nuova a Milano...

MILANO RIFIUTA LA MANIFESTAZIONE DELLE DESTRE XENOFOBE D’EUROPA
Da settimane in rete circola l’inquietante notizia che il 5 aprile prossimo, a Milano, si svolgerà un “evento politico internazionale” promosso da Forza Nuova, con la partecipazione di esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell'NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee.
Sono note e conclamate le posizioni razziste, xenofobe, negazioniste di queste organizzazioni, la simbologia, il linguaggio, le iniziative si richiamano molto spesso e senza ambiguità alla cultura, le idee e i valori neonazisti.
Per quanto riguarda Forza Nuova fu lo stesso ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga a chiedere alcuni anni fa lo “…scioglimento di Forza nuova” sulla base “del divieto costituzionale di ricostituzione del partito fascista e in base alle leggi ordinarie” (Corriere della Sera 25/4/2001).
Così mentre in Italia si preparano le iniziative per celebrare il 25 aprile, giorno della Liberazione dalla dittatura fascista e dal nazismo, Milano città medaglia d’oro della Resistenza Partigiana rischia di essere trasformata nella capitale del neo nazismo europeo.
Noi antifascisti abbiamo profondamente a cuore i principi e i valori democratici e di libertà garantiti dalla nostra Costituzione.
Il richiamo alla nostra Costituzione, alla libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, che sono fondamento del patto sociale e civile della nostra comunità, è la bussola che ci consente di cogliere la pericolosa sottovalutazione delle attività e delle organizzazioni che orgogliosamente negano la Costituzione, si richiamano all’odio e alla discriminazione tra esseri umani, esibiscono una concezione autoritaria del potere, si ispirano al nazismo e al fascismo.
Per questi motivi facciamo appello alle donne e uomini di Milano, democratica e antifascista, alle istituzioni, alle associazioni, al volontariato, ai sindacati, ai partiti perché sottoscrivano questo appello affinchè nella nostra città non sia consentito di ospitare l’iniziativa promossa da Forza Nuova.
Promuovono l’appello:
ANPI sezione Gallaratese, Trenno, Lampugnano “A. Poletti e caduti di Trenno”
ANPI sezione “Quarto Oggiaro”
ANPI sezione “Codè Montagnani”
ANPI sezione Vialba, Musocco “A. Capettini”
Comitato Antifascista Zona8
On. Emanuele Fiano Parlamentare PD

Per aderire all’appello chiamate o mandate la mail a: antifascisti.zona8@libero.it
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20 marzo 2009

Monza: Cosa ci aspettiamo per il prossimo 25 aprile

A:
Comitato unitario antifascista di Monza
Forze politiche presenti in consiglio comunale
Organizzazioni sindacali
Questura di Monza
redazione de Il Cittadino
redazione de Il Giornale di Monza e Brianza
redazione de L’Arengario
redazione de l’Esagono

Cosa ci aspettiamo per il prossimo 25 aprile

Il 25 aprile degli ultimi due anni, la nostra città, ha visto manifestare all’interno del cimitero urbano, gruppi della destra radicale e neofascista, in memoria dei caduti della Repubblica Sociale Italiana. Lo scorso anno, tali gruppi hanno sfilato, subito dopo la commemorazione istituzionale presso il campo dei partigiani, in formazione da parata militare, innalzando le bandiere da combattimento della repubblica sociale e le croci celtiche, tenendo un comizio finale, di fronte al campo dei repubblichini.
A chiunque deve essere permesso di esprimere il proprio pensiero, permettere però che manifestazioni neofasciste avvengano il 25 aprile, subito dopo le celebrazioni ufficiali in memoria di chi ha combattuto per la liberazione del proprio paese, dalla dittatura e dall’oppressione nazifascista, riteniamo sia un suicidio culturale e un insulto ai valori della Resistenza. Aggiungiamo inoltre che a nessuno e per nessun motivo, deve essere permesso di esporre simboli e bandiere del regime fascista.
Tali manifestazioni non hanno nulla a che fare né con il ricordo delle vittime, né con l’onorare i morti, buoni propositi abusati oramai in ogni ricorrenza, dai gruppi neofascisti, per organizzare delle vere e proprie manifestazioni politiche, in cui rivendicare e propagandare quegli stessi ideali e principi sconfitti dalla lotta di Liberazione più di sessant’anni fa.
Non vogliamo inutili contrapposizioni, ma non siamo disposti a subire simili provocazioni, chiediamo quindi alle forze politiche, sociali e sindacali cittadine di muoversi nelle sedi opportune affinché si impedisca quest’anno e per i prossimi a venire che ciò si ripeta.
Questo è quello che ci aspettiamo per il prossimo 25 aprile.

Monza, 13 marzo 2009
De Pace Umberto

19 marzo 2009

Fuori dalle fogne...

AGGHIACCIANTE..!

TUTTA L'INCHIESTA
video (49 minuti) di Carlo Bonini, Valeria Teodonio,Fabio Tonacci e Corrado Zunino
Lontani gli anni in cui nelle piazze risuonava lo slogan «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne». Nella capitale 57 gli episodi di intolleranza solo nel 2008. Un viaggio nei luoghi più "neri" di Roma. Di solito proibiti alle telecamere. Tra i bunker segreti, il culto di Mussolini, la violenza da strada, la connivenza con le curve, l'antisemitismo. Le interviste a chi fa progetti di guerriglia urbana e a chi nega l'Olocausto. Un "racconto da dentro", in cui, senza veli, parlano i capi dell'estrema destra italiana.
http://tv.repubblica.it:80/copertina/fuori-dalle-fogne/30660?video
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18 marzo 2009

Milano. Manifestazione 25 aprile

COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
ANPI – FIAP – FIVL – ANPC – ANPPIA – ANED – ANEI – PD – SD – PRC – SDI – PdC - CGIL – CISL – UIL – ACLI – Centro Puecher

COMUNICATO STAMPA
25 APRILE 2009: A MILANO MANIFESTAZIONE A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

La ricorrenza del 25 aprile a Milano quest’anno sarà una manifestazione a carattere nazionale e avrà come tema centrale la difesa della Costituzione. Lo ha deciso il Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo per la difesa dell’Ordine Repubblicano riunitosi
il 17 marzo 2009 a Milano nella sede di via Mascagni. Il Comitato ha quindi rivolto un invito e un appello a tutte le Associazioni Partigiane e Combattentistiche, alle Organizzazioni Sindacali, ai Partiti e agli Organismi Istituzionali a non organizzare - il pomeriggio - iniziative locali sul territorio lombardo allo scopo di far confluire a Milano il maggior numero di partecipanti possibile.
Per il Comitato Antifascista
(Tino Casali )

17 marzo 2009

ADDIO... Stefano.

