Fascisti a Milano. Da Ordine Nuovo a Cuore nero Nelle librerie dal 5 ottobre per i tipi di BFS edizioni Redazione - Osservatorio democratico Con il taglio dell’inchiesta giornalistica, il lavoro di Ferrari prende le mosse dall’assassinio, rimasto ancora oscuro, del giovane neofascista Alessandro Alvarez nei pressi di Milano, nel marzo 2000. In quella vicenda, a cavallo tra estremismo e malavita, fu anche indagato un ex terrorista nero. Da qui l’avvio, grazie al supporto di una ricca documentazione giudiziaria, di un viaggio nell’estrema destra milanese, riannodando storie e figure del passato: la “banda Cavallini” dei primi anni Ottanta, il reclutamento di mercenari per le guerre d’Africa, l’ accoltellamento di un consigliere comunale nel 1997... Fino agli anni più recenti, segnati dall’espandersi del fenomeno naziskin, dall’ infiltrazione nelle curve, ma anche da episodi inquietanti quali l’ organizzazione di un attentato a un magistrato antimafia. In questo percorso si evidenziano i legami politici e personali che continuano a collegare il mondo della destra radicale con quello della destra istituzionale. Nelle librerie dal 5 ottobre prezzo 14 euro |
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
10 ottobre 2011
Fascisti a Milano.
Smuraglia. Ricuciamo l'Italia...
"In Piazza, perché indignarsi non basta più" Il Presidente ANPI "L'alternativa a questo governo c'è già, ma mi preoccupo quando vedo le opposizioni dividersi".
Noi non siamo l'antipolitica, non ci interessa esserlo, perché è la politica, da sempre, il tessuto connettivo della società e della democrazia. La buona politica, ovviamente». Che cosa intende per buona politica? «Intendo quella che mira all'interesse di tutti, fatta di dignità e onore, volta a costruire. Superando gli inevitabili divisioni e conflitti non con compromessi di comodo, ma con una visione del bene comune che porti alla ricerca di punti di convergenza. È un po' quello che accadde con la Costituzione: io non sono affatto d'accordo con quanti ritengono sia stata il frutto di compromessi, credo piuttosto siano stati identificati valori da tutti condivisibili. Il valore del lavoro, il valore della persona». Carlo Smuraglia, avvocato, docente, senatore per i Democratici di sinistra, e oggi presidente dell'Anpi, ha appena finito di parlare dal palco allestito all'Arco della Pace di Milano per la manifestazione di Libertà&Giustizia «Ricucire l'Italia». «Io giro tutto il Paese», dice, «e quello che vedo è un'enorme domanda di un futuro che poggi sulla consapevolezza della memoria. Ma bisogna fare presto. Indignarsi non basta più, e nemmeno resistere». Come si sana la frattura tra cittadini e politica? «Il male di oggi è che molti cittadini dicono tanto sono tutti uguali . In realtà una via alternativa c'è, indicarla è uno dei compiti della buona politica, appunto. Che si deve tradurre in comportamenti chiaramente percepibili dai cittadini, deve dare un'immagine di coerenza, di ricerca di soluzioni accettabili, al di là dei singoli interessi. Anche su questa scandalosa legge elettorale, per esempio. Lo spettacolo delle divisioni delle opposizioni deve finire, non perchè la discussione venga nascosta, ma perchè sia funzionale alla ricerca di punti comuni. Questo vale per l'oggi come per il domani. Una volta che riusciremo ad uscire dalla situazione in cui ci troviamo, una volta che Berlusconi non sarà più presidente del Consiglio, forse in pochi mesi alcune leggi ingiuste verranno abrogate, alcune distorsioni raddrizzate, ma per ricostruire davvero un patrimonio culturale, fatto di etica, rispetto, che restituisca al lavoro il posto che gli spetta, ci vorrà molto più tempo. E tutto questo lo chiediamo alla buona politica». Dal 13 febbraio al Palasharp ad oggi le manifestazioni contro questo governo e questo modo di fare politica si sono moltiplicate, ma Berlusconi è ancora lì. «Non possiamo aspettare un 25 luglio che non sappiamo se ci sarà, non possiamo aspettare che Berlusconi se ne vada da solo o per mano di chi non ci può dare garanzie per il futuro. Dobbiamo pensare a concludere questa situazione e a pensare a cosa faremo dopo, dobbiamo farlo tutti insieme. C'è un filo rosso che lega il 13 febbraio alla partecipazione ai referendum e alle amministrative, agli scioperi della Cgil, fino ad arrivare alla manifestazione di oggi. È fondamentale la ricerca di un collante, non possiamo considerare ognuno di questi un momento bello, ma isolato. Bisogna essere convinti che il momento del cambiamento è molto vicino, non è il sogno di un futuro lontano. E ci vuole anche un pizzico di utopia, fede e slancio nel futuro. Senza un po' di utopia non si può costruire niente».LAURA MATTEUCCI
9 ottobre 2011 Unitàpubblicato nell'edizione Nazionale nella sezione "Politica"
09 ottobre 2011
Paolo Limonta scrive al Questore di Milano...
Caro signor Questore di MIlano, ieri mattina in piazza Miani i suoi uomini hanno pensato bene di intervenire a suon di manganellate per impedire a un folto gruppo di antifascisti di protestare contro l'apertura di una sede della fiamma tricolore poco distante.
