15 novembre 2009

La Resistenza in Europa - Albania

CONVEGNO CASA DELLA RESISTENZA FONDOTOCE
Domenica 29 novembre alle ore 9,15 si terrà a Fondotoce, presso la Casa della Resistenza un importante convegno sulla Resistenza in Europa.
Questa conferenza sarà l’inizio di una serie di conferenze di carattere internazionale che proseguiranno nei prossimi anni con l’obiettivo di far conoscere la resistenza degli italiani all’estero.
Si inizia con l’Albania, con il glorioso “Battaglione Gramsci” e la grande battaglia di Mavrove-Drashovice che salvò da sicuro massacro nazifascista 11.000 soldati e ufficiali italiani.
Una pagina di storia sconosciuta e di fratellanza tra i due popoli
Alleghiamo il volantino relativo all'iniziativa.
In attesa di incontrarvi, inviamo i migliori saluti
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Associazione CASA DELLA RESISTENZA
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA DI NOVARA
Come arrivare a FONDOTOCE:
In Autostrada Attraverso la Voltri-Gravellona Toce A-26
Uscire a Baveno
Dopo la galleria artificiale girare a sinistra
Attraversare la frazione di Feriolo e proseguire sempre diritto.
Alla grande rotonda (dopo circa 3 Km dall’uscita dall’Autostrada) girare a destra
dopo 50 metri girare a sinistra e subito dopo ancora a sinistra per Mergozzo.
Dopo 200 metri sulla sinistra si trova la Casa della Resistenza – Via Turati, 9 – FONDOTOCE - Verbania
PRANZO A FONDOTOCE
Per tutti coloro che al termine del Convegno intendono fermarsi a pranzo presso il Circolo Società di Mutuo Soccorso di Fondotoce è pregato di prenotare entro e non oltre giovedì 26 Novembre
mail:
preciso.ch@libero.it
oppure telefonando a Piero 0321 992236 cell. 340 7665577

Borsa di studio - ANPI Lambrate Ortica




























13 novembre 2009

Gli studenti del Manzoni di Milano.

A tutti gli studenti, i cittadini e le associazioni antifasciste milanesi
Scritte sui muri firmate con le celtiche, volantinaggi eseguiti da gruppi di 15 teste rasate munite di casco. Lotta Studentesca-Forza Nuova insieme ai loro simili di Blocco Studentesco-Cuore Nero-Casa Pound si stanno dando da fare ultimamente.
Noi, studenti e studentesse del Liceo Classico Manzoni non abbiamo alcuna intenzione né di rispondere ad atteggiamenti provocatori dei gruppuscoli neofascisti milanesi, né di cedere a questi spazio.
Le scuole sono il luogo dell'educazione alla cittadinanza democratica, della crescita culturale consapevole.
Per questo è temuta tanto da chi preferisce avere sudditi ignoranti anziché cittadini responsabili, tanto dai neofascisti che si burlano della Costituzione e delle leggi che fanno delle manfestazioni fasciste (legge Scelba) e incitanti all'odio razziale (legge Mancino) un reato.
Per rispondere abbiamo scelto di convocare un PRESIDIO ANTIFASCISTA
davanti al MANZONI in Via Orazio il 21 novembre alle 14.00 circa.
Il nostro appello si rivolge a tutti gli studenti delle scuole milanesi, e in maniera particolare di quelle che hanno ricevuto medesimi episodi da parte dei fascisti,e alle associazioni e ai cittadini della società civile e responsabile che ritengono che alla base di tutte le idee dell'Italia repubblicana e democratica debba esserci l'antifascismo.

Cooperativa del Popolo. Assago.

Riceviamo e volentieri
portiamo alla vostra attenzione
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La Costituzione - Neri Marcoré

ABBIAMO L'OPPORTUNITA' DI AVERE LA COSTITUZIONE
RACCONTATA DA NERI MARCORE'
l'indirizzo emal :
segreteria_fondazione@camera.it
Abbiamo richiesto il video e in 15 giorni e' arrivato (non sembra vero!!) ed è gratuito
Il video con Neri Marcorè dovrebbe essere stato dato alle scuole
vedi link:
http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/1818/costituzione-neri-marcore-ne-racconta-la-storia-in-un-video.html

