14/06/2008 ATTENTATO NELLA NOTTE
AL MONUMENTO AL DEPORTATO DEL PARCO NORD MILANO
Questa notte è stato seriamente danneggiato il Monumento al Deportato collocato al Parco Nord, opera dello studio Belgiojoso, dedicato alla memoria di tutte le vittime dei lager nazisti e in particolare alle centinaia di deportati dall’area industriale del Nord Milano.
L’ANPI, l’ANED e l’ANPPIA esprimono la più vibrata protesta per questo attentato che offende la memoria di milioni di uomini, donne e bambini vittime dello sterminio nazista e chiedono alle autorità responsabili l’individuazione e la punizione dei colpevoli e l’immediato intervento per il ripristino del monumento danneggiato.
Questo episodio, che ferisce la sensibilità democratica di tutti gli italiani, conferma la pericolosità di manifestazioni violente di gruppi neofascisti.
L’ANPI, l’ANED e l’ANPPIA fanno appello alle forze democratiche affinché si rafforzi la vigilanza unitaria in difesa delle conquiste democratiche sancite nella nostra Costituzione.
ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
ANED – Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi nazisti
ANPPIA – Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
17 giugno 2008
12 giugno 2008
il DVD di "Arturo".?
Alta concentrazione di Partigiani... l'otto giugno dalle 17 in poi a Zavattarello si è ricostituita una Brigata... circa trecento persone, parenti, amici, famigliari, Istituzioni e Associazioni si sono stretti intorno a mitiche figure di Partigiani dell'Oltrepò Pavese, agli ordini di "Arturo", "Maino", "Alfredo (il Mugnaio)" tanti partigiani della montagna, partigiani della bassa, sappisti e gappisti di Città, hanno ascoltato le belle parole di Clemente Ferrario e del presidente ANPI Lombardia Antonio Pizzinato, accolti dal proemio del Sindaco, Gionata Romagnese, primo cittadino di uno dei borghi più belli d'Italia, un bel bicchiere di vino rosso per scacciare l'umidità della pioggia, una visione alle belle mostre fotografiche curate dal Provinciale ANPI di Pavia. E poi i ringraziamenti dovuti e l'originale spiegazione di Ivano Tajetti, regista del video e presidente della sezione ANPI Barona di Milano. Ecco il perché di una giornata simile, del perché di un simile evento, dell' idea di un video particolare per continuare con determinazione sul percorso "futuro della Memoria"...Tra l'altro evidenziamo la forte proposta di Ivano per un museo permanente sulla Resistenza nel Castello di Zavattarello centro cruciale e geografico della Resistenza nell'Oltrepò, come il lascito della Famiglia Dal Verme del 1975 esprimeva, ...attività museali e culturali, quali indicazioni d'uso. Poi ecco i trenta minuti di proiezione in anteprima Nazionale del video dvd, un agile ed incisivo percorso tra storia, sentimenti, emozioni, "Arturo" Oltrepò Pavese, Milano, Dongo. Un uomo semplice che semplicemente ci racconta la sua vita, la sua lotta per la libertà e la democrazia, il suo insegnamento antifascista che ci trascina in profonde riflessioni nell' Italia che fu ma sopratutto nell' Italia di oggi. Un abile lavoro di sceneggiatura e montaggio, colpiscono nella visione tecniche cromatiche e cinematografiche, sottolineature, appunti e riferimenti storici, fotografie d'epoca, ed una colonna sonora attualissima ed in totale simbiosi con la "storia", tutto sorprende e colpisce durante l'avvincente visione, e le parole di "Arturo" rimangono per sempre impresse nella nostra memoria. Il Video in versione DVD è da oggi a disposizione di tutte le sezioni ANPI, le Istituzioni, le Associazioni, i mezzi informativi, televisivi e non, Scuole, Istituti e le realtà interessate. Una simbolica offerta e le spese d'eventuale spedizione l'unica richiesta economica. Naturalmente per visioni pubbliche oltre alla liberatoria, il regista; Ivano Tajetti, su invito e disponibile a presentazioni, discussioni.Qualsiasi informazioni e prenotazioni scrivendo a anpibarona@fastwebnet.it Ringraziando sin da ora per il vostro interesse, per la vostra attenzione, per la vostra pubblicità e per la vostra diffusione, la sezione ANPI Barona Milano, rimane completamente a vostra disposizione per realizzare insieme con il supporto del suo video, significativi ed ulteriori incontri, momenti, feste, eventi...Grazie a tutti.
09 giugno 2008
Grazie..!
Domenica 8 giugno...
pioveva, ma è stata una bella, bellissima giornata
grazie a tutti...!
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Sezioni ANPI: Barona (Milano), Zavattarello, Voghera, Varzi, Casteggio, Stradella, Broni, Torre d'Alberi, Pometo, Tortona, Giambellino Lorenteggio (Milano), Lambrate -Ortica (Milano), Gallaratese (Milano), Cerro Maggiore (Milano), Buccinasco (Mi) Coordinamento sezioni zona 6 Milano, coordinamento sezioni zona 5 Milano, ANPI Provinciale Pavia, ANPI Provinciale Milano, ANPI Regione Lombardia, Istituto Pedagogico della Resistenza, Associazione La Conta, Comune di Zavattarello, Pro Loco di Zavattarello, A.N.A. Tortona, Amici di Cascine, "Arturo", "Maino", "Il Mugnaio", Clemente Ferrario, la figlia di Fusco, la figlia di Cappettini, Antonio Pizzinato, "Aldo", "Pino", Roberta e tribù, tutti i Bruni, tutti i Marini, Nanni, Ugo Scagni, Maurilio Riva, Emilio Ricci, i bravi ragazzi della Barona, Ovaldo, Ross, Ivana, Carlotta, Gianmarco, Dario e Gambero, Cilo, Adriano, Gualtiero, Carlo e Gionata Romagnese, Claudio Jampaglia, Mario Portanova, Samuele Pellecchia, Cooperativa Valli Unite, il Direttivo di Sezione, la CGIL e la Camera del Lavoro di Pavia, la S.O.M.S di Voghera, Rovatti Service, Marinimedia, Ristorante Imbarcadero, Fromwinter, Blue Studios, Modena City Ramblers, Yo Yo Mundi.
Ricordare per non dimenticare...
Giorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. A milano in questi giorni tutta la sua famiglia sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E' stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.
Siamo sgomenti ed vi chiediamo d' inviare messaggi di solidarietà... è importante scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.
segreteria@operanomadimilano.org
ROMANDROM@libero.it
Testo della lettera inviataci da Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico):
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani
( censimento fotografico e schedatura-Polizia),
presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).
Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41),
quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE"
Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo,
I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.
E' agghiaciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.
Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata ( VERGOGNA)........
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........
Ricordo che sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia).................mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino................
VERGOGNA, MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO,
DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,
di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani..............................
Milano,05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d'oro al valor civico)
Siamo sgomenti ed vi chiediamo d' inviare messaggi di solidarietà... è importante scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.
segreteria@operanomadimilano.org
ROMANDROM@libero.it
Testo della lettera inviataci da Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico):
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani
( censimento fotografico e schedatura-Polizia),
presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).
Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41),
quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE"
Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo,
I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.
E' agghiaciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.
Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata ( VERGOGNA)........
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........
Ricordo che sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia).................mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino................
VERGOGNA, MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO,
DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,
di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani..............................
Milano,05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d'oro al valor civico)
04 giugno 2008
NaziRock
ARCI Metromondo
Via Ettore Ponti 40.
20143 Milano
tel/fax 0289159168
metromondo@tin.it
www.metromondo.it
lunedì 16 giugno
CINEFORUM E PARLAMONDO presentano
In collaborazione con il coordinamento ANPI della zona 6. Mi.
Via Ettore Ponti 40.
20143 Milano
tel/fax 0289159168
metromondo@tin.it
www.metromondo.it
lunedì 16 giugno
CINEFORUM E PARLAMONDO presentano
In collaborazione con il coordinamento ANPI della zona 6. Mi.
ore 21.00 proiezione del film
NAZIROCK
NAZIROCK
di Claudio Lazzaro
e riflessione con
Daniele Biacchessi giornalista-scrittore
Maurizio Pagani vice-presidente di Opera Nomadi
Ingresso libero
Ingresso libero
28 maggio 2008
26 maggio 2008
23 maggio 2008
22 maggio 2008
Almirante "esempio da seguire" ?

I muri di Milano sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. "Un grande italiano. Un esempio da seguire", si legge, con riferimento al ventesimo anniversario della morte del fondatore del MSI, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro cittadino.La sezione milanese dell'ANED ha espresso la più sdegnata condanna di questo manifesto. "Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all'ultimo numero, della redazione della rivista fascista La difesa della razza, principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il '43 e il '45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la "fucilazione nella schiena" degli "sbandati ed appartenenti a bande" che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell'alleato nazista. "Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come "male assoluto", pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta anche di disonore. "I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese."
21 maggio 2008
riceviamo, pubblichiamo ed aderiamo..
FERMIAMO IL GENOCIDIO CULTURALE
Dopo l’ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.
C’è un’oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell’ordine, una parte della politica italiana per giustificare un’incivile repressione.
Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.
Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!
Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero!, infatti l’80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un’imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell’uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!
Protesta anche tu!
Invia la tua protesta a:
-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano (https://servizi.quirinale.it/webmail/)
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni (DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it)
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog
EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!
Alexian Santino Spinelli
musicista a e docente universitario (Trieste, Torino, Chieti), Ambasciatore dell’Arte e della Cultura Rom nel mondo, rappresentante italiano dell’International Romani Union e dell’European Roma and Travellers Forum.
Per info e contatti: tel: 0872 660099 cell. 340 6278489 http://www.alexian.it
Dopo l’ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.
C’è un’oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell’ordine, una parte della politica italiana per giustificare un’incivile repressione.
Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.
Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!
Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero!, infatti l’80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un’imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell’uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!
Protesta anche tu!
Invia la tua protesta a:
-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano (https://servizi.quirinale.it/webmail/)
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni (DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it)
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog
EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!
Alexian Santino Spinelli
musicista a e docente universitario (Trieste, Torino, Chieti), Ambasciatore dell’Arte e della Cultura Rom nel mondo, rappresentante italiano dell’International Romani Union e dell’European Roma and Travellers Forum.
Per info e contatti: tel: 0872 660099 cell. 340 6278489 http://www.alexian.it
20 maggio 2008
Distrutta urna al memoriale del Verano...
