14 dicembre 2006

A tutti gli iscritti.
A tutti i partiti, organismi,circoli e associazioni Zona 6 Milano.

INVITO ALL’ASSEMBLEA ANNUALE DEGLI ISCRITTI ALLA SEZIONE ANPI Barona
DOMENICA 21 GENNAIO 2007 ORE 10.00
Presso la COOP. BARONA – E. SATTA – Via MODICA 8 - MILANO

L’assemblea degli iscritti costituisce un momento importante non solo per un bilancio ed un giudizio sulle iniziative svolte nel corso dell’anno passato, ma soprattutto per una riflessione sull’ attualità politica nazionale e della nostra zona, e sulle conseguenti iniziative “dell’ANPI”.
Programma dei lavori:

Apertura dei lavori
nomina del Presidente dell’Assemblea
relazione del presidente della sez. Ivano Tajetti
relazione e approvazione di Bilancio
discussione sulle iniziative 2006
proposte ed iniziative 2007
interventi convenuti.
elezione nuovo comitato direttivo
conclusioni del rappresentante dell’ANPI provinciale

Certi di poter contare sulla tua presenza, visto l’importanza dell’assemblea, ricordiamo che la nostra sezione considera prioritari: la difesa dei valori della Resistenza; la salvaguardia dei principi sanciti nella costituzione della Repubblica; e la vigilanza continua contro ogni forma di razzismo, di emarginazione e fascismo. Non delegare, non accantonare, partecipa… ti aspettiamo, vi aspettiamo…

25 novembre 2006

"Mario"

"come un uomo butta via un vecchio abito
per indossarne uno tutto nuovo,
così colui che sta in un corpo consumato
lo lascia per uno che non è mai stato usato.
E quello, non c'è arma che lo tagli,
non c'è fuoco che lo bruci,
non acqua che lo bagni,
non vento che lo asciughi.
... Impensabile, immutabile, non manifesto
E' il Sé, e Tu sapendoti tale, non hai
Ragione di soffrire. "

Sri Krishna nella Bhagavad Gita, 300 circa avanti Cristo.

Prima o poi... come sempre..
ci vediamo.
Ciao Papà.

Ivano.


un pensiero, un abbraccio a tutti gli amici, ringraziando per le vostre sentite parole e dimostrazioni d'affetto.

Addio "Mario"


L'ultimo partigiano combattente in Barona nelle indimenticabili giornate del 25 Aprile 1945, ci ha lasciati...
Addio Mario, la tua figura, il tuo insegnamento, il tuo sorriso resterà per sempre con noi.
la tua lotta per un mondo migliore, per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza continuerà a spronare le nostre azioni e il nostro pensiero per sempre.
Addio Taietti Pietro "Mario" Vivere per la Resistenza significa non morire mai.

Gli antifascisti, i partigiani.
sezione ANPI Barona
sezione ANPI Minelli Giambellino-Lorenteggio
sezione ANPI Porta Genova



18 novembre 2006


Domenica 3 dicembre ’06 alle ore 11.00
presso la Cooperativa E.Satta.
Via Modica 8 - Milano.
Un aperitivo con:

Maurilio (Rino) Riva
Parlando di Resistenza e del suo libro
Il sogno inverso di Tito Biamonti
Vita di partigiani fra storia e letteratura



… un evento vissuto è finito, o perlomeno è chiuso nella sola sfera dell’esperienza vissuta, mentre un evento ricordato è senza limiti…

14 novembre 2006

13 novembre 2006

Grande cena di autofinanziamento
presso la sede dell’IpR

a Milano, in via degli Anemoni 6
MM1 Primaticcio - bus 64 - 58
discrete possibilità di parcheggio auto
sabato 18 novembre 2006 ore 20:00
cosa portare:
un piatto cucinato da condividere
qualcosa da bere
uno strumento musicale
allegria
ingresso:
adulti > 10 euro a testa *
ragazzini > gratis
* costo ingresso indicativo: chi può dà di più, chi non può dà di meno ...
e-mail per prenotazione e info:
ipr@resistenza.org
ogg.: cena
.. e dopo il dolce, immancabile quizzone con premio adeguato

22 ottobre 2006

Tesseramento ANPI sez. Barona 2007.


Possono iscriversi all’Associazione tutti coloro che hanno i requisiti previsti dall'articolo 23 dello Statuto:
"Possono essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta:
a) coloro che hanno avuto il riconoscimento della qualifica di partigiano o patriota o di benemerito dalle competenti commissioni;
b) coloro che nelle formazioni delle Forze Armate hanno combattuto contro i tedeschi dopo l’armistizio;
c) coloro che, durante la Guerra di Liberazione, siano stati incarcerati o deportati per attività politiche o per motivi razziali o perché militari internati e che non abbiano aderito alla Repubblica Sociale Italiana o a formazioni armate tedesche.Possono altresì essere ammessi come soci con diritto al voto, qualora ne facciano domanda scritta, coloro che, condividendo il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell’A.N.P.I., intendono contribuire, in qualità di antifascisti, ai sensi dell’art. 2, lettera b), del presente Statuto, con il proprio impegno concreto alla realizzazione e alla continuità nel tempo degli scopi associativi, con il fine di conservare, tutelare e diffondere la conoscenza delle vicende e dei valori che la Resistenza, con la lotta e con l’impegno civile e democratico, ha consegnato alle nuove generazioni, come elemento fondante della Repubblica, della Costituzione e della Unione Europea e come patrimonio essenziale della memoria del Paese."

La tessera dell’ANPI uno strumento per mantenere vivi gli ideali della resistenza e per dare nuovo vigore alle battaglie civili in difesa della pace, della democrazia, dei diritti. “L’Italia democratica ha bisogno oggi più che in qualsiasi altro tempo di memoria, di valori, di un nuovo impegno antifascista di tutte le forze che nella Resistenza e nella Costituzione si riconoscono”, è per questa convinzione che ci rivolgiamo alle generazioni post-Resistenza perché una loro adesione all’ANPI significa un impegno coerente per fare uscire il Paese dal grigiore culturale, dal pressappochismo ideale, dall’egoismo personale, dalla sordità verso i problemi dell’altro, dal disimpegno politico e civile. “15 euro quota minima tessera annuale ANPI.”

29 settembre 2006

Addio Giancarlo... uomo di pace, sempre attento alle sofferenze altrui, costruttore infaticabile di pensieri, idee, azioni volte ad ideali di giustizia ed eguaglianza.. ci lasci la voglia, che mai ti ha abbandonato, di lottare per un mondo migliore.. Arrivederci Giancarlo Bassi.
I partigiani, gli antifascisti della Sezione ANPI Barona.

24 settembre 2006

"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
P. Paolo Pasolini - "Le belle bandiere" - settembre 1962

23 settembre 2006

Assemblea straordinaria direttivo e soci ANPI Sez. Barona

Martedì 3 ottobre 06 ore 21.00
Presso la cooperativa di Via Modica 8, in Milano
Si terrà un assemblea straordinaria con il seguente ordine del giorno:

Programmazione 2007
Richieste patrocini e finanziamenti
Situazione economica
Cariche direttivo e valutazione forze effettive
Varie e eventuali.

Visto l’importanza dei temi, siamo certi della Vostra gradita presenza, sollecitandovi ad invitare in sezione per questa importante occasione chiunque voglia conoscerci, collaborare, programmare un lavoro comune nello spirito della nostra Associazione.

31 agosto 2006

ANPI Zona 5. Sezioni Vigentina - Martiri di Via Tibaldi - Stadera
Organizza
C/o Circolo ARCI Bellezza- Via Bellezza 16/a Milano
Domenica 10 Settembre 2006 ore 10.00
incontro sul tema
"8 settembre 1943 - Resistenza"
Ricordando il sacrificio di Angelo "Diego"Aliotta eroico partigiano comandante la brigata Garibaldi A. Capettini, ferito in combattimento, barbaramente trucidato con altri tre compagni di lotta (Chicchirichì, Silurino e Cencio) a Cerreto di Zerba (PC)
Ricordando il figlio Gianfranco Aliotta Vice Presidente dell'ANPI Provinciale di Milano.
Interverranno per l'ANPI Provinciale di Milano:
Antonio Pizzinato - Vice Presidente ANPI Provinciale Milano
Raffaele De Grada - Critico d'Arte - Comandante Partigiano
Giovanni Pesce - Medaglia d'Oro della Resistenza
seguiranno canti della Resistenza con Simonetta Interlandi e Nadia Pazzaglia
alle ore 12.30 pranzo con prenotazione obbligatoria, telefonando prima possibile ma comunque entro sabato 9 settembre al n. 0258321606 Flavio. 0258316981 Saverio. costo venti euro.
aderiscono alla manifestazione:
il Circolo ARCI Bellezza - L'ANPI di Viguzzolo (PC) e l'associazione La Conta.
info: Coord. Sezioni ANPI Zona 5. Via Ripamonti 27 - Milano. tel.0258321606

19 luglio 2006


Milano, 10 agosto 2006. Commemorazione dei 15 martiri di piazzale Loreto. Alle 9,30 deposizione di corone al monumento che ricorda i nomi dei 15 fucilati; alle 21, sempre in piazzale Loreto, manifestazione organizzata dal Comitato permanente antifascista milanese, con interventi dei rappresentanti delle organizzazioni della Resistenza e della società civile.