Grazie alla segnalazione della Sezione ANPI Codè Montagnani Marelli

ANPI Cinisello Balsamo


10 novembre 2009

Il congedo dei Partigiani

Ringraziando Andrea Liparoto, per la segnalazione... concedetemi una breve riflessione, è bastato leggere questo piccolo articolo, inviatomi poi... (che piacere...) dall' Ufficio stampa Nazionale, (io oggi Repubblica proprio non l'ho letta) per sentirmi bene..! Una premessa dovuta, io la signora Alessandra Longo, non la conosco (non è mia amica) anzi se qualcuno sa chi è, la conosce, la ringrazi anche per me. Molto probabilmente la Signora Alessandra legge il blog della Sezione ANPI Barona di Milano... chi di voi l'avrà letto negli ultimi giorni, oppure avrà ricevuto una delle mie innumerevoli e.mail.. potrà senza alcun dubbio associare l'articolo di Repubblica a due post.. che trovate qui sotto sul blog, oppure appunto a due e.mail che ho inviato..!
Sono contento e ripeto, concedetemelo di portarvi a conoscenza della mia felicità... le mie due ore... rubate nella notte, agli amici, alla famiglia, al sonno... passate davanti al computer... per parlare, informare, far conoscere, la mia Associazione, la mia Sezione, i miei Partigiani e i miei compagni... allora a qualche cosa servono..! forse solo due righe su un giornale... ma si parla del mio amico Ghiri, del mio amico Lugano... ed allora dubbi, amarezze, la solita sindrome.. "che tanto serve a poco".. e poi, le solite critiche... mai riconoscimenti... ecco basta un piccolo articoletto e sono contento.. e poi sono anche triste... perchè, loro non ci sono più...!
Per loro... continuerò a studiare, continuerò a lavorare come sempre mi dicevano di fare... mio Padre, e un altro vecchio amico, il Partigiano Stell Fioravante, ed allora avevo solo diciotto anni.!
Scusatemi, perdonatemi il disturbo.
Ivano Tajetti.
ANPI Barona. Milano.
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07 novembre 2009

Mons. Bottoni "La Democrazia sta morendo"

