05 marzo 2009

8 Marzo, le donne e la Costituzione

8 marzo Giornata Internazionale della Donna
Resistere per Esistere. Le donne e la Costituzione della Repubblica Italiana


Comunicato Stampa

Le donne dell’A.N.P.I. di Milano, in occasione della Giornata Internazionale della Donna,
organizzano per domenica 8 marzo – ore 15.00, presso il Salone di Via Mascagni, 6,
un incontro per ribadire l’importanza e l’attualità di una lettura “al femminile” della Costituzione. L’iniziativa si aprirà con la proiezione di un’intervista a Nadia Gallico Spano, una delle “magnifiche ventuno” Costituenti.
In questa testimonianza la Spano sottolinea come lei e le sue colleghe parlamentari abbiano da subito avuto consapevolezza <<…di questo mandato in più ricevuto dalle donne. Ci dicevamo che era un’occasione da non perdere, che dovevamo fare il massimo: questo era il sentimento….Eravamo all’indomani della guerra. C’erano molte ferite aperte. E tanta speranza…>>. E la speranza era ancora più forte e presente nelle tante protagoniste della Resistenza, che avevano lottato per liberare l’Italia dal fascismo, ma anche per esistere come persone, in uguale dignità e diritti.
Di questa aspirazione ad un cambiamento profondo dei rapporti uomo-donna nella famiglia e nella società, delle lotte per la parità salariale, per la tutela dei diritti delle lavoratrici, per l’affermazione delle istanze delle donne parleranno Nori Brambilla Pesce, partigiana e vicepresidente dell’A.N.P.I. Provinciale di Milano e Benedetta Liberali, socia fondatrice dell’Associazione Art. 3 e dottoranda presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. Liberali, in particolare, illustrerà come il contributo delle Costituenti sia stato determinante per la stesura di tutti gli articoli della Carta che parlano di inclusione, pari opportunità, di tutela e valorizzazione delle specificità e delle differenze, anche di genere.
La seconda parte dell’incontro sarà invece affidata al contributo, come sempre generoso ed appassionato di Renato Sarti e del Teatro della Cooperativa. Le giovani attrici Sara Urban e Milvis Lopez Homen leggeranno brani e testimonianze per la cura dello stesso Renato Sarti in collaborazione con Marco di Stefano e Riccardo Pippa.

Per ogni ulteriore informazione: 340.0601234 robertamigliavacca@tiscali.it

Ideologie politiche del 900 (Cattolici)


01 marzo 2009

ANPI Milano

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano, riunitosi il 27 febbraio 2009, esprime ferma condanna degli atti squadristici compiuti nei giorni scorsi a Milano e in provincia di Lecco.
Nella notte del 25 febbraio ad Osnago (Lecco) una squadra fascista ha assalito con picconi e reso inagibile il circolo Arci “La Locomotiva”. A Niguarda, i muri delle lapidi che ricordano i partigiani caduti sono stati deturpati con svastiche,mentre Quarto Oggiaro è stata tappezzata da manifesti neofascisti.
Ancora più grave è l’indegno oltraggio alla lapide di Eugenio Curiel, Medaglia d’Oro al Valor Militare, fondatore e dirigente del Fronte della Gioventù, avvenuto proprio alla vigilia del 64^ anniversario del suo assassinio da parte dei repubblichini, in piazza Conciliazione. I neofascisti non solo hanno imbrattato con vernice rossa, ma si sono spinti sino a deporre, ai piedi della lapide, 30 bossoli di arma da fuoco, ossia l’esatto numero di proiettili sparati dai repubblichini contro Curiel.
Questi gravissimi episodi, avvenuti quasi simultaneamente, si inseriscono nel pesante clima di attacchi ai valori dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione repubblicana e trovano un fertile terreno nelle intollerabili spinte al revisionismo storico, culminate in iniziative vergognose e provocatorie, quali la proposta di legge n. 1360 presentata da parlamentari del centro destra, che vorrebbe equiparare i partigiani e gli ex deportati ai repubblichini di Salò.
Il Comitato Provinciale dell’ANPI chiede pertanto alle competenti autorità di intervenire con determinazione in base alle norme costituzionali e alle leggi Scelba Mancino perché questi atti di chiara matrice fascista, inaccettabili in un contesto democratico, non abbiano più a ripetersi.

Comitato Provinciale A.N.P.I. di Milano

24 febbraio 2009

8 marzo...




Eugenio Curiel


Nato a Trieste l’11 dicembre 1912, ucciso a Milano il 24 febbraio 1945, fisico, capo del Fronte della Gioventù, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Eugenio Curiel
.... Il mattino del 24 febbraio 1945, a due mesi dalla Liberazione, mentre si sta recando ad un appuntamento, Eugenio Curiel viene sorpreso in piazzale Baracca da una squadra di militi repubblichini guidati da un delatore; non tentano nemmeno di fermarlo: gli sparano una raffica quasi a bruciapelo. Il giovane - che nella motivazione della Medaglia d’oro viene definito "Capo ideale e glorioso esempio a tutta la gioventù italiana" - si rialza, si rifugia a fatica in un portone, ma qui viene raggiunto e finito dai fascisti. Il giorno dopo, sulla macchia rimasta, una donna spargerà dei garofani....

Ieri sera 23 febbraio 2009, alle 17.00 In piazza Conciliazione. Milano.
gravissimo atto vandalico, esterrefatti esprimiamo dolore, rabbia, e vicini ai compagni della Sezione E.Curiel, non possiamo che rinnovare il nostro impegno, aumentare le nostre energie per la lotta contro il fascismo...!
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20 febbraio 2009

Costituzione


Ideologie politiche del 900 (Comunisti)


ANPI Comitato Regionale

APPELLO IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE E DEI DIRITTI DEI CITTADINI
Il Comitato Regionale dell’ A.N.P.I. Lombardia, riunito il 16 febbraio 2009, ha esaminato l’attuale realtà del Paese investito da una crisi economica, sociale e politica senza precedenti.
L’attacco alla Costituzione va dalla messa in discussione degli equilibri e funzioni delle varie Istituzioni, dal Presidente della Repubblica al Parlamento, ad esasperazioni xenofobe e razziste le quali arrivano persino ad annullare i principi dell’autonomia deontologica dei medici nell’ assistenza sanitaria di tutti gli ammalati , a violenze contro i diversi di etnia, di religione e di condizione sociale.
Facendo proprio l’appello della Presidenza Nazionale dell’A.N.P.I. , dell’ 11 febbraio u.s., il Comitato Regionale invita gli iscritti e le proprie strutture territoriali a rendersi protagonisti delle mobilitazioni in difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini, a partire dal lavoro, ed a partecipare alle manifestazioni, da quella di sabato 21 febbraio, pomeriggio, a Milano.
“Far vivere i valori della Resistenza, attuare la Costituzione” questo è e deve essere l’impegno di tutti i democratici e degli antifascisti.
Comitato Regionale A.N.P.I. Lombardia
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14 febbraio 2009

Antonio Bozzetti

"E infatti chì la finiss ona stòria,
una storia piccola piccola, la mia storia,
che però se l'è missa insema a quella de tanti alter,
la fa la stòria granda,
la Storia con la S maiuscola.

Quella che se dovaria insegnà e imparà a scòla."

da Terra di memorie di Antonio Bozzetti.

Ciao Antonio... sarai sempre con noi.
I compagni, gli amici, gli antifascisti e i partigiani della Barona.

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A.N.P.I. Zona 2. Milano


10 febbraio 2009

Eluana, riceviamo e pubblichiamo.

