Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
17 gennaio 2017
16 gennaio 2017
Patria Indipendente... Grazie Partigiano Carlo.
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Grazie a Patria Indipendente... Grazie Partigiano Carlo.!
Grazie a Patria Indipendente... Grazie Partigiano Carlo.!
Dopo lo straordinario lavoro per il referendum ed il suo positivo esito, a Milano una grande e del tutto inusuale festa per il Presidente dell’ANPI nazionale: la ragione, la passione, l’emozione.
Due cornamuse suonano, sembra una nenia natalizia, poi si alza limpido e bello il canto partigiano di “Valsesia”. Dal fondo della sala si cominciano a sentire applausi e saluti concitati: Carlo arriva, Chicca – di fianco a lui – timida e sorridente sembra nascondersi. Comincia così la festa “Grazie partigiano Carlo” una festa, un incontro nato per gioco da una lettera aperta su un social network (grazie a Alessandro Lanzani) e da mille rivoli inaspettati di “bello, sì io ci sarò”) e poi è un crescendo di adesioni, idee, pubblicità e condivisioni, e come al solito il “micidiale” passaparola, e poi il Comitato provinciale dell’ANPI di Milano e Radio Popolare con annunci e spot via etere e, ancora, telefonate, scritti, incontri, pensieri e regali… Ci voleva una festa, e mai come questa volta lo slogan era di gioiosa spinta propulsiva “Molti avevano giurato di fartela. Noi te la facciamo davvero: la Festa!” Così, un martedì sera, in un angolo della periferia milanese, festa di gente, di popolo – fuori dai Palazzi e dalle forme consuete dei discorsi di circostanza – più di quattrocento donne e uomini si sono stretti intorno al Partigiano Carlo, per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto con dignità e amore, ancora una volta, per questa Italia. Senza formalità e con tanta spontaneità, con la presenza di delegazioni di Sezioni ANPI da mezza Italia (Montebelluno, Marzabotto, Castel Bolognese, Broni, Zavattarello, Monza e Brianza, Varallo Sesia) e tutte, o quasi, le Sezioni di Milano e Provincia. E poi i Comitati per il No e la mitica “Brigata Prostata” (https://www.facebook.com/groups/1739720062925243/?fref=ts), un gruppo Facebook di antifascisti iscritti o meno all’ANPI – con nomi di battaglia scherzosi riferiti a problemi di salute vari, perché c’era, c’è e ci sarà una sana allegria partigiana – e molti semplici cittadini (per non parlar dei tanti altri che, ahimè, dimentico). Insomma bella gente, a cantare, ridere, abbracciarsi, e sentirsi ancora e sempre un grande NOI. Mille pensieri per Carlo, regalini e stringerlo forte tra le braccia, un bicchiere di spumante, una fetta di panettone, gli auguri per un bellissimo 2017 pieno di Libertà e Costituzione, qualche nodo in gola pensando a chi non c’è più lì con tutti NOI. E poi Carlo che ci saluta con parole e pensieri che ci fanno capire, ancora una volta, perché gli vogliamo così tanto bene, e Chicca che, assorta e commossa, si fa piccola tra le note di Bella Ciao cantata dal coro “Suoni e l’ANPI” ma che da subito diventa urlo corale d’unità tra tutti i presenti. E ancora una volta grazie, grazie Presidente, grazie Partigiano Carlo. Noi ci siamo e ci saremo sempre…
Quella seguente è la lettera che, il Presidente Smuraglia ha inviato a Ivano Tajetti e che – su suo esplicito invito – è stata resa pubblica sui social.