La colpa degli antifascisti era di volersi spostare dalla piazza e fare un breve corteo nel quartiere.
Lei ha riaffermato una posizione già espressa che si può riassumere così: " Non posso concedervi di fare un corteo perché, se me lo chiedessero anche gli altri, dovrei autorizzare anche loro ! ! ! " e, i suoi ragazzi, hanno sostituitu i punti esclamativi con i manganelli.
Vede Signor Questore, io credo che la sua posizione sia profondamente sbagliata e le spiego perché.
Perché " gli altri " nello stesso momento in cui lei esternava il suo pensiero, intonavano canzoni del ventennio e si esibivano in una selva di saluti romani ( che, mi risulta, continua essere un reato ).
Ma, soprattutto, perché lei come tutti i pubblici ufficiali, ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione che, sarebbe bene lo ricordassimo sempre, è nata dalla Resistenza di milioni di donne e uomini che hanno sconfitto il fascismo e ci hanno consegnato questa Repubblica e, in particolare, questa città che, faremmo bene a non dimenticarlo mai, è Medaglia d'Oro della Resistenza.
Una città governata da un'Amministrazione democratica e antifascista il cui Sindaco, ha fermamente e in più occasioni, espresso il suo pensiero a sostegno dell'ANPI che, ieri, insieme alla Camera del Lavoro e a numerosi rappresentanti delle Istituzioni erano presenti in piazza Miani.
In conclusione penso che ieri sia stato commesso un enorme errore che spero non si ripeterà in futuro.
Perché Milano è stata, è e sarà sempre profondamente antifascista e, su questo tema, nessuno si può permettere alcun tipo di equidistanza.
Paolo Limonta...
La colpa degli antifascisti era di volersi spostare dalla piazza e fare un breve corteo nel quartiere.
Lei ha riaffermato una posizione già espressa che si può riassumere così: " Non posso concedervi di fare un corteo perché, se me lo chiedessero anche gli altri, dovrei autorizzare anche loro ! ! ! " e, i suoi ragazzi, hanno sostituitu i punti esclamativi con i manganelli.
Vede Signor Questore, io credo che la sua posizione sia profondamente sbagliata e le spiego perché.
Perché " gli altri " nello stesso momento in cui lei esternava il suo pensiero, intonavano canzoni del ventennio e si esibivano in una selva di saluti romani ( che, mi risulta, continua essere un reato ).
Ma, soprattutto, perché lei come tutti i pubblici ufficiali, ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione che, sarebbe bene lo ricordassimo sempre, è nata dalla Resistenza di milioni di donne e uomini che hanno sconfitto il fascismo e ci hanno consegnato questa Repubblica e, in particolare, questa città che, faremmo bene a non dimenticarlo mai, è Medaglia d'Oro della Resistenza.
Una città governata da un'Amministrazione democratica e antifascista il cui Sindaco, ha fermamente e in più occasioni, espresso il suo pensiero a sostegno dell'ANPI che, ieri, insieme alla Camera del Lavoro e a numerosi rappresentanti delle Istituzioni erano presenti in piazza Miani.
In conclusione penso che ieri sia stato commesso un enorme errore che spero non si ripeterà in futuro.
Perché Milano è stata, è e sarà sempre profondamente antifascista e, su questo tema, nessuno si può permettere alcun tipo di equidistanza.
Paolo Limonta...
comunicati: Milano Piazza Miani, violenze e soprusi...
Ci arrivano i seguenti comunicati che ringraziando, portiamo alla vostra attenzione:
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Cariche al presidio antifascista di piazza Miani
Stamattina, al termine di un presidio antifascista organizzato da Anpi e Cgil in Piazza Miani, le Forze dell'ordine hanno operato una serie di cariche , durante le quali, tra gli altri, è rimasto contuso il consigliere comunale di SEL, Luca Gibillini.
Non possiamo che esprimere forte stupore e indignazione per il comportamento delle forze dell'ordine, assolutamente ingiustificato e inutilmente violento.
Siamo sicuri che il Questore, che ha giurato sulla Costituzione repubblicana antifascista, avvierà un'indagine che faccia chiarezza su quanto è avvenuto e soprattutto impedirà che si ripetano simili deplorevoli episodi.
Gruppo Consigliare Sinistra Ecologia e Libertà
Non possiamo che esprimere forte stupore e indignazione per il comportamento delle forze dell'ordine, assolutamente ingiustificato e inutilmente violento.
Siamo sicuri che il Questore, che ha giurato sulla Costituzione repubblicana antifascista, avvierà un'indagine che faccia chiarezza su quanto è avvenuto e soprattutto impedirà che si ripetano simili deplorevoli episodi.
Gruppo Consigliare Sinistra Ecologia e Libertà
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ACCADE A MILANO
Oggi, 8 ottobre, in Barona, un
quartiere nella periferia Sud di Milano si è tenuto un presidio contro
l’apertura di una sede della Fiamma Tricolore.
Il presidio, autorizzato dalla
questura, era promosso dal CAF di zona che, oltre all’ANPI, vede la presenza
delle forze politiche e sociali di sinistra e democratiche. Al termine, dopo
un’ora di liberi interventi il centinaio di cittadini intervenuti, unitamente
ad una ventina di giovani dei centri sociali, chiedevano di poter effettuare un
breve percorso in quartiere, lontano dal luogo di apertura della sede fascista,
sia per informazione alla cittadinanza sia per riaffermare le ragioni di un
antifascismo che ha visto la zona lasciare decine di caduti per la resistenza.
