
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI Barona Milano.
13 agosto 2009
12 agosto 2009
11 agosto 2009
ANPI Giaveno - Valsangonevia
"Fate che il loro sacrificio non sia vano"Ti invito ad una manifestazione che organizziamo, di concerto con l'amministrazione comunale, nella speranza che, oltre a rivederci, tu possa estendere ad altri la partecipazione cogliendo l'occasione per farne momento comune d'impegno civile per rafforzare e cementare la sensibilità collettiva sui valori della Resistenza.
Al termine di alcune giornate di scorribande nella nostra valle, alle ore 21 del 17 agosto 1944 i nazifascisti, in segno di spregio e di terrore, impiccarono al balcone dell'albergo Centrale in viale Regina Elena a Giaveno il diciannovenne partigiano torinese Giorgio Baraldi, il venticinquenne partigiano torinese Felice Cordero marchese di Pamparato, più noto col nome di battaglia Campana, comandante della banda partigiana che da lui prese nome, medaglia d'oro della Resistenza, il diciannovenne partigiano Vitale Cordin di Villar Pellice, medaglia di bronzo della Resistenza, e il ventitreenne partigiano Giovanni Vigna di Bobbio Pellice.
Nello stesso giorno, in piazza ad Orbassano, suo paese di residenza, i nazifascisti impiccarono anche il diciannovenne partigiano Giulio Corino. Nel 65° anniversario, alle ore 11 del prossimo lunedì 17 agosto ci troveremo dinanzi alla lapide che in viale Regina Elena a Giaveno ricorda questo episodio affinchè la loro morte serva a ricordarci chi volle impegnare tutto se stesso per dare al nostro Paese un futuro di civiltà e di democrazia e ricordare a noi stessi che la civiltà che da essi ci è stata affidata, necessita del nostro costante impegno per realizzare appieno la democrazia, la giustizia, la pace e la libertà su cui si fonda la nostra Costituzione.
Sono graditi gonfaloni e rappresentanze ufficiali.
Mauro Sonzini ANPI Giaveno-Valsangonevia al Castello 13 - 10050 Coazze (TO) cell.: 335.66.99.043 fax: 011.933.9746e-mail: mauson@libero.it
09 agosto 2009
07 agosto 2009
Il Partigiano Riccardo Cassin
All'età di 100 anni è venuto oggi a mancare il partigiano Riccardo Cassin.
A 80 anni suonati il "vecio" sulla "sua" Grigna dava ancora la biada ai "pivei".
Come ai tempi in cui, con la sua enorme bravura alpinistica e conoscenza delle montagne, lasciava con un palmo di naso nazistelli e camicette nere che cercavano di "mettergli il sale sulla coda". E una corda al collo. Amava dire: «Per gli alpinisti le frontiere non sono ancora state inventate».
(Poi sottovoce precisava: «Per alpinist e cuntrabbandér...») Per fargli scintillare gli occhi buoni bastava poco: un para de bicer de vin de chel bun,
e lasciarlo parlare delle sue imprese sulle montagne di tutto il mondo. E delle imprese dei "suoi" Ragni di Lecco.
È consigliabile, soprattutto per i giovani, sotto l'ombrellone la lettura di:-
Riccardo Cassin, Cinquant’anni di alpinismo-
George Livanos "le Grec", Cassin: c’era una volta il sesto grado
Per meglio conoscere la vita di uno dei più straordinari italiani del XX° secolo.
Magari non per seguirne l'esempio sulle vie di VI° grado, ma per seguirne l'esempio di grandissimo livello etico e morale.
Di questi tempi, ce n'è un enorme bisogno.
http://www.anpi.it/uomini/cassin_riccardo.htm
.
A 80 anni suonati il "vecio" sulla "sua" Grigna dava ancora la biada ai "pivei".
Come ai tempi in cui, con la sua enorme bravura alpinistica e conoscenza delle montagne, lasciava con un palmo di naso nazistelli e camicette nere che cercavano di "mettergli il sale sulla coda". E una corda al collo. Amava dire: «Per gli alpinisti le frontiere non sono ancora state inventate».
(Poi sottovoce precisava: «Per alpinist e cuntrabbandér...») Per fargli scintillare gli occhi buoni bastava poco: un para de bicer de vin de chel bun,
e lasciarlo parlare delle sue imprese sulle montagne di tutto il mondo. E delle imprese dei "suoi" Ragni di Lecco.
È consigliabile, soprattutto per i giovani, sotto l'ombrellone la lettura di:-
Riccardo Cassin, Cinquant’anni di alpinismo-
George Livanos "le Grec", Cassin: c’era una volta il sesto grado
Per meglio conoscere la vita di uno dei più straordinari italiani del XX° secolo.
Magari non per seguirne l'esempio sulle vie di VI° grado, ma per seguirne l'esempio di grandissimo livello etico e morale.
Di questi tempi, ce n'è un enorme bisogno.
http://www.anpi.it/uomini/cassin_riccardo.htm
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05 agosto 2009
03 agosto 2009
31 luglio 2009
30 luglio 2009
27 luglio 2009
23 luglio 2009
Bobbio - ANPI Piacenza
65° Anniversario della liberazione partigiana di Bobbio
e dell esperienza di autogoverno democratico della Zona libera della Val Trebbia
DOMENICA 26 LUGLIO - ORE 9,30
Convegno pubblico Bobbio Auditorium S. Chiara (Palazzo del Munipio)
Presiede Agostino Covati.-Intervento del Sindaco di Bobbio Marco Rossi.-Intervento del Presidente del Consiglio provinciale di Piacenza Roberto Pasquali - Relazione di Romano Repetti, esponente dell Anpi provinciale e dell Isrec, sul tema: La Zona libera di Bobbio evento cruciale nella storia della Resistenza italiana. Testimonianze:- Il partigiano Franco Maggi su I giovani bobbiesi protagonisti della lotta al nazifascismo - Lo scrittore Clemente Ferrario su L esperienza di autogoverno nella Zona libera di Varzi - Un esponente ligure su La repubblica partigiana di Torriglia.- Il prof. Gianfranco Rossi su La Resistenza antifascista e i giovani studenti di oggi Conclusioni dello storico con origini bobbiesi prof. Lucio Ceva. Conferimento di Medaglia d Oro alla VII Brigata Alpini Aosta e al suo comandante ITALO LONDEI, protagonisti della lotta partigiana in Val Trebbia.
(Ore 12,00) - Corteo dal Municipio al Monumento di P.za S. Francesco e deposizione di una corona d alloro in memoria ed onore dei partigiani bobbiesi caduti per la libertà. Saranno presenti anche delegazioni dell Anpi delle province di Genova e di Pavia. Durante il convegno saranno proiettate immagini d epoca e dei protagonisti della lotta di Liberazione in Val Trebbia - In P.za S. Francesco box con mostra sulla Resistenza.
I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE
Comitato Provinciale A.N.P.I. Piacenza
Comitato Giovani "Comandante MURO
e dell esperienza di autogoverno democratico della Zona libera della Val Trebbia
DOMENICA 26 LUGLIO - ORE 9,30
Convegno pubblico Bobbio Auditorium S. Chiara (Palazzo del Munipio)
Presiede Agostino Covati.-Intervento del Sindaco di Bobbio Marco Rossi.-Intervento del Presidente del Consiglio provinciale di Piacenza Roberto Pasquali - Relazione di Romano Repetti, esponente dell Anpi provinciale e dell Isrec, sul tema: La Zona libera di Bobbio evento cruciale nella storia della Resistenza italiana. Testimonianze:- Il partigiano Franco Maggi su I giovani bobbiesi protagonisti della lotta al nazifascismo - Lo scrittore Clemente Ferrario su L esperienza di autogoverno nella Zona libera di Varzi - Un esponente ligure su La repubblica partigiana di Torriglia.- Il prof. Gianfranco Rossi su La Resistenza antifascista e i giovani studenti di oggi Conclusioni dello storico con origini bobbiesi prof. Lucio Ceva. Conferimento di Medaglia d Oro alla VII Brigata Alpini Aosta e al suo comandante ITALO LONDEI, protagonisti della lotta partigiana in Val Trebbia.
(Ore 12,00) - Corteo dal Municipio al Monumento di P.za S. Francesco e deposizione di una corona d alloro in memoria ed onore dei partigiani bobbiesi caduti per la libertà. Saranno presenti anche delegazioni dell Anpi delle province di Genova e di Pavia. Durante il convegno saranno proiettate immagini d epoca e dei protagonisti della lotta di Liberazione in Val Trebbia - In P.za S. Francesco box con mostra sulla Resistenza.
I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE
Comitato Provinciale A.N.P.I. Piacenza
Comitato Giovani "Comandante MURO
Emergenza Italia
ANPI PIANORO - EMERGENZA ITALIA .
Documento dell’ANPI di Pianoro sullo stato della Repubblica Italiana.