«Carissimo Ivano, ringraziarti per lʼidea, per la realizzazione, per la bellissima e “calda” serata, per tutti quelli che sei riuscito a portare alla Barona, in una serata prenatalizia, sarebbe davvero troppo poco. Ma non esiste altro modo o altra forma di quella che conosciamo e che, in certi casi, ci sembra sproporzionata per difetto. Ti dico “grazie” a nome mio e di Enrica, come espressione di un pensiero sincero, grato e affettuoso. La vita (e talora la stessa ANPI) ci offre anche dispiaceri, preoccupazioni e amarezze, ma una sera come quella che hai messo insieme, le disperde tutte. Soprattutto perché sei riuscito a fare in modo che la serata, da “Festa per il Presidente partigiano” si trasformasse in una serata del senso di appartenenza, dellʼaffetto, della fraternità, dellʼamicizia che ormai sono esclusive dellʼANPI e che non sempre sappiamo far valere. Io sono stato commosso e felice, anche se il mio carattere (che resta, nonostante le apparenze, timido) non mi consente di esprimerlo appieno, come vorrei. Enrica, che era stata incerta se venire perché non si sentiva molto bene, ha finito per superare tutti i suoi malesseri e si è trovata a casa sua, come “Chicca” e non solo come la moglie del Presidente. Insomma, hai fatto un miracolo e di questo ne abbiamo tanto bisogno, in questa Associazione che sta cambiando e che dobbiamo riuscire a tenere ancorata alla sua migliore tradizione e contemporaneamente aperta ad un futuro, che non è quello dellʼapparenza e della visibilità, ma è quello (almeno spero) del ritorno alla civiltà, alla pacatezza e lealtà dei rapporti, ai sentimenti sinceri, alla solidarietà, alla fraternità. Caro Ivano, di tutto questo ti sono (ti siamo) grati; e sono convinto che tutti siano stati bene, anche quelli che venivano da lontano, con un coraggio da leoni e portando doni come (e meglio di loro) dei Re Magi. Ho guardato con calma i doni e li ho trovati deliziosi, proprio perché esprimono tutto ciò che hai detto e manifestato: la voglia di fare un piccolo o grande regalo al Presidente, inteso non come tale, ma come un amico. Grazie di cuore, dunque, per tutto e per una serata che non dimenticherò. Mi piacerebbe poterlo dire a tutti quelli che cʼerano, ma non di tutti conosco nomi e indirizzi. Se avrai modo di estendere le mie parole ad un ambito il più possibile vasto, mi farai un altro, graditissimo, piacere. Un grande abbraccio, anche da parte di “Chicca”
Carlo Smuraglia»
Due cornamuse suonano, sembra una nenia natalizia, poi si alza limpido e bello il canto partigiano di “Valsesia”. Dal fondo della sala si cominciano a sentire applausi e saluti concitati: Carlo arriva, Chicca – di fianco a lui – timida e sorridente sembra nascondersi. Comincia così la festa “Grazie partigiano Carlo” una festa, un incontro nato per gioco da una lettera aperta su un social network (grazie a Alessandro Lanzani) e da mille rivoli inaspettati di “bello, sì io ci sarò”) e poi è un crescendo di adesioni, idee, pubblicità e condivisioni, e come al solito il “micidiale” passaparola, e poi il Comitato provinciale dell’ANPI di Milano e Radio Popolare con annunci e spot via etere e, ancora, telefonate, scritti, incontri, pensieri e regali… Ci voleva una festa, e mai come questa volta lo slogan era di gioiosa spinta propulsiva “Molti avevano giurato di fartela. Noi te la facciamo davvero: la Festa!” Così, un martedì sera, in un angolo della periferia milanese, festa di gente, di popolo – fuori dai Palazzi e dalle forme consuete dei discorsi di circostanza – più di quattrocento donne e uomini si sono stretti intorno al Partigiano Carlo, per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto con dignità e amore, ancora una volta, per questa Italia. Senza formalità e con tanta spontaneità, con la presenza di delegazioni di Sezioni ANPI da mezza Italia (Montebelluno, Marzabotto, Castel Bolognese, Broni, Zavattarello, Monza e Brianza, Varallo Sesia) e tutte, o quasi, le Sezioni di Milano e Provincia. E poi i Comitati per il No e la mitica “Brigata Prostata” (https://www.facebook.com/groups/1739720062925243/?fref=ts), un gruppo Facebook di antifascisti iscritti o meno all’ANPI – con nomi di battaglia scherzosi riferiti a problemi di salute vari, perché c’era, c’è e ci sarà una sana allegria partigiana – e molti semplici cittadini (per non parlar dei tanti altri che, ahimè, dimentico). Insomma bella gente, a cantare, ridere, abbracciarsi, e sentirsi ancora e sempre un grande NOI. Mille pensieri per Carlo, regalini e stringerlo forte tra le braccia, un bicchiere di spumante, una fetta di panettone, gli auguri per un bellissimo 2017 pieno di Libertà e Costituzione, qualche nodo in gola pensando a chi non c’è più lì con tutti NOI. E poi Carlo che ci saluta con parole e pensieri che ci fanno capire, ancora una volta, perché gli vogliamo così tanto bene, e Chicca che, assorta e commossa, si fa piccola tra le note di Bella Ciao cantata dal coro “Suoni e l’ANPI” ma che da subito diventa urlo corale d’unità tra tutti i presenti. E ancora una volta grazie, grazie Presidente, grazie Partigiano Carlo. Noi ci siamo e ci saremo sempre…
Quella seguente è la lettera che, il Presidente Smuraglia ha inviato a Ivano Tajetti e che – su suo esplicito invito – è stata resa pubblica sui social.