11 luglio 2006

Comunicato del Comitato nazionale indirizzato a tutte le strutture dell’ANPI diffuse sul territorio e a tutti gli Associati

Cari amici e compagni, la splendida vittoria che, nella consultazione referendaria del 25 e 26 giugno scorsi, ha visto l’ampia prevalenza dei NO che ha sconfitto il tentativo di riforma della nostra Costituzione elaborato e approvato in sede parlamentare dal centro destra ha avuto la nostra Associazione, dal suo vertice all’ultimo dei militanti, impegnata e schierata per la difesa della Carta fondamentale della nostra democrazia. Una Carta voluta dall’Assemblea Costituente nel 1946-’47 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 nel segno di una nuova identità democratica e civile del nostro Paese, dopo la terribile esperienza del totalitarismo fascista e della sua alleanza con il totalitarismo nazista, a conclusione dell’eroica e drammatica lotta condotta dalla Resistenza per la liberazione dell’Italia, per la rinascita della nostra Patria e per dare ad essa una nuova identità. Nella nostra Costituzione campeggiano principi e valori inalienabili di libertà, di giustizia e di progresso sociale e regole di ordinamento che sono garanzie di salvaguardia nel tempo per la natura autenticamente democratica della nostra comunità nazionale. Tutti noi abbiamo vissuto la difesa della Costituzione apprezzandone innanzitutto la bellezza, la giovinezza, l’attualità, la necessità della sua piena applicazione, la stessa possibilità di modificarla solo in singoli punti che all’inveramento dei suoi principi possono contribuire. Il costante riferimento a quei principi e valori che costituisce l’essenza e la ragione stessa di vita della nostra Associazione ha guidato l’attività preziosa e l’impegno di tutti i nostri militanti ai quali il Comitato nazionale rivolge un ringraziamento e un riconoscimento fraterno. Essi hanno portato a termine, insieme a molti altri Enti e Associazioni democratici, a cominciare dalle forze dei sindacati dei lavoratori, sotto la presidenza e la guida del Senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, una battaglia che si colloca in continuità ideale con l’esperienza della lotta di Liberazione. E non può che essere motivo di grande soddisfazione per tutti noi aver potuto constatare che la grande maggioranza degli italiani, donne, uomini e giovani, pur nella difficoltà dei tempi che il nostro Paese sta attraversando, ha mostrato consapevolezza del valore democratico della posta in gioco.E’ nostra convinzione che la mobilitazione realizzata nei mesi e nelle settimane scorse non debba arrestarsi, ma debba proiettarsi nel futuro in nome della migliore conoscenza, della difesa e dell’attuazione della Costituzione.
IL COMITATO NAZIONALE ANPI
Roma, 3 luglio 2006

26 giugno 2006


Nel cuore del Nord il No Vince!

La vittoria del No a Milano e nella sua provincia testimonia come di per sé non esita una questione nordista a prescindere dai contenuti che si pongono all’attenzione degli elettori.

Non si spiegherebbe altrimenti il capovolgimento di orientamento dei milanesi che ancora poche settimane fa con l’elezione di Letizia Moratti premiavano il centro destra.

Questo risultato testimonia in concreto il carattere democratico e solidale della nostra metropoli e il buon lavoro svolto dal Comitato Salviamo la Costituzione, lavoro politico e culturale fatto di centinaia di iniziative nei quartieri e nelle città della provincia nel corso di venti lunghi mesi che hanno preceduto il voto odierno.

Questo voto, nel contesto nazionale, è un segnale di rilievo anche per quei politici che pur votando No hanno lasciato le porte aperte a successive e rilevanti modifiche della nostra carta costituzionale.



Salviamo la Costituzione
Comitato di Milano

Milano 26 giugno 2006-06-26

19 giugno 2006

Salviamo la Costituzione

La Rai ci comunica...

RAI: CDA, APPREZZAMENTO PER INFORMAZIONE SU REFERENDUM
A dieci giorni dal termine della campagna referendaria il Cda della Rai ha compiuto un ulteriore esame dell’impegno dell’azienda nel fornire ai cittadini una informazione completa e precisa sulle materie oggetto del voto e una esauriente illustrazione delle posizioni dei fautori del Sì e di quelli del No. Il Cda ha svolto tale verifica nella consapevolezza dei tempi limitati a disposizione a causa dell’accavallarsi, nel corso degli ultimi mesi, di numerosi appuntamenti elettorali. Il bilancio è nettamente positivo. a)I messaggi istituzionali sono esatti nei contenuti e sono trasmessi con una frequenza maggiore rispetto ad altre analoghe circostanze. b)Le tribune referendarie, nelle quali si confrontano alla pari le ragioni del Sì e quelle del No, e i messaggi autogestiti sono anch’essi più frequenti che in passato; c)l’informazione sui contenuti del referendum assicurata dalle testate giornalistiche è complessivamente esauriente ed equilibrata ed è inoltre di regola seguita dalla esposizione del punto di vista di esponenti favorevoli al Sì e al No. d)Già da almeno una settimana, e con particolare frequenza nei prossimi giorni, conclusivi della campagna, i programmi di approfondimento di prima e seconda serata saranno dedicati al tema del referendum, all’illustrazione dei contenuti oggetto della consultazione e in particolare al confronto tra le posizioni in competizione. Il Cda riscontra perciò con soddisfazione come abbiano avuto sin qui pieno accoglimento le indicazioni da esso definite in accordo coi vertici aziendali e invita tutte le strutture coinvolte in un compito essenziale per il servizio pubblico a svolgere la propria opera col massimo scrupolo e a moltiplicare il proprio impegno nei giorni che ci separano dal voto.

Noi scriviamo:
Cara Rai

Inviando protesta ufficiale, constatiamo che spazi sempre più esigui, notizie non veritiere, disinformazione legata a bugie che i soliti esponenti politi del fronte del si, esprimono senza un contraddittorio, sono problemi all' ordine del giorno nei servizi Rai per quanto riguarda l'attuale informazione sul referendum. Il voto sulle modifiche costituzionali, necessita di chiarezza e notizie fondate. Troppo importante e la posta in gioco, la nostra Costituzione base della vita democratica del paese non merita una simile controriforma, una simile informazione d'aspetto solo politico e opportunistico.Sperando in una vostra urgente azione correttiva e di controllo, inviamo distinti saluti.
Comitato per il NO zona 6.Milano.
ANPI Barona Mi.

08 giugno 2006


Riunione STRAORDINARIA
Mercoledì 14 giugno ’06. ore 21.00
Cooperativa Barona E.Satta - Via Modica 8. Mi.

Salviamo la Costituzione
NO alla riforma.

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.”
P. Calamandrei, Discorso agli studenti milanesi


Si invitano: i cittadini,
le sezioni ANPI zona 6, il comitato per il NO zona 6,
i Partiti Politici, le Associazioni, i Comitati, i Sindacati,
gli Enti e le Scuole, gli Istituti e tutte le realtà locali,
a partecipare, per una programmazione organizzativa nell’imminenza del referendum confermativo.

01 giugno 2006

riceviamo.. e portiamo alla vostra lettura..

----- Original Message -----From: "Commissione di Corrispondenza" <cdc@federazioneanarchica.org>To: "Lista FAI" <fai@inventati.org>Sent: Tuesday, May 30, 2006 8:22 PMSubject: [F.A.I.]
Comunicato su dichiarazioni della Fallaci Alcune precisazioni in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate daOriana Fallaci a un settimanale statunitense. Siamo in qualche modo costretti a farle perché - come spesso accade -l'identità e la storia politica degli anarchici sono state utilizzate provocatoriamente e in maniera del tutto distorta. Da alcuni anni, ormai, Oriana Fallaci si fa interprete dei più biechi e viscerali istinti di odio e discriminazione, e il suo livore contro tutto ciò che non sia bianco, cristiano e occidentale ha raggiunto livelli talmente parossistici che saremmo tentati di non prenderla più molto sul serio. Ma il delirio xenofobo di un personaggio pubblico come Oriana Fallaci gode, purtroppo, di una copertura mediatica talmente rilevante che, alla fine, un personaggio del genere raggiunge il suo narcisistico scopo: diffondere ideee contenuti di violenza e razzismo anche per soddisfare il proprio desiderio di onnipotenza. Oriana Fallaci, nella sua umana disperazione, incarna quel corto circuito culturale che da anni ormai affligge il mondo occidentale, lo stesso cortocircuito secondo il quale è giusto e legittimo reprimere in nome della libertà, uccidere per conto della democrazia, discriminare in difesa dell'uguaglianza. Nell'identificare il nuovo nazismo nell'Islam, OrianaFallaci sembra non accorgersi di essere ella stessa una specie di nazista. Tutte le religioni sono, per noi, uno strumento di potere e di dominio, ma la nostra lotta per la libertà da ogni condizionamento clericale o religioso degli individui e della società non ha nulla a che fare con la visione oscurantista di Oriana Fallaci. Gli scontri di civiltà che eccitano tanto la fantasia dei guerra fondai come Fallaci non appartengono al patrimonio culturale e politico dell'anarchismo, perché gli anarchici sono internazionalisti e antirazzisti per definizione. Proprio per questo noi non abbiamo - né vogliamo avere - nulla a che fare con questa persona, la quale farebbe meglio a non millantare amicizie o comunanza d'intenti con gli anarchici di Carrara o di qualunque altro posto nel mondo. Non si permetta la signora Fallaci, o chi per lei, di usare il nostro nome per pubblicizzare i suoi deliri di distruzione, siano essi di una moschea in Toscana o di tutto ciò che non rientra nei suoi schemi bigotti e reazionari. Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI________________________ cdc@federazioneanarchica.org www.federazioneanarchica.org

15 maggio 2006

Elezioni..!

Si avvicina la data delle Elezioni Comunali e Circoscrizionali per Milano, e noi come ANPI Sez. Barona vogliamo ricordare a tutti voi, elettori, iscritti, compagni, amici, il nostro pensiero, la nostra idea, per un voto indirizzato a tutti i candidati che riconoscano per primo il valore fondate dell’Antifascismo e della Costituzione.
Il compito di ricordare quello che è stato - dagli eccidi delle popolazioni civili, ai campi di sterminio, alla dittatura, fino alla lotta di Liberazione nazionale - ci tocca da vicino e ci parla della necessità di avere sempre presente, nella nostra azione quotidiana, quei valori ma soprattutto quell’ imperativo etico e morale: scegliere da che parte stare, per non essere indifferenti alle sofferenze e all’ingiustizie, lottare per un mondo migliore, senza guerre, e per una città, una zona, più libera e più giusta.
Una zona che con la sua maggioranza politica ha sempre osteggiato i nostri principi fondamentali per la Nazione; la resistenza, la liberazione, la costituzione, basi della nostra democrazia.
Oggi la nostra lotta di liberazione è non violenta, tutta protesa allo studio ed all’impegno e prende le forme del dibattito libero, della libera scelta dei propri rappresentanti, della possibilità di poter incidere sulle scelte, di vivere in una democrazia compiuta. Un voto dunque volto alla difesa della libertà, la giustizia, l’uguaglianza. Lottare per la Resistenza con un voto, è sapere che ogni torto inflitto alle persone più deboli è un male che si diffonde all’intero corpo sociale. Lottare per la Resistenza con un voto, è fare di Milano una città libera e aperta alle persone di ogni sesso, colore, religione, cultura e di rendere plurale e integrata la nostra comunità. Lottare per la Resistenza con un voto, è difendere e ampliare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e il diritto allo studio. Lottare per la Resistenza con un voto, vuol dire che tutto il mondo ci riguarda e che tutti hanno il compito di difendere e di ampliare i diritti che i partigiani conquistarono con il loro impegno e la loro lotta.