La risposta della questura non si
è fatta attendere: fatte arrivare nuove forze di polizia e schierate in tenuta
anti sommossa in tutti gli angoli della piazza, le hanno subito utilizzate per
caricare e manganellare violentemente chiunque capitasse a tiro pur di impedire
anche il deflusso dei convenuti verso la sede del locale centro sociale.
Una risposta assurda, contro un
pacifico corteo composto per lo più da anziani, teso solo a ribadire chi
detiene il bastone del comando in città. Forse, attraverso gli incidenti creati
ad arte e qualche manganellata in più, meglio se conosciuta a livello
mediatico, si vuole acquisire meriti per eventuali promozioni: ogni riferimenti
ai fatti di Genova è puramente voluto…
G Cavalli
Circolo Lenin Barona (MI)
08 ottobre 2011
Barona. Tensione al presidio contro fiamma tricolore.
MILANO - Ci sono stati momenti di tensione al presidio, organizzato da Anpi e Cgil in piazza Miani nel quartiere Barona di Milano, indetto per protestare contro l'apertura di una sede della Fiamma Tricolore in via Tosi, a poca distanza dal luogo della manifestazione. Gruppi antifascisti e forze dell'ordine sono entrati in contatto quando il presidio ha deciso di muoversi in corteo il quartiere (un centinaio di persone). Dopo una lunga trattativa, al rifiuto di concedere il permesso di muoversi, i manifestanti hanno comunque provato a partire. A quel punto sono avvenute due-tre brevi schermaglie con le forze dell'ordine sul posto. I manifestanti antifascisti lamentano due contusi dopo un paio di schermaglie avute con le forze dell'ordine, durante le quali sono volati diversi colpi di manganello: uno dei due contusi è il consigliere comunale di Sel Luca Gibillini, colpito da un manganello al capo e medicato nel vicino Pronto Soccorso dell'ospedale San Paolo.
A scatenare il confronto tra manifestanti e forze dell'ordine è stata la richiesta dei primi di potersi muovere dal presidio autorizzato contro l'apertura di una sede della Fiamma Tricolore in zona, in un breve corteo nel quartiere Barona «stando però ad ampia distanza dalla sede della Fiamma Tricolore», hanno spiegato i manifestanti. A cercare di intavolare una trattativa con le forze dell'ordine a presidio della piazza, affinchè arrivasse il via libera al corteo è stato il segretario della Camera del Lavoro Onorio Rosati. Al rifiuto della Questura di concedere il permesso, i militanti del vicino centro sociale Zam (che hanno partecipato all'iniziativa organizzata da Anpi e Cgil) avevano deciso di fare ritorno nel loro spazio occupato proprio in corteo, fatto che ha innescato la reazione delle forze dell'ordine. (fonte: Ansa)
07 ottobre 2011
il presidio è spostato in Piazza Miani.
Causa problemi d'ordine pubblico.
Il presidio viene spostato in Piazza Miani.
Ringraziandovi per le numerose adesioni, a domani.!
ANPI Barona. Milano.
Il presidio viene spostato in Piazza Miani.
Ringraziandovi per le numerose adesioni, a domani.!
ANPI Barona. Milano.
06 ottobre 2011
Camera del Lavoro - Giambellino. Milano.
Milano, 6 ottobre 2011
La Camera del Lavoro Giambellino esprime piena solidarietà alla sezione Barona dell'ANPI e ne condivide le preoccupazioni per l'apertura in zona di una sede di estrema destra del "Msi-Fiamma Tricolore".
I nostri quartieri necessitano del massimo della coesione sociale, della tranquillità e della partecipazione democratica
e non certo della presenza di forze che predicano la divisione e l'intolleranza.
La Camera del Lavoro appoggia il presidio democratico che la Sezione Barona dell'ANPI organizza per sabato mattina.
Il Coordinatore CdL Zona Giambellino
Mauro Stucchi
sabato 8 ottobre Milano e Monza... un riassunto.!
Un utile riassunto di Luciano Muhlbauer su iniziative dei fascisti e iniziative dei compagni per il prossimo sabato 8 ottobre.
A volte ritornano. Anzi, in realtà non se n’erano mai andati. Stiamo parlando dei gruppi militanti dell’estremismo neofascista e neonazista dell’area milanese, che, a quanto pare, hanno deciso di rialzare la testa.
Certo, nel recente passato avevano dovuto incassare qualche colpo e i loro progetti di conquistare casematte più solide sul territorio erano naufragati. Anzitutto, grazie alla mobilitazione degli antifascisti e delle antifasciste, che l’anno scorso contrastarono efficacemente, prima, l’ondata primaverile di inziative di piazza messa in campo dall’insieme della galassia neofascista e, poi, il tentativo prenatalizio di aprire una sede di Forza Nuova nel centralissimo corso Buenos Aires. In secondo luogo, come conseguenza della vittoria elettorale alle comunali da parte di Giuliano Pisapia, i neofascisti hanno perso le loro numerose protezioni e complicità istituzionali sia a Palazzo Marino, che nei vari Consigli di Zona.