Care Cittadine e Cittadini,
questa è una lettera aperta ai cuori e alle menti di tutti coloro che amano la Libertà senza aggettivi e che vivono del proprio lavoro in questa nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Vorremmo servisse a reagire al grave stato di degrado della vita pubblica e della convivenza civile, a contrastare il pericolo, mai tanto tangibile e reale, di una dittatura progressiva incombente. Le nostre classi dirigenti e dominanti non hanno mai amato la nostra Costituzione e l’hanno anzi avversata da subito: le stragi mafiose e fasciste sono legate da un lungo filo nero di morte, che parte da Portella delle Ginestre e che da allora ha insanguinato le strade, le piazze, le stazioni e i treni di sangue innocente, di contadini, operai, studenti, magistrati, poliziotti e carabinieri… non ci hanno risparmiato nessuna nefandezza, pur di fermare il progresso economico, sociale e culturale del popolo italiano, criminalizzando ogni forma di dissenso civile delle masse giovanili e studentesche ed il conflitto sociale legittimo delle masse lavoratrici, in cerca di giustizia sociale, diritto a un lavoro dignitoso, a una più equa ripartizione del reddito prodotto, a lottare contro le delocalizzazioni produttive che impoveriscono i territori di esperienze produttive spesso uniche, gettano sul lastrico migliaia di famiglie, col solo ed unico scopo della realizzazione del massimo profitto utilizzando nel mondo mano d’opera a basso prezzo non casualmente priva di diritti civili e tutele sindacali. In questo senso siamo vicini, sul nostro territorio in particolare, a tutti i lavoratori come quelli della Harris, che hanno lottato unitariamente col sindacato della FIOM-CGIL limitando il grave danno della perdita del posto di lavoro, avendo ottenuto importanti riconoscimenti economici unitamente alle tutele degli ammortizzatori sociali. L’art.3 della Costituzione dice tra l’altro: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del Paese” . A nulla sono valsi i continui tentativi dei governi di Lor Signori di equiparare le lotte anche aspre dei lavoratori con le pratiche del farneticante terrorismo rosso assassino, pronto come un orologio abilmente innescato a farsi avanti quando la situazione era propizia ad un successivo uso politico delle vicende criminali, come è avvenuto nel caso dell’omicidio del prof. Marco Biagi. La lotta per la giustizia sociale può essere ostacolata, sopirsi, ma il naturale bisogno umano di libertà porterà sempre le donne e gli uomini di buona volontà a battersi per essa, qui come altrove nel mondo. Sempre Lor Signori, oggi come ieri, permettono che non si arresti mai la catena delle morti sui luoghi di lavoro e ostacolano le poche leggi severe conquistate per avere un lavoro che non sia una trappola mortale, sempre costoro gridano allo scandalo, perché così si arreca danno alla competitività aziendale. Per Lor Signori gli ostacoli sono i diritti dei lavoratori, che vorrebbero di nuovo deboli e proni sui luoghi di lavoro, senza contratto nazionale, precari a vita e possibilmente senza pensione. Questa è la loro concezione della libertà e della democrazia. Le classi dirigenti e dominanti del nostro paese al massimo della loro lungimiranza inventarono il Fascismo per domare col ferro e col fuoco gli aneliti di libertà delle classi contadine e operaie che non a caso furono l’anima e il cuore pulsante della Resistenza e della Guerra di Liberazione. La “lauta ricompensa “ fu il dovere emigrare, perché il lavoro non c’era, fu la guerra fredda, la repressione poliziesca antioperaia e anticontadina, i licenziamenti per rappresaglia politica… quando proprio quegli stessi operai, in piena occupazione tedesca, scioperarono nel marzo ’43 e ’44 per la pace e difesero le fabbriche per poter garantire il loro futuro e quello della nazione. Prima e dopo la “grande guerra” siamo stati un popolo di migranti, che per guadagnarsi un tozzo di pane ha attraversato oceani e terre sconosciute per lavorare nelle miniere, nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi di tutto il mondo. L’Italiano è la settima lingua più parlata nel mondo proprio per questo e gli italiani che sono nati e cresciuti all’estero con le loro famiglie d’origine sono di più degli italiani residenti in madre patria. Oggi il peggior governo del dopo guerra, vara leggi liberticide sulla libertà di movimento delle persone come il “decreto sicurezza”, criminalizzando i clandestini ma non le multinazionali, che depredano i popoli miserabili e disperati dell’Africa delle loro legittime ricchezze, creando fame, barbarie, guerre civili e generando le condizioni che poi li spingono a fuggire altrove per sopravvivere, spesso utilizzati come schiavi silenti in attività criminali. Non deve stupire che questo governo fascistoide stia applicando alla lettera il programma politico eversivo della P2, che ha in Silvio Berlusconi, tessera 1816, il suo più fervido e fedele seguace, che delegittima la Magistratura, sottraendosi ad ogni giudizio attraverso la legge 128, nota come “Lodo Alfano”, che lo ha reso non processabile durante il suo mandato, che attacca frontalmente la CGIL e i sindacati di base, ovvero quella parte che lotta davvero per i diritti e la dignità del lavoro. E’ lo stesso governo che vara lo scudo fiscale: l’ennesimo condono che Lor Signori regalano a sé stessi e ai loro “associati”, quelli che portano all’estero i capitali, molti dei quali illeciti. Sono gli stessi “alfieri del libero mercato”, che dal governo mettono le mani sulle proprietà pubbliche, tenendo per sè i profitti e lasciando ai cittadini le perdite, come il caso Alitalia insegna. Sono gli stessi che depredano i risparmiatori, che frodano il fisco e la fanno franca, perché al contrario degli Stati Uniti d’America, pur patria del liberismo, qui da noi l’evasione fiscale non è reato penale grave. A Lor signori piace dunque che l’Italia sia al 73° posto nel mondo per libertà d’informazione ( Freedom House of Press ), al 76° posto nel mondo nell’indice della libertà economica ( Heritage Foundation ), al 55° posto nel mondo nella lista dei Paesi meno corrotti e infine agli ultimi posti dei paesi OCSE per diritto allo studio e qualità della scuola ?! A Lor Signori piace promettere sicurezza in campagna elettorale, salvo poi tagliare i fondi per le forze di polizia dello Stato e affiancarle dalle ormai famigerate “ronde”: pericolose “compagnie di ventura” che riportano inevitabilmente alla memoria le origini delle “squadracce” fasciste e delle S.A naziste. A noi tutto questo non piace e anzi ci vergognamo molto… per cui ci rivolgiamo al Parlamento, dove molti di Lor Signori siedono e non solo tra i banchi della maggioranza: non ditelo e non fatelo in nostro nome, noi non vogliamo essere vostri complici ..!! Lo diciamo forte anche a tutti i partiti che hanno tradito lo spirito dell’art.49 della Nostra Costituzione, ma non soltanto quello e registriamo una sostanziale identità di vedute col manifesto-appello alla comunità internazionale, pubblicato sull’Heral Tribune e sul Guardian, del Senatore Di Pietro, quando afferma che la democrazia italiana è in pericolo… Raccogliamo dunque firme di adesione e condivisione a questo documento, con l’impegno a lavorare per la costruzione di un’alleanza di forze certamente eterogenee, ma fermamente democratiche ed antifasciste, motivate a contrastare nella legalità Costituzionale questa grave emergenza democratica, questa pericolosa deriva autoritaria della nostra Repubblica.
A.N.P.I. di Pianoro (Bo) Sezione F. Bonafede - Via Roma, 17 – 40065 Pianoro Vecchio (BO)
Email: segreteria@anpipianoro.it Sito web: http://www.anpipianoro.it/
Documento dell’ANPI di Pianoro sullo stato della Repubblica Italiana.
Care Cittadine e Cittadini,
questa è una lettera aperta ai cuori e alle menti di tutti coloro che amano la Libertà senza aggettivi e che vivono del proprio lavoro in questa nostra Repubblica nata dalla Resistenza. Vorremmo servisse a reagire al grave stato di degrado della vita pubblica e della convivenza civile, a contrastare il pericolo, mai tanto tangibile e reale, di una dittatura progressiva incombente. Le nostre classi dirigenti e dominanti non hanno mai amato la nostra Costituzione e l’hanno anzi avversata da subito: le stragi mafiose e fasciste sono legate da un lungo filo nero di morte, che parte da Portella delle Ginestre e che da allora ha insanguinato le strade, le piazze, le stazioni e i treni di sangue innocente, di contadini, operai, studenti, magistrati, poliziotti e carabinieri… non ci hanno risparmiato nessuna nefandezza, pur di fermare il progresso economico, sociale e culturale del popolo italiano, criminalizzando ogni forma di dissenso civile delle masse giovanili e studentesche ed il conflitto sociale legittimo delle masse lavoratrici, in cerca di giustizia sociale, diritto a un lavoro dignitoso, a una più equa ripartizione del reddito prodotto, a lottare contro le delocalizzazioni produttive che impoveriscono i territori di esperienze produttive spesso uniche, gettano sul lastrico migliaia di famiglie, col solo ed unico scopo della realizzazione del massimo profitto utilizzando nel mondo mano d’opera a basso prezzo non casualmente priva di diritti civili e tutele sindacali. In questo senso siamo vicini, sul nostro territorio in particolare, a tutti i lavoratori come quelli della Harris, che hanno lottato unitariamente col sindacato della FIOM-CGIL limitando il grave danno della perdita del posto di lavoro, avendo ottenuto importanti riconoscimenti economici unitamente alle tutele degli ammortizzatori sociali. L’art.3 della Costituzione dice tra l’altro: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica,economica e sociale del Paese” . A nulla sono valsi i continui tentativi dei governi di Lor Signori di equiparare le lotte anche aspre dei lavoratori con le pratiche del farneticante terrorismo rosso assassino, pronto come un orologio abilmente innescato a farsi avanti quando la situazione era propizia ad un successivo uso politico delle vicende criminali, come è avvenuto nel caso dell’omicidio del prof. Marco Biagi. La lotta per la giustizia sociale può essere ostacolata, sopirsi, ma il naturale bisogno umano di libertà porterà sempre le donne e gli uomini di buona volontà a battersi per essa, qui come altrove nel mondo. Sempre Lor Signori, oggi come ieri, permettono che non si arresti mai la catena delle morti sui luoghi di lavoro e ostacolano le poche leggi severe conquistate per avere un lavoro che non sia una trappola mortale, sempre costoro gridano allo scandalo, perché così si arreca danno alla competitività aziendale. Per Lor Signori gli ostacoli sono i diritti dei lavoratori, che vorrebbero di nuovo deboli e proni sui luoghi di lavoro, senza contratto nazionale, precari a vita e possibilmente senza pensione. Questa è la loro concezione della libertà e della democrazia. Le classi dirigenti e dominanti del nostro paese al massimo della loro lungimiranza inventarono il Fascismo per domare col ferro e col fuoco gli aneliti di libertà delle classi contadine e operaie che non a caso furono l’anima e il cuore pulsante della Resistenza e della Guerra di Liberazione. La “lauta ricompensa “ fu il dovere emigrare, perché il lavoro non c’era, fu la guerra fredda, la repressione poliziesca antioperaia e anticontadina, i licenziamenti per rappresaglia politica… quando proprio quegli stessi operai, in piena occupazione tedesca, scioperarono nel marzo ’43 e ’44 per la pace e difesero le fabbriche per poter garantire il loro futuro e quello della nazione. Prima e dopo la “grande guerra” siamo stati un popolo di migranti, che per guadagnarsi un tozzo di pane ha attraversato oceani e terre sconosciute per lavorare nelle miniere, nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi di tutto il mondo. L’Italiano è la settima lingua più parlata nel mondo proprio per questo e gli italiani che sono nati e cresciuti all’estero con le loro famiglie d’origine sono di più degli italiani residenti in madre patria. Oggi il peggior governo del dopo guerra, vara leggi liberticide sulla libertà di movimento delle persone come il “decreto sicurezza”, criminalizzando i clandestini ma non le multinazionali, che depredano i popoli miserabili e disperati dell’Africa delle loro legittime ricchezze, creando fame, barbarie, guerre civili e generando le condizioni che poi li spingono a fuggire altrove per sopravvivere, spesso utilizzati come schiavi silenti in attività criminali. Non deve stupire che questo governo fascistoide stia applicando alla lettera il programma politico eversivo della P2, che ha in Silvio Berlusconi, tessera 1816, il suo più fervido e fedele seguace, che delegittima la Magistratura, sottraendosi ad ogni giudizio attraverso la legge 128, nota come “Lodo Alfano”, che lo ha reso non processabile durante il suo mandato, che attacca frontalmente la CGIL e i sindacati di base, ovvero quella parte che lotta davvero per i diritti e la dignità del lavoro. E’ lo stesso governo che vara lo scudo fiscale: l’ennesimo condono che Lor Signori regalano a sé stessi e ai loro “associati”, quelli che portano all’estero i capitali, molti dei quali illeciti. Sono gli stessi “alfieri del libero mercato”, che dal governo mettono le mani sulle proprietà pubbliche, tenendo per sè i profitti e lasciando ai cittadini le perdite, come il caso Alitalia insegna. Sono gli stessi che depredano i risparmiatori, che frodano il fisco e la fanno franca, perché al contrario degli Stati Uniti d’America, pur patria del liberismo, qui da noi l’evasione fiscale non è reato penale grave. A Lor signori piace dunque che l’Italia sia al 73° posto nel mondo per libertà d’informazione ( Freedom House of Press ), al 76° posto nel mondo nell’indice della libertà economica ( Heritage Foundation ), al 55° posto nel mondo nella lista dei Paesi meno corrotti e infine agli ultimi posti dei paesi OCSE per diritto allo studio e qualità della scuola ?! A Lor Signori piace promettere sicurezza in campagna elettorale, salvo poi tagliare i fondi per le forze di polizia dello Stato e affiancarle dalle ormai famigerate “ronde”: pericolose “compagnie di ventura” che riportano inevitabilmente alla memoria le origini delle “squadracce” fasciste e delle S.A naziste. A noi tutto questo non piace e anzi ci vergognamo molto… per cui ci rivolgiamo al Parlamento, dove molti di Lor Signori siedono e non solo tra i banchi della maggioranza: non ditelo e non fatelo in nostro nome, noi non vogliamo essere vostri complici ..!! Lo diciamo forte anche a tutti i partiti che hanno tradito lo spirito dell’art.49 della Nostra Costituzione, ma non soltanto quello e registriamo una sostanziale identità di vedute col manifesto-appello alla comunità internazionale, pubblicato sull’Heral Tribune e sul Guardian, del Senatore Di Pietro, quando afferma che la democrazia italiana è in pericolo… Raccogliamo dunque firme di adesione e condivisione a questo documento, con l’impegno a lavorare per la costruzione di un’alleanza di forze certamente eterogenee, ma fermamente democratiche ed antifasciste, motivate a contrastare nella legalità Costituzionale questa grave emergenza democratica, questa pericolosa deriva autoritaria della nostra Repubblica.