Un voto dunque importante…

un voto Antifascista…

19 aprile 2006


25 aprile 2006 - 61° anniversario della Liberazione
MILANO, 25 APRILE 2006 ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI

Domenica 23 Aprile-
ore 16 - Idroscalo di Milano. Omaggio ai Caduti per la Libertà, presso il Monumento che li ricorda.
Intervento del Presidente della Provincia Filippo Penati.
Lunedì 24 Aprile-
ore 16.00 - Cimitero Maggiore – Campo della Gloria
Cerimonia in onore degli oltre 4.000 nostri concittadini Caduti nel corso della Guerra di Liberazione Nazionale. Verranno resi gli onori militari, alla presenza dei familiari dei Caduti e autorità cittadine.
Deposizione corone e discorsi ufficiali. -
ore 21.00 - Cortei per deposizione corone alle 534 lapidi che ricordano i Caduti nella guerra di Liberazione Nazionale.
Martedì 25 Aprile Onoranze ai Caduti
ore 9.00 Piazza Tricolore : Monumento alla Guardia di Finanza ;
9.15 Palazzo Isimbardi; 9.30 Palazzo Marino; 9.45 Loggia dei Mercanti;
10.00 Largo Caduti milanesi per la Patria- Sacrario: Alzabandiera ;
10.15 Campo Giuriati ; 10.30 Piazzale Loreto.-
ore 14.45 - Piazzale Oberdan – concentramento dei partecipanti al corteo-
ore 16.00 - Piazza del Duomo.
Prenderanno la parola:
Sen. Gerardo Agostini - Presidente Confederazione Associazioni Combattentistiche
Francesco Berti - Presidente Nazionale FIAP
Tino Casali - Presidente Nazionale ANPI
Paola Del Din Carnielli – Presidente Nazionale FIVL
Filippo Penati – Presidente della Provincia di Milano
Giulio Gallera – Assessore al Comune di Milano
Guglielmo Epifani - Segretario Generale della CGIL,
a nome di CGIL, CISL e UIL
Concluderà la celebrazione Ufficiale:
Sen. Virginio Rognoni - Vicepresidente Consiglio Superiore della Magistratura
- ore 18.30 - Palazzo Marino –
Ricevimento del Comune di Milano

25 APRILE 2006:
L’ITALIA VOLTA PAGINA I VALORI DELLA RESISTENZA E DELL’ANTIFASCISMO PER FAR RIPARTIRE IL PAESE E DIFENDERE LA COSTITUZIONE NEL REFERENDUM DI GIUGNO

Festeggiamo con il 25 aprile la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista e la fine di un regime ventennale che impose con la violenza una feroce dittatura, sciolse i partiti, i sindacati e le associazioni democratiche, perseguitò gli oppositori, varò le leggi razziali, portò l’Italia in guerra a fianco della Germania hitleriana.Dalla lotta del movimento partigiano e dagli ideali della Resistenza, è nata la Costituzione repubblicana e antifascista.Eppure mai come in questi ultimi anni, con le destre al governo, forti sono stati i tentativi di infangare la Resistenza e presentare questo grande atto di riscatto democratico e popolare come un’insensata lotta fratricida con torti ed orrori da dividere equamente. Insieme a ciò, si è anche voluto con una semplice maggioranza parlamentare, snaturare la nostra Carta costituzionale, attraverso la modifica di oltre 50 articoli, compromettendo i diritti fondamentali al lavoro, allo studio, alla salute, per ogni cittadino, e la stessa unità del Paese, con atti di disarticolazione istituzionale e l’abbandono al loro destino delle aree più svantaggiate.L’impegno degli antifascisti, per queste ragioni, è più attuale e necessario che mai. L’Italia sarà infatti chiamata, nel mese di giugno, proprio quando ricorrerà il 60° della nascita della Repubblica, a pronunciarsi con un referendum per difendere la Costituzione. Un appuntamento di fondamentale importanza per il nostro futuro. Facciamo appello, in questo 25 aprile, all’Italia democratica e antifascista affinché, anche in questo caso, siano sconfitti i disegni di chi vorrebbe cancellare conquiste che sono state rese possibili dal sacrificio di centinaia di migliaia di uomini e donne, spesso al prezzo della vita. A loro, più che mai, va oggi il nostro ricordo, il nostro omaggio, la nostra riconoscenza. Ora e sempre.

COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEIDS-LA MARGHERITA-PRC-SDI-PdCI-CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher-Familiari Vittime Strage Piazza Fontana Fondazione Di Vittorio

15 aprile 2006

istruzioni:

Per ingrandire i manifesti
eventi 25 aprile 2006
zona 6. Milano - cliccarci sopra...

25 aprile

23 aprile

22 aprile


VENERDI’ 21 APRILE Alle ore 21,00
Presso la sala Walter Tobagi del Consiglio di Zona 5 di Milano
Incontro convegno pubblico delle sezioni ANPI di Zona 5
ANPI “Martiri di Viale Tibaldi”
ANPI “Vicentina”
ANPI “Stadera”
Per il 61° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

06 aprile 2006

CONVOCAZIONE STRAORDINARIA
Giovedì 13 aprile ’06. ore 21.00
Cooperativa Barona E.Satta - Via Modica 8. Milano

25 aprile 2006
Giornata di festa, pace, libertà.


Una ricorrenza fondamentale per l’Italia, sempre più messa in discussione dalle Istituzioni, dal nostro Consiglio di zona sino ad arrivare al governo con le sue operazioni di revisionismo storico e legislativo, che creano grande preoccupazione a chi viene dalla guerra di Liberazione, a chi ha contribuito alla difesa della democrazia, alla lotta per la pace e per il riconoscimento dei diritti degli uomini. Su queste tematiche chiediamo una riflessione a tutti coloro che si riconoscono nella Resistenza, nell’Antifascismo, nella Repubblica e nella Costituzione.

Si invitano:
le sezione ANPI zona 6, il comitato Antifascista zona 6,
i Partiti Politici, le Associazioni, i Comitati, i Sindacati,
gli Enti e le Scuole, gli Istituti e tutte le realtà locali,
a partecipare, per una programmazione, discussione,
approfondimento.
Ancora una volta Ora e sempre Resistenza.

28 marzo 2006

Appello Nazionale.

Presa di posizione del Comitato Nazionale dell'ANPI Elezioni politiche aprile 2006 Una riflessione e un appello. L’ANPI esprime un giudizio di grande preoccupazione e di severa condanna per la crisi economica e sociale con la quale l’attuale governo chiude questa legislatura, che ha portato l’Italia al punto più basso in tutti gli indicatori economici ed allo smantellamento di rilevanti parti del patrimonio industriale.Oggi il Paese è più debole ed è pervaso da una sfiducia profonda nella possibilità di risollevarne le sorti e di permettere a ciascun cittadino di costruire una prospettiva di vita positiva. Certamente ad un tale risultato mai avrebbero potuto pensare tutti coloro che hanno costruito l’Italia repubblicana con tanto sacrificio e tanto coraggio. Cinque anni di governo del centro-destra hanno aumentato la ricchezza per pochi e le difficoltà per molti che stanno pagando duramente questa diffusa insicurezza.Questo è il risultato di un governo che si è mosso sempre nella logica dell’interesse privato, con tante leggi approvate per pochi e spesso a favore di una sola persona, il Presidente del Consiglio. Questo risultato è emblematicamente rappresentato dalle modifiche della Costituzione che sono state imposte dalla maggioranza. Con queste modifiche sono stravolte le strutture e gli strumenti della democrazia rappresentativa e gli istituti di garanzia; sono ridotti, se non del tutto vanificati, il ruolo del Parlamento e del Presidente della Repubblica e fortemente pregiudicato quello della Corte Costituzionale di cui viene manomesso l’equilibrio con l’aumento dei componenti di nomina politica. L’ANPI ha contribuito fortemente alla campagna di raccolta di firme per promuovere il referendum abrogativo su questa vera e propria controriforma e continuerà a battersi perché il voto degli italiani la cancelli.Per chi viene dalla guerra di Liberazione dai nazisti e dai fascisti, per chi ha contribuito alla difesa della democrazia in tutti questi anni ed alla lotta per la pace e per il riconoscimento dei diritti degli uomini, la scelta è chiara: battersi per la vittoria del centro-sinistra e di Prodi nella consultazione elettorale e mantenere, al centro del programma, la difesa e l’attuazione della Costituzione, base assoluta di qualunque azione di governo.E’ su questo programma che l’ANPI e tutti coloro che si riconoscono nella Resistenza, nella Repubblica e nella Costituzione si sentono impegnati. Alla base della ricostruzione del Paese ci sono i valori che la Costituzione ha consacrato e che sono patrimonio inalienabile della lunga lotta per la democrazia e della storia dell’Italia di tutti questi anni.
Il Comitato Nazionale dell’ANPI
15 marzo 2006

22 marzo 2006

Giuseppe Pinelli...!

APPELLO DI UN GRUPPO DI INTELLETTUALI
CONTRO LA RIMOZIONE DELLA LAPIDE A GIUSEPPE PINELLI
IN PIAZZA FONTANA A MILANO


Alcuni giorni fa l’amministrazione di destra del Comune di Milano ha fatto rimuovere la lapide commemorativa che in piazza Fontana ricorda Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”.

La morte di Giuseppe Pinelli, avvenuta il 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la bomba neofascista del 12 dicembre alla Banca dell’Agricoltura (diciassette morti e cento feriti), è alla radice della presa di coscienza di molti fra noi che la strage era “di Stato”, secondo la diagnosi di un libro anticipatore. Quella “morte accidentale”, come la chiamò una coraggiosa commedia di Dario Fo e Franca Rame, ha aperto a tutti noi una “finestra sulla strage”, per citare il titolo dell’altrettanto coraggioso libro-inchiesta di Camilla Cederna. È vero che nel 1975 il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, oggi candidato nelle liste del centro-sinistra, chiuse per sempre quella “finestra” dal punto di vista giudiziario, archiviando come malore la morte in questura di un uomo, che, in stato di fermo illegale dopo settantasette ore di vessazioni e pressioni, era (o era stato) precipitato dalla finestra-balcone di un ufficio affollato di poliziotti; ma la “finestra sulla strage” spalancata da quella “morte accidentale” non si è mai chiusa nelle coscienze democratiche. La lapide di piazza Fontana, posta nel 1977 con la firma “gli studenti e i democratici milanesi”, rappresenta questa consapevolezza da più di trent’anni, stando sotto gli occhi di tutti e denunciando gli infiniti casi analoghi di giustizia non fatta, di continuità fra lo stato fascista e quello repubblicano, di non attuazione della Costituzione.