10 febbraio 2009: Libera Nos

Ho letto più e più volte le parole, assordanti fino alla disumanità, con cui un "professionista dell'informazione" ha costruito l'editoriale odierno dell'Avvenire.
Me lo sono immaginato e figurato, questo professionista, nel momento in cui ha apposto il punto finale al suo scritto. Subito dopo avrà riletto e forse si sarà lui per primo sentito turbato e percosso dal crescendo invasato che ha saputo confezionare con elementari, ma certo efficaci, trucchi retorici.
Di fronte a questa immagine ho avvertito il segnale inconfondibile della vertigine, il morso che rende materiale la paura e la trasforma in un dolore spesso, consistente, presente in tutta la sua fisicità. E' un colpo micidiale che si abbatte sulle ultime vertebre, quasi al coccige, e che taglia il corpo a metà: le gambe raggelano mentre un'ondata di calore, quasi una lingua di fuoco, sale a divorare i polmoni e a divampare nel cranio. Una frazione di secondo, credo...ma basta a levare ogni vista, respiro, percezione di sè. Mi sono spesso detta che questo non può essere altro che il ricordo della Caduta, la memoria degli angeli feriti impressa nel corpo dei mortali per tutti i tempi a venire.
Ma quella che impugnava quel giornalista non era la spada di Dio. Solo il coltellaccio con cui una moltitudine di idolatri, troppe volte nella storia, ha straziato le carni dei corpi legati alla ruote della tortura, nel buio, quello sì infernale, di tutte le Sante Inquisizioni nelle quali uomini piccoli hanno seviziato i loro fratelli e le loro sorelle "in nome del Padre".
Allora mi sono liberata della paura, ho ricacciato giù la vertigine e ho provato un'intensa pietà per un uomo che con l'inaudita violenza del suo linguaggio ha solo dimostrato di non sapere né comprendere nulla di quella misericordia senza la quale mai alcuno potrebbe credere d'essere fatto "b'Tselem", a Sua immagine e somiglianza.
Dal professionismo meschino di quell'editorialista e dalle tracotanti certezze di chi lo ha incoraggiato a trovare così brutte parole per dire concetti ancora peggiori, nella mia finitezza di donna che di giorno in giorno accetta di "errare atque viam palantis quaerere vitae" io mi difendo con le parole della Lettera ai Corinzi

"...E quand'anche avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e avessi anche tanta fede da trascinare le montagne,
se non ho amore, nulla io sono..."

e ricordandomi che sempre la carità ha da essere al di sopra di tutto, persino della speranza e della fede medesima.
Roberta.


Ed ecco l'editoriale dell'Avvenire del 10/02/09

NON MORTA, MA UCCISA ADESSO PERÒ VOGLIAMO SAPERE TUTTO
Marco Tarquinio
Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e ve­re, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima ve­rità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non sa­remmo cronisti, e non saremmo nem­meno uomini. Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata al­l’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento im­precisato e oscuro del «protocollo», or­ribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare inva­no l’idea di una «competenza di mor­te » messa in campo, a Udine, per por­re fine artificialmente ai suoi giorni. Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha vo­luto e favorito questa tragedia. Per o­gni singola persona che ha contribui­to a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi sen­tenziata, come «già morta» e che mor­ta non era. Chiediamo perdono per o­gnuno di loro, ma anche per noi stes­si. Per non aver saputo parlare e scri­vere più forte. Per essere riusciti a scal­fire solo quando era troppo tardi il mu­ro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha volu­to più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per o­gni singola persona che ha voluto e fa­vorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, sen­za legge e senza giustizia. Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se posso­no, per questo Paese che oggi ci sem­bra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinun­ceranno, forse per paura e per sospet­to, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testi­mone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi di­mostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno far­dello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdoni­no, se possono. Perché Eluana è stata uccisa. Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace spe­ranza, già assediata – se appena guar­diamo nel recinto delle aule parla­mentari – dalle solite cautelose sotti­gliezze, dalle solite sferraglianti pole­miche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete. Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquie­ta. Non ci si risparmi nessuna do­manda, signori giudici. Ci sia traspa­renza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la mi­sura della sopportazione. E si rispon­da presto, si risponda subito, si ri­sponda totalmente. Come è stata uc­cisa Eluana?

ANPI. Comunicato. Comitato Provinciale Milano.

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Comitato Provinciale di Milano, esprime piena solidarietà al Presidente della nostra Repubblica Giorgio Napolitano che ha ritenuto, con ineccepibile motivazione, di preannunciare e motivare il suo diniego alla firma di un decreto legge dell’attuale governo, in forza del quale avrebbe dovuto essere disattesa la sentenza dell’autorità giudiziaria che autorizzava a porre fine alla lunga, drammatica, inumana vicenda di Eluana Englaro e della sua famiglia.
In pari tempo l’ANPI denuncia il comportamento del Presidente del Consiglio e del suo governo che hanno inteso così aprire, prendendo a pretesto la dolorosa questione, un conflitto senza precedenti con la Presidenza della Repubblica.
Ciò costituisce un attacco virulento verso la Costituzione repubblicana, ritenuta un orpello passato di moda, ma soprattutto un vincolo dal quale liberarsi per affermare un agognato e personale strapotere della figura del Presidente del Consiglio su tutta la società italiana.
Ma il vero obiettivo che Berlusconi si prefigge è quello di scardinare l’equilibrio dei tre poteri su cui è fondata la nostra democrazia, legislativo, giudiziario ed esecutivo, con un pericoloso sbilanciamento a favore dell’esecutivo.
A tutto ciò l’ANPI si oppone fermamente, individuando le affermazioni del Presidente del Consiglio come eversive e condannandole pertanto senza possibilità di appello.
L’ANPI offre incondizionata solidarietà e sostegno al Capo dello Stato nella sua funzione di arbitro istituzionale e vigile guardiano della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.
Condanna altresì la proposta del DDL 1360/2008 che vuole equiparare i Partigiani e gli ex deportati ai repubblichini di Salò, conferendo così ai collaborazionisti del nazismo la dignità di combattenti per la libertà, equiparazione non riconosciuta da nessun altro Paese coinvolto in situazioni analoghe nella Seconda Guerra Mondiale.
L’ANPI Provinciale di Milano rivolge pertanto un forte appello a tutti i partiti, le istituzioni e le forze sociali che hanno a cuore le libertà conquistate dalla lotta di Liberazione nazionale a contrastare ed impedire la preoccupante deriva anticostituzionale ed autoritaria in corso.

09 febbraio 2009

Difendiamo la Costituzione


comunicato Comitato Nazionale

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, interpretando il profondo sentire di tutti i combattenti per la Libertà d’Italia e dei giovani che condividono memoria e valori della Resistenza, esprime piena solidarietà con il Presidente della nostra Repubblica Giorgio Napolitano che ha ritenuto, con ineccepibile motivazione, di preannunciare e motivare il suo diniego alla firma di un decreto legge dell’attuale governo, in forza del quale avrebbe dovuto essere disattesa la sentenza dell’autorità giudiziaria che autorizza a porre fine alla lunga, drammatica, inumana vicenda di Eluana Englaro e della sua famiglia.
In pari tempo l’ANPI stigmatizza il comportamento del Presidente del Consiglio e del suo governo che intende aprire sulla dolorosa questione un conflitto senza precedenti con la presidenza della Repubblica, in spregio dei ruoli spettanti alle più alte istituzioni dello Stato che costituiscono fondamento del nostro sistema democratico. La gravità dell’offesa in atto nei confronti dei fondamentali principi della Costituzione induce l’ANPI a rivolgere un forte, appassionato appello, a tutti i partiti, le istituzioni e le forze sociali che hanno a cuore le libertà conquistate dalla lotta di liberazione nazionale, a compiere un eccezionale sforzo per realizzare le intese unitarie che si rendono necessarie per contrastare e impedire la preoccupante deriva anticostituzionale e autoritaria in corso.