A.N.P.I. di Pianoro (Bo) Sezione F. Bonafede - Via Roma, 17 – 40065 Pianoro Vecchio (BO)
Email: segreteria@anpipianoro.it Sito web: http://www.anpipianoro.it/
22 luglio 2009
Partigiani dell' Oltrepò
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Domenica 19 Luglio 09
Registrazione Video
"Partigiani dell'Oltrepò"
"Partigiani dell'Oltrepò"
Castello di Oramala (Pv)
il nuovo documentario sui Partigiani delle Quattro Provincie.
con: Dina Croce,
Guido Varesi, Renzo Salvini,
Schiavi Lino, Schiavi Ginetto,
Luigi Panigazzi, Alfredo Pallini, Clemente Ferrario,
Giacomo Bruni, Luchino Dal Verme.
Guido Varesi, Renzo Salvini,
Schiavi Lino, Schiavi Ginetto,
Luigi Panigazzi, Alfredo Pallini, Clemente Ferrario,
Giacomo Bruni, Luchino Dal Verme.
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(foto: Baselli)
21 luglio 2009
18 luglio 2009
13 luglio 2009
Festa ANPI Seriate -
RESISTENZA! FESTA dell'ANPI a Seriate (Bg) Dal 15 al 19 Luglio 2009
Area feste - via Pastrengo - parcheggio ex Ismes
il PROGRAMMA completo:
mercoledì 15 LUGLIO 2009
ore 20,30 Incontro su Antifascismo e Resistenza con Giuliana Bertacchi ‐ ricercatrice
ore 23.00 Musica rock con Subgruppo Devasto + The Logistics
giovedì 16 LUGLIO 2009
ore 20,30 CANTI DELLA RESISTENZA con il Coro Pane e Guerra
http://www.paneguerra.org/
ore 23.00 canzoni di De André con i Cuccioli del Maggio
venerdì 17 LUGLIO 2009
ore 20,30 Presentazione del libro NATOLIBERO con l’autrice Maria Rosa Romegialli ed Ornella Ravaglia VicePresidente provinciale ANPI Bergamo - 23.00 Musica rock con Yellow Dog
sabato 18 LUGLIO 2009 ore 20,30 Ballo liscio
ore 22,45 Musica ricerca con Piccola Orchestra Karasciò
domenica 19 LUGLIO 2009
ore 20,30 intervento di conclusione con la partecipazione di un membro della Presidenza Regionale dell’ A.N.P.I. - ore 22,45 Musica rock con I Vermi
Tutti i giorni sarà in esposizione la MOSTRA:
La Torre del Silenzio, il campo di concentramento della Grumellina,
a cura di Giorgio Marcandelli. - - - - - - - - - -
concerti, ristorante, pizzeria, birreria ed eventi
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Area feste - via Pastrengo - parcheggio ex Ismes
il PROGRAMMA completo:
mercoledì 15 LUGLIO 2009
ore 20,30 Incontro su Antifascismo e Resistenza con Giuliana Bertacchi ‐ ricercatrice
ore 23.00 Musica rock con Subgruppo Devasto + The Logistics
giovedì 16 LUGLIO 2009
ore 20,30 CANTI DELLA RESISTENZA con il Coro Pane e Guerra
http://www.paneguerra.org/
ore 23.00 canzoni di De André con i Cuccioli del Maggio
venerdì 17 LUGLIO 2009
ore 20,30 Presentazione del libro NATOLIBERO con l’autrice Maria Rosa Romegialli ed Ornella Ravaglia VicePresidente provinciale ANPI Bergamo - 23.00 Musica rock con Yellow Dog
sabato 18 LUGLIO 2009 ore 20,30 Ballo liscio
ore 22,45 Musica ricerca con Piccola Orchestra Karasciò
domenica 19 LUGLIO 2009
ore 20,30 intervento di conclusione con la partecipazione di un membro della Presidenza Regionale dell’ A.N.P.I. - ore 22,45 Musica rock con I Vermi
Tutti i giorni sarà in esposizione la MOSTRA:
La Torre del Silenzio, il campo di concentramento della Grumellina,
a cura di Giorgio Marcandelli. - - - - - - - - - -
concerti, ristorante, pizzeria, birreria ed eventi
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11 luglio 2009
Dionigi Tettamanzi - Armando Cossutta
A S S O C I A Z I O N E. N A Z I O N A L E. P A R T I G I A N I. D ’ I T A L I A.
COMITATO NAZIONALE
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COMITATO NAZIONALE
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A Sua Eminenza Il Cardinale DIONIGI TETTAMANZI Arcivescovo di Milano
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Eminenza,abbiamo seguito con grande interesse e con sincero rispetto la Sua omelia nel Duomo di Milano. Condividiamo le Sue preoccupazioni e apprezziamo le Sue indicazioni." I diritti dei deboli non sono diritti deboli " siamo con Lei. Siamo con Lei, sì, perché non vogliamo un Paese che sceglie la paura e l’oblio, che lacera la sua storia e la sua cultura, un Paese blindato, fatto di cunicoli dove rifugiarsi più che di case e piazze dove incontrarsi liberamente, conoscersi, sostenersi. Quel Paese per cui abbiamo lottato, noi partigiani, che oggi dovremmo sentirci sconfitti per la corrente, incredibile, capitolazione della cultura dei diritti individuali, della convivenza civile.Il pacchetto sicurezza è inaccettabile, e noi non possiamo cedere a questo scempio umanitario. Clandestini criminali a prescindere (le badanti, per tutti), ronde, obbligo di denunciare la miseria e la debolezza, divieto per una "categoria" di bambini di andare a scuola e persino "invisibilità" per tutti i nati da madri irregolari, senza possibilità di essere iscritti nei registri dell’anagrafe, arresto per chi dà ospitalità ed espulsione per chi è in cerca di cure mediche … No. "Milioni di persone al mondo subiscono ingiuste e drammatiche sofferenze. Costrette come sono a migrare a causa delle difficili condizioni di vita nei Paesi d’origine. Molte di queste sofferenze sono causate ai migranti talvolta da discutibili provvedimenti messi in atto da quei Paesi ricchi che dovrebbero maggiormente impegnarsi in percorsi di accoglienza e integrazione seri, ragionati e rigorosi".Siamo con Lei Eminenza. Non possiamo arrenderci all’idea di un Paese che ha chiuso in soffitta la sua innata tensione all’accoglienza e alla solidarietà. Ricordiamo intere famiglie che aprirono le porte delle loro case a noi combattenti per la libertà, per nasconderci a rischio della loro vita. Un sentimento di fraternità che è seguito negli anni a venire e a cui ciappelliamo oggi per contrastare misure che hanno la stolta presunzione di bloccare il corso della storia: la migrazione è una realtà irreversibile che non si sotterra per legge. Parte dell’Europa da tempo non la fronteggia in modo falsamente e irresponsabilmente "emergenziale" resistendo con aggressività, bensì l’assorbe, la incanala in percorsi di integrazione. "Seri, ragionati, rigorosi".L’ANPI auspica una forte, diffusa, creativa collaborazione tra tutte le forze sociali e democratiche del Paese per costruire una opposizione civile, culturale al pacchetto sicurezza. E ancora per promuovere con impegno e passione una rinnovata cultura delle "porte aperte". Consapevole di avere in Lei e in quelle coscienze illuminate del clero, che in questi giorni non hanno fatto mancare la loro indignazione, dei sinceri sostenitori.Con deferenza, con grande stima.
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Armando Cossutta Vice Presidente Nazionale Vicario
09 luglio 2009
Verità e Memoria.
A.N.P.I. A S S O C I A Z I O N E. N A Z I O N A L E. P A R T I G I A N I. D ’ I T A L I A
COMITATO NAZIONALE
00192 Roma – Via degli Scipioni, 271 – Telefoni 06/3211949 – 3212345 –3212807 – Fax 06/3218495 Ente Morale Decreto Luogotenenziale n. 224 del 5 aprile 1945 – c/c p. 36053007 – Cod. Fisc. 00776550584 www.anpi.it
Comunicato Stampa
Il PRESIDENTE DELL’ANPI, RAIMONDO RICCI, SCRIVE A SCHIFANI E FINI:
"Verità sulla giustizia mancata alle vittime (15.000 – 20.000) delle stragi nazifasciste ’43-’45: Senato e Camera esaminino le risultanze della Magistratura Militare e delle due Commissioni parlamentari di indagine e inchiesta concluse da ben 8 anni"
"(…) L’ANPI chiede che con ogni possibile sollecitudine il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati esaminino le risultanze alle quali sono pervenute nel 1999 il Consiglio della Magistratura Militare; nel 2001 la Commissione Giustizia della Camera in sede di indagine conoscitiva; nel 2006 la Commissione bicamerale d’Inchiesta sulle cause e sulle responsabilità del criminoso occultamento, nell’ "Armadio della Vergogna", dei 2274 fascicoli riguardanti le stragi risalenti agli anni ’43-’45. Quanto è accaduto, come sarà senz’altro noto, ha impedito ai magistrati militari di rendere giustizia per l’uccisione di migliaia di militari italiani, fatti prigionieri e poi fucilati dalle truppe naziste - oltreché di tanti civili, anziani, bambine e donne - contro ogni norma di umanità e di diritto internazionale, come in particolare è avvenuto nella drammatica vicenda di Cefalonia e Corfù.
VERITA’ E MEMORIA
L’Associazione che mi onoro di presiedere e rappresentare reputa urgente e necessario che si compia ogni sforzo per chiudere, con spirito di verità, senso dell’onor patrio e di solidarietà umana e civile questa oscura pagina di giustizia colpevolmente negata. (…) Una democrazia è forte quando il Paese dimostra, con coralità di intenti, la volontà, il coraggio e la capacità di fare i conti con le pagine, anche le più riprovevoli, della storia.
L’ANPI confida che (…) vengano esaminati i tre documenti già sopra indicati e Senato e Camera pervengano, con una propria mozione, a pertinenti valutazioni e a proposte dignitose, solenni e necessarie per chiudere una pagina così dolorosa della nostra storia a memoria delle tante vittime".
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08 luglio 2009
come un uomo sulla terra

"Come un uomo sulla terra" il documentario di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer, sulle "politiche" libiche a proposito di immigrazione, che consistono in un costante massacro dei migranti provenienti dall’Africa e diretti in Europa, è una specie di caso politico e culturale. Politico, perché mentre il nostro governo si diletta nell’agghiacciante balletto con Gheddafi, migliaia di persone innocenti vengono massacrate appena al di là del mare, e anche perché il film si accompagna alla grande campagna IO NON RESPINGO, che si batte contro i respingimenti in mare dei migranti. Culturale, perché con il tam tam, le proiezioni militanti, il passaparola, il film ha avuto fin’ora una visibilità notevole, che solitamente i documentari di questo tipo non hanno. Su Rai Tre giovedì 9 luglio intorno alle 23,45.
06 luglio 2009
Clandestinità...!
05 luglio 2009
Documenti finali conferenza organizzativa
I documenti approvati al termine della Conferenza Nazionale, sulla base del lavoro delle commissioni, integrato con gli emendamenti introdotti dal dibattito in seduta plenaria:
Organi e strutture
Sviluppo
Comunicazione
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Organi e strutture
Sviluppo
Comunicazione
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02 luglio 2009
Portella della Ginestra - Festa Nazionale

Dalla conferenza organizzativa di Chianciano due indicazioni
che la sezione ANPI Barona,
fa sue operativamente e politicamente.
