29 marzo 2022

Tiziana Pesce... Lettera al Corriere della Sera.

Tiziana Pesce…  
Inviata ora al Corriere della Sera.
"Buongiorno,
sono TIZIANA PESCE iscritta ad ANPI BARONA e nel COMITATO PROVINCIALE di Milano.
Leggo ieri, 27 marzo, il commento di Aldo Grasso sulle posizioni dell'Anpi nazionale e di Gianfranco Pagliarulo.
Oltre a notare una vera e propria mancanza di educazione e di stile, prendo atto del fatto che anche Aldo Grasso vede la situazione attuale solo in due modi: pro o contro Putin. Definisce quindi Pagliarulo un "filoputiniano" che vorrebbe "che la Russia non incontrasse opposizione". Sarei curiosa di sapere come e quando avrebbe sentito tale affermazione.
Il discorso di Gianfranco Pagliarulo è ben più complesso di questa frasetta coniata da Aldo Grasso. Copre una visione ben più estesa ed articolata della realtà geopolitica mondiale.
Grasso dichiara che Pagliarulo avrebbe ricevuto tre schiaffoni, di quelli che lasciano il segno. Da un giornalista di vecchia data mi aspetterei un linguaggio totalmente diverso, ma tant'è!
Mi aspetterei anche una correttezza o, meglio, un'etica diversa: usare ancora l'intervista del professor Smuraglia che, si evince chiaramente, è stata tagliata, manipolata e ricostruita ad arte, mostra da subito la carenza degli argomenti. Il ceffone, morale, andrebbe al giornalista che ha firmato quell'articolo indegno.
Estrapolare una brevissima frase della senatrice Segre senza però minimamente accennare che viene citato l'articolo 11 della nostra Costituzione (l'Italia ripudia la guerra) e che si chiede l'invio di aiuti (non armi) alla popolazione ucraina e trattative di pace. Parole in nulla dissimili da quanto sostenuto da Gianfranco Pagliarulo.
Non vengono, stranamente, riportati i discorsi di chi invece condivide la stessa posizione di Pagliarulo che ha avuto un forte ed esteso sostegno tra le sezioni Anpi di tutta Italia.
Parlare di Pace è vietato a meno che non sia quella fatta con i missili. Se si cerca di parlare di Pace fatta dalla diplomazia, dall'analisi politica-economica corretta, si è accusati di essere pacifondai. Il problema non è chi chiede la pace senza le armi, il problema è chi chiama pace la volontà di estendere la guerra, di aumentare i morti e la distruzione.
Concludo con un pensiero significativo tratto dal libro di mio padre” Quando cessarono gli spari” Feltrinelli 1977 1° edizione pag 3 e audiolibro 2021 con voce Daniele Biacchessi
“(…) Mi sento dire che gli alleati avanzano e che il nostro contributo è decisivo per la vittoria! La vittoria di chi? Noi dobbiamo vincere la pace e Clausewitz non mi suggerisce nulla a riguardo che non sappia già. Per questa pace i partigiani hanno combattuto fino all’estremo limite delle loro forze, hanno sofferto il carcere, la tortura non solo per contribuire alla vittoria degli alleati. Si sbagliano coloro che vi si aggrappano solo per scrivere la parola fine alla Resistenza.”
Naturalmente mi auguro che, democraticamente, la pubblicherete.
GRAZIE
(segue firma, telefono e indirizzo)”




Il nostro Presidente a Radio Popolare.





























Gianfranco Pagliarulo intervistato da Radio Popolare:
"Sono stati 4 giorni bellissimi. È stato uno straordinario Congresso in cui abbiamo realizzato un livello di unità, di partecipazione, di passione, di entusiasmo, e di senso dell'identità altissimo. Poi abbiamo sì ricevuto insulti preoccupanti non per noi, ma per la qualità del dibattito pubblico, letteralmente militarizzato sul tema Ucraina. Se qualcuno non è d'accordo su questo o quell'aspetto della politica del governo o dell'UE viene tacciato di putiniano: questo è un modo di discutere che respingiamo e abbiamo respinto nel modo migliore perché durante il Congresso hanno parlato, oltre alle tante delegate e delegati, circa 40 invitati appartenenti al mondo della politica, del sindacato, dell'associazionismo democratico, col risultato di un dibattito civilissimo in un quadro unitario esattamente opposto all'immagine data dai giornali. Penso poi che il 25 aprile tutti dovremo fare uno sforzo per dedicarlo alla pace"
Ascolta l'intervista integrale (del 28 marzo 2022) a Gianfranco Pagliarulo sul sito di Radio Popolare dal minuto 46:37: https://www.radiopopolare.it/podcast/prisma-di-lun-28-03-22/

21 marzo 2022

24 aprile Marcia della Pace straordinaria...