Come era prevedibile, nel pieno di una campagna elettorale della destra aggressiva e minacciosa, dopo che a Milano si sono svolte impunemente prima una manifestazione neoneazifascista e poi una dominata dai neofascisti, purtroppo con la partecipazione anche di rappresentanti del centrosinistra, ora l’amministrazione del Comune di Milano, dalla decisiva componente neofascista, prosegue nell’insulto alla memoria storica democratica, cercando di cancellarne un elemento essenziale e forse di provocare reazioni che giustifichino risposte repressive. La destra ha paura di perdere le elezioni, e a Milano in particolare teme ciò che ricorda i suoi legami con la “strage di Stato”; ma conta anche sul fatto che il centrosinistra sta sempre più abdicando alla memoria storica di opposizione.

Chi come noi sente tutt’altro che sorpassato, e anzi oggi ancora più urgente, l’impegno intellettuale del pensiero critico come scelta etica e politica, avverte il dovere di ribadire ad alta voce non la verità giudiziaria, che ci è stata negata per sempre, ma quella morale e storica sulla morte di Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”. Questa verità (Pasolini scriveva “io so chi sono i colpevoli”) è parte integrante della verità sulla “strage di Stato”, punto di passaggio ineludibile e rivelatore della nostra storia recente.

Tutto il centrosinistra, che chiede il nostro voto per porre fine al governo Berlusconi, deve dimostrare anche in questa occasione di meritare tale voto, attraverso un comportamento coerente con la Costituzione, che ha nella memoria storica antifascista il proprio fondamento.

16 marzo 2006

protesta in zona 6. Milano

"Neanche un Euro per il 25 Aprile"
Nemmeno un euro per i festeggiamenti del 25 Aprile. Dopo aver occupato lunedì 6 marzo l'aula del consiglio di zona 6. Milano, gli esponenti dell'Unione Sandro Antoniazzi e Marco Cormio (DS) Giovanni Occhi (Rifondazione), Rosario Pantaleo (Margherita) spiegano le ragioni della loro protesta. "E gravissimo che il presidente di An, Massimo Girtanner, non dia nemmeno un euro per festeggiare una ricorrenza così importante e poi spenda ventimila euro per un opuscolo di propaganda elettorale, che magnifica i pochi risultati ottenuti e fa promesse per il futuro. La finanziaria - spiega Antoniazzi - ha tagliato di un milione di euro le risorse per le zone, è necessario destinare i fondi agli interventi realmente importanti per i cittadini" Gli esponenti dell'opposizione criticano "l'uso elettoralistico dei soldi pubblici" e denunciano l'assenza di risorse per la zona 6 di Milano "che - dice ancora Antoniazzi _ non ha più soldi per l'attività degli oratori, per aiutare le associazioni di volontariato e nemmeno per le feste di via".

La Republica mercoledì 8. marzo 2006

06 marzo 2006

Berlusconi si allea con i nuovi fascismi.

Nelle prossime elezioni con lo schieramento della casa delle libertà troveremo i peggiori fascisti, razzisti, nazisti che si possano trovare in Italia.
Nomi dell’estrema destra che hanno dato il loro appoggio a Berlusconi, con il consenso di Casini, Bossi e Fini, felice di ritrovare i vecchi camerati tra le proprie file.
Denunciando ancora una volta l’operazione di un fronte che si dice democratico, condanniamo tale atteggiamento, l’alleanza del centrodestra con Alternativa Sociale e Fiamma Tricolore è certo una delle più brutte pagine di questa politica, il cinismo di Berlusconi non ha limiti; pur di recuperare ogni voto disponibile, non guarda in faccia all’identità politica di nessuno.
Il comune senso della storia e della democrazia dovrebbe impedire ad ogni cittadino di votare uno schieramento che annoveri simili figure.Qui non si discute del diritto d’opinione, stiamo parlando del rispetto della storia e della nostra democrazia.
Purtroppo ancora una volta la destra continua a contribuire allo sdoganamento dei fascisti, che da sempre emarginati, non sono mai stati tanto vicini come ora alla possibilità di partecipare alla vita politica istituzionale.

Chiediamo a tutti
una forte vigilanza in tal senso,
ed un voto democratico ed antifascista.
ORA E SEMPRE RESISTENZA

02 marzo 2006

Premio letterario 25 Aprile


25 aprile…

Il bando
1. Per ricordare il 25 aprile 1945 anniversario della Liberazione dal fascismo e dal nazismo la sezione ANPI Barona bandisce per l'anno scolastico 2005-2006 la I° Edizione del Premio Letterario 25 Aprile.
2. Il concorso, riservato agli studenti delle scuole e degli Istituti di Milano e provincia, di qualsiasi grado ed indirizzo, prevede la stesura di un dattiloscritto non superiore ad una pagina. Proponiamo di ispirarsi ad un'esperienza che abbia stimolato il proprio immaginario avente come riferimento la Resistenza, la liberazione, l’antifascismo.Viene lasciata la massima libertà nella scelta della forma letteraria.
3. La giuria è composta dal direttivo di Sezione, con l’appoggio di eminenti personalità in campo letterario.
4. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 10 aprile 2006 a scelta in uno dei due modi: a) in formato elettronico all'indirizzo E-Mail:
anpibarona@fastwebnet.it b) in 2 copie dattiloscritte alla Sezione ANPI Barona, via Modica, 8 - 20142 Milanocorredate in ogni caso, in un foglio a parte, dei dati personali del partecipante (nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico dell'abitazione e nome della scuola frequentata).Questi dati saranno utilizzati esclusivamente ai fini della realizzazione del Premio stesso.Per i lavori su carta realizzati tramite supporti informatici è gradito l'invio del dischetto.
5. I testi ricevuti non saranno restituiti ma potranno essere stampati e donati a tutti i partecipanti, ed a tal fine l'adesione al bando costituirà accettazione alla pubblicazione.La raccolta degli elaborati ed i nominativi dei premiati saranno consultabili all'indirizzo internet
http://anpibarona.blogspot.com
6. Saranno premiati tre elaborati, divisi per fascia d’età scolastica. (Scuole elementari, Scuole medie inferiori, Scuole medie superiori ed Universitarie)
7. La somma per i tre vincitori ammonta a €. 100 (cento euro) cadauno in buoni acquisto Feltrinelli.
8. La premiazione avrà luogo a Milano durante la manifestazione del 25 Aprile 2006 in piazza Miani (zona Barona) alle ore 11.00 circa.