Condividiamo, auspichiamo... ci adopereremo per la riuscita delle due manifestazioni
con tutte le nostre forze e possibilità...
1 maggio 2010. tutta L'ANPI a Portella della Ginestra. (Palermo)
Estate 2010. Festa Nazionale ANPI a Milano. "Il lavoro"
1945/2010 l'ANPI da SESSANTACINQUE anni difende la Democrazia.1945/2010 sessantacinquesimo della LIBERAZIONE.
01 luglio 2009
30 giugno 2009
Comunicato ANPI SUD OVEST
Il Coordinamento sud-ovest delle sezioni A.N.P.I. di Trezzano s/n, Cesano Boscone, Buccinasco e Corsico ritiene estremamente grave e preoccupante quanto avvenuto nei seggi elettorali durante le operazioni di scrutinio delle ultime elezioni, allorché la Presidente dell’A.N.P.I. di Trezzano e alcuni rappresentanti di lista della sinistra sono stati più volte aggrediti verbalmente da alcuni esponenti di centro-destra, tanto da dover fare intervenire le forze dell’ordine per allontanarli.
A questo inqualificabile episodio si aggiunge la intollerabile provocazione avvenuta lo scorso 24 giugno, durante e dopo la seduta del Consiglio comunale di Trezzano s/n.
Il coordinamento SUD-OVEST dell’A.N.P.I. esprime una ferma condanna dell’atteggiamento provocatorio ed oltraggioso dimostrato nei confronti della sede istituzionale in cui l’episodio è avvenuto, e dei suoi membri, messo in atto da alcuni elementi esterni ed interni al Consiglio comunale, tutti appartenenti al PDL.
L’A.N.P.I. considera vergognoso il tentativo degli stessi di aggiungere all’azione provocatoria, chiaramente premeditata, l’insulto di simulare un reato di aggressione posto in essere nei loro confronti, fatto passare attraverso gli organi d’informazione locali e nazionali, per presentarsi agli occhi dei cittadini come vittime degli avversari politici.
Tentativo maldestro e destituito di ogni fondamento, come dichiarato dai presenti in Consiglio comunale e dalle stesse Forze dell’ordine.
L’A.N.P.I. da tempo denuncia un imbarbarimento del clima sociale e politico, dove l’arroganza, la prevaricazione e la violenza trovano terreno fertile.
Così come l’A.N.P.I. non ha mai sottovalutato, ed ha sempre considerato un’emergenza democratica, i forti segnali di rigurgiti neofascisti esterni alle istituzioni, allo stesso modo non può sottovalutare gli atteggiamenti facinorosi, violenti e talvolta squadristi di chi, eletto all’interno delle istituzioni, si sente intoccabile e legittimato ad assumere comportamenti antidemocratici.
L’A.N.P.I. nell’esprimere la propria solidarietà a quanti hanno dovuto subire tali sopraffazioni, rivolge un appello a tutte le forze politiche democratiche ed alle istituzioni affinché vigilino per evitare queste provocazioni e isolino coloro che le praticano.
Rivolge, infine un appello ai cittadini affinché non diano credito politico a tutti quelli che caratterizzano la visione del loro agire politico con metodi contrastanti il vivere civile e le regole democratiche.
A questo inqualificabile episodio si aggiunge la intollerabile provocazione avvenuta lo scorso 24 giugno, durante e dopo la seduta del Consiglio comunale di Trezzano s/n.
Il coordinamento SUD-OVEST dell’A.N.P.I. esprime una ferma condanna dell’atteggiamento provocatorio ed oltraggioso dimostrato nei confronti della sede istituzionale in cui l’episodio è avvenuto, e dei suoi membri, messo in atto da alcuni elementi esterni ed interni al Consiglio comunale, tutti appartenenti al PDL.
L’A.N.P.I. considera vergognoso il tentativo degli stessi di aggiungere all’azione provocatoria, chiaramente premeditata, l’insulto di simulare un reato di aggressione posto in essere nei loro confronti, fatto passare attraverso gli organi d’informazione locali e nazionali, per presentarsi agli occhi dei cittadini come vittime degli avversari politici.
Tentativo maldestro e destituito di ogni fondamento, come dichiarato dai presenti in Consiglio comunale e dalle stesse Forze dell’ordine.
L’A.N.P.I. da tempo denuncia un imbarbarimento del clima sociale e politico, dove l’arroganza, la prevaricazione e la violenza trovano terreno fertile.
Così come l’A.N.P.I. non ha mai sottovalutato, ed ha sempre considerato un’emergenza democratica, i forti segnali di rigurgiti neofascisti esterni alle istituzioni, allo stesso modo non può sottovalutare gli atteggiamenti facinorosi, violenti e talvolta squadristi di chi, eletto all’interno delle istituzioni, si sente intoccabile e legittimato ad assumere comportamenti antidemocratici.
L’A.N.P.I. nell’esprimere la propria solidarietà a quanti hanno dovuto subire tali sopraffazioni, rivolge un appello a tutte le forze politiche democratiche ed alle istituzioni affinché vigilino per evitare queste provocazioni e isolino coloro che le praticano.
Rivolge, infine un appello ai cittadini affinché non diano credito politico a tutti quelli che caratterizzano la visione del loro agire politico con metodi contrastanti il vivere civile e le regole democratiche.
29 giugno 2009
Il Ministro e il saluto fascista....!
Riceviamo e portiamo alla vostra attenzione...
Per il saluto fascista, dimissioni del Ministro della Repubblica Brambilla.
Tutti i firmatari di questa petizione chiedono: le dimissioni del ministro della Repubblica italiana Michela Vittoria Brambilla a seguito dell'inqualificabile gesto ala termine dell'inno italiano durante le manifestazioni ufficiali come testimoniato dalle immagini visibili da questo link internet: http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/brambilla-ministro/saluto-fascista/saluto-fascista.html
Le immagini sono eloquenti, il ministro, seguita da suo padre alla sua destra manifesta il saluto fascista, bracco teso in avanti, mano aperta a dita stretta corpo rigido. Salutare in quel modo è illegale, come sancito dalla legge n°645 del 20 giugno 1952 e dalla legge di modifica n°205 del 25 giugno 1993 (legge mancino) che recita"ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA).
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.ART. 2. (SANZIONI PENALI). Chiunque promuove od organizza sotto qualsiasi forma la ricostituzione del disciolto partito fascista a norma dell'articolo precedente è punito con la reclusione da tre a dieci anni."
Il saluto fascista del ministro della repubblica durante le manifestazioni ufficiali è dunque penalmente perseguibile nonché moralmente indecente per tutti coloro che vivono in uno stato che ha lottato per la liberazione dal nazi-fascismo e da tutti coloro che credono alla democrazia e alla libertà.Per questi motivi chiediamo le dimissioni e la revoca del ministero affidatole.
http://www.firmiamo.it/salutofascistadimissioniministrobrambilla
Per il saluto fascista, dimissioni del Ministro della Repubblica Brambilla.
Tutti i firmatari di questa petizione chiedono: le dimissioni del ministro della Repubblica italiana Michela Vittoria Brambilla a seguito dell'inqualificabile gesto ala termine dell'inno italiano durante le manifestazioni ufficiali come testimoniato dalle immagini visibili da questo link internet: http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/brambilla-ministro/saluto-fascista/saluto-fascista.html
Le immagini sono eloquenti, il ministro, seguita da suo padre alla sua destra manifesta il saluto fascista, bracco teso in avanti, mano aperta a dita stretta corpo rigido. Salutare in quel modo è illegale, come sancito dalla legge n°645 del 20 giugno 1952 e dalla legge di modifica n°205 del 25 giugno 1993 (legge mancino) che recita"ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA).
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.ART. 2. (SANZIONI PENALI). Chiunque promuove od organizza sotto qualsiasi forma la ricostituzione del disciolto partito fascista a norma dell'articolo precedente è punito con la reclusione da tre a dieci anni."
Il saluto fascista del ministro della repubblica durante le manifestazioni ufficiali è dunque penalmente perseguibile nonché moralmente indecente per tutti coloro che vivono in uno stato che ha lottato per la liberazione dal nazi-fascismo e da tutti coloro che credono alla democrazia e alla libertà.Per questi motivi chiediamo le dimissioni e la revoca del ministero affidatole.
http://www.firmiamo.it/salutofascistadimissioniministrobrambilla
28 giugno 2009
Intervento Ivano Tajetti ANPI Barona - Milano
Documento/intervento per la conferenza Nazionale organizzativa ANPI di Chianciano consegnato alla Presidenza ed alla segreteria, viene portato alla vostra attenzione per appunti, annotazioni e riflessioni.
Conferenza nazionale d’organizzazione ANPI
Chianciano, 26.27.28 giugno 2009
Intervento di Ivano Tajetti. ANPI Barona – Milano
Consegnato alla presidenza domenica 28, per non avere avuto possibilità d’intervento nel dibattito.
"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero… Si e votato per interventi di sette\otto minuti e, allora io voglio usarne quattro massimo cinque cercando di proporvi il mio pensiero e poi lasciare il documento scritto alla Presidenza e pubblicarlo immediatamente sul blog della mia sezione, http://anpibarona.blogspot.com/ così chi lo vorrà, potrà leggerlo.
1. Adesione alle linee delineate dalla relazione programmatica iniziale
2. Creazione dei coordinamenti di sezioni, comunali, territoriali, su tutto il territorio.
3. Sì ai comitati Regionali ufficiali
4. Sì ai congressi di tutti i gradi anticipati, subito la “nuova stagione per l’Anpi”
5. Costituzione di un servizio d’ordine Anpi Regionale. (feste,manifestazioni,convegni)
6. Creare un logo per il 65° anniversario della Liberazione, da usare su adesivi, spille, fazzoletti, manifesti e tutti i documenti ufficiali dell’Anpi per il 2010. “sono 65° anni che l’ANPI difende la Democrazia”.
7. Sì alla festa Nazionale a Milano, con criteri di trasparenza e piena partecipazione di tutte le sezioni Anpi d’Italia,ma soprattutto feste anche piccole, locali, ma su tutto il territorio.
8. Una giornata l’anno (non legata a feste e ricorrenze) tutte le sezioni scendono in piazza, dalla montagna al mare, un gazebo ANPI, le nostre bandiere in ogni paese, comune, città… ci siamo, siamo vivi, facciamoci conoscere, distribuiamo i nostri giornali, libri, oggetti, idee e pensieri…
9. Ricercare, documentare, filmare, le nostre ultime vere testimonianze, i nostri Partigiani.
10. Difendere con tutte le forze la Costituzione. (da tutti)
11. Continuare a seminare piccoli semi di speranza, nelle scuole, nel lavoro, negli ospedali, in fila alla posta, mentre si fa la spesa, nel nostro quotidiano, prima o poi un fiore nascerà. (ecco, che arrivano i nuovi iscritti.)
12. Anagrafe, cura, restauro, di tutti i nostri monumenti, lapidi, cippi, le nostre radici…
13. Rete Nazionale informatica, blog/siti Anpi locali, con posta elettronica per comunicazioni rapide ed immediate.
14. Difendere sempre e dovunque la Resistenza, e farla diventare pratica quotidiana.
15. Ricordare ai Partigiani com’erano quando avevano vent’anni, e fare agire i nostri giovani come i Partigiani oggi, donne e uomini con la sapienza, la saggezza, l’esperienza di ottanta anni, circa, di vita in questa Italia.
