Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
29 aprile 2006
19 aprile 2006
25 aprile 2006 - 61° anniversario della Liberazione
MILANO, 25 APRILE 2006 ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI
Domenica 23 Aprile-
ore 16 - Idroscalo di Milano. Omaggio ai Caduti per la Libertà, presso il Monumento che li ricorda.
Intervento del Presidente della Provincia Filippo Penati.
Lunedì 24 Aprile-
ore 16.00 - Cimitero Maggiore – Campo della Gloria
Cerimonia in onore degli oltre 4.000 nostri concittadini Caduti nel corso della Guerra di Liberazione Nazionale. Verranno resi gli onori militari, alla presenza dei familiari dei Caduti e autorità cittadine.
Deposizione corone e discorsi ufficiali. -
ore 21.00 - Cortei per deposizione corone alle 534 lapidi che ricordano i Caduti nella guerra di Liberazione Nazionale.
Martedì 25 Aprile Onoranze ai Caduti
ore 9.00 Piazza Tricolore : Monumento alla Guardia di Finanza ;
9.15 Palazzo Isimbardi; 9.30 Palazzo Marino; 9.45 Loggia dei Mercanti;
10.00 Largo Caduti milanesi per la Patria- Sacrario: Alzabandiera ;
10.15 Campo Giuriati ; 10.30 Piazzale Loreto.-
ore 14.45 - Piazzale Oberdan – concentramento dei partecipanti al corteo-
ore 16.00 - Piazza del Duomo.
Prenderanno la parola:
Sen. Gerardo Agostini - Presidente Confederazione Associazioni Combattentistiche
Francesco Berti - Presidente Nazionale FIAP
Tino Casali - Presidente Nazionale ANPI
Paola Del Din Carnielli – Presidente Nazionale FIVL
Filippo Penati – Presidente della Provincia di Milano
Giulio Gallera – Assessore al Comune di Milano
Guglielmo Epifani - Segretario Generale della CGIL,
Sen. Gerardo Agostini - Presidente Confederazione Associazioni Combattentistiche
Francesco Berti - Presidente Nazionale FIAP
Tino Casali - Presidente Nazionale ANPI
Paola Del Din Carnielli – Presidente Nazionale FIVL
Filippo Penati – Presidente della Provincia di Milano
Giulio Gallera – Assessore al Comune di Milano
Guglielmo Epifani - Segretario Generale della CGIL,
a nome di CGIL, CISL e UIL
Concluderà la celebrazione Ufficiale:
Sen. Virginio Rognoni - Vicepresidente Consiglio Superiore della Magistratura
- ore 18.30 - Palazzo Marino –
Concluderà la celebrazione Ufficiale:
Sen. Virginio Rognoni - Vicepresidente Consiglio Superiore della Magistratura
- ore 18.30 - Palazzo Marino –
Ricevimento del Comune di Milano
25 APRILE 2006:
L’ITALIA VOLTA PAGINA I VALORI DELLA RESISTENZA E DELL’ANTIFASCISMO PER FAR RIPARTIRE IL PAESE E DIFENDERE LA COSTITUZIONE NEL REFERENDUM DI GIUGNO
Festeggiamo con il 25 aprile la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista e la fine di un regime ventennale che impose con la violenza una feroce dittatura, sciolse i partiti, i sindacati e le associazioni democratiche, perseguitò gli oppositori, varò le leggi razziali, portò l’Italia in guerra a fianco della Germania hitleriana.Dalla lotta del movimento partigiano e dagli ideali della Resistenza, è nata la Costituzione repubblicana e antifascista.Eppure mai come in questi ultimi anni, con le destre al governo, forti sono stati i tentativi di infangare la Resistenza e presentare questo grande atto di riscatto democratico e popolare come un’insensata lotta fratricida con torti ed orrori da dividere equamente. Insieme a ciò, si è anche voluto con una semplice maggioranza parlamentare, snaturare la nostra Carta costituzionale, attraverso la modifica di oltre 50 articoli, compromettendo i diritti fondamentali al lavoro, allo studio, alla salute, per ogni cittadino, e la stessa unità del Paese, con atti di disarticolazione istituzionale e l’abbandono al loro destino delle aree più svantaggiate.L’impegno degli antifascisti, per queste ragioni, è più attuale e necessario che mai. L’Italia sarà infatti chiamata, nel mese di giugno, proprio quando ricorrerà il 60° della nascita della Repubblica, a pronunciarsi con un referendum per difendere la Costituzione. Un appuntamento di fondamentale importanza per il nostro futuro. Facciamo appello, in questo 25 aprile, all’Italia democratica e antifascista affinché, anche in questo caso, siano sconfitti i disegni di chi vorrebbe cancellare conquiste che sono state rese possibili dal sacrificio di centinaia di migliaia di uomini e donne, spesso al prezzo della vita. A loro, più che mai, va oggi il nostro ricordo, il nostro omaggio, la nostra riconoscenza. Ora e sempre.
COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEIDS-LA MARGHERITA-PRC-SDI-PdCI-CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher-Familiari Vittime Strage Piazza Fontana Fondazione Di Vittorio
18 aprile 2006
15 aprile 2006
06 aprile 2006
CONVOCAZIONE STRAORDINARIA
Giovedì 13 aprile ’06. ore 21.00
Cooperativa Barona E.Satta - Via Modica 8. Milano
25 aprile 2006
Giornata di festa, pace, libertà.
Una ricorrenza fondamentale per l’Italia, sempre più messa in discussione dalle Istituzioni, dal nostro Consiglio di zona sino ad arrivare al governo con le sue operazioni di revisionismo storico e legislativo, che creano grande preoccupazione a chi viene dalla guerra di Liberazione, a chi ha contribuito alla difesa della democrazia, alla lotta per la pace e per il riconoscimento dei diritti degli uomini. Su queste tematiche chiediamo una riflessione a tutti coloro che si riconoscono nella Resistenza, nell’Antifascismo, nella Repubblica e nella Costituzione.
Si invitano:
le sezione ANPI zona 6, il comitato Antifascista zona 6,
i Partiti Politici, le Associazioni, i Comitati, i Sindacati,
gli Enti e le Scuole, gli Istituti e tutte le realtà locali,
a partecipare, per una programmazione, discussione,
approfondimento.
Ancora una volta Ora e sempre Resistenza.
Giovedì 13 aprile ’06. ore 21.00
Cooperativa Barona E.Satta - Via Modica 8. Milano
25 aprile 2006
Giornata di festa, pace, libertà.
Una ricorrenza fondamentale per l’Italia, sempre più messa in discussione dalle Istituzioni, dal nostro Consiglio di zona sino ad arrivare al governo con le sue operazioni di revisionismo storico e legislativo, che creano grande preoccupazione a chi viene dalla guerra di Liberazione, a chi ha contribuito alla difesa della democrazia, alla lotta per la pace e per il riconoscimento dei diritti degli uomini. Su queste tematiche chiediamo una riflessione a tutti coloro che si riconoscono nella Resistenza, nell’Antifascismo, nella Repubblica e nella Costituzione.
Si invitano:
le sezione ANPI zona 6, il comitato Antifascista zona 6,
i Partiti Politici, le Associazioni, i Comitati, i Sindacati,
gli Enti e le Scuole, gli Istituti e tutte le realtà locali,
a partecipare, per una programmazione, discussione,
approfondimento.
Ancora una volta Ora e sempre Resistenza.
28 marzo 2006
Appello Nazionale.