Insomma, di fronte a questo scenario viene quasi spontaneo rilassarsi e crogiolarsi nell’illusione che il problema sia svanito. Ma sarebbe un grandissimo errore. E non soltanto perché, come ci ricorda la storia e quello che accade oggi in alcuni paesi europei, i periodi di crisi aprono di per sé potenziali spazi a discorsi autoritari, intolleranti e razzisti, ma anche perché registriamo dalle nostre parti una concretissima ripresa di inziativa proprio in questo periodo. Beninteso, i gruppi neofascisti sono ancora un po’ groggy e, in ogni caso, sono più divisi che mai, ma questo non è un buon motivo per lasciarli fare e sottovalutare i nuovi tentativi di mettere radici sul territorio.
Per capirci meglio, la prima giornata complicata è già di fronte a noi: sabato 8 ottobre ci saranno ben 3 punti critici, due a Milano e uno a Monza. Ma vediamo quella giornata in dettaglio:
Alle ore 10.00 di sabato mattina, i fascisti di Fiamma Tricolore – Destra sociale inaugurano una nuovo sede nel quartiere Barona, in via Franco Tosi 11, a Milano. Cioè, a due passi dal circolo Arci “Bitte” e non lontano dal centro social ZAM, per intenderci. L’Anpi di zona 6 ha indetto un presidio, con la parola d’ordine “Fuori i fascisti dal mio quartiere”. L’appuntamento è alle ore 10.00 in via Watt, angolo via Binda, davanti alla lapide al partigiano Fulvio Rossi.
Il primo pomeriggio, invece, ci spostiamo a Monza, dove alle ore 14.30, in piazza San Paolo, inizia il presidio, organizzato da Anpi Monza, collettivi studenteschi e Foa Boccaccio, con l’adesione di numerose realtà monzesi, contro l’apertura di una sede in via Dante da parte di “Lealtà e Azione”, un’associazione legata al movimento neonazista di carattere internazionale degli Hammerskin e che funziona come strumento legale e presentabile degli hammerskin milanesi. Questi ultimi, infatti, fanno base nella Skinhouse di Bollate e per mezzo della copertura di “Lealtà e Azione” –e dei buoni uffici di qualche amico istituzionale- sono già riusciti ad aprire una sede in una casa Aler a Milano, in viale Brianza.
Infine, dalle ore 18.00 in poi, torniamo a Milano, a Quarto Oggiaro, dove i neofascisti di Casa Pound, nel tentativo di rendere stabile la loro presenza nel quartiere, organizzano un concerto allo spazio di via Longarone 18/4. Vi è un po’ di preoccupazione, perché i gruppi di area che suoneranno attireranno un po’ di fasci e Spazio Baluardo si trova molto vicino al luogo del concerto. Insomma, occhi molto aperti.
Tuttavia, non finisce sabato prossimo ed è già in programma una mobilitazione nazionale contro “banche e usura” dei neonazisti di Forza Nuova per sabato 29 ottobre, che si articolerà in due iniziative centrali, una a Roma e l’altra a Milano. Cioè, ancora una volta tenteranno di sfilare per le vie della città e, come sempre, cercheranno il massimo di pubblicità e provocazione. Sta dunque a noi muoverci in tempo, con intelligenza ed efficacia e senza cascare nei tranelli.
Ovviamente, sebbene sabato prossimo sia una giornata già stracolma di iniziative a Milano (ore 14.30 all’Arco della Pace Ricucire l’Italia - ore 16.00 in Cordusio presidio per decennale inizio guerra in Afghanistan - ore 16.30 alla torre di p.zza Selinunte a sostegno protesta dei migranti - ore 16.30 all’Ipercoop di v.le Umbria piazza tematica in vista del 15 ottobre organizzata dal Csa Vittoria), invitiamo tutti e tutte a non abbassare la guardia e a partecipare ad almeno un’iniziativa antifascista.
di Luciano Muhlbauer
ANPI AQUILA
Onorevole signor Ministro,
l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia intende portare alla sua attenzione la situazione che si è determinata nel Comune di Aielli (AQ).
Nei mesi scorsi, il Sindaco di Aielli, Benedetto Di Censo, aveva annunciato una solenne manifestazione per intitolare l’attuale Piazza Risorgimento all’ex Prefetto Guido Letta e per assegnare la cittadinanza onoraria all’On. Gianni Letta, attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’Amministrazione comunale provvedeva a promuovere questa duplice iniziativa con due distinti atti amministrativi: la Delibera di Giunta comunale n. 28 del 13 aprile 2011 “Modifica intitolazione della piazza attualmente denominata Piazza Risorgimento” e la Delibera di Consiglio comunale n. 10 del 3 giugno 2011 “Concessione della cittadinanza onoraria”. La manifestazione nel suo complesso veniva solennemente annunciata sugli organi di informazione e con ampia diffusione di inviti per il 17 settembre 2011. Le critiche dell’ANPI provinciale e di molti cittadini aiellesi sulla nuova intitolazione della piazza proprio in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (e forse anche la prudenza dell’On. Gianni Letta) avevano determinato il rinvio della cerimonia: rinvio che poteva essere l’occasione per riflettere seriamente e assumere decisioni condivise che valorizzassero la storia unitaria e democratica del nostro Paese.