16. Evidenziare a tutti l’importanza di una piccola frase che da sempre ci denota “ente morale”.
Concludo, grazie per la vostra attenzione, vi saluto con Gioia e rivoluzione, 2 come una volta si cantava, non fraintendetemi, la gioia e, il sorriso che io vedo su tutti i vostri bei visi, la vostra/nostra forza interiore, pura e semplice che ci aiuta nella vera rivoluzione, quella della cultura, dell’esempio, del lavoro, dell’onestà politica, morale e intellettuale, ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società. Non stanchiamoci, intorno ai nostri ideali vi è di nuovo proprio in questo terribile momento di vita Italiana, una nuova e forte linea rinnovatrice, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, libri, musica, che pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni; costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri elaborati, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati dall’agire. Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 3 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 4
“A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”
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1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.
2 Gioia e Rivoluzione - Area – Demetrio Stratos. Dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare
3 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.
4 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione
“20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)
Conferenza nazionale d’organizzazione ANPI
Chianciano, 26.27.28 giugno 2009
Intervento di Ivano Tajetti. ANPI Barona – Milano
Consegnato alla presidenza domenica 28, per non avere avuto possibilità d’intervento nel dibattito.
"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".
Cari compagni, Compagne, Partigiani, Antifascisti, inizio questo mio intervento citando Pasolini 1 in una frase del 1962, la ritengo molto attuale, e su questa frase ho sviluppato il mio pensiero… Si e votato per interventi di sette\otto minuti e, allora io voglio usarne quattro massimo cinque cercando di proporvi il mio pensiero e poi lasciare il documento scritto alla Presidenza e pubblicarlo immediatamente sul blog della mia sezione, http://anpibarona.blogspot.com/ così chi lo vorrà, potrà leggerlo.
1. Adesione alle linee delineate dalla relazione programmatica iniziale
2. Creazione dei coordinamenti di sezioni, comunali, territoriali, su tutto il territorio.
3. Sì ai comitati Regionali ufficiali
4. Sì ai congressi di tutti i gradi anticipati, subito la “nuova stagione per l’Anpi”
5. Costituzione di un servizio d’ordine Anpi Regionale. (feste,manifestazioni,convegni)
6. Creare un logo per il 65° anniversario della Liberazione, da usare su adesivi, spille, fazzoletti, manifesti e tutti i documenti ufficiali dell’Anpi per il 2010. “sono 65° anni che l’ANPI difende la Democrazia”.
7. Sì alla festa Nazionale a Milano, con criteri di trasparenza e piena partecipazione di tutte le sezioni Anpi d’Italia,ma soprattutto feste anche piccole, locali, ma su tutto il territorio.
8. Una giornata l’anno (non legata a feste e ricorrenze) tutte le sezioni scendono in piazza, dalla montagna al mare, un gazebo ANPI, le nostre bandiere in ogni paese, comune, città… ci siamo, siamo vivi, facciamoci conoscere, distribuiamo i nostri giornali, libri, oggetti, idee e pensieri…
9. Ricercare, documentare, filmare, le nostre ultime vere testimonianze, i nostri Partigiani.
10. Difendere con tutte le forze la Costituzione. (da tutti)
11. Continuare a seminare piccoli semi di speranza, nelle scuole, nel lavoro, negli ospedali, in fila alla posta, mentre si fa la spesa, nel nostro quotidiano, prima o poi un fiore nascerà. (ecco, che arrivano i nuovi iscritti.)
12. Anagrafe, cura, restauro, di tutti i nostri monumenti, lapidi, cippi, le nostre radici…
13. Rete Nazionale informatica, blog/siti Anpi locali, con posta elettronica per comunicazioni rapide ed immediate.
14. Difendere sempre e dovunque la Resistenza, e farla diventare pratica quotidiana.
15. Ricordare ai Partigiani com’erano quando avevano vent’anni, e fare agire i nostri giovani come i Partigiani oggi, donne e uomini con la sapienza, la saggezza, l’esperienza di ottanta anni, circa, di vita in questa Italia.
16. Evidenziare a tutti l’importanza di una piccola frase che da sempre ci denota “ente morale”.
Concludo, grazie per la vostra attenzione, vi saluto con Gioia e rivoluzione, 2 come una volta si cantava, non fraintendetemi, la gioia e, il sorriso che io vedo su tutti i vostri bei visi, la vostra/nostra forza interiore, pura e semplice che ci aiuta nella vera rivoluzione, quella della cultura, dell’esempio, del lavoro, dell’onestà politica, morale e intellettuale, ancora una volta le nostre armi più forti per sconfiggere il razzismo, il fascismo, i mali della nostra società. Non stanchiamoci, intorno ai nostri ideali vi è di nuovo proprio in questo terribile momento di vita Italiana, una nuova e forte linea rinnovatrice, una nuova liberazione, che con le armi della cultura, progetti film, documentari, feste, canzoni, libri, musica, che pianifichi interventi nelle scuole, nelle università, nel mondo del lavoro, nelle realtà extracomunitarie e dei cittadini della comunità europea, nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni culturali e sportive, che si entri di nuovo fortemente nel tessuto sociale, rivendicando diritti e attenzioni; costruiamo fatti concreti che giustifichino i nostri elaborati, la nostra dialettica, non servono documenti congressuali se non accompagnati dall’agire. Ancora una volta voglio chiudere un mio intervento con le parole di Norberto Bobbio 3 parole che io spero siano di supporto al vostro agire, e che io rileggo spesso nei momenti di dubbio, stanchezza, perplessità. 4
“A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.”
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1 Pier Paolo Pasolini Le Belle Bandiere Ed. Editori Riuniti 1977 Dalla quarta di copertina : I dialoghi di Pasolini con i suoi lettori, in prevalenza giovani comunisti, nella prima metà degli anni sessanta: lettere, versi, polemiche, interventi nel dibattito politico e culturale contemporaneo (Tambroni e il neocapitalismo, la censura e il centro-sinistra, l'« impegno » e la nuova avanguardia, il dialogo comunisti-cattolici e la « crisi del marxismo »), oltre a testi di particolare significato, come la primissima « stesura » di Uccellacci e uccellini. Una scelta di questi scritti, apparsi su Vie nuove a partire appunto dal 1960 e mai pubblicati in volume, viene curata e presentata ora da Gian Carlo Ferretti, che di Pasolini si è già occupato con vari studi. La raccolta copre cosi, a livello documentario e critico, una delle fasi più cruciali del curriculum pasoliniano: quella che segnò il passaggio dalla stagione delle Ceneri di Gramsci (1957) agli anni settanta e alla morte. Con la rubrica di Vie nuove Pasolini avviò per la prima volta un rapporto problematico e critico con un destinatario di massa: di lì prese avvio una serie di esperienze che l'avrebbe portato fino agli Scritti corsari (1975). Pier Paolo Pasolini nasce nel 1922 a Bologna.
2 Gioia e Rivoluzione - Area – Demetrio Stratos. Dall’album Crac 1975
Canto per te che mi vieni a sentire/suono per te che non mi vuoi capire/rido per te che non sai sognare/suono per te che non mi vuoi capire/Nei tuoi occhi c'è una luce/che riscalda la mia mente/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare/Il mio mitra è un contrabbasso/che ti spara sulla faccia/che ti spara sulla faccia/ciò che penso della vita/con il suono delle dita/si combatte una battaglia/che ci porta sulle strade/della gente che sa amare
3 “Norberto Bobbio” Resistenza Incompiuta 1966. studioso di politica e filosofia del diritto più importante del dopoguerra italiano. Professore emerito dell'Università di Torino dal 1984, è uno dei più grandi teorici della democrazia del XX secolo. In sessant'anni di attività accademica ha esplorato numerosi temi dell'etica, il diritto e la politica, concentrandosi sulla teoria e la pratica della democrazia. Dopo aver preso parte alla lotta antifascista, partigiano con il Partito d’Azione, Bobbio ha seguito da vicino le complesse vicende della Prima Repubblica, nonché la difficile transizione verso la Seconda. Analista imparziale della politica italiana fin dagli anni Cinquanta, ha difeso con tenacia le libertà civili e messo in risalto le aspettative e le aspirazioni dei cittadini nelle moderne democrazie, riuscendo a mantenere alto l'ideale di una società più libera, più civile e più giusta attraverso le trasformazioni della democrazia italiana.
4 Alcuni pensieri, frasi, nozioni, citazioni sono state riprese, trascritte e ampliate dalla mia relazione
“20 febbraio 2006 - relazione XIV congresso provinciale Milano” (documento privato)
27 giugno 2009
Chianciano..!
Documento presentato alla presidenza. Conferenza d'organizzazione Nazionale.
Alcuni compagni delle sezioni ANPI della Lombardia.
Torniamo ad essere “cittadini e partigiani”
Scriviamo queste poche righe dopo gli esiti del ballottaggio per la provincia di Milano, ed ormai vi è la certezza, tutta la Lombardia è in mano alla destra.. La crisi politica continua, percorsi e tematiche errate ci hanno portato a questo risultato, siamo seriamente preoccupati La democrazia è come la casa. Si parte dalle fondamenta (la Costituzione). Poi ci sono i pilastri, i muri, i serramenti e così via.Ad ogni componente della casa si può assegnare per analogia un pezzo del sistema democratico.Anche se si parte dalle fondamenta ogni pezzo è necessario. Se manca o è difettoso può pregiudicare il tutto. Oggi piano piano stanno distruggendo il sistema democratico (la casa). Lo stanno facendo in modo scientifico da provetti demolitori: un pezzo dopo l'altro e la casa della democrazia è ormai malridotta. una situazione molto difficile per l’Italia, non solo per la grave crisi economica e sociale che essa attraversa, ma anche per i pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale Questa crisi economica, già di per sé particolarmente grave perché mondiale, perché strutturale, questa volta, rischia davvero di produrre effetti stravolgenti per il nostro Paese perché rappresenta l’ultimo colpo di coda di una crisi ben più ampia e generalizzata nei confronti della politica, delle istituzioni, di ogni idealità, dei sentimenti di altruismo e solidarietà e conduce la popolazione verso una deriva antidemocratica ed autoritaria che, da una parte tende ad una semplificazione della politica (un solo uomo “forte”, decisionista, non limitato dai lacci e laccioli del parlamentarismo, della rappresentanza, del bilanciamento democratico dei poteri) e dall’altra induce ad una visione “pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale”. E’ necessario un rinnovato moto d’orgoglio, è necessario che le donne e gli uomini di questo Paese rialzino la testa, si scrollino di dosso quell’apatia che li attanaglia, quell’indifferenza che li neutralizza. Scriveva Antonio Gramsci nel 1917 riguardo all’indifferenza (da “Odio gli indifferenti”):“Credo che vivere voglia dire essere partigiani […].Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.[…]L’indifferenza è il peso morto della storia. […] L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera" Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo rischiando e offrendo la propria vita per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia, principi sui quali costruire la futura convivenza civile, furono proprio questo: antidoto e monito all’individualismo e alla barbarie. Essi anteposero il Bene Comune al bene personale, al bene individuale. Anzi fecero di più: sacrificarono il bene personale al Bene Comune. E questa scelta estrema, anziché spaventare e allontanare la gente, l’attrasse a sé. La Resistenza diventò in breve tempo lotta di popolo.Operai e contadini soprattutto, ma anche impiegati e artigiani, insegnanti e professori, medici avvocati e ingegneri, preti e militari, cattolici comunisti liberali e socialisti. In una parola: ANTIFASCISTI.
