Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
29 marzo 2022
Tiziana Pesce... Lettera al Corriere della Sera.
Il nostro Presidente a Radio Popolare.
28 marzo 2022
21 marzo 2022
24 aprile Marcia della Pace straordinaria...
Il 24 aprile ’22 MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI STRAORDINARIA PER DIRE NO ALLA GUERRA E AL RIARMO.
"Con la plenaria nazionale di oggi è stata decisa dalla Tavola della Pace una iniziativa straordinaria per domenica 24 aprile.
UNA MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI ANTICIPATA E STRAORDINARIA PER DIRE NO ALLA GUERRA E AL RIARMO.
La richiesta di fondo è quella del Negoziato politico al posto della violenza armata. Dunque il cessate il fuoco immediato e l'apertura di un negoziato vero che finora non c'è stato.
Da molti è stato chiesto che la pace e il diritto alla pace per il popolo ucraino significhi proporre lo stesso diritto per tutti i popoli e le minoranze vittime di guerre dimenticate.
Anche il diritto all'accoglienza non va limitato solo ai rifugiati ucraini ma a tutti. Di particolare interesse le analisi geopolitiche del generale Mini sulle responsabilità dell'Europa, della Nato e degli Usa nel non avere costruito un sistema di sicurezza condiviso con la Russia e, al contrario, nel aver perseguito il riarmo nucleare che, per se stesso, non è mai solo difensivo.
Molto solide le considerazioni giuridiche e politiche di Marco Mascia sul Diritto internazionale, sulla Carta Onu, sugli Stati "fuori legge" che non sono solo la Russia di Putin, ma chi ha organizzato occupazioni e guerre senza alcuna legittimazione internazionale.
Dopo il 1945 la Comunità internazionale si è dotata di strumenti politici e apparati legali per prevenire o risolvere i conflitti con mezzi pacifici. Prima del 1945 questi strumenti non c'erano.
Ecco perché fare la guerra oggi è ancora più grave e assurdo, data l'esistenza di strade diplomatiche e tavoli di confronto ben definiti prima inesistenti."
18 marzo 2022
Partigiani della PACE... Comunicato ANPI Barona Milano.
L'Umanità al potere...
Cara Carla, hai seminato umanità, e forse qualcuno non ti ha ascoltato, forse qualcuno non ti ha capito…
Fausto e Iaio... NOI non dimentichiamo.
16 marzo 2022
15 marzo 2022
12 marzo 2022
11 marzo 2022
07 marzo 2022
XVII Congresso Provinciale ANPI Milano.
Sabato 12 marzo 2022
ore 8:30 – Ingresso e registrazioni
ore 9:15 – Apertura Congresso
ore 9:30 – Elezione Presidenza del Congresso
ore 9:45 – Relazione del Presidente Roberto Cenati
ore 10:45 – Saluti invitati e Istituzioni
ore 11:15 – Nomina delle commissioni – dibattito, interventi
ore 13:00 – pausa pranzo
ore 14:30 – Sessione pomeridiana. Dibattito, interventi
ore 16:45 – Intervento Presidente Emerito Carlo Smuraglia
ore 17:15 – Comunicazione commissioni
ore 17:30 – Sospensione congresso. Inizio lavori commissioni.
Domenica 13 marzo 2022
ore 8:30 – Ingresso e registrazioni
ore 9:15 – Avvio sessione congresso “secondo giorno”
ore 9:30 – Relazione finanziaria
ore 9:45 – Relazione delle commissioni (Verifica poteri, Politica, Elettorale), dibattito, interventi
ore 10:15 – Conclusioni di Gianfranco Pagliarulo Presidente Nazionale dell’ANPI
ore 11:00 – Esamina, interventi, votazione del documento Congressuale Nazionale, Emendamenti, Ordini del Giorno, elezione del Comitato Provinciale e delegati al congresso nazionale.
ore 13:00 – Conclusioni e chiusura del Congresso
ore 13:15 – Riunione del Comitato Provinciale di Milano per l’elezione del Presidente dell’ANPI di Milano. La riunione è riservata esclusivamente ai membri eletti nel Comitato Provinciale.