Da Micromega 3 novembre 2009 - All'annuale cerimonia organizzata dall'Anpi in memoria dei caduti partigiani al Campo della gloria del cimitero Maggiore di Milano, l'intervento più applaudito è stato quello di monsignor Gianfranco Bottoni, responsabile delle relazioni ecumeniche e interreligiose della Diocesi di Milano. Ha spiegato che "si assiste in questo periodo a una caduta senza precedenti della democrazia e dell'etica pubblica" e ha parlato di "continui colpi al sistema democratico" oltre che di "uno stato padrone a gestione personale". "È in corso - ha aggiunto - una morte lenta e indolore della democrazia, una progressiva eutanasia della repubblica nata dalla Resistenza".L’intervento di don Gianfranco Bottoni ha provocato la reazione ringhiosa della destra fascista di Milano con una aggressione verbale virulenta. Chi volesse comunicare il proprio sostegno a don Gianfranco Bottoni - in un momento in cui nella "chiesa gerarchica" rifulge invece il silenzio come metodo - può scrivere a: ecumenismo@diocesi.milano.it
Ecco il testo integrale dell'intervento di Mons. Gianfranco Bottoni:
La memoria dei morti qui, al Campo della Gloria, esige che ci interroghiamo sempre su come abbiamo raccolto l’eredità spirituale che Caduti e Combattenti per la Liberazione ci hanno lasciato. Rispetto a questo interrogativo mai, finora, ci siamo ritrovati con animo così turbato come oggi. Siamo di fronte, nel nostro paese, ad una caduta senza precedenti della democrazia e dell’etica pubblica. Non è per me facile prendere la parola e dare voce al sentimento di chi nella propria coscienza intende coniugare fede e impegno civile. Preferirei tacere, ma è l’evangelo che chiede di vigilare e di non perdere la speranza.È giusto riconoscere che la nostra carenza del senso delle istituzioni pubbliche e della loro etica viene da lontano. Affonda le sue radici nella storia di un’Italia frammentata tra signorie e dominazioni, divisa tra guelfi e ghibellini. In essa tentativi di riforma spirituale non hanno potuto imprimere, come invece in altri paesi europei, un alto senso dello stato e della moralità pubblica. Infine, in questi ultimi 150 anni di storia della sua unità, l’Italia si è sempre ritrovata con la “questione democratica” aperta e irrisolta, anche se solo con il fascismo l’involuzione giunse alla morte della democrazia. La Liberazione e l’avvento della Costituzione repubblicana hanno invece fatto rinascere un’Italia democratica, che, per quanto segnata dal noto limite politico di una “democrazia bloccata” (come fu definito), è stata comunque democrazia a sovranità popolare.La caduta del muro di Berlino aveva creato condizioni favorevoli per superare questo limite posto alla nostra sovranità popolare fin dai tempi di “Yalta”. Infatti la normale fisiologia di una libera democrazia comporta la reale possibilità di alternanze politiche nel governo della cosa pubblica. Ma proprio questo risulta sgradito a poteri che, già prima e ancora oggi, sottopongono a continui contraccolpi le istituzioni democratiche. L’elenco dei fatti che l’attestano sarebbe lungo ma è noto. Tutti comunque riconosciamo che ad indebolire la tenuta democratica del paese possono, ad esempio, contribuire: campagne di discredito della cultura politica dei partiti; illecite operazioni dei poteri occulti; monopolizzazioni private dei mezzi di comunicazione sociale; mancanza di rigorose norme per sancire incompatibilità e regolare i cosiddetti conflitti di interesse; alleanze segrete con le potenti mafie in cambio della loro sempre più capillare e garantita penetrazione economica e sociale; mito della governabilità a scapito della funzione parlamentare della rappresentanza; progressiva riduzione dello stato di diritto a favore dello stato padrone a conduzione tendenzialmente personale; sconfinamenti di potere dalle proprie competenze da parte di organi statali e conseguenti scontri tra istituzioni; tentativi di imbavagliare la giustizia e di piegarla a interessi privati; devastazione del costume sociale e dell’etica pubblica attraverso corruzioni, legittimazioni dell’illecito, spettacolari esibizioni della trasgressione quale liberatoria opportunità per tutti di dare stura ai più diversi appetitiŠDi questo degrado che indebolisce la democrazia dobbiamo sentirci tutti corresponsabili; nessuno è esente da colpe, neppure le istituzioni religiose. Differente invece resta la valutazione politica se oggi in Italia possiamo ancora, o non più, dire di essere in una reale democrazia. È una valutazione che non compete a questo mio intervento, che intende restare estraneo alla dialettica delle parti e delle opinioni. Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.Fascismo di ieri e populismo di oggi sono fenomeni storicamente differenti, ma hanno in comune la necessità di disfarsi di tutto ciò che è democratico, ritenuto ingombro inutile e avverso. Allo scopo può persino servire la ridicola volgarità dell’ignoranza o della malafede di chi pensa di liquidare come “comunista” o “cattocomunista” ogni forma di difesa dei principi e delle regole della democrazia, ogni denuncia dei soprusi che sono sotto gli occhi di chiunque non sia affetto da miopia e che, non a caso, preoccupano la stampa democratica mondiale.Il senso della realtà deve però condurci a prendere atto che non serve restare ancorati ad atteggiamenti nostalgici e recriminatori, ignorando i cambiamenti irreversibili avvenuti negli ultimi decenni. Servono invece proposte positivamente innovative e democraticamente qualificate, capaci di rispondere ai reali problemi, alle giuste attese della gente e, negli attuali tempi di crisi, ai sempre più gravi e urgenti bisogni del paese. Perché finisca la deriva dell’antipolitica e della sua abile strumentalizzazione è necessaria una politica nuova e intelligente.Ci attendiamo non una politica che dica “cose nuove ma non giuste”, secondo la prassi oggi dominante. Neppure ci può bastare la retorica petulante che ripete “cose giuste ma non nuove”. È invece indispensabile che “giusto e nuovo” stiano insieme. Urge perciò progettualità politica, capacità di dire parole e realizzare fatti che sappiano coniugare novità e rettitudine, etica e cultura, unità nazionale e pluralismi, ecc. nel costruire libertà e democrazia, giustizia e pace.Solo così, nella vita civile, può rinascere la speranza. Certamente la speranza cristiana guarda oltre le contingenza della città terrena. E desidero dirlo proprio pensando ai morti che ricordiamo in questi giorni. La fede ne attende la risurrezione dei corpi alla pienezza della vita e dello shalom biblico. Ma questa grande attesa alimenta anche la speranza umana per l’oggi della storia e per il suo prossimo futuro. Pertanto, perché questa speranza resti accesa, vorrei che idealmente qui, dal Campo della Gloria, si levasse come un appello a tutte le donne e gli uomini di buona volontà.Vorrei che l’appello si rivolgesse in particolare a coloro che, nell’una e nell’altra parte dei diversi e opposti schieramenti politici, dentro la maggioranza e l’opposizione, si richiamano ai principi della libertà e della democrazia e non hanno del tutto perso il senso delle istituzioni e dell’etica pubblica. A voi diciamo che dinanzi alla storia - e, per chi crede, dinanzi a Dio - avete la responsabilità di fermare l’eutanasia della Repubblica democratica. L’appello è invito a dialogare al di là della dialettica e conflittualità politica, a unirvi nel difendere e rilanciare la democrazia nei suoi fondamenti costituzionali. Non è tempo di contrapposizioni propagandistiche, né di beghe di basso profilo.L’attuale emergenza e la memoria di chi ha combattuto per la Liberazione vi chiedono di cercare politicamente insieme come uscire, prima che sia troppo tardi, dal rischio di una possibile deriva delle istituzioni repubblicane. Prima delle giuste e necessarie battaglie politiche, ci sta a cuore la salute costituzionale della Repubblica, il bene supremo di un’Italia unitaria e pluralista, che insieme vogliamo “libera e democratica”