In questo scenario politico in cui le parole e i fatti, raramente si incontrano, è fondamentale ricordare che: “La Costituzione non si tocca”. Ricordiamo che l’ANPI secondo noi, deve prendere posizione su pericoli legati ai principi fondamentali, come pluralismo democratico, oppure la guerra, sempre più nascosta e taciuta… ma che sempre più coinvolge le nostre forze armate, chi ricorda l’articolo 11.? Ed allora è importante, attuare i principi e i valori della nostra carta costituzionale, la concretezza di questo impegno deve essere riaffermata, oggi più che mai, a fronte delle nuove istanze di cambiamento dell’ordinamento, No alle sempre più pressanti richieste di una riforma costituzionale, si sente nuovamente parlare di rafforzamento dei poteri del premier, di federalismo, o federalismo fiscale, di superamento del bicameralismo, Ormai il dibattito sulla riforma costituzionale riguarda gli equilibri interni della coalizione che, di volta in volta, si trova al governo. È chiaro che la discussione sulla riforma costituzionale, dentro e fuori le aule parlamentari, è divenuta strumentale alla ridefinizione del ruolo e del peso delle diverse parti politiche che si succedono nel comporre le maggioranze di Governo. Siamo fermamente convinti che la discussione sull’assetto costituzionale deve essere un modo per vincolarsi al rispetto della Costituzione e non per agire di fatto contro la stessa e le sue regole. Le riforme costituzionali non possono essere condotte nell’arena della politica spicciola, bisogna avere rispetto del significato che riveste la Costituzione. Ha ragione Oscar Luigi Scalfaro quando dice che quel bicameralismo perfetto è nato in questo Paese, per volere dei padri e delle madri costituenti, perché si stava uscendo da una dittatura, con l’Italia disastrata da una guerra terribile! Stiamo discutendo di un periodo grave e pericoloso, che dal dopoguerra il nostro paese non ha più conosciuto.
Ora non si tratta di praticare delle limature alla Costituzione. Si pensa addirittura di intaccare la contrattazione nazionale, che può perfino fare prevedere un drastico ridimensionamento del potere del sindacato. È evidente che, così come è presente negli articoli della nostra Costituzione, la contrattazione nazionale, quando la si superasse, ed è in quella direzione che si sta andando, noi pensiamo sarebbe un problema gravissimo. Ancora l’articolo 43, ad esempio, sui beni di preminente interesse pubblico, riguarda l’acqua, i trasporti, la sanità pubblica, la scuola, la casa. Ma l’Anpi è un’associazione, che ha contribuito insieme al comitato “Salviamo la Costituzione” e ad altri come Aned, a vincere il referendum in difesa della Costituzione poco meno di 2 anni fa. Dunque deve avere questo tema a cuore. Ognuno di noi si deve fare interprete, deve uscire da qui per propagare ciò che sta nella nostra carta costituzionale, che deve essere patrimonio di ognuno. Sarebbe intollerabile vedere che non vi sia una conseguenza tra l’appartenenza all’associazione, e ciò che è il compito dell’associazione, cioè difendere la carta costituzionale. Rispetto ad essa la nostra associazione ha un legame particolarissimo e unico. Di tutto ciò però bisognerà tornare a parlare, perché è vero, l’Anpi non è un partito, non è un sindacato, e nessuno di noi vuole e vorrà che ci siano delle interferenze da parte politica, come già accaduto in passato, e allora Quello che dobbiamo ricominciare a discutere è quale tipo di democrazia vogliamo, come fare a ridare senso ai meccanismi di rappresentanza, come riportare il valore della partecipazione dei cittadini al centro della pratica politica. Questo è, o almeno è per noi, il compito grande di cui può farsi carico l'ANPI e per il quale può operare spendendo la propria credibilità e autorevolezza. Questa è la prospettiva da costruire non senza aver fissato regole di trasparenza che consentano anche di rinnovare, ma con percorsi autenticamente condivisi e nel segno della collegialità più ampia possibile, gli organismi dirigenti. E' giusto far spazio a nuove figure, è doveroso premiare l'entusiasmo e la voglia di fare, ma è prioritario verificare sempre saperi e competenze. Formazione: questa la stella polare che deve guidare la nuova stagione dell'ANPI. Formazione culturale e civile, perché senza la politica non è data... O, per meglio dire, diventa mero strumento, anziché progetto e ancor meno progresso. Ed allora coraggio ritorniamo ad essere cittadini e Partigiani. Che l'ANPI si rinnovi, che sappia salvaguardare le fondamenta, la nostra Costituzione e che contribuisca a ricostruire la casa della democrazia italiana pezzo dopo pezzo.
Alcuni compagni delle sezioni ANPI della Lombardia.
Torniamo ad essere “cittadini e partigiani”
Scriviamo queste poche righe dopo gli esiti del ballottaggio per la provincia di Milano, ed ormai vi è la certezza, tutta la Lombardia è in mano alla destra.. La crisi politica continua, percorsi e tematiche errate ci hanno portato a questo risultato, siamo seriamente preoccupati La democrazia è come la casa. Si parte dalle fondamenta (la Costituzione). Poi ci sono i pilastri, i muri, i serramenti e così via.Ad ogni componente della casa si può assegnare per analogia un pezzo del sistema democratico.Anche se si parte dalle fondamenta ogni pezzo è necessario. Se manca o è difettoso può pregiudicare il tutto. Oggi piano piano stanno distruggendo il sistema democratico (la casa). Lo stanno facendo in modo scientifico da provetti demolitori: un pezzo dopo l'altro e la casa della democrazia è ormai malridotta. una situazione molto difficile per l’Italia, non solo per la grave crisi economica e sociale che essa attraversa, ma anche per i pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale Questa crisi economica, già di per sé particolarmente grave perché mondiale, perché strutturale, questa volta, rischia davvero di produrre effetti stravolgenti per il nostro Paese perché rappresenta l’ultimo colpo di coda di una crisi ben più ampia e generalizzata nei confronti della politica, delle istituzioni, di ogni idealità, dei sentimenti di altruismo e solidarietà e conduce la popolazione verso una deriva antidemocratica ed autoritaria che, da una parte tende ad una semplificazione della politica (un solo uomo “forte”, decisionista, non limitato dai lacci e laccioli del parlamentarismo, della rappresentanza, del bilanciamento democratico dei poteri) e dall’altra induce ad una visione “pesanti attacchi all’ordinamento democratico e costituzionale”. E’ necessario un rinnovato moto d’orgoglio, è necessario che le donne e gli uomini di questo Paese rialzino la testa, si scrollino di dosso quell’apatia che li attanaglia, quell’indifferenza che li neutralizza. Scriveva Antonio Gramsci nel 1917 riguardo all’indifferenza (da “Odio gli indifferenti”):“Credo che vivere voglia dire essere partigiani […].Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.[…]L’indifferenza è il peso morto della storia. […] L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera" Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per combattere il nazifascismo rischiando e offrendo la propria vita per la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia, principi sui quali costruire la futura convivenza civile, furono proprio questo: antidoto e monito all’individualismo e alla barbarie. Essi anteposero il Bene Comune al bene personale, al bene individuale. Anzi fecero di più: sacrificarono il bene personale al Bene Comune. E questa scelta estrema, anziché spaventare e allontanare la gente, l’attrasse a sé. La Resistenza diventò in breve tempo lotta di popolo.Operai e contadini soprattutto, ma anche impiegati e artigiani, insegnanti e professori, medici avvocati e ingegneri, preti e militari, cattolici comunisti liberali e socialisti. In una parola: ANTIFASCISTI.
In questo scenario politico in cui le parole e i fatti, raramente si incontrano, è fondamentale ricordare che: “La Costituzione non si tocca”. Ricordiamo che l’ANPI secondo noi, deve prendere posizione su pericoli legati ai principi fondamentali, come pluralismo democratico, oppure la guerra, sempre più nascosta e taciuta… ma che sempre più coinvolge le nostre forze armate, chi ricorda l’articolo 11.? Ed allora è importante, attuare i principi e i valori della nostra carta costituzionale, la concretezza di questo impegno deve essere riaffermata, oggi più che mai, a fronte delle nuove istanze di cambiamento dell’ordinamento, No alle sempre più pressanti richieste di una riforma costituzionale, si sente nuovamente parlare di rafforzamento dei poteri del premier, di federalismo, o federalismo fiscale, di superamento del bicameralismo, Ormai il dibattito sulla riforma costituzionale riguarda gli equilibri interni della coalizione che, di volta in volta, si trova al governo. È chiaro che la discussione sulla riforma costituzionale, dentro e fuori le aule parlamentari, è divenuta strumentale alla ridefinizione del ruolo e del peso delle diverse parti politiche che si succedono nel comporre le maggioranze di Governo. Siamo fermamente convinti che la discussione sull’assetto costituzionale deve essere un modo per vincolarsi al rispetto della Costituzione e non per agire di fatto contro la stessa e le sue regole. Le riforme costituzionali non possono essere condotte nell’arena della politica spicciola, bisogna avere rispetto del significato che riveste la Costituzione. Ha ragione Oscar Luigi Scalfaro quando dice che quel bicameralismo perfetto è nato in questo Paese, per volere dei padri e delle madri costituenti, perché si stava uscendo da una dittatura, con l’Italia disastrata da una guerra terribile! Stiamo discutendo di un periodo grave e pericoloso, che dal dopoguerra il nostro paese non ha più conosciuto.
Ora non si tratta di praticare delle limature alla Costituzione. Si pensa addirittura di intaccare la contrattazione nazionale, che può perfino fare prevedere un drastico ridimensionamento del potere del sindacato. È evidente che, così come è presente negli articoli della nostra Costituzione, la contrattazione nazionale, quando la si superasse, ed è in quella direzione che si sta andando, noi pensiamo sarebbe un problema gravissimo. Ancora l’articolo 43, ad esempio, sui beni di preminente interesse pubblico, riguarda l’acqua, i trasporti, la sanità pubblica, la scuola, la casa. Ma l’Anpi è un’associazione, che ha contribuito insieme al comitato “Salviamo la Costituzione” e ad altri come Aned, a vincere il referendum in difesa della Costituzione poco meno di 2 anni fa. Dunque deve avere questo tema a cuore. Ognuno di noi si deve fare interprete, deve uscire da qui per propagare ciò che sta nella nostra carta costituzionale, che deve essere patrimonio di ognuno. Sarebbe intollerabile vedere che non vi sia una conseguenza tra l’appartenenza all’associazione, e ciò che è il compito dell’associazione, cioè difendere la carta costituzionale. Rispetto ad essa la nostra associazione ha un legame particolarissimo e unico. Di tutto ciò però bisognerà tornare a parlare, perché è vero, l’Anpi non è un partito, non è un sindacato, e nessuno di noi vuole e vorrà che ci siano delle interferenze da parte politica, come già accaduto in passato, e allora Quello che dobbiamo ricominciare a discutere è quale tipo di democrazia vogliamo, come fare a ridare senso ai meccanismi di rappresentanza, come riportare il valore della partecipazione dei cittadini al centro della pratica politica. Questo è, o almeno è per noi, il compito grande di cui può farsi carico l'ANPI e per il quale può operare spendendo la propria credibilità e autorevolezza. Questa è la prospettiva da costruire non senza aver fissato regole di trasparenza che consentano anche di rinnovare, ma con percorsi autenticamente condivisi e nel segno della collegialità più ampia possibile, gli organismi dirigenti. E' giusto far spazio a nuove figure, è doveroso premiare l'entusiasmo e la voglia di fare, ma è prioritario verificare sempre saperi e competenze. Formazione: questa la stella polare che deve guidare la nuova stagione dell'ANPI. Formazione culturale e civile, perché senza la politica non è data... O, per meglio dire, diventa mero strumento, anziché progetto e ancor meno progresso. Ed allora coraggio ritorniamo ad essere cittadini e Partigiani. Che l'ANPI si rinnovi, che sappia salvaguardare le fondamenta, la nostra Costituzione e che contribuisca a ricostruire la casa della democrazia italiana pezzo dopo pezzo.
22 giugno 2009
Una nuova stagione per l'ANPI
Conferenza Nazionale D'Organizzazione - Chianciano 26/27/28 giugno 2008.
