17 settembre 2017

ANPI Milano - Profondo sconcerto...

ANPI di Milano: profondo sconcerto per la proposta dell'Assessore alla Sicurezza.
Abbiamo appreso con profondo sconcerto della proposta avanzata dall'Assessore al Comune di Milano Carmela Rozza di voler deporre, nella ricorrenza del prossimo 2 novembre, una corona unica al Cimitero Maggiore, per i caduti della Repubblica di Salò, e per i Partigiani, mettendo così sullo stesso piano i Combattenti per la Libertà e i repubblichini.
Abbiamo più volte ricordato che la morte rende tutti uguali, ma in vita i Combattenti per la libertà hanno lottato contro l'oppressione nazifascista, mentre i repubblichini hanno collaborato con i nazisti nella denuncia, nella cattura, nella fucilazione di partigiani, oppositori politici, ebrei, lavoratori protagonisti del grande sciopero generale del marzo 1944.Se avessero prevalso i nazifascisti, la libertà e la democrazia non sarebbero state riconquistate nel nostro Paese.
Vogliamo inoltre sottolineare che al campo dieci del Cimitero Maggiore non sono tumulati soltanto semplici aderenti alla repubblica di Salò, ma gerarchi fascisti come Alessandro Pavolini, ultimo segretario del partito fascista repubblicano, Francesco Colombo, capo della legione autonoma Ettore Muti, che operò nella caserma di via Rovello (poi sede del Piccolo Teatro), Armando Tela, uno dei luogotenenti della famigerata banda Koch che aveva sede a Villa Triste, i fucilatori dei 15 Martiri di piazzale Loreto, i volontari italiani delle SS.
Nella ricorrenza del 2 Novembre le Associazioni Partigiane e Combattentistiche promuovono da sempre un'importante iniziativa al campo della Gloria, dove sono sepolti i Combattenti per la Libertà, per valorizzare e riconoscere il ruolo da essi svolto per la libertà di tutti noi. A questa importante celebrazione partecipano il Comune di Milano, il Comandante del Presidio Militare, il Rabbino Capo, la Diocesi di Milano.
Il Comune di Milano, Città Medaglia d'Oro della Resistenza non può essere super partes.
Roberto Cenati – Presidente Anpi provinciale di Milano.

Anime belle... e propaganda fascista.

Pubblichiamo dal nostro Presidente Ivano Tajetti: "Anime belle" Vi è bastato l'ennesimo articolo su una ragazzina uccisa dai Partigiani nel 1945... Questa storia riproposta da cinquanta anni dai fascisti, da sempre viene riproposta e da sempre viene usata da chi naturalmente dimentica che cosa c'era nella nostra terra nel 1944/45 e come era l'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale dopo vent'anni di dittatura fascista. Il mio parere.? Piena adesione alla posizione che ANPI Savona tiene da sempre, il loro documenti sulla "storia" sono spesso ignorati e sarebbe utile andarseli a rileggere... prima di dare credibilità ad articoli e giornalisti, a posizioni che spesso contrastano verità storiche che da sempre hanno denunciato "anche" errori e misfatti da parte dei Partigiani, il tutto attenendosi a chi purtroppo la storia l'ha vissuta, senza alimentare polemiche e spunti prettamente fascisti o meglio di chi vuole distorcere la storia per legittimarsi. - "Solo la presenza del Comitato di Liberazione Nazionale e dei Comandi Partigiani riuscì ad impedire che la Liberazione si trasformasse in un massacro e infatti pochi furono i casi di giustizia sommaria – che giustizia non è – ma che furono il risultato dell’odio seminato con le atrocità compiute dai fascisti e dai nazisti. E’ in quel contesto storico che avviene la violazione e l’uccisione di Giuseppina Ghersi. E se qualcuno vuole fare davvero qualcosa per la sua memoria dovrebbe vigilare ed agire per impedire che il fascismo risollevi la testa, come invece sta accadendo in questi tempi in cui organizzazioni neofasciste e razziste operano seminando ancora odio in Italia ed in Europa".  http://www.savonanews.it/…/targa-in-memoria-di-giuseppina-g…

La scelta della Divisione Acqui.


07 settembre 2017

Radio Calibro 77.


ANPI Milano - 73* Anniversario eccidio Marzabotto - Monte Sole.

Domenica 1 ottobre 2017
73° Anniversario eccidio Marzabotto – Monte Sole

L’ANPI Provinciale di Milano, organizza un pullman da Milano per Marzabotto e ritorno nella stessa giornata.

