17 marzo 2008

Intervento: Conferenza Regionale.

ANPI. Comitato Regionale della Lombardia
TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE
“Far vivere i valori della Resistenza. Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008
SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO –

Intervento: Ivano Tajetti. - ANPI Barona Milano

"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".

Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero, che oggi, consentitemelo vorrei esporvi: Il mio percorso in questi ultimi anni all’interno dell’ANPI mi ha portato ad assumere la presidenza di un piccola sezione di periferia di Milano, primo presidente non partigiano; ancora prima delle norme statutarie con l’apertura dirigenziale a tutti gli antifascisti, un grande onore che mi ha aiutato in questi anni a superare molte difficoltà, anche grazie a voi, partigiani, miei padri, mie madri, miei maestri… e, grazie al mio vero padre che da partigiano sin da piccolo mi ha insegnato l’onestà, l’antifascismo, ma soprattutto la capacità di sognare una società, un mondo migliore e la possibilità anche nel piccolo di operare perché i suoi, i nostri valori non siano un utopia ma un forte senso alle mie azioni quotidiane.
Difficoltà dunque, un periodo di grande confusione politica, uomini, partiti, dibattiti, leggi e proposte, media ed istituzioni che confondono, stravolgono, diffamano la Resistenza, i suoi uomini e la sua carta fondante, la Costituzione.
Ogni giorno l’antifascismo è messo in discussione, viene rinnegato, considerato obsoleto, non degno di comparire nei programmi elettorali, nelle discussioni.
Solo insensate opinioni sulle equiparazioni, sui morti tutti uguali, pagine di storia ormai lontane e confuse, un acqua torbida in cui nuotano pareri e storie, personaggi e falsi storici pronti a servire ancora una volta padroni e interessi.
Ancora una volta per salire in un inquietante vortice di negazioni, revisioni, falsificazioni, i diritti dei lavoratori, le discussioni sulle donne, le leggi e le norme che tanto hanno dato, costruito in quest’Italia, diritti civili e sociali, la scuola, il lavoro, l’ambiente, l’assistenza, la natura… un mondo in cui da sempre crediamo, che piano piano cambia non in un ambito di crescita, ma solo di regresso piegato alle scelte dei pochi che ancora una volta scelgono per loro, ai danni dei molti.
Da sempre l’ANPI con il suo presidente Tino Casali ha ricordato i pericoli di questa deriva, da sempre ha chiesto a tutti vigilanza ma soprattutto un unione per sconfiggere ora come sessant’anni fa quello che fu allora e ancora è, fascismo.
La nostra trasformazione paga lo scotto di nuove figure, nuove tendenze, nuove correnti, ma il parlare, l’agire, il comunicare senza pressioni, giochi di potere, ambizioni personali, spinti solo dalla nostra limpida storia, quella degli alti ideali, delle nostre radici che parlano d’uguaglianza, fraternità, libertà è la nostra forza trainante.
Insegniamo il fascismo, il razzismo, per non far dimenticare cosa è l’antifascismo. Insegniamo ai giovani che loro coetanei di diciotto vent’anni hanno donato la vita, senza obblighi o costrizioni, ai giovani insegniamo a resistere, i partigiani non erano eroi senza paura, erano donne, operai e studenti che pensavano, agivano, erano ribelli, sabotatori, disertori… le lapidi della mia zona, della nostra regione, della nostra Italia, riportano i loro volti la loro età, uomini e donne che spesso dimentichiamo, ed allora quando siamo in coda alla posta e vediamo maltrattare un anziano, uno straniero perché non sa compilare un modulo e non reagiamo, dobbiamo ricordarci chi siamo, chi erano, e ricordarci di rompere le scatole, diciamo alle nuove generazioni di protestare, pensare, agire.
Concedetemi un ulteriore citazione uno scritto, una frase forte, del filosofo, del partigiano Ludovico Geymonat 2
“Gran parte dei giovani ha ormai compreso che questo Stato corrotto e scettico non rappresenta la vera Italia, come non la rappresentava la dittatura fascista. Essa ha compreso che questo Stato non è, se non a parole, l’erede della guerra di Liberazione. Ha compreso che lo spirito della Resistenza va tenuto vivo non con cerimonie puramente formali, ma con la fermezza delle azioni: la lotta continua, con armi diverse da quelle di allora, ma con durezza non minore. E’ una lotta che esige un impegno continuo, una tenacia indomita, una forza d’animo capace di vincere ogni scoramento. E’ la tenacia e la forza d’animo che proviene da una seria meditazione su tutte le prove del nostro recente passato”.
Il nostro cambiamento statutario chiede nuove responsabilità, nuove figure, (trovavo molto sensata la proposta di Domenico Maglio 3 che chiedeva già dal Congresso Nazionale di Chianciano di affiancare al gruppo dirigente un Comitato Nazionale uguale nei 27 membri ma composto dalle nuove generazioni).
Un attualità dell’ antifascismo dunque, perché il fascismo esiste ancora, se qualcuno mi fa una prepotenza io ancora posso gridarle “sei un fascista” posso gridare fascista a chi usa i manganelli contro gli studenti e i cittadini che protestano, posso indignarmi e gridare la mia rabbia a chi distrugge le lapidi dei miei partigiani 4 a chi con violenza ed ignoranza vuole chiudere le mie case, le sedi del mio pensiero, a chi vuole strappare le mie radici, posso gridare fascista a chi vuol cambiare leggi che tutelano la dignità della donna, dei lavoratori, degli studenti, a chi stravolge l’ambiente, la natura, a chi si ricorda della classe operaia solo in occasione dei troppi morti sul lavoro, ancora posso gridare “fascista” in un paese che ha inventato il fascismo e la cui storia continua a ruotare intorno a questa esperienza di distruzione della democrazia nella quale e rispetto alla quale la democrazia inevitabilmente si definisce.
Ancora fame, sete e malattie infestano il nostro mondo, ancora disuguaglianze, razzismo, oppressioni sono mali radicati, ancora troppa gente soffre e muore.
La nostra è una storia onorevole, ed entro così nella attualità più stretta, la nostra non è una storia di compromessi di basso profilo, non è storia di mafie e potere, è una storia fatta di cose importanti e positive che dalla storia vengono.
Continuiamo a piantare piccoli semi di speranza e felicità, una volta si diceva, si cantava, Gioia e rivoluzione, 5 io penso che un comportamento etico ed onesto, una sensibilità che deriva dalla nostra storia, un educazione all’uguaglianza siano ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società.
Sfruttiamo le nuove tecnologie, le innovazioni informatiche devono essere strumento quotidiano per raccontarci, trovare adesione, comunicazione, soprattutto ora che i mass media hanno un altro indirizzo, ad esempio faccio notare il silenzio dei giornali, dei media, sulla nostra conferenza Regionale.
Ricordando poi gli impegni elettorali che ci attendono quest’anno e che ci vedranno impegnati a proporre le nostre idee, è questo un obbligo politico e morale per contribuire a dettare la direzione politica del Paese con la forza della memoria e il rispetto della storia e della sua verità, ma anche per l’attualità delle proposte legate ai valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione che sono sempre più valori essenziali.
Mio padre il partigiano Tajetti Pietro “Mario” leggeva queste parole nel lontano 3 aprile 1976 al castello Sforzesco 6 qui in Milano, durante l’ottavo congresso dell’ANPI. In rappresentanza della sezione Barona e del comitato di fabbrica della Borletti 7
“…Troppe volte abbiamo dimenticato quale deve essere il nostro compito lasciando magari ad altri, che nulla hanno a che fare con la lotta Partigiana e Antifascista di sviluppare in maniera contorta quelli che sono i principi Costituzionali e riprendere questi principi è nostro dovere, avvallarci di tutti gli strumenti possibili in nostro possesso, non significa essere condizionati, da questo o quell’altro partito politico, ma portare avanti veramente una politica Unitaria e Antifascista…”
Ancora una volta in campagna elettorale, troviamo immancabilmente chi ci vuole indicare strade dimenticando la capacità della memoria di produrre valori, non dobbiamo precipitare in un dibattito dove l’oggetto ci è sempre imposto dagli avversari, studiamo e riflettiamo serenamente senza compromessi come solo l’ANPI ente morale può e deve fare, gli italiani d'oggi stanno ancora a guardare inerti e distratti le manovre neofasciste non diversamente dalla maggioranza degli italiani "attendisti" del '43-'45, un Italia grigia e amorfa in balia della globalizzazione e del mercato, egemone e asociale, dei sempre più ricchi e potenti a scapito dei valori sociali dei più poveri.
Ancor più sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista”
8, ora che ci tocca pure sentire dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "…Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra…" 9
nessuno deve mettere le mani sul nostro 25 aprile, unica Festa di Liberazione Nazionale.
Prepariamoci a difendere il 25 Aprile di libertà e di democrazia degli italiani, qualunque sia l'esito delle elezioni ! Costruiamo sin da oggi una grande giornata, rispondiamo con mille iniziative, ed un immenso corteo qui a Milano, ricordiamo il valore della Resistenza, della Costituzione, e chiediamo a tutti i democratici di scendere in piazza con noi.