Raimondo Ricci Vice Presidente Nazionale Vicario

Presidenza e Segreteria Nazionale ANPI

Una storia dimenticata


Italiani brava gente.?


07 febbraio 2009

La vita ci appartiene.

Pensavamo che tacere fosse la “strada giusta” nella faccenda Englaro, noi dell’ANPI Barona di Milano, pensavamo che il silenzio fosse il miglior antidoto verso parole urlate, ma tra le tante dichiarazioni che sono state rilasciate in queste ore, notavamo con stupore che tutte avevano una caratteristica in comune: sono prive di misericordia.. sono malvagie: in quale altro modo si può definire parole di uomini di chiesa e di potere che con tanta leggerezza parlano di “mano assassina” e di “abominevole assassinio”. E ancora: “Boia”, “omicidio”, “condanna a morte”, “lunga agonia”, “barbarie”, “vero e proprio delitto…” Poi il baratro; ecco che tutto precipita in nome del papa re.. un vortice impietoso, nel nome della ricerca senza alcun remora del potere assoluto; ecco che sopraggiunge il decreto, la bolla papale, la furia del comando io. Le gerarchie ecclesiastiche e le gerarchie politiche della maggioranza che decidono alimentando un fanatismo clericale violento, intollerante e intollerabile, del tutto privo di comprensione e pietà per il dramma che la famiglia Englaro sta vivendo: mai si era vista una simile strumentalizzazione del dolore e della sofferenza, soprattutto da parte di chi pretende di rappresentare il cristianesimo, da parte di chi pretende di rappresentare lo stato laico e democratico. Noi guardavamo con dolorosa partecipazione l’intrusione violenta nella conclusione di un storia di dolore e di privazione di libertà che è durata fin troppo, e pensavamo erroneamente che il silenzio bastasse.. il silenzio che spesso ci sorprendeva davanti alla lapide di un partigiano, davanti al muro di un campo di concentramento, davanti al racconto, alla testimonianza dei nostri vecchi…
No, ora non possiamo tacere, non possiamo aspettare che si usi questa triste vicenda, per i soliti scopi dei soliti noti… di nuovo la nostra carta fondante… la Costituzione viene stracciata, la storia offesa, violentata, con il potere politico che usa la vita e la morte, che passa attraverso i confini dei diritti e della democrazia, che impone la “loro” legge con la violenza, con la violazione della libertà individuale e con l’oltraggio alla Costituzione e al Presidente della Repubblica.
Non possiamo tacere, pensiamo che sia veramente un brutto momento nella storia della nostra Repubblica, chiediamo a tutti voi una presa di posizione forte e decisa, lo chiediamo in primis ai vertici della nostra Associazione, che appare silente e titubante, lo chiediamo a tutti voi che ancora credono in diritti e valori nati nell’Antifascismo… e vi chiediamo.? Non è fascismo questo.? Allora veramente non possiamo altro che aspettarci che la bolla, la scomunica, il rogo, e poi via… nella triste storia della Storia, ci toglieranno lo sciopero, ci toglieranno le manifestazioni, ci toglieranno la ragione dei diritti di tutti e le libertà di ciascuno, e poi arriveranno i tribunali e le leggi speciali.. il carcere, il confine, il campo di concentramento, un patibolo in piazza, una pallottola nella tempia, un poco di gas…?

04 febbraio 2009

la Resistenza in Italia, Francia e Slovenia


Partigiani in ogni quartiere...


Quando i treni arrivavano in orario...


sabato 7/2 gli Antifascisti a Firenze

FUORI I FASCISTI DALLE NOSTRE CITTA’
La crisi economica è sempre più forte e la precarietà ormai generalizzata.
Migliaia di lavoratori muoiono o rimangono invalidi ogni anno in Italia. Il potere d’acquisto delle famiglie è sempre più basso e non si vedono miglioramenti. Il governo, invece di proporre soluzioni concrete ai problemi crescenti, limita sempre di più i diritti dei lavoratori, opera tagli indiscriminati al settore pubblico come nel caso di scuola e Università con la “riforma” Gelmini, attacca gli immigrati e risponde a chi contesta con la repressione: ciò non fa che aumentare il disagio economico e sociale, aumentando la percezione di insicurezza che i ceti popolari vivono sulla propria pelle. È in questo quadro che proliferano gruppi di estrema destra, che, con una propaganda populista e razzista, cercano di fare proseliti fra i giovani e i disoccupati. Pensano di appartenere ad una razza superiore, si sentono i difensori della Tradizione e della cristianità. Rivendicano il fascismo e il nazismo. Il solo linguaggio che conoscono è quello delle cinghie, dei bastoni e delle lame. Per questo massacrano di botte e uccidono ragazzi perché “comunisti” (Dax, Renato, Nicola), o perché gay o immigrati. Stuprano ragazze perché lesbiche. Bruciano centri sociali e sedi di partiti e sindacati di sinistra. Per questo aggrediscono gli studenti e i lavoratori che protestano contro le riforme di destra(come a piazza Navona). I picchiatori nazifascisti sono protetti e sostenuti, in questo loro “lavoro sporco”, dalle forze dell’ordine e da tutte quelle forze politiche, economiche e religiose che per 60 anni sono state al centro di una trama oscura che lega Nato, Stato italiano, fascisti, massoneria, mafia, banchieri e Vaticano che, con la Gladio, le stragi e la strategia della tensione, ha insanguinato e continua ad insanguinare il nostro Paese . Alleanza Nazionale ha provato a sdoganarsi e “ripulirsi” con la fantomatica “svolta” di Fiuggi, nel 1995. Ma sappiamo bene che è tutto falso, che loro sono falsi: da una parte cercano di passare per “persone per bene” in doppiopetto, ormai lontani dalle idee del MSI, mentre dall’altra continuano a propagandare tesi fasciste, revisioniste, e razziste. I giovani di AN di Firenze da anni rivendicano Mussolini, Pavolini e Codreanu, sfilano a braccio teso nelle nostre facoltà, riempiono i muri della città di croci celtiche e ora, grazie a quest’appuntamento organizzato a livello nazionale dalla segreteria del loro Partito, provano a crearsi spazi nuovi, organizzando una squallida sfilata e un concerto “identitario” cioè....fascista, e ripropongono le loro falsità preconfezionate sulle Foibe. Le foibe non possono essere usate strumentalmente dalla destra per riabilitare il fascismo e per presentarsi come le “vittime” del comunismo. Le foibe sono un evento storico che ha come causa profonda la comprensibile reazione della popolazione della Venezia Giulia, della Dalmazia e dell’Istria di origine slava a un ventennio di occupazione militare italiana, e al processo di assimilazione e italianizzazione imposto con la violenza (chiusura delle scuole slovene e croate, divieto dell’uso delle lingue straniere in pubblico, abolizione dell’autonomia culturale, estromissione dalle cariche amministrative), che è costata la vita a migliaia di persone. Il cosiddetto “fascismo di frontiera", come quello proposto oggi da AN, aveva due facce: una di matrice terrorista, e una legalitaria e culturale, e Mussolini era chiaro al riguardo: “Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”
LA STORIA NON SI RISCRIVE.
IERI COME OGGI, NON CONCEDIAMO SPAZIO AI FASCISTI!!!

