20 maggio 2008

Distrutta urna al memoriale del Verano...

COMUNICATO STAMPA

Mani vandale hanno violato e distrutto l’urna che, nel Memoriale dei Deportati nei Lager nazisti al Cimitero romano del Verano, custodiva le ceneri di deportati raccolte nel Krematorium del KL Mauthausen. L’ANED sdegnata ed offesa, dopo aver denunciato alle competenti Autorità l’accaduto, ritiene doveroso portare a conoscenza dei cittadini e delle loro Istituzioni il volgare atto criminale – perché di ciò di tratta – portato in offesa alla memoria di decine di migliaia di vite di nostri concittadini, stroncate nei lager nazifascismi. Bambini, donne, uomini sacrificati all’odio razzista, all’intolleranza, alla negazione dei principi fondamentali della vita umana stessa. Ancora una volta non ci si dica trattarsi di atti sconsiderati, compiuti da “ragazzotti ignoranti, disadattati, senza guida o riferimenti”. Al contrario, l’ANED vuole asserire, oggi come per il passato, che questi crimini sono consapevolmente commessi, voluti e di cui i soliti ignoti – in verità ben noti – menano vanto e ad alta voce. Quanto accaduto al Verano non è che l’ennesimo squallido episodio, tra i tanti che hanno colpito i cittadini italiani i cui valori fondamentali sono la democrazia, la libertà, senza cui non può esistere società che possa essere civile. Proprio nei giorni in cui la memoria va alla liberazione dei lager, nei giorni in cui il Presidente della Repubblica, in un messaggio indirizzato alle migliaia di giovani italiani raccolti in Mauthausen, li esorta a fare della Memoria il loro bagaglio di conoscenza e di riflessione, ancora una volta gli epigoni di regimi infami e luttuosi hanno voluto ribadire la loro adesione a quanto di più disonorevole per l’umanità.
Rinnovando il proprio impegno, ieri come oggi e come con determinazione sarà ancora per il domani, l’ANED invita espressamente il Sindaco di Roma ad intervenire con urgenza per restaurare quanto distrutto, organizzando con le Associazione della Deportazione una apposita cerimonia di riconsacrazione del Memorial dei Deportati.

Il Presidente ANED Roma Aldo Pavia

18 maggio 2008

dall' ANPI Voghera

Cari uomini italiani,

ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente...il convivente della datrice di lavoro. Se non si trattasse di corpo e di anima, ci sarebbe quasi da dire: meno male. Pubblicamente emerge la verità e cioè che lo stupro appartiene agli uomini ed è contro le donne ed a volte anche contro altri uomini. Il braccialetto di Rutelli ci consegnava ad un destino di vittime predestinate, la campagna della destra ci riduceva ad un mero possesso, stuprabile solo dagli italiani caso mai : le nostre donne!
Ma ora il salto è veramente epocale, scordato il pretesto - lo stupro - si passa direttamente alla punizione etnica.
Sono abituata a vedere giovani donne diventare capro espiatorio dei problemi della propria famiglia, ed abusate in silenzio,.Ma le nostre braccia non bastano per accogliere migliaia di donne e bambini assaltati, resi responsabili di tutti i disastri del nostro paese. Si parla di esercito nelle città: niente in contrario se questo esercito mettesse alla gogna tutti gli uomini che stuprano indipendentemente dalla loro nazionalità e tutti gli uomini che picchiano, terrorizzano, perseguitano, ammazzano donne colpevoli di cercare la propria libertà. Punizione si, ma soprattutto morale, ostracismo, isolamento, vergogna per questi uomini. Solo il disprezzo degli altri uomini potrà fermare tutto questo.
Non bastano gli eserciti per combattere il disprezzo conscio e inconscio che c'è nel cuore e nella mente di moltissimi uomini e donne per le vittime di violenza. Meglio fuochi e assalti di ronde che guardare la verità e cioè che l'origine dello stupro e della violenza sta negli occhi che gli uomini e le donne chiudono
sollevati dal fatto che non stia capitando a loro. E' buio sopra la mia testa e nel mio cuore. Temo per tutti e per me: temo il trascinamento delle soluzioni facili, temo la concordia in parlamento, temo le donne che non lottano pur essendo in posizione di poterlo fare e le leggi necessarie non vengono approvate. Da cosa vi deve difendere uomini il Decreto Sicurezza? Dalla consapevolezza che la violenza è dentro ognuno di voi e che quando pietà muore siamo tutti morti? Non si tratta più di riparare dentro ai centri antiviolenza alle sofferenze di donne private della loro dignità e speranza, si tratta di contrastare la violenza con il coraggio di parlare e distinguersi da questa barbarie, che da almeno venti anni vedo compiersi ogni giorno. Uomini contro la violenza dove siete?

Marisa Guarneri
Presidente Casa delle Donne Maltrattate

14 maggio 2008

Verona 17 maggio...

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

partenza corteo dalla Stazione di Porta Nuova ore 15.00 - Verona

Nicola è ognuno di noi


Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza
per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa.
Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola
prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza,
perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata,
perché guardarsi all'interno,
riconoscere il male profondo del nostro tempo
e della nostra città è crescere.
Liberi.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.


Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.


adesioni e informazioni: http://verona17maggio.noblogs.org:80/

07 maggio 2008

Pregnana Milanese

9 maggio 2008 - ore 21 Pregnana Milanese - Auditorium Comunale" I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DELLA LIBERTA' NEL PENSIERO DI PIERO CALAMANDREI"
Proiezione del documentario: "Introduzione storica sulla Costituzione" di Piero Calamandrei realizzato dall'A.N.P.I. di Cinisello Balsamo e dibattito con:
Patrizia Rulli - ANPI di Cinisello Balsamo
Alfonso Airaghi - ANPI di Rho
Virginio Mezzanzanica - partigiano dell'ANPI di Nerviano

Petizione ON LINE...

Contro ogni revisionismo, la storia non si modifica

Noi uomini e donne antifascisti/e, fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana, ci sentiamo indignati dagli attacchi promossi da certi giornali che tendono a storpiare, modificare ed irridere alla guerra di liberazione.
I valori della Resistenza e dell’antifascismo dovrebbero essere patrimonio di tutti gli uomini e le donne, che grazie a quelle pagine drammatiche possono, oggi, manifestare liberamente il proprio pensiero ( articolo 21 ). Siamo sdegnati dall’articolo apparso il 22 Aprile a firma di Diego Pistacchi, sulle colonne de “Il Giornale”.
Il giornalista irride i partigiani e tutto il popolo fedele alla democrazia basata sull’antifascismo.
A lui, vorremmo ricordare che tanti sono stati i morti straziati dalla perversa logica nazi-fascista, che quei morti non avevano un colore politico, ma tutti furono convinti nella costruzione di uno stato libero e democratico. Ci preme citarne uno su tanti. Attilio Martinetto, 23 anni –guardia di finanza- aderisce al gruppo resistente Democristiano, nell’ultima lettera inviata alla moglie cita: “So quello che m’attende domattina, ma sono forte per il vostro ricordo, pregherete per me, offro il mio sacrificio a Dio per la felicità di voi tutti. Perdono i miei carnefici che mi portano alla morte con le sole prove che hanno voluto raccogliere”. Tutti i morti Resistenti sono riusciti nel loro scopo. Oggi questi valori sono patrimonio di tutto il popolo Italiano.
Ci batteremo sempre per difendere l’antifascismo, la libertà, la democrazia e carta della Costituzione della Repubblica Italiana, contro ogni forma di revisionismo, perché la ragione non è un’opinione.