«Carissimo Ivano, ringraziarti per lʼidea, per la realizzazione, per la bellissima e “calda” serata, per tutti quelli che sei riuscito a portare alla Barona, in una serata prenatalizia, sarebbe davvero troppo poco. Ma non esiste altro modo o altra forma di quella che conosciamo e che, in certi casi, ci sembra sproporzionata per difetto. Ti dico “grazie” a nome mio e di Enrica, come espressione di un pensiero sincero, grato e affettuoso. La vita (e talora la stessa ANPI) ci offre anche dispiaceri, preoccupazioni e amarezze, ma una sera come quella che hai messo insieme, le disperde tutte. Soprattutto perché sei riuscito a fare in modo che la serata, da “Festa per il Presidente partigiano” si trasformasse in una serata del senso di appartenenza, dellʼaffetto, della fraternità, dellʼamicizia che ormai sono esclusive dellʼANPI e che non sempre sappiamo far valere. Io sono stato commosso e felice, anche se il mio carattere (che resta, nonostante le apparenze, timido) non mi consente di esprimerlo appieno, come vorrei. Enrica, che era stata incerta se venire perché non si sentiva molto bene, ha finito per superare tutti i suoi malesseri e si è trovata a casa sua, come “Chicca” e non solo come la moglie del Presidente. Insomma, hai fatto un miracolo e di questo ne abbiamo tanto bisogno, in questa Associazione che sta cambiando e che dobbiamo riuscire a tenere ancorata alla sua migliore tradizione e contemporaneamente aperta ad un futuro, che non è quello dellʼapparenza e della visibilità, ma è quello (almeno spero) del ritorno alla civiltà, alla pacatezza e lealtà dei rapporti, ai sentimenti sinceri, alla solidarietà, alla fraternità. Caro Ivano, di tutto questo ti sono (ti siamo) grati; e sono convinto che tutti siano stati bene, anche quelli che venivano da lontano, con un coraggio da leoni e portando doni come (e meglio di loro) dei Re Magi. Ho guardato con calma i doni e li ho trovati deliziosi, proprio perché esprimono tutto ciò che hai detto e manifestato: la voglia di fare un piccolo o grande regalo al Presidente, inteso non come tale, ma come un amico. Grazie di cuore, dunque, per tutto e per una serata che non dimenticherò. Mi piacerebbe poterlo dire a tutti quelli che cʼerano, ma non di tutti conosco nomi e indirizzi. Se avrai modo di estendere le mie parole ad un ambito il più possibile vasto, mi farai un altro, graditissimo, piacere. Un grande abbraccio, anche da parte di “Chicca”
Carlo Smuraglia»
13 gennaio 2017
Nota del Presidente ANPI Barona Milano.
Piango,
piango di Rabbia.
Mentre fascisti e nazisti mettono in rete una petizione per mettere fuori legge l’ANPI e buttare in prigione gli ultimi Partigiani viventi. Mentre le Istituzioni (Vedasi questore di Milano, e molti altri come lui) forse si dimenticano di aver prestato giuramento: «Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio Stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni» concedendo un luogo storico di Milano come quello dell’Arco della Pace a fascisti e razzisti, io piango, piango di rabbia.
Domani Milano vedrà ancora una volta sulle sue strade il male peggiore dell’umanità, il fascismo, il nazismo, i lori simboli lugubri e di morte, la loro ideologia di violenza e sopraffazione.
E purtroppo nonostante le leggi esistenti, nonostante tutta la Società Civile e Democratica, tutti i sinceri difensori della Libertà, della giustizia e dell’eguaglianza, chiedevano a chi di dovere di fermare questa continua deriva antidemocratica.
Ancora una volta si decideva contro senso, contro le leggi, contro la memoria, contro la ragione, di concedere spazi e opportunità al cancro peggiore della storia dell’uomo.
Ancora una volta si poteva fare, ma non si fa.!
Mille e più i motivi per chi decide di dire di no, NO nessun spazio ai fascisti… mille i percorsi per poter agire e non concedere. E invece ancora ci tocca urlare, scrivere, indignarci, fare comunicati, prendere posizione e presenza, lanciare appelli e poi, scendere in Piazza, ancora una volta.
Ma per “qualcuno” le posizioni sono identiche, lo spazio va concesso anche ai fascisti.!
E mai possibile che tutti dimenticano, che tutti chiudano gli occhi, e possibile che ancora si possa dare spazio al fascismo.? Domani non so quanti saremo in Piazza Fontana, (e anche quanti saranno assenti, con le solite riflessioni dai si, ma però… ) e quanti saranno all’Arco della Pace, io so solo che questa “cosa” continua, difficile, negativa e disonorevole per una città come Milano, per un Paese come l’Italia non può continuare, deve cessare una volta per tutte.