Il 24 aprile ’22  MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI STRAORDINARIA PER DIRE NO ALLA GUERRA E AL RIARMO. 

"Con la plenaria nazionale di oggi è stata decisa dalla Tavola della Pace una iniziativa straordinaria per domenica 24 aprile.

UNA MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI ANTICIPATA E STRAORDINARIA PER DIRE NO ALLA GUERRA E AL RIARMO. 

La richiesta di fondo è quella del Negoziato politico al posto della violenza armata. Dunque il cessate il fuoco immediato e l'apertura di un negoziato vero che finora non c'è stato.

Da molti è stato chiesto che la pace e il diritto alla pace per il popolo ucraino significhi proporre lo stesso diritto per tutti i popoli e le minoranze vittime di guerre dimenticate.

Anche il diritto all'accoglienza non va limitato solo ai rifugiati ucraini ma a tutti. Di particolare interesse le analisi geopolitiche del generale Mini sulle responsabilità dell'Europa, della Nato e degli Usa nel non avere costruito un sistema di sicurezza condiviso con la Russia e, al contrario, nel aver perseguito il riarmo nucleare che, per se stesso, non è mai solo difensivo.

Molto  solide le considerazioni giuridiche e politiche di Marco Mascia sul Diritto internazionale, sulla Carta Onu, sugli Stati "fuori legge" che non sono solo la Russia di Putin, ma chi ha organizzato occupazioni e guerre senza alcuna legittimazione internazionale.

Dopo il 1945 la Comunità internazionale si è dotata di strumenti politici e apparati legali per prevenire o risolvere i conflitti con mezzi pacifici. Prima del 1945 questi strumenti non c'erano.

Ecco perché fare la guerra oggi è ancora più grave e assurdo, data l'esistenza di strade diplomatiche e tavoli di confronto ben definiti prima inesistenti."




18 marzo 2022

"Partigiani di Valgrande" ANPI ATM Milano.


 

78° Anniversario - Eccidio di Montemaggio


 

"mio padre era un IMI" ANPI Vittoria Milano.


 

Sciopero globale per il clima contro la guerra


 

Partigiani della PACE... Comunicato ANPI Barona Milano.


 







































Per fare la Pace serve il dialogo, il confronto. Apprezziamo che ANPI Provinciale, confrontandosi con il Comune di Milano, abbia chiesto garanzie in merito all'assenza di qualsiasi elemento discordante dall'antifascismo e dai suoi valori. Filippo Turati scriveva: "Si vis pacem para pacem" (se vuoi la pace, prepara la pace). Questo è quanto pensiamo e sosteniamo anche noi. Lavoriamo tutti insieme per raggiungere questo obiettivo. 

19 Marzo... Milano contro la guerra.


 

L'Umanità al potere...


 









Cara Carla, hai seminato umanità, e forse qualcuno non ti ha ascoltato, forse qualcuno non ti ha capito…

Fausto e Iaio... NOI non dimentichiamo.


 


















“Soffiava il vento.. e la gioventù correva, i sogni illuminavano la mattina".
Fausto e Iaio... noi non dimentichiamo.!
18 marzo 1978.

07 marzo 2022

XVII Congresso Provinciale ANPI Milano.





























Sabato 12 marzo 2022

ore 8:30 – Ingresso e registrazioni
ore 9:15 – Apertura Congresso
ore 9:30 – Elezione Presidenza del Congresso
ore 9:45 – Relazione del Presidente Roberto Cenati
ore 10:45 – Saluti invitati e Istituzioni
ore 11:15 – Nomina delle commissioni – dibattito, interventi
ore 13:00 – pausa pranzo
ore 14:30 – Sessione pomeridiana. Dibattito, interventi
ore 16:45 – Intervento Presidente Emerito Carlo Smuraglia
ore 17:15 – Comunicazione commissioni
ore 17:30 – Sospensione congresso. Inizio lavori commissioni.


