ANPI E CAF ZONA SEI IN PRESIDIO ANTIFASCISTA
SABATO 11 FEBBRAIO DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 18,0O
DAVANTI A SEICENTRO...
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
10 febbraio 2012
09 febbraio 2012
08 febbraio 2012
Ora si smura...
Riceviamo e volentieri pubblichiamo...
“Ora si smura” è un vecchio adagio toscano, ormai in
disuso. Lo sentivo ripetere spesso da quelli più grandi di me almeno una decina
d’anni, nei momenti di difficoltà politica ed economica del Paese, di gravi
problemi sindacali. Ma io, poco più che un ragazzo, non ne capivo il senso anche
se intuivo qualcosa di grave, di minaccioso.
“Ora si smura” dicevano quelli
più grandi me il 14 luglio del ’48 quando spararono a Togliatti e ripeterono la
stessa espressione quando l’Italia aderì al Patto Atlantico e quando la DC
tentò di fare approvare la “legge truffa” che introduceva il premio di
maggioranza nel sistema elettorale. Ma la legge non passò e non fu smurato
nulla.
“Ora si smura” ripetevano quelli
più grandi me alla Casa del Popolo di Rifredi, a Firenze, quando minacciarono
di chiudere la Pignone, prima, e la
Galileo, poi, e un lunghissimo corteo di operai e di impiegati delle due
fabbriche, di dipendenti di altre aziende, di cittadini, in testa il sindaco
Giorgio La Pira, attraversò la città. “Ora si smura” gridavano gli operai
quando carabinieri e polizia sbarrarono il passo al corteo e finì a sassate.
“Ora si smura” ripetevano quelli
più grandi di me nelle redazioni locali dei giornali di sinistra: l’Unità,
Paese Sera, l’Avanti che io, ormai giovanotto, bazzicavo.
Ma cosa significava
quell’espressione? cosa voleva smurare quella gente? Era una grave minaccia, intuivo, ma non
capivo quale. Cosa voleva dire quello “smurare”? Disintegrare, distruggere? Probabilmente sì. Forse volevano
distruggere il “palazzo”, pensavo e mi riecheggiavano in testa i versi di un
vecchio canto anarchico: “Daremo fuoco alle chiese e agli altari, distruggeremo
i palazzi reali….”
Mi vergognavo a chiedere ai più
grandi l’esatto significato di quell’adagio che sapeva un po’ di parola
d’ordine e anch’io presi a ripeterlo nei momenti di crisi perché mi rassicurava
il fatto che tutti quelli che lo dicevano con rabbia avevano un comune
denominatore: avevano fatto la Resistenza nelle Brigate Garibaldi o in
Giustizia e Libertà.
Poi, l’impegno quotidiano in un
giornale locale limitò moltissimo le mie frequentazioni dei circoli di
sinistra. L’acquisto di un’auto,
le domeniche in Versilia o all’Abetone, altre amicizie relegarono
quell’espressione in un angolino della memoria. Ma non fui il solo. Quando mi capitava di tanto in tanto di
tornare alla Casa del Popolo di Rifredi mi rendevo conto che, negli anni del
boom economico, troppe cose eran cambiate e con queste il linguaggio. Anche la
gente non era più la stessa. Dov’è il “Bigio”?. “Poverino, gl’ è morto”. “E Lallo?”. “E’ gl’ è all’ospedale, sta per tira’ i’ carzino”che in vernacolo
vuol dire in fin di vita. E con il Bigio e Lallo se n’era andato
qualcosa, se n’era andata la rabbia nell’esclamare: “Ora si smura”.
Poi l’adagio passò di moda e i
più non lo capivano. Una notte, in tipografia, dopo aver visto il titolo della
prima pagina , le reazioni di una certa destra ad un’ipotesi di governo di
centro-sinistra, mi venne da esclamare “ora si smura”: tutti mi guardarono con
aria interrogativa. Soltanto un vecchio linotipista si girò verso di me e mi
strizzò l’occhio.
Poi il lavoro mi portò a Roma:
altra gente, altro linguaggio. Diversi anni dopo, in gita a Firenze incontrai un vecchio amico. Rimpatriata in
una trattoria e poi la visita della casa che fu del nonno.
“Qui verrà il soggiorno, qui la
camera da letto, là la sala da pranzo, questo sarà il mio studio. Ma qui c’è
una cosa che non mi torna: questo è un muro portante e in mezzo c’è un vuoto.