Presa di posizione del Comitato Nazionale dell'ANPI Elezioni politiche aprile 2006 Una riflessione e un appello. L’ANPI esprime un giudizio di grande preoccupazione e di severa condanna per la crisi economica e sociale con la quale l’attuale governo chiude questa legislatura, che ha portato l’Italia al punto più basso in tutti gli indicatori economici ed allo smantellamento di rilevanti parti del patrimonio industriale.Oggi il Paese è più debole ed è pervaso da una sfiducia profonda nella possibilità di risollevarne le sorti e di permettere a ciascun cittadino di costruire una prospettiva di vita positiva. Certamente ad un tale risultato mai avrebbero potuto pensare tutti coloro che hanno costruito l’Italia repubblicana con tanto sacrificio e tanto coraggio. Cinque anni di governo del centro-destra hanno aumentato la ricchezza per pochi e le difficoltà per molti che stanno pagando duramente questa diffusa insicurezza.Questo è il risultato di un governo che si è mosso sempre nella logica dell’interesse privato, con tante leggi approvate per pochi e spesso a favore di una sola persona, il Presidente del Consiglio. Questo risultato è emblematicamente rappresentato dalle modifiche della Costituzione che sono state imposte dalla maggioranza. Con queste modifiche sono stravolte le strutture e gli strumenti della democrazia rappresentativa e gli istituti di garanzia; sono ridotti, se non del tutto vanificati, il ruolo del Parlamento e del Presidente della Repubblica e fortemente pregiudicato quello della Corte Costituzionale di cui viene manomesso l’equilibrio con l’aumento dei componenti di nomina politica. L’ANPI ha contribuito fortemente alla campagna di raccolta di firme per promuovere il referendum abrogativo su questa vera e propria controriforma e continuerà a battersi perché il voto degli italiani la cancelli.Per chi viene dalla guerra di Liberazione dai nazisti e dai fascisti, per chi ha contribuito alla difesa della democrazia in tutti questi anni ed alla lotta per la pace e per il riconoscimento dei diritti degli uomini, la scelta è chiara: battersi per la vittoria del centro-sinistra e di Prodi nella consultazione elettorale e mantenere, al centro del programma, la difesa e l’attuazione della Costituzione, base assoluta di qualunque azione di governo.E’ su questo programma che l’ANPI e tutti coloro che si riconoscono nella Resistenza, nella Repubblica e nella Costituzione si sentono impegnati. Alla base della ricostruzione del Paese ci sono i valori che la Costituzione ha consacrato e che sono patrimonio inalienabile della lunga lotta per la democrazia e della storia dell’Italia di tutti questi anni.
Il Comitato Nazionale dell’ANPI
15 marzo 2006
Il Comitato Nazionale dell’ANPI
15 marzo 2006
22 marzo 2006
Giuseppe Pinelli...!
APPELLO DI UN GRUPPO DI INTELLETTUALI
CONTRO LA RIMOZIONE DELLA LAPIDE A GIUSEPPE PINELLI
IN PIAZZA FONTANA A MILANO
Alcuni giorni fa l’amministrazione di destra del Comune di Milano ha fatto rimuovere la lapide commemorativa che in piazza Fontana ricorda Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”.
La morte di Giuseppe Pinelli, avvenuta il 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la bomba neofascista del 12 dicembre alla Banca dell’Agricoltura (diciassette morti e cento feriti), è alla radice della presa di coscienza di molti fra noi che la strage era “di Stato”, secondo la diagnosi di un libro anticipatore. Quella “morte accidentale”, come la chiamò una coraggiosa commedia di Dario Fo e Franca Rame, ha aperto a tutti noi una “finestra sulla strage”, per citare il titolo dell’altrettanto coraggioso libro-inchiesta di Camilla Cederna. È vero che nel 1975 il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, oggi candidato nelle liste del centro-sinistra, chiuse per sempre quella “finestra” dal punto di vista giudiziario, archiviando come malore la morte in questura di un uomo, che, in stato di fermo illegale dopo settantasette ore di vessazioni e pressioni, era (o era stato) precipitato dalla finestra-balcone di un ufficio affollato di poliziotti; ma la “finestra sulla strage” spalancata da quella “morte accidentale” non si è mai chiusa nelle coscienze democratiche. La lapide di piazza Fontana, posta nel 1977 con la firma “gli studenti e i democratici milanesi”, rappresenta questa consapevolezza da più di trent’anni, stando sotto gli occhi di tutti e denunciando gli infiniti casi analoghi di giustizia non fatta, di continuità fra lo stato fascista e quello repubblicano, di non attuazione della Costituzione.