N.B: In entrambe le giornate di svolgimento del congresso verrà controllata la temperatura e il green pass rafforzato.
04 marzo 2022
Accoglienza ed aiuti concreti per la PACE.
Come sempre fatti e non parole: A seguito numerose richieste diamo indicazioni "NO alla guerra". Accoglienza ed aiuti concreti da Milano e Provincia, come ANPI Barona segnaliamo chi sta operando in tal senso:
Refugees Welcome - milano@refugees-welcome.it
Caritas - stranieri@caritasambrosiana.it
Emergency - info@emergency.it
ARCA Milano - info@progettoarca.org
02 marzo 2022
01 marzo 2022
EUROPE FOR PEACE - Roma sabato 5 marzo 2022.
ANPI BARONA MILANO, aderisce e partecipa. Le armi, la guerra, gli eserciti, NON sono mai una soluzione.
28 febbraio 2022
27 febbraio 2022
La politica degli elmetti e le diffamazioni contro l'ANPI
Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, a seguito delle polemiche innescate ieri contro l'Associazione
L'attacco all'ANPI è un attacco al movimento per la pace. Leggo oggi su alcuni giornali un insieme di fake news e di diffamazioni, come per esempio un titolo su Il Tempo online: “I partigiani dell'ANPI abbracciano Putin: legittime le bombe sull'Ucraina”, di cui si occuperà il nostro ufficio legale per valutare gli estremi di una querela.
Ricapitoliamo. Il 24 febbraio, poche ore dopo l'invasione russa, esce un comunicato che inizia così: “La Segreteria nazionale dell'ANPI condanna fermamente l'invasione dell'Ucraina da parte della Federazione Russa. È un atto di guerra che nega il principio dell'autodeterminazione dei popoli, fa precipitare l'Europa sull'orlo di un conflitto globale, impone una logica imperiale che contrasta col nuovo mondo multipolare, porta lutti e devastazioni”.
Qualsiasi persona normale intende che l'ANPI condanna l'invasione senza se e senza ma.
Il 22 febbraio, poche ore dopo il riconoscimento unilaterale del Donbass da parte di Putin, l'ANPI denuncia: “Siamo a un passo dal baratro. A chi governa la Russia, gli Stati Uniti, l'Ucraina, i Paesi dell'Unione Europea, il nostro stesso Paese, chiediamo un atto di responsabilità e di saggezza. Prima che sia troppo tardi. Il delirio bellicista va sconfitto dalla forza tranquilla di Paesi e popoli” e aggiunge “Il riconoscimento dell'indipendenza del Donbass da parte della Russia può portare il mondo a un passo dalla guerra ed è l'ultimo, drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della NATO ad est vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia”.
Con buona pace di tanti critici, il 22 febbraio era molto difficile condannare un'invasione avvenuta il 24 febbraio. Si trattava di stigmatizzare il riconoscimento unilaterale del Donbass individuando le ragioni per cui si era giunti a tale gravissimo gesto. Tali ragioni sono fra l'altro (ma non solo) il continuo allargamento della NATO ad est, cioè uno dei tanti errori commessi dopo la caduta del muro. Questa critica è propria di un ampio arco di politici e di personalità che avevano colto da tempo i pericoli di una politica occidentale di crescente confronto-scontro con la Federazione russa, cogliendo assieme, giustamente, il carattere autocratico del governo di Putin.
Né è un mistero che dopo Maidan hanno imperversato in Ucraina bande armate naziste come Pravy Sector e Svoboda (primo nome: Partito socialnazionalista ucraino) e che da otto anni è in corso una guerra civile che vede Kiev bombardare il Donbass con l'esito di alcune decine di migliaia di morti. Una guerra di cui per otto anni si è parlato pochissimo sui media italiani.
Da ciò la nostra richiesta di un riconoscimento dell'autonomia del Donbass, previsto dai mai applicati accordi di Minsk, come unico modo per sventare la secessione, unilateralmente riconosciuta da Putin.
