31 luglio 2008

Cara Unità

Riceviamo e volentieri poniamo alla vostra attenzione; alla vostra lettura...
naturalmente condividiamo il pensiero di Roberta.!


Cara Unità
Al principe JUNIO VALERIO BORGHESE è dedicata la copertina del numero in edicola del mensile "MONSIEUR" . Il claim della testata, giova in questo caso ricordarlo, recita così:
"DAL 1920 OGNI MESE IL BELLO, IL BUONO, IL MEGLIO DELLA VITA"
(repubblichini, eversori e apprendisti golpisti inclusi, mi vien da dire).
L'ammiccante ritratto del "mitico" capo della Decima è accompagnato da un titolo e da uno strillo abbastanza inequivocabili, che qui riporto
"PATRIA E ONORE"
I valori difesi dal comandante nel 1943 sono scomodi nella società di oggi che ricerca solo il piacere dei diritti e rifiuta la difficoltà dei doveri.
Ma per chi non si arrende al conformismo ecco la storia di un uomo da rileggere e rivalutare.
Mi si può obiettare che il target di Monsieur, periodico la cui "mission",a grandi linee, potrebbe essere riassunta nel porsi come alfiere delle eccellenze e del
dandismo contemporaneo, è quel che è.
Tuttavia il problema è un altro e, secondo me, serissimo.Tale copertina, infatti, ha "catturato" la mia attenzione non dagli espositori dell'edicola presso cui abitualmente mi rifornisco, e neppure dalla zona giornali e riviste del Superstore dove, confesso, ogni tanto sfoglio a scrocco, bensì dall'ultima pagina de L'UNITA', di martedì 29 luglio.
Conosco abbastanza bene il mondo della carta stampata e so come queste cose accadano "in automatico" per questioni di contratti pubblicitari.
Ma so anche che ci sono delle attenzioni che in una redazione come la vostra non dovrebbero venir meno.
Sarò passatista, ma di un certo rigore io continuo a sentire il bisogno. Siccome mi è stato insegnato a criticare nel merito, benché la copertina pubblicizzata sul "nostro" giornale "fondato da Antonio Gramsci", fosse inequivocabilmente apologetica, ho anche avuto lo stomaco di andare ad acquistare la rivista in questione e leggermi, dalla prima all'ultima, le pagine dedicate al Principe Nero dei "MAI MORTI". Incluso il farneticante editoriale in cui il Direttore motiva le ragioni (tutte attualissime) che lo hanno spinto a dedicare la copertina all'eroe della Decima Mas.
Post o trans che sia, comunque di fascismo si tratta. E di un genere molto pervasivo, che dobbiamo saper riconoscere e contrastare con grande determinazione. Ora e sempre. Da bambina spesso mi è capitato di accompagnare gli anziani, perlopiù partigiani o deportati, della sezione del PCI a cui erano iscritti i miei genitori (la stessa di Nori Brambilla e Giovanni Pesce) durante la diffusione domenicale "L'Unità". Questo giornale, lo sapete bene, è un patrimonio collettivo, è un simbolo, nonostante i molti cambiamenti. Fate dunque maggiore attenzione, perché qui si tratta di una forma che è sostanza. Come lettrice ve lo chiedo. In nome di quegli anziani con cui sono cresciuta, invece, credo sia giusto esigerlo.
Un saluto.

Roberta Migliavacca
ANPI Voghera - Membro del Direttivo Provinciale ANPI Pavia

15 luglio 2008

segnalazione. "Resistere"

"Resistere" in Oltrepo'
Un importante tentativo di radicare la coscienza dell’identità locale è quello di far emergere episodi storici legati al territorio che consentano e motivino la localizzazione di un distretto culturale dell’Alto Oltrepò pavese. La storia “maiuscola”, come può essere quella della Resistenza, ma soprattutto quella “minuscola” legata alla vita quotidiana di quel tempo, spesa tra l’ardore e l’incertezza, fra personaggi più o meno nobili di quei luoghi, sono fra le principali risorse endogene in grado di mettere in luce e rafforzare l’immagine del territorio sia per l’interesse suscitato nei suoi fruitori esterni, che soprattutto per l’affetto dei suoi abitanti. Sono già numerose le monografie e le ricerche sul movimento partigiano in Oltrepò, ma affrontare la Resistenza non solamente dal punto di vista storiografico o documentaristico può dimostrarsi utile al recupero dei valori emersi in quel particolare periodo storico, allo scopo di utilizzarli positivamente per il presente. L’anelito di libertà, il senso di giustizia e di onestà, il rispetto per la dignità umana, che emersero allora sono importanti oggi per promuovere l’effettivo sviluppo sociale di questi territori. I partigiani dell’Oltrepò pavese hanno innanzitutto lottato per la loro terra e, consci di segnare la sua umile storia, non l’hanno abbandonata nemmeno quando si sono affacciate le ostilità. Oggi, guardando i paesini spopolati, i campi incolti, le tradizioni ed i dialetti che scompaiono non si può non ricordare lo spirito di quei giovani che durante la Resistenza non si tirarono indietro rispetto alla difesa della libertà e della vita del proprio territorio.

http://www.vallestaffora.info/cultura/dati/resistenza.html
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10 luglio 2008

Rifugio Gastaldi


Segnalazione...!

Lunedì 14 Luglio ore 21
Spazio Melampo - via Carlo Tenca, 7 - Milano (MM Repubblica)
sarà presentato il libro:
INFERNO BOLZANETO
L'atto d'accusa dei magistrati di Genova di Mario Portanova
Ne parlano con l'autore:
Vittorio Agnoletto - Nando dalla Chiesa - Massimo Rebotti
Tutti gli orrori di Bolzaneto raccontati attraverso la requisitoria dei pubblici ministeri Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati al processo contro 45 uomini e donne delle forze dell’ordine. Tra il 20 e il 22 luglio 2001, nel “carcere provvisorio” del G8 di Genova oltre 200 manifestanti inermi subirono botte, manganellate, ustioni, insulti, umiliazioni, vessazioni, minacce, in un regime di terrore che avvolgeva ogni angolo della caserma, dal piazzale d'ingresso ai bagni, all’infermeria. Questo libro racconta per la prima volta i risultati dell’inchiesta giudiziaria e gli atti del processo. L’accusa dei magistrati genovesi è durissima: «A Bolzaneto sicuramente vi sono stati comportamenti deliberatamente inumani, crudeli e degradanti», scrivono. «Non c'è emergenza che possa giustificare quello che è accaduto. Non c'è giustificazione perché si era ormai lontani dagli scontri di piazza e quella caserma, dove lavoravano pubblici ufficiali, doveva rappresentare un luogo di sicurezza e di rispetto dei diritti per ogni detenuto». In Italia non esiste il reato di tortura.Ma se esistesse, a Bolzaneto sarebbe stato commesso.

Comunicato

La presidenza dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) della Lombardia aderisce all’appello lanciato dall’ANED (Associazione Nazionale ex Deportati) di Roma e di Milano, esprimendo la più ferma riprovazione per il disegno di legge che prevede la schedatura dei Rom e dei Sinti presenti sul territorio italiano, tramite la rilevazione delle impronte digitali.
Il provvedimento si presenta ancora più odioso e inaccettabile, perché rivolto anche ai bambini e a tutti i minori che, finora, anche se privi di documenti, hanno potuto frequentare la scuola pubblica del nostro Paese. Il progetto di schedatura è, oltre tutto, in totale contrasto con la Convenzione internazionale per i Diritti del Fanciullo promulgata nel 1989 dall’ONU e ratificata dallo Stato Italiano.
La presidenza dell’ANPI della Lombardia è grandemente sensibile al problema della sicurezza e della serenità dei cittadini e non è dunque contraria alla individuazione delle persone sorprese a commettere reati, italiani o stranieri che siano, per rendere più difficile la loro reiterazione e più efficace il contrasto alla criminalità. Ma questo non ha nulla a che vedere con la schedatura di due intere comunità, bambini compresi.
Questo è un segno intollerabile di discriminazione e di criminalizzazione PREVENTIVA nei confronti di tutto un popolo, a prescindere dalle responsabilità accertate dei suoi singoli componenti.
Cose di questo genere si sono già viste ed hanno segnato alcuni tra i periodi più bui della storia dell’umanità, da ultimo quello nazifascista.
Chi prova sollievo o indifferenza, perché questa volta non tocca a lui, sbaglia grandemente.
La presidenza dell’ANPI lombarda fa appello alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a tutte le cittadine e i cittadini della nostra Regione per una netta condanna del provvedimento.
Nel caso che questo provvedimento venisse approvato, l’intera presidenza regionale dell’ANPI Lombardia chiede di essere schedata insieme ai Rom e ai Sinti.


