Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
01 dicembre 2021
30 novembre 2021
Loggia dei Mercanti. Milano. - Vandalismo è sintomo della deriva culturale.
La Loggia dei Mercanti, un piccolo gioiello architettonico di Milano, dovrebbe essere uno dei luoghi storico-culturali più vivi della città. Custodisce tra le sue volte i nomi di chi ha lottato per la Libertà. Nomi che sempre più vengono dimenticati quando non ignorati.
Questo atto di vandalismo è sintomo della deriva culturale e civile della società. Un atto sicuramente da condannare e che crea un profondo dispiacere in noi tutti.
La vera difesa contro il vandalismo e l'ignoranza è la cultura, la Storia, il rendere vivo un luogo.
Noi questa estate ci abbiamo provato, con un tour storico in cui raccontavamo le vicende e le vite che si sono svolte tra l'Hotel Regina, la sede della Legione Muti e la Loggia. Bisognerebbe portare tutte le scuole di Milano e Provincia, di ogni grado scolastico, a scoprire e rispettare la storia della Resistenza milanese così agli atti di vandalismo si sostituirebbero omaggi, rispetto e trasmissione di ideali.
I monumenti vanno tutelati, esistono per passare un messaggio alle generazioni future ma se noi gli prestiamo la nostra voce, indubbiamente, le loro parole hanno più forza! - Sezione ANPI Barona Milano.
23 novembre 2021
15 novembre 2021
11 novembre 2021
Un calcio alla guerra - La recensione di Andrea Riscassi.
È un libro che mi è stato dato alla pastasciutta antifascistadell’Anpi Barona ma la cui lettura ho rinviato, preso come ero dal libro di Fra. Ma ora che ho trovato il tempo per finirlo lo recensisco subito perché mi è piaciuto assai. “Un calcio alla guerra” di Davide Grassi e Mauro Raimondi (Milieu editore) rientra in quel filone di saggistica lanciato poco più di un lustro fa da Matteo Mariani con “Dallo scudetto ad Auschwitz: storia di Arpad Weisz”, capace di raccontare una storia che altrimenti sarebbe stata dimenticata. E di spingere altri a cercare negli armadi della vergogna per portare alla luce episodi a cavallo di storia e guerra.
Il volume di Raimondi e Grassi va proprio a raccontare una vicenda di cui credo nessuno abbia mai sentito parlare: quello del rastrellamento di persone da spedire nei campi di lavoro in Germania, in occasione di un’amichevole tra Milan e Juventus il 2 luglio 1944. Una partita (stravinta dai torinesi) giocata all’Arena di Milano e forse organizzata proprio con l’intento di avvicinare più gente possibile. O magari semplicemente un match organizzato per far vedere che la vita continuava malgrado la guerra, con gli occupanti che approfittano della situazione. Impossibile verificarlo. Ma interessante verificare come il calcio fosse, oggi come allora, un collante per il nostro paese.
Il volume ha anche capitoli su calciatori impegnati nella resistenza e su sportivi che hanno combattuto le due guerre mondiali o finiti nei campi di sterminio, con curiosità che anche ai calciofili più accaniti possono essere sfuggite.
Insomma un volume che intreccia storia e sport ma che rappresenta anche un impegno civile: quello di non dimenticare.
Il volume verrà presentato (anche da chi scrive) il 18 novembre alle 18.30 nell’ambito di Milano Book City, presso lo Spazio Seicentro Milano, Piazza Enrico Berlinguer, Via Savona 99.
Vi aspetto... Ad maiora. - Andrea Riscassi.
08 novembre 2021
Comunicazione ai soci...
Si è svolto domenica 7 novembre 2021 il 17º Congresso ANPI della sezione Barona.
Felici di aver aperto i lavori congressuali con il saluto di una giovanissima Beatrice Colombo per Friday for Future Milano, seguito dagli altri graditi interventi di Rifondazione comunista, Partito Democratico, Circolo Metromondo, Associazione Italia Cuba, Un ringraziamento particolare va a Santo Minniti che come Presidente del Municipio 6 Milano, ci ha portato il saluto dell’Istituzione di zona.