“… contro l’oppressione fascista che voleva ridurre l’uomo a cosa, l’antifascismo significò la Resistenza della persona umana che si rifiutava di diventare cosa e voleva restare persona: e voleva che tutti gli uomini restassero persone: e sentiva che bastava offendere in un uomo questa dignità della persona, perché nello stesso tempo in tutti gli altri uomini questa stessa dignità rimanesse umiliata e ferita…”
così lucidamente scriveva Camillo Trampolini, 10 noi continueremo a mantenere una costante vigilanza critica attiva, perché il fascismo deve essere combattuto e sconfitto non solo come forza politica a livello internazionale, ma anche come costume civile e culturale, che con la sua retorica, la sua teatralità politica, ignorante e marginale è ancora ben presente nell’Italia contemporanea.
Per questi motivi la Resistenza e la sua carta fondante sono oggi ancora e nuovamente oggetto di molteplici attacchi civili, storici e culturali, ma proprio grazie a questi attacchi si ha la conferma della vitalità dell’ importanza di questa pagina di storia democratica che molti considerano inaccettabile, obsoleta, tramontata, perché avvertono invece ancora la sua innovativa, attualissima critica democratica nei confronti dei privilegi di casta.
Noi continueremo a credere nella nostra Costituzione, continueremo a produrre sapienza, discussioni, fatti, cultura, noi continueremo a chiedere la pace, intesa come totale avversità alla guerra ed al terrorismo, noi continueremo a chieder giustizia ed eguaglianza.
Voglio concludere spingendo fortemente per una nuova linea rinnovatrice, forte dell’entusiasmo costruttivo che sta rinascendo attorno ai nostri ideali, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, musica, pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni, costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri documenti, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati poi dall’ agire.
Cerchiamo una bandiera smarrita, uniamoci contro una frammentazione politica e sociale, spingiamo per una unificazione delle associazioni partigiane e antifasciste nel paese, dimostriamo la nostra unità d’intenti.
Io figlio della Resistenza rispondo “presente”, io e la mia sezione da molto ormai con tutti i mezzi possibili, cerchiamo di costruire, gettare ponti, e la nostra piccola storia basata sul quotidiano è a vostra completa disposizione, trasparente e leggibile sul nostro blog, http://anpibarona.blogspot.com , tutta la nostra storia, le nostre continue iniziative, che non si fermano alle celebrazioni ufficiali, sono lì a vostra disposizione, crediamo nel futuro della memoria, lavoriamo per una cultura del fare, per non sentirci dire (e questa è un anticipazione, che con orgoglio e magari ambizione voglio farvi) da “Arturo” 11 nel documentario che proprio in questi giorni è in fase di montaggio, un video professionale girato con i nostri pochi mezzi economici ma che ci racconta e spero prima o poi racconterà a voi la vita di un partigiano, la sua lotta nell’Oltrepò Pavese prima, Milano con i giorni della Liberazione poi, e con la condanna a morte e l’esecuzione dei gerarchi e del duce a Dongo, dopo.
Arturo appunto che mi diceva nel finale del video nel suo bel dialetto pavese
“e poi sentire ancora parlare di fascismo… noi ormai è finita, ma ai giovani ci verrà in mente quello che ci abbiamo lasciato noi.. la libertà e tutto Né”.
Questo piccolo esempio solo per farvi capire che molte, tante sono le nostre idee il nostro seminare, perché so per certo, che questa conferenza, sarà con i suoi interventi, i suoi uomini, le sue direttive nuovo cemento per continuare a costruire su fondamenta solide cha da più di sessanta anni anche se con fatica si sono poste come patrimonio nazionale della nostra Repubblica.
Io credo in voi, nella mia associazione, nella sua lunga storia, nell’importanza di una piccola frase “ente morale". Partigiani, antifascisti, compagni e compagne, presidenza, delegati dei partiti, delle forze politiche, dei movimenti e delle associazioni, ringraziandovi per la vostra attenzione, concludo la mia analisi, sperando di avervi lasciato un chiaro quadro del mio pensiero, una sintetica traccia della vita di una piccola sezione di periferia di una metropoli come Milano, spero di essere riuscito a farvi comprendere che nonostante i problemi che come ben voi sapete sono tanti, troppi… io, noi, con il vostro aiuto, con il vostro impegno, passato, presente e futuro crediamo in un progresso di rafforzamento e ampliamento di libertà, di quella libertà che tanti hanno sognato in tutto il mondo prima di venire uccisi dalle ingiustizie.
Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 12 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 13
“ A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”

Milano, prima stesura: 10 marzo ’08 - 14 marzo '08




1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.


2
Ludovico Geymonat Paradossi e Rivoluzioni (il Saggiatore, Milano). Di schiatta valdese, nato a Torino nel 1908, Geymonat aveva il carattere forte e duro delle sue montagne. Si era laureato prima in filosofia, poi in matematica. Ribelle al fascismo e insofferente della cultura dell'idealismo italiano (di Croce oltre che di Gentile), affascinato dallo stile filosofico della "grande Vienna" (ove fisici e matematici, economisti e logici davano l'assalto alla metafisica tradizionale in nome del rigore nel linguaggio e del valore dell'esperienza), in seguito militante del Partito Comunista e comandante partigiano, Ludovico, dopo la Liberazione, aveva creduto in un nuovo razionalismo che costituisse la chiave di volta di un rinnovamento culturale e politico non solo del nostro Paese, ma dell'Europa intera.

3
Domenico Maglio, ANPI Finale Ligure “Alcune riflessioni critiche. Non molte le responsabilità affidate ai nostri giovani”. Patria Indipendente - 19 Marzo 2006

4
Lapide Piazza Miani distrutta. Comunicato stampa ANPI Barona 15/01/2008. Patria Indipendente - 24 febbraio 2008
Segnaliamo e denunciamo pubblicamente che ancora una volta dopo il primo danneggiamento del 23 giugno 2007, nella notte tra domenica e lunedì 13 gennaio 2008 ignoti hanno divelto e rotto la lapide, affissa nel monumento al centro di Piazza Miani, in Milano. Tale atto vandalico ha completamente spezzato in quattro tronconi la lapide ai caduti della Resistenza e del terrorismo, li esposta, danneggiando in modo irreparabile il marmo. La lapide ricordava le vittime del terrorismo, cinque agenti di polizia caduti sul nostro territorio, e ben trenta partigiani della nostra zona caduti per la libertà durante la Liberazione. Colpiti ed allarmati esprimiamo forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, facciamo affidamento alle istituzioni, alla cittadinanza, agli antifascisti affinché Milano e la nostra zona non conosca una nuova stagione di violenze.Convochiamo per sabato 19/01/08 alle ore 15.00 un presidio davanti alla lapide distrutta, chiedendo un immediata risposta democratica a questo ennesimo sfregio alla nostra memoria, alle nostre radici.

5
Gioia e Rivoluzione Area –Demetrio Stratos dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare

6 Allora Milano città medaglia d’oro al Valor Militare per i suoi caduti durante la Liberazione, concedeva volentieri i suoi simboli , le sue sedi Istituzionali all’ANPI. Mentre oggi la sfratta dalla sua sede storica. Dal sito ANPI Lombardia
http://www.anpi.it/lombardia.php?p=98&more=1&c=1&tb=1&pb=1

7
Intervento del partigiano Taietti Pietro in rappresentanza del comitato di Fabbrica - Borletti – Milano
Via Waschington, 70. All’VIII congresso dell’ ANPI Milano 3/4 Aprile 1976 sala della Balla Castello Sforzesco. Resistenza – Rinnovamento – Realtà Antifascista nell’Italia di Oggi. (documento privato)

8 “Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008 “Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008

9 “ Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008

10 Camillo Trampolini “Resistere agli arbitrii, Autodifese di militanti operai e democratici italiani davanti ai Tribunali”. A cura di Stefano Merli, Edizioni Avanti. Milano –Roma 1958.

11 “Arturo, Oltrepò Pavese, Milano, Dongo,” documentario. regia e sceneggiatura Ivano Tajetti. Produzione ANPI Barona -Luglio 2007 - Perducco di Zavattarello Pv. Anteprima prevista: Maggio 2008

12 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.


13 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione “20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)

11 marzo 2008

Fini, Santanchè, Ciarrapico...

Piena denuncia, e forte preoccupazione da parte del coordinamento ANPI Zona. 6. Mi. Sentendo che chi ci vuole rappresentare in Parlamento e in Senato declama con larga risonanza “l’orgoglio di essere fascista”, (“Giuseppe Ciarrapico” Intervista su Repubblica 10/03/2008)
http://www.repubblica.it:80/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/ciarrapico-fascista/ciarrapico-fascista.html
(“Daniela Santanchè” “In mezz’ora” Intervista di Lucia Annunziata - Raitre 24/02/2008)
http://www.danielasantanche.com/2008/02/24/lucia-annunziata-intervista-daniela-santanche/
E nelle parole dettate dal remoto dna nero di Fini in raptus elettorale, "Fare del 13 aprile non solo una festa di libertà, ma la nuova Festa della Liberazione dall'utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra"
(“Gianfranco Fini” Al Palalido di Milano - comizio con Berlusconi - sabato 08/03/2008 - ANSA h.20.58. 08/03/2008)
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_19052034.html

06 marzo 2008

IPR/Invorio

ANPI Trezzano S/N

Il Caffé

IL CAFFÉ
Milano 1° luglio 1924
Circolo Culturale – Via del Fusaro, 10 – 20146 Milano
Tel. 338/39.64.300 –
e-mail
circoloilcaffe@gmail.com

Lunedì 17 marzo 2008 alle ore 20.30 presso il Circolo “Il Caffè”

si terrà un incontro – dibattito sul tema:

60° DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Articolo 21 sulla libertà di pensiero e di parola


Relatori
Prof. Valerio Onida Già Presidente della Corte Costituzionale

Dott. Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano

Dott. Ali Abu Shwaima Presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia

Mons. Gianfranco Bottoni Responsabile per l’Ecumenismo e il Dialogo Religioso della Diocesi di Milano

Intervengono
Dott. Mario Artali Vicepresidente Nazionale F.I.A.P

On. Emanuele Fiano Partito Democratico

Maria Carmela Rozza Consigliere PD Comune di Milano

- - Il Presidente Giacomo Spadaccini

In collaborazione con la F.I.A.P. – Federazione Italiana Associazioni Partigiane

ANPI Crescenzago

ANPI SEZIONE CRESCENZAGO
Circolo Familiare Romeo Cerizza

PER LA FESTA DELLA DONNA

ORGANIZZANO
Una serata al femminile:
“Dai campi e dalle officine...
Quando eravamo signorine”

7 marzo ore 20 - Circolo Cerizza
Via Meucci 2 Milano

Concerto di CANTOSOCIALE
Voce solista, Piero Carcano / Chitarra, Gianni Rota
Mostra a cura del Cipes
“Antifascismo Resistenza Costituente al Plurale femminile”

Buffet

Aderiscono Legambiente di Crescenzago e ACLI Gobba
Sono invitate tutte le Associazioni del Quartiere.
Ingresso libero e aperto a tutte/i cittadine/i

28 febbraio 2008

Elezioni

Documento sulle questioni elettorali approvato dall’Assemblea Provinciale
dell’ANPI Milano di Sabato 23 Febbraio 2008


NO ALL’ASTENSIONISMO. VOTARE PER FAR VIVERE I VALORI DELLA RESISTENZA,
DELLA COSTITUZIONE, DELL’ANTIFASCISMO.


Si è aperta in questi giorni la campagna elettorale dopo lo scioglimento anticipato
delle Camere, malgrado sembrasse esservi ampia convergenza nel giudicare la legge
elettorale inadeguata ed anzi essa stessa all’origine - insieme ad altre cause di merito
- della instabilità politica del Paese.
Stiamo attraversando una delicatissima crisi economica e sociale, caratterizzata, fra
l’altro, dal manifestarsi, tra i cittadini, di una crescente insofferenza e allontanamento
dalla politica e dai partiti. L’astensionismo elettorale rischia di diventare un fenomeno
sempre più preoccupante, favorito anche dalla negativa influenza esercitata dai mezzi
di informazione di massa e dalla frequenza con la quale le televisioni lanciano
pericolosi messaggi e inviti a non recarsi alle urne.
La mancata riforma dell’attuale legge elettorale che nega ai cittadini la loro piena
sovranità nella scelta dei propri rappresentanti, ha accentuato il distacco
dell’elettorato dalle forze politiche.
Rimangono, quindi, del tutto aperti i problemi relativi al ripristino, con l’approvazione
di una nuova legge della possibilità, per ognuno, di esprimere le preferenze sulla
scheda elettorale e le questioni legate alla diminuzione dei costi della politica,
all’adeguamento del numero dei rappresentanti, allo snellimento dell’apparato statale
e pubblico ancora troppo burocratizzati.
Anche questi aspetti si legano strettamente alla capacità del sistema democratico di
essere efficiente e di far sì che alle decisioni corrispondano non solo capacità
operative, ma verifiche e controlli all’altezza dei complessi problemi del Paese e di
quanti in Italia vivono e lavorano.
Anche su questi terreni si tratta di dare piena attuazione alla Costituzione, di cui
quest’anno ricorre il 60° anniversario della sua entrata in vigore, dopo che gli Italiani
hanno respinto, con il referendum del 2006, la controriforma del centro destra.
L’ANPI non può certo partecipare alla campagna elettorale o fare dichiarazioni di voto.
Ma l’Assemblea Provinciale dell’ANPI, riunitasi a Milano Sabato 23 febbraio 2008,
chiede ai partiti:
- un impegno concreto e dichiarazioni esplicite di assunzione di responsabilità
verso il rispetto e la piena attuazione della Costituzione, i cui stessi principi
fondamentali rischiano di essere messi in discussione dalle forze della
conservazione;
- la difesa e il rilancio dei valori della Resistenza e dell’antifascismo che
rappresenta il principale valore laico e unificante nel quale si ritrova il tessuto
di fondo del nostro sistema.
L’Assemblea Provinciale dell’ANPI invita infine gli elettori a recarsi al voto nelle elezioni
politiche del 13 e 14 Aprile e a votare per quelle liste che si impegnino a difendere ed
attuare la Costituzione repubblicana e i valori della Resistenza e dell’antifascismo
.