PRESIDENZA ANPI LOMBARDIA

03 luglio 2008

Museo Storico della Liberazione. Roma

COMUNICATO
DELLA PRESIDENZA NAZIONALE DELL’ANPI
E DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX DEPORTATI

L’Italia deve difendere la memoria della Resistenza

Il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008 prevede nel suo articolo 26 la soppressione degli enti inutili fra i quali dovrebbe o potrebbe essere incluso, come segnalato e denunciato in questi ultimi giorni dalla stampa, anche il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma. Non è inoltre escluso che altri enti e strutture dediti alla custodia e alla valorizzazione della memoria della Resistenza e dell’antitotalitarismo possano essere compresi nella suddetta soppressione.
Non è ammissibile e rappresenterebbe un vulnus gravissimo alla storia, alla dignità e all’essenza democratica del nostro Paese un provvedimento di tale natura, anche se esso si risolvesse non nella soppressione del Museo (ed eventualmente di altri enti e strutture analoghe) ma in un mutamento della sua gestione che ne ridimensionerebbe l’attuale funzione testimoniale e didattica, come efficacemente evidenziato dal suo direttore, prof. Antonio Parisella.
I firmatari del presente comunicato chiamano a raccolta tutti i cittadini che hanno a cuore la storia vera della nostra patria e la sua vocazione democratica a vigilare e, ove necessario, a mobilitarsi per impedire che il paventato segnale di involuzione possa manifestarsi. Con questo intento essi decidono intanto:
1) di esprimere piena solidarietà e appoggio all’azione di denuncia dell’incombente pericolo condotta dal direttore del Museo storico della Liberazione di via Tasso prof. Antonio Parisella;
2) di affidare al prof. Giuliano Vassalli, Presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex Ministro della Giustizia (il quale fu a suo tempo personalmente vittima della struttura nazista operante in via Tasso), di elaborare in ordine al Decreto Legge in questione un parere da porre a disposizione dell’opposizione parlamentare al presente governo, al fine di modificare in modo chiaro e netto il Decreto Legge in questione onde evitare la soppressione del Museo storico della Liberazione e di eventuali altri enti o strutture dediti alla custodia e valorizzazione della memoria della Resistenza e dell’antitotalitarismo;
3) di inoltrare il presente comunicato ai fini della conoscenza e degli eventuali interventi loro consentiti e possibili al Presidente della Repubblica, ai Presidenti del Senato e della Camera, al Sindaco e al Presidente della Provincia di Roma e alla Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane.
Con riserva di ulteriori prese di posizione e interventi.

Tino Casali
Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI)

Raimondo Ricci
Vice Presidente vicario ANPI

Gianfranco Maris
Vice Presidente ANPI e Presidente Associazione ex deportati (ANED)

27 giugno 2008

Don Gallo

Lucido e determinante intervento di Don Andrea Gallo,
alla festa Nazionale ANPI di Reggio Emilia.
dura 31 minuti, ma v'assicuro che ne vale la pena...!

26 giugno 2008

Ruolo e impegno dell'ANPI nell'attuale situazione Politica

Doveri e limiti dell’ANPI nell’assumere posizioni pubbliche relative alle vicende e alla situazione politica italiana
Negli oltre 60 anni dalla sua Costituzione, avvenuta in Roma nel giugno 1944, la nostra Associazione ha sempre ritenuto proprio inderogabile dovere formulare valutazioni e assumere iniziative sulla vita istituzionale e politica della nostra Comunità nazionale, in tutte le situazioni varie e complesse che l’hanno caratterizzata, dalla Liberazione a tutt’oggi.
Questo ruolo fu determinato dalla esigenza, profondamente avvertita da tutti coloro che si erano battuti con grande sacrificio di sangue e sofferenze contro i totalitarismi fascista e nazista, di garantire una vigile tutela della nuova identità democratica scaturita per la nostra Patria dalla vittoria del 25 aprile 1945.
E’ muovendo da questa data, carica di significati concreti e simbolici nella storia d’Italia, che si sono resi possibili il mutamento della forma istituzionale del nostro Stato da monarchia a repubblica e l’elaborazione della Costituzione, carta fondamentale dei diritti e dei doveri dei cittadini tra le più lungimiranti e moderne dell’Europa.
Esistono dunque ragioni ideali profonde ed etiche che hanno motivato e tuttora motivano la Resistenza e per essa le associazioni che, come l’ANPI, ne incarnano la memoria e i valori, legittimandole a far sentire la propria voce sulle vicende politico-istituzionali del Paese in funzione, appunto, della salvaguardia e dell’affermazione dei principi che reggono il nostro sistema democratico.
Per tutto ciò l’ANPI ha preso posizione nel passato, con i propri congressi e le iniziative, contro i rigurgiti del fascismo, contro i tentativi di colpo di stato che pur si sono verificati nella vita della repubblica, contro lo stragismo fascista e il terrorismo delle Br negli anni di piombo, contro la criminalità organizzata che riduce gli spazi della democrazia, contro la P2 che ha perseguito l’obiettivo ambizioso di impossessarsi dei gangli essenziali del potere del nostro sistema politico.
Nel suo impegno l’ANPI ha sempre tenuto presente, e oggi intende ribadire, che per comprendere e affrontare il presente è necessario conoscere il passato e valorizzarne la memoria pur alla luce delle sfide che vengono imposte dalla modernità.
Per l’ANPI si tratta di un agire politico indirizzato soprattutto ai giovani che negli ideali della Resistenza trovano alimento per le proprie convinzioni.
L’ANPI tuttavia non è un partito politico. Nel corso della lotta di liberazione hanno agito fianco a fianco tutti i partiti antifascisti animati da una volontà comune: liberali, comunisti, socialisti, democratici cristiani, azionisti, repubblicani, insieme ad un grande
numero, la maggioranza, di donne, di uomini, di giovani, di militari che non appartenevano ad alcun partito ma agivano tutti sospinti esclusivamente da fini patriottici.
L’ANPI deve essere coerente con questa sua profonda, originaria radice unitaria, patto stretto fra le parti più consapevoli del nostro popolo per sconfiggere il totalitarismo fascista e instaurare una vera e moderna democrazia.
Le regole di questa democrazia sono state scritte nella nostra carta fondamentale, la Costituzione, ed è alla sua piena attuazione che le energie e la memoria di cui la nostra associazione dispone debbono tendere.
L’antifascismo è il cemento unitario che deve saldare insieme tutte le forze vive della società, nell’interesse generale del nostro popolo: non quindi un antifascismo generico, indeterminato, ma quell’antifascismo che è stato tradotto in norme giuridiche di immediata attuazione e nei principi e nelle norme programmatiche della Costituzione repubblicana.
La democrazia è fondata sul dialogo e sul reciproco rispetto tra maggioranza e opposizione e disciplinata da regole e da garanzie da tutti lealmente condivise. E’ interesse generale della collettività di cui l’ANPI ambisce farsi interprete che quel dialogo si realizzi proficuamente. Non spetta alla nostra associazione entrare nel merito delle singole scelte dei partiti politici, se non nella misura in cui le scelte possono incidere sul funzionamento del sistema democratico così come promosso dalla Resistenza e consacrato nella Costituzione.
Un ultimo richiamo è necessario, nel momento attuale: quello relativo all’etica della politica, in particolare nel senso che nessun incarico e funzione pubblici possono essere attribuiti o assunti come fonte di privilegi o di carriere, essendo ogni incarico e funzione pubblici tassativamente e assolutamente attribuibili o assumibili soltanto come servizio a favore della collettività e del bene generale del Paese.