Dopo la lettura della relazione dell'attività della sezione negli ultimi anni, si è votato il documento congressuale dell'ANPI nazionale e gli emendamenti e gli ordini del giorno presentati dagli iscritti.
Poi dopo un ampia e partecipata discussione con i numerosi interventi degli iscritti alla Sezione, conclusosi con la relazione di Primo Minelli Rappresentante ufficiale dell’ANPI Provinciale Milano, è stato votato il nuovo Direttivo, i revisori dei conti e la delegazione per il congresso Provinciale.
Il nuovo Direttivo di sezione, su proposta del Presidente uscente Ivano Taietti, ha nominato Presidente di Sezione Stefania Cappelletti.
È stata eletta Presidentessa onoraria Vera Vincenzi.
Io sono profondamente emozionata per il ruolo che mi è stato affidato. Portare avanti la memoria e i valori della Resistenza è per me uno degli aspetti più importanti della mia vita, uno studio che ho iniziato fin da bambina. La nostra sezione ha una storia partigiana importante, con uomini valorosi che hanno dimostrato un coraggio incredibile in quei duri giorni di lotta, e donne che hanno dato prova di un senso di sacrificio eroico, come Bianca Satta, la cui storia mi ha commossa fin nel profondo.
Il progetto del QR Code mi ha dato modo di conoscerli ancora meglio, di sentirli vicini e sempre più d'esempio.
Il mio rimpianto è non aver conosciuto personalmente i partigiani che erano rimasti in zona. Li avrei assillati con mille domande e chiesto consigli.
Abbiamo di fronte un periodo che richiede impegno, coraggio e passione, ma NOI (un NOI che mi ha sempre fatto pensare a casa, a condivisione, affetto e unità di visione) saremo sempre in prima linea seguendo le parole del Presidente Emerito Carlo Smuraglia "schiena dritta, sguardo verso le stelle, con dignità e speranza”!
Stefania Cappelletti. Presidente Sezione ANPI Barona Milano.
Stefania Cappelletti Presidente ANPI Barona Milano.
Il mio abbraccio più forte, sentito, sincero ed affettuoso a Stefania, neo eletta Presidente di Sezione al 17° Congresso ANPI Barona Milano. Prima Donna eletta Presidente di Sezione nella lunga storia dell’ANPI Barona. Una bellissima e lunga storia, in 75 anni di vita di Sezione il quinto Presidente eletto, Dopo tre Partigiani, e dopo il primo Presidente non Partigiano, oggi la prima Donna. Sono emozionato e felice, ma nel contempo concedetemelo anche pieno di ricordi del passato, la Sezione è sempre stata (praticamente dalla mia nascita) una seconda casa, ANPI da sempre una famiglia, ed ora il futuro di certo magnifico, stupendo e sempre in crescita è in mano a Stefania, e mai scelta fu migliore. Ed io? Di certo se i prossimi congressi lo confermeranno, continuerò a sognare, elaborare, costruire, ANPI è la mia radice, lo devo alla mia famiglia, al mio essere, ai tanti Partigiani e Partigiane che ho conosciuto (oggi per la prima volta al Congresso non ce ne era più neanche uno/una, e solo a scriverlo mi viene da piangere), lo devo a questa Sezione che mi ha visto frequentarla, conoscerla, sin da quando avevo i pantaloni corti, la mia zona, il mio quartiere, le mie strade e piazze, la mia gente, la mia Sezione… 13 anni di Presidenza sono volati, avrò fatto bene? Avrò lasciato un segno nella vita di questa gloriosa e storica Sezione Milanese? Avrò indicato percorsi e visioni? Di certo ho “lavorato” tanto tra gioie e purtroppo anche dolori, ho riso tanto, ma ho anche tanto pianto… ogni giorno era e lo sarà ancora un giorno anche per l’ANPI, ci ho messo dentro sempre tanto di me, praticamente dal duemila uno, quando dal ritorno dal G8 di Genova, mio Padre mi disse “bene, ora basta sogni giovanili, dedicati alla tua vecchia casa, ANPI e noi Partigiani ne abbiamo bisogno”, quanti insegnamenti, quanta “scuola” ed io d’allora e per sempre ci sarò, per Stefania, per la mia famiglia, i miei Partigiani e Partigiane, per la mia gente, Compagne e Compagni, amici e amiche… ci sarò sempre, di cuore e di nervi, di vento e di roccia, finche potrò… La mia strada è ancora in salita, “scarpe rotte eppure bisogna andare” ma anche questa è fatta, e come ho detto oggi; fianco a fianco con il ostro grande NOI. Grazie Stefania, ti attende un “lavoro” non facile, tu sai perfettamente che nel bene o nel male, ANPI Barona e da sempre osservata speciale, spesso avanguardia, spesso “rompiscatole” ma siamo sempre stati dei gran lavoratori, ribelli si, ma sempre prima il fare e poi il dire, la fatica non ci spaventa, ed io so che continuerai nel solco stupendo della Resistenza e della Costituzione, le nostre preziose eredità.