Come era prevedibile, nel pieno di una campagna elettorale della destra aggressiva e minacciosa, dopo che a Milano si sono svolte impunemente prima una manifestazione neoneazifascista e poi una dominata dai neofascisti, purtroppo con la partecipazione anche di rappresentanti del centrosinistra, ora l’amministrazione del Comune di Milano, dalla decisiva componente neofascista, prosegue nell’insulto alla memoria storica democratica, cercando di cancellarne un elemento essenziale e forse di provocare reazioni che giustifichino risposte repressive. La destra ha paura di perdere le elezioni, e a Milano in particolare teme ciò che ricorda i suoi legami con la “strage di Stato”; ma conta anche sul fatto che il centrosinistra sta sempre più abdicando alla memoria storica di opposizione.
Chi come noi sente tutt’altro che sorpassato, e anzi oggi ancora più urgente, l’impegno intellettuale del pensiero critico come scelta etica e politica, avverte il dovere di ribadire ad alta voce non la verità giudiziaria, che ci è stata negata per sempre, ma quella morale e storica sulla morte di Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”. Questa verità (Pasolini scriveva “io so chi sono i colpevoli”) è parte integrante della verità sulla “strage di Stato”, punto di passaggio ineludibile e rivelatore della nostra storia recente.
Tutto il centrosinistra, che chiede il nostro voto per porre fine al governo Berlusconi, deve dimostrare anche in questa occasione di meritare tale voto, attraverso un comportamento coerente con la Costituzione, che ha nella memoria storica antifascista il proprio fondamento.
CONTRO LA RIMOZIONE DELLA LAPIDE A GIUSEPPE PINELLI
IN PIAZZA FONTANA A MILANO
Alcuni giorni fa l’amministrazione di destra del Comune di Milano ha fatto rimuovere la lapide commemorativa che in piazza Fontana ricorda Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”.
La morte di Giuseppe Pinelli, avvenuta il 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la bomba neofascista del 12 dicembre alla Banca dell’Agricoltura (diciassette morti e cento feriti), è alla radice della presa di coscienza di molti fra noi che la strage era “di Stato”, secondo la diagnosi di un libro anticipatore. Quella “morte accidentale”, come la chiamò una coraggiosa commedia di Dario Fo e Franca Rame, ha aperto a tutti noi una “finestra sulla strage”, per citare il titolo dell’altrettanto coraggioso libro-inchiesta di Camilla Cederna. È vero che nel 1975 il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio, oggi candidato nelle liste del centro-sinistra, chiuse per sempre quella “finestra” dal punto di vista giudiziario, archiviando come malore la morte in questura di un uomo, che, in stato di fermo illegale dopo settantasette ore di vessazioni e pressioni, era (o era stato) precipitato dalla finestra-balcone di un ufficio affollato di poliziotti; ma la “finestra sulla strage” spalancata da quella “morte accidentale” non si è mai chiusa nelle coscienze democratiche. La lapide di piazza Fontana, posta nel 1977 con la firma “gli studenti e i democratici milanesi”, rappresenta questa consapevolezza da più di trent’anni, stando sotto gli occhi di tutti e denunciando gli infiniti casi analoghi di giustizia non fatta, di continuità fra lo stato fascista e quello repubblicano, di non attuazione della Costituzione.