La crisi politica italiana, il risultato delle elezioni e le nuove prospettive
La caduta del governo Prodi, le elezioni del 13-14 aprile scorsi, la relativa campagna elettorale si sono svolte in un’atmosfera di grave e per alcuni versi persino drammatica crisi della nostra società nazionale.
Crisi economica, crisi di fiducia nei confronti della politica sempre più distante ed estranea ai problemi reali dei cittadini che può portarli o alla rassegnazione o a estremismi gravi e settari, crisi di fiducia nel futuro vissuto come una incombente e sconosciuta minaccia, crisi di ogni idealità in una fase storica di tramonto delle ideologie. Una crisi in parte derivata da quella che pervade, nell’era della globalizzazione, l’intera vita del genere umano stretto tra uno straordinario progresso tecnologico e la condizione di enormi masse di individui che vegetano ai limiti di una sempre più precaria sopravvivenza; ma anche, in larga parte, crisi specifica della nostra realtà nazionale che nonostante gli insegnamenti drammatici del passato non è stata in grado, o non è stata capace, di attrezzarsi in modo adeguato per affrontare le sfide della modernità né sul piano organizzativo né sul piano ideale. Una crisi dunque le cui cause vengono da lontano e largamente consistono nella continuità di strutture, di comportamenti e di mentalità dello stato totalitario anche nella repubblica democratica e nella "nostalgia di fascismo" che non si è mai del tutto spenta nel nostro Paese.
Queste arretratezze e queste pulsioni sono state cavalcate in alcuni momenti critici della nostra vita repubblicana dalle forze avverse o indisponibili ad uno sviluppo pieno e trasparente della nostra democrazia.
Venendo ai nostri giorni crediamo possa affermarsi, come l’ANPI ha ribadito in diverse occasioni anche congressuali, che in questi anni la destra attuale ha fatto leva nella sua azione politica su antichi oscuri retaggi, attuando un populismo che non coincide certamente con lo sviluppo di un autentico sistema democratico. Ciò è dimostrato, fra l’altro, dalla sequenza delle leggi "ad personam" che essa ha varato, dallo scontro minaccioso nei confronti della magistratura, dal tentativo di manipolazione della Costituzione provvidenzialmente sconfitto con il referendum popolare del giugno 2006.
Nel corso dei due anni in cui il ministero Prodi è rimasto in carica la destra, questa destra, lo ha costantemente attaccato in modo aggressivo e immotivato, rifiutando ogni parvenza di dialogo e contestando in modi anche offensivi la legittimità del voto dei senatori a vita. E’ stato dato corso all’idea della "spallata" al governo senza alcuna motivata ragione e senza alcun riconoscimento dei risultati positivi della sua azione, quali ad esempio il risanamento dei conti pubblici, la consistente riduzione dell’evasione fiscale, piaga endemica del nostro Paese, l’aumento del prestigio internazionale dell’Italia.
Per questo complesso di ragioni, abbiamo ritenuto doveroso per la nostra associazione schierarsi a sostegno delle forze che hanno come riferimento i valori democratici e civili della lotta di liberazione nazionale e della carta fondamentale della nostra Repubblica. Con ciò non intendiamo naturalmente negare il positivo valore di una riconciliazione nazionale basata sulla accettazione autentica, nei fatti e nei comportamenti, dei valori democratici, civili e sociali della nostra Costituzione. Ciò esclude naturalmente che possa essere fatta una equiparazione storica fra coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia in Italia e coloro che, dall'altra parte, hanno combattuto contro questa prospettiva a fianco del totalitarismo nazista, indipendentemente dal rispetto dovuto a tutti i caduti nel corso di quella tragedia epocale che fu la seconda guerra mondiale.
Alla luce di queste considerazioni abbiamo dedicato una particolare attenzione alle dichiarazioni fatte e agli accenti usati dal nuovo presidente della Camera nel suo discorso di insediamento, relativamente alla condanna dei totalitarismi del secolo scorso, all'elogio della libertà come precondizione della democrazia e al riconoscimento del 25 aprile e del 1° maggio come giornate in cui si celebrano valori autenticamente "avvertiti come vivi e vitali da tutti gli italiani".
Nel corso del suo recentissimo insediamento, il nuovo governo Berlusconi, con la parola e gli atteggiamenti del suo leader, ha proclamato una inedita volontà di dialogo con la coalizione di centrosinistra sotto il profilo di una effettiva volontà di collaborazione, quanto meno in ordine alle riforme istituzionali indispensabili per il Paese. I precedenti non sono incoraggianti e ci si potrebbe trovare di fronte a una tattica motivata da ragioni e calcoli proiettati nel futuro in fondo ai quali si colloca la prospettiva del Quirinale. Tuttavia l’unico atteggiamento serio e responsabile è quello di misurare le intenzioni con i fatti. Ad esempio in tema di riforme istituzionali sarebbero fatti concreti, oltre alla modifica della legge elettorale, la riforma della RAI tv e la messa in sicurezza della Costituzione mediante la modifica dell’articolo 138, mentre dovrebbe essere bandita ogni intenzione o velleità di elezione diretta da parte del popolo del Presidente della Repubblica o del capo del governo, ipotesi del tutto inopportune in un Paese che, come l’esperienza dimostra, non è affatto insensibile alle seduzioni del populismo. Per quanto poi riguarda l’azione di governo è necessario, citando soltanto due tra i punti dolenti della vasta opera necessaria e per il rinnovamento della politica e il rilancio del nostro Paese, che non vengano adottati provvedimenti relativi al cosiddetto federalismo fiscale tali da incidere, violando la Costituzione, sul principio fondamentale dell’unità della nostra nazione e che la questione della sicurezza venga affrontata in modo efficace ma non tale da ledere i diritti fondamentali di ogni essere umano in tema di uguaglianza e solidarietà, e neppure tale da evocare o alimentare quei sentimenti razzisti e l'ondata di xenofobia che si manifestano in alcune aree d’Italia. A questo proposito va in primo luogo tenuto presente che l’autentica volontà di risolvere il problema della sicurezza va misurata soprattutto negli interventi necessari per sconfiggere la criminalità organizzata della mafia, dell’ndrangheta e della camorra che, paralizzando soprattutto alcuni territori della nostra nazione, riduce drasticamente ogni possibilità di effettivo esercizio e di sviluppo della democrazia e quindi di progresso sociale.
In sostanza possiamo affermare: se questa destra, specie nelle sue componenti giovanili, riconoscerà pienamente il valore della lotta di liberazione nazionale, se intende essere, nella realtà concreta, una destra democratica moderna e attiva per il progresso civile e pacifico ciò non potrà che essere salutato come un positivo passo avanti della nostra comunità nazionale.
Resta infine da esaminare il problema cruciale e decisivo per il rinnovamento della società e quindi per le sorti future del nostro Paese, relativo al comportamento e all’azione politica condotta nel recente passato e da svolgere in prospettiva da parte delle forze del centrosinistra.
Qui l’analisi deve essere profonda, coraggiosa, critica e autocritica, ma soprattutto lungimirante e quindi costruttiva. Guardiamo la realtà che si è determinata: i quattro partiti della sinistra radicale, della cosiddetta Sinistra arcobaleno, sono privi di rappresentanza parlamentare; ne è privo pure il nuovo Partito socialista; il Partito democratico nato dalla fusione di due precedenti partiti e da un appello alla società, ha ottenuto un buon successo ma è attualmente all’opposizione dopo due anni di un governo Prodi contrassegnati da positivi risultati ma anche da una litigiosità interna che ne ha minato la credibilità. Le forze progressiste del Paese, le sue migliori energie, sono divise e sconfitte a fronte di una coalizione di destra composita, eterogenea e tuttavia unita. Occorre ricostruire rapidamente quell’unità delle forze progressiste che hanno conquistato la nostra libertà. Ancor più occorre ricostruire rapidamente quella unità che, successivamente, ha consentito, dal 1946 al 1948, di elaborare e varare con grandissima maggioranza la nostra Costituzione: liberali, comunisti, democristiani, socialisti, azionisti, repubblicani, appartenenti a culture diverse, laici e cattolici, che di fronte al grande compito di costruire una democrazia moderna hanno trovato la via di intese di alto profilo e ancor più hanno operato motivati e sospinti da un comune sentire, dall’imperativo morale di cancellare le cause e le conseguenze di quell’immane tragedia che fu la seconda guerra mondiale.
Anche oggi vi è un imperativo morale al quale ispirare la nostra azione: quello di realizzare il compimento democratico e sociale idoneo a consentire al nostro Paese di affrontare le sfide del presente lungo la traccia indicata dai nostri padri costituenti.
Tutto ciò deve aiutare a superare ogni dissenso o recriminazione che abbiano diviso, o che ancora dividano, le forze che in passato agirono insieme.
Questo è l’appello che l’ANPI nazionale rivolge a tutte le forze progressiste italiane: ai partiti progressisti che oggi hanno rappresentanza parlamentare, ai partiti progressisti che tale rappresentanza più non hanno, ma anche a tutti coloro, specialmente ai giovani, che anche senza militare in alcun partito vogliono comunque il progresso democratico e civile della nostra Patria.
Non spetta all’ANPI indicare le vie specifiche attraverso le quali il compito qui indicato possa essere realizzato, perché ciò invaderebbe percorsi che non sono di sua competenza; ma è importante sottolineare che l’unità da realizzare non può essere che una unità vera e sostanziale, organizzativa e programmatica, concretamente operante e politicamente condivisa accantonando o rinviando ove necessario eventuali dissensi. Uniti vinceremo!
(Discusso e approvato dal Comitato Nazionale ANPI il 4 giugno 2008)