20 febbraio 2006

relazione XIV congresso provinciale Milano


Una situazione particolare.. che mi vede per la prima volta presentarmi al Congresso Provinciale come presidente della mia sezione.
L a sezione Barona che per la prima volta dalla liberazione porta alla sua guida un NON partigiano, dal dopoguerra ad ora in sessant’anni quarto responsabile.
Non posso che essere onorato e non posso nascondervi anche un poco intimorito, le esperienze personali e soprattutto del tempo sono un bagaglio prezioso di momenti difficili come quelli della Resistenza e della lotta di liberazione, che io non ho.
Dunque grazie a tutti voi, miei padri, mie madri, miei maestri.
Ed ha proposito di padri.. GRAZIE ANCHE al mio babbo vero che da partigiano mi ha insegnato sin da piccino, l’onestà, l’antifascismo ma soprattutto la capacità di sognare una società, un mondo migliore, e la possibilità nel mio piccolo di operare perché i suoi, nostri valori non siano un utopia ma un senso alle mie e vostre azioni quotidiane.
Ritornando alle difficoltà, tenterò un piccolo approfondimento sulle problematiche che sempre di più emergono soprattutto in questo periodo di non facile gestione politica, chi ci governa ormai da anni sta attuando con tutti i mezzi a sua disposizione, (e tutti sappiamo che sono tanti.) una opera di revisionismo storico CHE sta sconvolgendo e confondendo. Libri, stampa, televisione, proposte di leggi, dibattiti per frastornare e confondere, una melma vischiosa dove far nuotare personaggi senza scrupoli ed onestà pronti solo a servire a rinnegare ideali per i propri meschini interessi, una campagna diffamatoria che ogni giorno stravolge l’Antifascismo, la resistenza, la liberazione e il suo atto più importante la repubblica e la sua Costituzione. Insensate opinioni sui morti tutti uguali, sulle equiparazioni tra combattenti, Basterebbe leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza dove emerge l’amore per la vita, la guerra non era cercata, mentre al contrario dell’analisi delle ultime lettere dei caduti della Repubblica Sociale si vede la morte come valore. Questo è chiaramente un elemento di distinzione fondamentale
Per poi arrivare alle menzogne sulle stragi effettuate dai partigiani, salendo in un vortice senza fine, ai diritti dei lavoratori, alle discussioni sulle donne, alla sanità.. alle tutele che nel nome del loro progresso economico della mafia del potere vengono incrinate. Una confusione che genera regresso e in cui tutti noi nuotiamo, tanti troppi problemi ogni giorno sono sotto i nostri occhi, scuola, lavoro, natura, ambiente, assistenza, diritti civili e sociali.
L’Anpi nella figura del suo presidente Vicario Tino Casali ha spesso ricordato i pericoli di questa attuale società e sempre chiesto a tutti, partiti, organismi, associazioni, movimenti, una costante vigilanza ma soprattutto un unione totale per sconfiggere ora come sessanta anni fa il nemico comune. So che in tutti voi le radici dell’antifascismo sono ben radicate ma vi chiedo di continuare senza sosta a PARLARE, COMUNICARE, con tutti esporre il nostro pensiero che non teme alcuna menzogna proprio perché a costruito basi di civiltà, uguaglianza, fraternità e libertà. Basi che sono il collante della nostra vita e della nostra società. Sono ottimista anche per il fattore giovani, spesso nelle varie riunioni della nostra associazioni ci si guarda in giro e ci si chiede ma dove sono i giovani..?
La pregiudiziale antifascista è caduta nelle coscienze di molti adulti, figuriamoci tra i giovani, Nazismo e fascismo hanno sempre sviluppato la teoria dell’ annientamento, facciamo si che la scuola in primis porti a conoscenza questi fatti, non per il bel voto ma perché si impari a RESISTERE alle violenze e alle ingiustizie piccole e grandi.
Insegniamo poi i valori della costituzione
Evitiamo la storia monumentale, servono i cortei, servono anche le lapidi, ma e essenziale per me far capire che tutti anche i ragazzini possono “resistere”
I PARTIGIANI NON ERANO EROI SENZA PAURA, la resistenza l’hanno fatta anche le donne, i preti, gli studenti e gli operai che buttavano sabbia negli ingranaggi del nazifascismo. La pedagogia della resistenza deve formare ancora i ribelli, i sabotatori, i disertori, Quando siamo in coda alla posta e vediamo maltrattare un anziano o uno straniero perché non sa come si compila il modulo e non reagiamo, dobbiamo ricordarci chi siamo.. e ricordare di rompere le scatole. Dire ai giovani di rompere le scatole e non mandarli al diavolo sarebbe già un buona intenzione.
I GIOVANI CI SONO… bisogna solo cercarli, e soprattutto ascoltarli, Una delle indicazioni durante la Resistenza era quello della fiducia nella gioventù, che doveva formare la sua coscienza. in giro per le vie della mia zona tante lapidi della guerra di liberazione riportano i nomi ma soprattutto l’età di chi allora offri la propria vita, dai diciassette a venti, venticinque anni e la età di quasi tutti quelli uomini e donne di quei ragazzi.. giovani, ribelli, banditi, che allora non ascoltarono nessuno e decisero pagando sulla loro pelle con il loro sangue sui muri delle città, sulla terra delle montagne, sulla polvere o la neve di terre straniere, nelle camere a gas e nei forni crematori. Morirono gridando BASTA.
Cari partigiani pensate a come eravate voi a vent’anni e cosa avete fatto allora e sicuramente meno dubbi avrete e sicuramente avrete subito pronte le risposte ai vostri perché i giovani non ci sono…? Approvo in pieno il passaggio che l’ANPI sta effettuando nei congressi provinciali e nazionale che ci attende, un cambiamento statutario da sempre atteso che permetterà senza sotterfugi un salto di responsabilità per tutti e a tutti, anche a chi non ha fatto la resistenza.
Partigiani, Patrioti e ore ancor più importante e necessaria la vostra presenza la vostra esperienza, la vostra forza e voglia di lottare che da sempre avete dimostrato, nessun timore la legge della vita è a tutti nota, Ma ora in questo congresso voi dovete sapere che la resistenza e l’antifascismo non moriranno mai.
Io guardo alle culture del mondo in cui l’anziano e considerato il saggio, il capo tribù, quello a cui chiedere consigli ed opinioni, ma di sicuro lui il vecchio saggio non ha timore, non ha dubbi, perché sa, ne e certo che di fianco a lui vi e la gioventù, piena di dubbi, inesperienza, perplessità, ma e lì di fianco a lui, non dietro né davanti…
Qui non si discute di età ed esperienze ma di essere o non essere antifascisti, qualcuno pensa che il fascismo sia ormai un vecchio ricordo del passato, io invece sono convinto che sia tuttora molto presente nel mondo e in Italia. Ed appena leggo un giornale, ascolto la radio, guardo la tv.
Mi accorgo che purtroppo ho ragione.
Penso che il fascismo esista ancora e che per fortuna ancora esista l’antifascismo, quell’antifascismo che vuole difendere la libertà da varie minacce che in senso generico definisco fasciste, se qualcuno mi fa una prepotenza, io glielo posso anche dire “sei un fascista” se qualcuno vuole abolire l’autonomia della magistratura, glielo posso gridare, posso gridare fascisti a chi usa i manganelli contro gli studenti e i cittadini che protestano ricordo Genova e arrivo alle proteste del TAV. Come cittadino credo di avere il diritto e il dovere di usare in un paese come l’Italia che ha conosciuto, che ha inventato, il fascismo e la cui storia continua a ruotare intorno a questa esperienza di distruzione della democrazia, nella quale e rispetto alla quale la democrazia inevitabilmente si definisce.
Le disuguaglianze, il razzismo, le oppressioni, sono mali molto ben radicati, pochi comandano e decidono per molti, troppa gente ancora soffre e muore.
ANCORA FAME E SETE E MALATTIE infestano il nostro mondo.
Anche qui noi come antifascisti dobbiamo lottare e pensare nel quotidiano.La nostra e una storia onorevole ed entro così nella attualità più stretta, la nostra non è una storia di compromessi di basso profilo, non è storia di mafie e fatta di cose importanti e positive che dalla storia vengono e che dobbiamo riconoscere. Continuare a piantare piccoli semi di speranza e felicità. Una volta si diceva GIOIA E RIVOLUZIONE io penso che un comportamento etico ed onesto, una sensibilità che deriva dalla nostra storia, un educazione all’uguaglianza siano ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo i mali della nostra società.
E così fortemente Vi sensibilizzerei in tal senso anche per far nuovamente opera di proselitismo, tra amici e conoscenti. Una tessera dell’ANPI in tasca vi assicuro e sicuramente una buona assicurazione per il futuro.. nuovi iscritti, nuovi aiuti sono obbiettivi primari, spendete una parola in più, convincete gli scettici, le nostre porte aperte, sono la nostra storia, e la nostra forza.
Sfruttiamo le nuove tecnologie, le innovazioni informatiche devono essere strumento quotidiano per raccontarci, soprattutto ora che i mass media hanno un altro indirizzo, ad esempio e lo faccio notare alla Presidenza il silenzio dei giornali,(anche nelle cronache locali) sul nostro congresso provinciale.
Ricordando poi gli impegni elettorali che ci attendono quest’anno e che vedranno impegnati tutti i nostri associati nel proporre le proprie idee, e questo è un obbligo politico e morale per contribuire a cambiare la direzione politica del Paese con la forza della memoria, e il rispetto della storia e della sua verità, ma anche per l’attualità delle proposte legate ai valori dell’Antifascismo e della Resistenza che sono sempre più valori essenziali.
Vorrei concludere ribadendo ancora una volta l’importanza del tesseramento soprattutto tra le nuove generazioni e portando a vostra conoscenza anche l’importanza fondamentale di essere uniti non solo tra partiti e movimenti ma anche tra associazioni partigiane, alcuni di noi sono iscritti anche alla FIAP e il nostro caro Aniasi, ricordo iscritto alla nostra sezione era presidente della FIAP e forte propugnatore di una federazione unita dagli alti ideali di libertà, solidarietà e democrazia.
Da compagno a compagni, ai quali tutto ci unisce e nulla ci divide.
Antifascisti, Compagne e compagni, presidenza, delegati dai partiti, e dalle forze politiche, dai movimenti e dalle associazioni. Ho cercato di tracciare un sintetico quadro della vita di questa sezione di periferia, spero di essere riuscito a farvi comprendere che nonostante i problemi che come ben voi sapete sono sempre tanti, troppi.. noi con il nostro impegno passato, presente e futuro, noi partigiani ed antifascisti, noi crediamo in un progresso di rafforzamento e ampliamento di libertà, di quella libertà che tanti hanno sognato in tutto il mondo prima di venire uccisi ancora una volta dalle ingiustizie.
Vi lascio con le parole di Norberto Bobbio, parole che io considero siano di supporto al vostro agire. E che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità..
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare,
c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto:
che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà.
E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza,
si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono,
non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita,
ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”

09 febbraio 2006

Comunicato

Comunicato dei Verdi contro il corteo di Forza Nuova
Al Questore di Milano Dott: Paolo Scarpis Agli Organi di stampa.
Oggetto: I Verdi Milanesi chiedono il divieto di manifestare alle forze di estrema destra.
Viste le ripetute aggressione avvenute le scorse settimane, documentate sulla cronaca milanese dagli organi di informazione ai danni di giovani studenti di diverse scuole medie superiori della città (Parini, Maxwel, Manzoni, Agnesi),i giovani aggrediti sono minorenni e rei unicamente di indossare un vestiario alternativo;
Viste le tensioni all’interno del Parini dove è stata anche distrutta una mostra sull’immigrazione;
Inoltre se si aggiunge il fatto grave dell’esposizione di striscioni nello stadio Olimpico di Roma che inneggiavano ai forni crematori, che a detta del Ministro degli Interni, On. Pisanu, la formazione politica di estrema destra Forza Nuova ne è responsabile;
Considerato di fatto depositato, alla Questura di Milano, il preannuncio da codesta formazione di estrema destra, di voler svolgere una manifestazione pubblica a Milano in data 11-2-06, come peraltro annunciato in manifesti pubblicitari in tutta Milano, e da volantini distribuiti davanti ad alcune scuole, tra cui l’Agnesi dove è stato picchiato uno studente, al quale è stato rotto il setto nasale;
I Verdi di Milano, parte della Milano democratica, si sentono indignati e offesi.
A pochi giorni dall’ostentamento di striscioni inneggianti ai forni crematori da parte di questa formazione e’ antidemocratico concedere uno spazio per lo svolgimento di una manifestazione la cui natura offensiva lede la componente istituzionale democratica e antifascista della nostra città, medaglia d’oro alla resistenza.
I Verdi di Milano non possono accettare in modo passivo che si riapra nella nostra città una ferita profonda, attraverso lo svolgimento di una “marcia fascista” con l’ostentamento di vessilli, saluti romani e drappi nazisti.
Pertanto chiediamo al Questore di Milano, Dott. Scarpis di non consentire un uso improprio della citta’.
FIRMATARI:
Riccardo Germani Giovanna Laguaragnella Paolo Di Francesco Carlo Monguzzi Fiorello Cortiana Stefano Costa

02 febbraio 2006

XIV Congresso

A.N.P.I
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Milano
La Resistenza tra storia e attualità:
idee, valori e proposte
XIV CONGRESSO
4- 5 febbraio 2006
Centro Congressi della Provincia di Milano
Sala Auditorium
Via Corridoni, 16

Dalla Guerra di Liberazione e dal sacrificio della Resistenza naquero nuove motivazioni e principi che ispirarono il rispetto della persona umana, il culto della libertà, il dovere della pace e della unità nazionale.

Sabato 4 febbraio
  • ore 9.15 elezione della presidenza del Congresso
  • ore 9.30 saluti e adesioni di Istituzioni ed Enti
  • ore 10.15 relazione del Presidente Tino Casali
  • ore 11.00 dibattito
  • ore 12.45 nomina delle commisioni
  • ore 13.00 sospensione dei lavori
  • ore 14.30 ripresa dei lavori
  • ore 18.00 sospensione dei lavori
  • ore 21.00 commissioni congressuali (Via Pietro Mascagni, 6)

Domenica 5 febbraio

  • ore 9.15 dibattito
  • ore 11.00 relazione finanziaria
  • ore 11.15 approvazione documenti congressuali
  • ore 11.30 elezione organismi dirigenti dell'Associazione e delegati al Congresso Nazionale
  • ore 12.00 conclusione di Gianfranco Maris del comitato Nazionale.

"Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in un improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno si accorgono che è giunta l'ora per mettersi in viaggio. Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini".

Piero Calamandrei

31 gennaio 2006

la Manifestazione

LA MANIFESTAZIONE
Shoah, in corteo i sopravvissuti ai lager
Ex deportati, Anpi e comunità ebraica in piazza Duomo per la Giornata della Memoria

dal Corriere - 30 gennaio 2006

I luoghi dell'orrore. Lager e piazze di stragi. Bergen-Belsen, Mauthausen, Dachau, Auschwitz, Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema. Cartelli neri come il dolore del ricordo. E poi il blu della speranza, quello dello striscione alzato dai bambini: «Per non dimenticare la Shoah». Passato e futuro nella manifestazione per la Giornata della Memoria. Il corteo del Comitato permanente antifascista e della Comunità ebraica ha invaso piazza Duomo intorno alle 16.30 di ieri: centinaia di milanesi, ex deportati, partigiani, rappresentanti istituzionali, politici e sindacali, per ricordare l'orrore dell'Olocausto e i crimini commessi dai nazisti nei Paesi occupati.
«Nella tradizione ebraica la memoria è fondamentale; bisogna fare lo sforzo di sentire la sofferenza degli altri per identificarsi», ha sottolineato il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib. Ma il ricordo deve servire soprattutto «per il presente e il futuro», perché «l'antisemitismo non è mai morto». Arbib ha spiegato che «c'è una lunga storia di odio antiebraico che ha permesso il nascere dello sterminio, una storia che non nasce e non finisce con la Shoah e ci riguarda ancora oggi perché si assiste di nuovo a episodi di antisemitismo».
Alla manifestazione hanno partecipato, fra gli altri, Milly Moratti e Bruno Ferrante, il capogruppo dei Ds in consiglio comunale, Emanuele Fiano, il segretario milanese di Rifondazione, Augusto Rocchi, e il deputato di An, Ignazio La Russa, che si è detto «solidale con gli amici della comunità ebraica».
Sul palco di piazza Duomo, l'attrice Anna Nogara ha letto una poesia del premio Nobel polacco Wislawa Szymborska e «La bambina di Pompei» di Primo Levi. «Qualcuno pensava che questo giorno fosse superfluo — ha sottolineato Fiano —. Così purtroppo non è: sentiamo nel mondo ancora parole di odio antisemita». «Milano è medaglia d'oro per la Resistenza e l'antifascismo ha un radicamento profondo», ha aggiunto Rocchi. La manifestazione della Giornata della Memoria, ha concluso, «deve servire per un cambiamento profondo della società». (A. St.)

28 gennaio 2006

Vota.. Firma..


Importante comunicazione per gli amici di Milano.
Domani, domenica 29 gennaio, dalle ore 08.00 alle ore 22.00 si aprono i seggi per la primarie della nostra città che indicheranno il candidato a sindaco che sfiderà il centro destra.
Nell'invitarvi a garantire la vostra presenza e quella di vostri amici, parenti, vicini di casa ecc. perché questo avvenimento abbia almeno lo stesso successo del 16 Ottobre, ed ottenere il miglior risultato possibile per sfidare a testa alta il centro destra, vi informiamo che nei seggi della Cooperativa Barona E. Satta e di Via Tre Castelli Milano Zona 6. ci sarà la presenza di un incaricato per la raccolta delle firme per l'indicazione del referendum sulla modifica della Costituzione.
I documenti per il voto delle primarie sono:
il documento d'identità
la tessera elettorale o, per chi ha ricevuto a casa la lettera spedita dal Comitato per le primarie, il coupon posto al fondo della lettera stessa debitamente compilato.
Ovviamente per la raccolta firme basta il documento d'identità.
Grazie a tutti buon voto.. buona firma..
ANPI Sez. Barona

Informazione Antifascista

Informazione Antifascista e' un progetto dell'Infoshop Mondodisotto di Bra (cn) www.mondodisotto.it