26 febbraio 2008

Conferenza Regionale

ANPI. Comitato Regionale della Lombardia

TREDICESIMA CONFERENZA ASSOCIATIVA REGIONALE

“Far vivere i valori della Resistenza Attuare la Costituzione”
Sabato 15 Domenica 16 Marzo 2008


SALA AUDITORIUM CENTRO CONGRESSI della PROVINCIA - MILANO - VIA CORRIDONI,16

PER LA LIBERTÁ DI TUTTI
Durante la Resistenza ci battemmo per le libertà di tutti, la nostra, quella di chi non partecipava, quella di chi era contro; oggi intendiamo continuare ad operare perché essa sia sempre più piena, ricca, garantita
Arrigo Boldrini “Bulow”

ALLE RADICI DELLA COSTITUZIONE
…Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo ove è nata la nostra
Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri
dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la Libertà e la Dignità, andate
lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la Costituzione
Pietro Calamandrei

P R O G R A M M A:
15/03
ore 9,00 inizio lavori, elezione Presidenza
ore 9,15 apertura dei lavori Nori BRAMBILLA PESCE del Consiglio Nazionale Anpi
ore 9,30 relazione di Antonio PIZZINATO Presidente A.N.P.I. Regionale
ore 10,00 saluti (autorità, Istituzioni), apertura del dibattito, elezione dei componenti le Commissioni politica ed elettorale
ore 12,30 sospensione dei lavori
ore 13,45 proiezione documentario “Alle radici della Costituzione” P. Calamandrei
ore14,15 ripresa del dibattito
ore 15,30 relazione del Prof. Carlo SMURAGLIA “Dagli scioperi del marzo 1943 alla Costituzione”
ore 18,00 sospensione dei lavori, riunione Commissioni politica ed elettorale
16/03
ore 9,00 ripresa dei lavori, dibattito
ore 9,30 relazione Prof. Franco DELLA PERUTA “Le 5 giornate, il Risorgimento, la Resistenza”
ore 10,00 dibattito
ore 11,30 relazioni Commissioni politica ed elettorale, votazioni Documento politico,
Comitato Regionale, Consiglio Regionale
ore 12,00 conclusioni di Tino CASALI Presidente ANPI Nazionale
ore 12,30 riunione Comitato e Consiglio Regionale: elezione Presidente e presidenza

13 febbraio 2008

tessera ANPI 2008

Per sottoscrivere la tessera è sufficiente recarsi presso la nostra sede, oppure scrivere al nostro indirizzo e.mail.
Ricordo che dal gennaio 2005 all' ANPI possono iscriversi e aderire tutti gli antifascisti e i democratici, iscriviti nel nome della memoria e dei valori della Resistenza e della libertà, per cui versarono sangue i nostri partigiani e su cui si scrisse la nostra Costituzione Repubblicana. Il sostegno a questa realtà è fondamentale, in un momento, soprattutto a Milano, dove la reazione fascista e il revisionismo stanno dilagando.
Alcune finalità scritte nello Statuto:
promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongano fini di progresso democratico della società; battersi affinché i principi informatori della guerra di liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni; concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli; dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono, singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.

La TUA TESSERA ti sta aspettando...!

30 gennaio 2008

24 gennaio 2008

Comandante "BULOW"

Boldrini, il nostro generale «Bulow»
In ricordo d' Arrigo Boldrini, protagonista della Liberazione dal nazifascismo che riassumeva in sé il mondo resistenziale. Era il capo laico di quell'«altra Repubblica», quella dei partigiani, con un forte ruolo di istituzionalità ufficiale, così come Giovanni Pesce, morto pochi mesi fa, ne costituiva una specie di alter ego militante ed extra-istituzionale
Angelo d'Orsi - Il Manifesto 23/01/08


Lo incontrai una volta, Arrigo Boldrini, a un raduno della Federazione Internazionale dei Resistenti alla guerra. Era un uomo importante, in quel contesto; e fece una grande impressione, a me, che ero un ragazzo aspirante «giornalista-militante». Scambiammo qualche parola. Ero troppo giovane e inesperto di tutto per essere a mio agio, ma lui fu cordiale, pur in un'attitudine, che a me, pareva severa: era già un monumento vivente. Il suo nome, all'epoca, risuonava, tra aule parlamentari, agenzie di stampa, e, naturalmente, di tanto in tanto, sull'Unità, l'organo di quello che fu sempre il suo partito. Partecipava a tutte le cerimonie pubbliche: tutte quelle che meritavano. Era, in buona sostanza, una sorta di Presidente della Repubblica ombra: quella Repubblica dei Partigiani, dei Resistenti e degli Antifascisti che non ha mai goduto buona stampa, nella Repubblica istituzionale, che pure nacque soprattutto grazie a loro: prima delle volgarità e delle bestialità mercantili dei Pansa di turno, che ripropongono diuturnamente, rivedute e corrette, le infamie dei «nostalgici» alla Pisanò, c'erano state le persecuzioni giudiziarie ai partigiani, l'emarginazione sociale di chi pareva aver fatto parte o sostenuto i banditen, e, dunque, nel maccartismo all'italiana, varie forme persecutorie verso tutti coloro che militavano o simpatizzavano con i «socialcomunisti», come allora si diceva. Un mondo nella sua biografiaUn uomo come Boldrini rappresentava il capo laico di quell'altra Repubblica, con un forte ruolo di istituzionalità ufficiale; così come Giovanni Pesce, morto solo alcuni mesi prima di lui (che abbiamo commemorato su queste stesse colonne), ne costituiva una specie di alter ego militante ed extra-istituzionale. Erano la faccia politica, l'uno; militare, l'altro, della Resistenza. Il partigiano-politico Boldrini, che sapeva riassumere in sé, nella sua biografia e nelle sue doti personali, l'intero mondo resistenziale; e il guerrigliero romantico Pesce, che fu sino alla fine un giapponese pronto a continuare la battaglia nella giungla, fedele agli ideali sui quali, peraltro, anche Bulow, il comandante Boldrini, era rimasto fermo. Ma erano personalità diverse, che nella storia della lotta e in quella del dopoguerra avevano assunto fisionomie pubbliche e ruoli diversi. Accomunati, allora dagli ideali antifascisti, e comunisti; ora, a fine luglio scorso Pesce, in questa fine gennaio Boldrini, dalle loro uscite di scena, senza clamori. Chi può dare soverchio spazio a Boldrini (al di là delle frasi di circostanza, che stanno inondando le agenzie), davanti alle ultime news su Mastella e Cuffaro? Eppure, Arrigo Boldrini, classe Grande guerra (era nato a Ravenna il 6 settembre 1915) è stato un autentico padre della patria. Nemmeno per lui, come già per Giovanni Pesce, si trovò un capo dello Stato disposto a riconoscergli con il laticlavio, quei meriti speciali che danno diritto ad entrare tra i senatori a vita: ma abbiamo avuto, in compenso, Andreotti, Colombo, Cossiga, e, per onorare la famosa «società civile», l'industriale Pininfarina. Ma lui quei meriti li aveva. E, quasi a confermare quello che potrebbe sembrare un cliché - in realtà, a onorare una professione di vita che non ha bisogno di tamburi né trombe (e men che meno, tromboni) -, il comandante Bulow, fu uomo che unì al massimo della presenza, il minimo del presenzialismo. Passò alla storia come liberatore di Ravenna, la sua città - dove ieri è morto, in ospedale, dopo alcuni giorni di ricovero - era un figlio autentico della «generosa terra di Romagna». Di tradizione socialista, e internazionalista, fu un ribelle fin dalle prime esperienze scolastiche: espulso dal collegio della Scuola Agraria di Cesena, avendo poi acciuffato il diploma di perito agrario, fece regolarmente il servizio militare, come allievo ufficiale. E si trovò un modesto impiego nello zuccherificio Eridania, e poi a Napoli, in un centro per la lavorazione dei cereali. A Napoli, il che può apparire bizzarro per un romagnolo di tradizione rossa, entrato in rapporti di amicizia con Libero Bovio, semidimenticato poeta dialettale di grande valore, fu posto finalmente a contatto con ambienti antifascisti. Ma i tempi della lotta dovettero aspettare. Fu il richiamo alle armi (ne aveva avuto già uno, in precedenza), destinazione Jugoslavia e Albania, la sua guerra: una delle guerre più sporche degli italiani, che spiega in larga parte la questione foibe. Mentre era ospedalizzato, a Bari, convalescente, fu raggiunto dalla notizia della fatal notte del 25 Luglio '43: Mussolini arrestato per volere del Re (suo «cugino», che l'aveva onorato del «collare dell'Annunziata», massima onorificenza sabauda!), le sue statue che cominciavano ad essere abbattute, i fascisti volatilizzati, la Milizia per la Sicurezza dello Stato come se non fosse mai esistita... E, mentre il re cincischiava, e Badoglio assumeva la carica che era stata per vent'anni di Benito Mussolini, l'esercito cominciava a sbandare, paurosamente, pericolosamente. Come avrebbe di lì a poco dimostrato, in modo clamoroso quanto drammatico, l'8 Settembre. Da quel contadino che era, Arrigo tornò subito alle sue terre: iscritto, fin dall'agosto, al Pci, fu tra i primissimi a organizzare un gruppo di combattenti; scelto da uno che di guerra se ne intendeva, Luigi Longo, Boldrini seppe imporsi, in modo del tutto naturale, come un vero capo, nel senso gramsciano. Nasceva il comandante Bulow. La leggenda, che ha fatto scuola, vuole che il nome gli sia stato dato da un barbiere appassionato di storia, tale Michele Pascoli, che davanti a una lezione di tattica e strategia di Boldrini, lo avrebbe scherzosamente apostrofato con un «Ma chi sei, Bulow?», riferendosi al vincitore di Napoleone a Waterloo, il generale von Bulow. E lo stesso Pascoli (poi fucilato dai nazifascisti), avrebbe poi per così dire imposto quel nome di battaglia al compagno. Che se lo meritò tutto.Quel rischio calcolatoNon si contano gli episodi di eroismo, ma non all'insegna della temerarietà, piuttosto del rischio calcolato, che ne facevano davvero un generale di corpo d'armata. Quell'armata di straccioni che liberò, pezzo dopo pezzo, l'Italia, senza aspettare, inerte, la liberazione da recalcitranti e sospettosi «Alleati», ma, quando possibile, collaborando con loro. Scrisse Gian Carlo Pajetta, di Boldrini, che non era il soldato che «ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo di valore»; non l'ufficiale che «ha avuto una idea geniale in una battaglia decisiva». Era, Bulow, uno stratega e una guida di uomini: il «compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere». Era davvero il partigiano idealtipico, destinato a radunare sbandati, a trasformarli in combattenti consapevoli, e a condurli non allo sbaraglio, ma nella piena coscienza del rischio, alla guerra di liberazione. Il gruppo di uomini che ebbe intorno fu eccezionale, e molti persero la vita, a cominciare da Mario Gordini, a cui poi fu intitolata la Brigata di Bulow. Eroi, di cui anche nelle cerimonie del 25 aprile in questo Paese di smemorati avveduti e di memorialisti opportunisti, si è persa pressoché ogni traccia. «In» Roma e poi costituenteNon a caso toccò a lui, il comandante Bulow, guidare quella che fu la prima grande manifestazione in quella parte del territorio liberato dagli occupanti tedeschi e dai repubblichini. Nella Roma del febbraio '45, Bulow (che aveva ricevuto la medaglia d'oro dal comandante dell'VIII Armata, generale britannico McCreery, a Ravenna, pochi giorni prima), guidò uno straripante corteo che passò sotto il fatale balcone di Palazzo Venezia. Sfrattato il suo inquilino - che, a Salò, si fingeva pateticamente ancora come «il duce» degli italiani - quella marcia «in» Roma, volle cancellare la marcia «su» Roma di ventitre anni prima. Finita la guerra, Bulow ne rappresentò, come meglio non si sarebbe potuto, gli ideali e la continuità nella linea dell'antifascismo e per l'affermazione e la difesa della nuova legalità repubblicana, poi, dal 1948, certificata da una Costituzione alla cui stesura, come membro dell'Assemblea Costituente, egli prese parte. Così, mentre guidava degnamente l'Anpi (da presidente prima, e presidente onorario, prima di ritirarsi, negli ultimissimi anni, in un centro di ricovero, sempre nella sua terra), difese i valori, da deputato e da senatore, di quella Carta, che ancora oggi, mentre la celebriamo sui manifesti affissi per il 60°, è un documento ignoto ai più, e, quel che è peggio, «vecchio», e da mandare al macero, per molti esponenti del ceto politico. I quali fingono di non ricordare quel che tutti loro, e noi, a quel vecchio documento, nato dall'azione - culturale, politica e militare - di «vecchi» come Arrigo Boldrini, dobbiamo.

