22 giugno 2022

E' morto un Compagno... Bella Ciao Massimo Gabellini.


 










E' morto un amico, un Compagno, lo sguardo gentile, gli ideali nel cuore, tornerà ad ascoltare i suoi Partigiani li seduto al limite del bosco, stringiamo a noi i momenti che ci ha regalato, che sono tutti di gioia e amore, di festa e sogni, un cielo azzurro, mai nuvole nere, mai un peso, mai il diffondere ad altri il suo dolore per una malattia che da anni combatteva fiero e leale. Piangiamo e ci stringiamo commossi alla sua famiglia, alla sua ANPI ATM, a tutti gli amici e amiche che hanno camminato con lui sui sentieri di una vita troppo breve. Caro Massimo, canterai ancora con noi, sorriderai ancora, e i tuoi occhi limpidi ancora ci racconteranno che chi ha Compagni non muore mai, è solo un altro viaggio, e solo un altro dolore di strade perse, ma il vento tra le foglie ci porterà sempre lieve come eri tu, un fruscio, un profumo di primavera, un ricordo da conservare, da stringere. Bella Ciao Massimo Gabellini. "Gabo".

La Resistenza in 100 canti...


 

08 giugno 2022

Carlo Smuraglia, sempre con noi... bella ciao.

Carlo Smuraglia è morto: il nostro Presidente sempre, oltre che quello di tutto l’ANPI Nazionale, e poi il Presidente “emerito”.
Fermo, gentile, integerrimo, capace di scelte coraggiose e controcorrente, così carismatico e stimato da poterle sostenere in un’Associazione - come la nostra - che la democrazia in questo Paese non solo la sostiene, ma se l’è inventata.
“Nostro” perché il rapporto con la nostra sezione ANPI Barona era incantato e perfetto. Il nostro rapporto con Carlo era fatto di lucidi interventi, di illuminanti confronti… ma anche di momenti di festa, di cene e di pura condivisione.
Smuraglia è stato un compagno che nella vita ebbe sempre la medesima razionale audacia: nel combattere in armi e nel vincere il fascismo al potere, e poi nel sostenere il diritto del più debole e indifeso (possiamo dimenticare che fu uno degli avvocati della famiglia Pinelli?), nel guidare dall’interno un’Associazione che si confronta con tutti i movimenti (purché antifascisti) ma non è subalterna a nessuno.
Carlo Smuraglia è stato partigiano, avvocato, giurista del lavoro, sempre con la stessa sobria empatia. Gli anni della sua presidenza sono stati quelli difficili dell’autonomia: nella crisi della Sinistra italiana, l’Anpi ha saputo tenere alta la bandiera dei diritti e della cultura della resistenza e della costituzione, senza montarsi la testa, senza volersi sostituire alle altre istituzioni.
Gli anni della sua presidenza sono anche quelli esaltanti dell’apertura ai nuovi partigiani: a tutti i giovani e giovanissimi che - accostandosi all’ANPI - guardavano a quest’uomo, non come ad un nonno, ma come un compagno di strada più saggio. Della stupida osservazione che i “veri partigiani” non ci sarebbero più, per primo Carlo ne rideva: chi si riconosce nei valori della resistenza, chi conosce e si rispecchia nella lotta partigiana è egli stesso partigiano. Nessun partigiano muore, finché qualcuno viene a raccoglierne la bandiera.
Per questo Carlo Smuraglia non è morto: egli vive nella nostra società, nella nostra Costituzione e soprattutto nel nostro cuore.



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