Il fatto che proprio nell’anno in cui si celebra il 150° anniversario dell’Unità nazionale un’Amministrazione decida di togliere da una piazza l’intestazione “Risorgimento” per assegnarla a una figura che fu Prefetto del Fascismo e attuatore delle leggi razziali – peraltro usando la somma di 20.000,00 € assegnata dalla Provincia, appositamente destinata a “Compartecipazione Spese Comune di Aielli - Celebrazione 150° Unità d’Italia”, come parte dei fondi stanziati con l’OPCM n. 3945 del 13/06/2011 e affidati al Commissario delegato per la Ricostruzione post-terremoto – rappresenta un atto gravissimo ed un’offesa vergognosa alla Nazione italiana e allo spirito della Costituzione antifascista del nostro Paese.
Una riflessione e un apprezzabile ripensamento da parte del Sindaco sarebbero stati – e sarebbero tuttora – più che mai doverosi alla luce dei fatti storici. Infatti l’intitolazione della piazza all’ex Prefetto Guido Letta è stata giustificata “per l’aver [Guido Letta] ricoperto incarichi prestigiosi come Prefetto di sedi importanti per diversi decenni”. E durante il dibattito in Consiglio Comunale, al consigliere Giannini che suggeriva “di fare ricerche storiche più approfondite e di sentire la comunità”, il Sindaco aveva replicato “per quanto riguarda il Prefetto Letta di non essere uno storico , ma di prendere atto dell’operato del Prefetto […] come benefattore del Comune di Aielli”.
In realtà il Prefetto Letta nelle sue convinzioni, nei suoi atti politici e nella sua carriera amministrativa fu tra i più ferventi sostenitori del fascismo, fu membro della segreteria particolare di Mussolini e in quanto tale intermediò con il vile sicario di Giacomo Matteotti, Amerigo Dumini, aderì alla Repubblica Sociale Italiana di Salò anche nella sua qualità di ufficiale dell’esercito, fu un convinto assertore e un rigoroso attuatore delle famigerate leggi razziali emanate nel 1938 dal fascismo e causa di deportazione e morte per migliaia di ebrei italiani, dopo l’8 settembre 1943 “dette prova fin dal primo giorno di collaborare lealmente con le autorità militari germaniche, meritandosi piena fiducia e parole di alto riconoscimento”, fu nominato Console della MVSN – Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale a scelta speciale e addirittura, per i suoi meriti di collaborazione con la Germania nazista, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Tedesca (in tedesco Verdienstorden vom Deutschen Adler), una speciale onorificenza dell’Ordine Cavalleresco nazista istituita il 1 maggio 1937 da Adolf Hitler e assegnata a soli 9 Prefetti su 322.
Dunque meglio sarebbe stato approfondire e, alla luce di queste (e altre) valutazioni, soprassedere al cambio d’intitolazione della piazza. Invece, il 20 agosto scorso, in gran segreto e in modo repentino, addirittura nell’ambito dei festeggiamenti dei santi patronali, è avvenuta la cerimonia che ha modificato il nome della piazza cittadina da Piazza “Risorgimento” a Piazza “Guido Letta”, con l’installazione di un busto dell’ex Prefetto che il titolare, consapevole dei suoi trascorsi fascisti, si era fatto fare da solo e installare nella sua villa privata.
Ovviamente alla manifestazione non c’erano gli illustri ospiti nazionali evidentemente imbarazzati, non è stata assegnata la prevista cittadinanza onoraria all’On. Gianni Letta e la cerimonia si è ridotta a un “blitz” improvvisato, sintomo di vergogna per una scelta poco meditata e ancor meno condivisa.
La scelta dell’Amministrazione di Aielli – qualunque ne fossero le intenzioni – si è rivelata sbagliata e grave. E deve essere rivista per non costituire un “precedente” antistorico, negazionista e in palese contrasto con i valori e i principi della Costituzione Repubblicana.
Per questo motivo l’ANPI, forte del suo patrimonio di serietà, prestigio e onorabilità, continuerà a difendere – ad Aielli e ovunque – i valori della storia democratica dell’Italia, della Resistenza antifascista e della Costituzione repubblicana da qualunque tentativo revisionista.
Lo farà con il giusto rispetto verso tutti, ma in modo intransigente e appassionato in onore della cultura democratica della Provincia dell’Aquila, insignita nel 2005 dal Presidente Ciampi della medaglia d’oro al valor civile.
Con questo spirito e nell’ambito delle sue prerogative istituzionali, ci permettiamo di chiedere il suo autorevole intervento di Ministro della Repubblica italiana perché si ponga riparo a questo atto grave e inusitato.
Una riflessione e un apprezzabile ripensamento da parte del Sindaco sarebbero stati – e sarebbero tuttora – più che mai doverosi alla luce dei fatti storici. Infatti l’intitolazione della piazza all’ex Prefetto Guido Letta è stata giustificata “per l’aver [Guido Letta] ricoperto incarichi prestigiosi come Prefetto di sedi importanti per diversi decenni”. E durante il dibattito in Consiglio Comunale, al consigliere Giannini che suggeriva “di fare ricerche storiche più approfondite e di sentire la comunità”, il Sindaco aveva replicato “per quanto riguarda il Prefetto Letta di non essere uno storico , ma di prendere atto dell’operato del Prefetto […] come benefattore del Comune di Aielli”.