COMUNICATO STAMPA
Mani vandale hanno violato e distrutto l’urna che, nel Memoriale dei Deportati nei Lager nazisti al Cimitero romano del Verano, custodiva le ceneri di deportati raccolte nel Krematorium del KL Mauthausen. L’ANED sdegnata ed offesa, dopo aver denunciato alle competenti Autorità l’accaduto, ritiene doveroso portare a conoscenza dei cittadini e delle loro Istituzioni il volgare atto criminale – perché di ciò di tratta – portato in offesa alla memoria di decine di migliaia di vite di nostri concittadini, stroncate nei lager nazifascismi. Bambini, donne, uomini sacrificati all’odio razzista, all’intolleranza, alla negazione dei principi fondamentali della vita umana stessa. Ancora una volta non ci si dica trattarsi di atti sconsiderati, compiuti da “ragazzotti ignoranti, disadattati, senza guida o riferimenti”. Al contrario, l’ANED vuole asserire, oggi come per il passato, che questi crimini sono consapevolmente commessi, voluti e di cui i soliti ignoti – in verità ben noti – menano vanto e ad alta voce. Quanto accaduto al Verano non è che l’ennesimo squallido episodio, tra i tanti che hanno colpito i cittadini italiani i cui valori fondamentali sono la democrazia, la libertà, senza cui non può esistere società che possa essere civile. Proprio nei giorni in cui la memoria va alla liberazione dei lager, nei giorni in cui il Presidente della Repubblica, in un messaggio indirizzato alle migliaia di giovani italiani raccolti in Mauthausen, li esorta a fare della Memoria il loro bagaglio di conoscenza e di riflessione, ancora una volta gli epigoni di regimi infami e luttuosi hanno voluto ribadire la loro adesione a quanto di più disonorevole per l’umanità.
Rinnovando il proprio impegno, ieri come oggi e come con determinazione sarà ancora per il domani, l’ANED invita espressamente il Sindaco di Roma ad intervenire con urgenza per restaurare quanto distrutto, organizzando con le Associazione della Deportazione una apposita cerimonia di riconsacrazione del Memorial dei Deportati.
Il Presidente ANED Roma Aldo Pavia
Mani vandale hanno violato e distrutto l’urna che, nel Memoriale dei Deportati nei Lager nazisti al Cimitero romano del Verano, custodiva le ceneri di deportati raccolte nel Krematorium del KL Mauthausen. L’ANED sdegnata ed offesa, dopo aver denunciato alle competenti Autorità l’accaduto, ritiene doveroso portare a conoscenza dei cittadini e delle loro Istituzioni il volgare atto criminale – perché di ciò di tratta – portato in offesa alla memoria di decine di migliaia di vite di nostri concittadini, stroncate nei lager nazifascismi. Bambini, donne, uomini sacrificati all’odio razzista, all’intolleranza, alla negazione dei principi fondamentali della vita umana stessa. Ancora una volta non ci si dica trattarsi di atti sconsiderati, compiuti da “ragazzotti ignoranti, disadattati, senza guida o riferimenti”. Al contrario, l’ANED vuole asserire, oggi come per il passato, che questi crimini sono consapevolmente commessi, voluti e di cui i soliti ignoti – in verità ben noti – menano vanto e ad alta voce. Quanto accaduto al Verano non è che l’ennesimo squallido episodio, tra i tanti che hanno colpito i cittadini italiani i cui valori fondamentali sono la democrazia, la libertà, senza cui non può esistere società che possa essere civile. Proprio nei giorni in cui la memoria va alla liberazione dei lager, nei giorni in cui il Presidente della Repubblica, in un messaggio indirizzato alle migliaia di giovani italiani raccolti in Mauthausen, li esorta a fare della Memoria il loro bagaglio di conoscenza e di riflessione, ancora una volta gli epigoni di regimi infami e luttuosi hanno voluto ribadire la loro adesione a quanto di più disonorevole per l’umanità.
Rinnovando il proprio impegno, ieri come oggi e come con determinazione sarà ancora per il domani, l’ANED invita espressamente il Sindaco di Roma ad intervenire con urgenza per restaurare quanto distrutto, organizzando con le Associazione della Deportazione una apposita cerimonia di riconsacrazione del Memorial dei Deportati.
Il Presidente ANED Roma Aldo Pavia
18 maggio 2008
dall' ANPI Voghera
Cari uomini italiani,
ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente...il convivente della datrice di lavoro. Se non si trattasse di corpo e di anima, ci sarebbe quasi da dire: meno male. Pubblicamente emerge la verità e cioè che lo stupro appartiene agli uomini ed è contro le donne ed a volte anche contro altri uomini. Il braccialetto di Rutelli ci consegnava ad un destino di vittime predestinate, la campagna della destra ci riduceva ad un mero possesso, stuprabile solo dagli italiani caso mai : le nostre donne!
Ma ora il salto è veramente epocale, scordato il pretesto - lo stupro - si passa direttamente alla punizione etnica.
Sono abituata a vedere giovani donne diventare capro espiatorio dei problemi della propria famiglia, ed abusate in silenzio,.Ma le nostre braccia non bastano per accogliere migliaia di donne e bambini assaltati, resi responsabili di tutti i disastri del nostro paese. Si parla di esercito nelle città: niente in contrario se questo esercito mettesse alla gogna tutti gli uomini che stuprano indipendentemente dalla loro nazionalità e tutti gli uomini che picchiano, terrorizzano, perseguitano, ammazzano donne colpevoli di cercare la propria libertà. Punizione si, ma soprattutto morale, ostracismo, isolamento, vergogna per questi uomini. Solo il disprezzo degli altri uomini potrà fermare tutto questo.
Non bastano gli eserciti per combattere il disprezzo conscio e inconscio che c'è nel cuore e nella mente di moltissimi uomini e donne per le vittime di violenza. Meglio fuochi e assalti di ronde che guardare la verità e cioè che l'origine dello stupro e della violenza sta negli occhi che gli uomini e le donne chiudono
sollevati dal fatto che non stia capitando a loro. E' buio sopra la mia testa e nel mio cuore. Temo per tutti e per me: temo il trascinamento delle soluzioni facili, temo la concordia in parlamento, temo le donne che non lottano pur essendo in posizione di poterlo fare e le leggi necessarie non vengono approvate. Da cosa vi deve difendere uomini il Decreto Sicurezza? Dalla consapevolezza che la violenza è dentro ognuno di voi e che quando pietà muore siamo tutti morti? Non si tratta più di riparare dentro ai centri antiviolenza alle sofferenze di donne private della loro dignità e speranza, si tratta di contrastare la violenza con il coraggio di parlare e distinguersi da questa barbarie, che da almeno venti anni vedo compiersi ogni giorno. Uomini contro la violenza dove siete?
Marisa Guarneri
Presidente Casa delle Donne Maltrattate
ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente...il convivente della datrice di lavoro. Se non si trattasse di corpo e di anima, ci sarebbe quasi da dire: meno male. Pubblicamente emerge la verità e cioè che lo stupro appartiene agli uomini ed è contro le donne ed a volte anche contro altri uomini. Il braccialetto di Rutelli ci consegnava ad un destino di vittime predestinate, la campagna della destra ci riduceva ad un mero possesso, stuprabile solo dagli italiani caso mai : le nostre donne!
Ma ora il salto è veramente epocale, scordato il pretesto - lo stupro - si passa direttamente alla punizione etnica.
Sono abituata a vedere giovani donne diventare capro espiatorio dei problemi della propria famiglia, ed abusate in silenzio,.Ma le nostre braccia non bastano per accogliere migliaia di donne e bambini assaltati, resi responsabili di tutti i disastri del nostro paese. Si parla di esercito nelle città: niente in contrario se questo esercito mettesse alla gogna tutti gli uomini che stuprano indipendentemente dalla loro nazionalità e tutti gli uomini che picchiano, terrorizzano, perseguitano, ammazzano donne colpevoli di cercare la propria libertà. Punizione si, ma soprattutto morale, ostracismo, isolamento, vergogna per questi uomini. Solo il disprezzo degli altri uomini potrà fermare tutto questo.
Non bastano gli eserciti per combattere il disprezzo conscio e inconscio che c'è nel cuore e nella mente di moltissimi uomini e donne per le vittime di violenza. Meglio fuochi e assalti di ronde che guardare la verità e cioè che l'origine dello stupro e della violenza sta negli occhi che gli uomini e le donne chiudono
sollevati dal fatto che non stia capitando a loro. E' buio sopra la mia testa e nel mio cuore. Temo per tutti e per me: temo il trascinamento delle soluzioni facili, temo la concordia in parlamento, temo le donne che non lottano pur essendo in posizione di poterlo fare e le leggi necessarie non vengono approvate. Da cosa vi deve difendere uomini il Decreto Sicurezza? Dalla consapevolezza che la violenza è dentro ognuno di voi e che quando pietà muore siamo tutti morti? Non si tratta più di riparare dentro ai centri antiviolenza alle sofferenze di donne private della loro dignità e speranza, si tratta di contrastare la violenza con il coraggio di parlare e distinguersi da questa barbarie, che da almeno venti anni vedo compiersi ogni giorno. Uomini contro la violenza dove siete?
Marisa Guarneri
Presidente Casa delle Donne Maltrattate
15 maggio 2008
14 maggio 2008
Verona 17 maggio...
Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione di Porta Nuova ore 15.00 - Verona
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza
per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa.
Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola
prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza,
perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata,
perché guardarsi all'interno,
riconoscere il male profondo del nostro tempo
e della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
adesioni e informazioni: http://verona17maggio.noblogs.org:80/
MANIFESTAZIONE
partenza corteo dalla Stazione di Porta Nuova ore 15.00 - Verona
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza
per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa.
Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola
prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza,
perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata,
perché guardarsi all'interno,
riconoscere il male profondo del nostro tempo
e della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
adesioni e informazioni: http://verona17maggio.noblogs.org:80/
09 maggio 2008
Festa ANPI Reggio Emilia
ulteriori informazioni, programma, indicazioni dal sito ANPI Nazionale:
http://www.anpi.it/festa_08/index.htm
http://www.anpi.it/festa_08/index.htm
07 maggio 2008
Pregnana Milanese
9 maggio 2008 - ore 21 Pregnana Milanese - Auditorium Comunale" I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DELLA LIBERTA' NEL PENSIERO DI PIERO CALAMANDREI"
Proiezione del documentario: "Introduzione storica sulla Costituzione" di Piero Calamandrei realizzato dall'A.N.P.I. di Cinisello Balsamo e dibattito con:
Patrizia Rulli - ANPI di Cinisello Balsamo
Alfonso Airaghi - ANPI di Rho
Virginio Mezzanzanica - partigiano dell'ANPI di Nerviano
Proiezione del documentario: "Introduzione storica sulla Costituzione" di Piero Calamandrei realizzato dall'A.N.P.I. di Cinisello Balsamo e dibattito con:
Patrizia Rulli - ANPI di Cinisello Balsamo
Alfonso Airaghi - ANPI di Rho
Virginio Mezzanzanica - partigiano dell'ANPI di Nerviano
Petizione ON LINE...