Sergio Meazzi

per firmare la petizione: http://www.ipetitions.com/petition/revisionismo/index.html



06 maggio 2008

Nicola Tommasoli

..."Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare... Bertolt Brecht..."

Per i compagni ANTIFASCISTI di Verona,
Per i famigliari di Nicola Tommasoli.
Ancora una volta piangiamo un altro morto..
Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia..
ci stringiamo a voi, tristi e affranti..
pronti a lottare...
a far soffiare via dal vento
il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!

03 maggio 2008

"Arturo" alla festa Nazionale.

E stata inviata richiesta ufficiale all'organizzazione della Festa Nazionale, di proiettare il nostro video inedito "Arturo" Oltrepò Pavese, Milano, Dongo. chiedendo dunque inserimento nel programma come realtà operativa e propositiva per la Lombardia.
Organizzeremo a tal proposito, per una nostra numerosa participazione alla festa,
ed in occasione della (si spera) visione, uno o due pulman con partenza dalla nostra zona.
Attendendo dunque conferme ufficiali, iniziate a pensarci...
Nel frattempo, fatevi un idea di cosa cominciano a scrivere i nostri amici del "Giornale"
a voi ulteriore riflessione e spero ulteriore sprone di partecipazione, costruzione, coinvolgimento.
eccovi l'articolo del Giornale: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256661

Festa Nazionale ANPI

1a Festa Nazionale dell’ANPI
Museo Casa Cervi Gattatico (Reggio Emilia)
20, 21, 22 giugno 2008

Laboratori tematici: struttura e programma

L’obbiettivo di ogni laboratorio è divenire un tavolo permanente di discussione, di riflessione, di confronto e di nascita di relazioni e collaborazioni dopo la fine della Festa, nelle sezioni ANPI e con le Associazioni. Ogni laboratorio dovrà chiudersi con una proposta o un progetto di lavoro per il dopo Festa (proposte di legge, pubblicazioni, spettacoli, collaborazioni con associazioni). L’idea è acquisire conoscenza attraverso la testimonianza di soggetti di notevole spessore intellettuale e confrontarsi direttamente con loro. La Festa sarà dedicata a Maria Cervi.

1° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 10-13
La Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza a 60 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio 1948 – 1° gennaio 2008): storia e sviluppi Lectio magistralis: Oscar Luigi Scalfaro. Ha già aderito Alessandro Pizzorusso, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Pisa e Domenico Gallo, Consigliere presso la Corte di Cassazione.

2° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 16-19
Comunicare la memoria della Resistenza attraverso nuovi linguaggi: musei, arte, cinema e televisione Hanno già aderito Lodovico Gualzetti, Designer e Anna Steiner, Professore al Politecnico di Milano (Facoltà di Design).

3° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 10-13
L’identità e la formazione antifascista: quali sono le nuove forme e le agenzie educative, come sostenere e favorire il processo di apprendimento alla luce delle nuove Resistenze Hanno già aderito Valerio Romitelli, Professore di Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Bologna; Rita Borsellino, Presidente Onoraria, fino allo scorso anno, dell’Associazione Libera contro le mafie, oggi Consigliere Regionale della Sicilia; Ernesto Brunetta, Storico della Resistenza e Scrittore.

4° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 16-18
Maria Cervi e le figure femminili della Resistenza Testimonianza delle partigiane su Maria Cervi. Sono state invitate l’UDI e la SIS (Società italiana delle storiche).


La festa, il cui programma è in corso di elaborazione, oltre a spettacoli, punti di ristoro e stand dedicati alle attività delle ANPI locali sarà incentrata su laboratori tematici.
Informazioni sugli aggiornamenti e integrazioni del programma, oltre a indicazioni logistiche e organizzative della Festa Nazionale dell’ANPI, verranno comunicati nei prossimi numeri di Patria indipendente, sul sito www.anpi.it e su questo blog.

01 maggio 2008

Metromondo/Antonio Bozzetti

Ringraziando Emanuele Limido e Marzia Rizzo
per la registrazione del video
"Antonio Bozzetti a Metromondo il 25 aprile 2008 sera"
invitiamo alla visione:
http://video.google.it/videoplay?docid=-6168619425682850221

28 aprile 2008

Alfabeto della Memoria

IL TEATRO OFFICINA
IN COLLABORAZIONE CON:
LA PROVINCIA DI MILANO - Settore Cultura
e l’Associazione “La Conta”

VI INVITA alla RASSEGNA
“L'ALFABETO DELLA MEMORIA”

incontri multimediali tra narrazioni e contaminazioni

Lunedì 5 MAGGIO 2008 - ORE 21,00
Proiezione del film-video
"ANTONIO BOZZETTI –
Milano , la vita e il sogno"

di Antonio Grazioli - 2007
Prodotto dalla Provincia di Milano in collaborazione con il Teatro Officina

con la partecipazione di:
Antonio Bozzetti, MOHAMED BA e Massimo de Vita.

alla COOPERATIVA BARONA-SATTA - Via MODICA 8 - Q.re BARONA - Milano
ingresso libero e gratuito

Aderisce all'iniziativa la
SEZIONE ANPI BARONA

24 aprile 2008

La nostra Festa..! il 25 Aprile

25 APRILE in Zona 6. Mi.


per i Rom... clandestini sono i diritti.!

70° anniversario del Manifesto della Razza, base per le Leggi razziali,
60° anniversario della Costituzione italiana,
SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE
non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e riprogettare il proprio futuro.
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti altri, ancora più ignoti.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E ancora oggi li opprime.
Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.


SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI
Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia
Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza saper dove ricoverare la propria famiglia:
certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e risolverli: così siamo tutti capaci
senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner, 1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in chiese che non li vomitano fuori.
Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro. Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!
Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono ladri – la sentenza è senza appello.
Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12 ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se abbiamo lasciato in patria le nostre case.
se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?
L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.
(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)
* *** *
La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI
è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui, siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo come Zingari
Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci all’indirizzo
meg.rossi@tin.it.

Per i Rom, clandestini sono i diritti

20 aprile 2008

Radio dei Navigli

L'ANPI Barona, su Web Radio dei Navigli
speciale 25 aprile. nel programma "il mondo a 360°gradi"
sul web martedì 22/04/08 dalle 21.00 alle 22.30
e in replica mercoledì 23/04/08 dalle 16.30 alle 18.00
per ascoltarci: http://www.radiodeinavigli.com

09 aprile 2008

25 Aprile 1945 - 25 Aprile 2008

25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2008
Difendiamo i valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace
che hanno animato la lotta di liberazione
e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica


Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.
Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.
Ma a sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.
Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.
Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.
Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire
tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane
Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM
PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE
CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher
Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la Difesa dell’Ordine Repubblicano

VENERDI 25 aprile ORE 14,45 MILANO - PORTA VENEZIA
CONCENTRAMENTO PARTECIPANTI AL CORTEO PER PIAZZA DUOMO

Istituto "Claudio Varalli"


25 aprile METROMONDO


04 aprile 2008

Nazirock...!