Troppo pericoloso continuare a concedere nel nome della libertà e della democrazia, che ricordo ai più distratti e proprio quello che i fascisti vogliono negare.
E’ ora di trovarci, di riflettere, di capire, di trovare nuove posizioni e agire per non dimenticare, per attualizzare la Costituzione, e far applicare le sue leggi, è ora di guardarci negli occhi, di stringerci le mani, davvero e ora di trovarci e ritrovarci, di riportare nella mente e nei cuori i sogni dei nostri Partigiani, non per odio ma per amore, “Era giunta l’ora di Resistere; era giunta l’ora di essere uomini, di morire da uomini per vivere da uomini.” è ora, è giunto il momento di Resistere.
Delegare, aspettare, non ci servirà più a nulla, nessun passo indietro, dobbiamo essere degni noi Partigiani della Pace e della Libertà di proseguire il camino di chi ci ha regalato questo dono immenso, senza fraintendimenti, senza ipocrisie, senza egoismi.
Un mondo migliore è possibile, e noi ci dobbiamo sempre più credere.
Io come antifascista, come famigliare d’uccisi dal fascismo e dal nazismo, io come iscritto all’ANPI, (e mi spiace molto per chi non lo è) io come uomo libero di questa terra che non dimentica, grido ancora e sempre no al fascismo, al razzismo, al male terribile che queste idee hanno portato e ancora vogliono portare.
Domani sabato 14 gennaio la Milano migliore sarà in Piazza Fontana dalle ore 16,00 per difendere il proprio essere uomini e donne liberi. Ora e sempre Resistenza.
Ivano Tajetti.
Milano, 13 gennaio 2017.
In fotografia Sandro Pertini all'Arco della Pace Milano, 1 maggio 1945.
In fotografia Sandro Pertini all'Arco della Pace Milano, 1 maggio 1945.
10 gennaio 2017
06 gennaio 2017
03 gennaio 2017
02 gennaio 2017
30 dicembre 2016
28 dicembre 2016
Addio Benito Maggioni. Bella Ciao.
Stanotte 28 dicembre 2016, ci ha lasciato Benito Maggioni,
colonna della Sezione ANPI Barona Milano.
Iscritto da sempre alla Sezione, componente del Direttivo e per anni tesoriere amministrativo e responsabile tesseramento. La sua attività nell’ANPI sempre di piena collaborazione e massima disponibilità. Anche nei momenti più tristi della vita di Sezione e dell’Associazione lui ed un pugno di Partigiani, tra cui ricordiamo il primo Presidente di Sezione Angelo Bornaghi, hanno sempre lavorato per una costruzione di memoria e libertà. L’ANPI Barona le deve molto, senza la sua radice forse oggi non saremo quello che siamo. Classe 1934, Comunista e Antifascista. La sua Famiglia, il suo quartiere, il suo lavoro all’ATM, i suoi Compagni, e i suoi amici sono stati il percorso di una vita spesa nel laborioso costruire rapporti semplici e puliti, quando la memoria e la Resistenza chiamava lui era sempre in prima fila. Ci mancherà la sua presenza, ogni venti cinque aprile, ogni volta che c’era da portare una bandiera, ogni volta che ci occorreva una storia, un sorriso, un racconto d’esperienza di come una volta era la Sezione e la Barona.
Adesso ha raggiunto la sua cara Moglie Marina, da pochi mesi scomparsa, e tutti i Partigiani della Sezione lo stanno aspettando per discutere ancora una volta con lui, di programmi, d’organizzazione, di Libertà
Un abbraccio forte alle figlie, ai generi, ed ai nipoti.
La Sezione ANPI Barona di Milano, ti saluta Caro Benito, abbruniamo le bandiere e cantiamo ancora una volta Bella Ciao insieme.
Camera ardente Ospedale Policlinico di Milano.
Funerale: Chiesa Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa di Via Neera 24, angolo Via Montegani Milano. Venerdì 30 dicembre ore 14,45.
Sono graditissime le Bandiere dell’ANPI. Una delegazione di Sezione terrà in tale triste occasione un saluto pubblico di commiato.
27 dicembre 2016
24 dicembre 2016
"Grazie Partigiano Carlo" Grazie Caro Presidente...