Contro ogni revisionismo, la storia non si modifica
Noi uomini e donne antifascisti/e, fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana, ci sentiamo indignati dagli attacchi promossi da certi giornali che tendono a storpiare, modificare ed irridere alla guerra di liberazione.
I valori della Resistenza e dell’antifascismo dovrebbero essere patrimonio di tutti gli uomini e le donne, che grazie a quelle pagine drammatiche possono, oggi, manifestare liberamente il proprio pensiero ( articolo 21 ). Siamo sdegnati dall’articolo apparso il 22 Aprile a firma di Diego Pistacchi, sulle colonne de “Il Giornale”.
Il giornalista irride i partigiani e tutto il popolo fedele alla democrazia basata sull’antifascismo.
A lui, vorremmo ricordare che tanti sono stati i morti straziati dalla perversa logica nazi-fascista, che quei morti non avevano un colore politico, ma tutti furono convinti nella costruzione di uno stato libero e democratico. Ci preme citarne uno su tanti. Attilio Martinetto, 23 anni –guardia di finanza- aderisce al gruppo resistente Democristiano, nell’ultima lettera inviata alla moglie cita: “So quello che m’attende domattina, ma sono forte per il vostro ricordo, pregherete per me, offro il mio sacrificio a Dio per la felicità di voi tutti. Perdono i miei carnefici che mi portano alla morte con le sole prove che hanno voluto raccogliere”. Tutti i morti Resistenti sono riusciti nel loro scopo. Oggi questi valori sono patrimonio di tutto il popolo Italiano.
Ci batteremo sempre per difendere l’antifascismo, la libertà, la democrazia e carta della Costituzione della Repubblica Italiana, contro ogni forma di revisionismo, perché la ragione non è un’opinione.
Sergio Meazzi
Noi uomini e donne antifascisti/e, fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana, ci sentiamo indignati dagli attacchi promossi da certi giornali che tendono a storpiare, modificare ed irridere alla guerra di liberazione.
I valori della Resistenza e dell’antifascismo dovrebbero essere patrimonio di tutti gli uomini e le donne, che grazie a quelle pagine drammatiche possono, oggi, manifestare liberamente il proprio pensiero ( articolo 21 ). Siamo sdegnati dall’articolo apparso il 22 Aprile a firma di Diego Pistacchi, sulle colonne de “Il Giornale”.
Il giornalista irride i partigiani e tutto il popolo fedele alla democrazia basata sull’antifascismo.
A lui, vorremmo ricordare che tanti sono stati i morti straziati dalla perversa logica nazi-fascista, che quei morti non avevano un colore politico, ma tutti furono convinti nella costruzione di uno stato libero e democratico. Ci preme citarne uno su tanti. Attilio Martinetto, 23 anni –guardia di finanza- aderisce al gruppo resistente Democristiano, nell’ultima lettera inviata alla moglie cita: “So quello che m’attende domattina, ma sono forte per il vostro ricordo, pregherete per me, offro il mio sacrificio a Dio per la felicità di voi tutti. Perdono i miei carnefici che mi portano alla morte con le sole prove che hanno voluto raccogliere”. Tutti i morti Resistenti sono riusciti nel loro scopo. Oggi questi valori sono patrimonio di tutto il popolo Italiano.
Ci batteremo sempre per difendere l’antifascismo, la libertà, la democrazia e carta della Costituzione della Repubblica Italiana, contro ogni forma di revisionismo, perché la ragione non è un’opinione.
Sergio Meazzi
per firmare la petizione: http://www.ipetitions.com/petition/revisionismo/index.html
06 maggio 2008
Nicola Tommasoli
..."Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare... Bertolt Brecht..."
Per i compagni ANTIFASCISTI di Verona,
Per i famigliari di Nicola Tommasoli.
Ancora una volta piangiamo un altro morto..
Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia..
ci stringiamo a voi, tristi e affranti..
pronti a lottare...
a far soffiare via dal vento
il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!
Per i compagni ANTIFASCISTI di Verona,
Per i famigliari di Nicola Tommasoli.
Ancora una volta piangiamo un altro morto..
Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia..
ci stringiamo a voi, tristi e affranti..
pronti a lottare...
a far soffiare via dal vento
il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!
03 maggio 2008
"Arturo" alla festa Nazionale.
E stata inviata richiesta ufficiale all'organizzazione della Festa Nazionale, di proiettare il nostro video inedito "Arturo" Oltrepò Pavese, Milano, Dongo. chiedendo dunque inserimento nel programma come realtà operativa e propositiva per la Lombardia.
Organizzeremo a tal proposito, per una nostra numerosa participazione alla festa,
ed in occasione della (si spera) visione, uno o due pulman con partenza dalla nostra zona.
Attendendo dunque conferme ufficiali, iniziate a pensarci...
Nel frattempo, fatevi un idea di cosa cominciano a scrivere i nostri amici del "Giornale"
a voi ulteriore riflessione e spero ulteriore sprone di partecipazione, costruzione, coinvolgimento.
eccovi l'articolo del Giornale: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256661
Organizzeremo a tal proposito, per una nostra numerosa participazione alla festa,
ed in occasione della (si spera) visione, uno o due pulman con partenza dalla nostra zona.
Attendendo dunque conferme ufficiali, iniziate a pensarci...
Nel frattempo, fatevi un idea di cosa cominciano a scrivere i nostri amici del "Giornale"
a voi ulteriore riflessione e spero ulteriore sprone di partecipazione, costruzione, coinvolgimento.
eccovi l'articolo del Giornale: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256661
Festa Nazionale ANPI
1a Festa Nazionale dell’ANPI
Museo Casa Cervi Gattatico (Reggio Emilia)
20, 21, 22 giugno 2008
Laboratori tematici: struttura e programma
L’obbiettivo di ogni laboratorio è divenire un tavolo permanente di discussione, di riflessione, di confronto e di nascita di relazioni e collaborazioni dopo la fine della Festa, nelle sezioni ANPI e con le Associazioni. Ogni laboratorio dovrà chiudersi con una proposta o un progetto di lavoro per il dopo Festa (proposte di legge, pubblicazioni, spettacoli, collaborazioni con associazioni). L’idea è acquisire conoscenza attraverso la testimonianza di soggetti di notevole spessore intellettuale e confrontarsi direttamente con loro. La Festa sarà dedicata a Maria Cervi.
1° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 10-13
La Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza a 60 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio 1948 – 1° gennaio 2008): storia e sviluppi Lectio magistralis: Oscar Luigi Scalfaro. Ha già aderito Alessandro Pizzorusso, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Pisa e Domenico Gallo, Consigliere presso la Corte di Cassazione.
2° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 16-19
Comunicare la memoria della Resistenza attraverso nuovi linguaggi: musei, arte, cinema e televisione Hanno già aderito Lodovico Gualzetti, Designer e Anna Steiner, Professore al Politecnico di Milano (Facoltà di Design).
3° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 10-13
L’identità e la formazione antifascista: quali sono le nuove forme e le agenzie educative, come sostenere e favorire il processo di apprendimento alla luce delle nuove Resistenze Hanno già aderito Valerio Romitelli, Professore di Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Bologna; Rita Borsellino, Presidente Onoraria, fino allo scorso anno, dell’Associazione Libera contro le mafie, oggi Consigliere Regionale della Sicilia; Ernesto Brunetta, Storico della Resistenza e Scrittore.
4° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 16-18
Maria Cervi e le figure femminili della Resistenza Testimonianza delle partigiane su Maria Cervi. Sono state invitate l’UDI e la SIS (Società italiana delle storiche).
La festa, il cui programma è in corso di elaborazione, oltre a spettacoli, punti di ristoro e stand dedicati alle attività delle ANPI locali sarà incentrata su laboratori tematici.
Informazioni sugli aggiornamenti e integrazioni del programma, oltre a indicazioni logistiche e organizzative della Festa Nazionale dell’ANPI, verranno comunicati nei prossimi numeri di Patria indipendente, sul sito www.anpi.it e su questo blog.
Museo Casa Cervi Gattatico (Reggio Emilia)
20, 21, 22 giugno 2008
Laboratori tematici: struttura e programma
L’obbiettivo di ogni laboratorio è divenire un tavolo permanente di discussione, di riflessione, di confronto e di nascita di relazioni e collaborazioni dopo la fine della Festa, nelle sezioni ANPI e con le Associazioni. Ogni laboratorio dovrà chiudersi con una proposta o un progetto di lavoro per il dopo Festa (proposte di legge, pubblicazioni, spettacoli, collaborazioni con associazioni). L’idea è acquisire conoscenza attraverso la testimonianza di soggetti di notevole spessore intellettuale e confrontarsi direttamente con loro. La Festa sarà dedicata a Maria Cervi.
1° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 10-13
La Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza a 60 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio 1948 – 1° gennaio 2008): storia e sviluppi Lectio magistralis: Oscar Luigi Scalfaro. Ha già aderito Alessandro Pizzorusso, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Pisa e Domenico Gallo, Consigliere presso la Corte di Cassazione.
2° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 16-19
Comunicare la memoria della Resistenza attraverso nuovi linguaggi: musei, arte, cinema e televisione Hanno già aderito Lodovico Gualzetti, Designer e Anna Steiner, Professore al Politecnico di Milano (Facoltà di Design).
3° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 10-13
L’identità e la formazione antifascista: quali sono le nuove forme e le agenzie educative, come sostenere e favorire il processo di apprendimento alla luce delle nuove Resistenze Hanno già aderito Valerio Romitelli, Professore di Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Bologna; Rita Borsellino, Presidente Onoraria, fino allo scorso anno, dell’Associazione Libera contro le mafie, oggi Consigliere Regionale della Sicilia; Ernesto Brunetta, Storico della Resistenza e Scrittore.
4° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 16-18
Maria Cervi e le figure femminili della Resistenza Testimonianza delle partigiane su Maria Cervi. Sono state invitate l’UDI e la SIS (Società italiana delle storiche).
La festa, il cui programma è in corso di elaborazione, oltre a spettacoli, punti di ristoro e stand dedicati alle attività delle ANPI locali sarà incentrata su laboratori tematici.
Informazioni sugli aggiornamenti e integrazioni del programma, oltre a indicazioni logistiche e organizzative della Festa Nazionale dell’ANPI, verranno comunicati nei prossimi numeri di Patria indipendente, sul sito www.anpi.it e su questo blog.
01 maggio 2008
Metromondo/Antonio Bozzetti
Ringraziando Emanuele Limido e Marzia Rizzo
per la registrazione del video
"Antonio Bozzetti a Metromondo il 25 aprile 2008 sera"
invitiamo alla visione:
http://video.google.it/videoplay?docid=-6168619425682850221
per la registrazione del video
"Antonio Bozzetti a Metromondo il 25 aprile 2008 sera"
invitiamo alla visione:
http://video.google.it/videoplay?docid=-6168619425682850221
28 aprile 2008
Alfabeto della Memoria
IL TEATRO OFFICINA
IN COLLABORAZIONE CON:
LA PROVINCIA DI MILANO - Settore Cultura
e l’Associazione “La Conta”
VI INVITA alla RASSEGNA
“L'ALFABETO DELLA MEMORIA”
incontri multimediali tra narrazioni e contaminazioni
Lunedì 5 MAGGIO 2008 - ORE 21,00
Proiezione del film-video
"ANTONIO BOZZETTI –
Milano , la vita e il sogno"
di Antonio Grazioli - 2007
Prodotto dalla Provincia di Milano in collaborazione con il Teatro Officina
con la partecipazione di:
Antonio Bozzetti, MOHAMED BA e Massimo de Vita.
alla COOPERATIVA BARONA-SATTA - Via MODICA 8 - Q.re BARONA - Milano
ingresso libero e gratuito
Aderisce all'iniziativa la
SEZIONE ANPI BARONA
IN COLLABORAZIONE CON:
LA PROVINCIA DI MILANO - Settore Cultura
e l’Associazione “La Conta”
VI INVITA alla RASSEGNA
“L'ALFABETO DELLA MEMORIA”
incontri multimediali tra narrazioni e contaminazioni
Lunedì 5 MAGGIO 2008 - ORE 21,00
Proiezione del film-video
"ANTONIO BOZZETTI –
Milano , la vita e il sogno"
di Antonio Grazioli - 2007
Prodotto dalla Provincia di Milano in collaborazione con il Teatro Officina
con la partecipazione di:
Antonio Bozzetti, MOHAMED BA e Massimo de Vita.
alla COOPERATIVA BARONA-SATTA - Via MODICA 8 - Q.re BARONA - Milano
ingresso libero e gratuito
Aderisce all'iniziativa la
SEZIONE ANPI BARONA
24 aprile 2008
per i Rom... clandestini sono i diritti.!
70° anniversario del Manifesto della Razza, base per le Leggi razziali,
60° anniversario della Costituzione italiana,
SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE
non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e riprogettare il proprio futuro.
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti altri, ancora più ignoti.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E ancora oggi li opprime.
Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.
SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI
Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia
Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza saper dove ricoverare la propria famiglia:
certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e risolverli: così siamo tutti capaci
senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner, 1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in chiese che non li vomitano fuori.
Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro. Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!
Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono ladri – la sentenza è senza appello.
Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12 ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se abbiamo lasciato in patria le nostre case.
se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?
L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.
(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)
* *** *
La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI
è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui, siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo come Zingari
Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci all’indirizzo meg.rossi@tin.it.
Per i Rom, clandestini sono i diritti
60° anniversario della Costituzione italiana,
SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE
non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e riprogettare il proprio futuro.
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti altri, ancora più ignoti.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E ancora oggi li opprime.
Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.
SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI
Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia
Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza saper dove ricoverare la propria famiglia:
certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e risolverli: così siamo tutti capaci
senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner, 1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in chiese che non li vomitano fuori.
Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro. Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!
Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono ladri – la sentenza è senza appello.
Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12 ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se abbiamo lasciato in patria le nostre case.
se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?
L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.
(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)
* *** *
La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI
è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui, siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo come Zingari
Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci all’indirizzo meg.rossi@tin.it.
Per i Rom, clandestini sono i diritti
20 aprile 2008
Radio dei Navigli
L'ANPI Barona, su Web Radio dei Navigli
speciale 25 aprile. nel programma "il mondo a 360°gradi"
sul web martedì 22/04/08 dalle 21.00 alle 22.30
e in replica mercoledì 23/04/08 dalle 16.30 alle 18.00
per ascoltarci: http://www.radiodeinavigli.com
speciale 25 aprile. nel programma "il mondo a 360°gradi"
sul web martedì 22/04/08 dalle 21.00 alle 22.30
e in replica mercoledì 23/04/08 dalle 16.30 alle 18.00
per ascoltarci: http://www.radiodeinavigli.com
17 aprile 2008
09 aprile 2008
25 Aprile 1945 - 25 Aprile 2008
25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2008
Difendiamo i valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace
che hanno animato la lotta di liberazione
e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica
Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.
Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.
Ma a sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.
Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.
Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.
Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire
tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.
Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane
Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM
PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE
CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher
Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la Difesa dell’Ordine Repubblicano
VENERDI 25 aprile ORE 14,45 MILANO - PORTA VENEZIA
CONCENTRAMENTO PARTECIPANTI AL CORTEO PER PIAZZA DUOMO
Difendiamo i valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace
che hanno animato la lotta di liberazione
e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica
Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.
Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.
Ma a sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.
Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.
Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.
Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire
tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.
Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane
Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM
PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE
CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher
Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la Difesa dell’Ordine Repubblicano
VENERDI 25 aprile ORE 14,45 MILANO - PORTA VENEZIA
CONCENTRAMENTO PARTECIPANTI AL CORTEO PER PIAZZA DUOMO
04 aprile 2008
Nazirock...!
...Come forse avete letto, i legali di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che si dichiara diffamato dal mio documentario, sono riusciti a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango a Roma e dell’Anteo a Milano. La minaccia, esplicita nella diffida inviata dai legali, è quella di chiedere agli esercenti il risarcimento dei danni materiali e morali. Poi c’è una minaccia non dichiarabile, che però viene percepita dagli esercenti: la paura dei danneggiamenti e delle spedizioni punitive.
L’Associazione dei partigiani lancia una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione, ma se ne assume in qualche modo la responsabilità morale e giuridica...
tratto da: MATERIALI STAMPA
3 Aprile - I PARTIGIANI DIFENDONO NAZIROCK di Claudio Lazzaro
consigliamo la lettura: http://www.nazirock.it/stampa.php
Naturalmente piena adesione e sostegno a Lazzaro... ed ai gestori dei Cinema Fandago di Roma ed Anteo di Milano.
il coordinamento ANPI Zona 6. programmerà a breve nella propria zona la visione del filmato.
vi terremo informati...
L’Associazione dei partigiani lancia una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione, ma se ne assume in qualche modo la responsabilità morale e giuridica...
tratto da: MATERIALI STAMPA
3 Aprile - I PARTIGIANI DIFENDONO NAZIROCK di Claudio Lazzaro
consigliamo la lettura: http://www.nazirock.it/stampa.php
Naturalmente piena adesione e sostegno a Lazzaro... ed ai gestori dei Cinema Fandago di Roma ed Anteo di Milano.
il coordinamento ANPI Zona 6. programmerà a breve nella propria zona la visione del filmato.
vi terremo informati...
03 aprile 2008
01 aprile 2008
Festa Nazionale ANPI
Prima festa Nazionale dell'ANPI
Museo Casa Cervi
Gattatico (Reggio Emilia)
20/21/22 Giugno 2008.
http://www.anpi.it/patria_2008/003/08-10_FESTA_ANPI.pdf
Museo Casa Cervi
Gattatico (Reggio Emilia)
20/21/22 Giugno 2008.
http://www.anpi.it/patria_2008/003/08-10_FESTA_ANPI.pdf
29 marzo 2008
28 marzo 2008
27 marzo 2008
the Italian Resistance in WWII
Due video dal sito: Behind the Lines. The OSS and the Italian Resistance in WWII
(A documentary project by Nancy Schiesari)
http://www.ossinitaly.org/index.html
The resistance in Italy : The Italian Resistance was one of the most important in Europe. In the summer of 1944, the Partisans numbered around 70.000, and the end of the war tey were 200.000 strong, and had suffered 50.000 casualties. They tied up a third of the German Army in Italy away from the Allied front. These are a few of their stories.
http://www.ossinitaly.org/partisansclip.html
Women in the Resistance: Italian women played a vital role in the successes of the Resistance. After the war - for the first time in Italy - Women could vote and hold positions in the national government. Of the five per cent that comprised the 1946 legislature for the newborn Italian Republic, more than half of those women had served in the partisan movement.
http://www.ossinitaly.org/womenpartisansclip.html
(A documentary project by Nancy Schiesari)
http://www.ossinitaly.org/index.html
The resistance in Italy : The Italian Resistance was one of the most important in Europe. In the summer of 1944, the Partisans numbered around 70.000, and the end of the war tey were 200.000 strong, and had suffered 50.000 casualties. They tied up a third of the German Army in Italy away from the Allied front. These are a few of their stories.
http://www.ossinitaly.org/partisansclip.html
Women in the Resistance: Italian women played a vital role in the successes of the Resistance. After the war - for the first time in Italy - Women could vote and hold positions in the national government. Of the five per cent that comprised the 1946 legislature for the newborn Italian Republic, more than half of those women had served in the partisan movement.
http://www.ossinitaly.org/womenpartisansclip.html
Scarpe rotte...
..."come nella Resistenza alcuni partigiani, alcuni raggruppamenti, alcune brigate e divisioni ricevevano in montagna con regolarità i lanci aviotrasportati da parte degli alleati angloamericani... così per loro, divise, armi , vettovagliamenti e rifornimenti, alcune brigate, invece non ricevevano nulla, (di solito le brigate garibaldine) e allora scarpe rotte eppur bisogna andar... e scusate ma questa e proprio la storia della sezione ANPI Barona... che fa la resistenza senza lanci.. e con solo le proprie scarpe rotte..." un passaggio dell' intervento: Conferenza Regionale ANPI Lombardia. domenica 16 marzo 2008. Sala della Provincia - Milano.