Milano. Corteo ufficiale 27 Gennaio

Dal 2001, il 27 gennaio é il giorno dedicato al ricordo dei delitti del nazifascismo, dello sterminio del popolo ebraico, delle stragi di popolazioni civili, Rom, disabili, omosessuali e della deportazione nei campi dì prigionia e annientamento di partigiani, militari, lavoratori e lavoratrici italiane e religiosi di vari culti.

Le Associazioni della Resistenza, dei deportati, i Comitati Antifascisti, le Comunità Ebraiche, i figli della Shoah e tutte le istituzioni democratiche, le organizzazioni sindacali, rivolgono in particolar modo alle giovani generazioni, l’invito a partecipare con chiara coscienza alle iniziative promosse per non dimenticare quei tragici fatti; cosa quanto mai necessaria nella attuale fase storica, in cui i conflitti armati insanguinano ancora molte parti del mondo e la violenza indifferenziata sembra diventare sempre pigi pratica quotidiana.
Le forze democratiche antifasciste chiamano ancora una volta a raccolta i cittadini italiani per manifestare il loro alto senso di civiltà contro l’odio sociale, religioso, politico e razziale contro il terrorismo e la violenza, contro tutte le guerre.
Intendiamo riaffermare la nostra voglia di Pace e diffondere un preciso messaggio per la concordia universale. È fondamentale per ogni uomo e per qualsiasi comunità promuovere e difendere l’armonia sociale al fine di rendere impossibile, dopo quei terrificanti anni dì distruzione, tragedie e disperazione, la rinascita in Europa e nel mondo, dei fatti di allora.
Occorre infondere, sempre e continuamente, fiducia e speranza ai nostri figli e alle nuove generazioni. Ci deve guidare, nel presente come nel futuro, la costante ricerca della Pace e del dialogo tra i popoli.


Milano. 27 Gennaio ore 14.15 Piazza S, Babila partenza del corteo

ore 15.00 Piazza Duomo interventi ufficiali

ANPI Trezzano.s/N.


22 gennaio 2008

Arrigo Boldrini Addio Comandante Bulow


Arrigo Boldrini nato a Ravenna il 6 settembre 1915, morto a Ravenna il 22 gennaio 2008 Medaglia d’Oro al Valor militare, Presidente onorario dell'ANPI.
Le operazioni belliche erano ancora in corso quando, il 4 febbraio 1945, il generale Mac Creery, comandante dell’VIII Armata, appuntò sul petto del "comandante Bulow" (questo il nome di battaglia di Boldrini) la Medaglia d’Oro al Valor militare. La cerimonia si svolse sulla piazza di Ravenna liberata proprio dalle formazioni di Bulow, che da quel momento si sarebbero aggregate alle armate anglo-americane sino alla resa totale dei nazifascisti. Impossibile dire di Boldrini in poche righe, a cominciare dall’educazione all’amore per la libertà ricevuta dal padre, una popolare figura di internazionalista romagnolo, sino alle sue gesta nella Resistenza e sino all’attività politica e parlamentare nel dopoguerra, deputato per diverse legislature e presidente nazionale dell’ANPI dalla sua fondazione, ha scritto a suo tempo Gian Carlo Pajetta: "È un eroe. Non è il soldato che ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo, di valore. Non è un ufficiale che ha avuto un’idea geniale in una battaglia decisiva. È il compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere; il partigiano che ha messo insieme il distaccamento, ne ha fatto una brigata, ha trovato le armi, ha raccolto gli uomini, li ha condotti, li conduce al fuoco".

20 gennaio 2008

Manifesto 60° della Costituzione

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane
MANIFESTO PER IL
60° DELLA COSTITUZIONE

La CONFEDERAZIONE Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, che riunisce le Associazioni dei Combattenti, dei Decorati al Valor Militare, dei Mutilati ed Invalidi di guerra, dei Partigiani, degli Orfani e delle Famiglie dei Caduti, dei Reduci dalla prigionia, degli Internati e dei Deportati nei campi di concentramento e di sterminio, ha tra le proprie finalità quella di tramandare, in modo unitario, alle giovani generazioni i valori e gli ideali democratici e di pace per la difesa ed il pieno rispetto alla Costituzione repubblicana.
La Confederazione rivolge
un saluto deferente al Capo dello Stato, garante della Costituzione e delle Istituzioni democratiche nel 60° anniversario della promulgazione della Costituzione, una tra le più avanzate del mondo civile, che ha consentito la radicale trasformazione dell’Italia in questi sessanta anni.
La Confederazione ricorda
con riconoscenza i Padri costituenti che con chiarezza e lungimiranza, rifuggendo da ogni tentazione retorica, seppero fissare con grande fermezza posizioni ed obiettivi precisi, fortemente avanzati sul piano democratico, del riconoscimento dei diritti civili, della trasformazione economica e sociale dell’Italia, creando le condizioni per un suo costante sviluppo e progresso. Presupposti che hanno creato le basi ideali e programmatiche necessarie per tali profonde innovazioni, per l’impegno democratico, patriottico e civile del popolo italiano. Popolo che seppe reagire e combattere, in una lotta eroica, tesa a cacciare l’invasore nazista dal suolo patrio e per definitivamente abbattere ogni forma di regime dittatoriale fascista, lottando con volontà tenace, con la consapevolezza di condurre una battaglia difficile, per vedere realizzata una Italia rinnovata e democratica.
La Confederazione sente
in questo sessantesimo anniversario della promulgazione della Costituzione, l’esigenza di rendere un commosso omaggio ai partigiani, ai soldati del rinnovato esercito, agli eroici combattenti di Cefalonia, ai 600.000 soldati italiani costretti nei campi di concentramento tedeschi a causa della loro fedeltà alla Patria, ai deportati nei campi di sterminio, a tutti gli italiani che si sono opposti al nazifascismo aiutando, con ogni mezzo possibile i combattenti della Libertà. Una epopea storica che si chiama Resistenza, Guerra di Liberazione, Costituzione Repubblicana.
La Confederazione rifugge
da nostalgie reducistiche dando così il suo contributo all’interno della società nazionale e riconferma – celebrando il 60° della nostra Carta Costituzionale – il suo impegno unitario per contribuire al progresso civile e democratico del Paese, ricordando insieme alle Istituzioni locali e nazionali un avvenimento fondamentale della storia dell’Italia democratica.

Roma, gennaio 2008

A.N.E.D.