La storia non insegna nulla...?

«Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto del popolo italiano,
che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto.
L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa.
Noi, questa pace, questa calma laboriosa gliela daremo con l’amore, se è possibile,
e con la forza se sarà necessario»
- Benito Mussolini -

Loggia dei Mercanti.


A N P I
C R E S C E N Z A G O

Difesa del patrimonio pubblico e 60° della Costituzione

“C O R O I N G R A TO “ in C O N C E R T O :
C A N T I DELLA R E S I S T E N Z A
-
- Intervista alla partigiana Annunziata Cesani detta Ceda
- Letture resistenti

Sabato 28 Giugno 2008 h. 17/20

L O G G I A DEI M E R C A N T I ( Duomo )

- Per la difesa dei beni pubblici e comuni.

- Per bloccare la messa in vendita del patrimonio immobiliare del Comune di Milano, in particolare dell’edificio storico di Via Adriano/Piazza Costantino nel Quartiere Crescenzago sede di cinque associazioni (Anpi, Banda musicale, Circolino,Cooperativa di educazione popolare don Milani, Legambiente) che rischiano lo sfratto.

- Per la libertà di associazione e per la democrazia, per l’attuazione della Costituzione repubblicana nata dall’antifascismo e dalla Resistenza.

Domenica 29 Giugno 2008 h.15.30 – Manifestazione antifascista al Parco Nord,davanti al Monumento al Deportato violato e deturpato da atti vandalici di stampo nazifascista

Sezione A N P I di CRESCENZAGO Piazza Costantino, 1 20128 Milano

20 giugno 2008

Parco Nord

MANIFESTAZIONE AL PARCO NORD:
PROTESTA E RICORDO DELLE DEPORTAZIONI OPERAIE

Il Comitato Antifascista di Milano,-riunitosi straordinariamente il 19 giugno- a seguito dell’atto vandalico che, all’interno del Parco Nord (Milano/Sesto/Bresso/Cinisello), ha prodotto gravi danni al “ Monumento alla deportazione” dedicato alle centinaia di lavoratori deportati nel campo di sterminio di Mauthausen, in particolare alle teche contenenti le ceneri dei lavoratori che nel 43 e 44, in pieno regime fascista, scioperarono per i propri diritti e per la libertà,

indice per:

DOMENICA 29 GIUGNO 2008
alle ore 15.30
davanti al Monumento
(che verrà per quella data risistemato a cura dell’Amministrazione del Parco Nord)

una manifestazione di protesta e di risposta a questi vili e gravi sfregi alla memoria di coloro che, per la libertà di noi tutti, hanno pagato anche con la propria vita.


COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
ANPI – FIAP – FIVL – ANPPIA – ANED – ANEI
PD – PRC – SDI – PdCI – SD
CGIL – CISL – UIL – ACLI – CENTRO PUECHER

19 giugno 2008

Un saluto..!

Un saluto a Mario Rigoni Stern che se ne è andato silenzioso come la neve...!

La messa dell'uomo disarmato.


A.N.P.I
Associazione Nazionale Partigiani D’Italia
F.I.A.P.
Federazione Italiana Associazioni Partigiane
A.N.P.C.
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

UN’ ESPERIENZA DI UNITA’

Mercoledì 25 giugno 2008
ore 21.00
Casa della Cultura
Via Borgogna, 3 Milano

Presentazione del libro “LA MESSA DELL’UOMO DISARMATO”

Romanzo sulla Resistenza di ispirazione Cristiana
di DON LUISITO BIANCHI
Ne discutono:
Prof. Vittorio Bellavite
Sen. Antonio Pizzinato (Presidente A.N.P.I. Regionale)
Alessia Potecchi (Segretaria F.I.A.P. Regionale)
Roberto Cenati (Presidente A.N.P.I. P.ta Venezia - Milano)
Sarà presente l’autore

17 giugno 2008

Monumento al deportato, Parco Nord Milano.

14/06/2008 ATTENTATO NELLA NOTTE
AL MONUMENTO AL DEPORTATO DEL PARCO NORD MILANO

Questa notte è stato seriamente danneggiato il Monumento al Deportato collocato al Parco Nord, opera dello studio Belgiojoso, dedicato alla memoria di tutte le vittime dei lager nazisti e in particolare alle centinaia di deportati dall’area industriale del Nord Milano.
L’ANPI, l’ANED e l’ANPPIA esprimono la più vibrata protesta per questo attentato che offende la memoria di milioni di uomini, donne e bambini vittime dello sterminio nazista e chiedono alle autorità responsabili l’individuazione e la punizione dei colpevoli e l’immediato intervento per il ripristino del monumento danneggiato.
Questo episodio, che ferisce la sensibilità democratica di tutti gli italiani, conferma la pericolosità di manifestazioni violente di gruppi neofascisti.
L’ANPI, l’ANED e l’ANPPIA fanno appello alle forze democratiche affinché si rafforzi la vigilanza unitaria in difesa delle conquiste democratiche sancite nella nostra Costituzione.

ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
ANED – Associazione Nazionale ex Deportati politici nei campi nazisti
ANPPIA – Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti

12 giugno 2008

il DVD di "Arturo".?

Alta concentrazione di Partigiani... l'otto giugno dalle 17 in poi a Zavattarello si è ricostituita una Brigata... circa trecento persone, parenti, amici, famigliari, Istituzioni e Associazioni si sono stretti intorno a mitiche figure di Partigiani dell'Oltrepò Pavese, agli ordini di "Arturo", "Maino", "Alfredo (il Mugnaio)" tanti partigiani della montagna, partigiani della bassa, sappisti e gappisti di Città, hanno ascoltato le belle parole di Clemente Ferrario e del presidente ANPI Lombardia Antonio Pizzinato, accolti dal proemio del Sindaco, Gionata Romagnese, primo cittadino di uno dei borghi più belli d'Italia, un bel bicchiere di vino rosso per scacciare l'umidità della pioggia, una visione alle belle mostre fotografiche curate dal Provinciale ANPI di Pavia. E poi i ringraziamenti dovuti e l'originale spiegazione di Ivano Tajetti, regista del video e presidente della sezione ANPI Barona di Milano. Ecco il perché di una giornata simile, del perché di un simile evento, dell' idea di un video particolare per continuare con determinazione sul percorso "futuro della Memoria"...Tra l'altro evidenziamo la forte proposta di Ivano per un museo permanente sulla Resistenza nel Castello di Zavattarello centro cruciale e geografico della Resistenza nell'Oltrepò, come il lascito della Famiglia Dal Verme del 1975 esprimeva, ...attività museali e culturali, quali indicazioni d'uso. Poi ecco i trenta minuti di proiezione in anteprima Nazionale del video dvd, un agile ed incisivo percorso tra storia, sentimenti, emozioni, "Arturo" Oltrepò Pavese, Milano, Dongo. Un uomo semplice che semplicemente ci racconta la sua vita, la sua lotta per la libertà e la democrazia, il suo insegnamento antifascista che ci trascina in profonde riflessioni nell' Italia che fu ma sopratutto nell' Italia di oggi. Un abile lavoro di sceneggiatura e montaggio, colpiscono nella visione tecniche cromatiche e cinematografiche, sottolineature, appunti e riferimenti storici, fotografie d'epoca, ed una colonna sonora attualissima ed in totale simbiosi con la "storia", tutto sorprende e colpisce durante l'avvincente visione, e le parole di "Arturo" rimangono per sempre impresse nella nostra memoria. Il Video in versione DVD è da oggi a disposizione di tutte le sezioni ANPI, le Istituzioni, le Associazioni, i mezzi informativi, televisivi e non, Scuole, Istituti e le realtà interessate. Una simbolica offerta e le spese d'eventuale spedizione l'unica richiesta economica. Naturalmente per visioni pubbliche oltre alla liberatoria, il regista; Ivano Tajetti, su invito e disponibile a presentazioni, discussioni.Qualsiasi informazioni e prenotazioni scrivendo a anpibarona@fastwebnet.it Ringraziando sin da ora per il vostro interesse, per la vostra attenzione, per la vostra pubblicità e per la vostra diffusione, la sezione ANPI Barona Milano, rimane completamente a vostra disposizione per realizzare insieme con il supporto del suo video, significativi ed ulteriori incontri, momenti, feste, eventi...Grazie a tutti.