Addio al partigiano Donè "El italiano del Granma"
È morto all'età di 83 anni Gino Donè Paro, il partigiano veneto che dopo aver combattuto nella Resistenza partecipò alla Rivoluzione cubana a fianco di Che Guevara. Fu l'unico europeo a salire sul Granma, la nave che sbarcò a Cuba con gli 81 ribelli di Fidel Castro alla fine del 1956. E a Cuba, nell'archivio storico delle Far (Forze armate rivoluzionarie) è conservato ancora il suo dossier.
Partigiano con la Missione Nelson, dopo la guerra emigrò a Cuba passando per il Canada. Dopo l'incontro con Olga Norma Turino Guerra, giovane rivoluzionaria di ricca famiglia cubana che nel '54 diventerà sua moglie, Gino Donè entrò nel "Movimento 26 luglio" di cui divenne anche tesoriere. "El Italiano" partì così il 25 novembre del 1956 dal porto Messicano di Tuxpan con i patrioti del battello Granma, ma nel gennaio del '57 ricevette l'ordine di andare all'estero. Dopo mezzo secolo Gino aveva detto che «dopo il Desembarco del Granma, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto chi un una forma chi un'altra. Io che ero straniero ero il più indicato a strare lontano e fare ciò che nella Sierra non avrei potuto fare». Il partigiano trevigiano, che viveva con la nipote Silvana a Noventa di Piave (Venezia), si è spento sabato sera in una Casa di cura di S.Donà dove era ricoverato per alcuni esami. I funerali oggi giovedì 27/03 al cimitero di Spinea, poi la salma verrà cremata. Alle esequie di Gino Donè parteciperà una delegazione dell'Anpi con la bandiera dei partigiani italiani. La nipote Silvana ha annunciato anche la partecipazione di una delegazione dell'ambasciata di Cuba a Roma. "Prima partigiano in Veneto contro il fascismo, poi al fianco di Che Guevara nella rivoluzione cubana. La sua testimonianza di impegno contro le ingiustizie e per la libertà ci consegna una eredità ideale che vivrà nelle nostre lotte".
Partigiano con la Missione Nelson, dopo la guerra emigrò a Cuba passando per il Canada. Dopo l'incontro con Olga Norma Turino Guerra, giovane rivoluzionaria di ricca famiglia cubana che nel '54 diventerà sua moglie, Gino Donè entrò nel "Movimento 26 luglio" di cui divenne anche tesoriere. "El Italiano" partì così il 25 novembre del 1956 dal porto Messicano di Tuxpan con i patrioti del battello Granma, ma nel gennaio del '57 ricevette l'ordine di andare all'estero. Dopo mezzo secolo Gino aveva detto che «dopo il Desembarco del Granma, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto chi un una forma chi un'altra. Io che ero straniero ero il più indicato a strare lontano e fare ciò che nella Sierra non avrei potuto fare». Il partigiano trevigiano, che viveva con la nipote Silvana a Noventa di Piave (Venezia), si è spento sabato sera in una Casa di cura di S.Donà dove era ricoverato per alcuni esami. I funerali oggi giovedì 27/03 al cimitero di Spinea, poi la salma verrà cremata. Alle esequie di Gino Donè parteciperà una delegazione dell'Anpi con la bandiera dei partigiani italiani. La nipote Silvana ha annunciato anche la partecipazione di una delegazione dell'ambasciata di Cuba a Roma. "Prima partigiano in Veneto contro il fascismo, poi al fianco di Che Guevara nella rivoluzione cubana. La sua testimonianza di impegno contro le ingiustizie e per la libertà ci consegna una eredità ideale che vivrà nelle nostre lotte".
19 marzo 2008
Petizione ANED - Torino
REAGIRE AI RIGURGITI FASCISTI
Il clima verbale di volgarità e violenza in cui si sta sviluppando questa campagna elettorale, non può e non deve lasciare indifferenti. In nome di una vittoria alle urne si giustificano scorrettezze, si appoggiano candidati più che discutibili, si richiamano legittimandole esperienze aberranti, con le quali l'Italia non riesce proprio a fare i conti. Tutto questo alla luce del sole, come un'ovvia legge dell'esistere.
Nella gestione del potere esistono da sempre compromessi con l'immorale e con l'illecito, più o meno evitabili: è ingenuo non prenderne atto. Ma tale compromesso, fosse anche "un'arte", va comunque considerato una necessità, non una virtù: un passo provvisorio verso il futuro e non uno strumento di cui essere orgogliosi e non certo per ipocrisia. Se in politica l'unico grande peccato è di essere sconfitti, affermarlo con toni normali, farne addirittura uno slogan, è inammissibile per chi rivesta cariche di visibilità sociale: una responsabilità cui nessuno può derogare.
Crediamo all'importanza di una nobile dimensione visibile del fare politica, basata sul rispetto reciproco, che mai si permetta di infrangere quello specchio dove ogni cittadino vede riflesse le proprie virtù civiche: la democrazia. Uno specchio potentissimo nei suoi effetti, ma altrettanto fragile, al punto che anche i sassi scagliati per gioco possono alla lunga frantumarlo e non basterà allora ritrarre la mano né dire di aver scherzato.
Protagonisti della vita sociale e politica italiana stanno comunicando al popolo che tutto è lecito, che ogni ignominia etica e legale è permessa per arrivare al successo. E' la prova che il fascismo, cioè l'inconscia autorizzazione amorale persino a distruggere il proprio avversario pur di prevaricarlo, lungi dall'essere un ricordo, è più di un'attuale minaccia che ci chiama a reagire.
per aderire a questa Petizione:
http://www.petitiononline.com/aned/petition.html
Il clima verbale di volgarità e violenza in cui si sta sviluppando questa campagna elettorale, non può e non deve lasciare indifferenti. In nome di una vittoria alle urne si giustificano scorrettezze, si appoggiano candidati più che discutibili, si richiamano legittimandole esperienze aberranti, con le quali l'Italia non riesce proprio a fare i conti. Tutto questo alla luce del sole, come un'ovvia legge dell'esistere.
Nella gestione del potere esistono da sempre compromessi con l'immorale e con l'illecito, più o meno evitabili: è ingenuo non prenderne atto. Ma tale compromesso, fosse anche "un'arte", va comunque considerato una necessità, non una virtù: un passo provvisorio verso il futuro e non uno strumento di cui essere orgogliosi e non certo per ipocrisia. Se in politica l'unico grande peccato è di essere sconfitti, affermarlo con toni normali, farne addirittura uno slogan, è inammissibile per chi rivesta cariche di visibilità sociale: una responsabilità cui nessuno può derogare.
Crediamo all'importanza di una nobile dimensione visibile del fare politica, basata sul rispetto reciproco, che mai si permetta di infrangere quello specchio dove ogni cittadino vede riflesse le proprie virtù civiche: la democrazia. Uno specchio potentissimo nei suoi effetti, ma altrettanto fragile, al punto che anche i sassi scagliati per gioco possono alla lunga frantumarlo e non basterà allora ritrarre la mano né dire di aver scherzato.
Protagonisti della vita sociale e politica italiana stanno comunicando al popolo che tutto è lecito, che ogni ignominia etica e legale è permessa per arrivare al successo. E' la prova che il fascismo, cioè l'inconscia autorizzazione amorale persino a distruggere il proprio avversario pur di prevaricarlo, lungi dall'essere un ricordo, è più di un'attuale minaccia che ci chiama a reagire.
per aderire a questa Petizione:
http://www.petitiononline.com/aned/petition.html
18 marzo 2008
17 marzo 2008
Intervento: Conferenza Regionale.
ANPI. Comitato Regionale della Lombardia
TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE
“Far vivere i valori della Resistenza. Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008
SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO –
Intervento: Ivano Tajetti. - ANPI Barona Milano
"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero, che oggi, consentitemelo vorrei esporvi: Il mio percorso in questi ultimi anni all’interno dell’ANPI mi ha portato ad assumere la presidenza di un piccola sezione di periferia di Milano, primo presidente non partigiano; ancora prima delle norme statutarie con l’apertura dirigenziale a tutti gli antifascisti, un grande onore che mi ha aiutato in questi anni a superare molte difficoltà, anche grazie a voi, partigiani, miei padri, mie madri, miei maestri… e, grazie al mio vero padre che da partigiano sin da piccolo mi ha insegnato l’onestà, l’antifascismo, ma soprattutto la capacità di sognare una società, un mondo migliore e la possibilità anche nel piccolo di operare perché i suoi, i nostri valori non siano un utopia ma un forte senso alle mie azioni quotidiane.
Difficoltà dunque, un periodo di grande confusione politica, uomini, partiti, dibattiti, leggi e proposte, media ed istituzioni che confondono, stravolgono, diffamano la Resistenza, i suoi uomini e la sua carta fondante, la Costituzione.
Ogni giorno l’antifascismo è messo in discussione, viene rinnegato, considerato obsoleto, non degno di comparire nei programmi elettorali, nelle discussioni.
Solo insensate opinioni sulle equiparazioni, sui morti tutti uguali, pagine di storia ormai lontane e confuse, un acqua torbida in cui nuotano pareri e storie, personaggi e falsi storici pronti a servire ancora una volta padroni e interessi.
Ancora una volta per salire in un inquietante vortice di negazioni, revisioni, falsificazioni, i diritti dei lavoratori, le discussioni sulle donne, le leggi e le norme che tanto hanno dato, costruito in quest’Italia, diritti civili e sociali, la scuola, il lavoro, l’ambiente, l’assistenza, la natura… un mondo in cui da sempre crediamo, che piano piano cambia non in un ambito di crescita, ma solo di regresso piegato alle scelte dei pochi che ancora una volta scelgono per loro, ai danni dei molti.
Da sempre l’ANPI con il suo presidente Tino Casali ha ricordato i pericoli di questa deriva, da sempre ha chiesto a tutti vigilanza ma soprattutto un unione per sconfiggere ora come sessant’anni fa quello che fu allora e ancora è, fascismo.
La nostra trasformazione paga lo scotto di nuove figure, nuove tendenze, nuove correnti, ma il parlare, l’agire, il comunicare senza pressioni, giochi di potere, ambizioni personali, spinti solo dalla nostra limpida storia, quella degli alti ideali, delle nostre radici che parlano d’uguaglianza, fraternità, libertà è la nostra forza trainante.