Giorno della Memoria 2008. Il Comune di Milano avvia le celebrazioni
sfrattando dalla sede di via Bagutta i superstiti dei Lager
Appello dell’ANED per una manifestazione di solidarietà il 3 febbraio

Milano, 16 gennaio 2008 – Il Comune di Milano ha dato avvio alle celebrazioni del Giorno della Memoria 2008 facendo recapitare da una funzionaria del settore Demanio e Patrimonio lo sfratto all’ANED, l’associazione degli ex deportati. L’ANED dovrà lasciare l’appartamento di via Bagutta 12 libero "da persone, cose e terzi" entro il 30 giugno 2009, e ha pertanto un anno e mezzo per cercarsi un’altra sede, per la quale per il momento l’Amministrazione comunale non assume alcun impegno.
"Un modo di agire disorientante, hanno scritto al Sindaco Letizia Moratti Gianfranco Maris e Dario Venegoni, presidenti rispettivamente dell’ANED nazionale e della sezione di Milano, "tanto più se ricordiamo quanto Lei ha fatto per rivendicare giustamente a Suo padre – che fu per qualche anno iscritto alla sezione di Milano della nostra Associazione – il ruolo di deportato politico".
A questa iniziativa, ha detto Gianfranco Maris in una conferenza stampa nella sede di via Bagutta, intendiamo reagire aprendo un confronto pubblico, alla luce del sole. Vogliamo ricordare al Sindaco Letizia Moratti che il gonfalone di Milano è decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare proprio per il contributo di dolore e di sangue di tanti caduti partigiani e dei deportati nei campi nazisti. E che senza questo contributo lei stessa non sarebbe lì dove è oggi, perché a Palazzo Marino ci sarebbe un Podestà. Non siamo qui a pietire il diritto a continuare a godere di un privilegio. Intendiamo rivendicare il dovere dell’Amministrazione comunale di sostenere coloro che hanno pagato il prezzo più alto per conquistare all’Italia la democrazia.
La nostra Associazione, ha detto Dario Venegoni, non è assimilabile a certi protagonisti dello scandalo di Affittopoli, di cui tanto si parla. Noi non abbiamo avuto in questi anni un centesimo di finanziamento da parte del Comune, della Provincia e della Regione Lombardia. In compenso abbiamo versato noi nelle casse del Comune circa 10.000 euro solo nel 2007 per l’affitto e le spese della sede. In un anno solo a Milano abbiamo organizzato circa 200 incontri, specie coi giovani, ideato e realizzato una importante mostra, pubblicato due libri, concorso alla realizzazione di filmati e di studi sulle deportazioni. Abbiamo diffuso tra i giovani parole di pace, di comprensione, di integrazione, e abbiamo tenuto viva la memoria dei tantissimi che dai Lager non sono tornati.
Di fronte a questo passo dell’Amministrazione comunale non ci resta che fare appello alla coscienza democratica di questa città e del paese, e di chiedere la solidarietà delle centinaia di migliaia di persone che in questi decenni abbiamo incontrato e delle migliaia che ancora incontreremo, specie nei prossimi giorni. Terremo fermi tutti gli appuntamenti già fissati, con un’unica significativa variazione. La giornata del 3 febbraio al teatro San Fedele, dedicata originariamente al ringraziamento nostro verso i tanti che operano, ciascuno nel proprio settore, per dare un futuro alla memoria delle vittime dei Lager, sarà trasformata in una manifestazione di solidarietà verso gli ex deportati. Facciamo appello ai giovani, alle forze della scuola, della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’associazionismo, affinché il 3 febbraio si stringano attorno ai superstiti dei Lager e ai familiari dei caduti.
L’ANED è l’organizzazione unitaria che riunisce da sempre tutti "i cittadini italiani che per motivi politici o razziali furono deportati nei Lager nazisti e i familiari di tutti i caduti" (art. 4 dello Statuto).
Organizza ogni anno in tutta Italia conferenze, incontri, visite agli ex Lager nazisti coinvolgendo decine di migliaia di persone, specialmente giovani.
Ha pubblicato in proprio o con altre case editrici decine di libri, film, documentari e mostre. Appartenevano all’ANED sia Primo Levi che Vincenzo Pappalettera, autori di libri di testimonianza universalmente conosciuti.
È dell’ANED il primo sito Internet sull’argomento dei Lager (www.deportati.it) in rete fin dal 1997, ed "erede" della presenza dell’Associazione nella Rete Civica Milanese che data dal 1994, quando ancora il Web era praticamente sconosciuto in Italia.
L’ANED ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano, così come pure, nel corso degli anni, molti suoi dirigenti: Gianfranco Maris, Nedo Fiano, Onorina Brambilla, Teo Ducci, Ada Buffulini e altri.

19 gennaio 2008

appello Democratico

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA
COMITATO PROVINCIALE E REGIONALE - ROMA E LAZIO

I partigiani,i combattenti con gli alleati,i famigliari dei martiri e caduti, i superstiti e famigliari degli sterminati nei lager nazisti, gli antifascisti perseguitati dal regime
SI RIVOLGONO
Alle forze politiche che hanno la genesi nella Resistenza o che ne condividano gli ideali, ai sindacati, alle associazioni culturali e sociali perchè assumano iniziative a salvaguardia e promozione della democrazia, dello sviluppo sociale, della convivenza civile.
La crisi etica e operativa che investe la classe politica e ricade sul popolo italiano come mai è avvenuto dalla Liberazione ad oggi -con tanta intensità per la concomitanza di fatti anche criminali, inadempienze, egoismi personalistici- riflettendosi sulle istituzioni democratiche scuotendone la credibilità -a parte il discredito internazionale che colpisce la nazione- può aprire la strada -se la storia ci è maestra- a tentazioni e avventure autoritarie.
CHIEDONO
l'adesione a questo appello per un rinnovato impegno rivolto al superamento delle difficoltà che condizionano la vita politica e minano le basi della partecipazione popolare.


00165 ROMA – Via di San Francesco di Sales, 5 - tel. e fax: 06/6896519 Ente Morale D. Luogotenenziale n.224 del 5/4/45, c.c.p. 13252002 Cod. Fisc.80412420582 - P. IVA 06494201004
WEB :
www.storiaxxisecolo.it - e-mail: anpi.roma@comune.roma.itanpi.roma@libero.it

17 gennaio 2008

Presidente Provincia di Milano. riceviamo e con piacere pubblichiamo

Caro Ivano, cari amici dell’Anpi,
quanto è accaduto è segno dell’ignoranza bieca di pochi che offende la comunità milanese che tanto ha contribuito alla storia democratica dell’intero Paese. Purtroppo, per impegni istituzionali precedentemente presi, non potrò essere presente al presidio organizzato per questo sabato ma vi assicuro fin da ora il mio pieno sostegno all’iniziativa. Desidero inoltre rinnovare a tutti voi la mia vicinanza e un grazie per l’impegno continuo che portate avanti.

Cordiali saluti
Filippo Penati

15 gennaio 2008

ancora DISTRUTTA la lapide dei Partigiani


Segnaliamo e denunciamo pubblicamente che ancora una volta dopo il primo danneggiamento del 23 giugno 2007, nella notte tra domenica e lunedì 13 gennaio 2008 ignoti hanno divelto e rotto la lapide, affissa nel monumento al centro di Piazza Miani, in Milano.
Tale atto vandalico ha completamente spezzato in quattro tronconi la lapide ai caduti della Resistenza e del terrorismo, li esposta, danneggiando in modo irreparabile il marmo. La lapide ricordava le vittime del terrorismo, cinque agenti di polizia caduti sul nostro territorio, e ben trenta partigiani della nostra zona caduti per la libertà durante la Liberazione.
Colpiti ed allarmati esprimiamo forte preoccupazione per il crescendo nella città di Milano di episodi violenti di inequivocabile matrice fascista, facciamo affidamento alle istituzioni, alla cittadinanza, agli antifascisti affinché Milano e la nostra zona non conosca una nuova stagione di violenze.
Convochiamo per sabato 19/01/08 alle ore 15.00 un presidio davanti alla lapide distrutta, chiedendo un immediata risposta democratica a questo ennesimo sfregio alla nostra memoria, alle nostre radici.


sezione ANPI Barona
coordinamento ANPI Zona 6.

11 gennaio 2008

No allo sfratto...

Milano, 2 gennaio 2008
È nota la gravissima situazione che è venuta a crearsi con la deliberazione, da parte del Comune di Milano, di vendere il palazzo di via Pietro Mascagni nel quale l’ANPI ha da sempre la sua sede.
II Comune di Milano, in relazione a questa vendita, ha fatto inviare all’ANPI dall’Assessore alla Casa una lettera soltanto per assicurarci che noi potremo continuare ad occupare questa nostra sede al massimo sino al 31 dicembre 2009, dopodiché dovremo andare altrove, sia pure “conservando l’attenzione che ha sempre avuto (il Comune) nei confronti dell’Associazione dei Partigiani“:
Dopo un approfondito esame della situazione gravissima davanti alla quale il Comune di Milano ha posto una istituzione come la nostra, che si colloca alla radice stessa della vita della Repubblica italiana, senza sentire la necessità di una consultazione con noi, ritenendo l’ANPI inaccettabile questo collocare da parte del Comune il rapporto con noi sul piano soltanto mercantile di un contratto di locazione, abbiamo scritto una lunga lettera al Sindaco Letizia Moratti nella quale poniamo con forza il “dovere civico da parte di tutte le istituzioni dello Stato, centrali e locali, di garantire una casa all’Associazione che è, nell’oggi del Paese, la proiezione di quelle strutture, figlie del Corpo Volontari della Libertà e del Comitato Nazionale Alta Italia, e, quindi, del Governo italiano del tempo, che contribuirono ieri a realizzare quella Repubblica che oggi, da quella lotta, trae legittimità internazionale e la legalità costituzionale”.È chiaro il problema che vogliamo aprire: quello cioè, dell’obbligo di una città Medaglia d’oro della Resistenza di garantire, con spese a proprio carico, una casa, una sede, per l’Associazione che rappresenta, anzi, che è costituita proprio da quelli che parteciparono al Corpo Volontari della Libertà e alla guerra di Liberazione.
Sarà una battaglia che impegnerà l’ANPI in prima persona, ma soprattutto le forze politiche sindacali, gli Enti, le Associazioni democratiche e la coscienza civile.
Con l’auspicio di un impegno effettivo, i migliori saluti
II PresidenteTino Casali

03 gennaio 2008

Neve


Per lunghe ore osservo
neve cadente
e trascinar mi sento nel passato
quando da bimbo
correvo a perdifiato
tuffandomi
nel bianco desiato
e poi ancora
neve
ti ricorda
il lungo inverno su in montagna
dove il bianco spesso diventava
macchia di rosso
e poi si dileguava
e neve
ancora neve
ad ognuno porta i suoi ricordi


http://taietti-pietro-mario.blogspot.com/

17 dicembre 2007

Provincia di Milano - Giornata della riconoscenza 2007

Tra i tanti premiati oggi da Penati; si e sentito parlare anche di ANTIFASCISMO, i nostri più sinceri, autentici, emozionati complimenti al nostro iscritto Antonio Bozzetti.