09 giugno 2008

Grazie..!


Domenica 8 giugno...

pioveva, ma è stata una bella, bellissima giornata

grazie a tutti...!
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Sezioni ANPI: Barona (Milano), Zavattarello, Voghera, Varzi, Casteggio, Stradella, Broni, Torre d'Alberi, Pometo, Tortona, Giambellino Lorenteggio (Milano), Lambrate -Ortica (Milano), Gallaratese (Milano), Cerro Maggiore (Milano), Buccinasco (Mi) Coordinamento sezioni zona 6 Milano, coordinamento sezioni zona 5 Milano, ANPI Provinciale Pavia, ANPI Provinciale Milano, ANPI Regione Lombardia, Istituto Pedagogico della Resistenza, Associazione La Conta, Comune di Zavattarello, Pro Loco di Zavattarello, A.N.A. Tortona, Amici di Cascine, "Arturo", "Maino", "Il Mugnaio", Clemente Ferrario, la figlia di Fusco, la figlia di Cappettini, Antonio Pizzinato, "Aldo", "Pino", Roberta e tribù, tutti i Bruni, tutti i Marini, Nanni, Ugo Scagni, Maurilio Riva, Emilio Ricci, i bravi ragazzi della Barona, Ovaldo, Ross, Ivana, Carlotta, Gianmarco, Dario e Gambero, Cilo, Adriano, Gualtiero, Carlo e Gionata Romagnese, Claudio Jampaglia, Mario Portanova, Samuele Pellecchia, Cooperativa Valli Unite, il Direttivo di Sezione, la CGIL e la Camera del Lavoro di Pavia, la S.O.M.S di Voghera, Rovatti Service, Marinimedia, Ristorante Imbarcadero, Fromwinter, Blue Studios, Modena City Ramblers, Yo Yo Mundi.

ANPI Zona 4


il baitone della Pianca


Ricordare per non dimenticare...

Giorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell'Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano. La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. A milano in questi giorni tutta la sua famiglia sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E' stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.
Siamo sgomenti ed vi chiediamo d' inviare messaggi di solidarietà... è importante scrivere sia all'indirizzo dell'opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.

segreteria@operanomadimilano.org
ROMANDROM@libero.it

Testo della lettera inviataci da Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d'oro al valor civico):

Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani
( censimento fotografico e schedatura-Polizia),
presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).
Sono passati sessant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista "La difesa della razza" di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41),

quei "campi del Duce" di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
"RICORDARE PER NON DIMENTICARE"
Sono passati sessant'anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo,

I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI.
E' agghiaciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano.
Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.
NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata ( VERGOGNA)........
Mi appello alla società civile,chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi.............voci dal silenzio........
Ricordo che sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l'internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia).................mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino................

VERGOGNA, MI VERGOGNO,IN QUESTO MOMENTO,
DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO.................
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia ,

di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista,incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani..............................

Milano,05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi ( Rom-medaglia d'oro al valor civico)

04 giugno 2008

NaziRock

ARCI Metromondo
Via Ettore Ponti 40.
20143 Milano
tel/fax 0289159168
metromondo@tin.it
www.metromondo.it


lunedì 16 giugno
CINEFORUM E PARLAMONDO presentano
In collaborazione con il coordinamento ANPI della zona 6. Mi.
ore 21.00 proiezione del film
NAZIROCK
di Claudio Lazzaro
e riflessione con
Daniele Biacchessi giornalista-scrittore
Maurizio Pagani vice-presidente di Opera Nomadi
Ingresso libero

22 maggio 2008

Almirante "esempio da seguire" ?


I muri di Milano sono tappezzati di manifesti firmati Alleanza Nazionale con la faccia di Giorgio Almirante. "Un grande italiano. Un esempio da seguire", si legge, con riferimento al ventesimo anniversario della morte del fondatore del MSI, e a una messa che sarà celebrata in una chiesa del centro cittadino.La sezione milanese dell'ANED ha espresso la più sdegnata condanna di questo manifesto. "Giorgio Almirante fece parte per 5 anni, dal primo all'ultimo numero, della redazione della rivista fascista La difesa della razza, principale veicolo nel nostro paese di quella politica razzista che sfociò tra il '43 e il '45 nella deportazione e nello sterminio di migliaia di uomini, donne e bambini ebrei. E fu altissimo esponente della RSI, arrivando a firmare il famoso manifesto in cui si prometteva la "fucilazione nella schiena" degli "sbandati ed appartenenti a bande" che non si fossero piegati alla leva della repubblica di Mussolini, al soldo dell'alleato nazista. "Il manifesto milanese ci parla della cultura politica di forze che oggi occupano altissime cariche istituzionali. Le lacrime di fronte al museo Yad Vashem di Gerusalemme sono archiviate; le critiche al fascismo, come "male assoluto", pure: oggi è cambiato il vento, e AN rivendica con orgoglio una storia fatta anche di disonore. "I superstiti dei lager e i familiari dei Caduti esprimono la loro protesta per una iniziativa che riporta indietro di decenni il dibattito politico nel nostro paese."

21 maggio 2008

riceviamo, pubblichiamo ed aderiamo..

FERMIAMO IL GENOCIDIO CULTURALE

Dopo l’ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.
C’è un’oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell’ordine, una parte della politica italiana per giustificare un’incivile repressione.

Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.
Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano solo stranieri.
Non è vero!, infatti l’80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un’imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom.


Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell’uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

Protesta anche tu!
Invia la tua protesta a:
-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano (
https://servizi.quirinale.it/webmail/)
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi Presidenza del Consiglio dei ministri

 Palazzo Chigi
 Piazza Colonna 370

 00187 Roma - Italy
 tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni (DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (
serep@pariopportunita.gov.it)
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

Alexian Santino Spinelli
musicista a e docente universitario (Trieste, Torino, Chieti), Ambasciatore dell’Arte e della Cultura Rom nel mondo, rappresentante italiano dell’International Romani Union e dell’European Roma and Travellers Forum.
Per info e contatti: tel: 0872 660099 cell. 340 6278489
http://www.alexian.it

20 maggio 2008

Distrutta urna al memoriale del Verano...