Informazione Antifascista n.13

La casa delle libertà bis: va in scena il nuovo ordine nero
di Gabriele Proglio

Le grandi manovre sono iniziate. E comprendono tutto l’arco della destra. Una ristrutturazione, un continuo andi-rivieni, una logica fine ma coerente nella strutturazione di un fronte nero da affiancare alle forze della destra “moderata”. Questa volta la posta in gioco è alta e lo stesso Berlusconi, pur di vincere, sta aprendo ai neofascisti e neonazisti promettendo posti di ruolo nella futura coalizione in caso di vittoria.
La corsa al rinnovamento d’immagine delle strutture neofasciste, o comunque alle correnti interne all’emisfero nero, non ha coinvolto la sola Mussolini (che comunque occupa il ruolo in quanto “nipote d’arte”) e la sua lista postfascista con aperture improbabili ma vere alle donne e ai gay, ma anche quasi tutte le altre sigle. La stessa Forza Nuova di Roberto Fiore pur continuando a professare una scelta di autonomia rispetto alla casa delle libertà sicuramente porterà i voti e le percentuali per aiutare la corsa del cavaliere nella “crociata anticomunista”.
Lo testimonia il recente comunicato nel quale si dice che “in occasione della seduta straordinaria dell' Ufficio Politico, il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore ha dato delega ai dirigenti nazionali Gianmario Invernizzi e Paolo Caratossidis di organizzare la raccolta firme, di stilare le liste e di conferire con tutte le forze alleate e non, in vista della presentazione delle liste per le imminenti elezioni politiche e competizioni amministrative”. La motivazione è una sola, salire sul carrozzone Fininvest. Eppure poco tempo fa gli stessi “duri e puri” della triade dio-patria-famiglia non solo contestavano il vicepremier Fini ma l’intero governo Berlusconi per molteplici motivi; la guerra, l’internazionalizzazione dell’economia, la mondializzazione, le scelte in materia d’immigrazione, di sviluppo europeo (per la firma della costituzione). Lo stesso Fiore in un comunicato usò parole pesanti nei confronti di Alemanno e Mantovano. Scrisse a proposito dell’azione dei due nazionalalleati “Questo riflette la mentalità opportunista e machiavellica (tipica dei colonnelli di AN) per la quale l’obiettivo non è battersi per le propri idee, bensì vincere le elezioni cavalcando i temi che, di volta in volta, possano far presa sugli elettori”. Poi grazie alla figura della Mussolini, riabilitata da Berlusconi con un’azione economicamente costosa ma fondamentale di revisionismo a favore del fascismo, la triade Azione Sociale/Forza Nuova/Fronte Nazionale è divenuta Alternativa Sociale. Poi le elezioni europee e la nomina di Alessandra Mussolini per Alternativa Sociale e di Luca Romagnoli tra le fila della Fiamma Tricolore. Entrambi si collocarono all’interno dell’assemblea come non iscritti; ovvero senza un allineamento con la destra o la sinistra riformista. Si unirono infatti alla destra radicale europea che elesse nella stessa collocazione Carl LANG, Jean-Marie LE PEN, Marine LE PEN, Fernand LE RACHINEL, Jean-Claude MARTINEZ, Lydia SCHENARDI per il Front National francese, Frank VANHECKE, Philip CLAEYS, Koenraad DILLEN per il fiammingo Vaams Blok, Andreas MÖLZER per il FPO dell’austriaco Haider.
Il test superato diede il “la” per un’ampia operazione chirurgica all’interno e all’esterno dell’area. Ora il cavaliere poteva contare su nuovi alleati che gli avrebbero consentito di scavalcare a destra Alleanza Nazionale con un prolungamento tacito del partito Forza-Italia che avrebbe limitato le richieste di Fini sulla futura leadership. L’odio tra la destra radicale e “l’erede traditore” di Almirante avrebbe impedito accordi sottobanco e retroscena pericolosi tra le due destre.
Proprio per questo motivo, proprio dopo il convegno di Alleanza Nazionale che vide Fini uscire sconfitto ma ugualmente presidente, gli attacchi si moltiplicarono dalla parte radicale verso quella considerata più “moderata”. Accuse di filosionismo, di interessi economici (che spesso nel gergo fascista sono riconducibili a intrighi “giudaico massonici”), di servilismo alla corte di Bush e Co, di mondializzazione e non protezione delle origini cristiane e dei valori occidentali.
Ma facciamo un passo indietro, ed in particolare all’inizio del 2004. I malumori all’interno del Movimento Sociale - Fiamma Tricolore sono tanti, troppi. Il segretario, l’eterno secondo Pino Rauti, ha delle posizioni che sono difficilmente conciliabili con un partito che aspira a diventare un punto di riferimento per la “destra antagonista”. Le radici filonaziste o comunque radicate nell’esperienza politica del Centro Studi Ordine Nuovo (poi Ordine Nuovo nel novembre del ’56 dopo la fuoriuscita dal MSI) e quelle inerenti il “protocollo di Venezia” (che doveva essere la carta d’azione della destra radicale e poi invece divenne una commistione di terrorismo e servizi segreti) non sono compatibili con un contesto d’azione europeo. Lo spazio di agibilità del ribellismo bruno (dei nazionalbolscevichi o dei comunitaristi) si è esaurito all’interno del Msi con il progetto dell’Orologio; una corrente interna che oppose alla linea atlantica e filodc di quegli anni (i primi anni 70), quella di una grande Europa unita da “Lisbona a Vladivostok” contro gli Usa. Ma questa esperienza terminò con il rientro di Almirante alla guida dell’Msi. Poi una serie di “figli d’arte” che furono coinvolti nelle trame nere degli anni 60/70/80 e in molte inchieste sulle stragi di stato. Alcuni nomi? Primi tra tutti Freda, Merlino, Delle Chiaie e Rocchetta. E poi nel curriculum dell’ex segretario ci sono segni indelebili della storia italiana ed estera; la Repubblica Sociale Italiana, il regime dei colonnelli in Grecia e quello dei falangisti in Spagna, inchieste per coinvolgimenti in stragi (quella di Brescia in primis), senza dimenticare le collaborazioni con i servizi segreti (basti qui ricordare la scoperta nel doporivoluzione dei garofani – in Portogallo – dell’organizzazione internazionale fascista Aginter press in collaborazione con l’Agenzia Oltremare) e alla creazione di nuovi soggetti nell’emisfero della destra eversiva (dai Far a Ordine Nuovo fino a Terza Posizione). L’uomo dell’idealismo neo-nazifascista ha quasi sempre dovuto cedere il testimone alla conduzione delle strutture, partiti o gruppi, che ha fondato. Questo perché più che un leader carismatico era e forse continua ad essere un libro nero aperto sul presente. Il significato delle motivazioni è la stessa che portò alla scissione tra Msi e il centro studi Ordine Nuovo;la fazione filoatlantica che voleva un connubio con la DC e Stati Uniti (quella di Almirante) si impose su quella per un fascismo e nazismo portato alle origini (quella di Rauti).
L’esautorazione di Rauti ad opera degli stessi vertici del partito è stato un forte segnale di cambiamento all’interno dell’area missina. Il suo pupillo Luca Romagnoli ha partecipato al push del vecchio fascista. L’occasione la si ebbe nell’ottobre del 2003 quando il Tribunale di Roma accogliendo le istanze di alcuni aderenti al partito, decise di invalidare l’elezione del direttivo del 2000. Rauti fu espulso e nel 2004 rientrò in politica dalla porta secondaria con una sigla nuova; il Movimento Idea Sociale (ottenendo alle europee il 0,1%).
Ma anche il MIS scese ad accordi con la Casa delle Libertà. Nel 2005, alle elezioni regionali, ottenne lo 0,5% risultando fondamentale per sostenere in alcune aree Berlusconi e co. Nel mentre la polemica sulla cacciata di Rauti andava avanti; il suo ricorso portò Romagnoli e i colonnelli della fiamma davanti al giudizio di una corte. Poi un’altra azione legale per la proprietà del simbolo; il MIS ha l’italia bianca sulla fiamma tricolore. Dopo la fuga verso Forza Italia del segretario nazionale Giuseppe Incardina, si è anche ipotizzata la candidatura (a nostro avviso abbastanza improbabile) di Rauti nelle fila del partito di Berlusconi. Dioniso è stato eletto vicario di Rauti, assieme a Colombo e Bruno.
L’area nera rimane comunque in subbuglio, si registrano lotte interne e faide mai risolte. Quelle tra il MIS e la Fiamma Tricolore ne sono un esempio; poi ci sono Forza Nuova contro il Fronte Sociale Nazionale di Thilgher. E poi ancora tutti contro la Fiamma che può essere considerata la struttura di genesi degli altri gruppi. Praticamente tutti nascono da una scissione con l’ex partito di Rauti. Nel 1991 si staccò Pisanò che creò il minipartito Fascismo e Libertà (oggi alla guida c’è Martorana), poi nel 1997 fu la volta di Tilgher che traghettò la componente nazionalpopolare quasi tutta nel Fronte Sociale Nazionale (una parte andò a finire in minigruppuscoli e nel Movimento Sociale Europeo), poi ancora nel 2001 si scinse la parte di Silvestri che creò il Fronte Nazionale.
Certo è che la politica del connubio destra-estrema destra venne intrapresa proprio da Rauti, con risultati sorprendenti. Oltre a quelli già citati bisogna evidentemente menzionare i 500 mila voti del 1999 (attestandosi all’1,6%) che furono determinanti per la vittoria di Forza Italia, come anche quelli del 2000 nelle elezioni regionali (in Calabria e Abruzzo).
A seguire le tante sigle del neofascismo e neonazismo italiano, ciascuna diversa, ciascuna con le proprie specularità. Il Fronte Sociale Nazionale porta con se l’eredità di Avanguardia Nazionale (Thilgher ne fu uno dei fondatori nel 1970). In quasi tutti i partiti della destra radicale vale la regola della triade d’intenti (un richiamo alla triade cristiana e pagana e prima ancora celtica). Per il FSN sono Nazionale/Sociale/Etnico-Culturale. A parte il primo tema (ovvio per questi partiti), il secondo porta il evidenza una “concezione antiliberista e anticapitalista” oltre che antiborghese, mentre il terzo mette l’accento sull’integrità dei valori e della cultura locale (non solo nazionale). All’interno del partito si evidenziavano la presenza di componenti nazional-comunitariste che dopo il risultato di Roma nel 1998 (con oltre ventimila preferenze), fuoriuscirono per convergere sui circoli comunitaristi, sul partito nazionalcomunitarista europeo e attorno alle riviste Rosso è Nero, Comunitarismo, Aurora e Orion. Il FSN mantiene comunque lo slogan terzoposizionista “né destra, né sinistra!”. Alcuni nomi tristemente noti del FSN; Paolo Signorelli (uno dei generali di Ordine Nuovo) e Stefano delle Chiaie (uomo di punta dell’eversione nera).
Per quello che concerne Forza Nuova (e ce ne sarebbe molto da dire) basti mettere in luce due punti. Il primo è la base militante di FN rappresentata dai disciolti gruppi di boneheads (nel 93 e 98) e dalla capacità di attingere a finanziamenti sui quali ancora non ci sono giustificazioni concrete. Si fecero ipotesi diverse; della cassa mai trovata di Terza Posizione (forse Morsello e Fiore ne sapevano qualcosa), al coinvolgimento di Fiore nei servizi segreti britannici (l’MI6) per distruggere il movimento di estrema destra nazionalista di Nick Griffin (il National Front). Ma senza risultati. Il secondo punto riguarda l’inclinazione integralista cattolica del partito (con riferimenti concreti alla “Guardia di Ferro” rumena e alla volontà di ripristinare il Concordato Stato/Chiesa del 1929).
L’ultimo partito, fuori da Alternativa Sociale, che ha stretto accordi con Silvio Berlusconi è quello di Gaetano Saya. Il “Nuovo Msi – Destra Nazionale” seppur giovane cartello del neofascismo è balzato agli ordini della cronaca per i contenuti razzisti e xenofobi (che ne hanno fatto oscurare il sito). Ma anche perché la scorsa estate, in una delle tante goffe azioni della polizia, si scopriva cosa doveva rimanere segreto. Ovvero una polizia segreta e parallela a quella ordinaria. Era il DSSA; il Dipartimento di Studi Strategici Antiterrorismo. Molti degli indagati erano iscritti al partito di Saya e molto probabilmente cercavano, o avevano trovato, contatti con i servizi segreti italiani. Poi l’azione della procura di Genova e gli arresti.
Vi sono poi azioni interne alla “cosa nera” per stringere coalizioni. Romagnoli è riuscito a far convergere l’interesse (e l’impegno elettorale) dei boneheads del Veneto Fronte Skinheads, di Base Autonoma e del Movimento Politico sulla Fiamma. Fiore invece si è orientato verso le esperienze di Casa Pound e dell’Osa (dopo la bomba al Manifesto di Insabato, Forza Nuova è stata allontanata da Berlusconi e i voti sono stati fatti confluire o in Alternativa Sociale o nell’elezione dell’eurodeputato Mario Borghezio). Thilger invece sta cercando di alzare la posta e di ricontrattare la sua presenza all’interno della coalizione.
La tattica di Berlusconi è quindi chiara; sfondare al centro (proponendo una destra liberista ed europea) e togliere spazio a Fini facendo coagulare attorno al neonato polo nero l’interesse per una riscossa revanscista e per la speranza di entrare nella maggioranza. Certo è che lo sdoganamento della destra radicale è ormai compiuto da tempo.
Altra considerazione doverosa è quella inerente il passato del nostro paese. E mi riferisco alle stragi dell’estrema destra da Salò ai giorni nostri. Un percorso denso di appuntamenti con il terrore, di intrighi e di omicidi giustificati dalla linea atlantica e dalla necessità di opporsi al comunismo in ogni sua forma e dimensione.
Parliamo della Repubblica di Salò e subito balza all’occhio la presenza del ministro Tremaglia, ma anche di Pino Rauti e di altri che militano nelle fila della Casa delle Libertà. Il dopoguerra? L’intrigo tra Usa/mafia/neofascismo genera molte sigle nuove nell’universo corporativo. I Far (Rauti ne era uno degli ideatori) in primis. Poi ancora le stragi di stato; da quel 12 dicembre a Milano, in Piazza Fontana, lungo un tragitto insanguinato che porterà a Bologna.
Quella stessa classe politica fascista che perpetrò il piano criminale dello stragismo oggi sembra dare alla luce una prospettiva governativa con i propri pupilli, certo con i nuovi crismi del caso, con nuove dimensioni politiche e con differenti scenari.
Ma rimane indelebile il continuo riferimento ideologico e tematico ad alcuni temi. L’immigrazione è quello principale. L’identità nazionale viene subito dopo. E a seguire l’onore e la patria, dio e la contestazione al sistema capitalistico, alla classe borghese, allo stato di precarietà e flessibilità costruito dalle stesse forze politiche con le quali andranno a braccetto alle elezioni. Una incoerenza massima, totale.
Eppure i riferimenti ideologici continuano a essere sempre gli stessi; da Mussolini a Hitler, da Evola a Borghese, da Freda a Thiriart, da Rosenberg a De Benoist. Come anche i simboli; la fiamma tricolore è la più gettonata. Ma anche ideogrammi e disegni che portano al III Reich e alle SS.
Dopo aver speso tante energie negli stadi per conquistare le curve (dagli anni 80 erano in corso infiltrazioni e guerre interne) oggi c’è un’altra priorità. Quella di diventare forza che conta. Infatti seppur sia innegabile la svolta a destra di molte tifoserie, molte altre sono divenute apolitiche in nome del “gioco del calcio”. Vi è poi un altro fattore da evidenziare sui gruppi della destra radicale; l’incapacità e l’impossibilità di trasferire i rapporti di forza che ci sono allo stadio nella città, nei quartieri, nel sociale. Paradossalmente l’arena contiene sia i gladiatori che i loro pensieri. Quindi ogni sforzo politico si esaurisce nei 90 minuti.
Di fronte a queste destre (il plurale quindi è d’obbligo) lo scenario diventa sempre più cupo. La Resistenza può ancora dare importanti lezioni di antifascismo, anche a distanza di tempo.