Far finta che tutto ciò non sia mai successo, rimuovere l'evidenza, negare gli errori vuol dire indebolire il fronte della pace. La pace può vincere solo raffreddando le tensioni attuale col negoziato e la trattativa, e più in generale con una politica che garantisca la sicurezza dell'UE e della Federazione russa. Biden ha affermato ieri che l'alternativa alle sanzioni è la terza guerra mondiale. Le sanzioni sono probabilmente necessarie, ma ancor più probabilmente insufficienti. Se falliscono andiamo allegramente verso la guerra mondiale?
Siamo tutti uniti nel condannare aspramente l'invasione russa, ma c'è chi si mette l'elmetto e chi non se lo mette. L'ANPI e il movimento per la pace non se lo mettono, perché la guerra sarebbe una catastrofe per l'umanità. L'Italia deve stare lealmente e se necessario criticamente nella NATO. Ma le posizioni “fieramente atlantiste” non aiutano. È difficile spegnere un fuoco versandoci sopra benzina.
A ben vedere la posizione dell'ANPI e del movimento per la pace è molto semplice: no all'aggressione, immediato ritiro delle truppe russe, immediato cessate il fuoco, negoziato internazionale. Qualcuno forse dimentica che l'Italia ripudia la guerra.
Gianfranco Pagliarulo - Presidente nazionale ANPI
Roma, 27 febbraio 2022
26 febbraio 2022
25 febbraio 2022
Per la Pace... Art.11° Costituzione Italiana.
A chi anche in Italia, parla d'armi, esercito, manovre, interventi, alleanze con la violenza... NOI rispondiamo con l'articolo 11° della nostra Costituzione.
Articolo 11
24 febbraio 2022
23 febbraio 2022
22 febbraio 2022
ANPI Nazionale - Torni un grande movimento per la Pace...
Giovanni Pesce, "Ivaldi" "Visone" ... Sempre con NOI.
16 febbraio 2022
14 febbraio 2022
06 febbraio 2022
04 febbraio 2022
Grazie PIF "Quando si parla di Resistenza ci sono realtà vivaci"
Grazie Pif... La Repubblica 4 febbraio 2022. "Quando si parla di Resistenza ci sono realtà vivaci" #PIF # PierfrancescoDiliberto
29 gennaio 2022
26 gennaio 2022
ANPI Municipio 6 Milano - 27 gennaio 2022.
Giorno della Memoria 2022
Luis Sepulveda scriveva: “In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”. (da “Le rose di Atacama”)
Purtroppo sono migliaia i nomi che si sono dissolti nei campi di concentramento insieme ai volti, alle voci, alle storie di quelle vite annientate, a volte con un preciso sadico metodo che riusciva a calcolare quasi precisamente in quanto tempo il deportato, sottoposto al lavoro massacrante e lasciato quasi a digiuno, avrebbe impiegato per morire; altre volte la morte avveniva per il guizzo del carnefice, il gusto di uccidere perché si poteva uccidere senza condanna, anzi, magari con tanto di elogio.
Si riuscirà mai a dare un nome a tutte le vittime del nazifascismo? Sarà mai possibile riuscire a scoprire anche solo un piccolo brandello delle loro vite?
Noi conosciamo i nomi e qualche dettaglio di otto partigiani della Barona deportati e morti nei campi di concentramento nazisti:
Luigi Bossi, partigiano nelle Brigate Matteotti, morto a Ebensee il 23 aprile 1945 a soli 22 anni; Guido Cimini, partigiano della Brigata Volante “Aldo Oliva” della Divisione Ticino, morto a Dachau il 6 febbraio 1945 a 46 anni; Luigi Corradini, partigiano della 114ª Brigata SAP, morto a Gusen il 18 marzo 1944 a 36 anni; Vittorio Malandra, partigiano nella 128ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen il 22 aprile 1945 a 51 anni; Vittorio Morneghini, partigiano della 113ª Brigata SAP, morto a Gusen il 18 marzo 1944 a 36 anni; i fratelli Giovanni e Pietro Negri, partigiani della 113ª Brigata Garaibaldi SAP, morti a Mauthausen rispettivamente il 3 maggio 1945 (2 giorni prima della liberazione del campo), a 20 anni, e il 5 ottobre 1944 a 38 anni; Adriano Pogliaghi, partigiano delle squadre d’azione giovanili del PSI e della Brigata Cucciniello, morto a Gusen il 19 aprile 1945 a soli 21 anni.