Il Compagno Partigiano Stefano Terrana (classe 1917) ci ha lasciati ieri...
Un altro Partigiano della sez. Barona che ci abbandona.!
Ti ricorderemo sempre...
la tua lotta, il tuo esempio, il tuo sorriso.
Addio Stefano.

16 marzo 2009

Petizione: disegno di legge 1360

No all'equiparazione tra partigiani della Resistenza e miliziani della Repubblica di Salò
PER RESPINGERE LA PROPOSTA DI LEGGE N. 1360/2008
ISTITUZIONE DELL'ORDINE DEL TRICOLORE E ADEGUAMENTO DEI TRATTAMENTI PENSIONISTICI DI GUERRA
ESPRIMI LA TUA ADESIONE ALLA PETIZIONE POPOLARE:
http://www.articolo21.info/14/appello/no-allequiparazione-tra-partigiani-e-combattenti.html
A giugno dello scorso anno è stata presentata alla Commissione Difesa della Camera la proposta di legge n. 1360 che equipara chi faceva i rastrellamenti per conto dei nazisti a chi è stato internato nei campi di concentramento e a chi ha fatto la Resistenza, tramite l'istituzione di una onorificenza: Cavaliere dell'"Ordine del Tricolore". Aderisci all'appello per fermare l'iter di approvazione di questa legge! Chi volesse collaborare alla sua diffusione potrà inoltrare questo appello ai suoi contatti, potrà raccogliere firme anche su carta (chiedetemi di mandarvi il modello cartaceo ), potrà dare una mano a diffondere informazioni, perché pochi sanno di questa proposta di legge. Il successo di questa petizione non è scontato, anche se riuscissimo a raccogliere un numero enorme di adesioni. Anche su un altro piano ci si deve mobilitare: quello delle mozioni espresse dalle istituzioni, dagli organismi, dai consigli comunali, regionali, provinciali, municipali, zonali, dai consigli di facoltà, ai collegi dei docenti, ai consigli di classe, alle assemblee sindacali di ogni genere di lavoratori, dai circoli culturali, dalle associazioni, alle comunità montane, come già sta avvenendo in tutta Italia. Contano molto queste mozioni perché rappresentano grandi numeri di elettori. E' un percorso difficile, complesso, che va però attivato perché la volontà che questa proposta diventi legge è esplicita.

PETIZIONE
Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono. Italo Calvino
Al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano
Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, On. Edmondo Cirielli
Ai membri del Parlamento Italianoe, p.c.,
Ai Deputati del Parlamento Europeo
Lo spirito della proposta di legge n. 1360, presentata il 23 giugno 2008 e in discussione dal 12 novembre 2008 alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati, è contrario ai principi fondanti della Repubblica Italiana, della Costituzione della Repubblica Italiana e della Democrazia, affermatisi in Italia in seguito alla Resistenza e alla Liberazione del nostro Paese dal fascismo collaborazionista con l'esercito occupante nazista. I firmatari di questa petizione, condividendo le posizioni assunte in proposito dalle Associazioni Partigiane e degli ex-Deportati, confidando nei principi della Democrazia e nella doverosa piena attuazione della Costituzione, facendo anche riferimento al discorso di insediamento del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini, esortano il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini, e il Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati On. Edmondo Cirielli perché agli autori della proposta di legge 1360 vengano forniti gli elementi di riflessione necessari a un ripensamento e al suo ritiro, e affinché le Istituzioni Democratiche della Repubblica Italiana vengano tutelate dalla eventuale e non auspicata approvazione parlamentare. Dopo l'Armistizio e durante la guerra di Liberazione dall'invasione tedesca, il Governo del Regno d'Italia rifugiato nel Sud Italia era regolarmente operante e adempiva alle sue funzioni garantendo la continuità legale dello Stato italiano. La Repubblica di Salò non aveva pertanto alcuna legittimità. Da ciò deriva che i suoi aderenti, volontari o cooptati, non possono essere assimilabili agli appartenenti all'Esercito Italiano, né i suoi reduci possono avere, in quanto tali, alcun riconoscimento da parte della Repubblica Italiana. La proposta di legge n. 1360/2008, che propone l'istituzione di un "Ordine del Tricolore" presieduto dal Presidente della Repubblica, nasce da un'ottica negazionista dell'evidenza della storia. Essa infatti - equipara i miliziani della Repubblica Sociale ai partigiani che durante la Resistenza combatterono contro il fascismo e il nazismo, assegnando loro indistintamente il titolo di "cavaliere"; - mira al riconoscimento di onore, già respinto da numerosi Decreti Luogotenenziali dello Stato italiano fin dal 1944-'45, ai miliziani di Salò; - sostiene, nel prologo, che tra il 1943 e il 1945 in Italia si scontrarono due distinti eserciti di "pari dignità": uno formato da coloro che "ritennero onorevole la scelta a difesa del regime, ferito e languente", e un altro formato da quanti, rimasti fedeli al loro giuramento al Governo Italiano, "maturati dalla tragedia in atto o culturalmente consapevoli dello scontro in atto a livello planetario, si schierarono dalla parte avversa, 'liberatrice'"; - mette sullo stesso piano, confondendoli, i valori di libertà, giustizia e democrazia per cui combatterono i partigiani e le potenze alleate, con gli obiettivi perseguiti dai totalitarismi fascista e nazista, i quali intendevano costruire un "Nuovo Ordine Europeo" fondato sulla supremazia 'razziale', sulla discriminazione e la riduzione in schiavitù dei popoli ritenuti inferiori e sullo sterminio di intere comunità; - offende i familiari delle vittime del fascismo, che rischiano di vedere assegnato ai loro congiunti lo stesso riconoscimento dato a coloro che li hanno torturati e uccisi; - discredita gli organismi che da anni si impegnano nella ricerca storica per mantenere viva la memoria e accrescere la coscienza di quel passato; - nega dignità a quanti hanno combattuto affinché in Italia prevalesse la democrazia contro chi insanguinava preordinatamente e sistematicamente il Paese; - lede i principi ideali fondamentali e i valori umani e politici su cui si fonda la Repubblica Italiana nata dal ripudio del fascismo. La "pacificazione nazionale" non può essere perseguita mettendo sullo stesso piano la Resistenza e la Repubblica sociale, la lotta dei partigiani per la libertà e la lotta dei repubblichini per negare la libertà.
I firmatari di questa petizione fanno proprie le parole di Giuliano Vassalli, Presidente emerito della Corte Costituzionale: "Nessun riconoscimento ai repubblichini. Erano e restano nemici dello Stato democratico", e auspicano che i presentatori della proposta di legge 1360 già trovino concordemente la consapevolezza della opportunità di ritirarla.
Redatta il 15 marzo 2009.