06 novembre 2009

Comunicato ANPI Milano

A. N. P. I.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano

COMUNICATO

Il Comitato Provinciale, riunitosi alle ore 17 del 4 novembre 2009 nella sua sede, ha nominato il prof. Carlo Smuraglia Presidente ANPI Provinciale di Milano e Tino Casali, già Presidente, componente del Comitato d’Onore della nostra Associazione.
La decisione è stata assunta e deliberata dall’unanimità dei componenti del massimo organismo dirigente della nostra Associazione, a livello provinciale.
*
Prof. Carlo Smuraglia
Partigiano; combattente nel Corpo italiano di Liberazione (Divisione Cremona 8° armata) fino alla fine della guerra.
Avvocato; Professore ordinario di diritto del lavoro, ha insegnato nell’Università Statale di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, dal 1968 al 1999.
E’ stato Consigliere Regionale dal 1970 al 1985, nella Regione Lombardia.
Presidente del Consiglio Regionale Lombardo dall’aprile del 1978 al giugno 1980.
Dal marzo 1977 all’agosto 1979 ha svolto le funzioni di Commissario d’accusa del processo "Lockheed", davanti alla Corte Costituzionale, a seguito di nomina da parte del Parlamento in seduta congiunta. Eletto dal Parlamento a Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha fatto parte del C S M dal febbraio 1986 al luglio 1990.
E’ stato Senatore della Repubblica dall’aprile del 1992 fino al maggio 2001.
Presidente della Commissione Lavoro del Senato, ininterrottamente, dal maggio 1994 fino al maggio 2001.
Membro della Commissione Parlamentare antimafia, nella legislatura 1992 – 1994, è stato coordinatore del gruppo di lavoro sulla "mafia del nord Italia".
Il 2 giugno 1980 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Pertini della onorificenza di Cavaliere di Gran Croce "al merito della Repubblica italiana".

Erminio Fraschini nome di battaglia "Lugano"

Se ne è andato un altro Partigiano. Erminio Fraschini, nome di battaglia "Lugano" si è spento ieri giovedì 5/11. Il funerale domani sabato 7 novembre alle ore 14.00 presso la camera ardente dell' Istituto Geriatrico "Piero Redaelli" Via Bartolomeo d'Alviano, 78. Milano.
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"Lugano" Partigiano a Milano e poi inquadrato nella brigata Garibaldi Martiri della Val' Le Ogra. Divisione Garemi. zona operativa basso Trentino Montagne di Schio, monte Pasubio, ci lascia con queste parole sulle labbra, "Raggiungo i miei compagni, i miei Partigiani, continueremo a combattere per la Libertà, viva la Resistenza".
Addio compagno Partigiano "Lugano" la tua sezione della Barona, i tuoi compagni, i tuoi amici... abbracciano tua moglie, e sempre ti ricorderanno... mentre ancora canti "bella ciao" ... mentre ancora ci racconti la storia della tua vita...