Non conosciamo il volto di Vittorio Malandra, non abbiamo una sua foto, ma sappiamo che lavorava a Sesto San Giovanni, alla Breda come verniciatore e che partecipò agli scioperi del marzo 1944. Fu prelevato in piena notte dalla sua abitazione, in viale Famagosta 4. Nonostante le privazioni, le sevizie, la fatica, Malandra non si fece piegare e disumanizzare dal lager nazista e prese parte al comitato di liberazione che agiva clandestinamente all’interno di Mauthausen e che progettava una rivolta. La rivolta venne scoperta dai nazisti che tra il 21 e il 25 aprile uccisero 472 internati, tra cui 84 deportati politici italiani, compreso Vittorio.
Giovanni e Pietro Negri furono arrestati a causa di un delatore, lo stesso che fece arrestare anche Vittorio Morneghini e altri 5 giovani partigiani della Barona. Furono tutti torturati a San Vittore. Morneghini non morì di stenti, di malattia, ma fucilato per aver tentato la fuga dal campo di concentramento di Gusen. Non si diede per vinto fino alla fine.
Indomito anche Adriano Pogliaghi. L’unica foto che abbiamo di lui mostra un giovane dal volto serio, lo sguardo fermo, sicuro. E proprio così doveva essere Adriano, nonostante la sua giovanissima età. Negli scioperi del marzo 1944 insieme ad altri tre partigiani (Arrigo Veneri, Angelo Doninotti e Paolo Barbieri) asportò un tratto di binario della rete tramviaria per bloccare il transito dei tram. Arrestati dai militi della “Muti” vennero obbligati a camminare in mezzo alla folla portando in spalla il binario divelto. Poi, Adriano, che aveva l’obbligo di leva, fu arruolato nella marina militare ma scappò e tornò a lottare a Milano. Venne arrestato nuovamente dopo che, in seguito a torture, dei suoi compagni fecero il suo nome.
Tra i partigiani 113ª Brigata Garibaldi Sap della Barona che vogliamo ricordare c’è anche Eugenio Esposito, sopravvissuto a Flossenburg. Eugenio è figlio di Andrea Esposito, uno dei 15 martiri di piazzale Loreto. Vennero arrestati insieme appena usciti dalla loro abitazione, in viale Faenza 3. Anche Eugenio, inizialmente, avrebbe dovuto far parte del gruppo di prigionieri da fucilare quel 15 agosto 1944, ma la sua condanna venne all’ultimo mutata e venne deportato il 16 agosto, inizialmente per Bolzano. Aveva appena 18 anni.
Solo una volta rientrato a Milano, deperito, conservando la sua giacca da deportato, venne a scoprire della tragica fine di suo padre e volle andare subito sul luogo della crudele rappresaglia. Sul posto, tra i fiori e le corone, c’era il drappello dei Vigili Urbani che, saputo chi fosse, si misero sull’attenti.
Questi uomini finirono nei campi di concentramento nazisti per la loro lotta di libertà, per gli alti valori che li spinsero a mettere in gioco le loro vite. Noi gli siamo debitori, non solo il 27 gennaio, ma tutti i giorni. Non solo non dobbiamo dimenticare quanto successo, ma dobbiamo indignarci e lottare ogni volta che accade. Siamo ancora molto lontani dal poter dire che non accadrà mai più se in Europa tornano muri e filo spinato e se i mari sono cimiteri di innocenti.
Stefania Cappelletti - Presidente ANPI Barona Milano.