Ritrovo:  ore 6,45 Milano – Famagosta - parcheggio pullman  ingresso Linea verde MM2.
Partenza: 
ore 7,00
Ritorno a Milano:  previsto per le ore 18,00  – Famagosta
Quota di partecipazione: € 10,00 a persona

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Per prenotare: rispondete a questa e-mail oppure telefonate all’ANPI Provinciale ai seguenti numeri: 0276023372 – 0276023373 (chiedere di Leonardi)

 

PRANZO ORE 12,30 – Parco Bottonelli Marzabotto – costo € 20,00
Menù:

Antipasto montanaro
Bis di primi: tagliatelle al ragù e strozzapreti piccanti
Bis di arrosti
Insalata e patatine fritte
Dolce
Vino e acqua

CHI HA LA NECESSITA’ DI AVERE UN PIATTO VEGETARIANO, O INTOLLERANZE ALIMENTARI LO DEVE COMUNICARE AL MOMENTO DELLA PRENOTAZIONE nella e-mail di prenotazione.

Un caro saluto
Roberto Cenati 
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano



02 settembre 2017

ANPI Barona & Niguarda. Radio 77. Calibro 77.

28 settembre 
Teatro della Cooperativa. Milano. 
ANPI Niguarda & ANPI Barona 
presentano: RADIO 77 - CALIBRO 77.



24 agosto 2017

Piazza: Giovanni Pesce Partigiano

Carissimi,
venerdì 8 settembre alle ore 18,00 si svolgerà nel quartiere Cascina Merlata la cerimonia di intitolazione della piazza a Giovanni Pesce, comandante partigiano, Medaglia d'oro al Valor Militare, esponente autorevole del Comitato nazionale dell’ANPI sin dalla sua costituzione.
L'intitolazione è stata decisa dalla Amministrazione Comunale di Milano, su proposta avanzata dall'ANPI Provinciale di Milano.
La piazza che verrà intitolata a Giovanni Pesce, si trova tra via Gallarate e via Pier Paolo Pasolini, in zona 8, davanti alla Cascina Merlata. La piazza si può raggiungere con la metropolitana - linea 1 - fermata Molino Dorino.
Nel corso della cerimonia interverranno:
Giuseppe Sala, Sindaco di Milano;
Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano;
Tiziana Pesce, figlia di Giovanni Pesce e di Nori Brambilla Pesce.
Siete tutti invitati a partecipare numerosi a questo importante evento. 

Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano.



Giuseppe Povia.. ospite non gradito.!

L'ANPI dice no al concerto di Povia a Trezzano sul Naviglio
In concomitanza con la rassegna “Autunno Trezzanese”, si svolgerà in data 23 settembre 2017 a Trezzano sul Naviglio, un concerto che verrà ospitato nella parrocchia di San Lorenzo Martire, al quale è stato invitato il cantautore Giuseppe Povia.
Come Associazione che si richiama ai valori della Resistenza siamo molto contrariati per la presenza di questo personaggio, legato alla formazione neofascista e antisemita Lealtà e Azione, per la quale il 10 giugno scorso Povia si è esibito nel comune di Cologno Monzese. Lealtà e Azione che si ispira al pensiero di Leon Degrelle, ufficiale delle Waffen SS e di Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro rumena, movimento antisemita e nazionalista degli anni trenta, si pone in aperto contrasto con i principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
Giuseppe Povia non è ospite gradito a Trezzano sul Naviglio. Oltre ad essere legato ad una formazione dichiaratamente neofascista, il cantautore rappresenta una figura profondamente divisiva su molteplici temi, tra i quali quelli dell'accoglienza, della solidarietà, dell'unità del nostro Paese e delle stesse problematiche relative alle vaccinazioni. Invitiamo l'Amministrazione Comunale di Trezzano a dissociarsi in qualsiasi modo dall'evento richiamato e auspichiamo un ripensamento da parte del parroco di San Lorenzo Martire.
In caso contrario preannunciamo fin d'ora che organizzeremo, in contemporanea al concerto preannunciato, per sabato 23 settembre un'iniziativa pacifica e festosa, di cui comunicheremo i dettagli, a Trezzano sul Naviglio, per rilanciare i valori dell'antifascismo, della solidarietà, dell'uguaglianza, contenuti nella nostra Carta Costituzionale di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario dell'approvazione.  -  Roberto Cenati. Presidente ANPI Provinciale Milano.  