COMUNICATO STAMPA

Mani vandale hanno violato e distrutto l’urna che, nel Memoriale dei Deportati nei Lager nazisti al Cimitero romano del Verano, custodiva le ceneri di deportati raccolte nel Krematorium del KL Mauthausen. L’ANED sdegnata ed offesa, dopo aver denunciato alle competenti Autorità l’accaduto, ritiene doveroso portare a conoscenza dei cittadini e delle loro Istituzioni il volgare atto criminale – perché di ciò di tratta – portato in offesa alla memoria di decine di migliaia di vite di nostri concittadini, stroncate nei lager nazifascismi. Bambini, donne, uomini sacrificati all’odio razzista, all’intolleranza, alla negazione dei principi fondamentali della vita umana stessa. Ancora una volta non ci si dica trattarsi di atti sconsiderati, compiuti da “ragazzotti ignoranti, disadattati, senza guida o riferimenti”. Al contrario, l’ANED vuole asserire, oggi come per il passato, che questi crimini sono consapevolmente commessi, voluti e di cui i soliti ignoti – in verità ben noti – menano vanto e ad alta voce. Quanto accaduto al Verano non è che l’ennesimo squallido episodio, tra i tanti che hanno colpito i cittadini italiani i cui valori fondamentali sono la democrazia, la libertà, senza cui non può esistere società che possa essere civile. Proprio nei giorni in cui la memoria va alla liberazione dei lager, nei giorni in cui il Presidente della Repubblica, in un messaggio indirizzato alle migliaia di giovani italiani raccolti in Mauthausen, li esorta a fare della Memoria il loro bagaglio di conoscenza e di riflessione, ancora una volta gli epigoni di regimi infami e luttuosi hanno voluto ribadire la loro adesione a quanto di più disonorevole per l’umanità.
Rinnovando il proprio impegno, ieri come oggi e come con determinazione sarà ancora per il domani, l’ANED invita espressamente il Sindaco di Roma ad intervenire con urgenza per restaurare quanto distrutto, organizzando con le Associazione della Deportazione una apposita cerimonia di riconsacrazione del Memorial dei Deportati.

Il Presidente ANED Roma Aldo Pavia

18 maggio 2008

dall' ANPI Voghera

Cari uomini italiani,

ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente...il convivente della datrice di lavoro. Se non si trattasse di corpo e di anima, ci sarebbe quasi da dire: meno male. Pubblicamente emerge la verità e cioè che lo stupro appartiene agli uomini ed è contro le donne ed a volte anche contro altri uomini. Il braccialetto di Rutelli ci consegnava ad un destino di vittime predestinate, la campagna della destra ci riduceva ad un mero possesso, stuprabile solo dagli italiani caso mai : le nostre donne!
Ma ora il salto è veramente epocale, scordato il pretesto - lo stupro - si passa direttamente alla punizione etnica.
Sono abituata a vedere giovani donne diventare capro espiatorio dei problemi della propria famiglia, ed abusate in silenzio,.Ma le nostre braccia non bastano per accogliere migliaia di donne e bambini assaltati, resi responsabili di tutti i disastri del nostro paese. Si parla di esercito nelle città: niente in contrario se questo esercito mettesse alla gogna tutti gli uomini che stuprano indipendentemente dalla loro nazionalità e tutti gli uomini che picchiano, terrorizzano, perseguitano, ammazzano donne colpevoli di cercare la propria libertà. Punizione si, ma soprattutto morale, ostracismo, isolamento, vergogna per questi uomini. Solo il disprezzo degli altri uomini potrà fermare tutto questo.
Non bastano gli eserciti per combattere il disprezzo conscio e inconscio che c'è nel cuore e nella mente di moltissimi uomini e donne per le vittime di violenza. Meglio fuochi e assalti di ronde che guardare la verità e cioè che l'origine dello stupro e della violenza sta negli occhi che gli uomini e le donne chiudono
sollevati dal fatto che non stia capitando a loro. E' buio sopra la mia testa e nel mio cuore. Temo per tutti e per me: temo il trascinamento delle soluzioni facili, temo la concordia in parlamento, temo le donne che non lottano pur essendo in posizione di poterlo fare e le leggi necessarie non vengono approvate. Da cosa vi deve difendere uomini il Decreto Sicurezza? Dalla consapevolezza che la violenza è dentro ognuno di voi e che quando pietà muore siamo tutti morti? Non si tratta più di riparare dentro ai centri antiviolenza alle sofferenze di donne private della loro dignità e speranza, si tratta di contrastare la violenza con il coraggio di parlare e distinguersi da questa barbarie, che da almeno venti anni vedo compiersi ogni giorno. Uomini contro la violenza dove siete?

Marisa Guarneri
Presidente Casa delle Donne Maltrattate

14 maggio 2008

Verona 17 maggio...

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

partenza corteo dalla Stazione di Porta Nuova ore 15.00 - Verona

Nicola è ognuno di noi


Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza
per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa.
Non deve farlo questa volta. Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola
prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza,
perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata,
perché guardarsi all'interno,
riconoscere il male profondo del nostro tempo
e della nostra città è crescere.
Liberi.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.


Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.


adesioni e informazioni: http://verona17maggio.noblogs.org:80/

07 maggio 2008

Pregnana Milanese

9 maggio 2008 - ore 21 Pregnana Milanese - Auditorium Comunale" I PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DELLA LIBERTA' NEL PENSIERO DI PIERO CALAMANDREI"
Proiezione del documentario: "Introduzione storica sulla Costituzione" di Piero Calamandrei realizzato dall'A.N.P.I. di Cinisello Balsamo e dibattito con:
Patrizia Rulli - ANPI di Cinisello Balsamo
Alfonso Airaghi - ANPI di Rho
Virginio Mezzanzanica - partigiano dell'ANPI di Nerviano

Petizione ON LINE...

Contro ogni revisionismo, la storia non si modifica

Noi uomini e donne antifascisti/e, fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana, ci sentiamo indignati dagli attacchi promossi da certi giornali che tendono a storpiare, modificare ed irridere alla guerra di liberazione.
I valori della Resistenza e dell’antifascismo dovrebbero essere patrimonio di tutti gli uomini e le donne, che grazie a quelle pagine drammatiche possono, oggi, manifestare liberamente il proprio pensiero ( articolo 21 ). Siamo sdegnati dall’articolo apparso il 22 Aprile a firma di Diego Pistacchi, sulle colonne de “Il Giornale”.
Il giornalista irride i partigiani e tutto il popolo fedele alla democrazia basata sull’antifascismo.
A lui, vorremmo ricordare che tanti sono stati i morti straziati dalla perversa logica nazi-fascista, che quei morti non avevano un colore politico, ma tutti furono convinti nella costruzione di uno stato libero e democratico. Ci preme citarne uno su tanti. Attilio Martinetto, 23 anni –guardia di finanza- aderisce al gruppo resistente Democristiano, nell’ultima lettera inviata alla moglie cita: “So quello che m’attende domattina, ma sono forte per il vostro ricordo, pregherete per me, offro il mio sacrificio a Dio per la felicità di voi tutti. Perdono i miei carnefici che mi portano alla morte con le sole prove che hanno voluto raccogliere”. Tutti i morti Resistenti sono riusciti nel loro scopo. Oggi questi valori sono patrimonio di tutto il popolo Italiano.
Ci batteremo sempre per difendere l’antifascismo, la libertà, la democrazia e carta della Costituzione della Repubblica Italiana, contro ogni forma di revisionismo, perché la ragione non è un’opinione.

Sergio Meazzi

per firmare la petizione: http://www.ipetitions.com/petition/revisionismo/index.html



06 maggio 2008

Nicola Tommasoli

..."Prima di tutti vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare... Bertolt Brecht..."

Per i compagni ANTIFASCISTI di Verona,
Per i famigliari di Nicola Tommasoli.
Ancora una volta piangiamo un altro morto..
Ancora una volta gridiamo la nostra rabbia..
ci stringiamo a voi, tristi e affranti..
pronti a lottare...
a far soffiare via dal vento
il putridume nero che ci soffoca di nuovo..!

03 maggio 2008

"Arturo" alla festa Nazionale.

E stata inviata richiesta ufficiale all'organizzazione della Festa Nazionale, di proiettare il nostro video inedito "Arturo" Oltrepò Pavese, Milano, Dongo. chiedendo dunque inserimento nel programma come realtà operativa e propositiva per la Lombardia.
Organizzeremo a tal proposito, per una nostra numerosa participazione alla festa,
ed in occasione della (si spera) visione, uno o due pulman con partenza dalla nostra zona.
Attendendo dunque conferme ufficiali, iniziate a pensarci...
Nel frattempo, fatevi un idea di cosa cominciano a scrivere i nostri amici del "Giornale"
a voi ulteriore riflessione e spero ulteriore sprone di partecipazione, costruzione, coinvolgimento.
eccovi l'articolo del Giornale: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=256661

Festa Nazionale ANPI

1a Festa Nazionale dell’ANPI
Museo Casa Cervi Gattatico (Reggio Emilia)
20, 21, 22 giugno 2008

Laboratori tematici: struttura e programma

L’obbiettivo di ogni laboratorio è divenire un tavolo permanente di discussione, di riflessione, di confronto e di nascita di relazioni e collaborazioni dopo la fine della Festa, nelle sezioni ANPI e con le Associazioni. Ogni laboratorio dovrà chiudersi con una proposta o un progetto di lavoro per il dopo Festa (proposte di legge, pubblicazioni, spettacoli, collaborazioni con associazioni). L’idea è acquisire conoscenza attraverso la testimonianza di soggetti di notevole spessore intellettuale e confrontarsi direttamente con loro. La Festa sarà dedicata a Maria Cervi.

1° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 10-13
La Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza a 60 anni dalla sua entrata in vigore (1° gennaio 1948 – 1° gennaio 2008): storia e sviluppi Lectio magistralis: Oscar Luigi Scalfaro. Ha già aderito Alessandro Pizzorusso, Professore ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Pisa e Domenico Gallo, Consigliere presso la Corte di Cassazione.

2° laboratorio Sabato 21 giugno, ore 16-19
Comunicare la memoria della Resistenza attraverso nuovi linguaggi: musei, arte, cinema e televisione Hanno già aderito Lodovico Gualzetti, Designer e Anna Steiner, Professore al Politecnico di Milano (Facoltà di Design).

3° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 10-13
L’identità e la formazione antifascista: quali sono le nuove forme e le agenzie educative, come sostenere e favorire il processo di apprendimento alla luce delle nuove Resistenze Hanno già aderito Valerio Romitelli, Professore di Storia dei movimenti e dei partiti politici all’Università di Bologna; Rita Borsellino, Presidente Onoraria, fino allo scorso anno, dell’Associazione Libera contro le mafie, oggi Consigliere Regionale della Sicilia; Ernesto Brunetta, Storico della Resistenza e Scrittore.

4° laboratorio Domenica 22 giugno, ore 16-18
Maria Cervi e le figure femminili della Resistenza Testimonianza delle partigiane su Maria Cervi. Sono state invitate l’UDI e la SIS (Società italiana delle storiche).


La festa, il cui programma è in corso di elaborazione, oltre a spettacoli, punti di ristoro e stand dedicati alle attività delle ANPI locali sarà incentrata su laboratori tematici.
Informazioni sugli aggiornamenti e integrazioni del programma, oltre a indicazioni logistiche e organizzative della Festa Nazionale dell’ANPI, verranno comunicati nei prossimi numeri di Patria indipendente, sul sito www.anpi.it e su questo blog.

01 maggio 2008

Metromondo/Antonio Bozzetti

Ringraziando Emanuele Limido e Marzia Rizzo
per la registrazione del video
"Antonio Bozzetti a Metromondo il 25 aprile 2008 sera"
invitiamo alla visione:
http://video.google.it/videoplay?docid=-6168619425682850221

28 aprile 2008

Alfabeto della Memoria

IL TEATRO OFFICINA
IN COLLABORAZIONE CON:
LA PROVINCIA DI MILANO - Settore Cultura
e l’Associazione “La Conta”

VI INVITA alla RASSEGNA
“L'ALFABETO DELLA MEMORIA”

incontri multimediali tra narrazioni e contaminazioni

Lunedì 5 MAGGIO 2008 - ORE 21,00
Proiezione del film-video
"ANTONIO BOZZETTI –
Milano , la vita e il sogno"

di Antonio Grazioli - 2007
Prodotto dalla Provincia di Milano in collaborazione con il Teatro Officina

con la partecipazione di:
Antonio Bozzetti, MOHAMED BA e Massimo de Vita.

alla COOPERATIVA BARONA-SATTA - Via MODICA 8 - Q.re BARONA - Milano
ingresso libero e gratuito

Aderisce all'iniziativa la
SEZIONE ANPI BARONA

24 aprile 2008

La nostra Festa..! il 25 Aprile

25 APRILE in Zona 6. Mi.


per i Rom... clandestini sono i diritti.!

70° anniversario del Manifesto della Razza, base per le Leggi razziali,
60° anniversario della Costituzione italiana,
SESSANTATREESIMO 25 APRILE DI LIBERAZIONE
non solo per gli Italiani ma per tutti coloro che qui sono giunti in cerca di una terra di pace e di lavoro, di democrazia, dove ricostruire la propria vita e riprogettare il proprio futuro.
se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d’importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d’una vita sacrificata. VOGLIAMO DIFENDERNE LA MEMORIA
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com’è nella nostra antica cultura. Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata “Osoppo”, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo *Rubino Bonora, partigiano nella Divisione “Nannetti” in Friuli *Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l’11 novembre 1944 *suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell’Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. È decorato al valore. *il sinto piemontese Amilcare Debar, l’unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi “Dante Di Nanni”, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.*E molti altri, ancora più ignoti.
Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per i Rom e i Sinti non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia. E ancora oggi li opprime.
Quest’anno è il decimo anniversario della morte di Carlo Cuomo, che dedicò la sua vita alla lotta per la giustizia e la libertà, mettendo al centro del suo ultimo impegno i diritti basilari di Rom e Sinti.


SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI SGOMBERI
Oltre 300 SGOMBERI in pochi anni a Milano e provincia
Questo significa donne e bambini che vagano abbandonati, persa la scuola e ogni avere; uomini che vanno a lavorare senza una casa in cui fare ritorno, senza saper dove ricoverare la propria famiglia:
certi amministratori si liberano dei problemi invece di affrontarli e risolverli: così siamo tutti capaci
senza grandi stipendi. Denomadizzare è il verbo di ultima moda: parole nuove per idee e pratiche vecchie, spregevoli, inumane, nazifasciste: Berlin ohne Zigeuner, 1936, Olimpiadi di Berlino senza Zingari. Deportati. Così è cominciata la storia di Auschwitz. Siamo l’unico altro popolo, insieme agli Ebrei, sterminato durante la Seconda Guerra Mondiale, per la sola colpa di esistere. È un dolore che non si cancella mai. Ma ritorna più vivo quando vediamo fra voi quelli che rimpiangono un passato infame. E senza vergogna pregano non si sa quale dio, in chiese che non li vomitano fuori.
Punire chi commette reati, italiano, rom, sinto, o altro. Casa, lavoro, scuola, salute, cultura per tutti!
Se un italiano ruba, è un ladro – se un rom ruba, tutti i rom sono ladri – la sentenza è senza appello.
Non importa se ti alzi alle quattro del mattino per andare in cantiere per 10-12 ore di lavoro in nero, malpagato, senza sapere se tornerai a casa vivo o storpiato. Costruiamo le vostre case; a noi offrono campi, container e roulotte. Se no, baracche. O dormitori comunali, per dividere le nostre famiglie. Per poter fingere e sostenere che siamo nomadi, anche se abbiamo lasciato in patria le nostre case.
se la legge è uguale per tutti, perché per Rom e Sinti ci vogliono leggi, regolamenti, patti speciali?
L’Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.
(dichiarazione ufficiale del Parlamento dell’Unione Europea)
* *** *
La nostra ASSOCIAZIONE “AVEN AMENTZA” – UNIONE di ROM E SINTI
è nata quattro anni fa per combattere il pregiudizio, con l’incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un’associazione di Rom, Sinti e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti, perché oggi, qui, siamo muti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare l’esercizio dei doveri *usare l’associazione come percorso d’integrazione nell’esercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al progetto europeo di ricerca RomEco; stiamo compiendo una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza. Ma l’iniziativa di gran lunga più scandalosa cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l’apertura (giugno 2005) d’uno sportello sindacale, tuttora attivo, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
SICUREZZA PER TUTTI – LA SICUREZZA È UN BENE COLLETTIVO, NON PRIVATO
Decine di Rom perdono il lavoro perché identificati dall’indirizzo del campo come Zingari
Venite con noi! Questo significa Aven Amentza in romanès. Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d’agire, può contattarci all’indirizzo
meg.rossi@tin.it.