Allora davvero grazie a tutti, Grazie a Stefania, al nuovo direttivo a tutta la Sezione, andiamo avanti. sempre NOI. Coraggio ANPI.
Ivano Taietti. 7 novembre 2021.
06 novembre 2021
05 novembre 2021
La Storia siamo NOI... Ricordando Nori.
Sabato 6 novembre ore 15,30 al Cimitero Monumentale di Milano, davanti alla tomba di Nori e Giovanni, ANPI Barona Milano, un fiore, un bacio... Bella Ciao Nori.
"La Storia siamo NOI" Periodico della sezione ANPI Barona Milano a cura di Stefania Cappelletti (no copia incolla, tutte le fonti vengono citate). Ricordando Nori.
Il 6 novembre 2011, dopo averla sfiorata più volte, la morte si portò via Onorina Brambilla Pesce, per tutti Nori, "Sandra", la partigiana.
Sono passati 10 anni, volati nell'incedere veloce degli eventi della Storia ma Nori non è mai stata dimenticata.
Riassumere la sua vita in breve è difficile perché è ricca di eventi.
Un carattere forte e coraggioso e un'educazione familiare antifascista portano Nori a partecipare subito alle prime azioni di lotta negli scioperi del marzo 1943.
Entra nei GDD e desidera lottare in montagna in una brigata. Ma qui, a Milano, si deve ricostituire la 3ª Gap e una ragazza così coraggiosa e attiva è perfetta per assistere il nuovo comandante della Brigata: "Visone", Giovanni Pesce. Purtroppo Nori cadde in una imboscata organizzata da un infiltrato: viene portata a Monza, torturata dai nazisti, tenuta due mesi in isolamento e poi mandata nel campo di transito di Bolzano: numero di matricola 6087.
Nemmeno la fame, il freddo e le botte della terribile "Tigre", la guardia del blocco femminile, piegano Nori che proprio qui riceve la sua prima tessera del PCI.
Il 30 aprile 1945 i nazisti abbandonano Bolzano e liberano i prigionieri. Nori con altri prigionieri si incammina subito verso Milano è solo quando arriva a Lovere decide di prendere un trasporto per raggiungere casa dove arriverà il 7 maggio.Il 14 luglio 1945 si sposa con Giovanni Pesce. Bisogna ricostruire il paese, ancora battaglie su battaglie non più in clandestinità ma sempre in prima linea: Nori lavora alla Camera del lavoro di Milano; aroma nella segreteria di Pietro Secchia; è ancora la dirigenza nazionale della Fiom-CGIL; la presidenza della commissione femminile dell'ANPI; la presidenza dell' ANED; il PCI; gli incontri nelle scuole... Senza retorica ma con la certezza di aver agito nel modo giusto per la libertà di tutti.
"Quello fu il periodo più bello della nostra vita, e non solo perché eravamo giovani, ma perché fu il più onesto, il più pulito e soprattutto perché avevamo un obiettivo" (da "Il pane bianco")
04 novembre 2021
Il Documento Congressuale ANPI Barona Milano.
Il nostro documento congressuale:
Domenica 7 novembre lo presenteremo al Congresso per approvazione ANPI Barona Milano ore 14,00 Teatro EDI Barrio's - Piazzale Donne Partigiane Milano.