Antifascisti Sempre - fipviavillamagna27aFirenze

28 gennaio 2009

IPR/ANPI zona 6/Provincia di Milano


Merizzo di Villafranca in Lunigiana.


27 GENNAIO


Voghera - Jacopo Dentici

Erano circa un centinaio gli studenti della sezione classica e socio-psicopedagica del Liceo Galilei che questa mattina (27 gennaio 2009) hanno partecipato, per scelta individuale, all'iniziativa per la Giornata della Memoria proposta dai ragazzi del Collettivo Dentici e approvata dal Comitato Studentesco.
Gli studenti si sono ritrovati al piano terra dell'Istituto, davanti alla parete su cui sono affisse la biografia e le testimonianze riguardanti Jacopo Dentici, lo studente del Liceo Grattoni arrestato per la sua attività di antifascista e resistente, poi deportato e morto nel campo di Gusen. In un'atmosfera di grande silenzio e attenzione, sono stati letti passi di Piero Caleffi, Elie Wiesel, Enzensberger, alternati all'esecuzione di musiche e canti: il canto dei deportati, la ninna nanna yiddish Oyfn Pripetshik e in, chiusura, l'inno della Resistenza dei ghetti di Varsavia e Vilna, "Zog Nit Kain Mol" (Non dire mai).
La mezz'ora dedicata alla memoria di tutte le vittime della Shoah e in ricordo di Jacopo Dentici si chiusa con un lungo, sentito, applauso.
Non ci sono stati interventi da parte dei docenti, né della dirigente, che durante la commemorazione era presente nella sede di Via Don Minzoni.

I ragazzi e le ragazze del Collettivo Studentesco Jacopo Dentici - ANPI Voghera

23 gennaio 2009

22 gennaio 2009

Giornata della Memoria - Comitato Antifascista




la CONTA due.


La CONTA uno.


Conchetta. Archivio Primo Moroni

Riceviamo e immediatamente portiamo alla vostra conoscenza:
L'ANPI sezione Barona, esprime rammarico, disappunto e perplessità per questa operazione di "polizia"
Solidarietà ed adesione ai compagni del Conchetta e dell'Archivio Primo Moroni.

Stamattina, il comune di Milano, con l'ausilio della polizia di Stato, ha compiuto un nuovo passo verso "la normalità" e la "legalità".
Alle 7 del mattino hanno sgomberato lo storico centro sociale Conchetta, che contiene, tra l'altro, la biblioteca di Primo Moroni.
E' un ulteriore passo verso la città senza anima, disgregata e tutta nelle mani del commercio e del mercato, in cui sono solo tollerate quelle attività che producono profitto e che, preferibilmente, siamo standardizzate, acquiscienti verso l'ordine costituito, silenziose e profittevoli.
Fa niente se Milano è una delle città con la maggior concentrazione mafiosa, fa niente se Milano è la città dei consulenti d'oro, pagati fino a 400.000 Euro all'anno per dare consigli al sindaco moratti. Per De Corato e il Comune di Milano, il problema è Conchetta. Ma non solo. Anche Pergola e Torricelli. Che in queste settimane sono "in chiusura".
L'ultimo colpo andrà al Leoncavallo, sotto sgombero da un anno e sempre a rischio "colpo di Polizia".
Milano ha bisogno di quei luoghi, non solo luoghi storici, ma anche spazi di aggregazione e di produzione culturale, per tutti coloro che non si accontantano della milano da bere, della milano bene, della Milano alla cocaina, o della Milano "produttiva".
Luca Gibillini

Quanto accaduto stamattina in via Conchetta è di una gravità inaudita e sintomo del veloce degrado civile e morale che sta investendo la nostra città. Stamattina la forza pubblica è stata messa al servizio non della legge e dell'ordine pubblico, bensì degli interessi di una parte politica e soprattutto di quelli personali dell'On. De Corato.
Le forze di polizia hanno blindato militarmente intere vie per sgomberare lo storico centro sociale Cox 18, senza alcun preavviso e senza autorizzazione del magistratura, nonostante sulla vicenda sia in corso una causa civile, ma unicamente in base ai desiderata del Comune di Milano. Talmente dubbia era la legittimità dell'intervento che alla fine la situazione è stata "congelata", cioè le chiavi tornano sì in mano al Comune, ma nulla di quanto è dentro il centro sociale verrà toccato e portato via, in attesa che il giudice decida.
Capiamo senz'altro che l'On. De Corato non si accontenti più di fare soltanto il parlamentare e il vicesindaco, ma che voglia essere anche il candidato del Pdl alle prossime elezioni provinciali, al posto di Podestà. E conosciamo purtroppo bene anche la sua visione politica e amministrativa, ridotta a una sorta di guerra permanente contro tutta quella parte di città che lui ritiene politicamente, culturalmente o socialmente sua nemica.
Ma arrivare, come ora, al punto che i responsabili dell'ordine pubblico a Milano mettano al servizio degli interessi politici e personali di De Corato le forze dell'ordine ci pare indecente, inaccettabile e irresponsabile.
E così, mentre non si lesinano mezzi e uomini per sgomberare un centro sociale che non dà fastidio a nessuno e che ospita una libreria e gli archivi di Primo Moroni, facendolo per giunta mentre è in corso un processo, regna invece la più totale indifferenza nei confronti di luoghi di delinquenza politica, come "Cuore Nero", che guarda a caso godono della tolleranza di De Corato e del suo partito.
Tale spudorato uso della forza pubblica per assecondare interessi politici di parte è forse il segno più tangibile della situazione fosca che si sta creando a Milano. E riteniamo che sia giunto il momento che in città, almeno da parte chi non vuole rassegnarsi o scappare altrove, si apra una riflessione molto seria su come iniziare a contrastare con intelligenza, determinazione ed efficacia questo sempre più disinvolto scippo della nostra libertà e dei nostri diritti.
www.lucianomuhlbauer.it

17 gennaio 2009

Ciascuno faccia qualcosa.!

A.N.P.I. A S S O C I A Z I O N E. N A Z I O N A L E. P A R T I G I A N I. D ’ I T A L I A
Comitato Nazionale.

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Mettere subito fine alla guerra
Il Conflitto medio-orientale si fa sempre più drammatico. L’ANPI, in coerenza con le sue sistematiche prese di posizione, chiede vigorosamente che si metta fine alla violenza da ambo le parti, che cessi il fuoco, che si giunga subito ad una tregua e quindi ad un accordo di pace che riconosca finalmente il diritto del popolo palestinese alla propria sovranità e allo Stato di Israele alla propria sicurezza. Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta? La guerra deve essere fermata ora. Non c’è più tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti. E’ venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell’Italia, della comunità internazionale e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo. Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali, media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: “ciascuno faccia qualcosa!”

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Monumento ai Deportati Parco Nord


14 gennaio 2009

LEONCAVALLO giornata della memoria

SUONI DELLA MEMORIA 2009
Milano, Leoncavallo SPA
Via Watteau 5

24 gennaio (dalle 18,30)
Tete de Bois
Marco Rovelli Libertaria
Andrea Labanca
Bebo Storti “Mai morti”

25 gennaio (dalle 18,30)
Daniele Biacchessi e Michele Fusiello “Punto Zero, frammenti di underground americano”
Gaetano Liguori accompagna Gianni Biondillo e Giulio Cavalli
Daniele Biacchessi, Marino e Sandro Severini dei Gang “Il paese della vergogna”
Marco Rovelli
Ulderico Pesce

07 gennaio 2009

Non possiamo dimenticare...