Premio Isimbardi Provincia di Milano
Giornata della Riconoscenza 2007
Antonio Bozzetti


"Partigiano nelle file del corpo volontari libertà, ha preso parte attivamente alla resistenza. Finita la guerra si è impegnato con lo stesso entusiasmo nella vita civile, dedicandosi all'assistenza e all'aiuto dei milanesi non più autosufficienti. Ha partecipato alla creazione di una cooperativa sociale di servizi a domicilio per gli anziani, al centro anziani della barona e al coordinamento terza età. Oggi è impegnato nel teatro e nella recitazione e testimonia nelle scuole la sua passione per la libertà come volontario dell'auser e dell'anpi. Si dedica con passione all'insegnamento della lingua e letteratura milanese nelle biblioteche comunali. I suoi molteplici interessi coltivati con generosità e impegno rappresentano una insostituibile testimonianza per tutta la comunità. "

14 dicembre 2007

Istituto pedagogico della Resistenza

INVITO A RIFLETTERE!
LA CITTA’ DI MILANO SI E’ SEMPRE CONTRADDISTINTA PER IL SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI SENZA SCOPO DI LUCRO CHE FAVORISCONO L’AGGREGAZIONE SOCIALE CON INIZIATIVE DI CARATTERE PEDAGOGICO MIRATE A SENSIBILIZZARE LA CITTADINANZA E A FORNIRE UN SUPPORTO E UN AGGIORNAMENTO CONTINUO NEI SETTORI EDUCATIVO, CIVICO, STORICO E LETTERARIO, nel nostro caso A TUTTI I CITTADINI DEL MONDO.
UN CLIMA DI CRESCENTE OSTILITA’
SEMBRA MINARE TALE TRADIZIONE
ESORTIAMO PERTANTO
· TUTTE LE FORZE POLITICHE E SOCIALI
· LE ASSOCIAZIONI CULTURALI
CHE ANCORA SI RICONOSCONO NEI VALORI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
A LEGGERE ATTENTAMENTE IL NOSTRO COMUNICATO E A SOSTENERE LA NOSTRA CAUSA NELL’INTERESSE DELLA CITTADINANZA E DELLE SUE COMUNITA’

COMUNICATO
Il 27 novembre 2007 sul quotidiano Il Giornale, la giornalista Marta Bravi scrive un articolo difficile da interpretare: è un’intervista? E’ un’indagine giornalistica? Se si tratta del risultato di un’intervista fatta al presidente del Consiglio di Zona 6, precisiamo che fortunatamente le opinioni dell’intervistato non paiono rappresentare l’intero sentire del Consiglio dallo stesso presieduto. Se invece l’articolo in questione deve essere interpretato quale indagine giornalistica, non si comprende perchè la giornalista non abbia interpellato l’IpR, e non abbia pertanto raccolto fonti dirette dai suoi rappresentanti, notizie circa le sue attività e la situazione relativa ai locali della sede di via Anemoni e al titolo in base al quale l’IpR li occupa. In ogni caso, il quotidiano, con l’articolo in questione, ha divulgato circostanze in parte non rispondenti al vero, che vengono qui smentite e che sono attualmente oggetto di esame da parte di un legale, al fine di valutare eventuali azioni a tutela della reputazione dell’IpR.
In particolare, nell’articolo di Marta Bravi, la nostra associazione è più volte menzionata con denominazioni diverse e allusive, quali "gli amici dei partigiani" e i "pedagoghi della Resistenza".
In esso si legge inoltre:
l’IpR occupa un appartamento di 300 metri quadri > falso;
i "pedagoghi della Resistenza hanno tenuto con la forza" [i locali, ndr] > falso;
vicino alla sede dell’IpR sono comparse delle scritte "Girtanner fascista" > il lettore può essere indotto a pensare che le abbiamo scritte noi > falso;
"… non fanno altro che adempiere alla missione di proselitismo antifascista…" > falso perché le attività dell’associazione, ben note al Consiglio di zona, sono più articolate (per citarne alcune: organizzazione di convegni e lezioni in Scuole ed Università, tutoring a studenti diplomandi e laureandi, corsi gratuiti di lingua italiana per stranieri) e in ogni caso essere antifascisti è diventata una colpa? Non è forse coerente con i valori indicati dalla nostra Costituzione, la quale diversamente condanna l’apologia del fascismo?
" continue sollecitazioni da parte del presidente di zona a regolarizzarsi …[cioè a pagare un affitto, ndr] > falso: alla fine del 2001 ricevemmo una prima lettera dal presidente del CdZ, che reclamava, senza averne titolo, parecchie decine di milioni delle vecchie lire, per pretesi arretrati non meglio specificati. Successivamente l’IpR proseguì la trattativa nel tentativo di addivenire, inutilmente, al raggiungimento di un nuovo accordo. Inutilmente perché, e qui si legge una notizia corretta nell’articolo di Marta Bravi, nessuno si fece avanti. Aggiungiamo a precisazione: nemmeno lo stesso intervistato, Massimo Girtanner, presidente del Consiglio di zona, che pure aveva in precedenza formulato la proposta per una locazione, insieme al direttore del Settore Demanio!
Nell’articolo viene anche citato più volte l’ex sindaco Carlo Tognoli, indicato come colui che permise "sprechi e regalie" di tal genere. A destra dell’articolo, infine, un altro siluro: un trafiletto dal titolo "Locali in centro a costo zero per i partigiani", cioè, la sede ANPI di Via Mascagni.
Chi siamo lo leggete qui
http://www.resistenza.org/
Come siamo arrivati nell’attuale sede e perché lo leggete ora
Nel 1983 il Comune di Milano, in accordo con il Consiglio di Zona 17 (ora CdZ 6), assegna all’IpR una porzione della struttura Morteo di cui è proprietario. Il prefabbricato fa parte del patrimonio indisponibile in quanto eretto con la funzione di sede scolastica.
A causa della denatalità degli anni ’70-’80, la Scuola chiude e la struttura torna a disposizione della città.
Grazie al merito che viene riconosciuto all’IpR per i lavori di progetto e ricerca in campo didattico, pedagogico, storico e di crescita sociale largamente intesa, rivolti prevalentemente alle Scuole e alle diverse Agenzie Educative su tutto il territorio nazionale, la modalità d’ingresso nei locali di via Anemoni non prevede il pagamento di un canone. A patto che il nostro lavoro venga offerto in forma gratuita. La concessione in uso dell’immobile, a titolo gratuito, viene pertanto intesa dalle parti quale controprestazione, espressione di sostegno della città di Milano all’Associazione e al suo ruolo di centro di aggregazione dei cittadini, a fronte dell’impegno dell’IpR a continuare ad esercitare le sue attività nell’interesse della collettività ed in assenza di altri contributi dell’amministrazione.
E così è stato sino ad oggi. I soci dell’IpR non beneficiano di alcun compenso, nessun compenso viene riconosciuto all’IpR per lo studio e la progettazione di un lavoro commissionato o proposto d’iniziativa; ai destinatari dei progetti vengono richiesti esclusivamente rimborsi per il pagamento di esperti esterni all’IpR (quando gli stessi lo richiedono) e per le spese di riproduzione documentale e di segreteria; ai destinatari del progetto/intervento, in ogni caso, rimane sempre la documentazione del lavoro.
L’IpR si finanzia esclusivamente con il tesseramento associativo e con le sporadiche donazioni di Soci che frequentano la sede o che si riconosco negli ideali e nelle finalità dettate dal nostro art. 2 dello Statuto.
… sono sette anni che la maggioranza al governo del Consiglio di Zona 6 ci manifesta ostilità, anche mediante il tentativo riferitoci e documentabile di coinvolgere altri organismi dell’amministrazione cittadina e regionale a controllarci e monitorarci, come se le attività dell’associazione non fossero manifestamente lecite. Abbiamo ricevuto molte visite di funzionari. NON HANNO MAI, RIPETIAMO, NON HANNO MAI RISCONTRATO NULLA DI ANOMALO. AL CONTRARIO, LI ABBIAMO VISTI SPESSO ESEGUIRE IL SOPRALLUOGO CON DISAGIO E IMBARAZZO.
Ebbene, prima che comparisse l’articolo di cui si è detto, il settore Demanio e Patrimonio del Comune di Milano in data 4 ottobre 2007 ci ha comunicato l’avvio di un procedimento amministrativo ex L. 241/ ’90, inteso all’ottenimento di un’ordinanza di sgombero dei locali della nostra sede, perchè asseriti occupati senza titolo dall’IpR, contrariamente al vero.
Abbiamo provveduto al deposito di una memoria il 30 ottobre seguente, la stessa citata nell’articolo di giornale di cui sopra, corredata di idonea documentazione comprovante la liceità della nostra permanenza nei locali di via Anemoni, assegnatici in uso nel 1983 e pertanto tuttora occupati legittimamente, in mancanza di modificazioni successive del titolo. Dal Demanio, a tutt’oggi, nessuna risposta: dal presidente del Consiglio di Zona 6 Massimo Girtanner (Alleanza Nazionale), perfettamente a conoscenza della veridicità dei contenuti delle nostre osservazioni 30.10.’07, avallate dalle prove documentali depositate in Comune, e dal quotidiano Il Giornale, invece, la pubblicazione di quell’articolo offensivo.
Che cos’è, dunque, che cosa definisce - per voi che leggete – un contesto democratico? E rappresentare pubblicamente circostanze non veritiere, indi divulgarle, e denigrare e umiliare, cosa significano esattamente? A cosa preludono?
Aspettiamo le vostre riflessioni su questi interrogativi e ci permettiamo a tal fine di sottolineare che la difesa della libertà non spetta solo a coloro che in un determinato periodo storico si sentono ostacolati ingiustificatamente: tocca invece a tutti, perché prima o poi, se non si pone un freno, la Storia insegna …
ipr@resistenza.org
11 Dicembre 2007

Antonio Bozzetti


09 dicembre 2007

Befana dei Partigiani


assemblea annuale 2008

A tutti gli iscritti.
A tutti i partiti, organismi,circoli e associazioni Zona 6 Milano.


INVITO ALL’ASSEMBLEA ANNUALE DEGLI ISCRITTI ALLA SEZIONE ANPI Barona

DOMENICA 13 GENNAIO 2008 ORE 09.30
Presso la COOP. BARONA – E. SATTA – Via MODICA 8 - MILANO


L’assemblea degli iscritti costituisce un momento importante non solo per un bilancio ed un giudizio sulle iniziative svolte nel corso dell’anno passato, ma soprattutto per una riflessione sull’ attualità politica nazionale e della nostra zona, e sulle conseguenti iniziative “dell’ANPI”.

Programma dei lavori:

Apertura dei lavori
nomina del Presidente dell’Assemblea
relazione del presidente della sez. Ivano Tajetti
relazione e approvazione di Bilancio
discussione sulle iniziative 2007
proposte ed iniziative 2008
interventi convenuti.
elezione rappresentanti e nuovo comitato direttivo
conclusioni del rappresentante dell’ANPI provinciale


Certi di poter contare sulla tua presenza, visto l’importanza dell’assemblea, ricordiamo che la nostra sezione considera prioritari: la difesa dei valori della Resistenza; la salvaguardia dei principi sanciti nella costituzione della Repubblica; e la vigilanza continua contro ogni forma di razzismo, di emarginazione e fascismo. Non delegare, non accantonare, partecipa… ti aspettiamo, vi aspettiamo…