Come era prevedibile, nel pieno di una campagna elettorale della destra aggressiva e minacciosa, dopo che a Milano si sono svolte impunemente prima una manifestazione neoneazifascista e poi una dominata dai neofascisti, purtroppo con la partecipazione anche di rappresentanti del centrosinistra, ora l’amministrazione del Comune di Milano, dalla decisiva componente neofascista, prosegue nell’insulto alla memoria storica democratica, cercando di cancellarne un elemento essenziale e forse di provocare reazioni che giustifichino risposte repressive. La destra ha paura di perdere le elezioni, e a Milano in particolare teme ciò che ricorda i suoi legami con la “strage di Stato”; ma conta anche sul fatto che il centrosinistra sta sempre più abdicando alla memoria storica di opposizione.
Chi come noi sente tutt’altro che sorpassato, e anzi oggi ancora più urgente, l’impegno intellettuale del pensiero critico come scelta etica e politica, avverte il dovere di ribadire ad alta voce non la verità giudiziaria, che ci è stata negata per sempre, ma quella morale e storica sulla morte di Giuseppe Pinelli “ucciso innocente nei locali della questura di Milano”. Questa verità (Pasolini scriveva “io so chi sono i colpevoli”) è parte integrante della verità sulla “strage di Stato”, punto di passaggio ineludibile e rivelatore della nostra storia recente.
Tutto il centrosinistra, che chiede il nostro voto per porre fine al governo Berlusconi, deve dimostrare anche in questa occasione di meritare tale voto, attraverso un comportamento coerente con la Costituzione, che ha nella memoria storica antifascista il proprio fondamento.
16 marzo 2006
protesta in zona 6. Milano
"Neanche un Euro per il 25 Aprile"
Nemmeno un euro per i festeggiamenti del 25 Aprile. Dopo aver occupato lunedì 6 marzo l'aula del consiglio di zona 6. Milano, gli esponenti dell'Unione Sandro Antoniazzi e Marco Cormio (DS) Giovanni Occhi (Rifondazione), Rosario Pantaleo (Margherita) spiegano le ragioni della loro protesta. "E gravissimo che il presidente di An, Massimo Girtanner, non dia nemmeno un euro per festeggiare una ricorrenza così importante e poi spenda ventimila euro per un opuscolo di propaganda elettorale, che magnifica i pochi risultati ottenuti e fa promesse per il futuro. La finanziaria - spiega Antoniazzi - ha tagliato di un milione di euro le risorse per le zone, è necessario destinare i fondi agli interventi realmente importanti per i cittadini" Gli esponenti dell'opposizione criticano "l'uso elettoralistico dei soldi pubblici" e denunciano l'assenza di risorse per la zona 6 di Milano "che - dice ancora Antoniazzi _ non ha più soldi per l'attività degli oratori, per aiutare le associazioni di volontariato e nemmeno per le feste di via".
La Republica mercoledì 8. marzo 2006
Nemmeno un euro per i festeggiamenti del 25 Aprile. Dopo aver occupato lunedì 6 marzo l'aula del consiglio di zona 6. Milano, gli esponenti dell'Unione Sandro Antoniazzi e Marco Cormio (DS) Giovanni Occhi (Rifondazione), Rosario Pantaleo (Margherita) spiegano le ragioni della loro protesta. "E gravissimo che il presidente di An, Massimo Girtanner, non dia nemmeno un euro per festeggiare una ricorrenza così importante e poi spenda ventimila euro per un opuscolo di propaganda elettorale, che magnifica i pochi risultati ottenuti e fa promesse per il futuro. La finanziaria - spiega Antoniazzi - ha tagliato di un milione di euro le risorse per le zone, è necessario destinare i fondi agli interventi realmente importanti per i cittadini" Gli esponenti dell'opposizione criticano "l'uso elettoralistico dei soldi pubblici" e denunciano l'assenza di risorse per la zona 6 di Milano "che - dice ancora Antoniazzi _ non ha più soldi per l'attività degli oratori, per aiutare le associazioni di volontariato e nemmeno per le feste di via".
La Republica mercoledì 8. marzo 2006
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