Senti?” e cominciò a battere sulla parete con un mazzuolo.
“Sarà un cavedio con dei tubi”.
“Impossibile: il vuoto è
orizzontale”.
Con tacita intesa afferrammo
martello e scalpello. Dopo alcuni colpi emerse qualcosa. Allargammo il foro e
tirammo fuori un fagotto stretto e lungo avvolto in un telo mimetico. Dall’
involucro emersero un moschetto 38 ed un mitra Beretta, quello con le canne
bucherellate e due grilletti, il primo prodotto in Italia negli ultimi anni di
guerra, e un paio di caricatori. C’era anche un foglio ciclostilato con
l’ordine del giorno della “Divisione Potente” alla liberazione della città con
l’invito a vigilare in armi sulla riconquistata libertà e una copia dell’ordine
degli Alleati di riconsegnare le armi. Non tutti i partigiani lo fecero e
nascosero fucili e moschetti nei modi più disparati, soprattutto murandoli
nelle pareti di casa. Sarebbero servite
per quella rivoluzione proletaria che non ci fu mai perché chi doveva
innescarla non ne ebbe il coraggio.
Uno sguardo d’intesa e
riavvolgemmo le armi nel telo mimetico, preparammo una cofana di gesso e le
murammo di nuovo: portarle in questura, ci sembrò un oltraggio alla memoria del
nonno partigiano e alle sue speranze rivoluzionarie.
E’ passato del tempo. Ma quando vedo le notizie sulla
situazione economica e sui rimedi di Monti, sulla riforma delle pensioni, sulla
disoccupazione giovanile e sul bunga-bunga mi viene da esclamare: “ora si
smura”.
Giuseppe Prunai
“Il giornalista pensionato - Febbraio 2012”
“Il giornalista pensionato - Febbraio 2012”
ANPI NO TAV...
VISTO
l’art. 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;
l’art 9 della Costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”;
l’art.21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;
l’art. 41 della Costituzione: “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”;
l'art. 42 della Costituzione: "La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi di interesse generale";
l’art. 2 lettera m) dello Statuto Nazionale dell’ANPI, che afferma che “l’ANPI ha lo scopo di: dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione”;
il documento politico approvato all’unanimità dal 15° Congresso Provinciale ANPI di Torino del 16 gennaio 2011 nel quale si afferma: “che gli investimenti pubblici debbano essere realizzati con il reale coinvolgimento delle popolazioni e delle Istituzioni locali in un confronto dialettico che percorra ed esamini tutte le possibili opzioni, nel rispetto dell’Articolo 41 della Costituzione”;
il comunicato della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
i documenti e i comunicati delle Sezioni ANPI di Nizza Lingotto, Chivasso, Martinetto, e del coordinamento delle dieci sezioni della Valle Susa e Val Sangone scritti tra l’11 dicembre 2010 e il 1° luglio 2011;
il documento scritto da Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto Costituzionale Comparato dell’Università degli Studi di Torino, intitolato “NO TAV e Costituzione”;
l’appello unitario di centinaia di associazioni democratiche per il ripristino della legalità e della democrazia in Valle Susa del 7 giugno 2011;
gli appelli “Fermiamoli” del 26 giugno 2011 e “NO TAV Bene Comune” del 6 luglio 2011 firmati da numerosi intellettuali e amministratori antifascisti di livello nazionale e internazionale per la smilitarizzazione del territorio e per il ritorno al confronto politico e democratico;
l’approvazione del documento a sostegno dell’opera votato all’unanimità da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei Deputati;
TENUTO CONTO
che in Val di Susa è in corso un’emergenza democratica;
che l’ANPI si è espressa e si esprime sull’emergenza democratica, sui diritti e su quanto previsto dalla Costituzione e non sull’opportunità ne sulla fattibilità dell’opera;
che il dissenso è tutelato dalla Costituzione ed è legittimato nei limiti della legalità;
CONSIDERATO
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 10 giugno 2011;
quanto emerso dal confronto, sia diretto e sia telematico, tra i militanti della sezione nel periodo giugno-luglio 2011;
quanto emerso dal confronto tra il comitato di sezione e gli iscritti durante la riunione apposita del 6 Luglio 2011;
quanto emerso dal confronto nel comitato di sezione nella riunione del 15 luglio 2011;
la Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco - (e l'ANPI Barona di Milano)
CONDIVIDE E SOTTOSCRIVE
il documento della Presidenza Provinciale ANPI di Torino del 30 maggio 2011;
RICONOSCE