Promotori: Ilaria Allegri, Carlo Amabile, Giancarlo Amurri, ANED Milano, ANPI Lombardia, ANPI Sez. "Luigi Viganò" Milano-Precotto, ANPI Sez. Barona Milano, ANPI Sez. di Cologno Monzese, ANPI Sez. di Crescenzago, ANPI Sez. di Inzago, Anna Maria Appolloni, Jack Arbib, Elena Aschedamini, Associazione Bambini in Romania Onlus, Claudia Azzola, Dimitri Baldanza, Mariangela Bastico, Biagio Battaglia, Luciano Belli Paci, Alberto Benadì, Carla Beretta, Teresa Maria Berzoni, Elisa Bianchi, Carlo Bibbiani, Ionne Biffi, Giuseppe Binda, Francesca Bonfante, Claudia Bonfiglioli, Marcello Buiatti, Franco Busato, Felice Cagliani, Dova Cahan, Gino Candreva, Angelo M. Cardani, Donato Carissimo, Ruben L. Castelnuovo, Davide Castorina, Maria Teresa Catania, Giovanni Marco Cavallarin, Roberto Cenati, Andrea Chiodi, Luigi Consonni, Alberto Corcos, Silvia Cuttin, Vincenzo De Bernardis, Marcella De Negri, Roberto De Pas, Letizia Del Bubba, Carolina Delburgo, Democrazia Laica, Patrizia Deotto, Giuseppina Di Fraia, Grazia Di Veroli, Pier Paolo Eramo, Luigi Faccini, Claudio Falcone, Silvia Fenizia, Annamaria Ferrari, Stefano Ferrario, Ida Finzi, Fondazione della Memoria della Deportazione, Giulio Forconi, Moreno Franceschini, Claudio Gallazzi, Pupa Garribba, Massimo Gentili Tedeschi, Cecilia Ghelli, Flavia Giuliani, Laura Gottlob, Veniero Granacci, Rita Gravina, Isaac Habert, Simonetta Heger, Adriana Infante Battaglia, Istituto Pedagogico della Resistenza Milano, Vincenzo Jorio, Francesca Lacaita, Francesca Lagomarsini, Fabio Levi, Nicola Licci, Sonja Liebhardt, Raffaella Lorenzi, Massimo Luciani, Mario Lupi, Marco Lusena, Giulio Maggia, Brunello Mantelli, Alessandra Manzoni, Ignazio Manzoni, Marina Marini, Gianfranco Maris, Fernando Martini, Giovanna Massariello, Anna Mazza, Maria Medi Guerrera, Guido Melis, Paola Meneganti, Nicoletta Meroni, Monica Miniati, Enrico Modigliani, Paola Mognaschi, Andrea Molco, Demetrio Morabito, Maurizia Morini, Roberto Morpurgo, Giorgio Mortara, Ernesto Muggia, Giuseppe Natale, Magda Negri, Vincenzo Negri, Enzo Nocifora, Nuova Società, Giuliano Olivieri, Patrizia Ottolenghi, Paolo Pagani, Floretta Pagliara, Dora Palermo, Giancarla Panizza, David Pardo, Lucio Pardo, Claudio Pavone, Angela Persici, Silvana Pervilli, Marina Piperno, Antonio Pizzinato, Pier Paolo Pracca, Roberto Prina, Giorgio Prister, Elena Razzoli, Giancarlo Reati, Massimo Repetti, Rete Comitati Milanesi, Aida Ribero, Aldo Rodini, Maria Grazia Roggero, Ernesto Rossi, Vincenza Rotta, Liliana Sacchi, Estilio Salera, Mario Salmon, Marco Sarno, Giorgio Scaffidi, Angela Scassellati, Raffaele Scassellati, Nadia Schavecher, Giovanni Scirocco, Ada Segre De Benedetti, Franco Segre, Giorgio Segre, Liliana Segre, Daniele Serrazanetti, Sinistra Critica prov. di Varese, Domenico Siracusano, Eleonora Sirsi, Francesco Somaini, Tullio Sonnino, Francesco Spagnolo, Aldo Spizzichino, Fausta Squatriti, Federico Steinhaus, Francesco Surdich, Ivano Tajetti, Renato Teti, Antonella Tiburzi, Vincenzo Tomaselli, Eliana Torretta, Luigi Tranquillino, Sergio Tremolada, Fernanda Tucci, Giovanni Urro, Franco Vaccaneo, Dario Venegoni, Francesco Venturi Ferriolo, Massimo Venturi Ferriolo, Ugo Volli, Aglaia Zannetti, Giorgio Zuccardi._____________

