10 settembre 2011

Sangue e sogni. Milano, Sacrario Loggia dei Mercanti.


Sulle targhe di bronzo, ormai annerito, del Sacrario della Loggia dei Mercanti a Milano quasi illeggibili, vi sono 2824 nomi di Partigiani e Deportati che nelle speranze, nelle attese della loro vita cercarono un mondo migliore, di pace, giustizia e libertà, e offrirono ai loro sogni… carne, nervi, e sangue. Lì c'è anche il nome di mio zio Taietti Renato diciotto anni, che tornò alla sua abitazione in una cascina tra i campi della Barona il 27 aprile 1945 su un carro trainato da buoi, chiuso tra quattro assi male inchiodate, un fazzoletto rosso stretto tra le mani, per cercare di chiudere, di fermare il taglio profondo nella pancia aperta da una sventagliata di mitraglia fascista e un buco nero sulla fronte. Anche mio zio, voleva vivere, divertirsi, amare... Come presumo anche oggi tanti diciottenni vogliono fare... certo una modella che sfilerà davanti a quelle lapidi, penserà alla moda, ai soldi, al lavoro... E di sicuro chi li, proprio li... vedrà sfilare, penserà alla gioventù, alla vita che lieve come uno svolazzare di tessuti pregiati porta la bellezza e magari creatività, arte, lavoro e profitto... Ma quello che non capisco, ma quello per cui mi indegno e mi arrabbio è perché proprio li... E perché proprio loro, quelli che decidono, a cui anch'io ho donato tempo, voglia, speranze sogni e attese, dimenticano che in quel luogo su quelle lastre di bronzo non vi sono solo nomi, ma ideali e principi... Vi è davvero, anche su quelle targhe, dolore e lacrime, cuori e menti che tutto lasciarono per la nostra libertà, e che nulla chiesero se non almeno un poco di memoria...! Io sarò lì quando le luci si accenderanno, la musica romperà il silenzio del pensiero, e i "signori" batteranno le mani... Porterò una candela... per mio zio, mio nonno, per tutti i partigiani, i deportati, per tutti i miei padri e per tutte le mie madri... mi piacerebbe non essere solo, e che tanti amici, tanti compagni siano con me lì a illuminare con luce fioca, speranze, sogni e attese che mai moriranno...

Ivano Tajetti.

1 commento:

RICCARDO CROCE ha detto...

MILANO VICINO ALL'EUROPA
MILANO CHE BANCHE CHE CAMBI
MILANO GAMBE APERTE
MILANO CHE RIDE E SI

Queste sono le prime strofe di unabella canzone di Lucio Dalla..

Carissimo Ivano
Nel ricordo di tuo zio e di tutti coloro i quali, come scriveva Calamandrei, non siamo noi ad andare a trovare quando arrivano le ricorrenze e si svolgono le cerimonie di commemorazione, ma sono LORO a chiamarci per ricordarci perchè sono morti e per giudicare le ns azioni, i ns pensieri e la ns memoria,accendiamo tutti una candela. Chi non puo' venire con te alla Loggia, la accenda a casa e la metta sul davanzale o dietro una finestra. Chi è per strada si fermi cinque minuti ed accenda una candela. Facciamo si' che la canzone di Dalla su Milano, invece, sia attuale soprattutto per quest'altre strofa :

MILANO CHE QUANDO PIANGE
PIANGE DAVVERO

Un abbraccio
Riccardo

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