20 agosto 2017

Martiri di Via Tibaldi Milano - 28 agosto 1944.

 - Milano ricorda ogni anno l’eccidio avvenuto il 28 Agosto 1944 in via Tibaldi, dove un plotone della legione Ettore Muti fucilò, dopo aver terribilmente seviziato, quattro partigiani appartenenti al Gap Mendel: Albino Abico di 25 anni (Medaglia d’Argento al valor Militare), Giovanni Alippi di anni ventiquattro, Bruno Clapiz di anni quarantuno, Maurizio Del Sale di anni quarantasette. Abico, Alippi e Del Sale facevano parte di un gruppo costituitosi nella primavera del 1944 a Baggio. Successivamente i tre presero contatto con i Gap di Ruggero Brambilla (Nello) e trasportarono un carico d’armi in Val d’Ossola dove rimasero qualche giorno presso l’85a brigata d’assalto Garibaldi. Quando ridiscesero, con loro c’era anche Bruno Clapiz. In Milano formavano così il Gap distaccato della 85a brigata, in collegamento e alle dipendenze di Brambilla, con il compito di contribuire ad approvvigionare del necessario la brigata di montagna. Riportiamo, di seguito, la testimonianza, tratta dalle carte ANPI Provinciale di Milano, di un negoziante di Via Tibaldi che assistette a su quel tragico episodio. Seviziati dalla Muti i patrioti di Porta Ticinese “Il rione popolare di Porta Ticinese aveva fama di essere un covo di “ribelli” ed i fascisti non osavano tentare pattugliamenti isolati e rastrellamenti se non in forze e con i fucili spianati. Così molti partigiani, anche quelli di altre zone e della periferia, sicuri della solidarietà di tutti gli abitanti che ad essi davano appoggi e trovavano nascondigli, venivano a finire a “Porta Cicca”. Un gruppo di patrioti (che dopo la liberazione seppi appartenevano alla 113° e 114° Garibaldi) usavano nascondere le loro armi in una osteria che allora si trovava in via Tibaldi 26, per riprenderle quando dovevano compiere qualche azione. Il 10 agosto 1944 era avvenuto l’eccidio di piazzale Loreto che provocò sdegno in tutti, ma suscitò anche una certa impressione. Ed ecco che una quindicina di giorni dopo, mentre le camicie nere e complici andavano tronfi di avere compiuto tanto massacro, nelle vie centrali di Milano, Piazza Duomo, Via Orefici, Piazza Cordusio, Via Dante, una macchina ebbe l’ardire di percorrerle lanciando manifestini invitanti alla Resistenza, alla rivolta, additando all’odio e al disprezzo i nazifascisti. Nella mattina del 28 agosto 1944 avevo notato che circolavano certe brutte facce e mi ero ripromesso, appena mangiato, di recarmi all’osteria per passare la voce di stare in guardia. Quando però vi giunsi appresi che alle 13 un forte nerbo di fascisti si era presentato e, sorpresi quattro giovani, li avevano arrestati. Un quinto, al momento dell’arresto, si trovava nel cortile del caseggiato e miracolosamente così fu salvo. Gli arrestati erano proprio i quattro che avevano percorso le vie della città lanciando manifestini. Immaginarsi il gran parlare di tutto il rione, le discussioni e persino si accennò a delazione di una spia. Fatto sta che verso le 18,30 di quel giorno, automezzi carichi di quelli della milizia invasero via Tibaldi e vie adiacenti: mitra imbracciati e rivoltelle in pugno fecero chiudere tutti i negozi, i passanti costretti ad entrare nei portoni subito sprangati; minacce a coloro che erano alle finestre e ordine di chiuderle. Dapprima un po’ di confusione, un fuggi fuggi generale, qualche strillo di donna, poi tutto cadde nel silenzio, un silenzio di morte; il grande viale deserto e i fascisti che scrutavano da ogni parte accennando a sparare. Anch’io avevo dovuto abbassare la saracinesca del negozio, ma da una fessura potei assistere a quanto stava avvenendo e ritengo di essere stato uno dei pochissimi che poterono osservare l’orrendo eccidio. Pochi minuti dopo la milizia era divenuta padrona della strada deserta, vidi giungere un camion, dal quale fecero scendere i quattro arrestati. Dovettero sorreggerli, tanto erano stati seviziati, che non riuscivano a fare un passo. Furono allineati al muro, anzi appoggiati contro il muro dell’osteria, con il viso rivolto verso gli assassini. Non vi fu alcuna lettera di sentenza, una decina di brigatisti neri che avevano in testa un berretto rotondo comandati da uno che aveva dei gradi, imbracciarono i mitra a non più di tre metri di distanza. All’ultimo momento, quando il comandante ebbe ordinato il fuoco, uno degli arrestati trovò la forza di voltare il viso contro il muro e farsi il segno della croce. Bastò una sola scarica, data la breve distanza e caddero. L’ufficiale si avvicinò ai corpi straziati sferrando dei calci, notò che qualcuno respirava ancora. Si fece dare da uno dei carnefici un mitra e nuovamente sparò sui morti. Dopo risalirono sul camion e partirono. Dai cortili, le scariche avevano impaurito gli inquilini, si udivano pianti e grida. Gli altri fascisti che avevano presidiato la strada, permisero che fossero riaperti negozi e portoni, si raggrupparono, armi alla mano, nei pressi del mucchio dei cadaveri, impedendo di avvicinarsi. I martiri furono lasciati sul marciapiede arrossato di sangue che a piccoli rivoli scendeva fin sulla strada. Rimasero al sole di agosto con le mosche che ronzavano, fra lo sbigottimento, l’orrore, l’odio che aumentava sempre più, sino a sera inoltrata.”