A.N.P.I. A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E P A R T I G I A N I D ’ I T A L I A
COMITATO NAZIONALE

Un “Ordine del Tricolore” che disordina la storia e le radici della Repubblica
Col disegno di legge n. 1360 la maggioranza parlamentare pretende di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò con un istituendo Ordine del Tricolore. La relazione che accompagna il disegno di legge sostiene infatti “la pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente”. Analoga operazione fu già tentata dalla destra nelle precedenti legislature, ma venne respinta: ora tenta un gravissimo colpo di forza. L’ANPI e tutte le forze politiche, sociali, culturali che si richiamano all’antifascismo e ai valori della Resistenza sanciti nella Costituzione della Repubblica non possono che opporsi al disegno di legge attualmente in discussione nella Commissione Difesa della Camera. Intendiamo denunciare questo ennesimo tentativo di sovvertire la nostra storia e le radici stesse della nostra Repubblica in una conferenza pubblica che si terrà a Roma martedì 13 gennaio, alle ore 16, alla Camera dei Deputati - Sala del Cenacolo (Vicolo Valdina, 3/a). Interverranno: Giuliano Vassalli, Claudio Pavone, Marina Sereni, Raimondo Ricci e Armando Cossutta.

Cade la neve.. sulla nostre lapidi.. sulle teste canute dei nostri Partigiani... un fiocco di neve scende sul cuore di tutti noi... non possiamo dimenticare, non possiamo far coprire per sempre la nostra idea di Libertà, Antifascismo, Resistenza...
Vi trascriviamo un breve stralcio del discorso di Don Gianfranco Bottoni al campo della Gloria di Milano nel novembre 2007.
.
...."La casa è di tutti se nessuno se ne appropria, come invece aveva fatto il fascismo e ancora potrebbe fare sotto mutate spoglie. Ma, in una società pluralista, la casa non sarebbe più di tutti neppure qualora, per tentare di risolvere problemi ancora aperti dell’unità nazionale o per guarire ferite non sanate nel nostro paese, si cadesse nella tentazione di sostituire alla “pietas” civile, che deve distinguere tra morti e morti, quella specifica di una fede particolare. Di nessuna fede. Lo dico pensando alla stessa mia fede di cristiano. Certamente in nome di questa posso essere spinto a considerare i morti tutti uguali davanti a Dio e a metterli, nella mia coscienza interiore e personale, gli uni accanto agli altri. Ma questo non mi sottrae dal senso della cittadinanza che condivido con più e diverse sensibilità nella “comune” città terrena, nella quale e per la quale non metterò mai sullo stesso piano né troverei accettabile l’idea di seppellire o di onorare gli uni accanto agli altri i caduti sugli opposti fronti della guerra di liberazione nazionale. Che gli uni e non gli altri siano sepolti e onorati in questo Campo della Gloria non è conseguenza delle ragioni di forza di cui disponevano i vincitori sui vinti. È invece la civica “pietas” ad esigerlo, perché la città libera e democratica ha tra i suoi padri soltanto coloro che hanno scelto di combattere per liberarla e restituirla alla sovranità popolare. Né qui né in altro luogo della nostra città, medaglia d’oro della Resistenza, il pur apprezzabile desiderio di promuovere la riconciliazione nazionale dovrà portarci a mettere tutti i morti sullo stesso piano, cadendo in una sorta di “relativismo della memoria”."...

03 gennaio 2009

Assemblea Annuale ANPI Barona

A tutti gli iscritti.
A tutti i partiti, organismi, sindacati, circoli e associazioni Zona 6 Milano.

INVITO ALL’ASSEMBLEA ANNUALE DEGLI ISCRITTI ALLA SEZIONE ANPI Barona
DOMENICA 18 GENNAIO 2009 ORE 09.30
Presso la COOP. BARONA – E. SATTA – Via MODICA 8 - MILANO

L’assemblea degli iscritti come da statuto costituisce un momento importante non solo per un bilancio ed un giudizio sulle iniziative svolte nel corso dell’anno passato, ma soprattutto per una riflessione sull’ attualità politica nazionale e della nostra zona, e sulle conseguenti iniziative della nostra associazione da sempre “ente morale”.

Programma dei lavori:
Saluti ed Apertura assemblea
nomina del presidente dell’assemblea
relazione del presidente della sez. Ivano Tajetti
relazione e approvazione di Bilancio
discussione sulle iniziative 2008, sviluppi e progetti.
proposte ed iniziative 2009, “una nuova stagione dell’ANPI”
saluti e interventi convenuti
consegna attestati 2008
elezione rappresentanti conferenza organizzativa Provinciale
elezione nuovo comitato Direttivo
conclusioni del rappresentante dell’ANPI provinciale

Certi di poter contare sulla tua presenza, visto l’importanza delle tematiche. Siamo convinti che la nostra sezione da sempre all’avanguardia nei cambiamenti societari e organizzativi sia pronta a porsi in prima fila, nella difesa dei valori della Resistenza; la salvaguardia dei principi sanciti nella Costituzione della Repubblica; e la vigilanza continua contro ogni forma di razzismo, di emarginazione e fascismo. Garantendo la reale efficienza e il funzionamento democratico strutturale associativo con la coerenza e l’impegno politico di tutti noi.

30 dicembre 2008

Opposizione alla parificazione dei "repubblichini di Salò" con i Partigiani ed i Deportati.

Cari compagni, si è aperta alla Camera dei Deputati la discussione sul disegno di legge n. 1360. Esso prevede (pretende) di equiparare partigiani, militari e deportati ai repubblichini di Salò, a proposito della assegnazione di un istituendo Ordine del Tricolore.
L’articolo 2 di tale disegno di legge così recita: “L’onorificenza è conferita a coloro che hanno prestato servizio militare, per almeno sei mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e invalidi, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, ai combattenti della guerra 1940-1945, ai mutilati ed invalidi della guerra 1940-1945 titolari di pensione di guerra e agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento di prigionia,
nonché ai combattenti nelle formazioni dell’esercito nazionale repubblicano durante il biennio 1943-’45”.
La relazione che accompagna il disegno di legge sostiene “la pari dignità di una partecipazione al conflitto di molti combattenti, giovani e meno giovani, cresciuti nella temperie culturale guerriera e imperiale del ventennio, che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente”.
L’ANPI e tutte le forze politiche, sociali, culturali che si richiamano all’antifascismo e ai valori della Resistenza sanciti nella Costituzione della Repubblica non possono che respingere il disegno di legge attualmente in discussione nella Commissione Difesa della Camera.
L’ANPI intende illustrare e motivare le ragioni storiche, politiche e giuridiche di tale generale contrarietà in una conferenza pubblica che si terrà martedì 13 gennaio, alle ore 16, nella Sala del Cenacolo in Roma (Vicolo Valdina, 3/a).
Data l’importanza della nostra iniziativa rispetto alla gravità della pretesa della maggioranza parlamentare invitiamo i Comitati Provinciali dell’Associazione ad essere presenti con loro rappresentanti.
Confidando sul vostro impegno vi inviamo i saluti e gli auguri più cordiali.