28 ottobre 2021
25 ottobre 2021
13 ottobre 2021
17° Congresso di Sezione ANPI Barona Milano. Invito
ATTENZIONE variazione luogo del Congresso.
Si raccomanda la puntualità, per le operazioni di controllo anticovid come da normativa in essere all'ingresso.
06 ottobre 2021
20 settembre 2021
Il "NOI" di ANPI Barona...
Grazie a tutti, ma soprattutto alla Magolfa, Comunità Palestinese della Lombardia, Assopace Palestina, Luisa Morgantini, Renato Franchi e la sua Orchestrina, e la bella sorpresa della FONC, abbiamo raccolto tolte le spese vive (rimborso musicisti, SIAE e varie) più di 2000 euro per PSCC; per la difesa della raccolta delle olive del Popolo Palestinese. Daremo appena possibile pubblicamente rilievo del versamento/sostegno. 160 Donne e Uomini tra ospiti, prenotazioni, incontri, riflessioni, tra canti e balli, tra sorrisi ed emozioni, tra impegno e lotta, il NOI di ANPI Barona che non smette mai di sorprendere, e lì seduto a qualche tavolo, un po’ nascosto ma c’era, Bella Ciao Maurizio. ![]()
19 settembre 2021
La Storia siamo NOI - La nascita delle Brigate Garibaldi. 20 settembre 1943.
La Storia siamo Noi" Periodico della Sezione ANPI Barona Milano a cura di Stefania Cappelletti. Speciale Brigate Garibaldi (No copia incolla, tutte le fonti vengono citate)
La nascita delle Brigate Garibaldi
Le Brigate Garibaldi non potevano che nascere in un quartiere popolare, caratterizzato da abitazioni di 3-4 piani, con una corte centrale e diversi servizi comunitari. E’ un ambiente ideale per la clandestinità in quanto la struttura di questi palazzi dell’Istituto Case Popolari garantisce la possibilità di fuga attraverso i terrazzi che collegano un edificio all’altro e i diversi disimpegni delle scale interne.
L’appartamento in cui si svolge la riunione segreta si trova in via Lulli 30 ed appartiene ai coniugi Lulli che, già prima dell’invasione nazista, avevano offerto la loro abitazione per gli incontri dei comunisti.
E’ il 20 settembre 1943, nemmeno dieci giorni dopo la presa del potere dei nazisti in Lombardia.
Alla riunione partecipano: Longo (“Gallo”), Roasio (“Paolo”), Scotti (“Grossi”), Cigalini e Carini (“Orsi”), Massola. La struttura delle Brigate fa esplicitamente riferimento al modello spagnolo dovuto al fatto che i suoi dirigenti e molti dei militanti sono stati combattenti volontari nella guerra civile spagnola: Longo, Secchia, Scotti, Barontini, Rubini, Carini, Pesce, solo per fare alcuni nomi che saranno fondamentali per la vittoria dei partigiani.
Vengono stabilite le responsabilità di comando: Luigi Longo viene nominato comandante generale; Antonio Roasio organizzatore delle formazioni nel Veneto e nell’Emilia; Francesco Scotti organizzatore delle formazioni per Piemonte, Liguria e Lombardia, con particolare impegno su Milano; Pietro Secchia, già dirigente dell’organizzazione del Partito comunista, assume il ruolo di commissario politico delle Brigate.
Si stabilisce che almeno il 50% dei militanti e dei quadri del partito partecipi all’attività militare, sia in montagna che in città; la metà rimanente deve svolgere il lavoro cospirativo per sviluppare l’organizzazione e la lotta operaia nelle fabbriche, portare alla rivolta il mondo contadino, penetrare nelle scuole e nelle università e assicurarsi l’afflusso di sempre più volontari nelle brigate.
Si decide subito di stampare un periodico per le formazioni partigiane: "Il Combattente - Per la cacciata dei tedeschi e dei fascisti, per la libertà e l'indipendenza nazionale".
Scotti viene immediatamente inviato sulle montagne nel Lecchese, dove si stanno creando le prime formazioni, per insegnare le tecniche e le tattiche militari della guerriglia partigiana.