In realtà il Prefetto Letta nelle sue convinzioni, nei suoi atti politici e nella sua carriera amministrativa fu tra i più ferventi sostenitori del fascismo, fu membro della segreteria particolare di Mussolini e in quanto tale intermediò con il vile sicario di Giacomo Matteotti, Amerigo Dumini, aderì alla Repubblica Sociale Italiana di Salò anche nella sua qualità di ufficiale dell’esercito, fu un convinto assertore e un rigoroso attuatore delle famigerate leggi razziali emanate nel 1938 dal fascismo e causa di deportazione e morte per migliaia di ebrei italiani, dopo l’8 settembre 1943 “dette prova fin dal primo giorno di collaborare lealmente con le autorità militari germaniche, meritandosi piena fiducia e parole di alto riconoscimento”, fu nominato Console della MVSN – Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale a scelta speciale e addirittura, per i suoi meriti di collaborazione con la Germania nazista, fu insignito dell’Ordine dell’Aquila Tedesca (in tedesco Verdienstorden vom Deutschen Adler), una speciale onorificenza dell’Ordine Cavalleresco nazista istituita il 1 maggio 1937 da Adolf Hitler e assegnata a soli 9 Prefetti su 322.
Dunque meglio sarebbe stato approfondire e, alla luce di queste (e altre) valutazioni, soprassedere al cambio d’intitolazione della piazza. Invece, il 20 agosto scorso, in gran segreto e in modo repentino, addirittura nell’ambito dei festeggiamenti dei santi patronali, è avvenuta la cerimonia che ha modificato il nome della piazza cittadina da Piazza “Risorgimento” a Piazza “Guido Letta”, con l’installazione di un busto dell’ex Prefetto che il titolare, consapevole dei suoi trascorsi fascisti, si era fatto fare da solo e installare nella sua villa privata.
Ovviamente alla manifestazione non c’erano gli illustri ospiti nazionali evidentemente imbarazzati, non è stata assegnata la prevista cittadinanza onoraria all’On. Gianni Letta e la cerimonia si è ridotta a un “blitz” improvvisato, sintomo di vergogna per una scelta poco meditata e ancor meno condivisa.
La scelta dell’Amministrazione di Aielli – qualunque ne fossero le intenzioni – si è rivelata sbagliata e grave. E deve essere rivista per non costituire un “precedente” antistorico, negazionista e in palese contrasto con i valori e i principi della Costituzione Repubblicana.
Per questo motivo l’ANPI, forte del suo patrimonio di serietà, prestigio e onorabilità, continuerà a difendere – ad Aielli e ovunque – i valori della storia democratica dell’Italia, della Resistenza antifascista e della Costituzione repubblicana da qualunque tentativo revisionista.
Lo farà con il giusto rispetto verso tutti, ma in modo intransigente e appassionato in onore della cultura democratica della Provincia dell’Aquila, insignita nel 2005 dal Presidente Ciampi della medaglia d’oro al valor civile.
Con questo spirito e nell’ambito delle sue prerogative istituzionali, ci permettiamo di chiedere il suo autorevole intervento di Ministro della Repubblica italiana perché si ponga riparo a questo atto grave e inusitato.
Il Comitato Provinciale ANPI di l'Aquila
Per non dimenticare... Don Gallo a Nova Milanese.
RETTIFICA: la presenza di Moni Ovadia è stata da noi annunciata erroneamente, in quanto Moni Ovadia era già occupato in un altro impegno: Laura Tussi per Non Dimenticare.
Città di Nova Milanese
Comune di Cesate - Medaglia d’argento al Valore Civile
Comune di Cologno Monzese
Comune di Cormano
Città di Desio
Città di Bresso
Città di Cinisello Balsamo (Milano)
Comune di Sinalunga (Siena)- Assessorato alla Memoria
In collaborazione con:
ANPI, ANED, APEI, ARCINOVA, CAMPAGNA DI OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLE SPESE MILITARI, CASA DELLA CULTURA-Milano, CENTRO STUDI SERENO REGIS-Torino, CENTRO INTERDISCIPLINARE DI SCIENZE PER LA PACE-UNIVERSITÀ DI PISA, FLC-CGIL, DIFESA AMBIENTE, EMERGENCY, FONDAZIONE GIANFRANCESCO SERIO, IL DIALOGO, ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA, OSSERVATORIO NAZIONALE ED EUROPEO PER IL RISPETTO DELLE PARI OPPORTUNITA’- ONERPO, PEACELINK, RETE ANTIFASCISTA NORD OVEST MILANO, TEATRO DELLA COOPERATIVA, TEMPI DI FRATERNITA’, LAVORATORI LARES METALLI PREZIOSI….e tanti altri.