Per i Rom, clandestini sono i diritti

20 aprile 2008

Radio dei Navigli

L'ANPI Barona, su Web Radio dei Navigli
speciale 25 aprile. nel programma "il mondo a 360°gradi"
sul web martedì 22/04/08 dalle 21.00 alle 22.30
e in replica mercoledì 23/04/08 dalle 16.30 alle 18.00
per ascoltarci: http://www.radiodeinavigli.com

09 aprile 2008

25 Aprile 1945 - 25 Aprile 2008

25 APRILE 1945 – 25 APRILE 2008
Difendiamo i valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace
che hanno animato la lotta di liberazione
e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica


Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare i principi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, oltre 40 mila tra cittadini e lavoratori deportati nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.
Da quella lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa, nacque la nostra Costituzione.
Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del giugno 2006, quando si cercò di snaturarne la sostanza e i valori.
Ma a sessant’anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento.
Permangono, d’altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Un modo per intaccare le ragioni fondanti della nostra Repubblica.
Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 APRILE anniversario della Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.
Nel ricordo dei Caduti ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.
Il 25 aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire
tutti gli italiani attorno ai valori della democrazia.

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane
Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-ANFIM
PD-PRC-SDI-PdCI-Sd-Verdi-Italia dei Valori-MRE
CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher
Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la Difesa dell’Ordine Repubblicano

VENERDI 25 aprile ORE 14,45 MILANO - PORTA VENEZIA
CONCENTRAMENTO PARTECIPANTI AL CORTEO PER PIAZZA DUOMO

Istituto "Claudio Varalli"


25 aprile METROMONDO


04 aprile 2008

Nazirock...!

...Come forse avete letto, i legali di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, che si dichiara diffamato dal mio documentario, sono riusciti a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango a Roma e dell’Anteo a Milano. La minaccia, esplicita nella diffida inviata dai legali, è quella di chiedere agli esercenti il risarcimento dei danni materiali e morali. Poi c’è una minaccia non dichiarabile, che però viene percepita dagli esercenti: la paura dei danneggiamenti e delle spedizioni punitive.
L’Associazione dei partigiani lancia una doppia sfida: non solo proietta in pubblico il film, nel giorno della Liberazione, ma se ne assume in qualche modo la responsabilità morale e giuridica...


tratto da: MATERIALI STAMPA
3 Aprile - I PARTIGIANI DIFENDONO NAZIROCK di Claudio Lazzaro


consigliamo la lettura: http://www.nazirock.it/stampa.php
Naturalmente piena adesione e sostegno a Lazzaro... ed ai gestori dei Cinema Fandago di Roma ed Anteo di Milano.
il coordinamento ANPI Zona 6. programmerà a breve nella propria zona la visione del filmato.
vi terremo informati...

27 marzo 2008

the Italian Resistance in WWII

Due video dal sito: Behind the Lines. The OSS and the Italian Resistance in WWII
(A documentary project by Nancy Schiesari)
http://www.ossinitaly.org/index.html
The resistance in Italy : The Italian Resistance was one of the most important in Europe. In the summer of 1944, the Partisans numbered around 70.000, and the end of the war tey were 200.000 strong, and had suffered 50.000 casualties. They tied up a third of the German Army in Italy away from the Allied front. These are a few of their stories.
http://www.ossinitaly.org/partisansclip.html
Women in the Resistance: Italian women played a vital role in the successes of the Resistance. After the war - for the first time in Italy - Women could vote and hold positions in the national government. Of the five per cent that comprised the 1946 legislature for the newborn Italian Republic, more than half of those women had served in the partisan movement.
http://www.ossinitaly.org/womenpartisansclip.html

Scarpe rotte...

..."come nella Resistenza alcuni partigiani, alcuni raggruppamenti, alcune brigate e divisioni ricevevano in montagna con regolarità i lanci aviotrasportati da parte degli alleati angloamericani... così per loro, divise, armi , vettovagliamenti e rifornimenti, alcune brigate, invece non ricevevano nulla, (di solito le brigate garibaldine) e allora scarpe rotte eppur bisogna andar... e scusate ma questa e proprio la storia della sezione ANPI Barona... che fa la resistenza senza lanci.. e con solo le proprie scarpe rotte..." un passaggio dell' intervento: Conferenza Regionale ANPI Lombardia. domenica 16 marzo 2008. Sala della Provincia - Milano.

Addio al partigiano Donè "El italiano del Granma"

È morto all'età di 83 anni Gino Donè Paro, il partigiano veneto che dopo aver combattuto nella Resistenza partecipò alla Rivoluzione cubana a fianco di Che Guevara. Fu l'unico europeo a salire sul Granma, la nave che sbarcò a Cuba con gli 81 ribelli di Fidel Castro alla fine del 1956. E a Cuba, nell'archivio storico delle Far (Forze armate rivoluzionarie) è conservato ancora il suo dossier.
Partigiano con la Missione Nelson, dopo la guerra emigrò a Cuba passando per il Canada. Dopo l'incontro con Olga Norma Turino Guerra, giovane rivoluzionaria di ricca famiglia cubana che nel '54 diventerà sua moglie, Gino Donè entrò nel "Movimento 26 luglio" di cui divenne anche tesoriere. "El Italiano" partì così il 25 novembre del 1956 dal porto Messicano di Tuxpan con i patrioti del battello Granma, ma nel gennaio del '57 ricevette l'ordine di andare all'estero. Dopo mezzo secolo Gino aveva detto che «dopo il Desembarco del Granma, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto chi un una forma chi un'altra. Io che ero straniero ero il più indicato a strare lontano e fare ciò che nella Sierra non avrei potuto fare». Il partigiano trevigiano, che viveva con la nipote Silvana a Noventa di Piave (Venezia), si è spento sabato sera in una Casa di cura di S.Donà dove era ricoverato per alcuni esami. I funerali oggi giovedì 27/03 al cimitero di Spinea, poi la salma verrà cremata. Alle esequie di Gino Donè parteciperà una delegazione dell'Anpi con la bandiera dei partigiani italiani. La nipote Silvana ha annunciato anche la partecipazione di una delegazione dell'ambasciata di Cuba a Roma. "Prima partigiano in Veneto contro il fascismo, poi al fianco di Che Guevara nella rivoluzione cubana. La sua testimonianza di impegno contro le ingiustizie e per la libertà ci consegna una eredità ideale che vivrà nelle nostre lotte".

19 marzo 2008

Petizione ANED - Torino

REAGIRE AI RIGURGITI FASCISTI

Il clima verbale di volgarità e violenza in cui si sta sviluppando questa campagna elettorale, non può e non deve lasciare indifferenti. In nome di una vittoria alle urne si giustificano scorrettezze, si appoggiano candidati più che discutibili, si richiamano legittimandole esperienze aberranti, con le quali l'Italia non riesce proprio a fare i conti. Tutto questo alla luce del sole, come un'ovvia legge dell'esistere.

Nella gestione del potere esistono da sempre compromessi con l'immorale e con l'illecito, più o meno evitabili: è ingenuo non prenderne atto. Ma tale compromesso, fosse anche "un'arte", va comunque considerato una necessità, non una virtù: un passo provvisorio verso il futuro e non uno strumento di cui essere orgogliosi e non certo per ipocrisia. Se in politica l'unico grande peccato è di essere sconfitti, affermarlo con toni normali, farne addirittura uno slogan, è inammissibile per chi rivesta cariche di visibilità sociale: una responsabilità cui nessuno può derogare.

Crediamo all'importanza di una nobile dimensione visibile del fare politica, basata sul rispetto reciproco, che mai si permetta di infrangere quello specchio dove ogni cittadino vede riflesse le proprie virtù civiche: la democrazia. Uno specchio potentissimo nei suoi effetti, ma altrettanto fragile, al punto che anche i sassi scagliati per gioco possono alla lunga frantumarlo e non basterà allora ritrarre la mano né dire di aver scherzato.

Protagonisti della vita sociale e politica italiana stanno comunicando al popolo che tutto è lecito, che ogni ignominia etica e legale è permessa per arrivare al successo. E' la prova che il fascismo, cioè l'inconscia autorizzazione amorale persino a distruggere il proprio avversario pur di prevaricarlo, lungi dall'essere un ricordo, è più di un'attuale minaccia che ci chiama a reagire.


per aderire a questa Petizione:
http://www.petitiononline.com/aned/petition.html

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