...Come forse avete letto, i legali di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che si dichiara diffamato dal mio documentario, sono riusciti a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango a Roma e dell’Anteo a Milano. La minaccia, esplicita nella diffida inviata dai legali, è quella di chiedere agli esercenti il risarcimento dei danni materiali e morali. Poi c’è una minaccia non dichiarabile, che però viene percepita dagli esercenti: la paura dei danneggiamenti e delle spedizioni punitive.
L’Associazione dei partigiani lancia una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione, ma se ne assume in qualche modo la responsabilità morale e giuridica...


tratto da: MATERIALI STAMPA
3 Aprile - I PARTIGIANI DIFENDONO NAZIROCK di Claudio Lazzaro


consigliamo la lettura: http://www.nazirock.it/stampa.php
Naturalmente piena adesione e sostegno a Lazzaro... ed ai gestori dei Cinema Fandago di Roma ed Anteo di Milano.
il coordinamento ANPI Zona 6. programmerà a breve nella propria zona la visione del filmato.
vi terremo informati...

27 marzo 2008

the Italian Resistance in WWII

Due video dal sito: Behind the Lines. The OSS and the Italian Resistance in WWII
(A documentary project by Nancy Schiesari)
http://www.ossinitaly.org/index.html
The resistance in Italy : The Italian Resistance was one of the most important in Europe. In the summer of 1944, the Partisans numbered around 70.000, and the end of the war tey were 200.000 strong, and had suffered 50.000 casualties. They tied up a third of the German Army in Italy away from the Allied front. These are a few of their stories.
http://www.ossinitaly.org/partisansclip.html
Women in the Resistance: Italian women played a vital role in the successes of the Resistance. After the war - for the first time in Italy - Women could vote and hold positions in the national government. Of the five per cent that comprised the 1946 legislature for the newborn Italian Republic, more than half of those women had served in the partisan movement.
http://www.ossinitaly.org/womenpartisansclip.html

Scarpe rotte...

..."come nella Resistenza alcuni partigiani, alcuni raggruppamenti, alcune brigate e divisioni ricevevano in montagna con regolarità i lanci aviotrasportati da parte degli alleati angloamericani... così per loro, divise, armi , vettovagliamenti e rifornimenti, alcune brigate, invece non ricevevano nulla, (di solito le brigate garibaldine) e allora scarpe rotte eppur bisogna andar... e scusate ma questa e proprio la storia della sezione ANPI Barona... che fa la resistenza senza lanci.. e con solo le proprie scarpe rotte..." un passaggio dell' intervento: Conferenza Regionale ANPI Lombardia. domenica 16 marzo 2008. Sala della Provincia - Milano.

Addio al partigiano Donè "El italiano del Granma"

È morto all'età di 83 anni Gino Donè Paro, il partigiano veneto che dopo aver combattuto nella Resistenza partecipò alla Rivoluzione cubana a fianco di Che Guevara. Fu l'unico europeo a salire sul Granma, la nave che sbarcò a Cuba con gli 81 ribelli di Fidel Castro alla fine del 1956. E a Cuba, nell'archivio storico delle Far (Forze armate rivoluzionarie) è conservato ancora il suo dossier.
Partigiano con la Missione Nelson, dopo la guerra emigrò a Cuba passando per il Canada. Dopo l'incontro con Olga Norma Turino Guerra, giovane rivoluzionaria di ricca famiglia cubana che nel '54 diventerà sua moglie, Gino Donè entrò nel "Movimento 26 luglio" di cui divenne anche tesoriere. "El Italiano" partì così il 25 novembre del 1956 dal porto Messicano di Tuxpan con i patrioti del battello Granma, ma nel gennaio del '57 ricevette l'ordine di andare all'estero. Dopo mezzo secolo Gino aveva detto che «dopo il Desembarco del Granma, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto chi un una forma chi un'altra. Io che ero straniero ero il più indicato a strare lontano e fare ciò che nella Sierra non avrei potuto fare». Il partigiano trevigiano, che viveva con la nipote Silvana a Noventa di Piave (Venezia), si è spento sabato sera in una Casa di cura di S.Donà dove era ricoverato per alcuni esami. I funerali oggi giovedì 27/03 al cimitero di Spinea, poi la salma verrà cremata. Alle esequie di Gino Donè parteciperà una delegazione dell'Anpi con la bandiera dei partigiani italiani. La nipote Silvana ha annunciato anche la partecipazione di una delegazione dell'ambasciata di Cuba a Roma. "Prima partigiano in Veneto contro il fascismo, poi al fianco di Che Guevara nella rivoluzione cubana. La sua testimonianza di impegno contro le ingiustizie e per la libertà ci consegna una eredità ideale che vivrà nelle nostre lotte".

19 marzo 2008

Petizione ANED - Torino

REAGIRE AI RIGURGITI FASCISTI

Il clima verbale di volgarità e violenza in cui si sta sviluppando questa campagna elettorale, non può e non deve lasciare indifferenti. In nome di una vittoria alle urne si giustificano scorrettezze, si appoggiano candidati più che discutibili, si richiamano legittimandole esperienze aberranti, con le quali l'Italia non riesce proprio a fare i conti. Tutto questo alla luce del sole, come un'ovvia legge dell'esistere.

Nella gestione del potere esistono da sempre compromessi con l'immorale e con l'illecito, più o meno evitabili: è ingenuo non prenderne atto. Ma tale compromesso, fosse anche "un'arte", va comunque considerato una necessità, non una virtù: un passo provvisorio verso il futuro e non uno strumento di cui essere orgogliosi e non certo per ipocrisia. Se in politica l'unico grande peccato è di essere sconfitti, affermarlo con toni normali, farne addirittura uno slogan, è inammissibile per chi rivesta cariche di visibilità sociale: una responsabilità cui nessuno può derogare.

Crediamo all'importanza di una nobile dimensione visibile del fare politica, basata sul rispetto reciproco, che mai si permetta di infrangere quello specchio dove ogni cittadino vede riflesse le proprie virtù civiche: la democrazia. Uno specchio potentissimo nei suoi effetti, ma altrettanto fragile, al punto che anche i sassi scagliati per gioco possono alla lunga frantumarlo e non basterà allora ritrarre la mano né dire di aver scherzato.

Protagonisti della vita sociale e politica italiana stanno comunicando al popolo che tutto è lecito, che ogni ignominia etica e legale è permessa per arrivare al successo. E' la prova che il fascismo, cioè l'inconscia autorizzazione amorale persino a distruggere il proprio avversario pur di prevaricarlo, lungi dall'essere un ricordo, è più di un'attuale minaccia che ci chiama a reagire.


per aderire a questa Petizione:
http://www.petitiononline.com/aned/petition.html

17 marzo 2008

Intervento: Conferenza Regionale.

ANPI. Comitato Regionale della Lombardia
TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE
“Far vivere i valori della Resistenza. Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008
SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO –

Intervento: Ivano Tajetti. - ANPI Barona Milano

"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".

Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero, che oggi, consentitemelo vorrei esporvi: Il mio percorso in questi ultimi anni all’interno dell’ANPI mi ha portato ad assumere la presidenza di un piccola sezione di periferia di Milano, primo presidente non partigiano; ancora prima delle norme statutarie con l’apertura dirigenziale a tutti gli antifascisti, un grande onore che mi ha aiutato in questi anni a superare molte difficoltà, anche grazie a voi, partigiani, miei padri, mie madri, miei maestri… e, grazie al mio vero padre che da partigiano sin da piccolo mi ha insegnato l’onestà, l’antifascismo, ma soprattutto la capacità di sognare una società, un mondo migliore e la possibilità anche nel piccolo di operare perché i suoi, i nostri valori non siano un utopia ma un forte senso alle mie azioni quotidiane.
Difficoltà dunque, un periodo di grande confusione politica, uomini, partiti, dibattiti, leggi e proposte, media ed istituzioni che confondono, stravolgono, diffamano la Resistenza, i suoi uomini e la sua carta fondante, la Costituzione.
Ogni giorno l’antifascismo è messo in discussione, viene rinnegato, considerato obsoleto, non degno di comparire nei programmi elettorali, nelle discussioni.
Solo insensate opinioni sulle equiparazioni, sui morti tutti uguali, pagine di storia ormai lontane e confuse, un acqua torbida in cui nuotano pareri e storie, personaggi e falsi storici pronti a servire ancora una volta padroni e interessi.
Ancora una volta per salire in un inquietante vortice di negazioni, revisioni, falsificazioni, i diritti dei lavoratori, le discussioni sulle donne, le leggi e le norme che tanto hanno dato, costruito in quest’Italia, diritti civili e sociali, la scuola, il lavoro, l’ambiente, l’assistenza, la natura… un mondo in cui da sempre crediamo, che piano piano cambia non in un ambito di crescita, ma solo di regresso piegato alle scelte dei pochi che ancora una volta scelgono per loro, ai danni dei molti.
Da sempre l’ANPI con il suo presidente Tino Casali ha ricordato i pericoli di questa deriva, da sempre ha chiesto a tutti vigilanza ma soprattutto un unione per sconfiggere ora come sessant’anni fa quello che fu allora e ancora è, fascismo.
La nostra trasformazione paga lo scotto di nuove figure, nuove tendenze, nuove correnti, ma il parlare, l’agire, il comunicare senza pressioni, giochi di potere, ambizioni personali, spinti solo dalla nostra limpida storia, quella degli alti ideali, delle nostre radici che parlano d’uguaglianza, fraternità, libertà è la nostra forza trainante.
Insegniamo il fascismo, il razzismo, per non far dimenticare cosa è l’antifascismo. Insegniamo ai giovani che loro coetanei di diciotto vent’anni hanno donato la vita, senza obblighi o costrizioni, ai giovani insegniamo a resistere, i partigiani non erano eroi senza paura, erano donne, operai e studenti che pensavano, agivano, erano ribelli, sabotatori, disertori… le lapidi della mia zona, della nostra regione, della nostra Italia, riportano i loro volti la loro età, uomini e donne che spesso dimentichiamo, ed allora quando siamo in coda alla posta e vediamo maltrattare un anziano, uno straniero perché non sa compilare un modulo e non reagiamo, dobbiamo ricordarci chi siamo, chi erano, e ricordarci di rompere le scatole, diciamo alle nuove generazioni di protestare, pensare, agire.
Concedetemi un ulteriore citazione uno scritto, una frase forte, del filosofo, del partigiano Ludovico Geymonat 2
“Gran parte dei giovani ha ormai compreso che questo Stato corrotto e scettico non rappresenta la vera Italia, come non la rappresentava la dittatura fascista. Essa ha compreso che questo Stato non è, se non a parole, l’erede della guerra di Liberazione. Ha compreso che lo spirito della Resistenza va tenuto vivo non con cerimonie puramente formali, ma con la fermezza delle azioni: la lotta continua, con armi diverse da quelle di allora, ma con durezza non minore. E’ una lotta che esige un impegno continuo, una tenacia indomita, una forza d’animo capace di vincere ogni scoramento. E’ la tenacia e la forza d’animo che proviene da una seria meditazione su tutte le prove del nostro recente passato”.
Il nostro cambiamento statutario chiede nuove responsabilità, nuove figure, (trovavo molto sensata la proposta di Domenico Maglio 3 che chiedeva già dal Congresso Nazionale di Chianciano di affiancare al gruppo dirigente un Comitato Nazionale uguale nei 27 membri ma composto dalle nuove generazioni).
Un attualità dell’ antifascismo dunque, perché il fascismo esiste ancora, se qualcuno mi fa una prepotenza io ancora posso gridarle “sei un fascista” posso gridare fascista a chi usa i manganelli contro gli studenti e i cittadini che protestano, posso indignarmi e gridare la mia rabbia a chi distrugge le lapidi dei miei partigiani 4 a chi con violenza ed ignoranza vuole chiudere le mie case, le sedi del mio pensiero, a chi vuole strappare le mie radici, posso gridare fascista a chi vuol cambiare leggi che tutelano la dignità della donna, dei lavoratori, degli studenti, a chi stravolge l’ambiente, la natura, a chi si ricorda della classe operaia solo in occasione dei troppi morti sul lavoro, ancora posso gridare “fascista” in un paese che ha inventato il fascismo e la cui storia continua a ruotare intorno a questa esperienza di distruzione della democrazia nella quale e rispetto alla quale la democrazia inevitabilmente si definisce.
Ancora fame, sete e malattie infestano il nostro mondo, ancora disuguaglianze, razzismo, oppressioni sono mali radicati, ancora troppa gente soffre e muore.
La nostra è una storia onorevole, ed entro così nella attualità più stretta, la nostra non è una storia di compromessi di basso profilo, non è storia di mafie e potere, è una storia fatta di cose importanti e positive che dalla storia vengono.
Continuiamo a piantare piccoli semi di speranza e felicità, una volta si diceva, si cantava, Gioia e rivoluzione, 5 io penso che un comportamento etico ed onesto, una sensibilità che deriva dalla nostra storia, un educazione all’uguaglianza siano ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società.
Sfruttiamo le nuove tecnologie, le innovazioni informatiche devono essere strumento quotidiano per raccontarci, trovare adesione, comunicazione, soprattutto ora che i mass media hanno un altro indirizzo, ad esempio faccio notare il silenzio dei giornali, dei media, sulla nostra conferenza Regionale.
Ricordando poi gli impegni elettorali che ci attendono quest’anno e che ci vedranno impegnati a proporre le nostre idee, è questo un obbligo politico e morale per contribuire a dettare la direzione politica del Paese con la forza della memoria e il rispetto della storia e della sua verità, ma anche per l’attualità delle proposte legate ai valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione che sono sempre più valori essenziali.
Mio padre il partigiano Tajetti Pietro “Mario” leggeva queste parole nel lontano 3 aprile 1976 al castello Sforzesco 6 qui in Milano, durante l’ottavo congresso dell’ANPI. In rappresentanza della sezione Barona e del comitato di fabbrica della Borletti 7
“…Troppe volte abbiamo dimenticato quale deve essere il nostro compito lasciando magari ad altri, che nulla hanno a che fare con la lotta Partigiana e Antifascista di sviluppare in maniera contorta quelli che sono i principi Costituzionali e riprendere questi principi è nostro dovere, avvallarci di tutti gli strumenti possibili in nostro possesso, non significa essere condizionati, da questo o quell’altro partito politico, ma portare avanti veramente una politica Unitaria e Antifascista…”
Ancora una volta in campagna elettorale, troviamo immancabilmente chi ci vuole indicare strade dimenticando la capacità della memoria di produrre valori, non dobbiamo precipitare in un dibattito dove l’oggetto ci è sempre imposto dagli avversari, studiamo e riflettiamo serenamente senza compromessi come solo l’ANPI ente morale può e deve fare, gli italiani d'oggi stanno ancora a guardare inerti e distratti le manovre neofasciste non diversamente dalla maggioranza degli italiani "attendisti" del '43-'45, un Italia grigia e amorfa in balia della globalizzazione e del mercato, egemone e asociale, dei sempre più ricchi e potenti a scapito dei valori sociali dei più poveri.
Ancor più sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista”
8, ora che ci tocca pure sentire dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "…Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra…" 9
nessuno deve mettere le mani sul nostro 25 aprile, unica Festa di Liberazione Nazionale.
Prepariamoci a difendere il 25 Aprile di libertà e di democrazia degli italiani, qualunque sia l'esito delle elezioni ! Costruiamo sin da oggi una grande giornata, rispondiamo con mille iniziative, ed un immenso corteo qui a Milano, ricordiamo il valore della Resistenza, della Costituzione, e chiediamo a tutti i democratici di scendere in piazza con noi.

“… contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita…”
così lucidamente scriveva Camillo Trampolini, 10 noi continueremo a mantenere una costante vigilanza critica attiva, perché il fascismo deve essere combattuto e sconfitto non solo come forza politica a livello internazionale, ma anche come costume civile e culturale, che con la sua retorica, la sua teatralità politica, ignorante e marginale è ancora ben presente nell’Italia contemporanea.
Per questi motivi la Resistenza e la sua carta fondante sono oggi ancora e nuovamente oggetto di molteplici attacchi civili, storici e culturali, ma proprio grazie a questi attacchi si ha la conferma della vitalità dell’ importanza di questa pagina di storia democratica che molti considerano inaccettabile, obsoleta, tramontata, perché avvertono invece ancora la sua innovativa, attualissima critica democratica nei confronti dei privilegi di casta.
Noi continueremo a credere nella nostra Costituzione, continueremo a produrre sapienza, discussioni, fatti, cultura, noi continueremo a chiedere la pace, intesa come totale avversità alla guerra ed al terrorismo, noi continueremo a chieder giustizia ed eguaglianza.
Voglio concludere spingendo fortemente per una nuova linea rinnovatrice, forte dell’entusiasmo costruttivo che sta rinascendo attorno ai nostri ideali, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, musica, pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni, costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri documenti, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati poi dall’ agire.
Cerchiamo una bandiera smarrita, uniamoci contro una frammentazione politica e sociale, spingiamo per una unificazione delle associazioni partigiane e antifasciste nel paese, dimostriamo la nostra unità d’intenti.
Io figlio della Resistenza rispondo “presente”, io e la mia sezione da molto ormai con tutti i mezzi possibili, cerchiamo di costruire, gettare ponti, e la nostra piccola storia basata sul quotidiano è a vostra completa disposizione, trasparente e leggibile sul nostro blog, http://anpibarona.blogspot.com , tutta la nostra storia, le nostre continue iniziative, che non si fermano alle celebrazioni ufficiali, sono lì a vostra disposizione, crediamo nel futuro della memoria, lavoriamo per una cultura del fare, per non sentirci dire (e questa è un anticipazione, che con orgoglio e magari ambizione voglio farvi) da “Arturo” 11 nel documentario che proprio in questi giorni è in fase di montaggio, un video professionale girato con i nostri pochi mezzi economici ma che ci racconta e spero prima o poi racconterà a voi la vita di un partigiano, la sua lotta nell’Oltrepò Pavese prima, Milano con i giorni della Liberazione poi, e con la condanna a morte e l’esecuzione dei gerarchi e del duce a Dongo, dopo.
Arturo appunto che mi diceva nel finale del video nel suo bel dialetto pavese
“e poi sentire ancora parlare di fascismo… noi ormai è finita, ma ai giovani ci verrà in mente quello che ci abbiamo lasciato noi.. la libertà e tutto Né”.
Questo piccolo esempio solo per farvi capire che molte, tante sono le nostre idee il nostro seminare, perché so per certo, che questa conferenza, sarà con i suoi interventi, i suoi uomini, le sue direttive nuovo cemento per continuare a costruire su fondamenta solide cha da più di sessanta anni anche se con fatica si sono poste come patrimonio nazionale della nostra Repubblica.
Io credo in voi, nella mia associazione, nella sua lunga storia, nell’importanza di una piccola frase “ente morale". Partigiani, antifascisti, compagni e compagne, presidenza, delegati dei partiti, delle forze politiche, dei movimenti e delle associazioni, ringraziandovi per la vostra attenzione, concludo la mia analisi, sperando di avervi lasciato un chiaro quadro del mio pensiero, una sintetica traccia della vita di una piccola sezione di periferia di una metropoli come Milano, spero di essere riuscito a farvi comprendere che nonostante i problemi che come ben voi sapete sono tanti, troppi… io, noi, con il vostro aiuto, con il vostro impegno, passato, presente e futuro crediamo in un progresso di rafforzamento e ampliamento di libertà, di quella libertà che tanti hanno sognato in tutto il mondo prima di venire uccisi dalle ingiustizie.
Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 12 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 13
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”

Milano, prima stesura: 10 marzo ’08 - 14 marzo '08




1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.


2
Ludovico Geymonat Paradossi e Rivoluzioni (il Saggiatore, Milano). Di schiatta valdese, nato a Torino nel 1908, Geymonat aveva il carattere forte e duro delle sue montagne. Si era laureato prima in filosofia, poi in matematica. Ribelle al fascismo e insofferente della cultura dell'idealismo italiano (di Croce oltre che di Gentile), affascinato dallo stile filosofico della "grande Vienna" (ove fisici e matematici, economisti e logici davano l'assalto alla metafisica tradizionale in nome del rigore nel linguaggio e del valore dell'esperienza), in seguito militante del Partito Comunista e comandante partigiano, Ludovico, dopo la Liberazione, aveva creduto in un nuovo razionalismo che costituisse la chiave di volta di un rinnovamento culturale e politico non solo del nostro Paese, ma dell'Europa intera.

3
Domenico Maglio, ANPI Finale Ligure “Alcune riflessioni critiche. Non molte le responsabilità affidate ai nostri giovani”. Patria Indipendente - 19 Marzo 2006

4
Lapide Piazza Miani distrutta. Comunicato stampa ANPI Barona 15/01/2008. Patria Indipendente - 24 febbraio 2008
Segnaliamo e denunciamo pubblicamente che ancora una volta dopo il primo danneggiamento del 23 giugno 2007, nella notte tra domenica e lunedì 13 gennaio 2008 ignoti hanno divelto e rotto la lapide, affissa nel monumento al centro di Piazza Miani, in Milano. Tale atto vandalico ha completamente spezzato in quattro tronconi la lapide ai caduti della Resistenza e del terrorismo, li esposta, danneggiando in modo irreparabile il marmo. La lapide ricordava le vittime del terrorismo, cinque agenti di polizia caduti sul nostro territorio, e ben trenta partigiani della nostra zona caduti per la libertà durante la Liberazione. Colpiti ed allarmati esprimiamo forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, facciamo affidamento alle istituzioni, alla cittadinanza, agli antifascisti affinché Milano e la nostra zona non conosca una nuova stagione di violenze.Convochiamo per sabato 19/01/08 alle ore 15.00 un presidio davanti alla lapide distrutta, chiedendo un immediata risposta democratica a questo ennesimo sfregio alla nostra memoria, alle nostre radici.