PER NON DIMENTICARE…
Don Gallo a Nova Milanese: sempre in prima linea per i diritti degli ultimi
di Laura Tussi
In Auditorium Comunale, sabato 29 ottobre 2011, ore 17.oo, si aprirà la nuova stagione del progetto “Per Non Dimenticare” con una staffetta benefica di raccolta fondi a favore delle comunità del caro amico e compagno Don Andrea Gallo. Sul palco si esibiranno attori del calibro di Moni Ovadia, Flavio Oreglio, Alberto Patrucco, Bebo Storti, Renato Sarti, Diego Parassole, Paolo Ciarchi, Daniele Biacchessi, i 7grani e molti altri. “Per non dimenticare”, l'importante Progetto riguardante la memoria storica dell'Antifascismo e della Resistenza è organizzato, promosso e coordinato da LauraTussi, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Nova Milanese, con l’Istituto Comprensivo Via Prati di Desio e con molte altre realtà associative e istituzionali e centri di ricerca per la Pace e la Nonviolenza. Il progetto “Per non dimenticare” è sempre aperto ad argomenti di attualità, di importanza e di rilievo civile e di impegno sociale e umanitario. Infatti, Don Andrea Gallo, che sarà ospite principale dell'iniziativa, è un sacerdote e partigiano, fondatore e animatore della comunità di San Benedetto al Porto di Genova e di altri centri di accoglienza. Le comunità di Don Gallo accolgono persone con ogni tipo di problema di emarginazione, tutti gli ultimi, i più deboli, gli emarginati, i più fragili e tutte le persone con difficoltà che la società non vuole e non riesce ad aiutare e ad integrare. Don Andrea Gallo è stato uno dei più grandi amici di Fabrizio De André e caro amico di Moni Ovadia e di altri personaggi importanti del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. Ricordiamo l'ultimo suo libro, dal titolo “Di sana e robusta Costituzione”, edito da Aliberti e Mondadori, che sarà disponibile dopo l'iniziativa e sarà autografato e dedicato, a chiunque lo richieda, dallo stesso Don Gallo. Durante l'evento sarà presente anche e soprattutto Emergency.
Saranno presenti RAI e RAI NEWS 24.
DON GALLO a NOVA MILANESE
“PER NON DIMENTICARE”
Stagione 2011/2012
Staffetta benefica in favore delle comunità di Don Gallo
Presentano LAURA TUSSI e RENATO SARTI
Intervengono con DON GALLO
MONI OVADIA, BEBO STORTI, ALBERTO PATRUCCO, DIEGO PARASSOLE,
DANIELE BIACCHESSI, GIULIO CAVALLI, ANTONIO PIZZINATO, GIULIO CRISTOFANINI,
I 7GRANI
Con la partecipazione di RAI NEWS 24, TGRAI, EMERGENCY
Sabato 29 Ottobre 2011 ore 17.00
AUDITORIUM COMUNALE- Nova Milanese
Con il patrocinio:Città di Nova Milanese
Comune di Cesate - Medaglia d’argento al Valore Civile
Comune di Cologno Monzese
Comune di Cormano
Città di Desio
Città di Bresso
Città di Cinisello Balsamo (Milano)
Comune di Sinalunga (Siena)- Assessorato alla Memoria
In collaborazione con:
ANPI, ANED, APEI, ARCINOVA, CAMPAGNA DI OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLE SPESE MILITARI, CASA DELLA CULTURA-Milano, CENTRO STUDI SERENO REGIS-Torino, CENTRO INTERDISCIPLINARE DI SCIENZE PER LA PACE-UNIVERSITÀ DI PISA, FLC-CGIL, DIFESA AMBIENTE, EMERGENCY, FONDAZIONE GIANFRANCESCO SERIO, IL DIALOGO, ISTITUTO PEDAGOGICO DELLA RESISTENZA, OSSERVATORIO NAZIONALE ED EUROPEO PER IL RISPETTO DELLE PARI OPPORTUNITA’- ONERPO, PEACELINK, RETE ANTIFASCISTA NORD OVEST MILANO, TEATRO DELLA COOPERATIVA, TEMPI DI FRATERNITA’, LAVORATORI LARES METALLI PREZIOSI….e tanti altri.
05 ottobre 2011
03 ottobre 2011
01 ottobre 2011
29 ottobre... nessun spazio a Forza Nuova
Milano: il 29 ottobre nessuno spazio a Forza nuova. - No al corteo, no al concerto dei razzisti ungheresi. - Redazione - Osservatorio democratico - 30/09/2011

È preannunciata per sabato 29 ottobre, una manifestazione a carattere nazionale di Forza nuova contro "banche e usura". Due gli appuntamenti: uno a Roma e l'altro Milano. Un'ennesima provocazione, volutamente indetta a ridosso della ricorrenza della Marcia su Roma.
L'iniziativa di Forza nuova, dopo un corteo per le strade cittadine, dovrebbe concludersi a sera con un concerto al Presidio di piazza Aspromonte, presente il gruppo ungherese Romantikus eroszak, letteralmente Violenza romantica, presentati come “la band di riferimento della scena nazionalista ungherese”, ovvero di chi, sul piano politico, ruota attorno al partito di estrema destra Jobbik (estimatore delle Croci frecciate, collaborazioniste dei nazisti durante l’occupazione tedesca), che in quel Paese, già al centro a livello europeo di forti preoccupazioni per le sorti della democrazia e per il rispetto dei diritti civili, si sta distinguendo per la costituzione di strutture paramilitari, la persecuzione di Rom e gay, l'ostilità nei confronti degli ebrei. I video di questo stesso gruppo, facilmente reperibili in rete, inneggianti anche agli ultras filofascisti delFerencvaros, una delle squadre di calcio della città di Budapest, trasudano non a caso di violenza estrema.
Già il 22 maggio 2010 Forza nuova indisse a Milano, sempre sullo stesso tema, un corteo nazionale con la presenza proprio di una delegazione di Jobbik, poi trasformato dal Prefetto in un comizio, in cui si tentò anche di forzare i cordoni della polizia.