al Movimento NO TAV piena legittimità di dissenso e di resistenza civile, in quanto nella sua storia ultraventennale ha dimostrato la propria natura antifascista, democratica e non violenta, tipica dei movimenti popolari radicati sul territorio;
ai Comitati NO TAV la funzione costituzionale di presidio della democrazia, vissuto con metodo assembleare e comunitario, praticato come luogo sociale attivo e dinamico volto all’educazione e alla formazione di cittadini liberi, informati e consapevoli, in sintonia con i valori ed i principi della Costituzione nata dalla Resistenza;
alle centinaia di gruppi, associazioni e soggetti che partecipano al Movimento NO TAV il ruolo di promotori della cultura dei diritti umani e dei beni comuni, per una transizione a stili di vita sostenibili, il progresso civile, la tutela dell’equilibrio tra azione antropica e territorio montano;
a tutti i lavoratori il diritto inviolabile di svolgere la propria attività in condizioni di sicurezza;
all’ANPI, a qualsiasi livello, di esprimersi legittimamente su questioni che riguardano la democrazia, i diritti e la Costituzione;
ESPRIME
la propria solidarietà a quanti, cittadini, lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, famiglie della Valle Susa, vivono con preoccupazione e apprensione la trasformazione di un un’opera pubblica civile in una questione di ordine pubblico;
la propria preoccupazione in seguito alla degenerazione dei tavoli politici e tecnici in militarizzazione del territorio;
la differenza, in modo chiaro e inequivocabile, tra la Resistenza al nazifascismo, che fu lotta armata organizzata contro l’invasore nazista e la dittatura fascista, e la resistenza civile e non violenta del Movimento NO TAV;
CONDANNA CON FERMEZZA
la militarizzazione del territorio;
l’uso della violenza sotto qualsiasi forma e da qualsiasi parte provenga;
l’infiltrazione di individui violenti all’interno del Movimento NO TAV;
la propaganda dei mezzi di comunicazione che, salvo poche eccezioni, non stanno rappresentando la realtà dei fatti, in particolare sui costi dell’opera e sulle motivazioni tecniche di opposizione all’opera;
AUSPICA
l’immediata smilitarizzazione del territorio;
il ripristino della legalità democratica;
la riapertura in tempi rapidi del confronto politico, democratico e tecnico;
la divulgazione da parte dei mezzi di comunicazione delle ragioni democratiche e delle motivazioni tecniche di opposizione all’opera documentate dal Movimento NO TAV in oltre vent’anni di raccolta dati e di partecipazione dei cittadini;
la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico di Chiomonte, situato in località Maddalena e di tutti i siti ad esso collegati, per la fruizione locale, naturalistica, culturale, scientifica, accademica e turistica in generale;
l’avvio all’interno dell’ANPI a tutti i livelli e in tempi ragionevoli di un confronto sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
RICHIEDE
al Comitato Provinciale, all’Esecutivo Provinciale e alla Presidenza Provinciale ANPI di Torino di avviare in tempi ragionevoli e tenendo conto della massima disponibilità delle Sezioni, un confronto apposito interno all’ANPI, in particolare con il supporto delle Sezioni del territorio maggiormente interessate dall’opera, per la condivisione di informazioni e riflessioni sull’emergenza democratica attualmente in corso in Valle Susa;
INVITA
le altre sezioni ANPI del territorio provinciale di Torino (e Milano) a prendere visione dei documenti citati e a discutere la questione;
il Comitato Provinciale, l’Esecutivo Provinciale, la Presidenza ANPI di Torino (e Milano) e i responsabili delle commissioni di lavoro provinciali ad avviare all’interno dell’ANPI, da settembre in poi e a tutti i livelli oltre che con l’ausilio di studiosi ed esperti, un confronto e un’analisi sui beni comuni, sulla relazione tra democrazia e territorio, distribuzione delle risorse, limiti dello sviluppo e transizione a stili di vita più sostenibili, in continuità con le decisioni del recente Congresso ANPI Nazionale, in continuità con il pensiero di Aurelio Peccei, intellettuale antifascista torturato nella famigerata caserma di via Asti a Torino nel 1944, in continuità con la vittoria dei referendum del 12 e 13 giugno 2011 su acqua, energia e giustizia, e coerentemente con il prosieguo della ”nuova stagione dell’ANPI”, affinché questa si traduca concretamente in cammino collettivo per la costruzione di modalità e pratiche unitarie, nella pluralità e nella diversità, per l’antifascismo del XXI secolo.