Contemporaneamente Egisto Rubini, a capo del comando regionale, con Bardini e Roda come commissari politici, ha il compito di organizzare i Gruppi di Azione Patriottica (GAP) in Milano e nelle altre città lombarde.
All’inizio di ottobre, a Milano, sono circa 2000 i militanti del PCI attivi e organizzati. Si è pronti a fronteggiare e sconfiggere il nemico nazifascista, a riscattare l’Italia e a lottare per la libertà.
Fonti:
F. Scotti, "La nascita delle formazioni" in "La Resistenza in Lombardia"
I.Busetto, "Brigate Garibaldi baciate dalla Gloria le prime nella lotta alle prime alla vittoria"
Dizionario della Resistenza
G. Cosmacini, G. Scotti "Francesco Scotti 1910-1973. Politica per amore"
09 settembre 2021
08 settembre 2021
8 settembre 1943. La Storia siamo Noi.
"La Storia siamo Noi" Periodico della Sezione ANPI Barona Milano a cura di Stefania Cappelletti. Speciale 8 settembre. (No copia incolla, tutte le fonti vengono citate)
8 settembre 1943: ho trovato l’invasor…
Erano le 18:42 dell’8 settembre 1943 quando dalla radio si sentì il proclama del maresciallo Badoglio:
“Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse, però, reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.
Poche parole che lasciarono gli italiani, civili e soldati, allo sbando sotto il pericolo nazista e ovunque si cercò di riorganizzarsi per difendersi, in Italia come sui fronti di guerra in cui si trovava il nostro esercito.
A Milano, la notizia colse di sorpresa, ma già da tempo le forze antifasciste si preparavano. Già ai primi di agosto, infatti, si reclamava un armistizio, facendo presente che le masse lavoratrici erano in agitazione perché, dopo il 25 luglio e la caduta del fascismo, non avevano migliorato le loro condizioni lavorative, non avevano ottenuto maggiori diritti e ancora facevano la fame sempre in nome dei sacrifici imposti dalla guerra. Il 20 agosto organizzarono anche uno sciopero in cui a gran voce chiedevano la pace e che venissero espulsi dalle fabbriche gli ex fascisti e la ricostituzione delle commissioni interne di fabbrica.
Per questo a Milano non si indugiò nemmeno un secondo e si cercò di contattare immediatamente il generale Ruggero, che comandava la piazza di Milano, per avere aiuti sostanziali, armi, equipaggiamento, per poter fronteggiare i tedeschi invasori. Subito si aprirono le iscrizioni per la Guardia Nazionale.
Proprio la mattina dell’8 settembre giunsero a Milano due figure che saranno fondamentali per la lotta partigiana: Francesco Scotti ed Egisto Rubini con il compito di organizzare la lotta armata contro i tedeschi e i fascisti.
Le poche armi che si ottennero furono dei fucili ’91, portati per lo più da soldati che scappavano dalle caserme.
Subito il 9 settembre si organizzò un Comitato di difesa che decise di creare una Guardia Nazionale: venne lanciato un appello a tutti i cittadini milanesi, operai, soldati sbandati, impiegati, studenti. E la cittadinanza milanese non si fece attendere specie gli operai che affluirono numerosi sui camion delle fabbriche alla sede del Comando della Guardia Nazionale in via Manzoni 43, nello studio dell’avvocato Verrati, prima, in via del Lauro, nello studio dell’avvocato Della Giusta, poi.
Fermare i nazisti che erano già in Milano sarebbe stata una cosa possibile considerando che in quel momento c’erano poche truppe che, facilmente, avrebbero potuto essere disarmate. Alla Stazione Centrale, per esempio, avvennero subito degli scontri contro gli uomini della Wermacht addetti al Comando Tappa della stazione; in zona Porta Venezia, in via Lazzaretto si sparava; nei paraggi della piscina Cozzi due ufficiali di Marina alla testa di una piccola squadra di soldati già in abiti civili si scontrarono contro un drappello di tedeschi. Erano i primi segnali di quella che diventerà la guerriglia partigiana dei GAP (gruppi di azione patriottica) in città.