Carissimo Ivano,
ringraziarti per l’idea, per la realizzazione, per la bellissima e “calda” serata, per tutti quelli che sei riuscito a portare alla Barona, in una serata prenatalizia, sarebbe davvero troppo poco. Ma non esiste altro modo o altra forma di quella che conosciamo e che, in certi casi, ci sembra sproporzionata per difetto. Ti dico “grazie” a nome mio e di Enrica, come espressione di un pensiero sincero, grato e affettuoso. La vita (e talora la stessa ANPI) ci offre anche dispiaceri, preoccupazioni e amarezze, ma una sera come quella che hai messo insieme, le disperde tutte. Soprattutto perché sei riuscito a fare in modo che la serata, da “Festa per il Presidente partigiano” si trasformasse in una serata del senso di appartenenza, dell’affetto, della fraternità, dell’amicizia che ormai sono esclusive dell’ANPI e che non sempre sappiamo far valere.
Io sono stato commosso e felice, anche se il mio carattere (che resta, nonostante le apparenze, timido) non mi consente di esprimerlo appieno, come vorrei. Enrica, che era stata incerta se venire perché non si sentiva molto bene, ha finito per superare tutti i suoi malesseri e si è trovata a casa sua, come “Chicca” e non solo come la moglie del Presidente.
Insomma, hai fatto un miracolo e di questo ne abbiamo tanto bisogno, in questa Associazione che sta cambiando e che dobbiamo riuscire a tenere ancorata alla sua migliore tradizione e contemporaneamente aperta ad un futuro, che non è quello dell’apparenza e della visibilità, ma è quello (almeno spero) del ritorno alla civiltà, alla pacatezza e lealtà dei rapporti, ai sentimenti sinceri, alla solidarietà, alla fraternità.
Caro Ivano, di tutto questo ti sono (ti siamo) grati; e sono convinto che tutti siano stati bene, anche quelli che venivano da lontano, con un coraggio da leoni e portando doni come (e meglio di loro) dei Re Magi.
Ho guardato con calma i doni e li ho trovati deliziosi, proprio perché esprimono tutto ciò che hai detto e manifestato : la voglia di fare un piccolo o grande regalo al Presidente, inteso non come tale, ma come un amico.
Grazie di cuore, dunque, per tutto e per una serata che non dimenticherò. Mi piacerebbe poterlo dire a tutti quelli che c’erano, ma non di tutti conosco nomi e indirizzi.
Se avrai modo di estendere le mie parole ad un ambito il più possibile vasto, mi farai un altro, graditissimo, piacere.
Un grande abbraccio, anche da parte di "Chicca". Carlo Smuraglia.
20 dicembre 2016
18 dicembre 2016
16 dicembre 2016
15 dicembre 2016
14 dicembre 2016
10 dicembre 2016
08 dicembre 2016
07 dicembre 2016
Fascisti al Sacrario di San Martino.
L’ANPI Provinciale di Milano esprime la sua profonda esecrazione per la profanazione del Sacrario del San Martino, avvenuta qualche giorno fa, da parte del gruppo neonazista Do.ra. Questa oltraggiosa e ignobile azione che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, offende i combattenti e i caduti della battaglia del Monte San Martino, tra cui il colonnello Carlo Croce, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. La battaglia del San Martino, del novembre del 1943, alla quale parteciparono numerosi combattenti milanesi, costituisce uno dei primi e significativi esempi di opposizione all’occupazione nazifascista e viene ricordata come l’episodio che diede inizio alla lotta partigiana nel Nord Italia. L’ANPI Provinciale di Milano manifesta la sua preoccupazione per il rifiorire di movimenti neonazisti e neofascisti nel cuore dell’Europa e nel nostro Paese che si contrappongono ai valori della libertà, della solidarietà, della pace, della tolleranza, su cui è fondata la nostra civiltà. Di estrema gravità è la situazione creatasi nel Varesotto, dove il gruppo neonazista Do.ra , la più numerosa e organizzata comunità nazionalsocialista italiana, fa da anni apologia di fascismo, nega la Shoah è apertamente razzista. Mentre riteniamo indispensabile sviluppare, per contrastare i rigurgiti neofascisti e neonazisti, una vasta controffensiva sul piano ideale, culturale e storico, chiediamo alle istituzioni, alle pubbliche autorità, alla magistratura di intervenire energicamente contro il gruppo neonazista del Varesotto che si pone al di fuori delle regole della nostra democrazia e della convivenza civile. La Repubblica italiana nata dalla Resistenza non può tollerare la presenza di movimenti antisemiti, xenofobi e razzisti che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti nella nostra Costituzione e con le leggi Scelba e Mancino.
Milano, 7 Dicembre 2016 Roberto Cenati – Presidente ANPI Provinciale di Milano.
05 dicembre 2016
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