Con l’annuncio del progetto di “una nuova stagione per l’ANPI”, salutato dal Presidente della Repubblica, si apre il documento preparatorio della Conferenza nazionale di organizzazione che l’ ANPI terrà a Chianciano i prossimi 26, 27, 28 giugno per rinnovare profondamente strumenti e strutture organizzative.
L’ANPI non è un partito, né vuole diventarlo. Ma intende fortemente esercitare un ruolo di “coscienza critica” e suscitare “sentimenti di fiducia e speranza in tante parti del popolo”. In un mondo ed in un’Italia in cui tutto è cambiato oggi può realizzarsi l’ambizione di sempre: “fare dell’ANPI la casa di tutti gli antifascisti”.
Per tutto questo i partigiani e gli antifascisti dell’ANPI vogliono ancora una volta misurarsi con la sfida della democrazia “affinché essa, senza la partecipazione dei cittadini, non divenga un guscio vuoto e i partiti politici, non più chiusi nelle istituzioni e nei centri di potere, realizzino pienamente la funzione ad essa attribuita dall’art. 49 della Costituzione”.
Un progetto ambizioso, dunque, che l’ANPI porterà avanti attraverso una coesione tra generazioni diverse: “Ai più giovani si chiede di comprendere che non c’è futuro se non lo si costruisce su di un patrimonio ideale alto e senza ispirare ad esso la vocazione all’innovazione. A questo fine, accanto ai partigiani combattenti e patrioti – della cui presenza e del cui contributo autorevole non possiamo privarci - debbono aver posto, nell’associazione e negli organi dirigenti, insieme ai partigiani, antifascisti delle generazioni successive”.
Per la sezione ANPI Barona, votato dai delegati alla conferenza provinciale di Milano del 28 marzo 2008 sarà presente a Chianciano a pieno titolo il nostro presidente Ivano Tajetti a cui auguriamo buon lavoro e che oltre a rappresentare tutti noi, Antifascisti e Partigiani della Barona e di Milano, rappresenterà degnamente con la sua giovane figura, la sua esperienza, le sue radici, le nuove indicazioni associative.
... “un pensare ed un agire insieme” e una coesione esemplare tra le diverse generazioni.
Questa visione del rapporto fra le generazioni va assunta da tutta l’Associazione quale fondamento distintivo di una rinnovata cultura dell’ANPI e dei suoi iscritti. È dunque di una crescita culturale di tutti i soci partigiani e antifascisti che c’è bisogno per “lavorare insieme” tra generazioni diverse. E di ciò si dovrà tener conto nella formazione degli stessi organi dirigenti ad ogni livello...
Vi invitiamo a consultare i seguenti documenti:
documento per la conferenza Nazionale d'organizzazione
http://www.anpi.it/patria_2009/002/DOCUMENTO%20CONF.%20NAZ.%20-opuscolo%20stampato.pdf
dicono dell'ANPI:
Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Nicola Mancino, Luca Barbarossa, Katia Bellillo, Paolo Beni, Giorgio Bocca, Vincenzo Calò, Enrico Campedelli, Sergio Chiamparino, Giulietto Chiesa, Vannino Chiti, Sergio Cofferati, Roberto Di Giovan Paolo, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Nuccio Fava, Sabrina Ferilli, Pietro Folena, Dario Franceschini, Mariapia Garavaglia, Manuela Granaiola, Angelo Guglielmi, Margherita Hack, Rosa Iervolino Russo, Laurana Lajolo, Luigi Lusi, Antonio Maccanico, Fabrizio Matteucci, Elena Paciotti, Gianfranco Pagliarulo, Claudio Pavone, Giorgio Pighi, Renata Polverini, Cesare Salvi, Vauro Senesi, Marina Sereni, Gian Mario Spacca, Pierluigi Stefanini, Fulvio Tessitore, Marta Vincenzi, Flavio Zanonato
http://www.anpi.it/conforg_2009/dicono_dellANPI.pdf
Con l’annuncio del progetto di “una nuova stagione per l’ANPI”, salutato dal Presidente della Repubblica, si apre il documento preparatorio della Conferenza nazionale di organizzazione che l’ ANPI terrà a Chianciano i prossimi 26, 27, 28 giugno per rinnovare profondamente strumenti e strutture organizzative.
L’ANPI non è un partito, né vuole diventarlo. Ma intende fortemente esercitare un ruolo di “coscienza critica” e suscitare “sentimenti di fiducia e speranza in tante parti del popolo”. In un mondo ed in un’Italia in cui tutto è cambiato oggi può realizzarsi l’ambizione di sempre: “fare dell’ANPI la casa di tutti gli antifascisti”.
Per tutto questo i partigiani e gli antifascisti dell’ANPI vogliono ancora una volta misurarsi con la sfida della democrazia “affinché essa, senza la partecipazione dei cittadini, non divenga un guscio vuoto e i partiti politici, non più chiusi nelle istituzioni e nei centri di potere, realizzino pienamente la funzione ad essa attribuita dall’art. 49 della Costituzione”.
Un progetto ambizioso, dunque, che l’ANPI porterà avanti attraverso una coesione tra generazioni diverse: “Ai più giovani si chiede di comprendere che non c’è futuro se non lo si costruisce su di un patrimonio ideale alto e senza ispirare ad esso la vocazione all’innovazione. A questo fine, accanto ai partigiani combattenti e patrioti – della cui presenza e del cui contributo autorevole non possiamo privarci - debbono aver posto, nell’associazione e negli organi dirigenti, insieme ai partigiani, antifascisti delle generazioni successive”.
Per la sezione ANPI Barona, votato dai delegati alla conferenza provinciale di Milano del 28 marzo 2008 sarà presente a Chianciano a pieno titolo il nostro presidente Ivano Tajetti a cui auguriamo buon lavoro e che oltre a rappresentare tutti noi, Antifascisti e Partigiani della Barona e di Milano, rappresenterà degnamente con la sua giovane figura, la sua esperienza, le sue radici, le nuove indicazioni associative.
... “un pensare ed un agire insieme” e una coesione esemplare tra le diverse generazioni.
Questa visione del rapporto fra le generazioni va assunta da tutta l’Associazione quale fondamento distintivo di una rinnovata cultura dell’ANPI e dei suoi iscritti. È dunque di una crescita culturale di tutti i soci partigiani e antifascisti che c’è bisogno per “lavorare insieme” tra generazioni diverse. E di ciò si dovrà tener conto nella formazione degli stessi organi dirigenti ad ogni livello...
Vi invitiamo a consultare i seguenti documenti:
documento per la conferenza Nazionale d'organizzazione
http://www.anpi.it/patria_2009/002/DOCUMENTO%20CONF.%20NAZ.%20-opuscolo%20stampato.pdf
dicono dell'ANPI:
Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Nicola Mancino, Luca Barbarossa, Katia Bellillo, Paolo Beni, Giorgio Bocca, Vincenzo Calò, Enrico Campedelli, Sergio Chiamparino, Giulietto Chiesa, Vannino Chiti, Sergio Cofferati, Roberto Di Giovan Paolo, Guglielmo Epifani, Vasco Errani, Nuccio Fava, Sabrina Ferilli, Pietro Folena, Dario Franceschini, Mariapia Garavaglia, Manuela Granaiola, Angelo Guglielmi, Margherita Hack, Rosa Iervolino Russo, Laurana Lajolo, Luigi Lusi, Antonio Maccanico, Fabrizio Matteucci, Elena Paciotti, Gianfranco Pagliarulo, Claudio Pavone, Giorgio Pighi, Renata Polverini, Cesare Salvi, Vauro Senesi, Marina Sereni, Gian Mario Spacca, Pierluigi Stefanini, Fulvio Tessitore, Marta Vincenzi, Flavio Zanonato
http://www.anpi.it/conforg_2009/dicono_dellANPI.pdf
18 giugno 2009
16 giugno 2009
Ballottaggio a Milano.
COMITATO NAZIONALE
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Con riferimento ai ballottaggi del prossimo 21 giugno relativi alle elezioni amministrative, l’ANPI in coerenza con l’appello al voto formulata per le elezioni europee invita:
- a contrastare l’astensionismo, esercitando massivamente il diritto di voto, affinché esso si confermi come un’essenziale conquista democratica;
- a orientare il proprio voto in modo efficace e costruttivo verso i candidati per i quali l’Antifascismo, la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile.
- a contrastare l’astensionismo, esercitando massivamente il diritto di voto, affinché esso si confermi come un’essenziale conquista democratica;
- a orientare il proprio voto in modo efficace e costruttivo verso i candidati per i quali l’Antifascismo, la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile.
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LA SEGRETERIA NAZIONALE
15 giugno 2009
14 giugno 2009
L'addio a Ivan Della Mea
"O cara moglie», Un bel video per l'addio a Ivan Della Mea
Gli anni '60 e '70 raccontati con immagini d'epoca e con la musica di Ivan Della Mea morto la notte scorsa all'ospedale San Paolo di Milano.
http://video.unita.it/?video=1105
I funerali si svolgeranno martedì 16 giugno alle ore 11 presso il Circolo Arci Corvetto,
in Via Oglio, 21 a Milano
Addio Ivan.
Poeta, scrittore, musicista e narratore di lotte e libertà,
I partigiani e gli antifascisti della Barona.
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Gli anni '60 e '70 raccontati con immagini d'epoca e con la musica di Ivan Della Mea morto la notte scorsa all'ospedale San Paolo di Milano.
http://video.unita.it/?video=1105
I funerali si svolgeranno martedì 16 giugno alle ore 11 presso il Circolo Arci Corvetto,
in Via Oglio, 21 a Milano
Addio Ivan.
Poeta, scrittore, musicista e narratore di lotte e libertà,
I partigiani e gli antifascisti della Barona.
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12 giugno 2009
Arrivano le ronde nere...
Dal sito di Peace Reporter: un approfondimento che riteniamo importante
e che vi esortiamo a conoscere... http://it.peacereporter.net/articolo/16046/Arrivano+le+ronde+nere
e che vi esortiamo a conoscere... http://it.peacereporter.net/articolo/16046/Arrivano+le+ronde+nere
Riflessioni sul Referendum
Riflessioni sul referendum
Il Referendum del 21 giugno… sottovalutato, sconosciuto, come votare, come agire… ?
Riteniamo importante avviare in proposito una riflessione, determinante avere le idee chiare per decidere, siamo del parere che questo referendum ci riguardi, siamo sempre più convinti che la deriva democratica esiga anche su questo punto un ulteriore informazione…
Il contenuto del referendum è semplice, con l’approvazione il premio di maggioranza che oggi spetta alle coalizioni, andrebbe al partito che ottiene più voti, senza peraltro prevedere una soglia minima per potere godere di questo beneficio, dunque cercare un bipartitismo pressoché perfetto… escludendo dalle istituzioni forze politiche che non raggiungerebbero le percentuali portate con uno sbarramento secco del 4% (camera) e del 8% (senato). Una logica maggioritaria con qualche considerazione d’approfondire, in primis noi temiamo che con questa logica diventerebbe facile modificare la Costituzione, una maggioranza di due terzi in entrambi i rami del parlamento lo permetterebbe, un partito potrebbe aggiudicarsi da solo il 54% dei seggi, poi con altri eventuali partiti coalizzati avrebbe senza problemi i numeri mancanti… E uno scenario impossibile.?
Ricordiamo e portiamo poi alla vostra attenzione la legge Acerbi del 1925… che porto al fascismo la dote che con appena il 25% dei voti s’otteneva i 2/3 dei seggi in parlamento, per verità storica al fascismo in seguito non servì neanche questa legge… dopo poco non si andrà più neanche a votare… ciò non toglie che il riferimento storico è dovuto, e ricordiamo in merito il discorso alla camera di Giacomo Matteotti, e di conseguenza il suo omicidio.