5
Gioia e Rivoluzione Area –Demetrio Stratos dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare

6 Allora Milano città medaglia d’oro al Valor Militare per i suoi caduti durante la Liberazione, concedeva volentieri i suoi simboli , le sue sedi Istituzionali all’ANPI. Mentre oggi la sfratta dalla sua sede storica. Dal sito ANPI Lombardia
http://www.anpi.it/lombardia.php?p=98&more=1&c=1&tb=1&pb=1

7
Intervento del partigiano Taietti Pietro in rappresentanza del comitato di Fabbrica - Borletti – Milano
Via Waschington, 70. All’VIII congresso dell’ ANPI Milano 3/4 Aprile 1976 sala della Balla Castello Sforzesco. Resistenza – Rinnovamento – Realtà Antifascista nell’Italia di Oggi. (documento privato)

8 “Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008 “Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008

9 “ Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008

10 Camillo Trampolini “Resistere agli arbitrii, Autodifese di militanti operai e democratici italiani davanti ai Tribunali”. A cura di Stefano Merli, Edizioni Avanti. Milano –Roma 1958.

11 “Arturo, Oltrepò Pavese, Milano, Dongo,” documentario. regia e sceneggiatura Ivano Tajetti. Produzione ANPI Barona -Luglio 2007 - Perducco di Zavattarello Pv. Anteprima prevista: Maggio 2008

12 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.


13 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione “20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)

11 marzo 2008

Fini, Santanchè, Ciarrapico...

Piena denuncia, e forte preoccupazione da parte del coordinamento ANPI Zona. 6. Mi. Sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista”, (“Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008)
http://www.repubblica.it:80/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/ciarrapico-fascista/ciarrapico-fascista.html
(“Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008)
http://www.danielasantanche.com/2008/02/24/lucia-annunziata-intervista-daniela-santanche/
E nelle parole dettate dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra"
(“Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi - sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008)
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_19052034.html

06 marzo 2008

IPR/Invorio

ANPI Trezzano S/N

Il Caffé

IL CAFFÉ
Milano 1° luglio 1924
Circolo Culturale – Via del Fusaro, 10 – 20146 Milano
Tel. 338/39.64.300 –
e-mail
circoloilcaffe@gmail.com

Lunedì 17 marzo 2008 alle ore 20.30 presso il Circolo “Il Caffè”

si terrà un incontro – dibattito sul tema:

60° DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Articolo 21 sulla libertà di pensiero e di parola


Relatori
Prof. Valerio Onida Già Presidente della Corte Costituzionale

Dott. Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano

Dott. Ali Abu Shwaima Presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia

Mons. Gianfranco Bottoni Responsabile per l’Ecumenismo e il Dialogo Religioso della Diocesi di Milano

Intervengono
Dott. Mario Artali Vicepresidente Nazionale F.I.A.P

On. Emanuele Fiano Partito Democratico

Maria Carmela Rozza Consigliere PD Comune di Milano

- - Il Presidente Giacomo Spadaccini

In collaborazione con la F.I.A.P. – Federazione Italiana Associazioni Partigiane

ANPI Crescenzago

ANPI SEZIONE CRESCENZAGO
Circolo Familiare Romeo Cerizza

PER LA FESTA DELLA DONNA

ORGANIZZANO
Una serata al femminile:
“Dai campi e dalle officine...
Quando eravamo signorine”

7 marzo ore 20 - Circolo Cerizza
Via Meucci 2 Milano

Concerto di CANTOSOCIALE
Voce solista, Piero Carcano / Chitarra, Gianni Rota
Mostra a cura del Cipes
“Antifascismo Resistenza Costituente al Plurale femminile”

Buffet

Aderiscono Legambiente di Crescenzago e ACLI Gobba
Sono invitate tutte le Associazioni del Quartiere.
Ingresso libero e aperto a tutte/i cittadine/i

28 febbraio 2008

Elezioni

Documento sulle questioni elettorali approvato dall’Assemblea Provinciale
dell’ANPI Milano di Sabato 23 Febbraio 2008


NO ALL’ASTENSIONISMO. VOTARE PER FAR VIVERE I VALORI DELLA RESISTENZA,
DELLA COSTITUZIONE, DELL’ANTIFASCISMO.


Si è aperta in questi giorni la campagna elettorale dopo lo scioglimento anticipato
delle Camere, malgrado sembrasse esservi ampia convergenza nel giudicare la legge
elettorale inadeguata ed anzi essa stessa all’origine - insieme ad altre cause di merito
- della instabilità politica del Paese.
Stiamo attraversando una delicatissima crisi economica e sociale, caratterizzata, fra
l’altro, dal manifestarsi, tra i cittadini, di una crescente insofferenza e allontanamento
dalla politica e dai partiti. L’astensionismo elettorale rischia di diventare un fenomeno
sempre più preoccupante, favorito anche dalla negativa influenza esercitata dai mezzi
di informazione di massa e dalla frequenza con la quale le televisioni lanciano
pericolosi messaggi e inviti a non recarsi alle urne.
La mancata riforma dell’attuale legge elettorale che nega ai cittadini la loro piena
sovranità nella scelta dei propri rappresentanti, ha accentuato il distacco
dell’elettorato dalle forze politiche.
Rimangono, quindi, del tutto aperti i problemi relativi al ripristino, con l’approvazione
di una nuova legge della possibilità, per ognuno, di esprimere le preferenze sulla
scheda elettorale e le questioni legate alla diminuzione dei costi della politica,
all’adeguamento del numero dei rappresentanti, allo snellimento dell’apparato statale
e pubblico ancora troppo burocratizzati.
Anche questi aspetti si legano strettamente alla capacità del sistema democratico di
essere efficiente e di far sì che alle decisioni corrispondano non solo capacità
operative, ma verifiche e controlli all’altezza dei complessi problemi del Paese e di
quanti in Italia vivono e lavorano.
Anche su questi terreni si tratta di dare piena attuazione alla Costituzione, di cui
quest’anno ricorre il 60° anniversario della sua entrata in vigore, dopo che gli Italiani
hanno respinto, con il referendum del 2006, la controriforma del centro destra.
L’ANPI non può certo partecipare alla campagna elettorale o fare dichiarazioni di voto.
Ma l’Assemblea Provinciale dell’ANPI, riunitasi a Milano Sabato 23 febbraio 2008,
chiede ai partiti:
- un impegno concreto e dichiarazioni esplicite di assunzione di responsabilità
verso il rispetto e la piena attuazione della Costituzione, i cui stessi principi
fondamentali rischiano di essere messi in discussione dalle forze della
conservazione;
- la difesa e il rilancio dei valori della Resistenza e dell’antifascismo che
rappresenta il principale valore laico e unificante nel quale si ritrova il tessuto
di fondo del nostro sistema.
L’Assemblea Provinciale dell’ANPI invita infine gli elettori a recarsi al voto nelle elezioni
politiche del 13 e 14 Aprile e a votare per quelle liste che si impegnino a difendere ed
attuare la Costituzione repubblicana e i valori della Resistenza e dell’antifascismo
.