LA SEGRETERIA NAZIONALE DELL’ANPI

10 dicembre 2008

Premio Letterario Sofia

DODICESIMA EDIZIONE - Un’esperienza di lettura

Sofia Brugnatelli ci ha lasciati nel corso di una triste primavera a soli 17 anni. La sua vita è stata animata da una grandissima passione: scrivere. Questa sua passione non nasceva da una pura e semplice sete di espressione personale ma scaturiva in modo del tutto naturale dall’altra grande fonte di gioia che ha colorato molte delle sue giornate: la lettura. Leggere e scrivere. Queste due attività erano per Sofia le facce di una sola medaglia; da un lato la lettura le permetteva di entrare nel mondo affascinante e inesauribile dell’immaginazione, dall’altro la scrittura era il momento in cui modelli, idee e stimoli incontrati sulle pagine dei libri venivano messi al servizio delle sue esperienze personali, della sua fantasia. Per Sofia, insomma, la cultura non rappresentava un qualcosa di sacro e pedante cui accostarsi con reverenza e con un’adesione puramente intellettuale: i libri costituivano un tesoro ricchissimo, un’occasione di divertimento, di riflessione, di crescita individuale pienamente in sintonia con il resto della propria vita. Un’emozione per Sofia

Per ricordare Sofia Brugnatelli, la sua curiosità intellettuale e umana, la sua gioiosa e intelligente avventura di lettrice e scrittrice, il Comitato per Sofia bandisce per l'anno scolastico 2008/2009 la XII Edizione del Premio Letterario Sofia, patrocinato dalla Provincia di Milano

1. Il concorso, riservato agli studenti degli Istituti Superiori di Milano e provincia, prevede la stesura di un testo non superiore alle tre pagine sul tema: “Un’esperienza di lettura”. Con questo si intende la rielaborazione personale di tutto ciò che la "lettura" di una qualsiasi opera dell'ingegno umano ha in te suscitato: uno sguardo sulle luci e le ombre del contradditorio mondo che ti circonda. Viene lasciata la massima libertà nella scelta della forma letteraria.
2. La giuria di quest’anno è composta da: Maria Pace Ottieri, scrittrice e giornalista - Gaetano Liguori, musicista - Daniele Biacchessi, giornalista, autore, regista e interprete di teatro civile
3. Le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 15 aprile 2009 a scelta in uno dei due modi: a) al nuovo indirizzo del Comitato per Sofia, Via Giotto, 24 - 20145 Milano, b) in formato elettronico all’indirizzo e-mail :

concorso@premiosofia.it , corredate in entrambi i casi dei dati personali del partecipante (nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico dell’abitazione e nome della scuola frequentata). Questi dati saranno utilizzati esclusivamente al fine della realizzazione del Premio stesso; l’invio delle opere e dei dati - previa lettura dell'informativa sulla privacy - costituisce consenso al loro utilizzo.Per i lavori su carta realizzati tramite supporto informatico è gradito l’invio del cd.
4. I testi ricevuti non saranno restituiti ma potranno essere raccolti in una dispensa offerta a tutti i partecipanti ed eventualmente pubblicati. La raccolta degli elaborati e i nomi dei premiati saranno inseriti sul sito www.premiosofia.it. L'adesione al bando costituirà consenso alla pubblicazione e alla diffusione degli stessi.
5. Il premio per il vincitore ammonta a € 500 (cinquecento euro). Anche quest'anno verrà assegnato un riconoscimento particolare da parte dell'ANPI Barona agli scritti ispirati ai temi della memoria, della Resistenza e della difesa della libertà.
6.
La premiazione avrà luogo lunedì 8 giugno 2009 allo Spazio Oberdan della Provincia di Milano in viale Vittorio Veneto 2 - 20121 Milano [MM1 – Porta Venezia]
Per ulteriori informazioni: Comitato per Sofia - Tel 339.42.69.373 -
info@premiosofia.it http://www.premiosofia.it/

07 dicembre 2008

06 dicembre 2008

Borsa di Studio - Giovanni Pesce.


La Provincia di Milano, Assessorato all’Istruzione ed Edilizia scolastica, in collaborazione con l’Anpi della zona 3 indice una Borsa di Studio in memoria di Giovanni Pesce, Medaglia d'Oro al valor militare della Resistenza e simbolo dei più alti valori della Lotta di Liberazione.
a chi è rivolto
La Borsa di Studio è rivolta a tutti gli studenti frequentanti, nell’anno scolastico 2008/2009, gli ultimi due anni delle scuole superiori statali di Milano e provincia.
iscrizione
Gli studenti che intendono partecipare alla Borsa di Studio devono formulare la loro adesione inviando una lettera alla Segreteria Organizzativa entro il 30 gennaio 2009.
modalità di partecipazione
La partecipazione alla Borsa di Studio prevede la realizzazione da parte dello studente di uno scritto (20 cartelle di 25 righe ciascuna), di un filmato (video, dvd della durata di min 8 max 10 minuti, formati AVI, mpeg o mov) o di un sito internet.
Tema: “Giovanni Pesce, Medaglia d'Oro al valor militare della Resistenza: la vita nel contesto in cui è vissuto: guerra civile spagnola, seconda guerra mondiale, Resistenza.
Ogni studente potrà presentare un solo elaborato.
L’elaborato dovrà essere inviato alla Segreteria Organizzativa entro il 31 marzo 2009.
entità del premio
La “Borsa di Studio Giovanni Pesce” dà diritto
Al vincitore della categoria “scritti”: ad una Targa della Provincia di Milano e una somma di Euro 700,00 erogata dall’Anpi Lambrate Ortica come contributo agli studi universitari.
Al vincitore della categoria “filmati”:ad una Targa della Provincia di Milano e una somma di Euro 700,00 erogata dall’Anpi Lambrate Ortica come contributo agli studi universitari.
Al vincitore della categoria “siti web”:ad una Targa della Provincia di Milano e una somma di Euro 700,00 erogata dall’Anpi Lambrate Ortica come contributo agli studi universitari.
valutazione degli elaborati
Gli elaborati verranno valutati da un’apposita Giuria composta da :
- Prof. Borgomaneri, Storico;
- Prof. Franco della Peruta, Storico;
- Nori Brambilla Pesce, moglie di Giovanni Pesce “Medaglia d’oro di benemerenza civica”;
- Titti Benvenuto, Presidente Anpi Lambrate Ortica;
- Prof. Giansandro Barzaghi, Assessore all’istruzione ed edilizia scolastica
della Provincia di Milano, o un suo delegato;
Entro il 30 aprile 2009 la Giuria decreterà i vincitori.
assegnazione della “Borsa di Studio Giovanni Pesce”
La “Borsa di Studio Giovanni Pesce” verrà assegnata in occasione della chiusura dell’anno accademico (prevedibilmente nel mese di giugno 2009).
comunicazione ai vincitori
I vincitori verranno avvertiti dell’esito con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Le opere dei vincitori verranno pubblicate sul sito
www.anpiortica.it. e sul sito: http://www.provincia.mi.it/scuola/
Segreteria Organizzativa:
Titti Benvenuto, Anpi Lambrate Ortica, Via S. Faustino 5, 20134 Milano
tel. 348 7039789
Informazioni:
Provincia di Milano, Settore Istruzione, Via Petrarca 20, Milano
Tel. 02-7740 4736 (Sig.ra Maria A. Ripoli)