Si tratta di una proposta di legge che equipara i combattenti partigiani della Resistenza con i miliziani della Repubblica Sociale Italiana. Lo intende fare tramite l'istituzione di una onorificenza: l'"Ordine del Tricolore". Il Capo dello Stato, in questo frangente temporale Giorgio Napolitano, dovrebbe insignire del titolo di "Cavaliere dell'Ordine del Tricolore" indistintamente agli uni e agli altri, con il conferimento di un piccolo, ma significativo anch'esso, assegno pensionistico. Negare l'evidente e inequivocabile differenza tra i due schieramenti vuol dire negare la verità incontrovertibile, dimenticare che i partigiani, nella Resistenza, combatterono insieme agli alleati anglo-americani per sconfiggere il il fascismo e il nazismo e liberare l'Italia dai suoi occupanti, che i repubblichini pervicacemente sostennero condividendone gli orrori. La proposta di legge n. 1360 equipara quelli che facevano i rastrellamenti per conto dei nazisti a chi è stato internato nei campi di concentramento e a chi ha fatto la Resistenza. Essa esprime una convinzione negazionista della storia: disconosce infatti che la Repubblica Sociale Italiana, costituitasi il 23 settembre 1943 (<http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Sociale_Italiana>), nacque con intenti ostili nei confronti del Governo Italiano, e dimentica quindi che, alla caduta del governo di Mussolini e del fascismo, già dal 22 luglio del 1943 in Italia era operante il nuovo governo guidato da Badoglio (www.it.wikipedia.org/wiki/Governo_Badoglio_I <http://www.it.wikipedia.org/wiki/Governo_Badoglio_I>). Potrei, seppur con molti sforzi, anche accettare che qualcuno possa avere l'idea che chi scelse di schierarsi con l'una o l'altra parte lo abbia potuto fare "in buona fede". Ma dalla "buona fede" al riconoscimento onorario e al titolo di Cavaliere per chi si è chiamato fuori dallo stato italiano, e gli si è schierato contro, criminale nemico della patria, che ha fatto la guerra ai partigiani, all'esercito di liberazione, ai militari agli ordini del generale Badoglio, alle forze alleate e alle truppe che combatterono contro l'esercito nazista in ritirata, che ha fiancheggiato fino all'ultimo i nazisti e i torturatori delle popolazioni civili, proprio non riesco ad adattarmi. Insomma, è ben peggio che se la Germania decidesse oggi di assegnare un nuovo cavalierato, e la pensione!, a Goebbels, Eichmann, Rauff, Saewecke, Kesserling, ... E dico questo volendo prescindere dalle mie premesse ideologiche, ma proprio guardando al succedersi dei fatti. Considerando poi quale fu l'operato della RSI, complice attiva e spietata di Hitler & C. nelle deportazioni e nello sterminio di ebrei, e di partigiani, omosessuali, rom, politici, deportati e non, valdesi, protestanti, testimoni di Geova, di ogni genere, di ogni sesso, di ogni età, italiani e stranieri, il mio disadattamento si trasforma in sdegno, in obbrobrio. Sia per il fatto in sé, sia perché questa proposta di legge vuole intaccare le stesse basi fondanti della Repubblica Italiana, che si è fondata sulla Resistenza contro ciò e sulla costruzione della Democrazia. Possibile che questi sentimenti non sfiorino i presentatori della proposta di legge n. 1360? Ovunque nel mondo una proposta di legge del genere verrebbe respinta sul nascere, tra la derisione comune e la fermezza della democrazia. E invece le cose, a me sembra, qui stanno diversamente. Questa proposta di legge n. 1360 nasce con l'intento di vincere, di superare gli ambiti della Commissione Difesa della Camera dei Deputati presso la quale è in discussione dal 12 novembre 2008, per essere presentata e andare trionfalmente al voto in Parlamento:- cominciamo dai firmatari della proposta di legge n. 1360: tra quei quarantadue nomi spicca quello di DE CORATO che, a prescindere dalla sua collocazione partitica e parlamentare, è il vice Sindaco della più grande città d'Italia insignita della Medaglia d'Oro della Resistenza: Milano. Cosa vuol dire? Che il vice Sindaco di Milano intende portare a sostegno della proposta di legge n. 1360 di cui è firmatario tutta l'enormità quantitativa (e i numeri contano in democrazia, spesso più delle idee) di voti che ha determinato la maggioranza amministrativa nella "capitale morale ed economica" del Paese;- continuiamo con i firmatari della proposta di legge n. 1360: quei quarantadue nomi appartengono a diversi schieramenti politici. Cosa vuol dire? Che c'è una sorta di trasversalità politica unificata (consapevole o no) sul tema della negazione della storia e della esaltazione del tradimento e della violenza;- proposte politiche del genere si erano già viste in precedenti legislature, ma non erano mai state così articolate, e sembravano frutto di dilettantismo strategico a fronte di questa, tanto che sono tutte cadute nel vuoto. Questa volta la proposta di legge n. 1360 è stata presentata all'inizio della legislatura. Cosa vuol dire? Che i suoi firmatari hanno deciso di darsi quanto più tempo possibile, cinque anni, per portarla al voto in Parlamento.Questa proposta di legge n. 1360 potrebbe davvero diventare legge: si tratterebbe di un punto di non ritorno nella storia della democrazia italiana. Per cercare di evitare questo rischio bisognerà che ci sia un impegno di vigilanza, di attenzione, alto, costante, fino all'ultimo momento dell'esistenza di questa legislatura. I media sembrano non essersene accorti, né i partiti, né i parlamentari: il silenzio è quasi assoluto. La rassegna stampa di quanto è stato pubblicato è scarna, nella maggioranza dei casi distante dal problema. Più sensibile è la rete che in parecchi blog e in facebook ospita interventi di diverse corposità. E' necessario informare i cittadini, i parlamentari, i partiti, le associazioni, le istituzioni in primo luogo, tutto il Paese insomma, di quanto sta succedendo sotto il suo naso. Ed ecco la decisione di far partire una petizione, una raccolta di firme che tenti di bloccare l'iter della proposta di legge n. 1360. Di fronte a tanto sistematico, lucido cinismo anti-istituzionale, anti-repubblicano ed eversivo questa petizione dovrà raccogliere un numero enorme di firme perché possa avere un senso reale.Difendere il Tricolore Repubblicano, Democratico e Antifascista. Il Tricolore è l'emblema della Liberazione, della Costituzione e della Democrazia, e non può essere confuso con quello di chi ha seminato terrore, razzismo e morte negando ogni libertà. I fascisti di Salò hanno levato le armi a sostegno dei nazisti occupanti contro la Patria. Questa è una realtà storica che nessuno può rivedere o negare. Se questa proposta di legge dovesse avere l'approvazione del Parlamento, verrebbero intaccati i fondamenti su cui si basa la nostra democrazia. E' dovere morale, oltre che politico, di tutti i cittadini della nostra Repubblica prendersi cura delle sorti della propria Patria, impedendo, con la determinazione delle Leggi e la fermezza della Democrazia, che questa provocazione insensata possa giungere in Parlamento. Io credo che si debba iniziare daccapo, rigenerare il clima unitario che si era determinato nella Resistenza cui parteciparono tutti i colori dell'antifascismo, liberali, comunisti, cattolici, socialisti, anarchici, monarchici, indipendenti, bianchi, rossi, azzurri, cattolici, musulmani, protestanti, ebrei, rom, popolani, aristocratici, coraggiosi, paurosi, uomini, donne, civili, militari, laici, religiosi, europeisti e indipendentisti, . Si devono scuotere le coscienze democratiche intorpidite; si deve organizzare ad organizzare una iniziativa nazionale guidata da tutte le organizzazioni di partigiani, di deportati, dai sindacati, dai partiti, dalle associazioni anche più minuscole, che promuovano, e curino la tempesta di messaggi di dissenso che dovrà riversarsi innanzitutto sul Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, e sul Presidente della Camera dei Deputati, e sul Presidente della Repubblica, e sul Parlamento Europeo.Perché anche il Parlamento Europeo? Consideriamo per un attimo come in Europa il fascismo sia un fenomeno estraneo alle attività istituzionali e governative; consideriamo che le destre, in Spagna, in Germania, in Inghilterra, in Francia, in Olanda, ovunque insomma, non si sognano nemmeno da lontano di rifarsi ai fascismi del passato. Ve la immaginate una Merkel, o un Sarkozy, o un Gordon Brown che provassero simpatie per una proposta di legge del genere? Bisogna che anche dall'Europa vengano le espressioni del dissenso nei confronti dell'involuzione italiana. Bisogna creare un clima di isolamento nei confronti di questo cinismo antidemocratico. Tutto un percorso, cioè, di ri-creazione della cultura democratica. Ogni cittadino italiano che abbia a cuore le sorti del suo Paese dovrebbe sollecitare gli organi collegiali (nei posti di lavoro, associazioni politiche, sindacali, culturali, ecc.) di cui fa parte e quelli rappresentativi/amministrativi (Consigli Comunali, Consigli di Zona, Consigli Provinciali, Consigli Regionali, Comunità Montane, ecc.) ad adoperarsi perché esprimano il dissenso per conto dei milioni di cittadini che essi rappresentano ed invitino il Parlamento ad avvalersi della forza delle Leggi per impedire il compimento del disegno.Una valanga di democrazia dovrà opporsi alla proposta di legge n. 1360. Il Paese dovrà far sentire ai suoi estensori l'orgoglio repubblicano e democratico dei suoi cittadini. E bisogna fare presto però, prima che la proposta di legge arrivi in aula. . Marco Cavallarin