Insegniamo il fascismo, il razzismo, per non far dimenticare cosa è l’antifascismo. Insegniamo ai giovani che loro coetanei di diciotto vent’anni hanno donato la vita, senza obblighi o costrizioni, ai giovani insegniamo a resistere, i partigiani non erano eroi senza paura, erano donne, operai e studenti che pensavano, agivano, erano ribelli, sabotatori, disertori… le lapidi della mia zona, della nostra regione, della nostra Italia, riportano i loro volti la loro età, uomini e donne che spesso dimentichiamo, ed allora quando siamo in coda alla posta e vediamo maltrattare un anziano, uno straniero perché non sa compilare un modulo e non reagiamo, dobbiamo ricordarci chi siamo, chi erano, e ricordarci di rompere le scatole, diciamo alle nuove generazioni di protestare, pensare, agire.
Concedetemi un ulteriore citazione uno scritto, una frase forte, del filosofo, del partigiano Ludovico Geymonat 2
“Gran parte dei giovani ha ormai compreso che questo Stato corrotto e scettico non rappresenta la vera Italia, come non la rappresentava la dittatura fascista. Essa ha compreso che questo Stato non è, se non a parole, l’erede della guerra di Liberazione. Ha compreso che lo spirito della Resistenza va tenuto vivo non con cerimonie puramente formali, ma con la fermezza delle azioni: la lotta continua, con armi diverse da quelle di allora, ma con durezza non minore. E’ una lotta che esige un impegno continuo, una tenacia indomita, una forza d’animo capace di vincere ogni scoramento. E’ la tenacia e la forza d’animo che proviene da una seria meditazione su tutte le prove del nostro recente passato”.
Il nostro cambiamento statutario chiede nuove responsabilità, nuove figure, (trovavo molto sensata la proposta di Domenico Maglio 3 che chiedeva già dal Congresso Nazionale di Chianciano di affiancare al gruppo dirigente un Comitato Nazionale uguale nei 27 membri ma composto dalle nuove generazioni).
Un attualità dell’ antifascismo dunque, perché il fascismo esiste ancora, se qualcuno mi fa una prepotenza io ancora posso gridarle “sei un fascista” posso gridare fascista a chi usa i manganelli contro gli studenti e i cittadini che protestano, posso indignarmi e gridare la mia rabbia a chi distrugge le lapidi dei miei partigiani 4 a chi con violenza ed ignoranza vuole chiudere le mie case, le sedi del mio pensiero, a chi vuole strappare le mie radici, posso gridare fascista a chi vuol cambiare leggi che tutelano la dignità della donna, dei lavoratori, degli studenti, a chi stravolge l’ambiente, la natura, a chi si ricorda della classe operaia solo in occasione dei troppi morti sul lavoro, ancora posso gridare “fascista” in un paese che ha inventato il fascismo e la cui storia continua a ruotare intorno a questa esperienza di distruzione della democrazia nella quale e rispetto alla quale la democrazia inevitabilmente si definisce.
Ancora fame, sete e malattie infestano il nostro mondo, ancora disuguaglianze, razzismo, oppressioni sono mali radicati, ancora troppa gente soffre e muore.
La nostra è una storia onorevole, ed entro così nella attualità più stretta, la nostra non è una storia di compromessi di basso profilo, non è storia di mafie e potere, è una storia fatta di cose importanti e positive che dalla storia vengono.
Continuiamo a piantare piccoli semi di speranza e felicità, una volta si diceva, si cantava, Gioia e rivoluzione, 5 io penso che un comportamento etico ed onesto, una sensibilità che deriva dalla nostra storia, un educazione all’uguaglianza siano ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società.
Sfruttiamo le nuove tecnologie, le innovazioni informatiche devono essere strumento quotidiano per raccontarci, trovare adesione, comunicazione, soprattutto ora che i mass media hanno un altro indirizzo, ad esempio faccio notare il silenzio dei giornali, dei media, sulla nostra conferenza Regionale.
Ricordando poi gli impegni elettorali che ci attendono quest’anno e che ci vedranno impegnati a proporre le nostre idee, è questo un obbligo politico e morale per contribuire a dettare la direzione politica del Paese con la forza della memoria e il rispetto della storia e della sua verità, ma anche per l’attualità delle proposte legate ai valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione che sono sempre più valori essenziali.
Mio padre il partigiano Tajetti Pietro “Mario” leggeva queste parole nel lontano 3 aprile 1976 al castello Sforzesco 6 qui in Milano, durante l’ottavo congresso dell’ANPI. In rappresentanza della sezione Barona e del comitato di fabbrica della Borletti 7
“…Troppe volte abbiamo dimenticato quale deve essere il nostro compito lasciando magari ad altri, che nulla hanno a che fare con la lotta Partigiana e Antifascista di sviluppare in maniera contorta quelli che sono i principi Costituzionali e riprendere questi principi è nostro dovere, avvallarci di tutti gli strumenti possibili in nostro possesso, non significa essere condizionati, da questo o quell’altro partito politico, ma portare avanti veramente una politica Unitaria e Antifascista…”
Ancora una volta in campagna elettorale, troviamo immancabilmente chi ci vuole indicare strade dimenticando la capacità della memoria di produrre valori, non dobbiamo precipitare in un dibattito dove l’oggetto ci è sempre imposto dagli avversari, studiamo e riflettiamo serenamente senza compromessi come solo l’ANPI ente morale può e deve fare, gli italiani d'oggi stanno ancora a guardare inerti e distratti le manovre neofasciste non diversamente dalla maggioranza degli italiani "attendisti" del '43-'45, un Italia grigia e amorfa in balia della globalizzazione e del mercato, egemone e asociale, dei sempre più ricchi e potenti a scapito dei valori sociali dei più poveri.
Ancor più sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista” 8, ora che ci tocca pure sentire dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "…Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra…" 9 nessuno deve mettere le mani sul nostro 25 aprile, unica Festa di Liberazione Nazionale.
Prepariamoci a difendere il 25 Aprile di libertà e di democrazia degli italiani, qualunque sia l'esito delle elezioni ! Costruiamo sin da oggi una grande giornata, rispondiamo con mille iniziative, ed un immenso corteo qui a Milano, ricordiamo il valore della Resistenza, della Costituzione, e chiediamo a tutti i democratici di scendere in piazza con noi.
“… contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita…”
così lucidamente scriveva Camillo Trampolini, 10 noi continueremo a mantenere una costante vigilanza critica attiva, perché il fascismo deve essere combattuto e sconfitto non solo come forza politica a livello internazionale, ma anche come costume civile e culturale, che con la sua retorica, la sua teatralità politica, ignorante e marginale è ancora ben presente nell’Italia contemporanea.
Per questi motivi la Resistenza e la sua carta fondante sono oggi ancora e nuovamente oggetto di molteplici attacchi civili, storici e culturali, ma proprio grazie a questi attacchi si ha la conferma della vitalità dell’ importanza di questa pagina di storia democratica che molti considerano inaccettabile, obsoleta, tramontata, perché avvertono invece ancora la sua innovativa, attualissima critica democratica nei confronti dei privilegi di casta.
Noi continueremo a credere nella nostra Costituzione, continueremo a produrre sapienza, discussioni, fatti, cultura, noi continueremo a chiedere la pace, intesa come totale avversità alla guerra ed al terrorismo, noi continueremo a chieder giustizia ed eguaglianza.
Voglio concludere spingendo fortemente per una nuova linea rinnovatrice, forte dell’entusiasmo costruttivo che sta rinascendo attorno ai nostri ideali, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, musica, pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni, costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri documenti, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati poi dall’ agire.
Cerchiamo una bandiera smarrita, uniamoci contro una frammentazione politica e sociale, spingiamo per una unificazione delle associazioni partigiane e antifasciste nel paese, dimostriamo la nostra unità d’intenti.
Io figlio della Resistenza rispondo “presente”, io e la mia sezione da molto ormai con tutti i mezzi possibili, cerchiamo di costruire, gettare ponti, e la nostra piccola storia basata sul quotidiano è a vostra completa disposizione, trasparente e leggibile sul nostro blog, http://anpibarona.blogspot.com , tutta la nostra storia, le nostre continue iniziative, che non si fermano alle celebrazioni ufficiali, sono lì a vostra disposizione, crediamo nel futuro della memoria, lavoriamo per una cultura del fare, per non sentirci dire (e questa è un anticipazione, che con orgoglio e magari ambizione voglio farvi) da “Arturo” 11 nel documentario che proprio in questi giorni è in fase di montaggio, un video professionale girato con i nostri pochi mezzi economici ma che ci racconta e spero prima o poi racconterà a voi la vita di un partigiano, la sua lotta nell’Oltrepò Pavese prima, Milano con i giorni della Liberazione poi, e con la condanna a morte e l’esecuzione dei gerarchi e del duce a Dongo, dopo.
Arturo appunto che mi diceva nel finale del video nel suo bel dialetto pavese
“e poi sentire ancora parlare di fascismo… noi ormai è finita, ma ai giovani ci verrà in mente quello che ci abbiamo lasciato noi.. la libertà e tutto Né”.
Questo piccolo esempio solo per farvi capire che molte, tante sono le nostre idee il nostro seminare, perché so per certo, che questa conferenza, sarà con i suoi interventi, i suoi uomini, le sue direttive nuovo cemento per continuare a costruire su fondamenta solide cha da più di sessanta anni anche se con fatica si sono poste come patrimonio nazionale della nostra Repubblica.
Io credo in voi, nella mia associazione, nella sua lunga storia, nell’importanza di una piccola frase “ente morale". Partigiani, antifascisti, compagni e compagne, presidenza, delegati dei partiti, delle forze politiche, dei movimenti e delle associazioni, ringraziandovi per la vostra attenzione, concludo la mia analisi, sperando di avervi lasciato un chiaro quadro del mio pensiero, una sintetica traccia della vita di una piccola sezione di periferia di una metropoli come Milano, spero di essere riuscito a farvi comprendere che nonostante i problemi che come ben voi sapete sono tanti, troppi… io, noi, con il vostro aiuto, con il vostro impegno, passato, presente e futuro crediamo in un progresso di rafforzamento e ampliamento di libertà, di quella libertà che tanti hanno sognato in tutto il mondo prima di venire uccisi dalle ingiustizie.
Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 12 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 13
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”
Milano, prima stesura: 10 marzo ’08 - 14 marzo '08
1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.