29 novembre 2008

12 dicembre 2008

Arci Metromondo -Via Ettore Ponti, 40 Milano
metromondo@tin.it - www.metromondo.it - 0289159168
Venerdi 12 dicembre 2008
serata organizzata in collaborazione con la sezione ANPI Barona. Milano.
in memoria del 40° delle lotte del 68 e del 39° anniversario della strage di P.za Fontana.
Ore 20.30, Cena (su prenotazione, anche via e-mail);
ore 22.15 Concerto di CORO INGRATO - Vento del ’68
E’ l’ultimo dei Cd prodotti da Cant’aia ma non certo il meno importante. Curato da Antonio Catacchio raccoglie il meglio che i movimenti del ’68 e i cantautori politici dell’epoca hanno saputo proporre. Una carrellata di canzoni di lotta che hanno accompagnato la gioventù di quegli anni e che hanno creato, all’interno dei partiti della sinistra e dei mille rivoli dei movimenti così detti “rivoluzionari”, momenti di tensioni, scontri e confronti. Un “parto” difficile per il Coro Ingrato che ancora oggi, a distanza di 40 anni da quella esperienza, ha visto alcuni dei suoi componenti, proprio come allora, scontrarsi e confrontarsi su temi e questioni sociali ancora oggi irrisolti e drammaticamente vivi nella nostra società. Quindi un documento ancora pulsante di passioni e di rabbia.
SI INVITANO GENITORI E FIGLI DEL 68 E DELL’ “ONDA” STUDENTESCA DI QUESTO PERIODO A PARTECIPARE...
Serata con cena 13.00 euro; solo ingresso 4.00 euro

A trentanove anni dalla strage di Piazza Fontana

Sono passati 39 anni da quel 12 dicembre 1969 in Piazza Fontana.
Sono passati 39 anni da quella tremenda strage all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura,che provocò 17 morti e 84 feriti.,di cui furono responsabili le Organizzazioni della destra eversiva,come è dimostrato storicamente e processualmente.
Sono passati 39 anni da quel tentativo di cancellare libertà e democrazia faticosamente raggiunte, di trascinare il nostro Paese in una stagione di trame eversive e di svolte pericolosamente autoritarie: un criminale progetto bloccato grazie alla continua mobilitazione di tutte le forze democratiche, al continuo impegno dei familiari delle vittime, alla continua solidarietà dei cittadini milanesi.
Sono passati 39 anni, ma la città di Milano non ha dimenticato e non dimentica, non solo perché intende testimoniare l’adesione ai valori di libertà e democrazia, ma anche perché vuole consentire alle nuove generazioni di conoscere il significato di quella strage avvenuta a Milano, ma che ha tragicamente segnato l’Italia intera.
Per questo ribadiamo la necessità e l’esigenza di avere al più presto a Milano, (peraltro già attive in altre città italiane) una Casa della Memoria come luogo in cui custodire e tenere viva la storia.
Sono passati 39 anni e giustizia non è stata fatta, nonostante il riconoscimento, da parte dei giudici, delle responsabilità delle organizzazioni della destra eversiva nella strage.
Sono passati 39 anni e ancora una volta rivolgiamo un appello alla città affinché partecipi alle celebrazioni ufficiali del 12 dicembre per riaffermare quei valori che sono il fondamento della nostra convivenza civile, della democrazia e della Costituzione.

PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI
DEL 12 DICEMBRE 2008

ore 16.30 – 16.40
sospensione delle attività cittadine
ore 16.37
in Piazza Fontana:
cerimonia in memoria delle vittime della strage
con deposizione delle corone alla lapide
che le ricorda.
ore 17.30
in Piazza della Scala:
concentramento dei partecipanti al corteo
che muoverà con i Familiari delle Vittime, le Associazioni della Resistenza, le istituzioni,
i Sindacati, i Partiti, le Associazioni, i cittadini.
ore 18.00
In Piazza Fontana
Comizio conclusivo

COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA
CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL’ ORDINE REPUBBLICANO
ANPI – FIAP - FIVL - ANPPIA - ANED - ANEI
PD - SD - PRC – SDI - PDCI
CGIL - CISL - UIL - ACLI -CENTRO PUECHER
ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME STRAGE PIAZZA FONTANA

23 novembre 2008

Trieste 5/8 dicembre


comitato ANTIFASCISTA zona 8 Mi.


ANPI "Fulvio Formenti" Buccinasco

COMUNICATO STAMPA.

A seguito della decisione del Sindaco Loris Cereda e dell’assessore alla cultura Mario Arrigoni del Comune di Buccinasco di organizzare per il 27 novembre 2008 un convegno su “l’attualità del pensiero di Julius Evola”, nella stessa sede della cascina Robbiolo e nella stessa data in cui era stata programmata da oltre un mese l’ultima lezione sul neofascismo e le nuove frontiere del pensiero razzista organizzata dall’A.N.P.I.,
la sezione “Fulvio Formenti” dell’A.N.P.I. di Buccinasco, nel ricordare come Julius Evola abbia:
· rappresentato la figura principale di riferimento per il neofascismo italiano del dopoguerra e per larga parte della destra radicale contemporanea;
· elaborato una teoria razzista incentrata su tre livelli (razzismo del corpo, dell’anima e dello spirito) andando al di là della “semplice” teoria nazista del razzismo biologico;
· approvato il progetto eugenetico della Germania hitleriana, con l’eliminazione di oltre 80 mila portatori di handicap e malati mentali, per «impedire che un’eredità guasta si trasmetta in altre generazioni», come scrisse egli stesso;
CONDANNA
la decisione dell’Amministrazione Comunale, quale istituzione democratica,
di promuovere e sponsorizzare una iniziativa tesa alla riabilitazione della figura di tale “pensatore”;
DENUNCIA
per quanto illustrato, l’intento marcatamente provocatorio del Sindaco e dell’assessore alla cultura nei confronti dell’ A.N.P.I., con lo scopo di limitarne o ridurne l’agibilità politica, costringendo la stessa, per l’alto senso di responsabilità che la contraddistingue, a spostare la propria iniziativa al 26/11/08 ore 21,00 presso la Cascina Robbiolo (Buccinasco);
EVIDENZIA
l’irresponsabilità di detti Amministratori Pubblici nell’aver organizzato tale iniziativa in concomitanza (stesso luogo, data e ora) con l’iniziativa antifascista organizzata già
da tempo dall’A.N.P.I. presso una sede comunale e quindi inequivocabilmente a conoscenza da parte dell’Amministrazione Comunale;
RITIENE
sin d’ora, per quanto suddetto, RESPONSABILI MORALI il Sindaco e l’Assessore alla cultura, di eventuali aggressioni fisiche e/o verbali che si dovessero verificare a danno di persone che, ignari dello spostamento dell’iniziativa dell’ A.N.P.I., si dovessero recare in Cascina Robbiolo il 27/11/2008, data in cui si svolgerà unicamente il convegno organizzato dall’Amministrazione Comunale sul pensiero di Julius Evola;
AUSPICA
l’annullamento, da parte dell’Amministrazione Comunale, del convegno sul pensiero di Julius Evola che oltretutto verrebbe a svolgersi nel 70° anniversario della promulgazione delle leggi razziali italiane;
INVITA
tutti i cittadini, le associazioni e i partiti democratici a partecipare al presidio organizzato dall’A.N.P.I.
per il 26 Novembre 2008, ore 18,00, avanti il Municipio di Buccinasco di via Roma, per manifestare il proprio dissenso e la propria indignazione.