13 marzo 2009

Sentieri Partigiani. 13 aprile, Oltrepò Pavese.

87 Brigata Garibaldina “CRESPI” e la presa di Varzi

L’87 Brigata Garibaldina “CRESPI” costituita nel Luglio 1944 ha sostituito le prime formazioni spontanee di ribellione formatesi dopo l’8 Settembre 1943: La banda Piccoli, la banda del Greco, Primula Rossa. Il CLN organizza l’Oltrepò Pavese in zone sotto il controllo militare della Brigata Matteotti, della Brigata Giustizia e Libertà e delle 3 formazioni Garibaldine ( 87 Brigata CRESPI, 88 Brigata Casotti e la Brigata Capettini ). Il primo vero scontro tra partigiani e fascisti avviene il 25 luglio 1944 ed ha per teatro il largo greto dei torrenti Staffora e Aronchio nel loro punto di confluenza.I partigiani di "Americano"(Domenico Mezzadra) e delle formazioni di "Giustizia e Libertà" combattono insieme sconfiggendo i fascisti che, mandati allo sbaraglio dai loro comandanti, subiscono dure perdite.Nel corso della battaglia "Americano" viene ferito al braccio destro ma prosegue lo scontro impugnando il mitra con la mano sinistra: un gesto che accresce la fama ed il prestigio del comandante tra i suoi uomini e la popolazione.Nel corso dello scontro muore il giovanissimo "Monello" (Aldo Casotti), a cui sarà dedicata in seguito una brigata garibaldina. Il 12 Agosto 1944 si combatte la battaglia vittoriosa di Pietragavina. Ecco il racconto di Franco Costa della Brigata Crespi:“Abbiamo vinto la prima battaglia da che sono in montagna. Io però ho contribuito ben poco. E’ andata così. L’altra sera è stato dato l’allarme perché si è saputo che un reparto di repubblichini, risalendo da Varzi, aveva occupato il castello di Pietragavina e minacciava quindi, dal passo, la vallata del Tidoncello e Zavatterello-Valverde. Tutti i distaccamenti della ns. Brigata Crespi si sono messi in movimento convergendo su Pietragavina. Ieri il distaccamento Comando di Romagnese guidato da Mario e Gino è montato su 2 camion tedeschi di preda bellica e si è subito diretto lassù. Sebbene sia armato della sola pistola ( non ho più rivisto il Poldo e il mio mitra, ahimè!) sono salito anch’io su un camion, ma Elio quando mi ha visto mi ha subito richiamato perché dovevo restare con lui e i pochi rimasti per far funzionare il Comando. E’ la prima occasione mancata. Erano circa le 16 di quest’oggi quando ha suonato il telefono. Era Lello ( il fratello minore di Gino che da Zavatterello tiene i contatti tra noi e il comando in linea. Mi ha detto testualmente: “Il castello di Petragavina è caduto e i fascisti si sono arresi. Vi sono 13 prigionieri fra cui un ufficiale.” Mi sono affacciato al balcone più vicino ed ho gridato la notizia a coloro che si trovavano nello spiazzo. Abbiamo esposto al balcone il tricolore con stella rossa al centro. Poco dopo nel cortile del castello v’era molta gente che gridava ed acclamava. Ieri sera non mi reggevo più in piedi, eppure ho faticato moltissimo ad addormentarmi.” Segue da li a pochi giorni la seconda battaglia vinta di Pietragavina e il 18 Settembre 1944 l’importante conquista di Varzi . “Le nostre Brigate CRESPI e CAPETTINI nonché altri piccoli reparti stanno attaccando il presidio di Varzi. Ha cominciato Primula Rossa che è varzese e non stava più nella pelle, con la sua Capettini. Gli altri son subito scesi da Pietragavina e Monte Cucco verso la Gabarda. E’ un vero assedio ed i fascisti sono asseragliati in alcune case ( forse le scuole ed il Castello). Da ieri vi è una grandissima animazione in tutto il paese. Intanto c’è da ricordare che l’11 o il 12 in Val Trebbia, a Ponte Organasco dicono, una intera Compagnia di Alpini del Divisione Monterosa ha defezionato ed è passata con armi, muli e bagagli dalla nostra parte. Il merito di questa, come di tante altre audacissime azioni in quella zona pare vada a “Bisagno”. La sparatoria intorno a Varzi è quasi continua. Domani andrò su con un camion dei rifornimenti e mi fermerò tutta la giornata. Il 18 settembre Varzi cade! La lotta è durata tre giorni ed ha voluto una vittima in più: trattasi di Enzo Togni, da Broni, Comandante di distaccamento. Enzo è stato stroncato da una scheggia di mortaio che gli ha reciso la carotide; ne sono molto rattristato: mi sembrava un giovane serio e promettente. Purtroppo vi sono stati altri tre caduti. L’altro ieri sera, in piena battaglia di Varzi, è venuto ad unirsi a noi un intero plotone di Cecoslovacchi che ha disertato la Wehrmacht con armi, munizioni e materiale vario. Sono in totale 36, comandati da un biondo Capitano ed alcuni sottufficiali. Hanno portato con se ben 3 mitragliere da 20 mm. Ed una di esse, con tre serventi cechi, è subito andata in postazione sopra Varzi, dove il suo lento ma poderoso tambureggiare deve aver scosso parecchio la volontà combattiva dei fascisti che erano asseragliati nelle scuole e nella torre. L’effetto dell’arrivo dei Cechi sul nostro morale e su quello della popolazione è stato immenso. In paese c’è animazione ed agitazione indescrivibili. Fatichiamo a trattenere gli uomini che vorrebbero andare tutti a Varzi.” Con Varzi libera, inizia l’esperienza della
Repubblica partigiana, che si concluderà il 27 novembre 1944 sotto l’incalzare del feroce rastrellamento invernale effettuato con truppe Calmucche e Mongole che seminano morte , distruzione e terrore in tutto il territorio. E’ un’operazione molto vigorosa che costringe i reparti partigiani a ripiegare e disperdersi per evitare l’annientamento. Sono 2 mesi di stenti e i partigiani divisi in piccoli gruppi sono costretti anche a ‘sparire’ nascondendosi nelle buche scavate nella neve!. Siamo ormai nel 1945 e il peggio per fortuna passa e, con la primavera, i raparti si riorganizzano e diventano sempre più potenti e incisivi ottenendo …

12 marzo 2009

ANPI a "Fà la cosa giusta". Fiera Milano City


Saronno Antifascista

SARONNO È ANTIFASCISTA E TALE VUOLE RIMANERE !