2 Ludovico Geymonat Paradossi e Rivoluzioni (il Saggiatore, Milano). Di schiatta valdese, nato a Torino nel 1908, Geymonat aveva il carattere forte e duro delle sue montagne. Si era laureato prima in filosofia, poi in matematica. Ribelle al fascismo e insofferente della cultura dell'idealismo italiano (di Croce oltre che di Gentile), affascinato dallo stile filosofico della "grande Vienna" (ove fisici e matematici, economisti e logici davano l'assalto alla metafisica tradizionale in nome del rigore nel linguaggio e del valore dell'esperienza), in seguito militante del Partito Comunista e comandante partigiano, Ludovico, dopo la Liberazione, aveva creduto in un nuovo razionalismo che costituisse la chiave di volta di un rinnovamento culturale e politico non solo del nostro Paese, ma dell'Europa intera.
3 Domenico Maglio, ANPI Finale Ligure “Alcune riflessioni critiche. Non molte le responsabilità affidate ai nostri giovani”. Patria Indipendente - 19 Marzo 2006
4 Lapide Piazza Miani distrutta. Comunicato stampa ANPI Barona 15/01/2008. Patria Indipendente - 24 febbraio 2008
Segnaliamo e denunciamo pubblicamente che ancora una volta dopo il primo danneggiamento del 23 giugno 2007, nella notte tra domenica e lunedì 13 gennaio 2008 ignoti hanno divelto e rotto la lapide, affissa nel monumento al centro di Piazza Miani, in Milano. Tale atto vandalico ha completamente spezzato in quattro tronconi la lapide ai caduti della Resistenza e del terrorismo, li esposta, danneggiando in modo irreparabile il marmo. La lapide ricordava le vittime del terrorismo, cinque agenti di polizia caduti sul nostro territorio, e ben trenta partigiani della nostra zona caduti per la libertà durante la Liberazione. Colpiti ed allarmati esprimiamo forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, facciamo affidamento alle istituzioni, alla cittadinanza, agli antifascisti affinché Milano e la nostra zona non conosca una nuova stagione di violenze.Convochiamo per sabato 19/01/08 alle ore 15.00 un presidio davanti alla lapide distrutta, chiedendo un immediata risposta democratica a questo ennesimo sfregio alla nostra memoria, alle nostre radici.
5 Gioia e Rivoluzione Area –Demetrio Stratos dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare
6 Allora Milano città medaglia d’oro al Valor Militare per i suoi caduti durante la Liberazione, concedeva volentieri i suoi simboli , le sue sedi Istituzionali all’ANPI. Mentre oggi la sfratta dalla sua sede storica. Dal sito ANPI Lombardia http://www.anpi.it/lombardia.php?p=98&more=1&c=1&tb=1&pb=1
7 Intervento del partigiano Taietti Pietro in rappresentanza del comitato di Fabbrica - Borletti – Milano
Via Waschington, 70. All’VIII congresso dell’ ANPI Milano 3/4 Aprile 1976 sala della Balla Castello Sforzesco. Resistenza – Rinnovamento – Realtà Antifascista nell’Italia di Oggi. (documento privato)
8 “Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008 “Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008
9 “ Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008
10 Camillo Trampolini “Resistere agli arbitrii, Autodifese di militanti operai e democratici italiani davanti ai Tribunali”. A cura di Stefano Merli, Edizioni Avanti. Milano –Roma 1958.
11 “Arturo, Oltrepò Pavese, Milano, Dongo,” documentario. regia e sceneggiatura Ivano Tajetti. Produzione ANPI Barona -Luglio 2007 - Perducco di Zavattarello Pv. Anteprima prevista: Maggio 2008
12 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.
13 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione “20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)
TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE
“Far vivere i valori della Resistenza. Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008
SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO –
Intervento: Ivano Tajetti. - ANPI Barona Milano
"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero, che oggi, consentitemelo vorrei esporvi: Il mio percorso in questi ultimi anni all’interno dell’ANPI mi ha portato ad assumere la presidenza di un piccola sezione di periferia di Milano, primo presidente non partigiano; ancora prima delle norme statutarie con l’apertura dirigenziale a tutti gli antifascisti, un grande onore che mi ha aiutato in questi anni a superare molte difficoltà, anche grazie a voi, partigiani, miei padri, mie madri, miei maestri… e, grazie al mio vero padre che da partigiano sin da piccolo mi ha insegnato l’onestà, l’antifascismo, ma soprattutto la capacità di sognare una società, un mondo migliore e la possibilità anche nel piccolo di operare perché i suoi, i nostri valori non siano un utopia ma un forte senso alle mie azioni quotidiane.
Difficoltà dunque, un periodo di grande confusione politica, uomini, partiti, dibattiti, leggi e proposte, media ed istituzioni che confondono, stravolgono, diffamano la Resistenza, i suoi uomini e la sua carta fondante, la Costituzione.
Ogni giorno l’antifascismo è messo in discussione, viene rinnegato, considerato obsoleto, non degno di comparire nei programmi elettorali, nelle discussioni.
Solo insensate opinioni sulle equiparazioni, sui morti tutti uguali, pagine di storia ormai lontane e confuse, un acqua torbida in cui nuotano pareri e storie, personaggi e falsi storici pronti a servire ancora una volta padroni e interessi.
Ancora una volta per salire in un inquietante vortice di negazioni, revisioni, falsificazioni, i diritti dei lavoratori, le discussioni sulle donne, le leggi e le norme che tanto hanno dato, costruito in quest’Italia, diritti civili e sociali, la scuola, il lavoro, l’ambiente, l’assistenza, la natura… un mondo in cui da sempre crediamo, che piano piano cambia non in un ambito di crescita, ma solo di regresso piegato alle scelte dei pochi che ancora una volta scelgono per loro, ai danni dei molti.
Da sempre l’ANPI con il suo presidente Tino Casali ha ricordato i pericoli di questa deriva, da sempre ha chiesto a tutti vigilanza ma soprattutto un unione per sconfiggere ora come sessant’anni fa quello che fu allora e ancora è, fascismo.
La nostra trasformazione paga lo scotto di nuove figure, nuove tendenze, nuove correnti, ma il parlare, l’agire, il comunicare senza pressioni, giochi di potere, ambizioni personali, spinti solo dalla nostra limpida storia, quella degli alti ideali, delle nostre radici che parlano d’uguaglianza, fraternità, libertà è la nostra forza trainante.
Insegniamo il fascismo, il razzismo, per non far dimenticare cosa è l’antifascismo. Insegniamo ai giovani che loro coetanei di diciotto vent’anni hanno donato la vita, senza obblighi o costrizioni, ai giovani insegniamo a resistere, i partigiani non erano eroi senza paura, erano donne, operai e studenti che pensavano, agivano, erano ribelli, sabotatori, disertori… le lapidi della mia zona, della nostra regione, della nostra Italia, riportano i loro volti la loro età, uomini e donne che spesso dimentichiamo, ed allora quando siamo in coda alla posta e vediamo maltrattare un anziano, uno straniero perché non sa compilare un modulo e non reagiamo, dobbiamo ricordarci chi siamo, chi erano, e ricordarci di rompere le scatole, diciamo alle nuove generazioni di protestare, pensare, agire.
Concedetemi un ulteriore citazione uno scritto, una frase forte, del filosofo, del partigiano Ludovico Geymonat 2
“Gran parte dei giovani ha ormai compreso che questo Stato corrotto e scettico non rappresenta la vera Italia, come non la rappresentava la dittatura fascista. Essa ha compreso che questo Stato non è, se non a parole, l’erede della guerra di Liberazione. Ha compreso che lo spirito della Resistenza va tenuto vivo non con cerimonie puramente formali, ma con la fermezza delle azioni: la lotta continua, con armi diverse da quelle di allora, ma con durezza non minore. E’ una lotta che esige un impegno continuo, una tenacia indomita, una forza d’animo capace di vincere ogni scoramento. E’ la tenacia e la forza d’animo che proviene da una seria meditazione su tutte le prove del nostro recente passato”.
Il nostro cambiamento statutario chiede nuove responsabilità, nuove figure, (trovavo molto sensata la proposta di Domenico Maglio 3 che chiedeva già dal Congresso Nazionale di Chianciano di affiancare al gruppo dirigente un Comitato Nazionale uguale nei 27 membri ma composto dalle nuove generazioni).
Un attualità dell’ antifascismo dunque, perché il fascismo esiste ancora, se qualcuno mi fa una prepotenza io ancora posso gridarle “sei un fascista” posso gridare fascista a chi usa i manganelli contro gli studenti e i cittadini che protestano, posso indignarmi e gridare la mia rabbia a chi distrugge le lapidi dei miei partigiani 4 a chi con violenza ed ignoranza vuole chiudere le mie case, le sedi del mio pensiero, a chi vuole strappare le mie radici, posso gridare fascista a chi vuol cambiare leggi che tutelano la dignità della donna, dei lavoratori, degli studenti, a chi stravolge l’ambiente, la natura, a chi si ricorda della classe operaia solo in occasione dei troppi morti sul lavoro, ancora posso gridare “fascista” in un paese che ha inventato il fascismo e la cui storia continua a ruotare intorno a questa esperienza di distruzione della democrazia nella quale e rispetto alla quale la democrazia inevitabilmente si definisce.
Ancora fame, sete e malattie infestano il nostro mondo, ancora disuguaglianze, razzismo, oppressioni sono mali radicati, ancora troppa gente soffre e muore.
La nostra è una storia onorevole, ed entro così nella attualità più stretta, la nostra non è una storia di compromessi di basso profilo, non è storia di mafie e potere, è una storia fatta di cose importanti e positive che dalla storia vengono.
Continuiamo a piantare piccoli semi di speranza e felicità, una volta si diceva, si cantava, Gioia e rivoluzione, 5 io penso che un comportamento etico ed onesto, una sensibilità che deriva dalla nostra storia, un educazione all’uguaglianza siano ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società.
Sfruttiamo le nuove tecnologie, le innovazioni informatiche devono essere strumento quotidiano per raccontarci, trovare adesione, comunicazione, soprattutto ora che i mass media hanno un altro indirizzo, ad esempio faccio notare il silenzio dei giornali, dei media, sulla nostra conferenza Regionale.
Ricordando poi gli impegni elettorali che ci attendono quest’anno e che ci vedranno impegnati a proporre le nostre idee, è questo un obbligo politico e morale per contribuire a dettare la direzione politica del Paese con la forza della memoria e il rispetto della storia e della sua verità, ma anche per l’attualità delle proposte legate ai valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione che sono sempre più valori essenziali.