20 novembre 2007

ANPI Via Mascagni

A.N.P.I. –
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano

Nelle settimane scorse la stampa ha diffusamente informato i cittadini di Milano delle iniziative che il Comune ha adottato o è in via di adottare per valorizzare patrimonialmente il proprio demanio immobiliare, mettendolo sul mercato, sia pure previa adozione di provvedimenti che evitino i disagi che dall’operazione possano derivare alle famiglie, agli enti o alle Associazioni che occupano gli immobili da porre in vendita.
Anche se ancora non è ufficialmente apparso, tra gli immobili già posti in vendita, quello che in parte è occupato dall’ANPI in via Mascagni, è ben risaputo e non c’è dubbio che anche l’immobile di via Mascagni sarà posto in vendita e che l’ANPI, correlativamente, sarà coinvolta nelle conseguenze gravissime di tale vendita, che comporterebbe, chiaramente, lo sloggio dell’ANPI.
Ciò non può che suscitare, in tutti coloro che partecipano alla vita dell’ANPI o che in essa comunque si riconoscono, una profonda preoccupazione, perché, con il trascorrere degli anni, per tutte le ragioni note o intuibili del caso, è certo, in questo momento, che l’ANPI, se nel passato riuscì con immensi sacrifici a compensare il Comune, proprietario dell’immobile, riconoscendogli un canone di locazione, oggi non è più assolutamente in grado di farlo.
Questa situazione non può e non deve, in assoluto, essere occasione di umiliazioni inaccettabili per l’ANPI, che non può essere sfrattata come un inquilino moroso, né può essere trattata con caritatevole considerazione e mandata non si sa dove a vivere un tramonto che tanti le vorrebbero infliggere.
L’ANPI è ben viva e operante ed ha diritto ad una casa che le Istituzioni della Repubblica hanno il dovere di garantirle. Una casa come quella che ha, centrale e funzionale.
Proprio in questi mesi cade in 60° della creazione della fondazione del Corpo Volontari della Libertà italiana, che fu voluta, dopo la liberazione, perché nella società nuova nata dalla Resistenza e plasmata nella proiezione dei valori della Costituzione, continuasse ad essere riconosciuto e rispettato il Corpo Volontari della Libertà, che nacque nel marzo del 1944 per unificare nella lotta resistenziale tutti i combattenti della libertà, sotto l’egida e il riconoscimento ufficiale del Comitato Nazionale Liberazione Alta Italia e del Governo legittimo di quel tempo.
I componenti di quel Corpo Volontari della Libertà sono oggi i partigiani e i soci dell’ANPI, della FIAP e della FVL, che, nel rapporto con la nostra Repubblica, senza enfasi e senza retorica, si collocano come un fattore primario.
Un rapporto che non può, per le Istituzione Repubblicane, che essere funzione di un dovere preciso di provvedere alla vita di queste Associazioni, che oggi ancora danno legittimità politica alle Istituzioni della democrazia italiana, dopo avere dato a loro, prima, la possibilità stessa di venire alla luce.
Per queste ragioni l’ANPI ha ritenuto di non potere accettare che la vicenda della sua sede fosse ricondotta dal Comune di Milano burocraticamente alla categoria delle locazioni, ma di chiedere al Comune e direttamente al suo Sindaco una radicale riconsiderazione dei rapporti che debbono intercorrere tra l’Amministrazione e l’ANPI.
È in questa luce che l’ANPI ha inviato al Sindaco di Milano, dottoressa Letizia Moratti, la seguente lettera:

A. N. P. I.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Comitato Provinciale di Milano

Milano, 16 Novembre 2007

Dott. Letizia Moratti
Sindaco di Milano
Piazza Scala, 2
M i l a n o

Prot. 31/007/TC/lp

Gentile dottoressa,
nell’ottobre scorso l’Assessore Ingegner Gianni Verga, a fronte di "notizie di stampa" sulla possibilità di un "presunto sfratto" dell’ANPI dalla sua sede di Milano in via Mascagni, cortesemente si preoccupò di tranquillizzare me, quale Presidente Nazionale dell’ANPI, e, con me, l’opinione pubblica, sull’assoluta infondatezza di una siffatta notizia, scrivendo a me la lettera di cui Le compiego copia, inviata anche, per conoscenza, al quotidiano la Repubblica.
La lettera dell’Assessore Ingegner Verga, nonostante le sue indubbie buone intenzioni, ha profondamente turbato l’animo dell’ANPI, anche se conteneva assicurazioni che l’ANPI non solo avrebbe sicuramente potuto contare sulla possibilità di restare negli spazi di Via Mascagni quantomeno sino al 31 dicembre 2009, ma che avrebbe successivamente potuto contare sull’Amministrazione per l’individuazione di una sede alternativa.
E’ questa la ragione che mi induce a rivolgermi direttamente a Lei, Sindaco di Milano, così come mi richiedono di fare tutti le componenti della Associazione, le quali ritengono che la questione della sede dell’ANPI non possa essere ricondotta a un puro rapporto burocratico, sia pure in qualche misura protetto, in quanto attinente all’espletamento di attività sociali prive di lucro, ma che sia riconducibile in assoluto ad un "unicum", che comporta il dovere civico, da parte di tutte Istituzioni dello Stato, centrali e locali, di garantire una casa all’Associazione che è, nell’oggi del Paese, la proiezione di quelle strutture, figlie del Corpo Volontari della Libertà e del Comitato di Liberazione Nazionale Altitalia, e, quindi, del Governo Italiano del tempo, che contribuirono ieri a realizzare quella Repubblica che oggi, da quella lotta, trae la legittimità internazionale e la legalità costituzionale.
Nel tempo in cui viviamo una siffatta sensibilità e una tale consapevolezza sono condizioni indispensabili per la vita democratica della nostra comunità.
È per questo che sento il dovere di prospettarLe la necessità che Lei si assuma personalmente e con il Consiglio Comunale l’impegno etico e politico della casa dell’ANPI, che non appartiene alla categoria delle locazioni ma alla categoria della vita democratica del Paese e della sua identità storica.
Un nostro incontro ci consentirà sicuramente di ritrovarci uniti sugli stessi valori.
Cordiali saluti.
Il Presidente
Tino Casali
All. lettera Ass. Verga

Per tutto quanto esposto, ritengo molto importante una riunione con i Gruppi consiliari di minoranza del Comune, Regione, Provincia, con le Associazioni della Resistenza, forze politiche, sindacali
Venerdì 23 Novembre alle ore 17 –
nella sede di Via Pietro Mascagni, 6 –
Raccomandando una puntuale presenza, saluto cordialmente.
Il Presidente dell’ANPI
Tino Casali

09 novembre 2007

1 novembre. Cimitero Maggiore campo della Gloria.

Dice monsignor Bottoni, rappresentante dell'arcivescovo di Milano: "Un conto è la pietas religiosa, per cui tutti i morti sono uguali perché tutti accolti nella misericordia di Dio, un altro è la pietas civile...Non tutti con la loro vita e la loro morte hanno voluto che la polis terrena fosse la casa di tutti. La casa è di tutti se nessuno se ne appropria, come ha fatto il fascismo e ancora potrebbe sotto mentite spoglie. Né qui né in altro luogo della nostra città medaglia d'oro della Resistenza il desiderio di riconciliazione deve portare a mettere tutti i morti sullo stesso piano, cadendo in una sorta di relativismo della memoria."

Maurizio Maggiani. Ora e sempre Resistenza

"Lo scrittore Maurizio Maggiani, classe 1951 racconta cosa abbia significato Resistenza per suo padre e ci dice anche cosa significhi per lui oggi. Questa toccante testimonianza è stata una delle pagine del Festival - Fino al cuore della rivolta. Artisti per la Resistenza tenutosi dal 3 al 6 agosto 2007 presso il Museo Multimediale della Resistenza di Fosdinovo (MS)."

Una storia... Ora e sempre Resistenza.

http://movies9.arcoiris.tv/movies/conferenze/ora_e_sempre_resistenza_big.ram

Spyke Lee/Sant'Anna di Stazzema

Cari amici di Milano permettetemi di farvi conoscere quello che ho scritto al regista americano circa le scene girate da lui a sant'Anna di Stazzema per un film sulla Buffalo. Come forse saprete anche dalla stampa c'è il dubbio che per "esigenze di copione" il regista abbia creato nella sceneggiatura qualche aggiustamento alla ricostruzione storica della strage ormai appurata anche dal tribunale militare, riprendendo suggestioni che in qualche modo attribuivano alla presenza di partigiani in paese la spinta a compiere il criminale gesto del massacro di tanti innocenti.
Un saluto da amica. Didala Ghilarducci, segretaria Anpi di Viareggio.

Lettera aperta al regista Spyke Lee
Gentile regista, mi chiamo Didala Ghilarducci. Sono una vecchia partigiana. Mio marito, Chittò, fu ucciso dai nazisti sui monti versiliesi alcune settimane dopo la strage di Sant'Anna di Stazzema, in quel terribile agosto del '44. Mi sono risolta a scriverle perché quello che leggo sui giornali a proposito del film che lei sta girando mi fa sentire il cuore pesante come un macigno. Pare infatti che nel film si avvalori la falsa tesi che la strage venga compiuta a causa della ricerca di partigiani presenti in paese. E' una falsa tesi che i detrattori della Resistenza hanno sempre sostenuto per dare ai partigiani la colpa di quella strage.Tutte queste voci che si rincorrono sul contenuto delle scene girate a Sant'Anna, se possono poco turbare lei, danno agli uomini ed alle donne della Resistenza italiana una dolorosa inquietudine.So che lei è un grande regista, so che nei sui film è riuscito sempre a raccontare drammi, dolori ed oppressioni che ci hanno emozionato ed hanno fatto crescere la coscienza civile anche qui in Europa. Di questo soprattutto le sono grata. Ho lottato una vita per la democrazia, i diritti civili e la libertà che non posso non trovarmi accanto a chi combatte e denuncia ingiustizie e sopraffazioni.Proprio per questo vorrei essere altrettanto brava da poterle non solo spiegare, ma farle sentire in qualche modo, perché ogni finzione, ogni aggiustamento di quanto avvenuto a Sant'Anna di Stazzema mi pare, ci pare, inaccettabile. Quando le persone, una comunità, hanno vissuto un lutto così profondo e traumatico, comprenderà che conservino sul tema una sensibilità esasperata dal dolore che brucia ancora la carne a distanza di sessant'anni. Nel raccontare la sua storia, una storia importante non solo per il suo Paese, lei ha scelto di fermarsi su quella piccola piazza davanti alla chiesa, a Sant'Anna. Una piazza che io, come altri, ho visto nel suo orrore reale ed inenarrabile nel '44. Il vento può aver portato tra i boschi e verso il mare la cenere di quel rogo, ma l'angoscia, il pianto e il sangue restano aggrumati là e resteranno là nel tempo e nelle nostre coscienze di uomini e donne. Se lei, gentile regista, si soffermerà in questo pensiero allora capirà come non sia possibile in quella piazza raccontare un'altra morte. Non lo possiamo fare per le vittime, non lo possiamo fare per quei ragazzi e quelle ragazze della Resistenza rimasti sui monti insieme a loro a ricordarci per sempre l'orrore della guerra e il prezzo altissimo della libertà. Se togliamo loro la storia, allora li priviamo del senso della loro morte. E questo non è possibile in quella piazza. In un'altra ricostruita altrove, ma non lì. Non riesco ad immaginare che per raccontare una storia di diritti e di persone si finisca per sottrarre la propria storia ad altre vittime.Ecco, gentile regista, le ho aperto il cuore nella speranza che in qualche modo da lei possa giungere una risposta che ci faccia comprendere che il senso del faticoso cammino di impegno civile, di riconciliazione che come comunità e persone abbiamo ricercato e percorso in questi sessant'anni, non sarà disperso.
Didala Ghilarducci

Enzo Biagi


Ricordando il Partigiano Enzo Biagi...