Foto Loconsolo 26/08/1977 Vecchia lapide con scritte fasciste.



Nuova lapide Via Tibaldi 26. Milano. 



12 agosto 2017

Auguri Partigiano Carlo. Felice compleanno.

Auguri Partigiano Carlo...
Felice compleanno da tutta la 
Sezione ANPI Barona di Milano.
ti vogliamo bene.! 





04 agosto 2017

ANPI Milano. Grave decisione Procura della Repubblica di Milano.

Inquietante e grave decisione della Procura della Repubblica di Milano
La Procura della Repubblica di Milano ha chiesto il proscioglimento dei neofascisti resisi protagonisti, il 29 aprile scorso, del blitz al Campo X del Cimitero Maggiore, nel quale sono sepolti repubblichini e gerarchi della Repubblica di Salò.
Nonostante le denunce della Digos per aperta apologia di fascismo, per le centinaia di braccia alzate per il saluto romano, la Procura della Repubblica, con una inquietante e grave decisione ha chiesto il proscioglimento dei neofascisti, giovedì 4 agosto, scegliendo una data tragica per il nostro Paese. Il 4 agosto 1974 si verificò, infatti, un terribile attentato neofascista. Una bomba ad alto potenziale esplose nella quinta vettura del treno Italicus, in transito presso San Benedetto Val di Sambro, provocando 12 morti e oltre 40 feriti.
La richiesta della Procura della Repubblica che dovrà essere vagliata da un Giudice per le indagini preliminari, desta in tutti noi profonda inquietudine e preoccupazione. Milano e la Lombardia sono state da tempo scelte dalle organizzazioni neofasciste e neonaziste come luoghi di incontro, di convegni e manifestazioni anche a livello europeo. L'assalto a Palazzo Marino del 29 giugno ha rappresentato un salto di qualità nella sfida alle istituzioni nella città Medaglia d'oro della Resistenza.
Un blitz che aveva registrato un suo preambolo il 9 aprile scorso, quando alcuni militanti di Casa Pound avevano inscenato una protesta contro l'accoglienza dei migranti durante una seduta del Consiglio Comunale di Monza. Una prova di forza che ha avuto il suo fondamento in quanto accaduto il 29 aprile al Cimitero maggiore di Milano, quando un migliaio di neofascisti sono andati a commemorare al campo X i caduti della Repubblica di Salò che ora, se la richiesta della Procura dovesse essere accolta, potrebbero essere assolti.
Chiediamo allo Stato, in questa delicatissima fase del nostro Paese, fermezza e decisione per contenere e respingere ogni tentativo, oggi purtroppo ricorrente,di esaltazione del fascismo, applicando le leggi che già esistono. Ci dimostri questo Stato di essere finalmente quello Stato antifascista, delineato dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza, sciogliendo gruppi dichiaratamente nazifascisti e infliggendo a chi fa apologia di fascismo, reato gravissimo nel nostro ordinamento costituzionale, quelle esemplari condanne che ancora oggi stiamo attendendo. 

Roberto Cenati
Presidente ANPI Comitato Provinciale di Milano

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