26 febbraio 2008

Conferenza Regionale

ANPI. Comitato Regionale della Lombardia

TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE

“Far vivere i valori della Resistenza Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008


SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO - VIA CORRIDONI,16

PER LA LIBERTÁ DI TUTTI
Durante la Resistenza ci battemmo per le libertà di tutti, la nostra, quella di chi non partecipava, quella di chi era contro; oggi intendiamo continuare ad operare perché essa sia sempre più piena, ricca, garantita
Arrigo Boldrini “Bulow”

ALLE RADICI DELLA COSTITUZIONE
…Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo ove è nata la nostra
Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri
dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la Libertà e la Dignità, andate
lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la Costituzione
Pietro Calamandrei

P R O G R A M M A:
15/03
ore 9,00 inizio lavori, elezione Presidenza
ore 9,15 apertura dei lavori Nori BRAMBILLA PESCE del Consiglio Nazionale Anpi
ore 9,30 relazione di Antonio PIZZINATO Presidente A.N.P.I. Regionale
ore 10,00 saluti (autorità, Istituzioni), apertura del dibattito, elezione dei componenti le Commissioni politica ed elettorale
ore 12,30 sospensione dei lavori
ore 13,45 proiezione documentario “Alle radici della Costituzione” P. Calamandrei
ore14,15 ripresa del dibattito
ore 15,30 relazione del Prof. Carlo SMURAGLIA “Dagli scioperi del marzo 1943 alla Costituzione”
ore 18,00 sospensione dei lavori, riunione Commissioni politica ed elettorale
16/03
ore 9,00 ripresa dei lavori, dibattito
ore 9,30 relazione Prof. Franco DELLA PERUTA “Le 5 giornate, il Risorgimento, la Resistenza”
ore 10,00 dibattito
ore 11,30 relazioni Commissioni politica ed elettorale, votazioni Documento politico,
Comitato Regionale, Consiglio Regionale
ore 12,00 conclusioni di Tino CASALI Presidente ANPI Nazionale
ore 12,30 riunione Comitato e Consiglio Regionale: elezione Presidente e presidenza

13 febbraio 2008

tessera ANPI 2008

Per sottoscrivere la tessera è sufficiente recarsi presso la nostra sede, oppure scrivere al nostro indirizzo e.mail.
Ricordo che dal gennaio 2005 all' ANPI possono iscriversi e aderire tutti gli antifascisti e i democratici, iscriviti nel nome della memoria e dei valori della Resistenza e della libertà, per cui versarono sangue i nostri partigiani e su cui si scrisse la nostra Costituzione Repubblicana. Il sostegno a questa realtà è fondamentale, in un momento, soprattutto a Milano, dove la reazione fascista e il revisionismo stanno dilagando.
Alcune finalità scritte nello Statuto:
promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongano fini di progresso democratico della società; battersi affinché i principi informatori della guerra di liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni; concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli; dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.

La TUA TESSERA ti sta aspettando...!

30 gennaio 2008

24 gennaio 2008

Comandante "BULOW"

Boldrini, il nostro generale «Bulow»
In ricordo d' Arrigo Boldrini, protagonista della Liberazione dal nazifascismo che riassumeva in sé il mondo resistenziale. Era il capo laico di quell'«altra Repubblica», quella dei partigiani, con un forte ruolo di istituzionalità ufficiale, così come Giovanni Pesce, morto pochi mesi fa, ne costituiva una specie di alter ego militante ed extra-istituzionale
Angelo d'Orsi - Il Manifesto 23/01/08