...“Una persona onesta”: così, dice Carla Biagi, suo padre avrebbe voluto essere ricordato. “ Ha sul petto -prosegue- il distintivo di Giustizia e libertà perché era una delle cose più care di cui parlava di più, ossia dei partigiani e anche questo mi piace ricordarlo”. Anche noi vogliamo ricordarlo così: una persona onesta, un partigiano che aveva combattuto per la libertà. Con lui se ne va un giornalismo d’ altri tempi, il giornalismo, quello vero, che ti fornisce realmente strumenti di conoscenza, che ti fa pensare, riflettere, che ti arricchisce. Un giornalismo d’altri tempi trapiantato nella società della comunicazione che ti fornisce notizie, milioni di notizie, in tempo reale ma non arricchisce la tua conoscenza, la tua formazione di cittadino...

22 ottobre 2007

Serial... Il sangue dei vinti.

Il 15 ottobre il regista Soavi ha iniziato a girare il serial "Il sangue dei vinti" tratto dall'omonimo libro di Pansa, con celebri attori e sceneggiatura dello stesso autore. Una grande offesa si ripete e si perpetua, assieme alla rabbia e al dolore che provocano le menzogne, reiterate e amplificate, di Pansa: da anni utilizza la sua penna al servizio del più cinico e pericoloso revisionismo storico (edizioni Mondadori ...) oltre che, ovviamente, al servizio del suo conto in banca. Sui banchi di scuola si impara ormai ben poco sulla Resistenza e sulla lotta di Liberazione, con la conseguenza di avere generazioni ignare della pagina storica più dignitosa ed eroica del popolo Italiano. Con questo film si continua a svilire e infangare l'epopea Partigiana e i sacrifici di tanti giovani che rischiarono e spesso persero la loro vita, per liberare l'Italia dai criminali nazisti e fascisti.Con questo film si persegue ancora la parificazione tra i carnefici fascisti e le loro vittime. Con questo film si banalizza, si offende e si stravolge il dolore di tante famiglie antifasciste che videro uccidere i loro cari dalla ferocia delle camice nere. Nel più assordante e incredibile silenzio del centrosinistra, al governo del Paese e che affonda le proprie radici in quell'antifascismo e in quella Resistenza, la Rai di Stato realizza questa vergognosa e nauseante "soap opera revisionista", progettata durante il governo Berlusconi. Nello stesso periodo, gli ultimi diciotto mesi, si sono contati oltre 200 tra agguati e ferimenti di giovani antifascisti, attentati a case del popolo, danni a sedi di associazioni democratiche : violenze squadristiche opera di gruppi e organizzazioni neofasciste e neonaziste, libere di agire vigliaccamente e impunemente .Cominciò così anche 85 anni fa, tra l'indifferenza dei partiti borghesi, ma ben presto vennero gli anni del terrore, dei crimini, del regime. Oggi rimane viva la fiducia e la speranza che noi tutti, ci dobbiamo impegnare a ricostruire e consolidare una coscienza e una memoria antifascista che tanti, troppi altri, hanno contribuito a indebolire e annichilire .
Fate tutto ciò che siete in grado di fare, consci come siete che un Paese che dimentica il proprio tragico passato, è destinato fatalmente a riviverlo.

20 ottobre 2007

campo della gloria

Il campo della Gloria è testimonianza
tangibile di coloro che per la riconquista della libertà sacrificarono la vita. E' il simbolo della lotta e del valore partigiano, del sacrificio dei deportati, degli internati militari, dell'eroismo dei combattenti per l'indipendenza e la dignità della patria.
Rendiamo loro, onore
Il 1° novembre 2007 alle ore 10.30 al Cimitero Maggiore - campo della Gloria (64) - Milano.

14 ottobre 2007

riceviamo e pubblichiamo

Carissimi,
è ormai da troppo tempo che le denunce dell'A.n.e.d, dei Familiari degli ex Deportati ed ex Partigiani, dell'A.n.p.i. e delle Associazioni antifasciste vengono considerate anacronistiche.
I gruppi di naziskin, fioriti o rifioriti si sono moltiplicati e già da molti anni: prima negli stadi, poi nelle scuole, infine nella società civile, le avvisaglie sono state sottovalutate, così come il revisionismo, troppo spesso considerato "bonariamente" una ricerca storica. E mentre si tentava di rileggere la storia, altri, che invece l'avevano letta bene e prima, si stavano organizzando, stavano reclutando e cominciavano a ripeterla la storia…. senza errori
e senza omissioni….. Siamo giunti così a episodi di:
- puro antisemitismo con l'incendio di sinagoghe;
- a spedizioni punitive contro nomadi e rom tanto da incendiare i loro campi;
- alla ghettizzazione e violenza dei portatori di handicap nelle scuole;
- al linciaggio contro gli omosessuali;
- al negazionismo di Stato (conferenza di Teheran);
- ai tentativi costanti di lottizzazione dei terreni degli ex KZ ;
- agli atti vandalici e alle scritte intimidatorie alle sedi A.n.p.i.;
- all'aggressione in pieno centro a Busto Arsizio, di sabato pomeriggio, ai danni dell'ottantaquattrenne Deportato Politico Angioletto Castiglioni.
Si è permessa l'infiltrazione nei luoghi della Politica: locale e nazionale di gruppi che non tentano neppure di celare di rifarsi e di essere NAZIFASCISTI!
E la Società Civile? Continua a guardare … indifferente, passiva! Come se tutto fosse un reality! Mentre le più alte Istituzioni minimizzano. Troppo spesso i familiari, che con solerzia denunciano tali fatti e chiedono mobilitazioni, vengono considerati anacronistici: addirittura "ossessionati".
Ebbene: di ossessione in ossessione, siamo giunti all'ennesimo fatto odierno:
Naziskin italiani, di Bolzano, organizzano un viaggio in pullman fino al KZ DACHAU per fare scempio, per festeggiare all'interno del Campo, forse per "pisciare" vicino ai Crematori o per posare provocatoriamente di fronte al Monumento Internazionale "Mai Più"…
Chiederemo una interrogazione parlamentare affinché questi gruppi siano resi fuorilegge e perseguiti, e chiederemo al Parlamento Europeo di rendere patrimonio dell'Umanità ciò che resta di tutti i KZ.
Vorremmo avere le Istituzioni locali e Voi tutti al nostro fianco: pertanto Vi chiediamo di discutere nei Consigli Comunali, Provinciali, Regionali, nei Comitati di partito, nei consigli dei Docenti, nelle assemblee dei Soci al fine di stilare documenti da far giungere alle sedi Parlamentari ed Europee.
Dimostriamo che l'Italia è ancora un Paese Antifascista!
Pretendiamo che fra i Valori comuni su cui è costruita l'Europa ci siano l'antinazismo e l'antifascismo come punti cardine per la Dignità dell'Uomo.

Laura Geloni

A.N.E.D.
Ass. Naz. Ex Deportati Politici nei Campi nazisti - Sez. di Pisa
Via Pietro Micca, 12 - 56125 Pontedera (PI)
( +39 0587 292449 Fax +39 0587 292449
*
aned.pi.geloni@virgilio.it

06 ottobre 2007

"Il futuro della memoria"

A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA)
Sezioni: Barona – Giambellino – Lorenteggio – Porta Genova

“Ente morale”, D.L. n.224 del 5 aprile 1945”


“Il futuro della memoria”


Un progetto che chiede il contributo e la collaborazione
di tutti i soggetti disponibili, La nostra zona deve esprimere una nuova ed ulteriore coesione per contrastare i preoccupanti e concreti segnali di un nuovo fascismo, che con la sua opera di revisionismo, di violenza verso la società e la sua base civile e democratica, determina una attenta riflessione e una risposta unitaria. “La giornata della memoria, il 25 aprile, i valori della Costituzione”.
Le nostre comuni radici chiedono una programmazione politica e culturale, forte e incisiva sul nostro territorio, soprattutto ora, in questo delicato momento di crisi politica, ancora una volta, insieme...

Il coordinamento ANPI zona 6. indice un assemblea
Venerdì 19 ottobre 2007 alle ore 21.00
presso la cooperativa Barona E. Satta di via Modica 10. Milano.
Sono invitati: i cittadini, i consiglieri di zona, le istituzioni e i loro rappresentanti, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, i comitati, le associazioni e i circoli zona 6 Milano.

Uniti per la difesa dei valori della Resistenza; la salvaguardia dei principi sanciti nella costituzione della Repubblica; e la vigilanza continua contro ogni forma di razzismo, d’emarginazione e fascismo.

04 ottobre 2007

Murale Giuliani

MURALE GIULIANI: UNA PULIZIA SELETTIVA
PER UNA MEMORIA SELETTIVA.
IMPEDIRNE LA CANCELLAZIONE
E RESTAURARE IL MURALE DI DAX

Dichiarazione di Luciano Muhlbauer,
consigliere regionale del Prc

“È passato appena un mese dalla cancellazione del murale che ricordava Dax, il giovane assassinato da alcuni neofascisti, ed ecco che gli amministratori di Milano tornano alla carica, annunciando l’eliminazione di quello di via Bramante, dedicato a Carlo Giuliani, il manifestante ucciso nel corso della repressione delle iniziative genovesi del 2001.
Il vicesindaco De Corato, come sempre, motiva questi proclami con la necessità di ridare decoro alla città, pulendone i muri dai graffiti. Ammesso e non concesso che a Milano il principale problema in materia di decoro urbano siano i graffiti e non, per esempio, il prolungato abbandono istituzionale delle periferie popolari, resterebbe comunque da spiegare come mai gli amministratori milanesi se la prendano sempre e soltanto con una determinata categoria di murales. Cioè, come mai ci sia una pulizia selettiva.
Infatti, come sanno bene anzitutto i funzionari dell’Amsa, sui muri cittadini vi è un numero significativo e crescente di scritte e disegni di stampo neofascista o peggio, compresi degli insulti contro i Partigiani. Diverse volte, cittadini indignati o la stessa Anpi ne hanno chiesto la rimozione, ma senza ottenere risposta alcuna. Anzi, il solitamente prolisso De Corato non sente nemmeno il bisogno di dedicare alla vicenda una riga di un suo comunicato stampa.
Lasciando un attimo da parte le nostre considerazioni sulle campagne sommarie contro i writers, risulta tuttavia evidente che qui il problema non è il decoro urbano, bensì la cancellazione delle memorie ritenute scomode. Ebbene sì, perché murales come quelli di Dax o Carlo rappresentano un monito, un promemoria collettivo. D’altra parte, cosa aspettarsi da un’amministrazione comunale che cerca di far sparire la lapide a Pinelli da Piazza Fontana oppure di tumulare i resti dei partigiani insieme a quelli dei loro assassini?
Qui la pulizia dei muri non c’entra proprio nulla. Qui c’entra soltanto la peggior politica possibile, cioè quella che abusa dei poteri amministrativi per aggredire gli avversari politici con ogni mezzo, compresa la manipolazione della memoria della città.
Per questi motivi, aderiamo con convinzione all’appello alla mobilitazione per impedire questo ennesimo scempio, reso pubblico oggi dal centro sociale Il Cantiere, così come riaffermiamo il nostro sostegno agli amici di Dax, che si apprestano a restaurare il murale già cancellato”.

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