All’interno della Guardia Nazionale esistevano due correnti: una che prospettava la difesa armata della città delle cinque giornate e l’altra che spingeva per ripiegare verso il comasco e le montagne. Ad insistere per la difesa della città furono Francesco Scotti, Giuseppe Dozza, Maffei e l’onorevole Gasparotto (che perderà il figlio nella lotta di liberazione, massacrato nel campo di Fossoli). Ma prestò circolò la voce che il Comitato di difesa aveva deciso per la ritirata verso Como e, lentamente ma inesorabilmente, si iniziò il viaggio verso questa destinazione abbandonando la città. Non tutti, ovviamente, ma fu questo uno dei motivi per cui prima della metà di ottobre fu difficile trovare uomini per la lotta armata in città.
Nel frattempo il generale Ruggero, totalmente sordo alle richieste del Comitato di difesa, il 10 settembre, con un comunicato alla radio, rese noto che stava trattando con i tedeschi per stipulare un accordo che prevedeva:
1) il comando germanico rinunciava al disarmo delle truppe italiane;
2) il generale Ruggero avrebbe continuato ad occupare Milano con le sue truppe e ad assicurare l’ordine in città;
3)la collaborazione tra truppe tedesche e italiane per la difesa e il funzionamento dei servizi e delle ferrovie;
4)le truppe tedesche non sarebbero entrate in città a meno di dover intervenire in caso di disordini.
Ruggero dichiarò: “Ho accettato questo accordo con l’animo straziato e sapendo di assumermi una gravissima responsabilità. Ma, mentre non potevo ammettere il disonore di lasciar disarmare le mie truppe, non potevo a cuor leggero esporre queste a delle perdite sanguinose che non avrebbero approdato ad alcuna proficua conseguenza […] Ora, avendo assunto l’impegno di mantenere il comando della città e l’ordine in essa, sono fermamente deciso a tenere l’ordine ad ogni costo, tanto più che il comando germanico ha dichiarato nettamente che occuperà direttamente la città e disarmerà con la forza le nostre truppe se io non sarò in grado di mantenere l’ordine”.
Il pomeriggio dell’11 settembre, entrando da Rogoredo e dilagando verso Porta Romana, i tedeschi invasero la città, ma trovarono subito la testimonianza dello spirito resistenziale della città: i muri dei palazzi erano tappezzati di manifesti che incitavano alla lotta , firmati dai partiti antifascisti che entravano in clandestinità.
Il 12 settembre il comando nazista, con il colonnello Rauss e il capitano Saevecke, prendeva possesso dell’Hotel Regina, via Silvio Pellico angolo Regina Margherita, e prendeva pieni poteri sulla città, sulla vita e la morte di tutti i suoi abitanti, iniziando immediatamente la caccia agli ebrei e agli antifascisti.
Magda Ceccarelli De Grada, moglie di Raffaellino De Grada e madre di Ernesto che dovette fuggire per non finire nelle mani dei nazisti, scrisse, il 14 settembre: “La città è piena di carri armati e di cannoni. Le orribili SS vi giganteggiano sopra e ci guardano sprezzantemente sfidandoci. Atmosfera di incubo. […] MI ha detto il dottor Kalk di aver visto il cadavere di un uomo presso la posta, ucciso perché aveva sputato al loro passaggio”.
Fonti:
Luigi Meda, “Milano e la Lombardia nella crisi del 1943 sino all’8 settembre” in “La Resistenza in Lombardia”.
Francesco Scotti, “La nascita delle formazioni” in “La Resistenza in Lombardia”
Italo Busetto, “Brigate Garibaldi baciate dalla gloria le prime nella lotta le prime alla vittoria”
Camilla Cederna, Marilea Somarè, Martina Vergani, “Milano in guerra”
Magda Ceccarelli De Grada, “Giornale del tempo di guerra”
Tutte le fotografie e gli articoli dal Corriere della Sera. 9/10/11 settembre 1943.
L'ultima foto è il Manifesto affisso sui muri della Città di Milano dai Partiti Antifascisti subito dopo l'otto settembre.
02 settembre 2021
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