Domenica 13 marzo 2022

ore 8:30 – Ingresso e registrazioni
ore 9:15 – Avvio sessione congresso “secondo giorno”
ore 9:30 – Relazione finanziaria
ore 9:45 – Relazione delle commissioni (Verifica poteri, Politica, Elettorale), dibattito, interventi
ore 10:15 – Conclusioni di Gianfranco Pagliarulo Presidente Nazionale dell’ANPI
ore 11:00 – Esamina, interventi, votazione del documento Congressuale Nazionale, Emendamenti, Ordini del Giorno, elezione del Comitato Provinciale e delegati al congresso nazionale.
ore 13:00 – Conclusioni e chiusura del Congresso

ore 13:15 – Riunione del Comitato Provinciale di Milano per l’elezione del Presidente dell’ANPI di Milano. 
La riunione è riservata esclusivamente ai membri eletti nel Comitato Provinciale.

 

N.B: In entrambe le giornate di svolgimento del congresso verrà controllata la temperatura e il green pass rafforzato.


04 marzo 2022

Accoglienza ed aiuti concreti per la PACE.

Come sempre fatti e non parole: A seguito numerose richieste diamo indicazioni "NO alla guerra". Accoglienza ed aiuti concreti da Milano e Provincia, come ANPI Barona segnaliamo chi sta operando in tal senso:

Refugees Welcome - milano@refugees-welcome.it

Caritas - stranieri@caritasambrosiana.it

Emergency - info@emergency.it

ARCA Milano - info@progettoarca.org 



 

01 marzo 2022

EUROPE FOR PEACE - Roma sabato 5 marzo 2022.


 






















ANPI BARONA MILANO, aderisce e partecipa. Le armi, la guerra, gli eserciti, NON sono mai una soluzione.  

27 febbraio 2022

La politica degli elmetti e le diffamazioni contro l'ANPI

Dichiarazione del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, a seguito delle polemiche innescate ieri contro l'Associazione

25 febbraio 2022

Per la Pace... Art.11° Costituzione Italiana.

A chi anche in Italia, parla d'armi, esercito, manovre, interventi, alleanze con la violenza...               NOI rispondiamo con l'articolo 11° della nostra Costituzione. 

Articolo 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.



22 febbraio 2022

ANPI Nazionale - Torni un grande movimento per la Pace...

"Ucraina: TORNI UN GRANDE MOVIMENTO PER LA PACE"
L'UMANITÀ AL POTERE
Siamo a un passo dal baratro. A chi governa la Russia, gli Stati Uniti, l'Ucraina, i Paesi dell'Unione Europea, il nostro stesso Paese, chiediamo un atto di responsabilità e di saggezza. Prima che sia troppo tardi. Il delirio bellicista va sconfitto dalla forza tranquilla di Paesi e popoli che sanno che la guerra, oltre a lacrime, sangue e devastazioni, oggi porta solo alla sconfitta di tutti; basti pensare all'Iraq, alla Libia, all'Afghanistan.
LANCIAMO UN APPELLO PERCHE' IN TUTTA ITALIA AL PIU' PRESTO SI DIA VITA A INIZIATIVE, PRESIDI, MANIFESTAZIONI UNITARIE PER LA PACE. TORNI UN GRANDE E DIFFUSO MOVIMENTO PER LA PACE, OGGI TIMIDO, E CONTRO L'IRRESPONSABILE CORSA AL RIARMO.
Il riconoscimento dell'indipendenza del Donbass da parte della Russia può portare il mondo a un passo dalla guerra ed è l'ultimo, drammatico atto di una sequenza di eventi innescata dal continuo allargamento della NATO ad est vissuto legittimamente da Mosca come una crescente minaccia.
Auspichiamo che si avvii perciò una trattativa generale sotto l'egida dell'ONU per ottenere questi obiettivi:
• Contestualmente, l'Ucraina riconosca l'autonomia del Donbass prevista dagli accordi di Minsk, ma mai attuata dal governo di Kiev, rispetti la sua popolazione russofona, cessi i bombardamenti in Donbass confermati dalla fuga di decine di migliaia di civili di quella regione in Russia, sciolga le milizie naziste, oggi in prima fila nell'attacco al Donbass, e Putin revochi il riconoscimento dell'indipendenza del Donbass, perché viola l'integrità territoriale di un Paese sovrano e scatena una serie di reazioni e controreazioni che possono portare in brevissimo tempo alla guerra.
• L'Unione Europea, nel condannare il riconoscimento dell'indipendenza del Donbass da parte della Russia, avanzi una proposta di composizione pacifica del conflitto al fine dell'attuazione integrale degli accordi di Minsk e avvii finalmente una politica di cooperazione e non di continua ostilità nei confronti della Russia. La vera forza dell'Europa unita è nella sua capacità di proporsi come messaggero di amicizia fra i popoli.
• Biden cessi immediatamente sia le clamorose ingerenze nella vita interna dell'Ucraina iniziate fin dai tempi di Maidan, quando nel governo ucraino entrò la statunitense Natalia Jaresco, sia le sue dichiarazioni belliciste e le sue ininterrotte minacce nei confronti della Russia.
• La NATO non può e non deve intervenire in caso di precipitazione bellica, perché ciò avverrebbe in violazione dei suoi compiti, che sono limitati alla difesa dei soli Paesi membri dell'Alleanza. In sostanza va profondamente ridiscusso il ruolo della NATO, che non può essere al servizio di una politica di potenza, e vanno avviate trattative per un sistema di reciproca sicurezza che garantisca sia l'UE che la Federazione russa.
Auspichiamo in particolare che il governo italiano rispetti un inviolabile obbligo costituzionale: l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
L'Italia può svolgere un ruolo di raffreddamento delle tensioni e di pacificazione attraverso gli strumenti della diplomazia e del negoziato. Così rafforza il suo prestigio internazionale e il suo ruolo di ambasciatrice di pace nel mondo.
CONTRO IL POTERE DELLA GUERRA E CONTRO OGNI LOGICA IMPERIALE, DIAMO VOCE ALLA PACE PER L'UMANITÀ AL POTERE!
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
22 febbraio 2022.