04 novembre 2009

Quelle cinque stanze di Via Mascagni

“Dal 1946 l’ANPI Milanese ha sede in Via Mascagni. A quel tempo non c’era una strada ma uno slargo, con un cortile. Si entrava da Corso Monforte e, girando a destra, dopo poche decine di metri ci si trovava di fronte a un muro di cinta con dietro un giardino, verso Via Visconti di Modrone. Adesso c’è questa ampia strada che porta, dall’inizio di Corso Europa, verso i grandi viali di circonvallazione. Il palazzetto che ospita l’ANPI e altre organizzazioni democratiche è ancora li, con la sua bella facciata e il modesto ingresso. Sono cinque stanze, non grandi, nelle quali sono passati in tanti anni centinaia di migliaia di ex combattenti, di partigiani, di cittadini. Dagli anni difficili ma pieni di impegno e di coraggio civile, di grandi lotte democratiche, Via Mascagni è divenuta innumerevoli volte luogo di grandi appuntamenti popolari e antifascisti. Chi è entrato nella sede dell’ANPI ha sempre recato o trovato qualcosa: un suggerimento; un idea, magari la semplice disponibilità per la diffusione di un manifesto, per la distribuzione di un giornale, per tenere un comizio, per organizzare una riunione. In queste cinque stanze si sono alternati dirigenti e funzionari per lustri, per decenni. Ma “funzionario” è un termine non appropriato. Giusto è dire collaboratori, uomini, donne, giovani che hanno dedicato al lavoro necessario per la vasta e multiforme attività dell’ANPI giorni, mesi, anni della loro vita. Con sempre negli occhi, nella mente, nella azioni non soltanto il lavoro d’ufficio ma la volontà e la consapevolezza di contribuire a fare camminare un poco più speditamente questo nostro Paese. ”
- Sergio Marvelli. 14/15 marzo 1981.
- Tratto da - Quelle cinque stanze di Via Mascagni. Atti del 9° congresso provinciale dell’ANPI Milanese
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La sede storica dell’ANPI di Milano, sta chiudendo… nei primi mesi del prossimo anno si trasferirà in Via San Marco, in un anonima palazzina del Comune. Cartolarizzazione, vendita, sfratto… piccole parole che cancellano la storia che i muri di queste cinque stanze hanno indelebilmente scritto nelle radici della nostra città, del nostro paese. Una pagina che si chiude, in una Milano disattenta, distratta e sempre più estranea alla storia della sua medaglia d’oro per la Resistenza. Ed allora piano, piano si aprono cassetti e schedari… documenti, foto e manifesti che riappaiono, storie e nomi dimenticati, ci piacerebbe che qualcuno fermasse in qualche modo questi ultimi palpiti del cuore di Via Mascagni 6. Un video… un articolo… un lascito per chi chiudendo per l’ultima volta una porta cigolante, pensi che tutto questo non sia stato vano.!

Un ulteriore stimolo… il 25 aprile 1950 a Milano una strana partita di calcio… chi giocava? Con quale risultato fini.? Ci piacerebbe pensare che una volta i Partigiani vinsero a calcio contro il Milan, la squadra del nostro attuale Presidente del consiglio, ecco vi allego il manifesto dell’evento… riemerso dalla polvere di ormai dimenticati armadi..
Chi ci può aiutare..?

Grazie, a presto…!?
Ivano Tajetti. ANPI Barona. Milano.

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01 novembre 2009

Minacce fasciste a Radio Popolare

INTIMIDAZIONE CONTRO RADIO POPOLARE

Comunicato di Radio Popolare.