Mio padre il partigiano Tajetti Pietro “Mario” leggeva queste parole nel lontano 3 aprile 1976 al castello Sforzesco 6 qui in Milano, durante l’ottavo congresso dell’ANPI. In rappresentanza della sezione Barona e del comitato di fabbrica della Borletti 7
“…Troppe volte abbiamo dimenticato quale deve essere il nostro compito lasciando magari ad altri, che nulla hanno a che fare con la lotta Partigiana e Antifascista di sviluppare in maniera contorta quelli che sono i principi Costituzionali e riprendere questi principi è nostro dovere, avvallarci di tutti gli strumenti possibili in nostro possesso, non significa essere condizionati, da questo o quell’altro partito politico, ma portare avanti veramente una politica Unitaria e Antifascista…”
Ancora una volta in campagna elettorale, troviamo immancabilmente chi ci vuole indicare strade dimenticando la capacità della memoria di produrre valori, non dobbiamo precipitare in un dibattito dove l’oggetto ci è sempre imposto dagli avversari, studiamo e riflettiamo serenamente senza compromessi come solo l’ANPI ente morale può e deve fare, gli italiani d'oggi stanno ancora a guardare inerti e distratti le manovre neofasciste non diversamente dalla maggioranza degli italiani "attendisti" del '43-'45, un Italia grigia e amorfa in balia della globalizzazione e del mercato, egemone e asociale, dei sempre più ricchi e potenti a scapito dei valori sociali dei più poveri.
Ancor più sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista” 8, ora che ci tocca pure sentire dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "…Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra…" 9 nessuno deve mettere le mani sul nostro 25 aprile, unica Festa di Liberazione Nazionale.
Prepariamoci a difendere il 25 Aprile di libertà e di democrazia degli italiani, qualunque sia l'esito delle elezioni ! Costruiamo sin da oggi una grande giornata, rispondiamo con mille iniziative, ed un immenso corteo qui a Milano, ricordiamo il valore della Resistenza, della Costituzione, e chiediamo a tutti i democratici di scendere in piazza con noi.
“… contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita…”
così lucidamente scriveva Camillo Trampolini, 10 noi continueremo a mantenere una costante vigilanza critica attiva, perché il fascismo deve essere combattuto e sconfitto non solo come forza politica a livello internazionale, ma anche come costume civile e culturale, che con la sua retorica, la sua teatralità politica, ignorante e marginale è ancora ben presente nell’Italia contemporanea.
Per questi motivi la Resistenza e la sua carta fondante sono oggi ancora e nuovamente oggetto di molteplici attacchi civili, storici e culturali, ma proprio grazie a questi attacchi si ha la conferma della vitalità dell’ importanza di questa pagina di storia democratica che molti considerano inaccettabile, obsoleta, tramontata, perché avvertono invece ancora la sua innovativa, attualissima critica democratica nei confronti dei privilegi di casta.
Noi continueremo a credere nella nostra Costituzione, continueremo a produrre sapienza, discussioni, fatti, cultura, noi continueremo a chiedere la pace, intesa come totale avversità alla guerra ed al terrorismo, noi continueremo a chieder giustizia ed eguaglianza.
Voglio concludere spingendo fortemente per una nuova linea rinnovatrice, forte dell’entusiasmo costruttivo che sta rinascendo attorno ai nostri ideali, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, musica, pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni, costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri documenti, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati poi dall’ agire.
Cerchiamo una bandiera smarrita, uniamoci contro una frammentazione politica e sociale, spingiamo per una unificazione delle associazioni partigiane e antifasciste nel paese, dimostriamo la nostra unità d’intenti.
Io figlio della Resistenza rispondo “presente”, io e la mia sezione da molto ormai con tutti i mezzi possibili, cerchiamo di costruire, gettare ponti, e la nostra piccola storia basata sul quotidiano è a vostra completa disposizione, trasparente e leggibile sul nostro blog, http://anpibarona.blogspot.com , tutta la nostra storia, le nostre continue iniziative, che non si fermano alle celebrazioni ufficiali, sono lì a vostra disposizione, crediamo nel futuro della memoria, lavoriamo per una cultura del fare, per non sentirci dire (e questa è un anticipazione, che con orgoglio e magari ambizione voglio farvi) da “Arturo” 11 nel documentario che proprio in questi giorni è in fase di montaggio, un video professionale girato con i nostri pochi mezzi economici ma che ci racconta e spero prima o poi racconterà a voi la vita di un partigiano, la sua lotta nell’Oltrepò Pavese prima, Milano con i giorni della Liberazione poi, e con la condanna a morte e l’esecuzione dei gerarchi e del duce a Dongo, dopo.
Arturo appunto che mi diceva nel finale del video nel suo bel dialetto pavese
“e poi sentire ancora parlare di fascismo… noi ormai è finita, ma ai giovani ci verrà in mente quello che ci abbiamo lasciato noi.. la libertà e tutto Né”.
Questo piccolo esempio solo per farvi capire che molte, tante sono le nostre idee il nostro seminare, perché so per certo, che questa conferenza, sarà con i suoi interventi, i suoi uomini, le sue direttive nuovo cemento per continuare a costruire su fondamenta solide cha da più di sessanta anni anche se con fatica si sono poste come patrimonio nazionale della nostra Repubblica.
Io credo in voi, nella mia associazione, nella sua lunga storia, nell’importanza di una piccola frase “ente morale". Partigiani, antifascisti, compagni e compagne, presidenza, delegati dei partiti, delle forze politiche, dei movimenti e delle associazioni, ringraziandovi per la vostra attenzione, concludo la mia analisi, sperando di avervi lasciato un chiaro quadro del mio pensiero, una sintetica traccia della vita di una piccola sezione di periferia di una metropoli come Milano, spero di essere riuscito a farvi comprendere che nonostante i problemi che come ben voi sapete sono tanti, troppi… io, noi, con il vostro aiuto, con il vostro impegno, passato, presente e futuro crediamo in un progresso di rafforzamento e ampliamento di libertà, di quella libertà che tanti hanno sognato in tutto il mondo prima di venire uccisi dalle ingiustizie.
Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 12 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 13
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”
Milano, prima stesura: 10 marzo ’08 - 14 marzo '08
1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.
2 Ludovico Geymonat Paradossi e Rivoluzioni (il Saggiatore, Milano). Di schiatta valdese, nato a Torino nel 1908, Geymonat aveva il carattere forte e duro delle sue montagne. Si era laureato prima in filosofia, poi in matematica. Ribelle al fascismo e insofferente della cultura dell'idealismo italiano (di Croce oltre che di Gentile), affascinato dallo stile filosofico della "grande Vienna" (ove fisici e matematici, economisti e logici davano l'assalto alla metafisica tradizionale in nome del rigore nel linguaggio e del valore dell'esperienza), in seguito militante del Partito Comunista e comandante partigiano, Ludovico, dopo la Liberazione, aveva creduto in un nuovo razionalismo che costituisse la chiave di volta di un rinnovamento culturale e politico non solo del nostro Paese, ma dell'Europa intera.
3 Domenico Maglio, ANPI Finale Ligure “Alcune riflessioni critiche. Non molte le responsabilità affidate ai nostri giovani”. Patria Indipendente - 19 Marzo 2006
4 Lapide Piazza Miani distrutta. Comunicato stampa ANPI Barona 15/01/2008. Patria Indipendente - 24 febbraio 2008
Segnaliamo e denunciamo pubblicamente che ancora una volta dopo il primo danneggiamento del 23 giugno 2007, nella notte tra domenica e lunedì 13 gennaio 2008 ignoti hanno divelto e rotto la lapide, affissa nel monumento al centro di Piazza Miani, in Milano. Tale atto vandalico ha completamente spezzato in quattro tronconi la lapide ai caduti della Resistenza e del terrorismo, li esposta, danneggiando in modo irreparabile il marmo. La lapide ricordava le vittime del terrorismo, cinque agenti di polizia caduti sul nostro territorio, e ben trenta partigiani della nostra zona caduti per la libertà durante la Liberazione. Colpiti ed allarmati esprimiamo forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, facciamo affidamento alle istituzioni, alla cittadinanza, agli antifascisti affinché Milano e la nostra zona non conosca una nuova stagione di violenze.Convochiamo per sabato 19/01/08 alle ore 15.00 un presidio davanti alla lapide distrutta, chiedendo un immediata risposta democratica a questo ennesimo sfregio alla nostra memoria, alle nostre radici.
5 Gioia e Rivoluzione Area –Demetrio Stratos dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare
6 Allora Milano città medaglia d’oro al Valor Militare per i suoi caduti durante la Liberazione, concedeva volentieri i suoi simboli , le sue sedi Istituzionali all’ANPI. Mentre oggi la sfratta dalla sua sede storica. Dal sito ANPI Lombardia http://www.anpi.it/lombardia.php?p=98&more=1&c=1&tb=1&pb=1
7 Intervento del partigiano Taietti Pietro in rappresentanza del comitato di Fabbrica - Borletti – Milano
Via Waschington, 70. All’VIII congresso dell’ ANPI Milano 3/4 Aprile 1976 sala della Balla Castello Sforzesco. Resistenza – Rinnovamento – Realtà Antifascista nell’Italia di Oggi. (documento privato)
8 “Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008 “Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008
9 “ Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008
10 Camillo Trampolini “Resistere agli arbitrii, Autodifese di militanti operai e democratici italiani davanti ai Tribunali”. A cura di Stefano Merli, Edizioni Avanti. Milano –Roma 1958.
11 “Arturo, Oltrepò Pavese, Milano, Dongo,” documentario. regia e sceneggiatura Ivano Tajetti. Produzione ANPI Barona -Luglio 2007 - Perducco di Zavattarello Pv. Anteprima prevista: Maggio 2008
12 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.
13 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione “20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)
11 marzo 2008
Fini, Santanchè, Ciarrapico...
Piena denuncia, e forte preoccupazione da parte del coordinamento ANPI Zona. 6. Mi. Sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista”, (“Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008)
http://www.repubblica.it:80/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/ciarrapico-fascista/ciarrapico-fascista.html
(“Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008)
http://www.danielasantanche.com/2008/02/24/lucia-annunziata-intervista-daniela-santanche/
E nelle parole dettate dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra"
(“Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi - sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008)
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_19052034.html
http://www.repubblica.it:80/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/ciarrapico-fascista/ciarrapico-fascista.html
(“Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008)
http://www.danielasantanche.com/2008/02/24/lucia-annunziata-intervista-daniela-santanche/
E nelle parole dettate dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra"
(“Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi - sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008)
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_19052034.html
08 marzo 2008
06 marzo 2008
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