A.N.P.I. di Buccinasco
Sezione “Fulvio Formenti”

ADERISCONO:
A.N.P.I. Lombardia, A.N.P.I. Cesano Boscone, A.N.P.I. Corsico, A.N.P.I. Trezzano,
coordinamento A.N.P.I. zona 6. Milano.
Rete antirazzista Sud-Ovest Milano, Associazione Paliacate Chiapas, Associazione Culturale Liberamente, Vivere Assago,
Ballardini Dario Assessore Politiche Ambientali e Giovanili di Corsico,
Pascarella Rosario Assessore Area sociale – casa,
Sinistra Critica - Sud-Ovest Milano, Partito della Rifondazione Comunista - Corsico, Partito dei Comunisti Italiani - Sud-Ovest Milano, Lista Uniti per Buccinasco (Verdi e Italia dei Valori), Partito Democratico - Assago, Sinistra Critica - Milano, Partito della Rifondazione Comunista – Federazione milanese,
Partito Democratico - Trezzano,

Collettivo Studentesco "Jacopo Dentici"

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA - sezione di Voghera
Collettivo Studentesco “Jacopo Dentici”
Voghera, 19 novembre 2008


"Anna non c'è, è andata via. L'hanno trovata a casa sua, nella soffitta di Amsterdam, ora è sul treno per Buchenwald". Se a qualcuno fosse sfuggito, l’Anna di cui si parla è ANNA FRANK. Temiamo che questi nostri tempi stiano velocemente e davvero diventando troppo bui, dato che ci condannano a leggere simili infamie. Non facciamoci illusioni: questa variazione antisemita sul tema di una famosa canzone di Neck (Laura non c’è) non è un esempio isolato: chi l’ha riscritta e la esegue di prodezze simili ne ha molte altre in repertorio e recentemente le ha sparate tutte su you-tube, per la gioia di fascio-nazisti grandi e piccini. Lo stile è macabro, ma d’altronde non ci si può aspettare altro da un gruppo che si firma 99 Fosse (facendo il verso ai più noti colleghi dei centri sociali napoletani e senza mancare di tributare un bel pernacchio alle vittime delle Ardeatine). Che nessuno si azzardi: queste non sono ragazzate, non si tratta di libere opinioni. Qui siamo in presenza di atti criminali che non meritano derubricazione alcuna. In Italia è tuttora vigente il reato di apologia di fascismo e l’istigazione all’odio razziale è punibile in base alle disposizioni della legge Scelba-Mancino. In poche settimane abbiamo assistito ad una inquietante escalation che non può che confermare un ritorno alla violenza di tipo squadrista da parte di giovani appartenenti ad organizzazioni dell’estrema destra. Alla magistratura e alle forze dell’ordine spettano le indagini, l’individuazione dei singoli responsabili, la prevenzione e la repressione di simili condotte criminali. Ma anche a ciascuno di noi compete una reazione, composta ma inflessibile. Perché una comunità che voglia continuare a definirsi civile deve debellare sul nascere i germi di questa recidiva infezione. Ricordate che questo è stato. Ci sono state comandate queste parole. Nessuno, dopo Auschwitz, potrà più dire di non aver capito in tempo, di non aver saputo.
"O gli si sfaccia la casa,
La malattia lo impedisca,
I nuovi nati torcano il viso da lui."

Le ragazze e i ragazzi del Collettivo Studentesco “Jacopo Dentici” dell’ANPI di Voghera

16 novembre 2008

"Partigiano" e lo pestano a sangue.

Di Carlo Gulotta da Repubblica on line. http://www.repubblica.it/index.html

BASTA poco, anche nella sonnacchiosa Bologna, per essere etichettati come "comunisti" e "partigiani" e meritare per questo gli insulti e un violentissimo pestaggio. Possono bastare i jeans strappati, una chitarra in spalla, un tamburo. Simboli di un "nemico". E se dall´altra parte c´è una squadraccia di naziskin, teste vuote e rasate, alcol a fiumi nello stomaco, tanta rabbia e abbigliamento d´ordinanza - anfibi, bomber e tatuaggi - guai a rispondere «I partigiani? Bisognerebbe ringraziarli, hanno liberato l´Italia». Per aver risposto così, uno studente calabrese di ingegneria di 34 anni prossimo alla laurea, per gli aggressori uno sconosciuto, uno che per giunta non ha mai fatto attività politica in vita sua, è stato insultato e pestato a sangue la notte scorsa da un gruppo di giovani aderenti a Forza Nuova in piazza della Mercanzia. Preso a calci anche un amico che ha cercato di sottrarlo alla furia.I picchiatori sono stati individuati e arrestati dalla polizia pochi istanti dopo: sono Luigi Guerzoni, 33 anni, bolognese, secondo la Digos responsabile provinciale per i giovani di Forza Nuova, Vincenzo Gerardi, 26, detto "Miccia", border-line fra la formazione di ultradestra e i gruppi skinhead come Alessandro Malaguti, 20 anni, di Persiceto, anche lui in manette, e Gunther Xavier Latiano, 25, pugliese, domiciliato a Bologna, anche lui attivista della formazione neofascista di Roberto Fiore. Malaguti e Guerzoni suonano nella band "Legittima Offesa" protagonista del film "Nazirock", gruppo "nazionalista e anticomunista" (così sta scritto sul loro sito) amatissimo dai ragazzi della destra radicale.In questura, almeno due di loro sono conosciutissimi: Guerzoni ha precedenti per armi, lesioni, episodi di discriminazione razziale e detenzione di materiale esplodente, Gerardi per danneggiamento e associazione a delinquere; entrambi l´estate scorsa erano finiti nell´inchiesta della pm Plazzi su una serie di pestaggi e aggressioni a immigrati e omosessuali. Una banda di picchiatori e razzisti, insomma. Una squadraccia "organica" a Forza Nuova, secondo gli inquirenti. L´altra notte, quando sono stati bloccati in via Ugo Bassi dopo il pestaggio (Latiano è stato preso per primo, in una pizzeria da asporto sotto le Due Torri) con loro c´era anche una ragazza, rilasciata ieri a fine giornata perché ritenuta estranea all´aggressione. Ma davanti al bar in piazza della Mercanzia, prima della "punizione contro i nemici", l´altra sera c´erano almeno altre tre o quattro persone. La polizia li sta cercando.Il racconto di "Franco", ricoverato al Maggiore col naso e la mascella rotti, un dente saltato via per i calci presi anche quando era già a terra e gli occhi chiusi dai lividi, è un film dell´orrore. «Io e i miei amici tornavamo da una festa di laurea. Verso le tre e mezza, quando siamo arrivati in piazza della Mercanzia, davanti a un bar sotto il portico siamo stati insultati da un gruppo di ragazzi con le teste rasate. No, mai visti prima. Ci hanno urlato contro "Comunisti di m. partigiani del c.". Probabilmente solo perché non eravamo vestiti come loro e avevamo gli strumenti musicali. Per evitare lo scontro ci siamo spostati sull´altro lato della strada. Ma quando ho sentito quell´insulto sui partigiani, beh, ho risposto. Ho detto che di loro bisogna essere fieri perché hanno liberato l´Italia. A quel punto ci hanno lanciato contro delle bottiglie e gli sgabelli del bar, sembravano delle belve. Mi sono saltati addosso tutti assieme, continuavano a pestare, una violenza inaudita».Un amico di "Franco", nel tentativo di sottrarlo al pestaggio, è stato ferito in modo lieve. E´ andata assai peggio allo studente di Ingegneria: i medici, per ridurre i danni alla mascella, forse dovranno operarlo. «Sono belve - s´infuria la sorella - hanno picchiato degli sconosciuti perché a loro, probabilmente, sono sembrati dei "compagni". Ma che vita è mai questa, se per evitare rischi uno è costretto a mimetizzarsi fra la folla?».
.

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