Un gruppo di neofascisti di Casa Pound, Cuore Nero e Blocco Studentesco ha minacciato questa mattina Radio Popolare. Poco prima delle 13 una ventina di persone è arrivata davanti alla sede della radio con uno striscione con scritto: “Un fascio non ha prezzo, per tutto il resto c’è Radio Popolare”.
Dalle immagini delle telecamere si vede che provano ad entrare nella sede ma che, trovando la porta sbarrata, la coprono di adesivi, mentre altri – alcuni con il casco e altri con il cappuccio in testa - urlano slogan e sventolano bandiere. I redattori di Radio Popolare usciti per capire l’accaduto vengono accolti con lo slogan “comunisti di merda”.
Il messaggio intimidatorio è chiarissimo: se dai spazio alle voci democratiche e antifasciste – come nel caso delle manifestazioni di venerdì scorso contro il convegno della destra a Bergamo – te la dovrai vedere con noi fascisti. Oggi un raid con striscioni e adesivi, domani chissà.
Ringraziamo le persone, le associazioni e gli esponenti politici che ci hanno già dimostrato solidarietà.

http://www.radiopopolare.it/comunicati/anno/2009/mese/11/n/925/


Piena solidarietà per Radio Popolare.
"Cari compagni.
A seguito intimidazioni e minacce fasciste odierne contro una voce pulita, onesta e democratica come quella di Radio Popolare, siamo sempre più perplessi e preoccupati, ed inviando a tutti voi piena solidarietà;
Restiamo a vostra disposizione per qualsiasi aiuto operativo, politico ed organizzativo per contrastare il FASCISMO.
Siamo con voi..!
ANPI Barona. Milano."

Milano cimitero Maggiore - Campo della Gloria




Ringraziando la sezione ANPI "Luigi Viganò".

Luigi Brigada... deportato a Mauthausen

Al Presidente del Consiglio provinciale
Provincia di Milano
Bruno DAPEI

Egregio signor Presidente,
ho novantaquattro anni e sono, penso, una delle ultime persone che hanno memoria viva di fatti avvenuti sessantacinque anni fa.
Mio padre era un antifascista; un uomo mite, un lavoratore che si occupava solo della sua famiglia e dei suoi cinque figli, ma che alle sue idee di socialista turatiano non aveva mai voluto rinunciare.
La notte del 2 marzo 1944 arrivarono a casa nostra i fascisti. Lo sequestrarono, lo portarono a San Vittore e da lì fu deportato a Ebensee, campo collegato a Mauthausen dove morì tre mesi dopo, non voglio pensare dopo quanti stenti e quanto dolore.
Oggi c’e’ stata al Cimitero Monumentale l’usuale commemorazione dei morti nei campi di sterminio.
Da alcuni anni io non posso più intervenire: se la mente è ben lucida, il fisico è indebolito.
Ma ci sono mia figlia e mio genero, che partecipano sempre in ricordo di un nonno che rispettano profondamente anche se non l’hanno mai conosciuto e di tutti gli altri morti, che in famiglia sentiamo come nostri.
So che stamattina c’era anche lei e di questo la ringrazio.
Ma mi permetta di esprimerle lo stesso sgomento che ha colto i miei figli sentendo dire che lei, come testimone di quel martirio, ha citato Mike Bongiorno.
Non mi fraintenda: ho il massimo rispetto per chi è stato dalla parte giusta, la parte della democrazia e della libertà e che per questo ha pagato.
Ma non le pare, Signor Presidente, che non sia Mike Bongiorno, peraltro per sua fortuna mai deportato, il testimone più significativo per ricordare i morti milanesi che hanno permesso alla nostra città di fregiarsi della medaglia d’oro della Resistenza?Citando così inopportunamente quel noto presentatore, lei non solo ha insultato sia i morti che doveva ricordare, dimostrando di non comprendere quali siano state le loro sofferenze, la loro coerenza, il loro impegno; ma ha strumentalizzato una persona che non ha mai fatto di quel periodo della sua vita un’occasione di celebrazione, limitandosi a ricordarlo tra gli eventi di una lunga vita felice e di successo.
Permetta Signor Presidente a chi potrebbe essere sua nonna di suggerirle un libro ormai poco noto di un altro milanese, morto pochi anni fa: Vincenzo Pappalettera che con “Tu passerai per il camino” ha reso un’asciutta testimonianza di come si viveva e di come si moriva a Mauthausen, contribuendo con grande efficacia a ricordare quei morti che oggi lei non ha saputo o voluto onorare degnamente.
Affido a mio genero l’incarico di scriverle attraverso Internet, mezzo che conosco ma che non uso; e la prego per il futuro di essere più attento a rispettare memorie - per fortuna in molti ancora vive - di un periodo che non deve ritornare.

Luisa Brigada
Nata a Milano il 16.7.1915
Figlia di
Luigi Brigada
Deportato a Mauthausen

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