Le FORZE POLITICHE: Partito Democratico, Sinistra Saronnese; Verdi
nonché le seguenti ASSOCIAZIONI che vivono ed operano in città, ANPI
venute a conoscenza
che individui appartenenti a Forza Nuova hanno dichiarato la loro presenza a Saronno il prossimo 21 marzo, con lo scopo di “chiedere l'intervento della polizia al fine di sgombrare i gruppi di stranieri che abusivamente si ritrovano a decine proprio nel pressi della stazione"

· RESPINGONO la raffigurazione della nostra città come una delle più insicure del Nord Italia, in quanto i dati statistici forniti dalle Forze dell’Ordine e dall’Amministrazione Comunale (Capitano dei Carabinieri e Sindaco) smentiscono nella realtà dei fatti tale rappresentazione
· SI OPPONGONO alla logica perversa che siano i cittadini, singolarmente presi o organizzati in gruppi, a dover garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei Saronnesi, perché tali azioni, lungi dal risolvere alle radici gli eventuali problemi d’integrazione esistenti, conducono solo ad esasperare le contrapposizioni e ad aumentare il senso di paura e di insicurezza di tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano
· RIFIUTANO la politica sensazionalista dell’emergenza, dell’allarme sociale agitato a comando e della giustizia fai da te, perché tale logica ci farebbero scivolare a grandi passi verso una barbarie sperimentata in passato, che vogliamo non si ripeta
· CONTRASTANO ogni tentativo di pensare la città come un territorio unicamente da presidiare e controllare
· RITENGONO che uno Stato, una Città e una popolazione, che si riconoscono nei valori della Costituzione Repubblicana non possano rinunciare ad avvicinare l’immigrato, regolare o irregolare che sia, innanzitutto come una persona, con doveri e diritti pari agli altri cittadini
· S’IMPEGNANO a realizzare politiche sociali e culturali che favoriscano in città reali occasioni ed esperienze d’integrazione, perché Saronno sia viva e libera, non blindata e impaurita

Tutto ciò premesso

· ESPRIMONO LA LORO INDIGNAZIONE CONTRO LA PROVOCAZIONE DI FORZA NUOVA, ESPRESSIONE BECERA E PERICOLOSA DELLO SQUADRISMO FASCISTA, ESTRANEA ALLA NOSTRA COMUNITÀ E ALLE REGOLE STESSE DELLA DEMOCRAZIA CHE HA DECISO DI FARE LA PROPRIA CAMPAGNA ELETTORALE A CASA NOSTRA
· SI COSTITUISCONO COME COMITATO ANTIFASCISTA E CHIAMANO L’INTERA CITTÀ A MOBILITARSI PER RIBADIRE LA VOCAZIONE DEMOCRATICA CONNATURATA ALLA STORIA DI SARONNO
· CHIEDONO AL SINDACO E ALLE FORZE DELL’ORDINE CHE METTANO IN ATTO TUTTE LE AZIONI NECESSARIE PER IMPEDIRE OGNI MANIFESTAZIONE VOLTA A TURBARE LA REALTÀ PACIFICA ED ACCOGLIENTE CON CUI LA NOSTRA CITTÀ INTENDE CARATTERIZZARSI

Comunicato stampa. ANPI Nazionale

L’ANPI Nazionale: non apriamo le porte con le ronde a nostalgie del passato

Apprendiamo dal quotidiano "La Repubblica" di oggi che a Massa sono sorte le SSS (soccorso-sicurezza-sociale) su iniziativa della Destra di Francesco Storace, con la contrarietà del Sindaco. Questo ultimo episodio induce l’ANPI a esprimere ferma opposizione e a richiamare tutti alla necessaria saggezza.
L’utilizzo di privati cittadini organizzati in "ronde" per mantenere l’ordine pubblico nelle nostre strade è un fatto gravissimo. Aldilà delle dichiarate buone intenzioni, è evidente che tale provvedimento può dare adito a scontri sociali di difficile contenimento.
Nelle nazioni democratiche a garantire ordine e sicurezza sono le forze di polizia e laddove sono carenti vanno potenziate. Questa forma di vigilanza "fai da te" fa passare nel Paese il messaggio che chiunque può sentirsi autorizzato a procurarsi giustizia, mettendo a repentaglio la propria incolumità oltre a quella dei presunti criminali. Tutto ciò è inconcepibile in uno Stato di diritto.
Non apriamo le porte a eventuali nostalgie del passato.

contro le ronde..

VENERDI 13 MARZO dalle ore 17.00
ALL’EX O.P. PAOLO PINI VIA IPPOCRATE 45 MILANO
APPUNTAMENTO PER UN POMERIGGIO DI SOLIDARIETA’ ED INTEGRAZIONE
CON BANCHETTI INFORMATIVI, MUSICA ED APERITIVI
contemporaneamente alla fiaccolata/ronda organizzata dalla lega nord in zona

ASSOCIAZIONE OLINDA
CONTRO LE POLITICHE INTOLLERANTI E XENOFOBE DELLA LEGA
PER REDDITI DIGNITOSI, CONTRO IL LAVORO PRECARIO E SOTTOPAGATO
PER QUARTIERI VIVIBILI A MISURA DI BAMBINI ED ANZIANI
PER UNA SOCIALITA’ FATTA DI ACCOGLIENZA , INCLUSIONE E MULTICULTURALITA'

10 marzo 2009

Fausto e Iaio


MILANO E LA MEMORIA - 18 MARZO 2009
Milano, via Mancinelli dalle 21 alle 24.