Giovanni Pesce, "Ivaldi" "Visone" ... Sempre con NOI.




























Nasceva oggi, 22 febbraio nel 1918, Giovanni Pesce, "Ivaldi" "Visone" Garibaldino, Comandante Partigiano, Gappista, Patriota, Comunista.
Giovanni Pesce è uno di quei grandi uomini del '900 che ha vissuto la storia sulla propria pelle, sempre in prima linea, artefice e testimone della grande lotta antifascista per la libertà, spinto dall' idea di progresso dell'Umanità tutta, rafforzata nonostante gli orrori visti e patiti a causa della guerra. 
Giovanni diceva: "Dovete tenere presente che un gappista è anche lui un essere umano. Anch'io sono un essere umano, come tutti voi. Amo la vita, gli uomini, le donne e tutto ciò che avviene normalmente nella vita quotidiana di ogni essere vivente. Ma ad un certo momento della vita di tutti noi si vivono situazioni in cui bisogna avere il coraggio di prendere posizione". 
Lo sguardo di Giovanni era profondo, attento, intriso del passato e dei volti che ne hanno fatto parte, ma sempre proiettato sul presente e soprattutto sul futuro; per questo era fondamentale per lui il rapporto con i giovani non perché fossero solo depositari della memoria ma perché divenissero i nuovi difensori della democrazia e della libertà.
Noi, oggi e domani, continueremo seguendo il suo percorso.



 

ANPI Provinciale MONZA e BRIANZA - Vivere in Pace.


 

04 febbraio 2022

Grazie PIF "Quando si parla di Resistenza ci sono realtà vivaci"



 













Grazie Pif... La Repubblica 4 febbraio 2022.                                                         "Quando si parla di Resistenza ci sono realtà vivaci"                                                    #PIF # PierfrancescoDiliberto   

26 gennaio 2022

ANPI Municipio 6 Milano - 27 gennaio 2022.































Giorno della Memoria 2022

Luis Sepulveda scriveva: “In un angolo del campo di concentramento, a un passo da dove si innalzavano gli infami forni crematori, nella ruvida superficie di una pietra, qualcuno, chi?, aveva inciso con l’aiuto di un coltello forse, o di un chiodo, la più drammatica delle proteste: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”. (da “Le rose di Atacama”)

Purtroppo sono migliaia i nomi che si sono dissolti nei campi di concentramento insieme ai volti, alle voci, alle storie di quelle vite annientate, a volte con un preciso sadico metodo che riusciva a calcolare quasi precisamente in quanto tempo il deportato, sottoposto al lavoro massacrante e lasciato quasi a digiuno, avrebbe impiegato per morire; altre volte la morte avveniva per il guizzo del carnefice, il gusto di uccidere perché si poteva uccidere senza condanna, anzi, magari con tanto di elogio. 

Si riuscirà mai a dare un nome a tutte le vittime del nazifascismo? Sarà mai possibile riuscire a scoprire anche solo un piccolo brandello delle loro vite? 