Per poi ricordare la famosa legge truffa del 1953, un assegnazione del 65% dei seggi alla camera dei Deputati alla lista o al gruppo di liste “apparentate” in caso di raggiungimento del 50% + 1 dei voti validi…
Obbiettivamente appare utile l'analisi del terzo quesito… che reclama d’abrogare le “candidature multiple” insomma di candidare la stessa persona in più circoscrizioni, e ciò secondo noi darebbe sicuramente chiarezza agli elettori e alla loro rappresentanza politica.
Allora confermando l’indirizzo dell’ANPI Nazionale di non dare indicazioni di voto, vogliamo però informare, chiarire con questa analisi i pro e i contro di questo referendum. Noi siamo per il parlamentarismo delineato dalla Costituzione, con il suo sistema di pesi e contrappesi, il presidenzialismo camuffato ci preoccupa, e su questo chiediamo riflessioni ed analisi.
Tanto più che il referendum non metterebbe in discussione la famosa legge ”porcata”
non ripristinando alcuna scelta per i cittadini, nelle elezioni politiche. Ancora una volta il Parlamento un assemblea di nominati..?
Allora SI o No..? Consideriamo poi anche l’opzione astensionistica che riteniamo non “qualunquista” o inutile, infatti e la stessa Costituzione prevedendo un quorum per la validità dei referendum abrogativi, a riconoscere un ruolo utile all’astensione.
Noi dell’ANPI Barona, vogliamo continuare a difendere attivamente la democrazia..
È 65 anni ormai che lo facciamo, e non abbiamo nessuna intenzione di smettere.
Ivano Tajetti.
ANPI Barona. Milano.
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Il Referendum del 21 giugno… sottovalutato, sconosciuto, come votare, come agire… ?
Riteniamo importante avviare in proposito una riflessione, determinante avere le idee chiare per decidere, siamo del parere che questo referendum ci riguardi, siamo sempre più convinti che la deriva democratica esiga anche su questo punto un ulteriore informazione…
Il contenuto del referendum è semplice, con l’approvazione il premio di maggioranza che oggi spetta alle coalizioni, andrebbe al partito che ottiene più voti, senza peraltro prevedere una soglia minima per potere godere di questo beneficio, dunque cercare un bipartitismo pressoché perfetto… escludendo dalle istituzioni forze politiche che non raggiungerebbero le percentuali portate con uno sbarramento secco del 4% (camera) e del 8% (senato). Una logica maggioritaria con qualche considerazione d’approfondire, in primis noi temiamo che con questa logica diventerebbe facile modificare la Costituzione, una maggioranza di due terzi in entrambi i rami del parlamento lo permetterebbe, un partito potrebbe aggiudicarsi da solo il 54% dei seggi, poi con altri eventuali partiti coalizzati avrebbe senza problemi i numeri mancanti… E uno scenario impossibile.?
Ricordiamo e portiamo poi alla vostra attenzione la legge Acerbi del 1925… che porto al fascismo la dote che con appena il 25% dei voti s’otteneva i 2/3 dei seggi in parlamento, per verità storica al fascismo in seguito non servì neanche questa legge… dopo poco non si andrà più neanche a votare… ciò non toglie che il riferimento storico è dovuto, e ricordiamo in merito il discorso alla camera di Giacomo Matteotti, e di conseguenza il suo omicidio.
Per poi ricordare la famosa legge truffa del 1953, un assegnazione del 65% dei seggi alla camera dei Deputati alla lista o al gruppo di liste “apparentate” in caso di raggiungimento del 50% + 1 dei voti validi…
Obbiettivamente appare utile l'analisi del terzo quesito… che reclama d’abrogare le “candidature multiple” insomma di candidare la stessa persona in più circoscrizioni, e ciò secondo noi darebbe sicuramente chiarezza agli elettori e alla loro rappresentanza politica.
Allora confermando l’indirizzo dell’ANPI Nazionale di non dare indicazioni di voto, vogliamo però informare, chiarire con questa analisi i pro e i contro di questo referendum. Noi siamo per il parlamentarismo delineato dalla Costituzione, con il suo sistema di pesi e contrappesi, il presidenzialismo camuffato ci preoccupa, e su questo chiediamo riflessioni ed analisi.
Tanto più che il referendum non metterebbe in discussione la famosa legge ”porcata”
non ripristinando alcuna scelta per i cittadini, nelle elezioni politiche. Ancora una volta il Parlamento un assemblea di nominati..?
Allora SI o No..? Consideriamo poi anche l’opzione astensionistica che riteniamo non “qualunquista” o inutile, infatti e la stessa Costituzione prevedendo un quorum per la validità dei referendum abrogativi, a riconoscere un ruolo utile all’astensione.
Noi dell’ANPI Barona, vogliamo continuare a difendere attivamente la democrazia..
È 65 anni ormai che lo facciamo, e non abbiamo nessuna intenzione di smettere.
Ivano Tajetti.
ANPI Barona. Milano.
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11 giugno 2009
10 giugno 2009
Evola e il razzismo a Garbagnate Milanese.
06 giugno 2009
05 giugno 2009
Marcia Mondiale Pace e Nonviolenza
Anche l’ANPI Barona aderisce alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza - che partirà il 2 ottobre prossimo da Wellington (Nuova Zelanda) per concludersi a Punta de Vacas (Argentina) il 2 gennaio 2010, con tappe in Italia - condividendo pienamente la necessità, dichiarata dai promotori dell’iniziativa, di creare una coscienza diffusa a favore della pace e del disarmo e di “risvegliare” il sentimento della nonviolenza. Auspichiamo una grande partecipazione popolare ed una forte riuscita.
Per ulteriori notizie su programma e adesioni: www.marciamondiale.org
.
Per ulteriori notizie su programma e adesioni: www.marciamondiale.org
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03 giugno 2009
Bologna... Centri sociali e ANPI
Dal MANIFESTO: 2 Giugno 09.
TAGLIO BASSO di Giusi Marcante -
BOLOGNA. Grande successo per il festival delle culture antifasciste.
Insieme centri sociali e Anpi.
Un esperimento da ripetere
Bologna si riscopre rossa, resistente e antirazzista Chiude oggi a Bologna il Festival sociale delle culture antifasciste e in giro per il parco delle Caserme Rosse, il lager della città che funzionò come centro di smistamento e deportazione verso la Germania tra il '43 e il '44, c'è già chi parla della prima edizione pensando ad un futuro per questa cinque giorni che ha tentato (e il risultato è decisamente lusinghiero) più di un esperimento. Il primo è stato quello di allargare il concetto di antifascismo a partire dalla convinzione che il fascismo del nostro tempo si declina in modi diversi. Come nel razzismo delle leggi contro gli immigrati o in quel conformismo già biasimato da Pier Paolo Pasolini nel 1962: «L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è ora il fascismo». C'è questa frase alla base dell'appello lanciato da un gruppo di persone trasversali ai centri sociali della città che hanno preferito fare un passo indietro rispetto alle identità degli spazi per presentarsi come rete informale.E qui arriva l'altro esperimento: nella Bologna medaglia rossa della Resistenza l'Anpi e i centri sociali si sono sempre guardati a distanza ma dal 2006, quando è stata data la possibilità di iscriversi all'associazione anche a chi non ha fatto la lotta partigiana, molti giovani si sono iscritti. Nel quartiere della Bolognina il presidente della sezione Anpi si chiama Armando Sarti, anche lui non è stato un partigiano ma il suo lavoro di ricerca sulle Caserme Rosse ha contribuito a svelare una storia ancora poco conosciuta su quel luogo. Sarti ha accettato il confronto e la proposta dei centri sociali e il festival ha preso vita con un lunghissimo programma che in cinque giorni ha proposto più di 90 eventi tra dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli e concerti. Uno su tutti il concerto delle "bande partigiane" ( dalla Banda Roncati di Bologna agli Ottoni a scoppio di Milano ai Fiati Sprecati di Firenze) che ieri pomeriggio ha attraversato assieme a 200 persone il centro della città fino al sacrario dei caduti della Resistenza. E se al presidente provinciale dell'Anpi William Michelini, che pure ha dato il patrocinio, non piace sentir parlare di centri sociali, sono stati diversi gli ex partigiani e gli ex deportati che hanno partecipato alle iniziative. Insomma una dialettica normale anche in un'associazione come quella degli ex partigiani. Il festival è stato totalmente autogestito e autofinanziato, nel parco ha funzionato un campeggio e una cucina che ha distribuito centinaia di pasti. Questa mattina nell'assemblea conclusiva si deciderà quale percorso dare all'esperienza del Festival sociale delle culture antifasciste che potrebbe diventare una scadenza annuale. Il percorso è stato in parte tracciato in questi giorni e tutte le iniziative e le persone che sono state coinvolte costituiscono la prima parte della scatola degli attrezzi per affrontare il fascismo dei nostri tempi.
TAGLIO BASSO di Giusi Marcante -
BOLOGNA. Grande successo per il festival delle culture antifasciste.
Insieme centri sociali e Anpi.
Un esperimento da ripetere
Bologna si riscopre rossa, resistente e antirazzista Chiude oggi a Bologna il Festival sociale delle culture antifasciste e in giro per il parco delle Caserme Rosse, il lager della città che funzionò come centro di smistamento e deportazione verso la Germania tra il '43 e il '44, c'è già chi parla della prima edizione pensando ad un futuro per questa cinque giorni che ha tentato (e il risultato è decisamente lusinghiero) più di un esperimento. Il primo è stato quello di allargare il concetto di antifascismo a partire dalla convinzione che il fascismo del nostro tempo si declina in modi diversi. Come nel razzismo delle leggi contro gli immigrati o in quel conformismo già biasimato da Pier Paolo Pasolini nel 1962: «L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è ora il fascismo». C'è questa frase alla base dell'appello lanciato da un gruppo di persone trasversali ai centri sociali della città che hanno preferito fare un passo indietro rispetto alle identità degli spazi per presentarsi come rete informale.E qui arriva l'altro esperimento: nella Bologna medaglia rossa della Resistenza l'Anpi e i centri sociali si sono sempre guardati a distanza ma dal 2006, quando è stata data la possibilità di iscriversi all'associazione anche a chi non ha fatto la lotta partigiana, molti giovani si sono iscritti. Nel quartiere della Bolognina il presidente della sezione Anpi si chiama Armando Sarti, anche lui non è stato un partigiano ma il suo lavoro di ricerca sulle Caserme Rosse ha contribuito a svelare una storia ancora poco conosciuta su quel luogo. Sarti ha accettato il confronto e la proposta dei centri sociali e il festival ha preso vita con un lunghissimo programma che in cinque giorni ha proposto più di 90 eventi tra dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli e concerti. Uno su tutti il concerto delle "bande partigiane" ( dalla Banda Roncati di Bologna agli Ottoni a scoppio di Milano ai Fiati Sprecati di Firenze) che ieri pomeriggio ha attraversato assieme a 200 persone il centro della città fino al sacrario dei caduti della Resistenza. E se al presidente provinciale dell'Anpi William Michelini, che pure ha dato il patrocinio, non piace sentir parlare di centri sociali, sono stati diversi gli ex partigiani e gli ex deportati che hanno partecipato alle iniziative. Insomma una dialettica normale anche in un'associazione come quella degli ex partigiani. Il festival è stato totalmente autogestito e autofinanziato, nel parco ha funzionato un campeggio e una cucina che ha distribuito centinaia di pasti. Questa mattina nell'assemblea conclusiva si deciderà quale percorso dare all'esperienza del Festival sociale delle culture antifasciste che potrebbe diventare una scadenza annuale. Il percorso è stato in parte tracciato in questi giorni e tutte le iniziative e le persone che sono state coinvolte costituiscono la prima parte della scatola degli attrezzi per affrontare il fascismo dei nostri tempi.
02 giugno 2009
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