Nel fare appello alla Milano antifascista affinché non venga concesso alcuno spazio a Forza nuova e a concerti di stampo razzista, non può non essere ricordato come l'intero gruppo dirigente di Forza nuova di Milano sia attualmente sotto inchiesta da parte della magistratura per i reati di «lesioni, violenza privata aggravata, porto di strumenti atti ad offendere e danneggiamento», con l'ipotesi di «incriminazione per associazione per delinquere».
La Redazione dell'Osservatorio democratico
È preannunciata per sabato 29 ottobre, una manifestazione a carattere nazionale di Forza nuova contro "banche e usura". Due gli appuntamenti: uno a Roma e l'altro Milano. Un'ennesima provocazione, volutamente indetta a ridosso della ricorrenza della Marcia su Roma.
L'iniziativa di Forza nuova, dopo un corteo per le strade cittadine, dovrebbe concludersi a sera con un concerto al Presidio di piazza Aspromonte, presente il gruppo ungherese Romantikus eroszak, letteralmente Violenza romantica, presentati come “la band di riferimento della scena nazionalista ungherese”, ovvero di chi, sul piano politico, ruota attorno al partito di estrema destra Jobbik (estimatore delle Croci frecciate, collaborazioniste dei nazisti durante l’occupazione tedesca), che in quel Paese, già al centro a livello europeo di forti preoccupazioni per le sorti della democrazia e per il rispetto dei diritti civili, si sta distinguendo per la costituzione di strutture paramilitari, la persecuzione di Rom e gay, l'ostilità nei confronti degli ebrei. I video di questo stesso gruppo, facilmente reperibili in rete, inneggianti anche agli ultras filofascisti delFerencvaros, una delle squadre di calcio della città di Budapest, trasudano non a caso di violenza estrema.
Già il 22 maggio 2010 Forza nuova indisse a Milano, sempre sullo stesso tema, un corteo nazionale con la presenza proprio di una delegazione di Jobbik, poi trasformato dal Prefetto in un comizio, in cui si tentò anche di forzare i cordoni della polizia.
Nel fare appello alla Milano antifascista affinché non venga concesso alcuno spazio a Forza nuova e a concerti di stampo razzista, non può non essere ricordato come l'intero gruppo dirigente di Forza nuova di Milano sia attualmente sotto inchiesta da parte della magistratura per i reati di «lesioni, violenza privata aggravata, porto di strumenti atti ad offendere e danneggiamento», con l'ipotesi di «incriminazione per associazione per delinquere».
La Redazione dell'Osservatorio democratico
30 settembre 2011
29 settembre 2011
Ricucire l'Italia - 8 ottobre Milano.
Come si ricuce l’Italia? Un filo di decenza ci porta in piazza, sabato 8 ottobre, a Milano, a partire dalle 14 e 30, per reagire all’indignazione. Una grande manifestazione, nel cuore della città, per dare spazio a quanti, ago e filo in mano, vogliono un abito dignitoso per il paese.
Libertà e Giustizia, si riconosce nel MANIFESTO firmato da Gustavo ZAGREBELSKY e nato nel corso del seminario di studi a Poppi
“Noi proviamo scandalo per ciò che traspare dalle stanze del governo. Ma non è questo, forse, il peggio. Ci pare anche più gravemente offensivo del comune sentimento del pudore politico un Parlamento che, in maggioranza, continua a sostenerlo, al di là d’ogni dignità personale dei suoi membri che, per “non mollare” – come dicono –, sono disposti ad accecarsi di fronte alla lampante verità dei fatti e, con il voto, a trasformare il vero in falso e il falso in vero, e così non esitano a compromettere nel discredito, oltre a se stessi, anche le istituzioni parlamentari e, con esse, la stessa democrazia”.
Presenta
Luisella Costamagna
Luisella Costamagna
sul palco, tra gli altri,
Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Valerio Onida, Giuliano Pisapia, Marco Revelli, Paul Ginsborg, Bruno Tinti, Lorenza Carlassare,
Salvatore Veca, Franco Siddi, Carlo Smuraglia, Onorio Rosati, Lirio Abbate, Giuliano Turone
Il bisogno di partecipazione e rappresentanza politica deve farsi largo nelle strutture sclerotizzate della politica del nostro Paese.Gustavo Zagrebelsky, Sandra Bonsanti, Valerio Onida, Giuliano Pisapia, Marco Revelli, Paul Ginsborg, Bruno Tinti, Lorenza Carlassare,
Salvatore Veca, Franco Siddi, Carlo Smuraglia, Onorio Rosati, Lirio Abbate, Giuliano Turone
Libertà e Giustizia, si riconosce nel MANIFESTO firmato da Gustavo ZAGREBELSKY e nato nel corso del seminario di studi a Poppi
“Noi proviamo scandalo per ciò che traspare dalle stanze del governo. Ma non è questo, forse, il peggio. Ci pare anche più gravemente offensivo del comune sentimento del pudore politico un Parlamento che, in maggioranza, continua a sostenerlo, al di là d’ogni dignità personale dei suoi membri che, per “non mollare” – come dicono –, sono disposti ad accecarsi di fronte alla lampante verità dei fatti e, con il voto, a trasformare il vero in falso e il falso in vero, e così non esitano a compromettere nel discredito, oltre a se stessi, anche le istituzioni parlamentari e, con esse, la stessa democrazia”.
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