Noi conosciamo i nomi e qualche dettaglio di otto partigiani della Barona deportati e morti nei campi di concentramento nazisti:
Luigi Bossi, partigiano nelle Brigate Matteotti, morto a Ebensee il 23 aprile 1945 a soli 22 anni; Guido Cimini, partigiano della Brigata Volante “Aldo Oliva” della Divisione Ticino, morto a Dachau il 6 febbraio 1945 a 46 anni; Luigi Corradini, partigiano della 114ª Brigata SAP, morto a Gusen il 18 marzo 1944 a 36 anni; Vittorio Malandra, partigiano nella 128ª Brigata Garibaldi SAP, morto a Mauthausen il 22 aprile 1945 a 51 anni; Vittorio Morneghini, partigiano della 113ª Brigata SAP, morto  a Gusen il 18 marzo 1944 a 36 anni; i fratelli Giovanni e Pietro Negri, partigiani della 113ª Brigata Garaibaldi SAP, morti a Mauthausen rispettivamente il 3 maggio 1945 (2 giorni prima della liberazione del campo), a 20 anni, e il 5 ottobre 1944 a 38 anni; Adriano Pogliaghi, partigiano delle squadre d’azione giovanili del PSI e della Brigata Cucciniello, morto a Gusen il 19 aprile 1945 a soli 21 anni. 

Non conosciamo il volto di Vittorio Malandra, non abbiamo una sua foto, ma sappiamo che lavorava a Sesto San Giovanni, alla Breda come verniciatore e che partecipò agli scioperi del marzo 1944. Fu prelevato in piena notte dalla sua abitazione, in viale Famagosta 4. Nonostante le privazioni, le sevizie, la fatica, Malandra non si fece piegare e disumanizzare dal lager nazista e prese parte al comitato di liberazione che agiva clandestinamente all’interno di Mauthausen e che progettava una rivolta. La rivolta venne scoperta dai nazisti che tra il 21 e il 25 aprile uccisero 472 internati, tra cui 84 deportati politici italiani, compreso Vittorio. 

Giovanni e Pietro Negri furono arrestati a causa di un delatore, lo stesso che fece arrestare anche Vittorio Morneghini e altri 5 giovani partigiani della Barona. Furono tutti torturati a San Vittore. Morneghini non morì di stenti, di malattia, ma fucilato per aver tentato la fuga dal campo di concentramento di Gusen. Non si diede per vinto fino alla fine. 

Indomito anche Adriano Pogliaghi. L’unica foto che abbiamo di lui mostra un giovane dal volto serio, lo sguardo fermo, sicuro. E proprio così doveva essere Adriano, nonostante la sua giovanissima età. Negli scioperi del marzo 1944 insieme ad altri tre partigiani (Arrigo Veneri, Angelo Doninotti e Paolo Barbieri) asportò un tratto di binario della rete tramviaria per bloccare il transito dei tram. Arrestati dai militi della “Muti” vennero obbligati a camminare in mezzo alla folla portando in spalla il binario divelto. Poi, Adriano, che aveva l’obbligo di leva, fu arruolato nella marina militare ma scappò e tornò a lottare a Milano. Venne arrestato nuovamente dopo che, in seguito a torture, dei suoi compagni fecero il suo nome.

Tra i partigiani 113ª Brigata Garibaldi Sap della Barona che vogliamo ricordare c’è anche Eugenio Esposito, sopravvissuto a Flossenburg. Eugenio è figlio di Andrea Esposito, uno dei 15 martiri di piazzale Loreto. Vennero arrestati insieme appena usciti dalla loro abitazione, in viale Faenza 3. Anche Eugenio, inizialmente, avrebbe dovuto far parte del gruppo di prigionieri da fucilare quel 15 agosto 1944, ma la sua condanna venne all’ultimo mutata e venne deportato il 16 agosto, inizialmente per Bolzano. Aveva appena 18 anni.

Solo una volta rientrato a Milano, deperito, conservando la sua giacca da deportato, venne a scoprire della tragica fine di suo padre e volle andare subito sul luogo della crudele rappresaglia. Sul posto, tra i fiori e le corone, c’era il drappello dei Vigili Urbani che, saputo chi fosse, si misero sull’attenti. 

Questi uomini finirono nei campi di concentramento nazisti per la loro lotta di libertà, per gli alti valori che li spinsero a mettere in gioco le loro vite. Noi gli siamo debitori, non solo il 27 gennaio, ma tutti i giorni. Non solo non dobbiamo dimenticare quanto successo, ma dobbiamo indignarci e lottare ogni volta che accade. Siamo ancora molto lontani dal poter dire che non accadrà mai più se in Europa tornano muri e filo spinato e se i mari sono cimiteri di innocenti. 

Stefania Cappelletti - Presidente ANPI Barona Milano. 

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