Sono passati trentun anni dall’omicidio di Lorenzo Iannucci e Fausto Tinelli. Dal 18 marzo 1978, li ricordiamo in via Mancinelli, il nostro luogo della memoria, nel quartiere Casoretto. Per chi non ha mai dimenticato la vicenda di Fausto e Iaio. Ai giovani che hanno la forza di credere nel loro futuro. Per le 100.000 persone presenti dei funerali di Fausto e Iaio e per chi a diciassette anni nel 1978 scriveva sui bigliettini: “hanno ucciso due come noi,ma le nostre idee non moriranno mai”. Per i cittadini di Milano che ricordano e non si stancano di raccontare.Ai muri, alle lapidi, ai luoghi della memoria da difendere. Per chi pretende verita’ e giustizia .Per chi è consapevole oggi piu’ che mai del valore della memoria.

Maratona di letture, suoni, immagini, attraverso le voci di Antonio Pizzinato, Daniele Biacchessi, Gad Lerner, Federico Sinicato, Mauro De Cortes, Associazione Luca Rossi, Danilo De Biasio, Paolo Hutter, Pierluigi Raccagni, Danila Tinelli, Adriana Maestrelli, Rosa Piro, Leoncavallo s.p.a, Benedetta Tobagi, Gianni Barbacetto, Alessandro Bertante, Mauro Scotti, Angelo Prati, gli amici di Abba, Fondazione Brambilla Pisoni, e i suoni di Francesco Baccini, Alessio Lega, Michele Fusiello, Gaetano Liguori, Massimo Villa e molti altri.

Associazione Familiari e amici di Fausto e Iaio

07 marzo 2009

Grazie all' ANPI Bollate/Baranzate


"La Memoria è viva. La storia non si cancella"


I comitati ANPI di Massa Carrara, La Spezia, Lunigiana e Versilia, il Comitato manifestazione contro d.d.l. 1360, Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani, Arci Carrara-Lunigiana, Associazione Tina Modotti e il Comitato Sentieri della Resistenza hanno organizzato una manifestazione antifascista “La Memoria è viva. La storia non si cancella”, che si terrà a Villafranca in Lunigiana sabato 14 Marzo. Questa manifestazione nasce dall’esigenza di far sentire la nostra voce sul territorio della Lunigiana contro la proposta di legge n. 1360 che attraverso l’ennesimo atto revisionista vuole proporre l’equiparazione tra partigiani e repubblichini. Il primo firmatario di questa ignobile legge è l’ On. Lucio Barani, nonché Sindaco di Villafranca in Lunigiana. E stupisce il fatto che a farsi portavoce sia proprio un esponente politico proveniente da un territorio simbolo della resistenza italiana, sia per l’alto numero dei giovani che vi parteciparono con il saldo sostegno della popolazione, sia per le numerose vittime civili. Basterà ricordare la tragica scia di sangue dell’estate del 1944 con le stragi dei civili inermi (le Fosse del Frigido, Sant’Anna di Stazzema, Bardine di San Terenzo, Vinca, Bergiola Foscalina) rispetto alla quali si è ormai accertata la responsabilità indiretta, quando non la collaborazione attiva, di esponenti fascisti, di quegli stessi «bravi ragazzi» che oggi – come non accade in nessuno stato europeo – si vorrebbero glorificare.

Che cosa propone il d.d.l. 1360? Con tale disegno di legge, la maggioranza parlamentare pretende di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò conferendo a loro un istituendo “Ordine del Tricolore”. La relazione che accompagna il disegno di legge sostiene a chiare lettere la «pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente». Analoga operazione fu già tentata dalla destra nelle precedenti legislature, ma venne respinta, grazie anche ad una raccolta di firme indetta dall’ANPI. Ora si tenta un gravissimo colpo di mano, volendo far passare sotto un “innocuo” riconoscimento pensionistico (che strano! proprio in un’epoca di malaugurata riduzione del Welfare!) l’idea di un’equidistanza tra chi ha combattuto per liberare il nostro paese dal giogo nazifascista e i fascisti stessi. Infatti il documento prosegue inequivocabilmente: «Solo partendo da considerazioni contingenti e realistiche è finalmente possibile quella rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro che fu militare e ideale, oramai lontano, eredità amara di un passato doloroso, consegnato per sempre alla storia patria». In poche parole si vorrebbe avanzare, attraverso la Proposta di legge 1360, una sostanziale parificazione tra i partigiani che hanno combattuto per la libertà a fianco del popolo italiano e i fascisti prezzolati della Repubblica di Salò, che invece combatterono alleati all’orrore nazista e furono i responsabili delle tante stragi che hanno colpito il nostro territorio. Contro tutto questo l’ANPI e i giovani antifascisti intendono opporsi.
Il programma della manifestazione:
Alle ore 9.00, concentramento presso la Piazza della Stazione di Villafranca in Lunigiana; da qui partirà un corteo che arriverà in Piazza Negrari dove si svolgerà l’incontro-dibattito presieduto dalla partigiana Laura Seghettini (ANPI Pontremoli). Interverranno Raimondo Ricci (ANPI Nazionale); Lidia Menapace (Rifondazione Comunista); Andrea Orlando (Partito Democratico); Fabio Evangelisti (Italia dei Valori). In caso di pioggia l’incontro-dibattito si svolgerà presso il Cinema Teatro Città di Villafranca. Al termine del dibattito i partecipanti si dirigeranno verso la Selva di Filetto dove è previsto un ritrovo e dove si potrà pranzare al sacco.
Alle ore 15.00 partirà la Camminata Resistente per arrivare nel Borgo di Mocrone dove nel dicembre 2008 il sindaco Lucio Barani ha inaugurato, all'insaputa dei paesani, una targa dedicata a Benito Mussolini. Alle 16.00 nella Piazza A. Banedicenti ci sarà l’intervento teatrale “O da una parte o dall’altra” a cura di Blanca Teatro e un momento musicale curato da Apuamater Cyberfolk e Mattia Ringozzi.
Partecipazione e adesioni. Confidiamo in una vostra ampia partecipazione (anche sotto forma di adesione), perché dobbiamo dimostrare che l’antifascismo e i valori su cui si basa la nostra Costituzione rimangono ancora la bussola del nostro vivere civile, un irrinunciabile patrimonio morale e politico che i sinceri democratici non sono disposti a mettere in soffitta, né adesso né mai. Sabato 14 marzo, vogliamo dare un forte segnale alla maggioranza che ci governa ma anche a chi è ormai assuefatto ai continui attacchi alla legalità costituzionale e ad uno smantellamento lento e inesorabile di quei principi che sembravano fino a poco tempo fa inviolabili (lavoro, diritto alla salute, laicità, in una parola: la democrazia). Sarà un segnale chiaro e inequivocabile: in questa battaglia, i giovani antifascisti non lasceranno solo i partigiani e le partigiane; scendere in piazza servirà quindi a manifestare tutto il nostro dissenso contro una legge che offende la memoria dei combattenti per la libertà e dei tanti civili uccisi dall’orrore nazifascista. Ma servirà anche a ribadire, ancora una volta, che la difesa di quel patrimonio di memorie non è semplicemente una questione da dibattito storiografico o il doveroso omaggio alla generazione di chi ha combattuto nella Resistenza; a ben vedere è un qualcosa che non riguarda tanto il passato ma investe il senso più profondo del nostro avvenire, quella speranza, non ancora sopita, di una società più giusta. Noi non vogliamo dimenticare la storia ma non vogliamo nemmeno “smemorarci del futuro”, ovvero la possibilità di continuare a pensare ad un mondo diverso e migliore di quello in cui viviamo. Questa è la più grande eredità che i partigiani ci lasceranno e noi la scaglieremo contro il futuro perché la Memoria è viva e la storia non si cancella!
Per adesioni e informazioni, scrivete a
info@archividellaresistenza.it oppure a anpivillafrancalunig@libero.it . Per ulteriori informazioni e l’elenco aggiornato delle adesioni vai su www.archividellaresistenza.it