Lo incontrai una volta, Arrigo Boldrini, a un raduno della Federazione Internazionale dei Resistenti alla guerra. Era un uomo importante, in quel contesto; e fece una grande impressione, a me, che ero un ragazzo aspirante «giornalista-militante». Scambiammo qualche parola. Ero troppo giovane e inesperto di tutto per essere a mio agio, ma lui fu cordiale, pur in un'attitudine, che a me, pareva severa: era già un monumento vivente. Il suo nome, all'epoca, risuonava, tra aule parlamentari, agenzie di stampa, e, naturalmente, di tanto in tanto, sull'Unità, l'organo di quello che fu sempre il suo partito. Partecipava a tutte le cerimonie pubbliche: tutte quelle che meritavano. Era, in buona sostanza, una sorta di Presidente della Repubblica ombra: quella Repubblica dei Partigiani, dei Resistenti e degli Antifascisti che non ha mai goduto buona stampa, nella Repubblica istituzionale, che pure nacque soprattutto grazie a loro: prima delle volgarità e delle bestialità mercantili dei Pansa di turno, che ripropongono diuturnamente, rivedute e corrette, le infamie dei «nostalgici» alla Pisanò, c'erano state le persecuzioni giudiziarie ai partigiani, l'emarginazione sociale di chi pareva aver fatto parte o sostenuto i banditen, e, dunque, nel maccartismo all'italiana, varie forme persecutorie verso tutti coloro che militavano o simpatizzavano con i «socialcomunisti», come allora si diceva. Un mondo nella sua biografiaUn uomo come Boldrini rappresentava il capo laico di quell'altra Repubblica, con un forte ruolo di istituzionalità ufficiale; così come Giovanni Pesce, morto solo alcuni mesi prima di lui (che abbiamo commemorato su queste stesse colonne), ne costituiva una specie di alter ego militante ed extra-istituzionale. Erano la faccia politica, l'uno; militare, l'altro, della Resistenza. Il partigiano-politico Boldrini, che sapeva riassumere in sé, nella sua biografia e nelle sue doti personali, l'intero mondo resistenziale; e il guerrigliero romantico Pesce, che fu sino alla fine un giapponese pronto a continuare la battaglia nella giungla, fedele agli ideali sui quali, peraltro, anche Bulow, il comandante Boldrini, era rimasto fermo. Ma erano personalità diverse, che nella storia della lotta e in quella del dopoguerra avevano assunto fisionomie pubbliche e ruoli diversi. Accomunati, allora dagli ideali antifascisti, e comunisti; ora, a fine luglio scorso Pesce, in questa fine gennaio Boldrini, dalle loro uscite di scena, senza clamori. Chi può dare soverchio spazio a Boldrini (al di là delle frasi di circostanza, che stanno inondando le agenzie), davanti alle ultime news su Mastella e Cuffaro? Eppure, Arrigo Boldrini, classe Grande guerra (era nato a Ravenna il 6 settembre 1915) è stato un autentico padre della patria. Nemmeno per lui, come già per Giovanni Pesce, si trovò un capo dello Stato disposto a riconoscergli con il laticlavio, quei meriti speciali che danno diritto ad entrare tra i senatori a vita: ma abbiamo avuto, in compenso, Andreotti, Colombo, Cossiga, e, per onorare la famosa «società civile», l'industriale Pininfarina. Ma lui quei meriti li aveva. E, quasi a confermare quello che potrebbe sembrare un cliché - in realtà, a onorare una professione di vita che non ha bisogno di tamburi né trombe (e men che meno, tromboni) -, il comandante Bulow, fu uomo che unì al massimo della presenza, il minimo del presenzialismo. Passò alla storia come liberatore di Ravenna, la sua città - dove ieri è morto, in ospedale, dopo alcuni giorni di ricovero - era un figlio autentico della «generosa terra di Romagna». Di tradizione socialista, e internazionalista, fu un ribelle fin dalle prime esperienze scolastiche: espulso dal collegio della Scuola Agraria di Cesena, avendo poi acciuffato il diploma di perito agrario, fece regolarmente il servizio militare, come allievo ufficiale. E si trovò un modesto impiego nello zuccherificio Eridania, e poi a Napoli, in un centro per la lavorazione dei cereali. A Napoli, il che può apparire bizzarro per un romagnolo di tradizione rossa, entrato in rapporti di amicizia con Libero Bovio, semidimenticato poeta dialettale di grande valore, fu posto finalmente a contatto con ambienti antifascisti. Ma i tempi della lotta dovettero aspettare. Fu il richiamo alle armi (ne aveva avuto già uno, in precedenza), destinazione Jugoslavia e Albania, la sua guerra: una delle guerre più sporche degli italiani, che spiega in larga parte la questione foibe. Mentre era ospedalizzato, a Bari, convalescente, fu raggiunto dalla notizia della fatal notte del 25 Luglio '43: Mussolini arrestato per volere del Re (suo «cugino», che l'aveva onorato del «collare dell'Annunziata», massima onorificenza sabauda!), le sue statue che cominciavano ad essere abbattute, i fascisti volatilizzati, la Milizia per la Sicurezza dello Stato come se non fosse mai esistita... E, mentre il re cincischiava, e Badoglio assumeva la carica che era stata per vent'anni di Benito Mussolini, l'esercito cominciava a sbandare, paurosamente, pericolosamente. Come avrebbe di lì a poco dimostrato, in modo clamoroso quanto drammatico, l'8 Settembre. Da quel contadino che era, Arrigo tornò subito alle sue terre: iscritto, fin dall'agosto, al Pci, fu tra i primissimi a organizzare un gruppo di combattenti; scelto da uno che di guerra se ne intendeva, Luigi Longo, Boldrini seppe imporsi, in modo del tutto naturale, come un vero capo, nel senso gramsciano. Nasceva il comandante Bulow. La leggenda, che ha fatto scuola, vuole che il nome gli sia stato dato da un barbiere appassionato di storia, tale Michele Pascoli, che davanti a una lezione di tattica e strategia di Boldrini, lo avrebbe scherzosamente apostrofato con un «Ma chi sei, Bulow?», riferendosi al vincitore di Napoleone a Waterloo, il generale von Bulow. E lo stesso Pascoli (poi fucilato dai nazifascisti), avrebbe poi per così dire imposto quel nome di battaglia al compagno. Che se lo meritò tutto.Quel rischio calcolatoNon si contano gli episodi di eroismo, ma non all'insegna della temerarietà, piuttosto del rischio calcolato, che ne facevano davvero un generale di corpo d'armata. Quell'armata di straccioni che liberò, pezzo dopo pezzo, l'Italia, senza aspettare, inerte, la liberazione da recalcitranti e sospettosi «Alleati», ma, quando possibile, collaborando con loro. Scrisse Gian Carlo Pajetta, di Boldrini, che non era il soldato che «ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo di valore»; non l'ufficiale che «ha avuto una idea geniale in una battaglia decisiva». Era, Bulow, uno stratega e una guida di uomini: il «compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere». Era davvero il partigiano idealtipico, destinato a radunare sbandati, a trasformarli in combattenti consapevoli, e a condurli non allo sbaraglio, ma nella piena coscienza del rischio, alla guerra di liberazione. Il gruppo di uomini che ebbe intorno fu eccezionale, e molti persero la vita, a cominciare da Mario Gordini, a cui poi fu intitolata la Brigata di Bulow. Eroi, di cui anche nelle cerimonie del 25 aprile in questo Paese di smemorati avveduti e di memorialisti opportunisti, si è persa pressoché ogni traccia. «In» Roma e poi costituenteNon a caso toccò a lui, il comandante Bulow, guidare quella che fu la prima grande manifestazione in quella parte del territorio liberato dagli occupanti tedeschi e dai repubblichini. Nella Roma del febbraio '45, Bulow (che aveva ricevuto la medaglia d'oro dal comandante dell'VIII Armata, generale britannico McCreery, a Ravenna, pochi giorni prima), guidò uno straripante corteo che passò sotto il fatale balcone di Palazzo Venezia. Sfrattato il suo inquilino - che, a Salò, si fingeva pateticamente ancora come «il duce» degli italiani - quella marcia «in» Roma, volle cancellare la marcia «su» Roma di ventitre anni prima. Finita la guerra, Bulow ne rappresentò, come meglio non si sarebbe potuto, gli ideali e la continuità nella linea dell'antifascismo e per l'affermazione e la difesa della nuova legalità repubblicana, poi, dal 1948, certificata da una Costituzione alla cui stesura, come membro dell'Assemblea Costituente, egli prese parte. Così, mentre guidava degnamente l'Anpi (da presidente prima, e presidente onorario, prima di ritirarsi, negli ultimissimi anni, in un centro di ricovero, sempre nella sua terra), difese i valori, da deputato e da senatore, di quella Carta, che ancora oggi, mentre la celebriamo sui manifesti affissi per il 60°, è un documento ignoto ai più, e, quel che è peggio, «vecchio», e da mandare al macero, per molti esponenti del ceto politico. I quali fingono di non ricordare quel che tutti loro, e noi, a quel vecchio documento, nato dall'azione - culturale, politica e militare - di «vecchi» come Arrigo Boldrini, dobbiamo.

Milano. Corteo ufficiale 27 Gennaio

Dal 2001, il 27 gennaio é il giorno dedicato al ricordo dei delitti del nazifascismo, dello sterminio del popolo ebraico, delle stragi di popolazioni civili, Rom, disabili, omosessuali e della deportazione nei campi dì prigionia e annientamento di partigiani, militari, lavoratori e lavoratrici italiane e religiosi di vari culti.

Le Associazioni della Resistenza, dei deportati, i Comitati Antifascisti, le Comunità Ebraiche, i figli della Shoah e tutte le istituzioni democratiche, le organizzazioni sindacali, rivolgono in particolar modo alle giovani generazioni, l’invito a partecipare con chiara coscienza alle iniziative promosse per non dimenticare quei tragici fatti; cosa quanto mai necessaria nella attuale fase storica, in cui i conflitti armati insanguinano ancora molte parti del mondo e la violenza indifferenziata sembra diventare sempre pigi pratica quotidiana.
Le forze democratiche antifasciste chiamano ancora una volta a raccolta i cittadini italiani per manifestare il loro alto senso di civiltà contro l’odio sociale, religioso, politico e razziale contro il terrorismo e la violenza, contro tutte le guerre.
Intendiamo riaffermare la nostra voglia di Pace e diffondere un preciso messaggio per la concordia universale. È fondamentale per ogni uomo e per qualsiasi comunità promuovere e difendere l’armonia sociale al fine di rendere impossibile, dopo quei terrificanti anni dì distruzione, tragedie e disperazione, la rinascita in Europa e nel mondo, dei fatti di allora.
Occorre infondere, sempre e continuamente, fiducia e speranza ai nostri figli e alle nuove generazioni. Ci deve guidare, nel presente come nel futuro, la costante ricerca della Pace e del dialogo tra i popoli.


Milano. 27 Gennaio ore 14.15 Piazza S, Babila partenza del corteo

ore 15.00 Piazza Duomo interventi ufficiali

ANPI Trezzano.s/N.


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