07 febbraio 2012
06 febbraio 2012
ANPI Paderno - All' ANPI Milanese per i fatti di Nova...
Paderno Dugnano (MI) 06-02-2011
ANPI Monza-Brianza (inviato via Fax alle ore 14,30)
ANPI Nova Milanese (inviato con posta elettronica alle ore 14,30)
Egregio Segretario Nazionale ANPI
Egregio Segretario Provinciale ANPI
Signor Pedazzini ANPI Paderno Dugnano
Iscritti ANPI Paderno Dugnano
Ma qualcuno si sta rendendo conto del ridicolo?
La tragedia della Shoah,della deportazione nei Lager tedeschi qualcuno l'ha mai messa in discussione?
Alla Signora Anika Shiffer,deportata ad Auschwitz,qualcuno gli ha mancato di rispetto?
Il rappresentante dell'Anpi di Paderno Dugnano ha detto che altri drammi della societa' contemporanea sono similari a quello accaduto alla Signora Anika Shiffer e tutti coloro che hanno anche perso la vita durante quel periodo.
Ove un essere umano soffre dobbiamo essere presenti,senza distinzione di sesso,di colore della pelle,di razza,di religione,d’eta’,di lingua,siamo uguali.
Il Partigiano è un combattente che lotta,sempre,contro le schiavitu’,l’oppressione,l’invasione,le disuguaglianze,con le idee,il dialogo,ed è organizzato in un movimento di resistenza.
Tutte le sezioni presenti sul territorio Nazionale ed Estero,
sono “Il Comitato di Liberazione” (CNL).
Non è vero?
Perchè tacere sulle lotte quarantennali di popoli senza Patria?
Le disuguaglianze tra ricchi e poveri,tra Nord e Sud,tra Continenti e Continenti,tra popoli che sopravvivono in dittature indicibili,tra razze le nascondiamo per quale motivo?
Il 50% del popolo Italiano vive sotto la soglia della poverta',non è vero?
Vostre affermazioni sanno di vecchio,di iniquo.
Qualcuno sa cosa vuol dire "Morti Bianche"?
Fatevi un esame di coscienza davanti ad uno specchio e la risposta è che dovevate fare di piu' e meglio.
Ma dovevate vivere.
I vostri discorsi sono pieni di cloroformio,l'abbiamo capiti e ci ribelliamo.
La dignita' del tacere se si è stati anche solo in parte muti,sordi,ciechi rispolveriamola.
Schiodatevi,sussultate e dite se potete almeno qualcosa di sensato.
Riprovevole 1 (agg.) depaupera Che merita critica, biasimo. ~ deplorevole. <> apprezzabile.
Sinonimi: biasimevole, disdicevole, disonorevole, inammissibile, vergognoso.
Di biasimevole,disdicevole,disonorevole,inammissibile,vergognoso c'è stato solo il Vostro primo e secondo comunicato scritto e fatto circolare ignari del corretto svolgimento dei fatti e privi di prove inconfutabili anche videoregistrazioni effettuate e le contestazioni dei Congressisti alle edulcorate tesi,ai dribbling infruttiferi e inusuali anomale proposte conclusive del Nostro Segretario Provinciale presente al Congresso.
Nel mondo intero,non solo nell'ANPI,ci dovrebbero essere piu' Signor Petazzini che operano con lealta' competenza,passione,come c'è scritto nel nostro STATUTO .
Siamo le sentinelle della Costituzione.
Cospargetevi il capo di cenere,ripristinate correttamente lo pseudoequivoco da qualcuno mal capito e gestito e finiamola qui'.
Il Cittadino Partigiano
Taccone Pasquale
20037 Paderno Dugnano (MI)
05 febbraio 2012
03 febbraio 2012
02 febbraio 2012
31 gennaio 2012
30 gennaio 2012
Roberto Vecchioni - Una bella sorpresa...
Una Pubblicità dovuta... per un grande artista... che oltretutto inserisce nel libretto che accompagna il suo ultimo bellissimo lavoro, foto sulla Resistenza citando l'ANPI Barona... Grazie "Compagno" Roberto.
29 gennaio 2012
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