06 marzo 2009

Sergio Kasman "Marco"


Primavera è Femmina

Viva le DONNE al PAOLO PINI-V.Ippocrate 45.mi
PRIMAVERA E' FEMMINA!

...percorso ideale al FEMMINILE............
dall'8 MARZO alla festa della Liberazione:
domenica 8 marzo: "MIRIAM ed altre DONNE"
dalle ore 18 a notte fonda. readings,live music, video, buffet, testimonianze&more!

sabato 28 marzo:
"MAMA MARJAS"
live REGGAE&DanceHall Dreama e MISS in Red dalle ore 22 a notte fonda!

venerdì 24 aprile: "BIVACCO PARTIGIANO"
appuntamento cittadino che inizierà con il "traguardo" della "Biciclettata per LIA"-segue:
"Una PARTIGIANA di nome LIA" assaggio del lavoro del Teatro della COOPERATIVA-
con:ROSSANA MOLA-MARTA MARANGONI-RENATO SARTI - dalle 18,30 -
e all'interno del CONCERTO che segue ci sarà l'esibizione di GRUPPI al FEMMINILE

Prima di stampare, pensa all'ambiente ** Think about the environment before printing

05 marzo 2009

8 Marzo, le donne e la Costituzione

8 marzo Giornata Internazionale della Donna
Resistere per Esistere. Le donne e la Costituzione della Repubblica Italiana


Comunicato Stampa

Le donne dell’A.N.P.I. di Milano, in occasione della Giornata Internazionale della Donna,
organizzano per domenica 8 marzo – ore 15.00, presso il Salone di Via Mascagni, 6,
un incontro per ribadire l’importanza e l’attualità di una lettura “al femminile” della Costituzione. L’iniziativa si aprirà con la proiezione di un’intervista a Nadia Gallico Spano, una delle “magnifiche ventuno” Costituenti.
In questa testimonianza la Spano sottolinea come lei e le sue colleghe parlamentari abbiano da subito avuto consapevolezza <<…di questo mandato in più ricevuto dalle donne. Ci dicevamo che era un’occasione da non perdere, che dovevamo fare il massimo: questo era il sentimento….Eravamo all’indomani della guerra. C’erano molte ferite aperte. E tanta speranza…>>. E la speranza era ancora più forte e presente nelle tante protagoniste della Resistenza, che avevano lottato per liberare l’Italia dal fascismo, ma anche per esistere come persone, in uguale dignità e diritti.
Di questa aspirazione ad un cambiamento profondo dei rapporti uomo-donna nella famiglia e nella società, delle lotte per la parità salariale, per la tutela dei diritti delle lavoratrici, per l’affermazione delle istanze delle donne parleranno Nori Brambilla Pesce, partigiana e vicepresidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Milano e Benedetta Liberali, socia fondatrice dell’Associazione Art. 3 e dottoranda presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Liberali, in particolare, illustrerà come il contributo delle Costituenti sia stato determinante per la stesura di tutti gli articoli della Carta che parlano di inclusione, pari opportunità, di tutela e valorizzazione delle specificità e delle differenze, anche di genere.
La seconda parte dell’incontro sarà invece affidata al contributo, come sempre generoso ed appassionato di Renato Sarti e del Teatro della Cooperativa. Le giovani attrici Sara Urban e Milvis Lopez Homen leggeranno brani e testimonianze per la cura dello stesso Renato Sarti in collaborazione con Marco di Stefano e Riccardo Pippa.

Per ogni ulteriore informazione: 340.0601234 robertamigliavacca@tiscali.it

Ideologie politiche del 900 (Cattolici)


01 marzo 2009

ANPI Milano

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano, riunitosi il 27 febbraio 2009, esprime ferma condanna degli atti squadristici compiuti nei giorni scorsi a Milano e in provincia di Lecco.
Nella notte del 25 febbraio ad Osnago (Lecco) una squadra fascista ha assalito con picconi e reso inagibile il circolo Arci “La Locomotiva”. A Niguarda, i muri delle lapidi che ricordano i partigiani caduti sono stati deturpati con svastiche,mentre Quarto Oggiaro è stata tappezzata da manifesti neofascisti.
Ancora più grave è l’indegno oltraggio alla lapide di Eugenio Curiel, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fondatore e dirigente del Fronte della Gioventù, avvenuto proprio alla vigilia del 64^ anniversario del suo assassinio da parte dei repubblichini, in piazza Conciliazione. I neofascisti non solo hanno imbrattato con vernice rossa, ma si sono spinti sino a deporre, ai piedi della lapide, 30 bossoli di arma da fuoco, ossia l’esatto numero di proiettili sparati dai repubblichini contro Curiel.
Questi gravissimi episodi, avvenuti quasi simultaneamente, si inseriscono nel pesante clima di attacchi ai valori dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione repubblicana e trovano un fertile terreno nelle intollerabili spinte al revisionismo storico, culminate in iniziative vergognose e provocatorie, quali la proposta di legge n. 1360 presentata da parlamentari del centro destra, che vorrebbe equiparare i partigiani e gli ex deportati ai repubblichini di Salò.
Il Comitato Provinciale dell’ANPI chiede pertanto alle competenti autorità di intervenire con determinazione in base alle norme costituzionali e alle leggi Scelba Mancino perché questi atti di chiara matrice fascista, inaccettabili in un contesto democratico, non abbiano più a ripetersi.

Comitato Provinciale A.N.P.I. di Milano

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