20 gennaio 2006

No al corteo Fascista

Milano, 20 Gennaio 2006

Ai Principali quotidiani

Alle emittenti Radio-tv

Loro sedi

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Antifascista prende atto con soddisfazione della decisione del Questore di Milano di sospendere il corteo nazionale della Fiamma Tricolore previsto per domani a Milano. E’ questa una vittoria importante degli antifascisti milanesi che si erano mobilitati per chiedere fosse risparmiata alla città la vergogna di una manifestazione, con saluti romani e inni al “Duce”, nella settimana precedente la ricorrenza del 27 gennaio, il “Giorno della Memoria”, istituito in ricordo dello sterminio degli ebrei e degli oppositori nei lager nazisti. Tanto più inaccettabile sarebbe stata la programmata presenza in Piazzale Loreto per ricordare Benito Mussolini, da parte di chi continua a rivendicare la propria continuità con la Repubblica Sociale di Salò, le leggi razziali e il sostegno al Terzo Reich hitleriano. Il divieto della manifestazione consente al Comitato Antifascista di disdire il previsto appuntamento promosso per sabato in Piazzale Loreto e impegnarsi con più forza alla riuscita delle scadenze celebrative, in primo luogo il corteo promosso insieme alla Comunità Ebraica del 29 gennaio che si snoderà alle 16 da Piazza San Babila alla Loggia dei Mercanti.

Il Presidente-Coordinatore

Tino Casali



Cari Compagni, ringraziandovi per le numerose telefonate, messaggi, adesioni, da come avrete letto, (vedi comunicato stampa Comitato Antifascista) il corteo fascista non ci sarà, dunque i previsti presidi a Piazzale Loreto e a San Babila, sono annullati. Ringraziandovi di nuovo per la vostra "attenzione Antifascista" un forte saluto.

ANPI Sez. Barona Mi.

19 gennaio 2006

"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".

P. Paolo Pasolini - "Le belle bandiere" - settembre 1962

21 Gennaio.

Il presidente dell’ANPI milanese, Tino Casali, ha inviato una lettera al Questore di Milano, Paolo Scarpis, confermando l’impegno dei partigiani milanesi in difesa dei principi e i valori della Resistenza. Di fronte al proposito della destra fascista e razzista di organizzare per sabato 21 gennaio un corteo nel centro di Milano, l’ANPI milanese chiama alla mobilitazione antifascista la città Medaglia d’Oro della Resistenza e organizza un omaggio ai 15 Martiri di piazzale Loreto.

Ecco il testo della lettera



Signor Questore,

a conoscenza della decisione assunta da diverse organizzazioni estremiste e di gruppi di neo-fascisti provenienti da Roma e da altre località, di organizzare delle manifestazioni di apologia del fascismo e contro i principi e i valori della Resistenza, Le confermiamo il nostro impegno unitario di promuovere, nel corso della settimana dedicata alla "Giornata della Memoria", alcune iniziative celebrative, e tra queste, Le segnaliamo:

momenti celebrativi in diverse scuole della nostra città

cerimonia dinanzi alle lapidi che ricordano e onorano la memoria dei 3.987 cittadini milanesi caduti per la libertà

21 Gennaio - ore 15 Omaggio alla memoria dei 15 martiri di Piazzale Loreto

29 Gennaio - ore 16 Concentramento dei partecipanti al corteo che si snoderà da piazza S. Babila per raggiungere la Loggia dei Mercanti, ove si concluderanno le manifestazioni celebrative sopra segnalate.

Mi è gradita l’occasione per porgerLe i migliori saluti

Tino Casali

Milano, 18 gennaio 2006

18 gennaio 2006

giornata nera...

La giornata nera di Milano

Sabato 21 gennaio 2006 il Movimento Sociale-Fiamma Tricolore ha indetto una manifestazione nazionale intitolata "Marcia su Milano", intorno alle parole d'ordine identità, sovranità, socialità. L'iniziativa, dall'appello sul sito del partito, consiste in un grande corteo che partirà da porta Venezia alle ore 16,30 e terminerà alle 19,00 in piazza San Babila con un comizio del Segretario Nazionale On. Luca Romagnoli. Dopo la tappa nella capitale del 29 ottobre 2005, intitolata in modo evocativo "Marcia su Roma", E il turno di Milano.

Appare evidente la volontà del partito di Romagnoli di affermarsi come forza (reale o presunta) trainante all'interno dell'area nazional popolare, rinvigorito dal recente "svecchiamento" che ne ha fatto il principale referente per alcune delle più importanti organizzazioni bonehead italiane (come il Veneto Fronte Skinheads e la Base Autonoma romana). Se la manifestazione capitolina assumeva un forte valore simbolico per la data scelta, quella di Milano vuole esplicitare un chiaro segnale, visto che confluisce in una piazza storica del neofascismo milanese e parte da un luogo dove solitamente si concentrano le grandi mobilitazioni sindacali e di Movimento. Un evento preparato in grande stile.

Sabato a Milano è prevista l'affluenza, oltre alle varie sezioni territoriali, anche di svariati gruppi di boneheads (soprattutto ma non solo) del Nord Italia, invitati a partecipare a prescindere dalla sigla di riferimento. Quasi scontata la significativa presenza del Veneto Fronte Skinheads. Da Roma partirà almeno un pullman, stando alla comunicazione apparsa sul sito internet della Federazione romana di Fiamma Tricolore di cui il responsabile Giuliano Castellino, ultras giallorosso e responsabile politico della Base Autonoma romana. Il sito internet in questione tra l'altro assomiglia più a quello di un gruppo di bonehead (cosa per nulla distante dalla realtà che a quello di un partito che beneficia del sostegno di un deputato al Parlamento europeo e di uno in quello italiano.
Sabato sarà una giornataccia per la città di Milano. Anzi, una giornata nera.

Per approfondire l'argomento: http://italy.indymedia.org/news/2006/01/967201.php

17 gennaio 2006

Blog perchè?

Perché speriamo che questo blog vi sia piaciuto.. Perchè volevamo in qualche modo sentirci più vicini a voi lettori, a voi iscritti alla sezione ANPI della Barona in questo momento particolare della NOSTRA storia, che da come ben sapete crea ancora problemi e difficoltà, ma noi certi delle nostre idee, continuiamo la nostra lotta e uniamo all’ omaggio doveroso di quanti pagarono il prezzo della libertà con la vita, un attimo di riflessione per la nostra libertà , conquista continua di civiltà e politica nata dalla democrazia e dalla Resistenza.
Vi aspettiamo tutti nella nostra sezione per continuare sulla strada che spesso sembra in salita, ma che come solito un vento benevolo che porta le note di una canzone partigiana come “fischia il vento” aiuterà a superare.
Un appello particolare ai giovani , operiamo uniti come allora perché nello spirito della Resistenza e nel ricordo dei nostri caduti, trionfino i grandi ideali di pace, giustizia, e libertà, libertà che vigoreggia dove lo spirito sa conservare il suo primato sulla materia, ove gli interessi privati sono vinti dal senso del bene comune e sociale. E ricordiamo a chi ne nega i valori le parole dello scomparso Norberto Bobbio
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà è stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”
Quale migliore augurio, dunque, continuare la Resistenza per migliorare noi stessi e la nostra società.
I.T.

16 gennaio 2006

“Salviamo la Costituzione ”
ANPI Sezione Barona

Lo scorso 16 novembre, con i voti della sola maggioranza di Governo, è stata approvata una riforma che stravolge la Costituzione italiana, approvata nel dicembre del ‘47 pressochè all’unanimità (solo 62 “no” su 556 eletti). Troppe bugie e luoghi comuni accompagnano la riforma: vediamoli.

Hanno detto che siamo conservatori e che le Costituzioni vanno svecchiate. Ma gli Stati Uniti si tengono la loro Carta fondante da più di 2 secoli e ne vanno orgogliosi; la nostra ha solo 60 anni e, pur con inevitabili difetti, ci ha garantito 60 anni di vita democratica.
Hanno detto che non c’è nulla di male a fare qualche modifica alla Costituzione. Ma l’attuale riforma tocca oltre un terzo degli articoli costituzionali (57 su 139 complessivi), e dunque più che di una riforma si tratta di un vero e proprio stravolgimento.
Infatti, definita addirittura “incostituzionale” da autorevoli personalità, anche se non tutta da buttare, è stata giudicata negativamente dalla maggior parte dei più importanti costituzionalisti italiani.
Hanno detto che non c’è da preoccuparsi, perché la riforma, pur ampia, non tocca la parte più importante della Costituzione, la Prima (quella dei principi e dei diritti). Ma, anche se relativa alla sola Parte Seconda (quella sul sistema politico), per i suoi contenuti appare incidere sostanzialmente anche sui Principi Fondamentali e sui diritti della Parte Prima.
Hanno detto che finalmente ci libereremo del centralismo statale. Ma il Federalismo all’italiana, a ben guardare più di facciata che di sostanza, inquina pericolosamente il concetto di “Repubblica, una e indivisibile”. Anziché potenziare il decentramento, si è preferito conferire competenza esclusiva alle Regioni in 3 materie delicatissime, come scuola, sanità e polizia locale e amministrativa.
Hanno detto che la riforma velocizzerà la funzione legislativa. Ma, in realtà, essa diventa un labirinto intricatissimo, per cui risulta difficile stabilire anche solo chi è competente a legiferare su una materia, se di una Camera, se dell’altra, se di entrambe, se delle Regioni. E’ ragionevolmente prevedibile un alto livello di conflittualità istituzionale, che bloccherà, anziché rendere più efficiente, il nostro sistema politico.
Hanno detto che il governo sarà reso più forte applicando il premierato all’inglese. Solo che il premierato italiano col modello inglese ha poco a che vedere. Più che all’esecutivo, vengono conferiti ampi poteri ad una persona, ovvero il premier eletto direttamente dai cittadini, quando questa elezione diretta non esiste in nessun’altra democrazia occidentale. Si ricalca solo formalmente il modello inglese senza premetterne la sostanza.
Hanno detto che le funzioni di garanzia sono preservate. Ma nel caso della Corte Costituzionale si interviene pesantemente alterando l’equilibrio nella composizione dei giudici, tra i quali aumentano quelli di nomina politica. Il che vuol dire minarne l’autonomia complessiva. Il Presidente della Repubblica, poi, si vede anch’esso togliere alcune importanti prerogative.
Hanno detto, infine, che facciamo del catastrofismo. Ma la democrazia non è un motore che può essere modificato indiscriminatamente, se non al prezzo di comprometterne l’equilibrio. L’aumento dei poteri dell’esecutivo con contemporanea diminuzione di quelli del Parlamento, accompagnata ad una intromissione del primo nel secondo, mina la tripartizione dei poteri su cui si basa la nostra democrazia.

Per questo al prossimo referendum confermativo dobbiamo votare NO, per ribadire a gran voce che la Costituzione è di tutti e che a tutti ha garantito 60 anni di vita democratica .

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